Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Dubbi sulla confessione

  1. #1
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    Dubbi sulla confessione

    Buongiorno!
    Ho ripetuto ieri per l'ennesima volta la confessione generale. E anche stavolta, però, mi è venuto un dubbio.
    Uno dei peccati che ho accusato è: molte volte ho pensato di commettere sacrilegi. Ho detto anche lo stato d'animo in cui ho fatto certi pensieri. Tuttavia mi è venuto in mente se dovessi essere più preciso dicendo la specie del peccato: ossia dovevo dire più precisamente confessioni e comunioni sacrileghe? O può andare bene anche così?
    Vi chiedo anche, cortesemente, di spiegarmi come rispondere alle successive risposte. Non riesco a capire come fare.
    Vi saluto e vi ringrazio

  2. #2
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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    Citazione Originariamente Scritto da edo85 Visualizza Messaggio
    Buongiorno!
    Ho ripetuto ieri per l'ennesima volta la confessione generale. E anche stavolta, però, mi è venuto un dubbio.
    Uno dei peccati che ho accusato è: molte volte ho pensato di commettere sacrilegi. Ho detto anche lo stato d'animo in cui ho fatto certi pensieri. Tuttavia mi è venuto in mente se dovessi essere più preciso dicendo la specie del peccato: ossia dovevo dire più precisamente confessioni e comunioni sacrileghe? O può andare bene anche così?
    Vi chiedo anche, cortesemente, di spiegarmi come rispondere alle successive risposte. Non riesco a capire come fare.
    Vi saluto e vi ringrazio
    Caro amico,

    Il fatto che tu abbia ripetuto già diverse volte la confessione generale mi porta a pensare che tu sia un'anima scrupolosa e che tu conviva da diverso tempo con questa difficoltà che ti rende più difficile la vita spirituale giacché senti di non essere mai in pace col Signore e, poi, anche con te stesso.

    Se ciò che mi pare di aver intuito è corretto, mi vien da dirti che è fondamentale non alimentare ulteriormente questa propensione agli scrupoli. Hai detto le tue mancanze e ti sei pentito? Bene, così. Affidati alle indicazioni del tuo confessore e vivi la gioia dell'essere riconciliati nella pace del Cristo.
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  3. #3
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Mi viene lo stesso dubbio di Deoiuvante, che si tratti di scrupoli. Come si sa, nel discernimento i nemici si combattono conoscendoli. Spendo, quindi, qualche parola sugli scrupoli. Lo scrupolo indicava in origine, nella parola latina, un peso leggerissimo che inclinava le bilance in modo quasi impercettibile. E' passato ad indicare l'eccessiva sensibilità di certe anime circa la convinzione di aver offeso Dio per futilità o cose ben piccole. Secondo la teologia spirituale, lo scrupolo ha una causa fisiologica-naturale nella depressione nervosa e una causa morale nella mente meticolosa che si perde nelle minuzie (TANQUERAY, 936 e seguenti). Questo classico Autore parla di una mente che vuole certezze assolute e si figura Dio come giudice spietato. Poi c'è lo scrupolo di origine preternaturale (demonio): Dio permette questo castigo per emendarci o metterci alla prova. Lo scrupolo più frequentemente ha ad oggetto: le confessioni passate, i cattivi pensieri, i pensieri di bestemmia, la carità. Lo scrupolo ha conseguenze negative, ma ha anche rimedi: obbedienza ad un direttore spirituale. Per quanto riguarda le "confessioni generali": l'unico caso in cui è ammesso ritornarci sopra è la certezza di un peccato mortale commesso e la certezza che questo peccato mortale non fu mai accusato in confessione.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

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