Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Università, Atenei e Istituti teologici Pontifici di Roma

  1. #1
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    Post Università, Atenei e Istituti teologici Pontifici di Roma

    A Roma sono presenti attualmente 20 Almæ Matres studiorum, tra Università, Atenei, Facoltà ed Istituti Pontifici:


    • Pontificia Università Antonianum
    • Pontificia Università Gregoriana
    • Pontificia Università Lateranense
    • Pontificia Università Salesiana
    • Pontificia Università della Santa Croce
    • Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum)
    • Pontificia Università Urbaniana
    • Pontificio Ateneo Regina Apostolorum
    • Pontificio Ateneo Sant'Anselmo
    • Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana
    • Pontificio Istituto Biblico
    • Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia
    • Pontificio Istituto di Musica Sacra
    • Pontificio Istituto Orientale
    • Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica
    • Pontificio Istituto Superiore di Latinità o Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche
    • Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium
    • Pontificia Facoltà Teologica Marianum
    • Pontificia Facoltà Teologica e Pontificio Istituto di Spiritualità Teresianum
    • Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura (Seraphicum)


    I rispettivi loghi con i link a ciascun sito ufficiale sono visionabili qui: http://www.asupr.org/atenei-pontifici-di-roma/

    Dal novembre 2013, i rappresentanti di tutti gli Atenei Pontifici hanno cominciato ad incontrarsi per creare l'associazione SUPR (Studenti delle Università Pontificie di Roma), che si pone l'obiettivo di coordinare e collegare le singole associazioni studentesche presenti in ciascun ateneo, per condividere i benefici di ogni ateneo, promuovere la stipula di accordi fra atenei (prestito inter-bibliotecario, frequenza di corsi, visite di professori, corsi di lingue, ecc.), promuovere iniziative culturali e assistenziali (volontariato) tra gli studenti, organizzare e collaborare nell'organizzazione di eventi per la crescita e la formazione spirituale degli studenti ed offrire, per quanto possibile, un orientamento nell'ingresso dei nuovi studenti, un aiuto per gestioni burocratiche (visto, permessi di soggiorno) e sostegno per l'inserimento nel mondo del lavoro.
    Fonte: sito SUPR http://www.asupr.org/chi-siamo/

    L'Associazione è presente in Rete all'indirizzo http://www.asupr.org/ e gestisce la pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/598929560198900/ .

    _______________________



    UNIVERSITÀ PONTIFICIE: ROMA, NASCE L’ASSOCIAZIONE DEGLI STUDENTI “SUPR”
    Venerdì 16 Maggio 2014, 14:51

    Mercoledì 21 maggio, alle ore 16
    , presso il Teresianum, si terrà la presentazione ufficiale dell’Associazione Supr (Studenti delle Università Pontificie di Roma). La nuova organizzazione si è costituita da qualche mese su iniziativa di studenti di diverse Università romane con lo scopo di promuovere la comunicazione e la collaborazione tra gli studenti degli Atenei Pontifici e di rappresentarli presso la Congregazione per l’Educazione cattolica, la Conferenza dei rettori delle Università Pontificie Romane e altri organismi.

    Con l’Associazione Supr si dà una risposta importante al bisogno di avere un punto di riferimento per riflettere sul ruolo degli studenti delle Università Pontificie e per promuovere il dialogo e la cooperazione fra di loro.

    Gli Atenei Pontifici sono particolarmente aperti all’internazionalizzazione e raccolgono ogni anno più di 20.000 studenti provenienti da ogni parte del mondo. Attualmente esistono 7 Università Pontificie, 2 Pontifici Atenei e 11 Pontifici Istituti e Facoltà.

    Fanno parte della nuova associazione due rappresentanti di ogni Ateneo. Sarà loro compito studiare la possibilità di svolgere attività consone con gli scopi della Supr: organizzare convegni ed eventi finalizzati alla crescita personale e alla formazione spirituale degli studenti, promuovere iniziative culturali e assistenziali o curare iniziative editoriali.

    Fonte: AgenSir http://www.agensir.it/pls/sir/v4_s2d...oggetto=287040


    Suor Mary Melone, prima donna a dirigere una Università papale




    La presenza delle donne nel mondo della teologia è un percorso partito in sordina decenni fa, nel post-Concilio. Ora è arrivato a maturazione con la nomina, nei giorni scorsi, della prima donna a capo di una Università pontificia romana. Alla guida dell’Antonianum è stata chiamata la religiosa francescana, suor Mary Melone, grande esperta di Sant’Antonio da Padova. Al microfono di Gudrun Sailer, la religiosa riflette sui cambiamenti in corso all’interno di una comunità accademica abituata a un confronto al “maschile” sui temi della teologia:

    R. – Il fatto che sia avvenuto è un segno che ci sono cambiamenti. Vorrei sottolineare due aspetti relativi a questa nomina. Il primo aspetto è che è avvenuta con criteri accademici: la comunità si esprime su attitudini, competenze, dei professori che ritiene adatti a un incarico. Il secondo aspetto è che questa prima volta di una donna, di una suora, a capo di un’Università pontificia è legata al fatto che la nostra presenza come professori è relativamente recente: le donne accedono alla teologia e quindi al dottorato solo dopo il Concilio, si inseriscono nell’insegnamento negli anni, che non sono molti, post-conciliari. I dinamismi delle università consentono di accedere a queste cariche solo ai professori stabili, gli ordinari e i titolari delle cattedre, e non sempre le religiose o le donne possono accedere a questo tipo di carriera universitaria.

    D. – Da quando lei osserva questo evolversi della situazione all’università, percepisce negli ultimi anni una maggiore accoglienza verso le studentesse?

    R. – Posso dire che c’è un duplice cambiamento. Nel nostro mondo femminile, anche religioso, la prospettiva di un inserimento poi professionale è un po’ diverso perché gli istituti femminili, le donne, non hanno università di Ordini, di Congregazioni. Però, negli ultimi anni c’è una sensibilità maggiore nel mondo femminile nel dedicarsi allo studio della teologia. E c’è anche una maggiore attenzione da parte delle istituzioni a consentire anche alle religiose di accedere alla carriera di professore stabile. Sicuramente, c’è una maggiore apertura, un riconoscimento del ruolo della donna.

    D. – Papa Francesco ha sostenuto varie volte di voler approfondire la teologia della donna. Quali i campi secondo lei più promettenti di una tale teologia?

    R. – Io credo che la donna possa dedicarsi a ogni ambito della teologia con il modo di fare teologia che è proprio di una donna. Io vivo in un ambiente segnato da una riflessione maggioritariamente maschile. Però, posso dire che la donna quando si accosta, quando riflette sulla Rivelazione, sul mistero di Dio, lo fa con la sua sensibilità. O nella morale, che è un campo molto delicato, in cui la donna porta anche la sensibilità della femminilità, dei problemi connessi: immagino tutta la morale antropologica, tutto il problema della vita, del rispetto della vita prima della nascita… Ma anche negli altri ambiti, come quello a cui mi dedico più propriamente, quello dogmatico, cioè il modo di comprendere per esempio, il mistero dell’Incarnazione… Si arricchisce nel momento in cui l’approccio maschile viene confrontato con quello femminile.

    D. – Ma questa cosa viene accettata dalla teologia come tale?

    R. – Alcuni teologi pensano che ci sia una teologia femminile e quando aggiungono l’aggettivo “femminile” lo fanno per intendere che la teologia in quanto tale, senza aggettivi, sia “maschile”. È per questo che sono un po’ più circospetta sulle categorie, perché penso che la teologia in quanto tale, senza aggettivi, sia la riflessione sul mistero di Dio che si rivela e quindi possa farla sia la donna che l’uomo. Vedo che nell’ambito della ricerca contemporanea c’è un’attenzione graduale verso il contributo delle donne, verso i saggi che molte teologhe pubblicano, che sono sempre più citati. La citazione dei testi è il segno più immediatamente tangibile che viene riconosciuto l’apporto anche della riflessione femminile.


    fonte: Radio Vaticana
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  2. #2
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    PAPA FRANCESCO: CONFERMA MONS. DAL COVOLO RETTORE DELLA LATERANENSE

    Il cardinal Agostino Vallini, vicario della città di Roma, ha notificato questa mattina al vescovo Enrico dal Covolo, il documento con il quale Papa Francesco lo ha eletto e nominato rettore della Pontificia Università Lateranense per un secondo quadriennio, a norma dell’art. 10 degli Statuti della medesima Università. “Sono grato al Santo Padre che ha voluto accordarmi, per un ulteriore quadriennio, la fiducia come rettore dell’Università che, a titolo speciale, è l’Università del Papa”, ha dichiarato il rettore ricevuta la notifica: “Unitamente a tutti i professori, il personale e gli studenti, ci metteremo in ascolto del generoso magistero di Papa Francesco, cercando di fare nostra l’indicazione data agli studenti delle scuole dei Gesuiti: ‘Curare la formazione umana finalizzata alla magnanimità’”. “In ciascuno di noi - ha assicurato il rettore - risuonano le parole di Papa Francesco: ‘Educare non è un mestiere, ma un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da se stessi e stare in mezzo ai giovani, accompagnarli nelle tappe della loro crescita mettendosi al loro fianco. Donate loro speranza, ottimismo per il loro cammino nel mondo. Insegnate a vedere la bellezza e la bontà della creazione e dell’uomo, che conserva sempre l’impronta del Creatore. Ma soprattutto siate testimoni con la vostra vita di quello che comunicate’”.

    Enrico dal Covolo è nato il 5 ottobre 1950 a Feltre nel bellunese. Ha professato i primi voti nella congregazione dei Salesiani di Don Bosco il 2 settembre 1973. Nel 1974 si è laureato in lettere classiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ordinato sacerdote il 22 dicembre 1979 a Milano, ha conseguito il dottorato in teologia e scienze patristiche presso l’Istituto patristico “Augustinianum” di Roma e insegnato alla Facoltà di lettere cristiane e classiche dell’Università Pontificia Salesiana di cui è stato preside-decano e in seguito vicerettore. Nel 2003 don Pascual Chávez, l’allora rettor maggiore dei Salesiani, lo ha nominato postulatore generale per le cause dei Santi della Famiglia Salesiana. Dal 21 al 27 febbraio 2010 ha predicato gli esercizi spirituali quaresimali a Benedetto XVI e alla Curia romana. Il 30 giugno dello stesso anno il Papa emerito lo ha nominato rettore magnifico della Pontificia Università Lateranense elevandolo, il 15 settembre, alla dignità episcopale e assegnandogli la sede titolare vescovile di Eraclea. Quattro le istanze programmatiche dei suoi primi quatto anni di rettorato: l’emergenza educativa, la formazione dei formatori, la comunicazione e la pastorale universitaria. L’anno accademico in corso, il primo del secondo quadriennio da rettore, avrà come focus tematico, la riflessione sulla didattica universitaria.


    fonte: SIR
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  3. #3
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    Lateranense, «la missione dell’Università nel Magistero di Francesco»
    Il cardinale Scola inaugura il 6 novembre l’anno accademico


    Sarà il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, a proferire, giovedì 6 novembre, presso l’Aula Magna Benedetto XVI della Pontificia Università Lateranense, la lectio magistralis in occasione del Dies Academicus dell’Ateneo.

    Il porporato offrirà una riflessione dal titolo “La missione dell’Università Pontificia alla luce del Magistero di Papa Francesco”.

    Il Dies, che inaugura solennemente l’Anno accademico 2014-2015, 242° dalla fondazione dell’Università, inizierà alle 11.15 e sarà introdotto dai saluti del cardinale vicario Agostino Vallini, Gran Cancelliere della Lateranense, cui seguirà la prolusione del Rettore Magnifico dell’Ateneo, il vescovo Enrico dal Covolo.

    fonte

  4. #4
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    Firmato l’accordo Università Lateranense-Uca
    La collaborazione accademica tra gli Atenei pontifici si concretizzerà in uno scambio tra professori e studenti e in sinergie di vario genere


    Redazione
    Roma


    La Pontificia Università Lateranense e la Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires firmano un accordo quadro di collaborazione accademica. L'accordo si concretizza anzitutto in uno scambio facilitato tra professori e studenti delle due Università, e poi in sinergie di vario genere: pubblicazioni scientifiche, strumenti didattici, eventi di rilievo…. In particolare, la collaborazione riguarda le aree disciplinari della Dottrina Sociale della Chiesa e del Diritto canonico e civile.


    fonte: Vatican Insider
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  5. #5
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    In data 16 luglio, la Congregazione per l'Educazione Cattolica ha nominato Rettore Magnifico della Pontificia Università Salesiana per il triennio 2015-2018 il Rev. Prof. Don Mauro Mantovani, S.D.B.
    (fonte: sito ufficiale della PUS)
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  6. #6
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    2018: nasce la Pontificia Università Francescana

    L’annuncio dei ministri generali. Fra Paoletti: “all’orizzonte un vero polo di alta qualità, capace di attrarre studenti e ricercatori”

    Il 2018 rappresenterà un anno significativo nella storia delle famiglie francescane con la creazione della nuova Pontificia Università Francescana.
    L’annuncio di questo percorso comune, per un progetto che si preannuncia di grande impatto nell’ambito della formazione universitaria, è stato dato domenica, quasi in tono sommesso, secondo lo stile dell’umiltà e della semplicità dei successori di San Francesco. Ma la notizia rappresenta un segnale quasi rivoluzionario, che va a costituire un passo significativo anche sul piano dell’unità delle famiglie.
    Il progetto nesce dalla consapevolezza di “come in questi tempi di divisione e frammentazione – scrivono i Ministri generali fra Marco Tasca (OFMConv), fra Mauro Jöhri (OFMCapp), fra Michael Perry (OFM) e fra Nicholas Polichnowski (TOR) - siamo chiamati a fare emergere la nostra identità unitaria dovuta al nostro essere figli di san Francesco, eredi della sua esperienza e intuizione di vita evangelica. Per quanto la storia e le diverse sensibilità e accentuazioni carismatiche ci abbiano divisi, siamo consapevoli che l’Ordine, nato dall’intuizione di san Francesco, è uno e che l’unità nella diversità è la vocazione a cui siamo chiamati, per essere segno eloquente nella storia della presenza e dell’azione del Dio-Comunione di Persone”.
    Non è certamente estraneo al percorso papa Francesco che, nella sua prima visita ad Assisi il 4 ottobre 2013, aveva chiesto espressamente ai Ministri generali di essere segno di unità della comune identità francescana, lo stesso papa Francesco che si dice abbia salutato con grande soddisfazione l’avvio del progetto che risponde anche alle indicazioni della Congregazione per l’Educazione cattolica per le Università romane.
    La decisione raccoglie il pieno plauso del Preside della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum, retta dai Frati minori conventuali, che ha seguito da vicino il cammino di unificazione.
    “Il tempo presente - commenta il preside, fra Domenico Paoletti - caratterizzato dalla rivoluzione digitale, dalla globalizzazione e dalla frammentazione, sta provocando il cambiamento della stessa mappa formativa nei nostri Ordini e dei nostri centri accademici, sempre più interculturali e bisognosi di un centro di eccellenza che promuova la cultura della qualità e dell’unità dei saperi secondo il paradigma filosofico e teologico francescano. Ecco allora che la decisione della famiglia francescana di unire gli attuali centri accademici, in particolare l’Antonianum e il Seraphicum, è un grande evento con l’obiettivo di fare dell’Università francescana un vero polo universitario di alta qualità, che attragga studenti e ricercatori”.
    Ad oggi, infatti, le realtà accademiche dei francescani contano due centri: la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” dei Frati minori conventuali e la Pontificia Università Antonianum dei Frati minori, anche se in verità un forte spirito di collaborazione ha sempre visto sia un interscambio tra queste due istituzioni accademiche, sia il coinvolgimento di docenti appartenenti all’Ordine dei frati Cappuccini e al Terz’Ordine Regolare.
    Il 2018 è molto vicino e così le Segreterie di Formazione e Studi delle famiglie francescane lavorano a un gruppo di coordinamento che dovrà realizzare questa nuova realtà, forti di una storia di fede e testimonianza che inizia nel 1200 e che va a preannunciarsi come un incisivo strumento di evangelizzazione, seguendo la comune peculiarità “sapienziale” del primato dell’amore, propria della Scuola francescana.

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  7. #7
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    Speriamo che questo ateneo porti anche all'agognata unificazione dell'ordine francescano.

  8. #8
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    Non credo: stanno unificando per ottimizzare le istituzioni accademiche, l'unità tra le varie obbedienze dei frati minori mi sa che non è nemmeno in ipotesi.

  9. #9
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    Pontificia università Gregoriana

    Salve a tutti, vorrei chiedere se qualcuno di voi è stato o conosce chi frequenta la Gregoriana.
    Mi sono informata sul sito internet ma volevo qualche opinione sulla validità di quest'ultima

  10. #10
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    Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Summa familiae cura” che istituisce il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, 19.09.2017


    Lettera Apostolica Summa familiae cura


    Animato dalla più grande cura per la famiglia, san Giovanni Paolo II, dando seguito al Sinodo dei Vescovi del 1980 sulla famiglia e all’Esortazione apostolica post-sinodale Familiaris consortio, del 1981, con la Costituzione apostolica Magnum Matrimonii sacramentum conferì stabile forma giuridica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, operante presso la Pontificia Università Lateranense. Da allora esso ha sviluppato un proficuo lavoro di approfondimento teologico e di formazione pastorale sia nella sua Sede Centrale di Roma, sia nelle Sezioni extra-urbane, ormai presenti in tutti i continenti.

    Più di recente, la Chiesa ha compiuto un ulteriore percorso sinodale mettendo nuovamente al centro dell’attenzione la realtà del matrimonio e della famiglia, in primo luogo nell’Assemblea straordinaria del 2014, dedicata a “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, e poi in quella ordinaria del 2015 su “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo”. Compimento di questo intenso cammino è stata l’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, pubblicata il 19 marzo 2016.

    Questa stagione sinodale ha portato la Chiesa a una rinnovata consapevolezza del vangelo della famiglia e delle nuove sfide pastorali a cui la comunità cristiana è chiamata a rispondere. La centralità della famiglia nei percorsi di “conversione pastorale”[1] delle nostre comunità e di “trasformazione missionaria della Chiesa”[2] esige che – anche a livello di formazione accademica – nella riflessione sul matrimonio e sulla famiglia " non vengano mai meno la prospettiva pastorale e l’attenzione alle ferite dell’umanità. Se un fruttuoso approfondimento della teologia pastorale non può essere condotto trascurando il peculiare profilo ecclesiale della famiglia,[3] d’altro canto, non sfugge alla stessa sensibilità pastorale della Chiesa il prezioso apporto del pensiero e della riflessione che indagano, nel modo più approfondito e rigoroso, la verità della rivelazione e la sapienza della tradizione della fede, in vista della sua migliore intelligenza nel tempo presente. «Il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa. […] E’ sano prestare attenzione alla realtà concreta, perché le richieste e gli appelli dello Spirito risuonano anche negli stessi avvenimenti della storia, attraverso i quali la Chiesa può essere guidata ad una intelligenza più profonda dell’inesauribile mistero del matrimonio e della famiglia».[4]

    Il cambiamento antropologico-culturale, che influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato, non ci consente di limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato. Dobbiamo essere interpreti consapevoli e appassionati della sapienza della fede in un contesto nel quale gli individui sono meno sostenuti che in passato dalle strutture sociali, nella loro vita affettiva e familiare. Nel limpido proposito di rimanere fedeli all’insegnamento di Cristo, dobbiamo dunque guardare, con intelletto d’amore e con saggio realismo, alla realtà della famiglia, oggi, in tutta la sua complessità, nelle sue luci e nelle sue ombre.[5]

    Per queste ragioni ho ritenuto opportuno dare un nuovo assetto giuridico all’Istituto Giovanni Paolo II, affinché «la lungimirante intuizione di San Giovanni Paolo II, che ha fortemente voluto questa istituzione accademica, oggi [possa] essere ancora meglio riconosciuta e apprezzata nella sua fecondità e attualità».[6] Pertanto, sono venuto alla deliberazione di istituire un Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, ampliandone il campo di interesse, sia in ordine alle nuove dimensioni del compito pastorale e della missione ecclesiale, sia in riferimento agli sviluppi delle scienze umane e della cultura antropologica in un campo così fondamentale per la cultura della vita.

    Art. 1

    Con il presente Motu proprio istituisco il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, che, legato alla Pontificia Università Lateranense, succede, sostituendolo, al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, stabilito dalla Costituzione apostolica Magnum Matrimonii sacramentum, il quale pertanto, viene a cessare. Sarà, comunque, doveroso che l’originaria ispirazione che diede vita al cessato Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia continui a fecondare il più vasto campo di impegno del nuovo Istituto Teologico, contribuendo efficacemente a renderlo pienamente corrispondente alle odierne esigenze della missione pastorale della Chiesa.

    Art. 2

    Il nuovo Istituto costituirà, nell’ambito delle istituzioni pontificie, un centro accademico di riferimento, al servizio della missione della Chiesa universale, nel campo delle scienze che riguardano il matrimonio e la famiglia e riguardo ai temi connessi con la fondamentale alleanza dell’uomo e della donna per la cura della generazione e del creato.

    Art. 3

    Lo speciale rapporto del nuovo Istituto Teologico con il ministero e il magistero della Santa Sede sarà ulteriormente avvalorato dalla privilegiata relazione che esso stabilirà, nelle forme che saranno reciprocamente concordate, con la Congregazione per l’Educazione Cattolica, con il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e con la Pontificia Accademia per la Vita.

    Art. 4

    § 1. Il Pontificio Istituto Teologico, così rinnovato, adeguerà le proprie strutture e disporrà gli strumenti necessari – cattedre, docenti, programmi, personale amministrativo – per realizzare la missione scientifica ed ecclesiale che gli è assegnata.

    § 2. Le autorità accademiche dell’Istituto Teologico sono il Gran Cancelliere, il Preside e il Consiglio dell’Istituto.

    § 3. L’Istituto Teologico ha la facoltà di conferire iure proprio ai suoi studenti i seguenti gradi accademici: il Dottorato in Scienze su Matrimonio e Famiglia; la Licenza in Scienze su Matrimonio e Famiglia; il Diploma in Scienze su Matrimonio e Famiglia.

    Art. 5

    Quanto stabilito dal presente Motu proprio sarà approfondito e definito negli Statuti propri, approvati dalla Santa Sede. In modo particolare, si provvederà a individuare le modalità più adatte a favorire la cooperazione e il confronto, nell’ambito della didattica e della ricerca, tra le autorità dell’Istituto Teologico e quelle della Pontificia Università Lateranense.

    Art. 6

    Fino all’approvazione dei nuovi Statuti, l’Istituto Teologico sarà temporaneamente retto dalle norme statutarie finora vigenti nell’Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, ivi comprese la strutturazione in Sezioni e le relative norme, nella misura in cui non si oppongano al presente Motu proprio.

    Tutto ciò che ho deliberato con questa Lettera apostolica in forma di Motu proprio, ordino che sia osservato in tutte le sue parti, nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, e stabilisco che venga promulgato mediante la pubblicazione sul quotidiano L'Osservatore Romano, entrando in vigore il giorno della promulgazione, e che, successivamente, sia inserito in Acta Apostolicae Sedis.

    Dato a Roma, presso San Pietro, l’8 settembre, Festa della Natività della B.V. Maria, dell’anno 2017, quinto del Nostro Pontificato

    FRANCESCO PP.

    ________________________

    [1] Cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 26-32.

    [2] Cfr ibid., cap. I.

    [3] Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11.

    [4] Esort. ap. postsin. Amoris laetitia, 31; cfr Giovanni Paolo II, Esort. ap. postsin. Familiaris consortio, 4.

    [5] Cfr Esort. ap. postsin. Amoris laetitia, 32.

    [6] Discorso alla comunità accademica del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, 27 ottobre 2016: L’Osservatore Romano, 28 ottobre 2016, p. 8.

    [01336-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    (...)


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

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