Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: cronaca della Diocesi di Treviso - 2019

  1. #91
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    dalla loro pagina i seminaristi di Treviso ci aggiornano sul loro viaggio missionario a Manaus

    Viaggio missionario day #8
    La missione è affiancarsi alla vita quotidiana delle comunità dentro le case e fuori nelle strade. Siamo andati a fare visita ad alcuni ammalati e anziani nelle loro case. La signora Maria che vedete seduta in foto ci ha raccontato la sua storia travagliata vissuta con fede. Amava ripetere tra un racconto e l'altro: "Graças a Deus e nossa Senhora". Alla sera abbiamo concluso la giornata con la processione e la messa in onore di Nostra Signora di Guadalupe, patrona di una delle comunità dell'area missionaria. Guardate quanti chierichetti c'erano! @ Manaus, Brazil





  2. #92
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    i nostri seminaristi dalla loro pagina continuano ad aggiornarci sul loro viaggio a Manaus
    qui li vediamo con i chierichetti locali
    in questa foto in particolare potete notare come il diacono Matteo Bettiol dimostri di reggere bene i pesi del ministero

  3. #93
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    Le Cooperatrici pastorali in udienza dal Papa

    “Non siete nate ‘a tavolino’, tanto meno per una esigenza ideologica, ma siete nate dalla vita, dall’esperienza di apostolato associato, specialmente nell’Azione Cattolica. Siete nate dalla collaborazione con i preti nella pastorale parrocchiale e diocesana. Questo è molto importante”. Lo ha detto Papa Francesco nel suo discorso pronunciato, stamani, durante l’udienza nel Palazzo apostolico vaticano, con le ausiliarie diocesane di Milano e le collaboratrici apostoliche diocesane di Padova e le Cooperatrici pastorali diocesane di Treviso. L'occasione era data dalla festa per i 40 anni della presenza delle Ausiliarie milanesi, che hanno voluto accanto a loro anche le altre sorelle delle diocesi di Treviso, Padova e Vicenza.


    “Quando Gesù accoglieva ‘alcune donne’ tra i suoi discepoli, anche in stretta collaborazione con i Dodici, non lo faceva per un femminismo ante litteram, ma perché il Padre gli faceva incontrare queste sorelle, a volte bisognose di essere guarite, esattamente come gli uomini”, ha aggiunto il Pontefice. Nelle sue parole l’importanza dell’esperienza di “collaborare direttamente con i pastori nel servizio alla gente, al popolo di Dio, nelle parrocchie, negli oratori, con i poveri, nelle carceri”. “In chi vive questo ‘lavoro’, a volte duro e faticoso, lo Spirito Santo semina doni speciali di dedizione, che possono anche diventare di consacrazione nella Chiesa”. Osservando “alcune costanti tra le diverse esperienze” nelle realtà diocesane di Milano, Treviso, Padova e Vicenza, il Papa ha sottolineato l’importanza del fatto che “il vescovo si fa attento a un dono che si riscontra nella comunità, un dono che corrisponde a un’esigenza pastorale – ma non solo a una funzione, non è un funzionalismo –, e allora opera un discernimento”. “Così il carisma viene vagliato, accolto e riconosciuto, e riceve una sua forma in quella comunità diocesana. Dunque, emerge come qualificante l’elemento della collaborazione stretta con il vescovo”. Infine, soffermandosi sulla diocesanità degli istituti, Francesco ha spiegato che “è una delimitazione, certo, ma che ha il senso del radicamento e non della chiusura, della fedeltà e non del particolarismo, della dedizione e non dell’esclusione”. Tralasciando il discorso preparato per l'occasione, papa Francesco ha risposto ad alcune domande poste dalle partecipanti sulla presenza della donna nella Chiesa e sulla profezia, riformando le istituzioni.


    Ad accompagnare la Comunità delle Cooperatrivi pastorali di Treviso il vescovo Michele Tomasi, l'assistente spirituale, mons. Giuliano Brugnotto, l'assistente della Comunità formativa, don Virgilio Sottana e l'ex assistente, mons. Gianni Moreschini.


    La gioia delle partecipanti traspare dalle parole di Maria Marangon, moderatrice delle Cooperatrici trevigiane: "Ciò che più mi ha colpito è il fatto stesso che il Papa ci abbia ricevute e che ci abbia salutate ad una ad una, riconoscendo la nostra vocazione. E' stato un momento molto bello ed emozionante. Molto bello anche il fatto che il Papa abbia lasciato da parte il discorso preparato, peraltro molto interessante, rispondendo ad alcune nostre domande in forma molto familiare e diretta".

    https://www.lavitadelpopolo.it/Chies...Kkzqh36HoZmPow










    una cosa che mi piace del nuovo vescovo Michele è che sorride sempre

    Ultima modifica di gsimy; 15-12-2019 alle 08:02 Motivo: sistemata grafica, aggiunta impressione

  4. #94
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    Giovani morti sulle strade. Il Vescovo: "Vicini alle famiglie e alle comunità"

    Ancora un fine settimana di sangue sulle nostre strade. In poche ore sono cinque i giovani che hanno perso la vita in tre incidenti stradali, tutti all'interno del territorio diocesano: nella notte tra sabato e domenica sulla bretella tra Noventà e San Donà di Piave, a Mussetta, domenica mattina, sulla SR Noalese, a Stigliano, e questa mattina a Calvecchia di San Donà di Piave. I giovani, che abitavano tra San Donà, Noventa, Salgareda e Preganziol, avevano tra i 20 e i 24 anni.


    Una tragedia, in particolare quella che ha coinvolto i tre giovani morti a Mussetta, che ha colpito nuovamente il Basso Piave e che ha riportato alla memoria l'incidente dello scorso luglio, quando morirono quattro giovani di Musile.


    Il Vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, profondamente colpito dalla tragedia che si è consumata, ancora una volta, sulle strade, partecipa al dolore delle famiglie e delle comunità dei giovani che hanno perso la vita nei diversi incidenti, e assicura la propria vicinanza nella preghiera. “Vicende come queste ci sconvolgono e ci interrogano – sottolinea il Vescovo -. Ci saranno occasioni di riflessione su questi fatti, dal punto di vista educativo, della sicurezza sulle strade, per non rassegnarci al silenzio e all’impotenza. Adesso, però, è il momento del dolore e del lutto. Una sofferenza che sentiamo in modo ancora più forte in questi giorni nei quali ci prepariamo alla festa del Natale. Ci stringiamo alle famiglie e agli amici di questi giovani. Le nostre comunità cristiane, i nostri sacerdoti non faranno mancare la loro vicinanza nella preghiera e nel sostegno spirituale”.

    https://www.lavitadelpopolo.it/Socie...-alle-comunita

  5. #95
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    C’è un posto nel cuore dell’Africa, dove il tempo è scandito dal suono di centinaia di scalpelli. Centinaia di mani sconosciute scolpiscono pazientemente la pietra, raccontando la loro terra.


    Un’opera di questi artigiani è ospitata nella cappella dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Si tratta di un presepe scolpito interamente a mano in pietra saponaria di Tabaka in Kenya, un tipo di pietra simile al marmo, ma molto più tenera da lavorare. La bellezza di queste statue sta nella loro unicità. Ciascuna di esse, infatti, si caratterizza per linee, colori, sfumature e venature uniche.


    Questo tipo di lavorazione artigianale è per la gente di Tabaka un’importante opportunità di lavoro e di guadagno.


    Il presepio che si può ammirare in questi giorni nella cappella dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso è stato prestato da padre Emilio Balliana, direttamente dal villaggio di Karungu in Kenya, dove c’è la sua missione che offre migliori prospettive di vita agli ammalati e a tanti bambini orfani.


    È un presepe itinerante, che ad ogni nuovo Natale trova posto in una diversa collocazione (parrocchie, cappelline, centri di spiritualità, ecc.).


    Quest’anno è stato allestito nella cappella dell’ospedale trevigiano in segno di amicizia e collaborazione con la Missione di Karungu.



    https://www.lavitadelpopolo.it/Paesi...aria-dal-Kenya

  6. #96
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    Torna la Via dei presepi

    Un percorso dedicato alla scoperta dei presepi monumentali e delle opere d’arte ospitate nelle chiese cittadine. Dal 27 dicembre al 6 gennaio il Comune di Treviso, in collaborazione con Cattedrale Treviso eventi arte e cultura e Unli Treviso, offrirà l’opportunità a cittadini e appassionati di visitare magnifiche rappresentazioni monumentali e artistiche della Natività in una “Via dei Presepi” che andrà a coinvolgere ben sette luoghi sacri della Città.


    Ogni giorno, dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 18.30 (la Cattedrale sarà aperta con orario continuato dalle 8 alle 18.30), sarà possibile intraprendere un viaggio nella tradizione natalizia servendosi di una vera e propria mappa, con partenza dalla Chiesa di S. Francesco, che ospita il Presepe realizzato dal Gruppo Francescano Presepisti, fino ad arrivare alla tappa finale di San Nicolò, impreziosita dal presepe di tradizione napoletana. Lungo la Via dei Presepi, si potranno visitare inoltre la chiesa di Santa Maria Maddalena e la chiesa Cattedrale che ospiteranno le Natività, “Via Giulia”, “Via Lungaretta” e “Via della Luce”, opere di Christian Apreda – artista romano conosciuto per la sua straordinaria abilità nel ricostruire rigorosamente a mano suggestivi set di una Roma ispirata dagli acquerelli di Ettore Roesler Franz, esponente del Realismo del tardo ’800 -, Santa Maria Maggiore, con la mostra dei presepi ospitata nel chiostro, il presepe tradizionale del Museo diocesano (che con Ridotto a 3 euro ospita anche la straordinaria mostra “60 Paesi, 300 Presepi”) e, infine, il presepe tradizionale di Sant’Agnese.


    La sede dei Vigili del Fuoco di via Santa Barbara ospiterà invece, per il 6° anno consecutivo, un presepe ispirato all’operatività dei Pompieri e che quest’anno sarà dedicato agli incendi che hanno colpito la foresta Amazzonica, polmone verde della terra, simbolo di un ecosistema e di una biodiversità che i pompieri, con il loro lavoro, contribuiscono a salvare ogni giorno. Eventuali offerte saranno devolute all’Associazione Onlus Per mio figlio per il progetto “Oasi di Pediatria”. Il presepe sarà visitabile tutti i giorni dal 3 dicembre 2019 al 31 gennaio 2020.


    Al Portello Sile Spazio Culturale degli Alpini in via Tasso, piazza Garibaldi, dal 14 dicembre al 6 gennaio, si potrà visitare una suggestiva esposizione di presepi realizzati da artigiani veneti, che rappresentano in modo tradizionale la nascita di Gesù utilizzando materiali recuperati in natura e piccoli presepi da collezione.


    Inoltre, l’Assessorato all’Istruzione ha lanciato l’iniziativa “La cesta del cuore”: gli studenti delle scuole elementari e medie prepareranno un addobbo natalizio o un biglietto con un pensiero personale come augurio di “Buon Natale” che saranno collocati in apposite ceste di fronte ai Presepi in omaggio ai visitatori.


    Nell’ambito della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale cittadino, la Via dei Presepi inaugura con la possibilità di prenotare (solo su prenotazione), sabato 28 dicembre, alle 15.30 una visita guidata gratuita alle chiese oggetto dell’iniziativa: San Nicolò, Sant’Agnese, Cattedrale di San Pietro, Chiesa di San Francesco, Chiesa di Santa Maria Maggiore, Chiesa di Santa Maria Maddalena (durata 2 ore circa, partecipazione gratuita, prenotazioni: IAT Treviso Centro, tel. 0422-595780). La partenza sarà dall’ufficio IAT Treviso centro, in Piazza Borsa.


    La Via dei Presepi si concluderà venerdì 3 gennaio alle 21 nella chiesa di Santa Maria Maddalena con il concerto “One World, one voice, one song” a cura del Coro Gioventù In Cantata di Marostica dell’Associazione Contarini di Jacopo Cacco (entrata libera fino ad esaurimento posti).


    https://www.lavitadelpopolo.it/Paesi-Citta/Treviso/Torna-la-Via-dei-presepi-viaggio-tra-tesori-d-arte-e-tradizione-nella-chiese-di-Treviso

  7. #97
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    “Ma che cos’è quel librone rosso che c’è sull’altare? È la Bibbia?”. A volte negli incontri di catechismo ci sentiamo rivolgere queste domande dai bambini. No, quel librone rosso non è la Bibbia, è il Messale, strumento necessario per celebrare la Messa.

    Ma non è solo questo. Non è solo uno strumento liturgico, ma un riferimento puntuale e normativo che custodisce la ricchezza della tradizione vivente della Chiesa, il suo desiderio di entrare nel mistero pasquale di Gesù Cristo, di attuarlo nella celebrazione e di tradurlo nella vita. Questo libro liturgico vedrà nei prossimi mesi la sua terza edizione, frutto di un lungo lavoro di revisione e che presenterà alcune variazione rispetto al Messale Romano in vigore ora. Ecco perché mercoledì 4 dicembre si è voluto proporre, in particolare a quanti svolgono un servizio nella liturgia delle nostre parrocchie, un incontro sul Messale Romano e sulla “Liturgia, dono nella vita della Chiesa”.

    In questa serata, mons. Franco Magnani, direttore dell’Ufficio Liturgico nazionale, ha offerto non solo alcune anticipazioni circa le novità del Messale e il motivo dei cambiamenti apportati ma, tenendo uno sguardo ampio sull’orizzonte della liturgia, ha fatto dono all’assemblea presente di una ricca e competente proposta sulla natura della liturgia stessa e sul senso del celebrare.

    Il Concilio Vaticano II ci ha invitato a considerare e a collocare la liturgia nel cuore della vita della Chiesa e, citando Evangelii Gaudium, al n. 24 mons. Magnani ha ribadito come la Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della liturgia.

    La liturgia non è un mezzo, ma la possiamo collocare nell’ordine dei fini: essa permette l’incontro con il Signore. Un incontro totalizzante che coinvolge il corpo per far diventare “un solo corpo”. La celebrazione mette dunque in contatto con il mistero pasquale. Il celebrare diventa momento di grazia che dovrebbe portare i fedeli celebranti a dire, come i discepoli sul monte Tabor: “E’ bello per noi stare qui”, perché è bello dare lode a Dio. Ciò significa riscoprire la liturgia come quel dono che dà forza e senso alla nostra vita cristiana, sviluppando il collegamento della liturgia con l’intera vita cristiana, nel quadro di una “pastorale integrata” che rispetti la peculiarità della liturgia e, insieme, la connetta con le esperienze fondamentali della vita (cfr. “IV Convegno ecclesiale nazionale” di Verona 2006).

    “Noi abbiamo problemi con il rito – ha affermato mons. Magnani – perché lo intendiamo come ritualismo, dimenticando che il rito ha in sé la capacità di mettere ordine, al nostro spirito e alla comunità, secondo l’ordo che ci dà la Chiesa. Ecco perché è importante accoglierlo invece che manometterlo, e lasciare che ci apra alla novità del dono che si rende possibile attraverso di esso. Il Rito è per chi lo celebra una forma di vita, e come tale va riscoperto; non come luogo per trasmettere concetti o precetti, ma come sorgente di vita e di fede”. Perché la liturgia possa essere veramente culmen et fons non possiamo non chiederci quale cura abbiamo per il linguaggio liturgico, che ereditiamo da una tradizione antica e viva. Nella celebrazione non si parla solo con le parole, ma ancor di più con i gesti, le relazioni, i segni, gli spazi, i canti, i colori, le vesti, il silenzio… Entrando nel merito del Messale, prima di accennare ad alcuni cambiamenti che vedremo nella nuova edizione, mons. Magnani ha voluto ribadire come questo libro liturgico può aiutare a essere meno superficiali nelle nostre celebrazioni, ma ad “usarlo” come strumento per educare alla preghiera.
    La nuova traduzione che ci giunge dopo 16 anni di lavoro è un’occasione per contribuire al rinnovamento della comunità ecclesiale nel solco della riforma liturgica. Non si pone in discontinuità con le edizioni precedenti ma conserva in continuità e progresso l’intento fondamentale del Messale di Paolo VI, e cioè quello di condurre il popolo di Dio a una celebrazione efficacemente partecipata e fruttuosamente vissuta. Si è cercato di evitare un linguaggio troppo tecnico o ordinario, invitando a recuperare un’ars celebrandi di tutta intera la comunità.

    Fra le “novità” nella nuova edizione troveremo nuove aggiunte di alcuni formulari di Messe, sia la parte eucologica come quella rubricale sono state rivisitate (sono state previste per il tempo di Quaresima delle “orazioni sul popolo”, recuperate dagli antichi sacramentari con l’intento di introdurre sempre più il popolo alla vita e al tempo liturgico che si sta vivendo; le collette domenicali previste per i tre anni liturgici sono state riviste, essenzializzate e messe in sintonia con la Parola di Dio proclamata, con la possibilità di utilizzarle come conclusione delle preghiere dei fedeli; sono stati compilati nuovi prefazi…)

    Vedremo ufficializzata la nuova traduzione del Padre Nostro (“non ci abbandonare alla tentazione” al posto di “non ci indurre in tentazione”, e l’aggiunta di un “anche”, “come anche noi li rimettiamo”); altra modifica riguarda il Gloria dove verrà sostituito “pace in terra agli uomini di buona volontà” con “pace in terra agli uomini, amati dal Signore”.

    Molto importante risulta essere l’introduzione di parti musicali nelle sezioni dialogate. Per non fermarci ai cambiamenti in sé, che potrebbero sembrare non particolarmente significativi, sarà necessario cogliere in profondità le motivazioni e il senso di tali modifiche, per comprenderne la ricchezza e l’importanza dei contenuti e dell’adeguamento in vista di una partecipazione sempre più consapevole, attiva e fruttuosa.

    https://www.diocesitv.it/il-dono-del...e-del-messale/

  8. #98
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    Messaggio del Vescovo: A Natale comincia una storia d’amore

    Buon Natale! Vorrei salutarvi così, semplicemente. Senza giudizi, senza lezioni a chicchessia, senza prediche. In questo mio primo Natale a Treviso mi piacerebbe guardare negli occhi ciascuno di voi che state leggendo queste righe, sia che ci conosciamo già, almeno un poco, sia che non ci siamo ancora mai visti.


    Mi piacerebbe che in questo sguardo poteste leggere fiducia, saldezza, speranza; non tanto le mie, quanto quelle che Dio stesso ci dona.
    Mi piacerebbe che quel mio debole sguardo potesse trasmettere il calore che io ricevo dal sapermi amato da Dio che, creatore, si mette in mano alla sua creatura, tanto fiducioso da permetterle di rifiutarlo, di negarne persino l’esistenza, o almeno l’autentica volontà d’amore.


    So che non è possibile, ma so anche che non è nemmeno necessario: è Il Signore che volge a noi il suo sguardo: è lui che ci guarda e che ci vede. Vede la nostra vita, la nostra fatica. Vede lo sforzo talvolta sovrumano di tanti per continuare a vivere e a prendersi cura, nonostante tutto, di molte altrui fragilità, pur avendo essi a loro volta bisogno di aiuto e sostegno.


    Buon Natale: che la nascita del Signore Gesù Cristo sia buona per te, che ti porti bene. Così vorrei che poteste accogliere questo saluto.


    Ma per tanti questo augurio rischia di incontrare solamente una pena, magari grande, antica o improvvisa, resa se possibile più acuta e lancinante dal clima festivo che quasi impone serenità e un anelito di pace che fa sentire invece inadeguati o soli, se confrontati con il limite del dolore e della morte. Penso a chi ha perso in modo improvviso una persona cara, a chi porta il peso della malattia e della solitudine, a chi in molti modi si sente scartato, abbandonato, tradito; a chi non riesce più a sperimentare fiducia e calore umano. Penso a chi non trova un posto per vivere, per sostare, per respirare in pace e in sicurezza.


    Da solo non riesco a trovare le parole che possano risolvere queste e altre situazioni, o che almeno riescano a riaprire orizzonti. Non ho nemmeno da offrire a ciascuno quello sguardo di fiducia e speranza che vorrei, per quanto disarmato e impotente.

    Guardo però quel bambino; lo vedo e credo che lui è Dio. In lui vedo che Dio è proprio così, indifeso, vicino, disponibile, infinito amore che mi chiama a concentrare tutta la mia vita, e anche tutta la storia del mondo in quella silenziosa presenza, in quel suo sguardo, in quella disarmata e disarmante piccolezza.


    Lascio allora parlare la fede della Chiesa, le parole che chiamo a stampella della mia finitezza e del mio limite: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo” (credo Niceno-Costantinopolitano).


    Noi ripetiamo queste parole ogni domenica nell’atto di fede celebrando insieme l’Eucaristia.
    Sono parole su cui forse ci soffermiamo poco e che recitiamo senza più inciamparci sopra o senza sentire il bisogno di trattenere il respiro per la meraviglia, ormai anche senza più nemmeno protestare di fronte all’inaudito, senza piangere o cantare per la gratitudine o senza rimanere attoniti per l’inaspettata tenerezza di Dio che insieme sconvolge e riconcilia chi grida il proprio dolore.
    Per noi uomini, e per la nostra salvezza: Gesù viene per noi, quello che Gesù fa lo fa per noi, quello che lui è lo è per noi.
    Le parole della fede mi fanno riconoscere che quando Gesù pensava, valutava, decideva, agiva, lo faceva pensando a me e a noi, al mio e al nostro bene, che quando egli cresceva in sapienza e grazia lo faceva lasciandosi guidare dal suo amore per me, per noi, dal suo desiderio universale di salvezza. Ogni suo passo – andare da una parte o dall’altra, in Giudea o in Galilea, a casa dei peccatori o verso Gerusalemme, raccontare una parabola o guarire un malato, accettare la croce o rotolare la pietra dal sepolcro – tutto ciò che ha riempito la sua vita è stato determinato dalla sua intenzione di vita per me, per noi, per ogni uomo. Se lui è cresciuto ed è diventato adulto, se nella continua preghiera rivolta al Padre ha vissuto seguendo la sua chiamata; se egli è divenuto il maestro, il pastore, se ha umanizzato meravigliosamente la sua esistenza – vero uomo, vero Dio; tutto questo è avvenuto per me e per noi, per tutti, e lo ha vissuto desiderando il nostro bene, la nostra gioia. A Natale incomincia questa storia d’amore: Lui cresce per far crescere me, lui vive per far vivere me, lui mi ama per far amare me. Lui viene per me, per noi, per tutti.


    E allora, semplicemente, a tutti voi: buon Natale.



    + Michele Tomasi



    https://www.diocesitv.it/messaggio-d...storia-damore/

  9. #99
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    Viaggio missionario, day #13
    Abbiamo vissuto il nostro ritiro per prepararci al Natale, in una parrocchia dell'interior, costituita da 30 comunità sparse nella foresta amazzonica, chiamata Presidente Figueiredo. Padre Marquinho è il responsabile di questa comunità e ci ha raccontato come vive il ministero in questa realtà lontana dalla città. Il giorno successivo don Claudio Trabacchin (nostro prete fidei donum) ci ha offerto la proposta del ritiro sul prologo del Vangelo di Giovanni. Questa zona geografica è ricca di cascate... ne abbiamo approfittato







    Ah dimenticavamo, da qualche giorno ci ha raggiunto il nostro rettore don Giuliano Brugnotto



    https://www.facebook.com/seminaristitreviso/





  10. #100
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    Viaggio missionario day #16
    Oggi il rettore del Seminario Regionale di Manaus, padre Zenildo Lima, ci ha ospitato per un incontro. Ci ha presentato la realtà dei giovani che si interrogano sulla vocazione presbiterale in queste Chiese locali. Padre Zenildo, da poco tornato da Roma come uditore al Sinodo per l'Amazzonia, ci ha introdotto ad alcuni dei temi più dibattuti nelle assemblee sinodali, che provocano anche il nostro modo di essere Chiesa.
    L'incontro è proseguito con la visita alle strutture del seminario che ospita 50 seminaristi di otto diocesi diverse, alcune indigene. Le immagini che vedete affrescano le pareti della cappella: rimandano a tratti somatici dei popoli indigeni. Lo sviluppo di questo seminario è debitore anche del ministero di padre Olindo Furlanetto, nostro prete diocesano fidei donum, che per alcuni anni ne è stato rettore.













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