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Discussione: Cronache della Diocesi di Tempio-Ampurias - Anno 2020

  1. #1
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  2. #2
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    Il Vescovo:

    S.E. Mons. Sebastiano Sanguinetti
    Vescovo di Tempio - Ampurias


    Nato a Lula, diocesi di Nuoro, il 29 marzo 1945;
    Ordinato Presbitero il 2 agosto 1970;
    Eletto alla Sede Vescovile di Ozieri il 27 marzo 1997;
    Ordinato Vescovo il 17 maggio 1997;
    Trasferito a Tempio - Ampurias il 22 aprile 2006.



    Attuali Incarichi :
    Segretario della Conferenza Episcopale Sarda;
    Membro della Commissione Episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università.
    Pace e Bene!

  3. #3
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    La Diocesi di Tempio-Ampurias (in latino: Dioecesis Templensis-Ampuriensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganeadell'arcidiocesi di Sassari, appartenente alla Regione ecclesiastica Sardegna. Nel 2014 contava 161.600 battezzati su 165.100 abitanti. È retta dal vescovo Sebastiano Sanguinetti.

    Territorio
    La diocesi, che comprende le regioni storiche della Gallura e dell'Anglona, si estende su 31 comuni della provincia di Sassari: Nulvi, Castelsardo, Valledoria, Erula, Tergu, Martis, Bulzi, Sedini, Laerru, Perfugas, Santa Maria Coghinas, Viddalba, Badesi, Trinità d'Agultu e Vignola, Tempio Pausania, Luras, Bortigiadas, Calangianus, Aggius, La Maddalena, Luogosanto, Palau, Golfo Aranci, Aglientu, Arzachena, Olbia, Santa Teresa Gallura, Sant'Antonio di Gallura, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro, Telti.
    Sede vescovile è la città di Tempio Pausania, dove si trova la cattedrale di San Pietro. A Castelsardo sorge la concattedrale di Sant'Antonio abate. L'ex cattedrale di Civita è la basilica romanica di San Simplicio nell'odierna Olbia, risalente all'inizio del XII secolo. Importante luogo di pellegrinaggio della diocesi è la basilica di Nostra Signora di Luogosanto.
    Il territorio si estende su 2.695 km² (dei quali oltre 2.300 km² e in Gallura e i rimanenti 300 km² in Anglona) ed è suddiviso in 52 parrocchie, raggruppate in 4 vicariati:


    • Anglona e bassa valle del Coghinas (vicariato "Sant'Antonio Abate");
    • Tempio e alta Gallura (vicariato "San Pietro Apostolo");
    • Arzachena e arcipelago di La Maddalena (vicariato "Nostra Signora di Luogosanto");
    • Olbia (vicariato "San Simplicio").


    Patroni della diocesi sono san Simplicio per la Gallura e sant'Antonio abate per l'Anglona.

    Storia

    L'odierna diocesi è frutto dell'unione di due antiche diocesi medievali, Ampurias e Civita (erede dell'antica Fausania), stabilita nel 1506; la diocesi di "Ampurias e Civita" assunse il nome di "Ampurias e Tempio" nel 1839e di "Tempio-Ampurias" nel 1986.


    Fausania


    Sant'Antonio abate, patrono secondario della diocesi

    Nell'odierna Gallura è attestata, in epoca romana e bizantina, la diocesi di Fausania, località che la maggior parte degli storici sardi identificano con l'antica Olbia.[1] Secondo Raimondo Turtas[2], la diocesi venne fondata all'inizio del VI secolo dai vescovi africani esiliati da Unerico[3], e fu abbandonata dopo l'invasione degli Ostrogoti di Totila nel 552.
    Nel 594, papa Gregorio Magno scriveva al vescovo Ianuarius di Cagliari per invitarlo a nominare un nuovo vescovo nel «locus qui intra provinciam Sardiniam Fausiana dicitur»[4], da tempo vacante. È questa la prima menzione della diocesi ed attesta inoltre che la sede era suffraganea dell'arcidiocesi di Cagliari. In una lettera del 599, il papa ricorda l'unico vescovo storicamente documentato di Fausania, Vittore, per la sua opera di evangelizzazione delle popolazioni pagane; lo stesso Vittore prese parte nell'ottobre dell'anno successivo ad un sinodo a Roma.[5]
    L'identificazione di Fausania con Olbia risale allo storico sardo Giovanni Francesco Fara († 1591)[6], che formulò la sua ipotesi a partire dalla passio del martire san Simplicio databile al XII secolo, ove il santo è presentato come vescovo di Fausania. Nel martirologio geronimiano è venerato il 15 maggio; tuttavia gli antichi manoscritti, a causa di interpolazioni successive, lo presentano o come presbitero o come vescovo. Nella tradizione locale san Simplicio è considerato il protovescovo di Fausania, «benché non ci siano documenti di valore incontrastabile che ci attestino la sua dignità episcopale».[7]
    La diocesi di Fausania è ancora attestata dalla Notitia Episcopatuum attribuita all'imperatore Leone VI il Saggio e databile tra la fine del IX secolo e l'inizio del X.[8] Tuttavia questa Notitia rifletteva piuttosto la situazione ideale che la realtà; infatti, dopo che le coste della Sardegna iniziarono ad esser vessate dagli Arabi, non è più documentato alcun vescovo di Fausania e la diocesi si estinse, forse a partire dalla prima metà dell'VIII secolo.[9]

    Civita
    Forse all'epoca di papa Alessandro II (1061-1073), l'isola fu suddivisa in quattro province ecclesiastichecorrispondenti ai quattro giudicati.[10]
    In Gallura è attestato per la prima volta un episcopatus gallurensis in una carta del 1095.[11] Anche il vescovo Villano, agli inizi del XII secolo, è menzionato come vescovo della Gallura senza indicazione specifica della sede episcopale.[12] Questo farebbe pensare che in origine, la Gallura aveva una sola diocesi e solo in un secondo momento fu eretta anche la diocesi di Galtellì, la seconda sede episcopale della regione. Originariamente le due diocesi erano immediatamente soggette alla Santa Sede, ma nel 1138, con la bolla Tunc apostolicae sedis di papa Innocenzo II, furono rese suffraganee dell'arcidiocesi di Pisa.[13]
    Il nome "Civita" compare per la prima volta in un documento del 1113 circa[14], ad indicare la civitas per eccellenza, ossia la città di Olbia. Il primo vescovo noto con il titolo di Civita è Bernardo, menzionato in un documento del 1173. Secondo alcuni studiosi, la precedente diocesi della Gallura assunse il nome di "diocesi di Civita" dopo la creazione della diocesi di Galtellì, il cui territorio fu ricavato da quello dell'unico episcopatus gallurensis.[15] Cattedraledella diocesi era, fin dall'XI secolo, l'odierna basilica di San Simplicio a Olbia.
    Verso la fine del XII secolo, la diocesi, assieme a quella di Galtellì, appare di nuovo immediatamente soggetta alla Santa Sede. La scarsa estensione del territorio e la conseguente difficoltà a creare un'altra diocesi, può spiegare perché in Gallura, a differenza degli altri giudicati sardi, non fu creata una provincia ecclesiastica, e le sue due diocesi furono sottomesse alla diretta obbedienza del papa.[16]
    Pochi sono i vescovi documentati fino al terzo decennio del XIV secolo e di alcuni di essi, menzionati nelle lettere dei papi, non se ne conosce il nome. Dalle Rationes decimarum della metà del Trecento si evince che la diocesi comprendeva tutta la parte centro settentrionale della Gallura ed era divisa dalla diocesi di Galtellì dal Riu Mannu di Posada.[17]
    Agli inizi del XVI secolo, a causa dello spopolamento del territorio, la diocesi di Civita fu unita alla diocesi di Ampurias.

    Ampurias
    Anche la diocesi di Ampurias fu eretta nella seconda metà dell'XI secolo, forse all'epoca di papa Alessandro II, in occasione del riordino delle circoscrizioni ecclesiastiche sarde. La diocesi comprendeva la curatoria di Anglona nel giudicato di Torres, ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Torres. Sede episcopale era un antico centro, posto presumibilmente sul litorale di Codaruìna nei pressi di Valledoria alla foce del Coghinas.[18]La cattedrale era dedicata a San Pietro Apostolo, si trovava nel sito dove oggi sorge la chiesa di San Pietro a Mare erroneamente conosciuta come “San Pietro Celestino”, in realtà anch’essa dedicata a San Pietro Apostolo, del quale ancora si conserva l’antico simulacro del XVI secolo. [19]; la diocesi era nota anche con il nome di diocesi "de Flumen". Primo vescovo noto di Ampurias è Bono, che attorno al 1100 prese parte alla fondazione del monastero di San Nicola di Silanus.
    Tra l'XI ed il XII secolo la diocesi vide il fiorire di numerosi monasteri della Congregazione cassinese; le fonti documentano l'esistenza di almeno tredici monasteri dipendenti da quello di Santa Maria di Tergu; secondo i canoni dell'epoca, i beni dipendenti dai monasteri erano esenti dalla giurisdizione vescovile. Questo determinò continue liti tra i vescovi e il clero della diocesi e i monaci, con frequenti interventi dei papi per riaffermare l'esenzione monastica e il rispetto delle loro proprietà. Non è da escludere che «l'uccisione dell'abate di Santa Maria di Tergu, avvenuta poco prima del 1203, sia da collegare a eventuali dispute su tali proprietà».[9]
    In base alle Rationes decimarum della metà del Trecento la diocesi era costituita da 21 tra pievanie e rettorie. L'antico abitato di Ampurias fu pian piano abbandonato per la perdita d'importanza del suo porto e per l'impaludamento della foce del Coghinas.[18] Forse già nel corso del XIV secolo la sede della diocesi fu trasferita a Castelgenovese (oggi Castelsardo); questo trasferimento fu formalizzato da papa Giulio II nel 1503[20] con l'erezione dell'antico priorato benedettino di Sant'Antonio in nuova cattedrale della diocesi.[21]

    Le sedi unite
    Le diocesi di Ampurias e di Civita furono unite aeque principaliter il 5 giugno 1506 con la bolla Romanus Pontifex di papa Giulio II, lasciando al destino il compito di scegliere la sede: infatti il papa stabilì che il titolo diocesano sarebbe rimasto al vescovo che fosse sopravvissuto. Il vescovo di Civita, Pedro Stornell, morì nel 1510; perciò la residenza vescovile della diocesi unita venne stabilita a Castellaragonese (già Castelgenovese), dove rimase fino al XIX secolo.
    Due lettere scritte dal vescovo Luis de Cotes nel 1546 ci informano sullo stato del clero e sulle condizioni religiose della diocesi: «la maggior parte degli ecclesiastici non sapeva nemmeno leggere, trascurava l'amministrazione dei sacramenti, molti di loro si erano addirittura sposati con contratti matrimoniali»[22]; anche i fedeli erano per lo più ignoranti in materia religiosa e scarsa era la frequenza ai sacramenti. Inoltre spesso gli edifici di culto, con evidente abuso della regola dell'immunità degli edifici sacri, erano diventati covi di ladri e di banditi, base di partenza delle loro operazioni criminose.[23] A queste situazioni di degrado religioso e morale, i vescovi "tridentini" cercarono di porre rimedio, soprattutto a partire dal vescovo Giovanni Sanna (1586-1607).
    Dopo l'unione delle due diocesi, «l'Anglona, che formava la diocesi di Ampurias, ebbe per un secolo il sopravvento sulla Gallura; i suoi vescovi si comportavano come se la diocesi di Civita fosse del tutto estinta»[9]. Benché la diocesi avesse il nome ufficiale di diocesi di Ampurias e Civita, i suoi vescovi spesso si firmavano solo come vescovi di Ampurias, come appare nelle relazioni delle visite ad limina, le quali, mentre sono ricche di particolari e di informazioni sull'Anglona, sembrano ignorare completamente la Gallura.[23] Questa situazione "de facto" sembrava confermata anche dai pontefici; nel 1568infatti papa Pio V aveva trasferito alla cattedrale di Castellaragonese i diritti e le competenze dell'altra antica cattedrale, quella di Civita, la cui diocesi venne «suppressa et extincta».[23]

    Nel 1621, con la bolla Sacri Apostolatus, papa Gregorio XV, su richiesta del vicario parrocchiale, eresse in collegiata la parrocchia di Tempio. Da questo momento «la collegiata di Tempio si fece paladina dell'identità religiosa della Gallura, in concomitanza anche con l'esigenza, sentita grazie alla diffusione dei decreti di riforma tridentini, di un servizio religioso più assiduo e decoroso».[9] La situazione di conflittualità tra le due parti della diocesi si accentuò nel 1640, quando i canonici di Tempio rifiutarono di presentarsi al sinodo che si stava celebrando a Castellaragonese e contestualmente reclamavano un sinodo per la diocesi di Civita. La Rota Romana intervenne ufficialmente nel 1686ribadendo l'unione aeque principaliter delle due sedi diocesane e che la "cattedralità" di Civita non era stata soppressa; nel 1709 tuttavia rigettò il trasferimento della cattedrale da Civita a Tempio, per l'opposizione del capitolo di Ampurias.
    Il 26 agosto 1839 papa Gregorio XVI, con la bolla Quamvis aequam[24], formalizzò la traslazione della sede vescovile da Civita-Olbia a Tempio, divenuta in quegli anni capoluogo di provincia; da questo momento la diocesi unita assunse la nuova denominazione di diocesi di Ampurias e Tempio. Tempio divenne così erede dell'antica Civita, oltre che sede dei vescovi della diocesi unita.
    Dal Settecento e fino agli inizi del Novecento, la diocesi visse lunghi periodi di sede vacante, causati per lo più dai contrasti tra le autorità civili e quelle ecclesiastiche. Dopo il concilio Vaticano II il progetto di creare una diocesi di Tempio e l'assorbimento di Ampurias nell'arcidiocesi di Sassari non andò in porto.[9]
    Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la plena unione tra Ampurias e Tempio e la diocesi ha assunto il nome attuale.


    Cronotassi dei vescovi

    Vescovi di Fausania







    Vescovi di Civita



    • Episcopus Gallurensis † (menzionato nel 1095)
    • Villano † (prima del 1114 - dopo il 1116)
    • Bernardo † (menzionato nel 1173)
    • Anonimo † (menzionato nel 1204)
    • Filippo ? † (menzionato nel 1229)[25]
    • Pietro I † (menzionato nel 1246)[26]
    • Anonimo † (menzionato nel 1255)
    • Anonimo † (menzionato nel 1263)
    • Pietro II † (menzionato prima del 1329)
    • Lorenzo da Viterbo, O.P. † (11 settembre 1329 - circa 1344 deceduto)
    • Bernardino Rossi, O.F.M. † (14 giugno 1344 - ?)
    • Matteo ? † (menzionato nel 1348)[27]
    • Raimondo, O.P. † (19 settembre 1349 - 10 giugno 1351 nominato vescovo di Mariana)
    • Tommaso Sferrato, O.F.M. † (10 giugno 1351 - 6 novembre 1353 nominato vescovo di Cagli)
    • Gerardo, O.F.M. † (6 novembre 1353 - 1362 deceduto)
    • Alfonso † (8 marzo 1363 - 1383 deceduto)
    • Obbedienza avignonese:
      • Siffredo di Tommaso, O.Carm. † (15 maggio 1383 - 1388 deceduto)
      • Francesco de Marginibus, O.P. † (18 agosto 1390 - ?)


    • Obbedienza romana:
      • Simone † (1390 - ? deceduto)
      • Simone Margens † (26 settembre 1402 - 1407)
      • Angelo † (5 agosto 1407 - ? deceduto)


    • Agostino di Poggibonsi, O.E.S.A. † (27 aprile 1442 - ?)[28]
      • Lorenzo Scopulart, O.P. † (1439 - ?) (antivescovo)


    • Antonio de Fontanis, O.F.M. † (30 ottobre 1443 - 1460 dimesso)
    • Rodrigo de Sesse, O.F.M. † (24 marzo 1460 - 1490 deceduto)
    • Pedro Stornell, O.P. † (5 novembre 1490 - 1510 deceduto)
      • Sede unita ad Ampurias




    Vescovi di Ampurias



    • Bono † (menzionato attorno al 1100)
    • Nicola I † (prima del 1112[29] - dopo il 1120[30])
    • Anonimo † (prima del 1139 - dopo il 1142)
    • Gilito † (prima del 1149 - dopo il 1154)
    • Comita de Martis † (prima del 1170 - dopo il 1179)
    • Anonimo † (menzionato nel 1204)[31]
    • Pietro I † (menzionato nel 1205)
    • Anonimo † (menzionato nel 1215)
    • G. (Gennadio ?) † (menzionato nel 1230)
    • Anonimo † (documentato dal 1233 al 1238)[32]
    • Anonimo † (documentato dal 1247 al 1254)[33]
    • Guglielmo † (11 luglio 1255 - ?)
    • Giovanni † (menzionato nel 1269)
    • Summachio † (menzionato nel 1278)
    • Gonario † (prima del 1283 - circa 1300 deceduto)
    • Bartolomeo de Malague, O.F.M. † (9 maggio 1301 - prima del 1332 deceduto)
    • Giacomo Sanjust † (21 settembre 1332 - ?)
    • Anonimo † (documentato dal 1342 al 1345)
    • Arduino † (? - circa 1355 deceduto)
    • Bertrando, O.P. † (8 giugno 1355 - 5 settembre 1365 nominato vescovo di Larino)
    • Pietro di San Martino, O.F.M. † (10 settembre 1365 - ?)
    • Obbedienza avignonese:
      • Pietro † (1379 - 1387)
      • Egidio da Murello, O.F.M. † (28 febbraio 1393 - ?)


    • Obbedienza romana:
      • Marco † (16 maggio 1386 - ?)
      • Nicola II † (16 ottobre 1386 - ?)
      • Pietro di Corsica † (3 aprile 1395 - 11 febbraio 1401 nominato vescovo di Ajaccio)
      • Pietro Benedetto di Giovanni † (26 marzo 1401 - 1413 deceduto)


    • Tommaso di Bobbio † (21 novembre 1413 - 1428 deceduto) (obbedienza pisana)
    • Gavino † (12 aprile 1428 - 1443 deceduto)
    • Sisinnio o Sissino † (5 luglio 1443 - 23 ottobre 1448 nominato vescovo di Bisarcio)
    • Gonario Gadulese † (23 settembre 1448 - 1449 deceduto)
    • Gileto Esu o Gelasio † (1º ottobre 1449 - 1455)
    • Antonio de Alcalá † (16 maggio 1457 - circa 1457 dimesso)
    • Nicola de Campo † (27 ottobre 1458 - 1479 deceduto)
    • Ludovico di Giovanni, O.F.M.Conv. † (20 agosto 1480 - 1486 deceduto)
    • Diego de Nava, O.E.S.A. † (2 ottobre 1486 - 1493 deceduto)[34]
    • Francesco Manno † (27 novembre 1493 - 1510 nominato vescovo di Ampurias e Civita)




    Vescovi di Ampurias e Civita



    • Francesco Manno † (1510 - dopo il 27 aprile 1511 deceduto)
    • Luis González, O.F.M. † (8 giugno 1513 - 1538 deceduto)
    • Giorgio Artea † (5 giugno 1538 - 1545 deceduto)
    • Luis de Cotes, O.S.A. † (22 maggio 1545 - 1558 deceduto)[35]
    • Francisco Tomás † (23 marzo 1558 - 1572 deceduto)
    • Pedro Narro, O.S.B. † (30 luglio 1572 - 22 ottobre 1574 nominato arcivescovo di Oristano)
    • Gaspar Vicente Novella † (18 settembre 1575 - 6 ottobre 1578 nominato arcivescovo di Cagliari)
    • Miguel Rubio, O.Cist. † (26 giugno 1579 - 1586 deceduto)
    • Giovanni Sanna † (26 novembre 1586 - 1607 deceduto)
    • Felipe Marimón † (2 giugno 1608 - 17 gennaio 1613 deceduto)
    • Giacomo Passamar † (12 agosto 1613 - 13 giugno 1622 nominato arcivescovo di Sassari)
    • Giovanni de la Bronda † (19 settembre 1622 - 1633 deceduto)
    • Andrea Manca † (9 maggio 1633 - 13 luglio 1644 nominato arcivescovo di Sassari)
    • Gavino Manca Figo † (17 ottobre 1644 - 1652 deceduto)
    • Gaspare Litago † (29 aprile 1652 - 26 luglio 1656 nominato arcivescovo di Sassari)
    • Lorenzo Sampero † (28 agosto 1656 - 1669 deceduto)
    • Pietro Alagon † (5 agosto 1669 - 15 gennaio 1672 nominato arcivescovo di Oristano)
    • José Sanchis y Ferrandis, O. de M. † (22 febbraio 1672 - 17 luglio 1673 nominato vescovo di Segorbe)
    • Juan Bautista Sorribas, O.Carm. † (25 settembre 1673 - 24 novembre 1678 deceduto)
    • Giuseppe Acorrà † (25 settembre 1679 - 30 aprile 1685 nominato arcivescovo di Oristano)
    • Francesco Sampero † (1º ottobre 1685 - maggio 1688 deceduto)
    • Michele Villa † (29 novembre 1688 - giugno 1700 deceduto)
    • Diego Serafino Posulo, O.P. † (11 dicembre 1702 - gennaio 1718 deceduto)
      • Sede vacante (1718-1727)


    • Angelo Galcerin, O.F.M.Conv. † (17 maggio 1727 - settembre 1735 deceduto)
    • Giovanni Leonardo Sanna † (26 settembre 1736 - 30 settembre 1737 nominato vescovo di Bosa)
    • Vincenzo Giovanni Vico † (30 settembre 1737 - 3 luglio 1741 nominato arcivescovo di Oristano)
    • Salvator Angelo Cadello † (3 luglio 1741 - 6 gennaio 1764 deceduto)
    • Pietro Paolo Carta † (26 novembre 1764 - gennaio 1771 deceduto)
    • Francesco Ignazio Guiso † (7 settembre 1772 - 25 marzo 1778 deceduto)
    • Giovanni Antonio Arras Minutili † (1º marzo 1779 - marzo 1784 deceduto)
    • Michele Pes † (14 febbraio 1785 - 1804 deceduto)
    • Giuseppe Stanislao Paradiso † (18 settembre 1807 - 29 marzo 1819 nominato vescovo di Ales e Terralba)
      • Sede vacante (1819-1823)


    • Stanislao Mossa † (24 novembre 1823 - 9 aprile 1825 deceduto)
      • Sede vacante (1825-1833)




    Vescovi di Ampurias e Tempio







    Vescovi di Tempio-Ampurias








    Statistiche

    La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 154.737 persone contava 144.980 battezzati, corrispondenti al 93,7% del totale.

    anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
    battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
    1959 101.889 101.955 99,9 75 71 4 1.358 12 152 35
    1969 108.170 108.212 100,0 87 78 9 1.243 14 175 43
    1980 120.700 121.300 99,5 80 68 12 1.508 14 135 45
    1990 138.975 139.250 99,8 72 63 9 1.930 11 126 46
    1999 137.486 137.528 100,0 72 63 9 1.909 1 10 112 47
    2000 137.472 137.528 100,0 73 64 9 1.883 10 115 47
    2001 137.472 137.582 99,9 73 64 9 1.883 10 115 47
    2002 142.454 142.535 99,9 75 65 10 1.899 12 115 47
    2003 141.586 142.720 99,2 75 63 12 1.887 1 14 120 47
    2004 141.694 143.203 98,9 72 58 14 1.967 2 17 100 47
    2010 144.980 154.737 93,7 78 69 9 1.858 3 10 97 47
    2014 161.600 165.100 97,9 88 78 10 1.836 13 12 84 52


    Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Dioces...empio-Ampurias
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  4. #4
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    Falò per il patrono Sant’Antonio

    Domani si accenderà un grande fuoco nel sagrato della cattedrale

    16 gennaio 2020

    Fonte: https://www.lanuovasardegna.it/sassa...148?ref=search
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  5. #5
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    Fondi dall’8 per mille: nel 2018 gestiti 1 milione e 25mila euro

    OLBIA. Come vengono utilizzati i fondi che arrivano alla Diocesi di Tempio-Ampurias dall’8 per mille? La Diocesi gestisce qualcosa come 1 milione e 25mila euro all’anno (gli ultimi dati disponibili...

    06 gennaio 2020

    Fonte: https://www.lanuovasardegna.it/olbia...823?ref=search
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  6. #6
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    Il vescovo Sanguinetti consacra la nuova chiesa di Porto San Paolo

    LOIRI PORTO SAN PAOLO. Il parterre era quello delle grandi occasioni, la chiesa gremita così come richiede un evento di tale portata. Questo lo scenario che si è presentato a chi ha presenziato nella mattinata di oggi, 25 gennaio, alla consacrazione della chiesa, della casa parrocchiale e all’avvio della nuova parrocchia dedicata a San Paolo Apostolo a Porto San Paolo.
    La cerimonia, presieduta dal vescovo della diocesi di Tempio Ampurias Monsignor Sebastiano Sanguinetti unitamente al parroco Cristian Garau e a numerosi sacerdoti della zona, è iniziata intorno alle 10,30. Presenti, tra gli altri, nella navata unica della nuova chiesa il sindaco di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai, i consiglieri regionali Giuseppe Meloni e Angelo Cocciu, oltre alle autorità militari. Tanti i cittadini presenti appartenenti alle 3 comunità unificate dalla nuova parrocchia, Porto San Paolo, Vaccileddi e Murta Maria.
    “Nella vita di ogni comunità ci sono delle giornate, dei momenti, che lasciano il segno.” – ha esordito Monsignor Sanguinetti, rivolgendosi ai presenti ed in particolare ai cittadini di Porto San Paolo – “E questo è un momento importante per questa comunità che si allarga a Vaccileddi e a Murta Maria”.
    “Questa parrocchia nasce per unire, non per dividere, per essere più vicini a servire le persone.” – spiega nel corso della sua omelia il vescovo, riferendosi alla scelta di istituire una seconda parrocchia in uno stesso Comune – “Mai nessuno prenda l’istituzione di questa parrocchia per creare divisioni di altra natura. Noi non ci presteremo mai a disegni di questo genere, siamo Chiesa per unire, non per dividere”.
    Una celebrazione, quella della dedicazione dell’altare, simbolo di unità, fatta nel giorno che la liturgia dedica alla conversione di San Paolo Apostolo, patrono della nuova unità parrocchiale. Una scelta, quella della dedicazione al Santo peccatore, che vuole perpetrare la memoria che vede San Paolo approdare nelle coste intorno a Tavolara a seguito di un naufragio, mentre si recava in Spagna per predicare la Parola di Dio.
    “In questa zona dove si sono concentrate tradizioni cristiane così significative” – conclude Monsignor Sanguinetti – “Vogliamo dire che la nostra storia è anche storia di fede, vogliamo perpetuare questa memoria attraverso il Vangelo”.
    25 gennaio 2020

    Fonte: https://www.galluraoggi.it/loiri-por...-gennaio-2020/
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  7. #7
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    Marcia della pace a Cannigione con mille ragazzi e 300 genitori

    CANNIGIONE. Un corteo di mille ragazzi e 300 genitori ha animato Cannigione con la marcia della pace “È la città giusta”. Iniziativa promossa dall’Azione cattolica ragazzi (Acr) con parrocchia e...

    01 febbraio 2020

    Fonte: https://www.lanuovasardegna.it/olbia...758?ref=search
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  8. #8
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    Lu Bagnu si prepara ad accogliere tre missionari vincenziani

    CASTELSARDO. Prenderà il via l’8 febbraio, ma già domenica 2, alle 18, avverrà la presentazione del programma la “Missione al popolo” nella parrocchia di Santa Teresina a Lu Bagnu. Sarà un’occasione...

    01 febbraio 2020

    Fonte: https://www.lanuovasardegna.it/sassa...482?ref=search
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  9. #9
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    Arrivano le reliquie di Beretta Molla

    LA MADDALENA. In occasione della festa della famiglia e della giornata per la vita domani arriveranno alla Maddalena le reliquie di santa Gianna Beretta Molla Il testimone sarà Pierluigi Molla il figlio della...

    01 febbraio 2020

    Fonte: https://www.lanuovasardegna.it/olbia...756?ref=search
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  10. #10
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    Commozione per le reliquie di Beretta Molla

    LA MADDALENA. Le reliquie della santa Gianna Berretta Molla sono arrivate nell’isola portate dal figlio, Pierluigi Molla primogenito della donna canonizzata nel 2004 da papa Giovanni Paolo II. L’uomo...

    08 FEBBRAIO 2020

    Fonte: https://www.lanuovasardegna.it/olbia...697?ref=search
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