Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca dell'Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo - Anno 2020

  1. #71
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    La Fase 2 nelle parrocchie italiane: alcune indicazioni per le persone con disabilità

    Accompagnare le persone con disabilità, le loro famiglie e gli operatori che se ne prendono cura nelle parrocchie, nei centri diurni, nei luoghi aggregativi e nelle residenze sanitarie. È questo l’obiettivo degli Orientamenti proposti dal Servizio Nazionale per la pastorale delle persone con disabilità

    Accompagnare le persone con disabilità, le loro famiglie e gli operatori che se ne prendono cura nelle parrocchie, nei centri diurni, nei luoghi aggregativi e nelle residenze sanitarie. È questo l’obiettivo degli Orientamenti proposti dal Servizio Nazionale per la pastorale delle persone con disabilità che, appena avviata la fase 2, ha voluto individuare e potenziare le azioni pastorali a sostegno dell’inclusione delle persone con disabilità, che la pandemia ha reso ancora più vulnerabili.


    Per questo, gli Orientamenti presentano diverse tipologie di intervento negli ambiti dei servizi in remoto, di quelli domiciliari e in presenza con raccomandazioni pastorali e linee di prevenzione dal contagio. Vengono forniti inoltre criteri utili per offrire la combinazione di servizi più adeguata a ciascuno.

    Nella consapevolezza che, come ha ricordato il Papa durante la preghiera dello scorso 27 marzo, “nessuno si salva da solo”, appare fondamentale, infatti, mettere in atto una serie di azioni pastorali che possano sostenere in modo integrale (a livello materiale, psicologico e spirituale) le persone con disabilità e le loro famiglie. Tenendo in debito conto tutte le misure di prevenzione e protezione che assicurino le condizioni di base, in termini di sicurezza e salute, per consentire la relazione pastorale in tutte le sue forme.


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  2. #72
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  3. #73
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    Aperto per ferie: online il sito


    “Quella che ci aspetta quest’anno sarà un’estate diversa, strana, difficile, ma sicuramente indimenticabile.

    Sarà un’estate da inventare, caratterizzata come sempre da responsabilità, rigore e cura ma che decisamente avrà bisogno di un’attenzione e uno sguardo diverso.

    Ora più che mai, non possiamo permetterci di sbagliare o fare passi falsi: bisogna mettere in piedi un piano B”.

    Così il Servizio Nazionale per la pastorale giovanile presenta il progetto “Aperto per ferie”, il cui sito è online innanzitutto per rendere un servizio al territorio.

    “In questo tempo così particolare – si legge ancora nella presentazione del progetto – non è facile rispondere ai bisogni di tutti, ma ci siamo mossi attraverso un confronto costante con gli incaricati regionali e il tavolo del Forum Oratori Italiani.

    Se qualcuno, però, avesse necessità particolari, restiamo a disposizione. Potete contattare la segreteria o don Michele Falabretti in qualunque momento e per qualunque necessità”.

    “Tutto quello che viene pubblicato – conclude la presentazione – può essere liberamente utilizzato da tutte le Diocesi e realtà ecclesiali, perché ciascuno possa utilizzare il materiale personalizzandolo e riadattandolo come meglio crede, in base alle proprie esigenze”.


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  4. #74
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  5. #75
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    “Per nuovi stili di vita” – Il Messaggio per la Giornata del Creato

    In occasione della 15a Giornata Nazionale per la Custodia del Creato le preoccupazioni non mancano: l’appuntamento di quest’anno ha il sapore amaro dell’incertezza. Con san Paolo sentiamo davvero «che tutta la creazione geme e soffre le doglie del parto fino a oggi» (Rm 8,22).


    Solo la fede in Cristo ci spinge a guardare in avanti e a mettere la nostra vita al servizio del progetto di Dio sulla storia. Con questo sguardo, saldi nella speranza, ci impegniamo a convertire i nostri stili di vita, disponendoci a «vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà» (Tt 2,12).

    Vicinanza, gratitudine, lungimiranza

    Siamo in un anno drammatico: la pandemia da Covid-19 ha portato malattia e morte in tante famiglie, ha messo in luce la nostra fragilità, ha ridimensionato la pretesa di controllare il mondo ritenendoci capaci di assicurare una vita migliore con il consumo e il potere esercitato a livello globale. Sono emerse tante contraddizioni nel nostro modo di concepire la vita e le speranze del futuro. Si è visto un sistema socio-economico segnato dall’inequità e dallo scarto, in cui troppo facilmente i più fragili si trovano più indifesi. Alle tante persone colpite negli affetti come nel lavoro desideriamo esprimere tutta la nostra vicinanza, nella preghiera come nella solidarietà concreta.


    L’emergenza sanitaria ha anche messo in luce una capacità di reazione forte della popolazione, una disponibilità a collaborare. Tanti medici e operatori sanitari pronti a spendersi con generosità (in alcuni casi fino al dono della vita) per la cura dei malati; tanti lavoratori pronti a fare la loro parte – in condizioni spesso onerose – per consentire la prosecuzione della vita quotidiana anche in emergenza; tante famiglie pronte a stravolgimenti nella loro esistenza, restando a casa per cooperare all’azione comune; tanti uomini e donne che hanno pagato prezzi pesanti per la loro prossimità solidale ai più fragili: a tutti e a tutte la nostra gratitudine, per un impegno condiviso che è sempre risorsa fondamentale nell’emergenza.

    Abbiamo toccato con mano tutta la nostra fragilità, ma anche la nostra capacità di reagire solidalmente ad essa. Abbiamo capito che solo operando assieme – anche cambiando in profondità gli stili di vita – possiamo venirne a capo. Ne è prova anche la solidarietà che si è venuta a creare verso i nuovi poveri che bussano alla porta della nostra vita.

    Abbiamo compreso il valore della lungimiranza, per non farci trovare nuovamente impreparati dall’emergenza stessa; per agire in anticipo, in modo da evitarla. Per questo adesso è tempo di ripensare tanti aspetti della nostra vita assieme, dalla coscienza di ciò che più vale e le dà significato, alla cura della stessa vita, così preziosa, alla qualità delle relazioni sociali ed economiche: davvero la pandemia ha evidenziato tante situazioni di vuoto culturale, di mancanza di punti di riferimento e di ingiustizia, che occorre superare. Non ultimo, in un contesto di incertezza e fragilità, diventa fondamentale ricostruire un sistema sanitario fondato sulla centralità della persona e non sull’interesse economico. Il suo smantellamento ha creato le condizioni per un impoverimento sociale.


    Un pianeta malato
    Cominciamo col guardare al nostro rapporto con l’ambiente; «tutto è connesso» (LS 138) e la pandemia è anche il segnale di un «mondo malato», come segnalava papa Francesco nella preghiera dello scorso 27 marzo. La scienza, provata nella sua pretesa di controllare tutto, sta ancora esplorando i meccanismi specifici che hanno portato all’emergere della pandemia. Essa appare, oltre che per ragioni sanitarie non ancora spiegate, anche come la conseguenza di un rapporto insostenibile con la Terra. L’inquinamento diffuso, le perturbazioni di tanti ecosistemi e gli inediti rapporti tra specie che esse generano possono aver favorito il sorgere della pandemia o ne hanno acutizzato le conseguenze. Questa emergenza ci rimanda, insomma, anche all’altra grande crisi: quella ambientale, che pure va affrontata con lungimiranza. Gli ultimi mesi hanno evidenziato la profondità e l’ampiezza degli effetti che il mutamento climatico sta avendo sul nostro pianeta. Se «nulla resterà come prima», anche in quest’ambito dobbiamo essere pronti a cambiamenti in profondità, per essere fedeli alla nostra vocazione di «custodi del creato».


    Purtroppo, invece, troppo spesso abbiamo pensato di essere padroni e abbiamo rovinato, distrutto, inquinato, quell’armonia di viventi in cui siamo inseriti. È l’«eccesso antropologico» di cui parla Francesco nella Laudato si’. È possibile rimediare, dare una svolta radicale a questo modo di vivere che ha compromesso il nostro stesso esistere? Cominciamo con l’assumere uno sguardo contemplativo, che crea una coscienza attenta, e non superficiale, della complessità in cui siamo e ci rende capaci di penetrare la realtà nella sua profondità. Da esso nasce una nuova consapevolezza di noi stessi, del mondo e della vita sociale e, di conseguenza, si impone la necessità di stili di vita rinnovati, sia quanto alle relazioni tra noi, che nel nostro rapporto con l’ambiente.

    A cinque anni dalla promulgazione della Laudato si’ e in questo anno speciale dedicato alla celebrazione di questo anniversario (24 maggio 2020 – 24 maggio 2021), occorre che nelle nostre Diocesi, nelle parrocchie, in tutte le associazioni e movimenti, finalmente ne siano illustrate, in maniera metodica e capillare, con l’aiuto di varie competenze, le molteplici indicazioni teologiche, ecclesiologiche, pastorali, spirituali, pedagogiche. L’enciclica attende una ricezione corale per divenire vita, prospettiva vocazionale, azione trasfiguratrice delle relazioni con il creato, liturgia, gloria a Dio.


    Impegni per le comunità: un orizzonte ecumenico

    A conclusione del Convegno ecumenico «Il tuo cuore custodisca i miei precetti» (Milano, 19-21 novembre 2018), voluto dalla Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo e promosso dall’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della CEI, assieme alle Chiese cristiane che sono in Italia, si è giunti a formulare alcune indicazioni per le nostre comunità.

    Possono diventare riferimenti per le iniziative pastorali in questo periodo:

    comunicare la bellezza del creato;

    denunciare le contraddizioni al disegno di Dio sulla creazione;

    educare al discernimento, imparando a leggere i segni che il creato ci fa conoscere;

    dare una svolta ai nostri atteggiamenti e abitudini non conformi all’ecosistema;

    scegliere di costruire insieme una casa comune, frutto di un cuore riconciliato;

    mettere in rete le scelte locali, cioè far conoscere le buone pratiche di proposte eco-sostenibili e promuovere progetti sul territorio;

    promuovere liturgie ecumeniche sulla cura del creato in particolare per il «Tempo del Creato» (1° settembre – 4 ottobre);

    elaborare una strategia educativa integrale, che abbia anche dei risvolti politici e sociali;

    operare in sinergia con tutti coloro che nella società civile si impegnano nello stesso spirito;

    le Chiese cristiane sappiano promuovere scelte radicali per la salvaguardia del creato.


    In che misura le nostre comunità sono sensibili a queste necessità impellenti per evitare il peggioramento della situazione del creato, che pare già al collasso? Gli stili di vita ci portano a riflettere sulle nostre relazioni, consapevoli che la famiglia umana si costruisce nella diversità delle differenze. Proponiamo alcune opposizioni su cui riflettere nelle nostre comunità come invito urgente a nuove relazioni: accettare/omologare; accogliere/escludere; dominare/servire.

    Queste scelte risultano essere propositive per uno stile di vita in cui prevalga il senso sul vuoto, l’unità sulla divisione, il noi sull’io, l’inclusione sull’esclusione.


    Roma, 24 maggio 2020


    La Commissione Episcopale, per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace
    La Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo




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  6. #76
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    Corpus Domini: domenica 14 giugno Messa del nostro Arcivescovo nella Cattedrale a Manfredonia e nella Concattedrale a Vieste






    Domenica prossima, 14 giugno, Mons. Franco MOSCONE, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo presiederà la Santa Messa nella Solennità del Corpus Domini presso la Concattedrale a Vieste alle ore 11.00 e alle ore 19.00 nella Cattedrale a Manfredonia.


    Origini della Solennità

    Le radici della Solennità del Corpus Domini risalgono al XIII secolo. Nel 1215, di fronte a quanti asserivano la presenza simbolica e non reale di Cristo nell’Eucaristia, il Concilio Lateranense IV afferma la verità della Transustanziazione, che il Concilio di Trento nel 1551 ribadirà in modo definitivo: con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue.

    In Belgio, in seguito alle esperienze mistiche di Santa Giuliana di Cornillon, viene istituita nel 1247 una festa locale a Liegi. Dopo qualche anno, nel 1263, un sacerdote boemo giunto a Bolsena è afflitto dal dubbio circa la presenza reale di Gesù mentre celebra la Messa: durante la consacrazione, dall’Ostia spezzata escono alcune gocce di sangue.

    Dopo questo evento, Papa Urbano IV decide nel 1264 di estendere a tutta la Chiesa la Solennità del Corpus Domini.



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  7. #77
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    ORDINAZIONI DIACONALI … Angelo, Danilo, Giovanni, Nicola … il prossimo 19 giugno nella Chiesa di “San Pio da Pietrelcina” in San Giovanni Rotondo






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  8. #78
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    Fr. Maurizio Placentino riconfermato ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini






    Sarà fr. Maurizio Placentino a guidare, come ministro, la Provincia religiosa di Sant'Angelo e Padre Pio dei Frati Minori Cappuccini anche per il prossimo triennio. Lo affiancheranno, nel servizio di governo: fr. Francesco Dileo, riconfermato vicario provinciale, e i consiglieri fr. Matteo Lecce, fr. Aldo Broccato e fr. Pasquale Cianci.


    Dopo aver sospeso, con lettere del 17 e del 21 marzo e del 4 aprile, la celebrazione di tutti i Capitoli provinciali, a causa dell'emergenza coronavirus, il ministro generale dell'Ordine, fr. Roberto Genuin, sulla base di quanto previsto dall'art. 133 delle Costituzioni, ha nominato «il ministro provinciale e i consiglieri, dopo aver ottenuto per iscritto il voto consultivo di tutti i frati di voti perpetui della provincia». Lo stesso articolo prevede che, «fatta questa nomina, si celebri il Capitolo al momento opportuno per trattare i problemi». E ciò avverrà appena i rischi di contagio saranno così bassi da consentire riunioni in presenza con la possibilità di un'ampia partecipazione.

    Nato il primo maggio 1977 a San Giovanni Rotondo, fr. Maurizio Placentino ha avvertito la vocazione all'età di undici anni, conquistato dalle conferenze tenute nelle scuole cittadine da padre Paolo Covino, il cappuccino che amministrò l'unzione degli infermi a Padre Pio poco prima della sua morte. Dopo aver frequentato il Seminario serafico a Pietrelcina (BN) e a Venafro (IS) ha vestito l'abito cappuccino il 6 ottobre 1996 a Morano Calabro (CS). Ha emesso la professione temporanea dei voti il 20 settembre 1997 sempre a Morano Calabro, confermando definitivamente la scelta di vivere in castità, obbedienza e senza nulla di proprio il 30 settembre del 2000 a Foggia nelle mani dell'allora ministro provinciale fr. Paolo Maria Cuvino. Il 3 luglio 2004 è stato ordinato sacerdote dal vescovo cappuccino di Goré (Ciad) Rosario Pio Ramolo, a San Giovanni Rotondo, nella nuova chiesa di San Pio da Pietrelcina, consacrata due giorni prima. Ha conseguito la licenza in Scienze Bibliche nel 2007 presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e il dottorato in Teologia Biblica nel 2017, presso la Pontificia Università Gregoriana. Nella sua Provincia religiosa fr. Maurizio ha ricoperto i seguenti incarichi: guardiano e direttore del Seminario di Isernia, responsabile del Servizio di animazione vocazionale con sede a San Marco la Catola (FG). Dal 2015 era guardiano del Convento di Santa Fara di Bari (sede del Teologato) e vice maestro degli studenti, nell'ambito della Collaborazione interprovinciale delle Provincie meridionali dei Frati Minori Cappuccini.


    Nella guida della Provincia fr. Maurizio sarà coadiuvato, anche nel triennio 2020-2023, dal vicario fr. Francesco Dileo da Cerignola (FG), nato il 2 marzo 1967, rettore del santuario di san Pio da Pietrelcina in San Giovanni Rotondo, presidente della Fondazione "Voce di Padre Pio" e direttore dell'omonima rivista. Insieme a loro, è stato riconfermato nell'incarico di consigliere fr. Matteo Lecce da San Giovanni Rotondo, nato 7 aprile 1972, segretario provinciale.

    Entrano a far parte del nuovo Consiglio provinciale, inoltre: fr. Aldo Broccato da Sant'Elia a Pianisi (CB), nato il 10 gennaio 1958, che è stato ministro provinciale dal 2004 al 2010 e che attualmente svolge il compito di economo provinciale, e fr. Pasquale Cianci da Cerignola, nato il 1° aprile 1971, responsabile del Servizio di pastorale vocazionale e giovanile della Provincia religiosa di Sant'Angelo e Padre Pio.



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  9. #79
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    Ma quest'anno ci sarà la Novena, la Veglia e la Festa di San Pio?
    Cantate al Signore un canto nuovo perchè ha compiuto meraviglie! (Salmo 97)

  10. #80
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    Citazione Originariamente Scritto da Verbum Domini Visualizza Messaggio
    Ma quest'anno ci sarà la Novena, la Veglia e la Festa di San Pio?
    Il sito ufficiale del santuario di San Pio da Pietrelcina al momento non riporta nulla al riguardo.
    «Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo;
    insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà» (Papa Francesco).




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