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Discussione: Rinnovamento nello Spirito (RnS): informazioni sul movimento e sulle sue iniziative

  1. #1
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    Rinnovamento nello Spirito (RnS): informazioni sul movimento e sulle sue iniziative

    discussione dedicata

    a rinnovamento nello spirito

    (rns)
    Non c'è nessun peccato così grande che Gesù non possa perdonare!

  2. #2
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    L'EFFUSIONE DELLO SPIRITO

    Lo Spirito e l'effusione

    Per poter parlare di effusione dello Spirito Santo bisogna prima di tutto dire qualcosa sullo Spirito, anche se certamente abbiamo già riflettuto su questo, personalmente o in gruppo. Ora possiamo tornare a chiederci, a proposito dello Spirito: chi è, cosa fa, che ruolo svolge?

    Ha detto il grande teologo Hans Urs von Balthasar: «Quello che lo Spirito Santo chiede è solo che si parli di lui, ma soprattutto che lo si lasci agire».

    Ma per lasciarlo agire dobbiamo ricordare che bisogna conoscerlo, almeno un po'. lo Spirito Santo è il dono fondamentale attraverso il quale Dio entra in comunione con ciascuno di noi. Ma io Spirito non è una cosa: è una persona. Il Padre e il Figlio ci hanno donato la loro stessa comunione e lo Spirito Santo, a sua volta, si dona a noi per essere la nostra comunione con il Padre e il Figlio.

    Il Padre e il Figlio si amano d'un amore eterno, infinito. Sono uno di fronte all'altro, senza confondersi, e io Spirio Santo è il cuore di questa relazione eterna e diviene per noi principio di comunicazione di tutti i doni che Dio riversa fuori di sè.

    Presente fin dalla creazione dell'universo e dell'uomo, come Spirito di verità, di sapienza, di fortezza ha ispirato i profeti, condotto i patriarchi, guidato e sostenuto il popolo di Dio in tutta la sua vicenda. Lo stesso Spirito ispira oggi i nuovi profeti, conduce i pastori, sostiene il nuovo popolo di Dio, perché la sua missione è quella di essere comunione e di compiere «dal di dentro la sua opera di salvezza» (Ad Gentes, 4).

    Lo Spirito Santo si rende particolarmente presente in noi che diventiamo il suo tempio e la sua casa.

    Come dice san Paolo: «lo Spirito di Dio abita in voi» (Rm 8,9).

    «Lo Spirito Santo è in me proprio perché
    stabilisce con me un rapporto di apertura, di offerta, di dono, soprattutto dono dì sé perché non è solo l'origine, ma anche il primo di tutti i doni.
    E' in noi non "dorme", non "prende sonno" (cf. Sal 121,4) ma vive, agisce, opera» (Arnaldo Pigna OCD).
    Possiamo affermare che è davvero questa la realtà che noi viviamo? Sì? In ogni caso possiamo, però, testimoniare che senza lo Spirito Santo non è possibile incontrare Dio né riconoscere Gesù come Signore, perché è Lui l'Amore che rende possibile l'incontro.

    A questo punto possiamo dire che l'effusione è una grazia e un dono che produce molti effetti nel nostro rapporto con Dio.
    Cos'è L'Effusione dello Spirito?

    Cerchiamo di comprendere sempre più in profondità i doni di grazia rIcevuti con l'effusione:

    -grazia che viene a risvegliare in noi la coscienza che lo Spirito Santo è presente, è vivo, è Dio;

    -grazia che viene a liberare dal torpore e dalla tiepidezza;

    -dono di Dio al mondo di oggi per riprendere coscienza della realtà dello Spirito Santo e stabilire un rapporto personale di dipendenza e amicizia con Lui, perché dallo Spirito veniamo, dello Spirito siamo, nello Spirito ci troviamo e per lo Spirito viviamo (ci. At 17, 28);

    -grazia di conversione, di cambiamento di rotta;

    -introduzione alla pienezza della vita.
    Effetti dell'effusione dello Spirito

    Gli effetti dell'effusione dello Spirito credo siano stati vissuti da tutti anche se in forme, intensità e tempi diversi, a seconda della nostra esperienza e personalità.

    La grazia di Pentecoste è stata la grazia dello Spirito Santo che ci ha segnato indelebilmente donandoci la nostra vera identità.

    Lo Spirito Santo ha rivelato noi a noi stessi. Siamo diventati una lettera «scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito dei Dio vivente» (2 Cor 3, 3b).
    Poniamoci, allora, qualche domanda.
    Questa lettera continua a essere inviata e letta? Dentro di noi c'è ancora quel fuoco che, come ai discepoli di Emmaus «ardeva nel petto» (Lc 24, 32),quando lo Spirito Santo è disceso su di noi?

    Se la risposta è sì, possiamo dire che l'effusione continua nella nostra vita oggi, che non è un avvenimento passato, che siamo tuttora sotto la guida dello Spirito, che procediamo in un cammino di rinnovamento.

    Possiamo dire di aver proseguito il cammino secondo l'esortazione contenuta nella prima lettera di Pietro: «non conformatevi ai desideri d'un tempo» (1 Pt 1, 14), e di essere stati capaci di «deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima» (Ef 4, 22) perché il fuoco che Gesù è venuto a portare sulla terra continui a essere acceso (cf Lc 12, 49)?

    Ma se il fuoco è un po' spento, se siamo ritornati nella tiepidezza possiamo ricominciare a vivere oggi, entrare oggi nella disciplina dello Spirito, ristabilire oggi un rapporto con Lui, una comunicazione per conoscere il progetto di Dio su di noi, e realizzarlo nella nostra vita, sapendo e' e il compito dello Spirito Santo è trasformarci in discepoli di Cristo.

    Nel rapporto personale con lo Spirito, allora, imparerò nuovamente a discernere le priorità attraverso le sue mozioni, ispirazioni, correzioni, tenendo presente che Lui non guarderà ai "colpi" che dovrà darmi per trasformarmi in Cristo Signore.

    Effetti Spirituali dell'Effusione

    Giova ricordare quali sono e quali dovrebbero ancora oggi essere gli effetti dell'effusione dello Spirito. Possiamo fare una breve sintesi dei principali:
    -scoperta di Gesù, dono per eccellenza, riscoperta o approfondimento della relazione vitale con Lui in ogni attività, incontro, avvenimento;
    -sentire che lo Spinto grida, in noi Abbà, Padre (cf. Rm 8,15);
    -gusto per la lettura della Sacra Scrittura. Migliore comprensione (cf. Gv 14, 26; 16, 12-3), scoperta della Parola di Dio, come parola viva, attuale, vera (ci. Eb 4, 12);
    -sentir scaturire una nuova preghiera spontanea (ringraziamento); nello Spirito (glossolalia); dello Spirito (giubílo);
    -comunione fraterna come figli di un unico Padre (ci. Rm 8, 14);
    -desiderio di comunione, scoperta di essere fratelli e sorelle in Cristo a tal punto Che persone totalmente diverse sul piano umano per cultura, attività sociale, età, entrano In comunione realizzando l'unità con Gesù e tra dì loro;
    -vera. libertà spirituale da legami negativi e dal peccato (droga, abusi sessuali) e forza per abbandonare progressivamente abitudini non conformi al Vangelo;
    -crescita dei frutti dello Spirito di cui parla San Paolo nella lettera ai Galati: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (cf. Gal 5, 22), e soprattutto perdono;
    -scoperta e crescita dei doni santificanti e dei carismi, unita alla grazia dell'identità carismatica;
    -riscoperta della Chiesa e senso di appartenenza, con una nuova visione della Chiesa istituzionale e carismatica;
    -scoperta di Maria nella propria vita, nella storia dell'umanità e della Chiesa;
    - cammino verso l'ecumenismo.

    La conversione

    Prima di tutto cerchiamo di capire di cosa si tratta. Conversione è uscire dal proprio stato presente per diventare nuova creatura, è protendersi verso il futuro (cf. Fil 3, 13).

    Possiamo dire di avere avuto una prima conversione, eclatante forse, che ci ha portato a cambiare rotta. Non per tutti è avvenuta nello stesso tempo, con le stesse modalità, per alcuni è avvenuta prima dell'effusione, per altri dopo. Certo c'è stato un momento in cui ci siamo posti alla ricerca di Dio ed è iniziato un cammino, senza sapere che il Signore, già da tempo, si era messo sulla nostra strada per incontrarci.

    la nostra conversione è dovuta a un incontro: il nostro Spirito aperto si è incontrato con lo Spirito Santo che ha suscitato emozioni, intuizioni, aspirazioni, slanci, desideri di vivere e di proiettarsi in avanti alla scoperta dell'inedito, della sorpresa, dell'ignoto, del mistero.

    Potremmo confrontare questo sconvolgimento, questa inversione di rotta con l'esperienza di due grandi convertiti, narrata nella Scrittura: pensiamo a Levi, cioè Matteo (cf. Lc 5, 27-32) oppure a Zaccheo (cf. Lc 19, 1-10).

    Si trattava di pubblicani, peccatori, uomini perduti, ma per il Signore, che ama immensamente, nulla e nessuno è irrimediabilmente perduto. Perché chi ama. non scriverà mai la parola fine ai suoi tentativi di recupero della persona amata.

    Quanto ci ha amato Dio! Quanto noi amiamo Lui, noi stessi, il nostro prossimo?
    Grazie allo Spirito Santo in noi, siamo entrati in un cammino di conversione continua, di verità con noi stessi, di autenticità, lasciando cadere la maschera che ci eravamo costruiti per nascondere il nostro vero volto. E non è cosa da poco!

    L'azione dello Spirito dopo l'effusione
    Esaminiamo insieme alcuni ulteriori aspetti del nostro rapporto con lo Spirito, dopo l'effusione:
    - Quale rapporto ho oggi con lo Spirito Santo?
    - Come si è sviluppato questo rapporto dal momento dell' effusione a oggi?
    - Come vedo la sua azione in me e intorno a me? Quanto gli sono sottomesso ?
    Conversione permanente

    Può sempre accadere che prevalga in noi la cultura corrente dell'apparire, del prestigio, dell'immagine, della figura con il rischio di ridurre al silenzio ogni altra profonda esigenza prendendo l'abbaglio di costruire la nostra vita sull'equivoco, sull'illusione, sul gioco tragico di non dire a noi stessi la verità.

    Nessuno è esente da questa tentazione che rischia di portarci a non saper distinguere il vero dal falso, la verità dalla menzogna, tra ciò che veramente ci aiuta a vivere e ciò che ci distrugge.

    Se ci ostiniamo in questo gioco di equivoco e illusione, allora rimane preclusa ogni esperienza d'incontro, sia con Dio che con il prossimo. Ricordiamo le parole di San Paolo: «o stolti Galati...» (Gai 3,1).

    Un punto chiave di conversione è, dunque, quello di essere sempre veri con sé e con Dio, poi verrà la verità con i fratelli come conseguenza.

    Un altro punto nodale è quello di lasciarsi mettere continuamente in discussione. Non dobbiamo avere paura dei nostri fallimenti: «avevamo cominciato nello Spirito e ora ... ».

    Ripensiamo a Zaccheo: notiamo che Gesù va in cerca di un uomo vero, di un volto concreto. Non cerca un cuore pulito per intrecciare un rapporto di amicizia, ma un cuore disponibile, da ripulire, da mettere a nuovo per farselo amico.

    A questo punto qualcuno potrà obiettare: «sì, è vero, qualcosa è avvenuto per me molti anni fa, ma ora ... ».

    Forse anche noi abbiamo cercato di realizzare qualcosa, ma ora sembra quasi non aver concretizzato nulla. Forse abbiamo commesso qualche errore nel cammino, per ignoranza, superficialità, visione inesatta, non sapendo che l'incontro con Gesù, amico, sposo, Signore, se è vero, si fa ben presto esigente e spesso anche difficile.

    Forse ci siamo illusi che Gesù, entrando nella nostra casa, ci lasciasse dove e come eravamo, con le nostre pigrizie e abitudini, protetti dal nostro egoismo e dalle nostre piccole sicurezze, adeguandosi alla nostra mentalità e ai nostri schemi. Gesù è andato e va ben oltre: non ci ha avvicinati per blandirci e illuderci, ma per convertirci al progetto che il Padre ha su di noi.

    Lo Spirito Santo ha assunto quella dimensione storico-temporale, che apparteneva soltanto al Cristo terreno. Il Cristo, divenuto Signore e asceso alla destra dei Padre nella gloria, è uscito dalla storia e dal tempo degli uomini, mentre lo Spirito Santo è disceso e ha assunto, con modalità diversa, la dimensione storica che prima era dei Cristo. E venendo ha scompigliato i nostri piani, sconvolto i nostri progetti, invertito le rotte, smantellato le strutture, smontato la nostra personalità per esporla al vero sole, ha tagliato, cambiato, purificato, rinnovato.

    Vogliamo tirarci indietro o desideriamo continuare questo cammino di conversione e di rinnovamento? Se la nostra risposta è positiva, allora possiamo continuare a fare qualche passo ulteriore.

    Lasciamo che Gesù faccia lavorare in noi il Padre che, da Vignaiolo sapiente, pota il tralcio perché porti più frutto (cf. Cv 15,1 2), sradica il male perché ci sia pienezza di salute, scava profondo, nel solco della ricerca della verità, per radicarci con solidità in Lui.

    Così potremo vivere momenti di luce e tenebre, di amare scoperte, di strappi, di travagli, di delusioni, di angosce, di povertà e miseria, di morte e vita. La conversione permanente è, infatti, un estenuante esercizio di liberazione e di distacco. Lasciamo alle nostre spalle umilianti vincoli, penosi condizionamenti, fatue illusioni, e protendiamoci in avanti per effettuare un necessario salto di qualità:
    - dall'egoismo all'amore;
    - dall'uomo vecchio all'uomo nuovo;
    - dal negativo al positivo;
    - dall'io al tu di Dio.

    La conversione investe tutta la persona, da cima a fondo, con un lento e progressivo passaggio:
    - dal male al bene;
    - dal bene al meglio;
    - dal meglio all'ottimo.

    Tutto questo non ieri né domani, ma oggi, perché è nell'oggi che noi agiamo. A noi appartiene solo il momento presente perché il passato,-anche prossimo, è affidato alla misericordia di Dio, mentre il futuro è ancora da venire, non è ancora.

    Lasciarsi lavorare dallo Spirito

    Ecco perché in questo cammino di Rinnovamento non si può dire: «sono arrivato, adesso basta, sono buono», perché il rischio è di tornare indietro, di smarrirsi.

    Quanti tra di noi, quanti fratelli e sorelle hanno avuto o hanno paura di lasciarsi lavorare dallo Spirito Santo, di vivere in una purificazione continua, in un distacco totale, in una morte dell'uomo psichico, affinché l'uomo spirituale abbia il sopravvento per cogliere l'Amore di Dio e arrivare alla pienezza e alla gioia.

    Ricordiamo la parola che Dio rivolge alla Chiesa di Laodicèa: «tu non sei né freddo né caldo. Magari fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca » (Ap 3, 15 b- 16).

    E ancora ciò che Gesù dice ad Andrea e Filippo: «se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24b).
    Secondo la parola di Dio chi di noi vuole vivere pienamente è chiamato a morire. Impossibile agli uomini non a Dio (cf. Lc 1, 37).
    Le armi del servizio
    Ricordiamo i mezzi di salvezza fondamentali per ogni cristiano, ma tanto più necessari a ogni fratello o sorella chiamati al servizio nella comunità ecclesiale:
    - preghiera personale;
    - studio;
    - spirito di servizio;
    - vita vissuta con rettitudine, sotto la guida dello Spirito Santo, nella potenza di Gesù e per la gloria del Padre.
    di Maria Tortorese
    Membro del CNS - RnS
    Non c'è nessun peccato così grande che Gesù non possa perdonare!

  3. #3
    Iscritto L'avatar di fabio1960
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    Rinnovamento dello Spirito

    Ho avuto modo di partecipare a qualche incontro con gruppi di questa "corrente" e devo dire sinceramente che sono rimasto un pochino scettico sulla glossolalia oltreché sul modo "chiassoso" e colorito di utlizzare i canti nella liturgia .
    Mi farebbe piacere avere da voi un aiutino ad interpretare meglio questo movimento nella Chiesa .

  4. #4
    Il Rinnovamento Cattolico Carismatico
    o Rinnovamento nello Spirito ha ottenuto
    il riconoscimento della Santa Sede nel 1993

    http://www.iccrs.org/approvazione.htm

    Ferma restando la legittima diversità dei
    carismi e delle sensibilità, che c'è sempre
    stata nella Chiesa, questo riconoscimento
    è una attestazione di cattolicità del
    movimento.

    Sito italiano
    www.rns-italia.it
    Ultima modifica di Gilbert; 04-10-2006 alle 16:53
    "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona" (Benedetto XVI, Deus Caritas Est, 1)

  5. #5
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    Permettetemi di esprimere un pensiero su un argomento che mi tocca da vicino dal momento che faccio parte del RnS. Leggendo tutti gl’interventi mi sono chiesto se era il caso di rispondere… Spesso mi capita di sentire tali commenti e da tempo ho smesso di discutere sull’argomento, che ognuno si tenga la propria opinione…. Dio conosce tutto.
    Poi ho deciso di dare il mio contributo alla discussione dal momento che la funzione di un forum è proprio questa, quella di esprimere un parere, più o meno autorevole.
    Quello che ho letto sopra, è un copione che nella vita reale si è spesso presentato alle mie orecchie.
    Il movimento carismatico non è una corrente di pensiero, non è una realtà esterna alla Chiesa Cattolica, non è un’associazione di fanatici dediti a forme di isteria singole e comunitarie.
    I membri che ne fanno parte sono laici e religiosi appartenenti alla Chiesa Cattolica che in tutto rispettano la volontà del Corpo Mistico di Cristo; in poche parole non troverete mai un carismatico che si faccia delle regole per conto proprio, a meno che non voglia passare al protestantesimo, ma in quel caso, ovviamente non c’è bisogno di appartenere al RnS per passare ad una eresia. Come può essere che un tale movimento sia ai margini della Chiesa, se i suoi appartenenti ne sono inseriti in ogni ambito?
    Mi è capitato di partecipare ad un corso dove erano presenti altre a tanti laici (di diversa estrazione sociale) degli agostiniani, dei francescani e dei domenicani. Lo Spirito del Signore non impedisce al francescano o all’agostiniano di far parte del RnS e contestualmente di continuare il proprio cammino dove è stato chiamato ad esercitarlo. Ovviamente un religioso è chiamato all’obbedienza al proprio ordine ancor prima che a quello del movimento, ma nella mia esperienza non mi è mai capitato di sentire un religioso che abbia avuto dei problemi in tal senso.
    Il movimento carismatico è una corrente di Grazia che attraversa tutta la chiesa proprio ad intensificare quella unione che deve esserci in coloro che credono in Cristo.
    Riguardo al disagio che può provocare il partecipare ad una riunione di preghiera carismatica, che è forse quello che interessa ai più, mi piace ricordare il passo degli atti degli apostoli relativo alla pentecoste. Spesso leggendo questo brano ci si sofferma all’episodio esaltante del cenacolo dove tutti i partecipanti sono riempiti di Spirito Santo, lo stesso Spirito che darà a ciascuno di quei membri lo slancio di predicare il Vangelo sino agli estremi confini della terra. Andando oltre si scopre, però, che molti se non tutti quelli che li ascoltavano erano ancora increduli. Tanto che il brano dice “Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l`un l`altro: "Che significa questo?". Altri invece li deridevano e dicevano: "Si sono ubriacati di mosto".
    Mi pare che in questo brano ci sia molto di quello che accade spesso ai nostri giorni. Non si vuole credere ed accettare la diffusione dei carismi. Ora quello che ho scritto non l’ho scritto sull’onda della polemica per creare polemica, ma certi giudizi, forse, nascono dall’ignoranza. Senza voler giudicare nessuno, posso affermare con certezza, che i carismi elargiti dallo Spirito Santo per il bene della comunità sono reali e vengono esercitati durante le riunioni carismatiche. In relazione alle manifestazioni carismatiche è utile leggere la Bibbia ed in particolare gli atti degli apostoli e le lettere Paoline che ampiamente descrivono tali manifestazioni. La preghiera nello Spirito di San Paolo è la stessa che avviene ai nostri giorni. Nelle riunioni carismatiche non c’è niente di disordinato, ma tutto è al suo posto, inoltre non bisogna confondere questo tipo di preghiera con l’ordine programmato che è presente nella liturgia che è ben altra cosa. Mi rendo conto che agli occhi di un profano tutto possa apparire come un guazzabuglio di stranezze, ma non è così. Ora non sto qui ad enumerare i vari tempi della preghiera carismatica ne quello che in essa si può verificare, non è questa la sede per parlarne, ma voglio terminare qui il mio prolisso intervento. Mi permetto di aggiungere che non ho mai assistito a qualcuno che si sia accostato con cuore puro al movimento e che poi in lui non sia aumentato o sviluppato il desiderio di santità e l’attaccamento alla Chiesa. Non è forse questo quello a cui tutti siamo chiamati?
    Se qualcuno ha dubbi su tale argomento e vuole porre delle domande con cuore sincero sono disponibile a qualsiasi risposta, sempre che sia in grado di fornirla.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    Il Rinnovamento Cattolico Carismatico
    o Rinnovamento nello Spirito ha ottenuto
    il riconoscimento della Santa Sede nel 1993

    http://www.iccrs.org/approvazione.htm

    Ferma restando la legittima diversità dei
    carismi e delle sensibilità, che c'è sempre
    stata nella Chiesa, questo riconoscimento
    è una attestazione di cattolicità del
    movimento.

    Sito italiano
    www.rns-italia.it
    ALT: scusate ... non confondiamo il RCC Rinnovamento Carismatico Cattolico col RnS Rinnovamento nello Spirito Santo.... sono due movimenti simili ma non uguali
    Non c'è nessun peccato così grande che Gesù non possa perdonare!

  7. #7
    scusate ... non confondiamo il RCC Rinnovamento Carismatico Cattolico col RnS Rinnovamento nello Spirito Santo.... sono due movimenti simili ma non uguali
    Ci puoi spiegare meglio?
    Nel sito di Rns si legge infatti

    Il “Rinnovamento nello Spirito Santo” si sviluppa in Italia agli inizi degli anni ‘70 e si configura oggi come un movimento ecclesiale. “Il Rinnovamento nello Spirito Santo” in Italia è espressione della grande corrente spirituale denominata “Rinnovamento Carismatico Cattolico” o più semplicemente “Rinnovamento”, inaspettatamente esplosa alla chiusura del Concilio Vaticano II, in America. Oggi il Rinnovamento è diffuso in 204 Paesi dei cinque continenti fra 82 milioni di cattolici, e assume nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici diversi fra loro, anche se, in definitiva, riconducibili all’unica, comune scaturigine.
    "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona" (Benedetto XVI, Deus Caritas Est, 1)

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    Il Rinnovamento Cattolico Carismatico
    o Rinnovamento nello Spirito ha ottenuto
    il riconoscimento della Santa Sede nel 1993

    http://www.iccrs.org/approvazione.htm

    Ferma restando la legittima diversità dei
    carismi e delle sensibilità, che c'è sempre
    stata nella Chiesa, questo riconoscimento
    è una attestazione di cattolicità del
    movimento.

    Sito italiano
    www.rns-italia.it
    Infatti Sant’Ignazio di Loyola diceva: “se anche vedessi una cosa nera, e la Chiesa mi dicesse che è bianca, la crederei bianca, perché io come uomo posso ingannarmi, la Chiesa no”.

    Al di la' del fatto che il Rinnovamento possa piacere oppure no, resta un dato di fatto che e' un movimento nato dal Concilio Vaticano II pienamente approvato dal magistero.
    Oltretutto ai loro convegni sono sempre presenti i vescovi in modo particolare ai Convegni del RnS troviamo cardinali del calibro di Ruini i quali approvano
    sia le loro preghiere che le messe animate dai carismatici.
    E' logico che come spiritualita' puo' non piacere ma su questo punto credo che basta scegliere la spiritualita' adatta alle proprie esigenze senza parlar male dei fratelli.

  9. #9
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    In questo link e' interessante osservare che, durante i convegni RnS ci sono sempre autorevoli presenze (cardinali,vescovi e teologi).


    http://www.rns-italia.it/CONVNAZ/CON...6/relatori.htm

  10. #10
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    Ho fatto parte del RnS per 4 anni e posso dire che ci sono usi e abusi.Parlo da tradizionalista quale sono diventato a distanza di 13 anni dal mio abbandono del gruppo.Quello di cui ringrazio Dio, nell'avermi fatto conoscere tale gruppo, è l'aver imparato a pregare col cuore. Il senso di adorazione nelle adorazioni eucaristiche è profondo tuttavia nelle celebrazioni della Messa avvenivano troppi abusi al limite della dottrina una volta mi sono ritrovato a fare la comunione direttamente all'altare prendendo io la Particola,e intingendola nel calice.Il seminario per l'effusione dello Spirito non 'l'ho mai seguito e capito. Non riuscivo a capire a cosa servisse oltre alla catechesi che vi si faceva.Lo spietato uso della Sacra Scrittura aprendola a caso come fosse una specie di mazzo di tarocchi.L'ostinazione ad usare solo i canto propri ed evitare accuratamente di usare quelli tradizionali.Quelle poche volte che ho intonato il Tantum Ergo nelle adorazioni eucaristiche ero quasi solo a cantare.
    Da tutto questo mi sono reso conto che chi fa parte di questi gruppi e non conosce a fondo la dottrina cattolica può facilmente incorrere in errori o peggio sentirsi investito da non so quale carica. Tutto questo succedeva 13 anni fa, quindi il mio racconto è soggettivo.Mi auguro che questi abusi o errori si limitavano solo al gruppo di cui facevo parte.

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