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Discussione: Il memoriale di Mons. C.M. Viganò sulla gestione di casi di abusi negli U.S.A.

  1. #841
    Vecchia guardia di CR
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    la Dott.ssa Chaouqui conferma la tesi Ouellet

    https://www.facebook.com/francescaimmacolata.chaouqui/posts/2143506732589198


    Francesca Immacolata Chaouqui

    17 min ·

    Ecco cosa pensa la chiesa che conta di quel trombato di Viganó. A me dispiace per i bravi professionisti che sono andati appresso ad un pazzo.

  2. #842
    Bannato
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    Citazione Originariamente Scritto da kika51 Visualizza Messaggio
    Ecco cosa pensa la chiesa che conta di quel trombato di Viganó. A me dispiace per i bravi professionisti che sono andati appresso ad un pazzo.
    Complimenti per il linguaggio signora Chaouqui...

  3. #843
    macrina
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    Citazione Originariamente Scritto da kika51 Visualizza Messaggio
    ouellet conferma la tesi introvigne-melloni, è tutto un complotto di trump-putin-burke-lefevriani
    viganò si è prestato alla manovra per vendetta di non essere stato berrettato
    ok, stiamo a vedere se viganò risponde e cosa dirà
    comunque neanche qua le carte d'archivio non le escono, né viganò a supporto delle sue rivelazioni né chi le smentisce, è sempre la parola di x contro la parola di y
    A me la risposta del Card. Ouellet sembra sensata ed equilibrata.

  4. #844
    Saggio del Forum L'avatar di Pikachu
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    Citazione Originariamente Scritto da macrina Visualizza Messaggio
    A me la rfisposta del Card. Ouellet sembra sensata ed equilibrata.
    Lettera scritta bene, ovviamente. Ad una attenta lettura, però, non dice nulla di utile o anche solo interessante. E le parti dove afferma qualcosa si possono demolire in poche righe, con grande semplicità.


  5. #845
    Vecchia guardia di CR
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    grazie a Dio ci sono vaticanisti seri e scrupolosi come Magister (con Tosatti, Valli e Rusconi, i magnifici 4 ) che non fanno taglia-e-cuci a tesi, ma riportano le fonti con esattezza completezza e serietà
    questo il testo completo della lettera di S.Em.za Ouellet:
    http://magister.blogautore.espresso....-marc-ouellet/

    Caro confratello Carlo Maria Viganò,


    Nel tuo ultimo messaggio ai media, in cui denunci Papa Francesco e la Curia romana, mi esorti a dire la verità su dei fatti che tu interpreti come un’endemica corruzione che ha invaso la gerarchia della Chiesa fino al suo più alto livello. Con il dovuto permesso pontificio, offro qui la mia personale testimonianza, come Prefetto della Congregazione per i Vescovi, sulle vicende riguardanti l’Arcivescovo emerito di Washington Theodore McCarrick e sui suoi presunti legami con Papa Francesco, che costituiscono l’oggetto della tua clamorosa pubblica denuncia così come della tua pretesa che il Santo Padre si dimetta. Scrivo questa mia testimonianza in base ai miei contatti personali e ai documenti degli archivi della suddetta Congregazione, che sono attualmente oggetto di uno studio per far luce su questo triste caso.


    Consentimi di dirti innanzitutto, in piena sincerità, in forza del buon rapporto di collaborazione esistito tra noi quando eri Nunzio a Washington, che la tua attuale posizione mi appare incomprensibile ed estremamente riprovevole, non solo a motivo della confusione che semina nel popolo di Dio, ma perché le tue accuse pubbliche ledono gravemente la fama dei Successori degli Apostoli. Ricordo di aver goduto un tempo della tua stima e della tua confidenza, ma constato che avrei perso ai tuoi occhi la dignità che mi riconoscevi, per il solo fatto di essere rimasto fedele agli orientamenti del Santo Padre nel servizio che mi ha affidato nella Chiesa. La comunione con il Successore di Pietro non è forse l’espressione della nostra obbedienza a Cristo che l’ha scelto e lo sostiene con la Sua grazia? La mia interpretazione di Amoris Laetitia che tu lamenti, si inscrive in questa fedeltà alla tradizione vivente, di cui Francesco ci ha dato un esempio con la recente modifica del Catechismo della Chiesa Cattolica sulla questione della pena di morte.


    Veniamo ai fatti. Tu dici di aver informato Papa Francesco il 23 giugno 2013 sul caso McCarrick nell’udienza che ha concesso a te, come a tanti altri rappresentanti pontifici da lui allora incontrati per la prima volta in quel giorno. Immagino l’enorme quantità di informazioni verbali e scritte che egli ha dovuto raccogliere in quell’occasione su molte persone e situazioni. Dubito fortemente che McCarrick l’abbia interessato al punto che tu vorresti far credere, dal momento che era un Arcivescovo emerito di 82 anni e da sette anni senza incarico. Inoltre le istruzioni scritte, preparate per te dalla Congregazione per i Vescovi all’inizio del tuo servizio nel 2011, non dicevano alcunchè di McCarrick, salvo ciò che ti dissi a voce della sua situazione di Vescovo emerito che doveva obbedire a certe condizioni e restrizioni a causa delle voci attorno al suo comportamento nel passato.


    Dal 30 giugno 2010, da quando sono Prefetto di questa Congregazione, io non ho mai portato in udienza presso Papa Benedetto XVI o Papa Francesco il caso McCarrick, salvo in questi ultimi giorni, dopo la sua decadenza dal Collegio dei Cardinali. L’ex-Cardinale, andato in pensione nel maggio 2006, era stato fortemente esortato a non viaggiare e a non comparire in pubblico, al fine di non provocare altre dicerie a suo riguardo. È falso presentare le misure prese nei suoi confronti come “sanzioni” decretate da Papa Benedetto XVI e annullate da Papa Francesco. Dopo il riesame degli archivi, constato che non vi sono documenti a questo riguardo firmati dall’uno o dall’altro Papa, né nota di udienza del mio predecessore, il Cardinale Giovanni-Battista Re, che desse mandato dell’obbligo dell’Arcivescovo emerito McCarrick al silenzio e alla vita privata, con il rigore di pene canoniche. Il motivo è che non si disponeva allora, a differenza di oggi, di prove sufficienti della sua presunta colpevolezza. Di qui la posizione della Congregazione ispirata alla prudenza e le lettere del mio predecessore e mie che ribadivano, tramite il Nunzio Apostolico Pietro Sambi e poi anche tramite te, l’esortazione a uno stile di vita discreto di preghiera e penitenza per il suo stesso bene e per quello della Chiesa. Il suo caso sarebbe stato oggetto di nuove misure disciplinari se la Nunziatura a Washington o qualunque altra fonte, ci avesse fornito delle informazioni recenti e decisive sul suo comportamento. Mi auguro come tanti che, per rispetto delle vittime ed esigenza di giustizia, l’indagine in corso negli Stati Uniti e nella Curia romana ci offra finalmente una visione critica complessiva delle procedure e delle circostanze di questo caso doloroso, affinché fatti del genere non si ripetano nel futuro.


    Come può essere che quest’uomo di Chiesa, di cui oggi si conosce l’incoerenza, sia stato promosso a più riprese, sino a rivestire le altissime funzioni di Arcivescovo di Washington e di Cardinale? Io stesso ne sono assai stupito e riconosco dei difetti nel procedimento di selezione che è stato condotto nel suo caso. Ma senza entrare qui nei dettagli, si deve comprendere che le decisioni prese dal Sommo Pontefice poggiano sulle informazioni di cui si dispone in quel preciso momento e che costituiscono l’oggetto di un giudizio prudenziale che non è infallibile. Mi sembra ingiusto concludere che le persone incaricate del discernimento previo siano corrotte anche se, nel caso concreto, alcuni indizi forniti da testimonianze avrebbero dovuto essere ulteriormente esaminati. Il prelato in causa ha saputo difendersi con grande abilità dai dubbi sollevati a suo riguardo. D’altra parte, il fatto che vi possano essere in Vaticano persone che praticano e sostengono comportamenti contrari ai valori del Vangelo in materia di sessualità, non ci autorizza a generalizzare e a dichiarare indegno e complice questo o quello e persino lo stesso Santo Padre. Non occorre innanzitutto che i ministri della verità si guardino dalla calunnia e dalla diffamazione?


    Caro Rappresentante Pontificio emerito, ti dico francamente che accusare Papa Francesco di aver coperto con piena cognizione di causa questo presunto predatore sessuale e di essere quindi complice della corruzione che dilaga nella Chiesa, al punto di ritenerlo indegno di continuare la sua riforma come primo pastore della Chiesa, mi risulta incredibile ed inverosimile da tutti i punti di vista. Non arrivo a comprendere come tu abbia potuto lasciarti convincere di questa accusa mostruosa che non sta in piedi. Francesco non ha avuto alcunché a vedere con le promozioni di McCarrick a New York, Metuchen, Newark e Washington. Lo ha destituito dalla sua dignità di Cardinale quando si è resa evidente un’accusa credibile di abuso sui minori. Non ho mai sentito Papa Francesco fare allusione a questo sedicente gran consigliere del suo pontificato per le nomine in America, benché Egli non nasconda la fiducia che accorda ad alcuni prelati. Intuisco che questi non siano nelle tue preferenze, né in quelle degli amici che sostengono la tua interpretazione dei fatti. Trovo tuttavia aberrante che tu approfitti dello scandalo clamoroso degli abusi sessuali negli Stati Uniti per infliggere all’autorità morale del tuo Superiore, il Sommo Pontefice, un colpo inaudito e immeritato.


    Ho il privilegio di incontrare a lungo Papa Francesco ogni settimana, per trattare le nomine dei Vescovi e i problemi che investono il loro governo. So molto bene come egli tratti le persone e i problemi: con molta carità, misericordia, attenzione e serietà, come tu stesso hai sperimentato. Leggere come concludi il tuo ultimo messaggio, apparentemente molto spirituale, prendendoti gioco e gettando un dubbio sulla sua fede, mi è sembrato davvero troppo sarcastico, persino blasfemo! Ciò non può venire dallo Spirito di Dio.


    Caro confratello, vorrei davvero aiutarti a ritrovare la comunione con colui che è il garante visibile della comunione della Chiesa Cattolica; capisco come delle amarezze e delle delusioni abbiano segnato la tua strada nel servizio alla Santa Sede, ma tu non puoi concludere così la tua vita sacerdotale, in una ribellione aperta e scandalosa, che infligge una ferita molto dolorosa alla Sposa di Cristo, che tu pretendi di servire meglio, aggravando la divisione e lo sconcerto nel popolo di Dio! Cosa posso rispondere alla tua domanda se non dirti: esci dalla tua clandestinità, pentiti della tua rivolta e torna a migliori sentimenti nei confronti del Santo Padre, invece di inasprire l’ostilità contro di lui. Come puoi celebrare la Santa Eucaristia e pronunciare il suo nome nel canone della Messa? Come puoi pregare il santo Rosario, San Michele Arcangelo e la Madre di Dio, condannando colui che Lei protegge e accompagna tutti i giorni nel suo pesante e coraggioso ministero?


    Se il Papa non fosse un uomo di preghiera, se fosse attaccato al denaro, se favorisse i ricchi a danno dei poveri, se non dimostrasse un’infaticabile energia per accogliere tutti i miseri e donare loro il generoso conforto della sua parola e dei suoi gesti, se non moltiplicasse tutti i mezzi possibili per annunciare e comunicare la gioia del Vangelo a tutti e a tutte nella Chiesa e al di là delle sue frontiere visibili, se non tendesse la mano alle famiglie, ai vecchi abbandonati, ai malati nell’anima e nel corpo e soprattutto ai giovani in cerca di felicità, si potrebbe forse preferirgli qualcun altro, secondo te, con atteggiamenti diplomatici o politici diversi, ma io che ho potuto conoscerlo bene, non posso mettere in questione la sua integrità personale, la sua consacrazione alla missione e soprattutto il carisma e la pace che lo abitano per la grazia di Dio e il potere del Risorto.


    In risposta al tuo attacco ingiusto e ingiustificato nei fatti, caro Viganò, concludo dunque che l’accusa è una montatura politica priva di un reale fondamento che possa incriminare il Papa, e ribadisco che essa ferisce profondamente la comunione della Chiesa. Piaccia a Dio che questa ingiustizia sia rapidamente riparata e che Papa Francesco continui ad essere riconosciuto per ciò che è: un pastore insigne, un padre compassionevole e fermo, un carisma profetico per la Chiesa e per il mondo. Che Egli continui con gioia e piena fiducia la sua riforma missionaria, confortato dalla preghiera del popolo di Dio e dalla solidarietà rinnovata di tutta la Chiesa assieme a Maria, Regina del Santo Rosario.


    Marc Cardinale Ouellet
    Prefetto della Congregazione per i Vescovi,


    Festa di Nostra Signora del Santo Rosario, 7 ottobre 2018.

  6. #846
    Vecchia guardia di CR
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    https://www.marcotosatti.com/2018/10...a-e-preghiera/

    anche Tosatti riporta per intero la lettera del Card. Ouellet, e poi aggiunge:

    Qualche osservazione. Il card. Ouellet è stato ricevuto dal Pontefice subito dopo che è apparso il secondo documento di Viganò, con l’invito, appunto, a Ouellet a dire la verità. Si può ragionevolmente pensare che la risposta di Ouellet tenga conto del pensiero del Pontefice.
    I punti importanti sono due: il colloquio del 23 giugno 2013, in cui Viganò avrebbe detto al Pontefice chi era McCarrick , e l’esistenza o meno di sanzioni comminate da Benedetto XVI.
    Ouellet non nega l’udienza del 2013, e non nega che si sia parlato di McCarrick. Dice “Immagino l’enorme quantità di informazioni verbali e scritte che egli ha dovuto raccogliere in quell’occasione su molte persone e situazioni. Dubito fortemente che McCarrick l’abbia interessato al punto che tu vorresti far credere, dal momento che era un Arcivescovo emerito di 82 anni e da sette anni senza incarico”.
    Potrebbe essere ragionevole e credibile, se non fosse per un fatto. È stato il Pontefice a chiedere a Viagnò di McCarrick; segno che l’argomento lo interessava. E la risposta è stata di una tale drammatica gravità e serietà che non si può credere che sia scivolata come acqua nella memoria del Pontefice. È un tentativo di minimizzare l’importanza di un evento centrale, ma non funziona molto. Anzi, indirettamente, conferma la correttezza del racconto di Viganò.
    Le sanzioni. Ouellet incontrò Viganò prima che partisse come nunzio. Ora scrive: “Inoltre le istruzioni scritte, preparate per te dalla Congregazione per i Vescovi all’inizio del tuo servizio nel 2011, non dicevano alcunchè di McCarrick, salvo ciò che ti dissi a voce della sua situazione di Vescovo emerito che doveva obbedire a certe condizioni e restrizioni a causa delle voci attorno al suo comportamento nel passato. L’ex-Cardinale, andato in pensione nel maggio 2006, era stato fortemente esortato a non viaggiare e a non comparire in pubblico, al fine di non provocare altre dicerie a suo riguardo. È falso presentare le misure prese nei suoi confronti come “sanzioni” decretate da Papa Benedetto XVI e annullate da Papa Francesco”.
    Ouelelt dunque ammette – è la prima conferma ufficiale su questo tema – che McCarrick fu sottoposto a restrizioni da Benedetto XVI. Potete chiamarle come volete, sanzioni, o restrizioni, o condizioni, non scritte, ma verbali, ma il risultato non cambia. Avrebe dovuto non viaggiare e non apparire in pubblico. Scrive ancora Ouellet che c’erano “lettere del mio predecessore e mie che ribadivano, tramite il Nunzio Apostolico Pietro Sambi e poi anche tramite te, l’esortazione a uno stile di vita discreto di preghiera e penitenza per il suo stesso bene e per quello della Chiesa”.
    La prima cosa che McCarrick disse a Viganò incontrandolo dopo l’elezione del marzo 2013 fu di aver parlato con il Papa, e che questi lo mandava in Cina. La cronaca degli anni successivi ha dimostrato che le “sanzioni” per McCarrick non sono più esistite. E quindi papa Francesco modificava le “condizioni” fissate da Benedetto XVI. Ouellet scrive che è falso presentare come sanzioni la misura comunicata McCarrick; ma che cosa è più falso, presentare queste “esortazioni” come sanzioni o cercare di far credere che Francesco non abbia avuto verso McCarrick un atteggiamento diverso da quello di Benedetto XVI?
    Ci sono ancora non poche osservazioni da fare, ma vi rimando alla Muova Bussola Quotidiana.
    In conclusione, ci sembra che a parte la reprimenda, gli elogi sperticati al Pontefice, e l’esortazione a pentirsi e a tornare all’ovile, stringendo, il documento Ouellet confermi la testimonianza di Viganò.

  7. #847
    Moderatore Ecumenico L'avatar di DenkaSaeba25
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    Citazione Originariamente Scritto da kika51 Visualizza Messaggio
    È stato il Pontefice a chiedere a Viagnò di McCarrick; segno che l’argomento lo interessava. E la risposta è stata di una tale drammatica gravità e serietà che non si può credere che sia scivolata come acqua nella memoria del Pontefice.
    E questo fatto perché dovremmo prenderlo per buono, di grazia? Chi ci garantisce che sia così?

    Per quanto mi riguarda, questa lettera, assieme al documento pontificio, pone il definitivo chiodo sulla bara di questa triste vendetta. Questo non nasconde la necessità di fare pulizia, ma la pulizia potrebbe cominciare da Viganò stesso.
    Securus iudicat orbis terrarum

  8. #848
    Saggio del Forum L'avatar di lucpip
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    Denka per me è proprio il contrario.
    Questa lettera di fatto conferma che su McCarrick vi erano più che voci, che non solo Benedetto XVI gli aveva imposto una vita di penitenza, ma che molti altri Cardinali sapevano e che l'attuale Papa, nonostante fosse stato informato su chi fosse McCarrick da Viganò quanto meno, se non da altri, abbia permesso che detenesse posizioni di prestigio e potere (Cina ad esempio e soldi, tanti!). E tutto ciò fino a quando la situazione è diventata indifendibile. Se leggete bene Ouellet non smentisce nulla della testimonianza Viganò. Anzi la conferma.
    Ogni giorno che passa è un giorno in meno - COMING SOON!

  9. #849
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    Citazione Originariamente Scritto da kika51 Visualizza Messaggio
    grazie a Dio ci sono vaticanisti seri e scrupolosi come Magister (con Tosatti, Valli e Rusconi, i magnifici 4 ) che non fanno taglia-e-cuci a tesi, ma riportano le fonti con esattezza completezza e serietà.
    Questa laudatio potevi proprio risparmiartela e risparmiarcela.

  10. #850
    Partecipante a CR
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    Citazione Originariamente Scritto da lucpip Visualizza Messaggio
    Denka per me è proprio il contrario.
    Questa lettera di fatto conferma che su McCarrick vi erano più che voci, che non solo Benedetto XVI gli aveva imposto una vita di penitenza, ma che molti altri Cardinali sapevano e che l'attuale Papa, nonostante fosse stato informato su chi fosse McCarrick da Viganò quanto meno, se non da altri, abbia permesso che detenesse posizioni di prestigio e potere (Cina ad esempio e soldi, tanti!). E tutto ciò fino a quando la situazione è diventata indifendibile. Se leggete bene Ouellet non smentisce nulla della testimonianza Viganò. Anzi la conferma.
    Come fa a confermare se smentisce puntualmente?

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