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Discussione: Cronaca della Diocesi di Andria - Anno 2020

  1. #141
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    Riapre il Museo Diocesano

    Mostra: Corpus Domini, storia di arte e fede







    Lunedì 15 giugno 2020

    riapre il Museo Diocesano di Andria con una nuova mostra intitolata:
    Corpus Domini, storia di arte e fede
    .



    Lunedì 15 giugno 2020, riapre al pubblico il Museo Diocesano “San Riccardo” di Andria, dopo più di tre mesi di chiusura a causa delle misure anti Covid-19. La riapertura è un importante segnale di ripresa e rilancio per la comunità, sotto il profilo culturale e pastorale.


    Per l’occasione, è stata allestita una mostra dedicata al Corpus Domini – in collaborazione con la Biblioteca Diocesana “San Tommaso d’Aquino”.


    La mostra temporanea, aperta fino al 31 agosto 2020, sarà visitabile gratuitamente durante i giorni e gli orari di apertura del Museo sito in Andria alla via Domenico De Anellis, 46:

    dal lunedì al sabato dalle ore 9:30 alle ore 12:30 e dalle ore 16:30 alle ore 20:00.


    Il Corpus Domini (il “Corpo del Signore”) è una solennità della Chiesa cattolica in onore dell’Eucarestia e si celebra il giovedì dopo la festa della Santissima Trinità. In Italia si celebra la seconda domenica dopo Pentecoste ed è una delle feste più sentite dal popolo cristiano sia per il suo significato, che richiama la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, sia per lo stile della celebrazione e della relativa processione eucaristica.


    La solennità del Corpus Domini è antichissima, risale al XIII secolo. Venne istituita nel 1246 in Belgio grazie alla visione mistica di una suora di Liegi, la beata Giuliana di Retìne. Poi, due anni dopo, papa Urbano IV la estese a tutta la cristianità dopo il miracolo eucaristico di Bolsena nel quale dall’ostia uscirono alcune gocce di sangue.


    La mostra rappresenta le tante testimonianze di arte e fede nella storia della nostra comunità, realizzate per esaltare il culto alla Santissima Eucarestia, come i maestosi tronetti per l’esposizione solenne dell’Eucarestia o “Quarantore”, i ricchi baldacchini e ombrellini processionali, le preziose urne per l’esposizione del Giovedì Santo, i raffinati Ostensori e paramenti sacri. In mostra, inoltre, alcuni volumi della Biblioteca Diocesana, partner dell’iniziativa, che conserva anche lo spartito dell’Inno eucaristico di Mons. De Fidio composto nel 1933.


    «La mostra Corpus Domini, storia di arte e fede – commenta don Giannicola Agresti Direttore del Museo Diocesano – rappresenta una bella occasione di approfondimento culturale e riflessione spirituale, che ci esorta a perseguire una “vita eucaristica” all’insegna del Vangelo».


    Info: 334 1541661 e 0883 593382



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  2. #142
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    Una fede convinta esce allo scoperto



    OMELIA

    XII Domenica del tempo ordinario

    Andria, Chiesa Cattedrale, 21 giugno 2020
    ————————————— ——————–

    Letture:
    Ger 20, 10-13
    Sal 68
    Rm 5, 12-15
    Mt 10, 26-33



    In questa domenica potremmo dire che l’elemento caratterizzante, che fa un po’ da sottofondo a tutte le letture è il tema della testimonianza, ma con una particolarità: siamo invitati da Gesù a non avere paura. Sotto certi aspetti potremmo chiamare questa domenica la domenica della paura perché Gesù per ben tre volte invita i suoi discepoli a non avere paura, a non temere e per dirlo tre volte significa che noi abbiamo bisogno che questo invito ci venga ripetuto più volte, non basta una volta sola.


    Noi siamo chiamati da Gesù ad essere testimoni; sono chiare le sue parole, non si può discutere, Lui dice: “Tutto quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce. Tutto quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti”. Potremmo tradurre, sono metafore queste, ma metafora per metafora, potremmo dire: “Tutto quello che ascoltate in Chiesa portatelo con voi quando uscite e mettetelo in pratica nella vita, in modo che chi vi guarda, chi vi ascolta, chi vi incontra possa avere chiaramente da voi una sollecitazione nei confronti della parola di Dio.


    Ma diamo un’occhiata alla prima lettura del profeta Geremia; è molto bella e ci sono delle espressioni molto vere nelle quali noi non facciamo fatica a leggere qualche pezzo, qualche frammento della nostra storia di credenti: Geremia è chiamato e mandato da Dio soprattutto nei confronti della corte del re, il quale re d’Israele in quel periodo aveva portato la gente all’infedeltà, aveva fatto delle scelte anche politiche, militari, oltre che religiose, sbagliate, che avevano provocato un disastro nella vita del popolo di Dio. E allora Geremia viene mandato da Dio al re per dirgli che se non la smette, se non si converte, se non cambia rotta, il disastro sarà ancora più irreparabile.


    Dunque, Geremia è chiamato a compiere un’impresa scomoda: deve andare ad annunciare sventure e sappiamo che, quando uno deve annunciare sventure, il ruolo è difficile, scomodo, è fastidioso, uno vorrebbe pure sottrarsi e nel Libro del profeta Geremia noi leggiamo che Geremia ha pure tentato col Signore di sottrarsi, di fare resistenza ma non c’è verso, lui stesso in un’altra parte del suo Libro dovrà riconoscere: “Io tentavo di tacere, volevo star zitto, volevo farmi i fatti miei, ma nel mio cuore c’era come un fuoco; io volevo farlo fermare, ma non era possibile, questo fuoco mi divorava, per cui io parlavo anche quasi a mia insaputa”. È bellissimo questo ruolo del profeta: c’è una persona che è talmente mossa da Dio che riesce a fare delle cose anche contro voglia, ma le fa perché si sente spinto da Dio, c’è una forza superiore che ti spinge. Geremia è chiamato ad essere profeta di sventura nei confronti del re. Il re gli fa sapere: “Senti, smettila, stai zitto, non ci scocciare con le tue terribili profezie, lasciaci in pace!”.

    Geremia continua puntualmente a parlare e allora viene perseguitato, subisce diverse angherie.

    E andiamo alla parola di Gesù: “Non temete gli uomini, non abbiate paura”! Non temete gli uomini, non abbiate paura! Siate coerenti con la vostra fede. Mi dovete riconoscere davanti agli altri, non vi dovete vergognare!”. Ecco qui! Dicevo prima, potremmo chiamare la domenica di oggi la domenica della paura o anche la domenica della vergogna perché – diciamocelo francamente – molti cristiani si vergognano davanti agli altri della propria fede, lo nascondono, si vergognano, hanno paura delle critiche, hanno paura degli sfottò, hanno paura di essere presi in giro… Spesso ci vergogniamo di dichiararci cristiani davanti agli altri, ci nascondiamo, ci mimetizziamo perché abbiamo paura, abbiamo vergogna. Allora capiamo l’invito insistente di Gesù, per ben tre volte. La prima volta: “Non temete gli uomini”. Coraggio, fratelli e sorelle, accogliamo quest’invito di Gesù, non temiamo nessuno, non dobbiamo avere paura di nessuno e se abbiamo paura il motivo è uno solo: la nostra fede è fiacca, debole, è pigra, è una fede a volte solo apparente! Una fede veramente convinta esce allo scoperto, non ha paura di niente e di nessuno, né del giudizio né della critica né tanto meno delle persecuzioni; quando una persona è convinta di una cosa, non si vergogna di niente e di nessuno e se noi ci vergogniamo il motivo è uno solo: non siamo convinti, c’è poco da fare, è la verità! “Non temete gli uomini”.


    E poco più avanti: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo. Temete piuttosto quelli che fanno della vostra vita un’immondizia”. Così dice Gesù: “Coloro che hanno il potere di uccidere l’anima e il corpo nella Geenna!”. Sapete cos’è la Geenna? La Geenna era la discarica di Gerusalemme; allora dice Gesù: “Non vi dovete vergognare, non dovete aver paura di dichiarare la vostra fede. Voi vi dovete vergognare e dovete aver paura invece di quelle persone che fanno della vostra vita un’immondizia, un qualcosa da buttare, che non serve a niente, che non vale niente.

    E poi, ancora più avanti: “Non abbiate dunque timore. Voi valete più di molti passeri”. Perché non dobbiamo aver paura? Perché il Signore conta su di noi, il Signore ha affidato il suo Vangelo alle nostre persone, Lui lo sa che noi siamo gente debole, fragile, sa dei nostri difetti, sa che siamo buoni a niente, però ci ha dato il Vangelo nelle mani. E allora se Dio si fida di noi, perché dobbiamo aver paura? Dolcissima questa parola di Gesù: “Non abbiate paura, voi valete più di molti passeri – dice Gesù – Abbiate fiducia! Il Signore è con voi!”.

    Intorno alla mensa noi chiederemo al Signore, proprio nell’Eucaristia, che ci faccia, nella nostra vita di fede, un’iniezione di fiducia e dobbiamo uscire oggi dalla celebrazione eucaristica davvero più ricchi di fiducia, più liberi dalla paura che avvelena tutto e sciupa tutto il nostro percorso di fede.


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  3. #143
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  4. #144
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    Ritorniamo a Scuola
























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  5. #145
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    Meditazione sul Vangelo della XIII domenica del Tempo Ordinario (A)
    a cura del Vescovo di Andria
    S.E. Mons. Luigi Mansi
    (Mt 10,37-42)


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  6. #146
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    L’orientamento/counseling post maturità








    Da lunedì 29 giugno 2020, partirà un nuovo servizio gratuito “L’orientamento/counseling post maturità” proposto dal Progetto Policoro, promosso dall’Ufficio dei Problemi Sociali e del Lavoro, dalla Caritas diocesana e dal Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Andria.


    Questo servizio nasce dall’intento di sostenere i giovani nella scelta del percorso post maturità, perché in questo momento sono tanti gli interrogativi che i neodiplomati si pongono: cerco subito lavoro? Come cerco lavoro? Come redigo un cv? Proseguo gli studi? Quale facoltà scelgo? Quali sono gli adempimenti burocratici per iscriversi ad un corso di studi universitario? Posso accedere ad una borsa di studio? Proseguo la formazione con un corso che sia spendibile a livello lavorativo? Mi piacerebbe fare un tirocinio retribuito, ma a chi mi rivolgo?


    Queste e tante altre sono le domande che ci si pone appena terminata la scuola superiore e le riposte a tutte queste domande rientrano in una sola parola: orientamento.

    Non è così semplice scegliere il proprio percorso, scegliere consapevolmente, vuol dire avere piena coscienza di sé, di quali sono i propri desideri e le proprie inclinazioni, le proprie conoscenze già apprese e le capacità e competenze possedute; avere sufficiente conoscenza delle attuali condizioni del mercato del lavoro, con le sue dinamiche interne e le possibili tendenze future dei prossimi anni per avere un quadro chiaro dell’offerta formativa e lavorativa.


    Ad affiancare il giovane ci sarà la presenza di un orientatore che lo accompagnerà nell’individuazione e attuazione del percorso formativo e/o lavorativo.


    È possibile usufruire di questo servizio fissando un appuntamento ai seguenti recapiti:

    Tel. 0883/884824 – Cell. 338/5819471

    mail:
    diocesi.andria@progettopolicoro.it o tramite messaggio privato alle pagine social del Progetto Policoro della Diocesi di Andria.



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  7. #147
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    E' morto il Vescovo emerito di Frascati Mons. Giuseppe Matarrese, originario di Andria






    E' scomparso sabato 27 giugno all'età di 86 anni Mons. Giuseppe Matarrese. Era nato ad Andria il 3 giugno 1934. Fu ordinato presbitero il 15 marzo 1959. Eletto alla sede vescovile di Frascati l'11 novembre 1989, fu ordinato vescovo il 16 dicembre 1989. Divenne emerito il 2 luglio 2009.

    A dare la notizia con un post su fb è stato il nipote Salvatore, imprenditore nel ramo delle costruzioni, come buona parte della sua famiglia: «Per me è stato una presenza forte, una certezza, un riferimento etico, morale. Mi ha voluto bene e gli ho voluto un gran bene. Vivrà per sempre nel mio cuore e nel cuore della mia famiglia per quel che mi ha donato ed insegnato. Addio zio Peppe. Sei sempre stato uno zio speciale».

    Il presule, vescovo della diocesi di Frascati dal 1989 al 2009, molto legato come tutta la sua famiglia ad Andria dove vivono molti amici e parenti, era fratello dei più noti Antonio e Vincenzo, esponenti di rilievo del calcio italiano, il primo presidente della Lega Calcio e poi della FIGC, ed il secondo per tantissimi anni presidente del Bari calcio nonché dell'imprenditore edile Michele, più volte nell'ANCE ed in Confindustria.



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