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Discussione: Se l'utente sopra di voi fosse nato in Israele nei periodi biblici.

  1. #1
    Cronista di CR L'avatar di Chicco
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    Se l'utente sopra di voi fosse nato in Israele nei periodi biblici.

    Come mi è stato consigliato da alcuni utenti vorrei aprire questo gioco sperando che possa divertire:

    Il gioco bisogna i
    mmaginare di essere nati ad Israele in uno dei periodi delle bibbia, e scrivere in poche righe la biografia dell'utente sopra di sé in base alla sua personalità o anche liberamente. Ci sarà qualche utente soldato, qualche mercante, qualcuno morto di malnutrizione in giovane età, qualcuno arrivato in tarda età, esempi di virtù, criminali che poi si sono redenti, qualcuno che addirittura è diventato apostolo, molti santi che però sono stati inghiottiti dalla storia.

    Proviamo?

  2. #2
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    Mi chimavo Paulus soprannominato il Calvo perché ero senza capelli. Ero un delinquente fin da bambino, non era una mia scelta delinquere, ma dovetti farlo visto che nln avevo nulla da mangiare, mia mamma morì con i miei fratelli, solo io mi salvai, abitavo per strada, e cercavo di delinquere per mangiare. Una notte vidi una luce che mi diceva Paulu vieni da me ti darò da fare la luce ti indicherà dove andare, vidi questo uomo che mi diede da mangiare e mi disse di seguirlo, e io lo seguii da quel giorno seguivo le sue parole passo passo e non rubai più. Poi un giorno dopo la morte del Cristo Gesù, mi catturarono e mi imprigionarono senza che sapessi il motivo, dopo giorni senza cibo una guardia mi portò una croce,e mi disse o sputi su questa croce o ti daremo in pasto ai leoni, io ci pensai un po' e dopo scelsi di andarmene, dopo 5 metri vidi una luce che mi diceva Paulu che fai ritorna indietro? Ritornai in dietro bussai al portone e dissi alla guardia che ci avevo ripensato, la guardia mi guardò e si mise a ridere. Dopo altri giorni si presentò il re che mi chiese se ero certo di essere sbranato, risposi di si, e dopo 2 ore dalla mia risposta mi diedero in pasto ai leoni e mi sbranarono. Appena morì si presento di nuovo una luce che mi diceva benvenuto Paulu entra nel regno di Dio. Dopo appena istituita la chiesa Cattolica mi santificarono come Martire Cristiano e mi chiamarono San Paolo.29.




    Vi è piaciuto?



    Cordiali e affettuosi saluti

    Paolo.29
    Ultima modifica di Paolo.29; 07-01-2019 alle 14:35 Motivo: Errori ortografici

  3. #3
    CierRino di platino L'avatar di Pellegrina
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    Mi chiamo Pellegrina...
    Nella mia "prima vita", il mio nome era Salomè. All'età di dodici anni venni data in sposa ad uomo molto anziano: lui era un ricco mercante di Gerusalemme, vedovo con dei figli già grandi, la mia famiglia era povera, i figli tanti...
    Ero solo una bambina, ma cercai di adattarmi al mio nuovo ruolo di moglie, d'altra parte anche in famiglia - essendo la primogenita - ero abituata ad occuparmi delle faccende domestiche e dei miei fratellini più piccoli.
    Dopo alcuni anni - io ne avevo compiuti diciotto - mio marito si ammalò; il medico che lo curava era un bel giovane: aveva occhi gentili e mani forti. Io, che non avevo mai conosciuto l'amore, me ne innamorai perdutamente e - nonostante avessi cercato di tener fede ai miei voti matrimoniali - un giorno cedetti alla passione...
    Purtroppo i figli di mio marito lo scoprirono e mi denunciarono al Sinedrio, trovando così anche un modo di liberarsi di una "concorrente" all'eredità paterna; il verdetto fu: lapidazione.
    Condotta sul luogo del supplizio, terrorizzata, scarmigliata, in preda al rimorso, attendevo la mia fine con il cuore che rimbombava nel petto.
    Quand'ecco, all'improvviso, si levò una voce: "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra!". A parlare era stato quel Giudeo di nome Gesù, che tutti conoscevano per la sua predicazione ed i suoi strani discorsi; pensai che i miei aguzzini si sarebbero fatti beffe di lui, invece, inspiegabilmente, ammutolirono tutti e pian piano se ne andarono a testa bassa.
    Lui mi guardò (Ah! queli occhi!) e mi disse: "...va' e non peccare più!".
    Tempo dopo seppi che era stato condannato da quello stesso Sinedrio e crocifisso dai romani, anche se girava voce che dopo tre giorni fosse risuscitato!
    I suoi seguaci lo raccontavano a tutti e ripetevano le Sue parole e la Sua predicazione. Anche io, dapprima per curiosità, poi sempre più conquistata, andai ad ascoltarli, finchè un giorno presi la decisione di unirmi a loro.
    Da allora viaggio per tutta la Giudea e la Samaria, cercando i luoghi dove Egli ha vissuto e predicato, facendo penitenza per i miei peccati passati e cercando di diffondere la sua Parola. Uno dei suoi discepoli mi ha battezzata ed ora ho un nuovo nome: mi chiamo Pellegrina.
    Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla (Salmo 23)

  4. #4
    Fedelissimo di CR L'avatar di I love Venice
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    Dioecesis Eugubina
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    Il mio nome era Lucia Olimpia Flaminia. Sebbene fossi romana, la mia famiglia in passato si era impoverita per giungere dalle terre italiche fino in Giudea e così vivevamo di pastorizia. Gli altri giudei ci avevano accolto con molto affetto tra loro. Da bambina insieme alla mia famiglia di pastori andai ad adorare il Bimbo Gesù a Betlemme. Avrei voluto seguire la sua vita ma fuggì in Egitto e ne persi le tracce. Nel frattempo mio padre vendette alcune pecore ed acquistò un telaio per lavorare la lana. Così mettemmo su una piccola attività familiare: mio padre tosava le pecore, mia madre creava gli abiti e io vendevo questo manufatti. In breve ci arricchimmo, mio padre mi fece studiare la cultura dei nostri nobili avi, ma restammo sempre umili di cuore. Passarono molti anni. Un giorno i miei genitori mi chiesero di vendere alcune tuniche ad una ricca signora romana, la moglie del centurione, che viveva nel capoluogo, a Gerusalemme. Partii così da Bethelem, e arrivata a destinazione, di sera, vidi che il foro della città era in fermento: il popolo fremeva chiedendo la morte di un tale che si era proclamato nostro re. Sfuggiti al controllo del mio accompagnatore e mi avvicinai al Pretorio e vidi che il Centurione teneva per mano un galeotto, mi sembrò di riconoscere il suo sguardo.
    Dal pretorio uscì Pilato. Lanciò uno sguardo orgoglioso alla folla e chiese "Chi volete che metta in libertà, Gesù o Barabba?". Non ebbi dubbi. Lo supplicai: "Pilato, libera Gesù: è innocente!", ma le voci della folla mi coprirono, qualcuno mi disse che avrei fatto bene a stare a casa perché ero solo una donna. Il mio accompagnatore mi prese per un braccio e mi trascinò via, "prima che possano farti del male". Osservai impotente che Cristo veniva flagellato senza che potessi farci nulla...
    Il giorno dopo, quando vendetti le tuniche alla moglie del centurione, seppi che Gesù era stato condannato. Non ero riuscita a salvarlo, sebbene tanti anni prima me lo fossi ripromessa! Tutti nella casa parlavano di eventi inspiegabili avvenuti successivamente alla morte di Gesù, avvenuta nel pomeriggio del giorno stesso.
    L'accompagnatore non avrebbe svolto il suo lavoro nella giornata di sabato e così rimasi in albergo, ad aspettare che terminasse il giorno di riposo degli ebrei.
    Quando la domenica ripartii per la casa dei miei genitori, il mio accompagnatore mi raccontò lungamente che alcune donne avevano trovato la pietra del sepolcro di Gesù spostata e che il sepolcro era vuoto. Pensai che mi ero sbagliata. Cristo non aveva bisogno del mio aiuto, ma viceversa, io avevo bisogno di Lui!
    Viva San Marco!

  5. #5
    Moderatore bibliotecario L'avatar di 3manuele
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    Ma... il gioco di Chicco chiedeva di trasportare in Israele l'utente precedente, non noi stessi!

  6. #6
    Cronista di CR L'avatar di Chicco
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    Citazione Originariamente Scritto da 3manuele Visualizza Messaggio
    Ma... il gioco di Chicco chiedeva di trasportare in Israele l'utente precedente, non noi stessi!
    In effetti é bellino anche così però se posso avanzare un consiglio in effetti e' meglio proseguire come inizialmente indicavo quindi ora qualcuno lo può fare ad esempio con n me e poi altri con lui e così via...

  7. #7
    P.Willigisius carm
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    Il giovane Fabricius, figlio del Centurione Romano , era un ragazzo intelligente e curioso. Aveva sentito parlare di un certo Rabbi che predicava in modo strano e si diceva che avesse anche resuscitato il figlio di una vedova... Fabricius ne parlava spesso con la nutrice, sua madre era troppo occupata da due fratelini piccoli e il giovane si confidava con la vecchia nutrice ebrea di nome Myriam ,che gli diceva sempre che il suo popolo era emigrato prima in Egitto ,poi, ridotto in schiavitù dal Faraone, era riuscito a fuggire con l'aiuto id Dio (quale dio? si domandava Fabricius,quando a Roma si veneravano tanti dei?); Fabricius voleva sapere ma la mutrice diceva che vi era un solo Dio che aveva creato tutto e un giorno sarebbe venuto un Unto del Signore (cosa significava Unto si chideva il ragazzo....) che avrebbe liberato il Popolo Ebreo dai Romani (glielo diceva sottovoce e aveva pregato il giovane di non farne parola conalcuno,si era raccomandata la donna, sapeva che i Romani e la famigli che serviva non avrebero gradito questo suo parlare strano : chi avrebbe potuto vincere i Romani? Erano discorsi sovversivi che suo padre non gradiva affatto e avrebbe messo nei guai seri la matura utrice dei suoi figli.
    Un giorno Fabricius decise di uscire da solo e dopo aver camminato molto si imbattè in un uomo che gli diceva ,quasi fosse un esaltato, che aveva sentito predicare Gesù di Nazareth e aveva abbandonato tutto e ora stava per seguirlo. Il ragazzo era tentato di andare appresso al viandante ,ma la prudenza gli diceva di attendere gli eventi e id non fare altre domande,ma di leggere le scritture ebraiche, la vecchia Myriam infatti, di nascosto gli aveva insegnato qualcosa di ebraico e lui aveva letto qualche libro,ma non aveva compreso molto.Eppoi il Rabbi di cui si diceva, parlava in modo strano:addirittura qualcuno diceva di lui che era il Figlio del Signore,ma tutto sottovoce, perchè i Farisei, molto popolaria quel tempo, non ne volevano sentire parlare, poichè Gesù d Nazareth andava a pranzo in casa dei peccatori e addirittura lo avevano visto parlare con una donna in Smaria,vicino al pozzo, di cui si sapeva essere una peccatrice... Certe notti Fabricius non riusciv aa dormire ,sia per il caldo, sia perchè la curiosità di questo Maestro strano lo tormentava.
    Egli era un bravo ragazzo e non partecipava a certe incursioni che gli altrisuoi coetanei, pochi invero,perchè erano tutti figli di militari romani che erano odiati dai ragazzi Ebrei, facevano ai danni di una prostituta: Lui sapeva che era una grande peccatrice ,ma osservandola una ovlta,senza essere visto ,aveva notaot il viso sofferente della donna e d era rimasto colpito: Sapeva che anche alcni suoi coetanei la frequentavano dio nascosto,ma lui timido com'era non si azzardava ad avvicinarsi e tantomeno a frequentarla,anche se certe sue pulsioni lo tormentavano,ma certo meno della curiosità di vedere il Rabbi di persona. Un giorno ,avvicinandosi al tempio degli Ebrei
    aveva notato una insolita confusione e si era avvicinato ad un gruppo di persone che parlavano a gran voce e si rivolgevano ad un Uomo girato di spalle con grande deferenza anche se i bazmbini facevano non poco chiasso ; Fabricius si fece coraggio e si avvicinò el'Uomo, quasi improvvisamente si girò e lo guardo intensamente con quegli occhi seri, ma sereno e mansueti. Ebbe un tuffo al cuore il giovane Fabricius e comprese che a sua ricerca era finita. Si mise a seguirlo e il giorno dopo vide addirittura suo padre che ,disperato per la salute del suo fidato soldato Rufus si era rivolto al Rabbi nazareno eo glli aveva chiesto di guarire il suo fidato servo,ma non era necessario, diceva al Rabbi, di entrare in casa, bastava una parola e sapeva che il gioven milite sarebbe guarito. Infatti così avvenne: dei servi si affrettarono e si avvicinarono al centurione che era stato dolcemente congedato,dicendogli che Rufus era improvvisamente guarito.
    Il giovane Fabricius si recò da suo padre e lo pregò di lasciarlo libero di seguire Gesù.Il centurione, sia pure ocn una certa esitazione (aveva fatto dei progetti su quel ragazzo intelligente) gli disse di andare pure e di fargli sapere qualcosa. Fabricius si incamminò incoraggiato e per la seconda volta gli occhi del Rabbi si posarono su di lui con amore e pareva che gli dicessero di seguirlo ,cosa che il giovane fece,domentico id tutto. Lo seguiva ovunque andasse e si dimenticò persino di tenere informato suo padre,tanto era il desiderio e l'amore che lo aveva catturato verso quell' Uomo che parlava di vita Eterna, di lasciare tutto e seguirlo, di amare i propri nemici. Fabricius capiva e non capiva con la mente,ma il cuore gli diceva chiaramente che quella era la sua vita e non la avrebbe cambiata mai più. Era cresciuto in un anno e oramai era uno dei Fedelissimi,anche se avrebbe voluto far parte di quei Dodici che erano gli amici intimi del Rabbi,ma si accontentava di leggere, di scrivere, e ,raramente, quando il Rabbi si recava da sua Madre,Costui lo portava con sè e il ragazzo era tutto contento ,poichè quando vedeva la madre del Rabbi si sentiva come a casa e come a casa sua, metteva in ordine le piantine che Maria la Madre di Gesù coltivava per abbellire la sua casa,modesta,ma pulita.Fabricius si dimenticò persino dei suoi genitori e di suo padre e ogni tanto quando passava un soldato romano gli inviava i suoi saluti e gli faceva sapere di essere felice come mai prima,e di baciare la mamma e i fratelli. Non si rividero per tanto tempo. Un brutto venerdì di primavera ecco che processarono il Rabbi e lo condannarono alla morte di croce. I discepoli , quasi tutti impauriti si dispersero,ma lui rimase vicino a Giovanni di cui era diventato molto amico, e
    seguì la folla inferocita, i soldati che si facevano strada a suon di sferzate e vide il suo Maestro sanguinante salire al Calvario, cadere,
    rialzarsi, ricadere.Vide perono la sua vecchia nitrice Myriam che asciugava il vlto sofferente e sfigurato. Era angosciato Fabricius e si teneva stetto a Giovanni e alla madre di Gesù , che era impietrita dal dolore.Vide tutto e vide morire il Suo Maestro. Non solo ,in mezzo alla calca vide anche suo padre sudato ,affaticato e addolorato , poichè sapeva che avevano condannaot un innocente e credeva che quell'Uomo con il capo reclinato era il Figlio di Dio. Si guardarono padre e figlio e uno si avvicinava all'altro. Si abbracciarono dopo tanto tempo. Si divisero di nuovo,ma per poco. Infatti il centurione fu trasferito a Roma ocn la famiglia e Fabricius, convocato dalgi Apostoli fu esosrtato vivamente di salpare con la prima nave ,anche lui per Roma, dove avrebbe trovato chi gli indicasse la via. A Roma il centurione si congedò e insieme a Fabricius e granparte della famiglia,dopo qualche tempo, fu battezzato e si traferì in Sardegna ,dove aveva dei terreno di famiglia. Fabricius dopo qualche tempo lo seguì cn il compito preciso di evangelizzare quei luoghi e gli vennero imposte le mani dall'Apostolo Pietro e inviato come Vescovo, per organizzare il Cristianesimo sull'Isola
    Passarono gli anni e il Padre e la madre di Fabricius morirono nella pace del Signore. Fabricius evangelizzò gran parte della Sardegna e nel tempo libero (poco invero) coltivava certe piante i cui semi si era portato dalla Palestina e attecchirono quasi per miracolo. Fabricius orami era vecchio e si serviva di collaboratori e aveva già designato Lucifero a succedergli e lui si era ritirato tra le sue pianta,sicuro di morire in serenità. Non fu così, poichè un abitante del luogo, che odiava i Cristiani, lo colpì alle spalle con un corta spada e Fabricius finì la sua vita terrena. Non si trovarono mai le sue Spolgie mortlai,ma sul luogo del martirio sorse come per incanto un roseto profumato...

  8. #8
    Fedelissimo di CR L'avatar di Lady Joan Marie
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    Mi chiamo Giovanna Maria del casato dei Iunii Iuvenalis Aquinatis, una nobile e facoltosa famiglia dei Romani. Sono molto fiera di essere una donna romana anche se vivo a casa dei miei genitori in una sontuosa villa dove i miei fiori preferiti sono le rose, e adoro leggere e scrivere poesie. Mio padre mi ha dato un nome straniero perchè dice che la Palestina è una terra meravigliosa, ed io che sono molto curiosa un giorno dissi ai miei genitori di poter trascorrere del tempo in quella zona del mondo di cui i padroni sono i Romani e quindi non mi preoccupo. Loro mi hanno dato il loro assenso ma a condizione che mi portassi insieme Caio il mio schiavo più bello, e Graziana la mia vecchia nutrice che mi conosce da quando ero neonata. E così sono andata in Palestina più precisamente a Gerusalemme, nella casa della mia famiglia e mentre Caio e Graziana sistemavano tutto io mi sono avventurata in quella città che ho trovato subito interessante, soprattutto il sontuoso tempio che mi ricorda vagamente quello dei dei romani solo che questo è molto più semplice a vedersi. Sono sempre stata curiosa riguardo alla religione: da me si adorano dei di qualunque genere e che hanno delle mansioni ben precise, qui invece si onora un solo Dio che è l'Unico vero Dio che esista sulla terra, e siccome sono curiosa sono entrata dentro e lì vi era un giovane Maestro che insegnava che l'Amore di Dio che Lui chiamava: "Padre" è per tutti e che anche quando noi manchiamo in qualcosa Lui ci perdona sempre. Ne sono rimasta subito affascinata, ed ho deciso che da quel momento in poi l'avrei seguito sempre, perchè il concetto di un solo Dio che ci ama mi ha toccato il cuore...
    Sono tornata a casa, ed ho visto che Graziana mi aspettava, aveva sistemato la casa per il meglio ed io gli ho raccontato del giovane Maestro che insegnava l'Amore che Dio ha per gli uomini. Lei essendo una romana non ci ha capito molto di quello che ho detto ma mi ha fatto capire che se la cosa mi faceva piacere potevo seguire la mia strada. Ad un certo punto ho chiesto dov'era Caio, e Graziana mi ha detto che era uscito per delle commissioni, devo dire che questa cosa mi è sembrata un pò strana. Il giorno dopo sono uscita per vedere di nuovo quel giovane Maestro, ma non c'era e quando ho chiesto informazioni di Lui, mi dissero che questo era il giorno degli azzimi e che quindi avrebbe festeggiato questo giorno con i suoi discepoli ma nessuno sapeva dov'era. Chissà... Forse mi hanno detto questo perchè sono una romana, e anche se non ne capisco il motivo da queste parti i Romani non sono ben voluti. Tornata a casa ho visto che Graziana c'era ma Caio era ancora sparito, mi chiedevo dove fosse sarà un altro dei misteri che dovrò scoprire... Il giorno dopo, sono entrata di nuovo nel tempio ma non c'era l'atmosfera di pace e devozione della prima volta, c'era il giovane Maestro che veniva giudicato dal Sinedrio, una specie di tribunale religioso che lo accusava di bestemmiare dicendo di essere il Figlio di Dio, e quando Lui lo ha confermato lo hanno condannato a morte e per far eseguire la sentenza l'hanno portato da Ponzio Pilato, che io conosco da quando ero piccola e so che non è propriamente un uomo di polso. Ho faticato non poco per raggiungere il Pretorio ma quando Pilato finalmente mi ha ricevuto, gli ho detto di non far condannare a morte quel giovane Maestro perchè con le Sue Parole toccava il cuore della povera gente, e persino me che sono una romana. Pilato mi disse che non dipendeva da lui e mentre parlavamo ecco venire il giovane Maestro verso di me. Era in uno stato pietoso, aveva il corpo coperto di piaghe e una corona di spine sulla testa...
    A quella vista sono svenuta davanti a Lui e mentre ero a terra cercò di accarezzarmi ma Pilato glielo impedì, dicendo che aveva osato sconvolgere me, la donna più bella e affascinante del glorioso Impero Romano. Una goccia del Suo pianto mi accarezzò il viso, e dopo Pilato ordinò ad uno dei suoi soldati di prendermi e portarmi a casa, e quando il soldato mi portò nella mia dimora c'era Caio che vedendomi svenuta mi prese fra le sue braccia e mi portò subito a letto e chiese a Graziana di prendersi cura di me. Ero in uno stato di choc totale, dove può arrivare la cattiveria della gente per volere la morte di un Maestro che insegna l'amore? Di questo rimuginavo ad occhi chiusi per tre giorni mentre Caio non mi ha abbandonato mai dopo quello svenimento, mentre Graziana si occupava della casa. Ad un certo punto ho sentito le porte della mia veranda sbattere e sentivo Caio dire: "sei Risorto?" A queste parole mi sono svegliata ed ho chiesto a Caio cosa stesse succedendo, ma prima di avere una risposta ho visto con i miei occhi il giovane Maestro che mi guardava dolcemente. Io mi ritrassi sull'altro lato del letto dove c'era Caio che mi sosteneva fra le sue braccia, e il giovane Maestro mi disse che mi ringraziava per aver cercato di salvarLo dalla condanna della crocefissione, ma Lui mi spiegò dolcemente che questo era il Suo destino e nessuno poteva fare niente. Poi cercò di prendermi la mano e vidi le Sue con i segni dei chiodi, ed io tremante e titubante mi feci prendere per mano da Lui e mentre Gli diedi la mia mano mi disse di seguire sempre il mio cuore e di stare sempre pronta ad amare, e a questa Visione mi lasciò la mano ringraziandomi ancora, e svanì. Allora Caio mi disse che lui il giovane Maestro lo conosceva bene, perchè quando era piccolo suo padre era uno dei Re che gli portò in regalo come dono: l'oro, segno della regalità e che quando tornò alla sua terra raccontò a Caio del piccolo re Bambino che quando sarebbe diventato grande sarebbe stato il Re più importante della terra. Allora io compresi che Caio era in realtà il figlio di un re, ma mi chiesi perchè faceva lo schiavo in una famiglia romana, e lui rispose che era per lo stesso motivo per cui io ero venuta in Palestina, per studiare gli usi e costumi dei romani ma anche per un altro motivo: mi amava ed è per questa ragione che si assentava ogni volta che uscivo perchè in incognito voleva proteggermi e che sarebbe stato il mio schiavo d'amore per sempre anche se io non lo corrispondevo. Io ero un pò confusa da tutte queste rivelazioni, e dissi a Caio che ci avrei pensato, ma intanto volevo tornare con lui a Roma, a casa mia, perchè anche se non lo volevo ammettere anche io lo amavo e il giovane Maestro aveva ragione: bisogna sempre seguire il cuore ed essere sempre pronta all'amore.
    Ultima modifica di Lady Joan Marie; 19-01-2019 alle 21:47
    Il Re è invaghito della tua bellezza. E' Lui il tuo Signore: rendigli omaggio (SALMO44)

  9. #9
    P.Willigisius carm
    visitatore
    Ringrazio del racconto, benchè la "regola" sarebbe quella di parlare della persona che ha preceduto,ma comprendo che, non conoscendomi affatto non sapessi cosa scrivere. Grazie, comunque del messaggio di amore che ci hai donato.

  10. #10
    Fedelissimo di CR L'avatar di Lady Joan Marie
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    Non so se prenderlo come un complimento o un'offesa ma ti ringrazio comunque di aver letto...
    Il Re è invaghito della tua bellezza. E' Lui il tuo Signore: rendigli omaggio (SALMO44)

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