Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: I Canti del Rinnovamento nello Spirito

  1. #511
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Citazione Originariamente Scritto da Verbum Domini Visualizza Messaggio
    Quella ufficiale del RnS è quella. Poi se hanno aggiunto qualcosa non so.
    In effetti, cercando un po’ in Rete, la II e la III strofa risultano presenti soltanto in pochi siti. Boh.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 22-05-2022 alle 21:29
    Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis.




  2. #512
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    In ogni caso, un altro canto adatto per oggi sarebbe stato Spirito Santo, cuore dell’umanità.

    Però ritegno Manda il Tuo Spirito il più opportuno.
    Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis.




  3. #513
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    Canto del 26 Maggio - Ascensione del Signore

    Le ultime parole di Gesù non sono di circostanza, come se Egli, avendo già detto e fatto tutto, non dovesse aggiungere altro. In realtà sono parole programmatiche che tracciano una storia futura, tutta da scrivere, non affidata esclusivamente ai discepoli, ma una storia a due voci, a due mani, a due cuori, quelli del Risorto e quelli della Chiesa, misticamente congiunti dall'azione dello Spirito, che Cristo annuncia come promesso dal Padre. Questa storia nuova comincia dalla risurrezione, culmine della rivelazione di Dio, che porta a compimento il cammino del popolo eletto, ma che d'ora in avanti si apre a «tutti i popoli» attraverso la forza della predicazione «nel suo nome». «La conversione e il perdono dei peccati» sono doni del Risorto che l'annuncio della Chiesa deve rendere sempre vivi e operanti, a partire da Gerusalemme, dal luogo della Pasqua, perché, soltanto incarnando nella propria storia il mistero pasquale, il discepolo sarà fedele al mandato ricevuto dal Maestro. La solenne dichiarazione di Gesù impone ai cristiani una seria riflessione sulla propria capacità di testimoniare e propagare il dono della misericordia. Mi sento salvato e bisognoso di salvezza? Fuori da tale percezione di sé la misericordia è soltanto un bel concetto teologico e spirituale; affinché essa sia il motivo della nostra gioia, è necessario rileggere la storia personale come il dispiegarsi di tale dono nelle alterne vicende della vita, dono paragonabile alla cura costante e multiforme che un genitore sa prestare verso il figlio. È dunque la misericordia la cura specifica che il cristiano può offrire all'uomo del nostro tempo; tutte le altre frontiere dell'impegno cattolico nel dibattito culturale e nel rinnovamento della politica, dell'economia, della società in generale, devono essere ordinate a far conoscere e proporre la misericordia di Dio come unica possibilità di vita e sviluppo sostenibile. È la misericordia che sorregge ogni relazione, e non è un preconcetto confessionale eleggerla a principio cardine anche della vita civile! Pasqua e annuncio del perdono sono i contenuti della testimonianza dei credenti, costantemente assistiti dallo Spirito, per opera del quale saranno «rivestiti di potenza dall'alto». Se solo ci rendessimo conto che lo Spirito è la forza più grande di cui disponiamo! Non ci preoccuperemmo più di essere minoranza nel mondo, ma saremmo consapevoli che sono proprio le minoranze nella storia ad assumere la guida degli autentici processi di rinnovamento. Cosa fa lo Spirito in me? Probabilmente non lo sappiamo, e non semplicemente perché esso è un mistero d'amore insondabile, ma più banalmente e tragicamente perché non lo invochiamo abbastanza. Mi piace vedere nei gesti successivi di Gesù proprio una solenne liturgia preparatoria all'effusione dello Spirito. C'è bisogno anzitutto di essere condotti fuori, come Israele dalla terra di schiavitù, per ricevere il dono di Dio. Fuori dalle abitudini e anche dalle attese, perché il dono del Signore implica un totale rinnovamento di mentalità e di vita. Le mani alzate evocano il gesto di Mosè che intercede per il popolo; è la preghiera che il nostro Mediatore presenta costantemente al Padre per noi. Ora, questa preghiera coincide con una benedizione. Finalmente si compie quella benedizione che Zaccaria a causa della sua incredulità non poté rivolgere al popolo; è l'assicurazione che il volto di Dio è sempre benevolo con l'uomo. Il distacco di Gesù proprio nell'atto della benedizione rende eterno tale gesto, ora cristallizzato non solo nella memoria dei discepoli e di tutta la Chiesa, ma soprattutto nell'agire di Dio a favore delle creature. Noi siamo il frutto della perenne benedizione di Cristo, che si è allontanato solo fisicamente da noi. Il distacco era necessario per rendere possibile la sua nuova modalità di presenza in mezzo a noi attraverso lo Spirito; era necessario perché l'assenza dilata il cuore, suscitando il desiderio dell'Assente. Paradossalmente, un Dio a portata di sguardo e di mano prostrerebbe il nostro anelito verso di Lui. La prostrazione che invece segue è quella che dice adesione della vita a Cristo, riconoscimento della sua signoria, attesa fiduciosa dei suoi doni dall'alto. Inizia la vera missione della Chiesa, rendere presente Colui che è assente visibilmente, ma il cui Spirito pervade l'universo. Ciò è fonte di gioia, tratto tipico di Luca, che ci consegna una verità fondamentale: la gioia non è appagamento dei sensi, ma confessare una presenza che ti abita dentro e muove i tuoi passi verso fuori.. In questa Solennità dell'Ascensione del Signore ci uniamo ai "canti di gioia" che accompagnano questo momento Solenne e acclamiamo con voci di gioia il signore e cantiamo inni al nostro Re e ringraziamolo e lodiamolo per tutto ciò che ha fatto per noi: Egli è morto, è risorto e ha tolto il peccato dal mondo: questo ha fatto il Signore per noi! Non ci resta che benedirlo con gioia e attendere fiduciosi e pieni di felicità la venuta dello Spirito Santo che scenderà su tutti noi nel giorno della Pentecoste! A tutti una gioiosa Solennità dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo! Alleluia!


    Titolo: APPLAUDITE POPOLI TUTTI
    Adatto per: Ingresso
    Album: Io scelgo Te (2004)




    TESTO DEL CANTO:
    https://issuu.com/nicolaruello/docs/...ode__rev.2014_
    Canto numero 30



    Fonte testo corsivo: http://www.lachiesa.it/calendario/om...led/56771.html
    "Tu hai innalzato san Francesco alle vette della perfezione evangelica"

  4. #514
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    Canto del 29 Maggio - VII Domenica di Pasqua

    Donaci occhi, Signore, per vedere la tua gloria. Queste sono le parole del Salmo della VII Domenica di Pasqua: il Signore è asceso alla destra del Padre e questo Salmo rispecchia perfettamente "la preghiera dei tuoi figli che professano la fede nel Cristo Salvatore come dice la Colletta di questa Domenica. Attendiamo con fiducia lo Spirito Santo "primo dono ai credenti" e chiediamo a Dio di donarci gli occhi e quindi la Fede per vedere le Sue meraviglie, per vedere la Sua gloria, per vedere il Suo Amore e dire: Santo, Santo, Santo sei Signore perchè possiamo sentire "la sua presenza in mezzo a noi, sino alla fine dei tempi". Buona VII Domenica di Pasqua e ancora buona Solennità dell'Ascensione a tutti! Alleluia!


    Titolo: APRI I MIEI OCCHI SIGNORE
    Adatto per: Ingresso
    Album: Grazie (2012)




    TESTO DEL CANTO:
    Apri i miei occhi Signore
    Apri i miei occhi Signore
    Voglio vederti, voglio vederti! (x2)

    Vederti splendere su me
    Nella luce della Tua gloria
    Versa il Tuo amore su noi
    Mentre cantiamo "Santo Santo, Santo" (da capo)

    Vederti splendere su me
    Nella luce della Tua gloria
    Versa il Tuo amore su noi
    Mentre cantiamo "Santo Santo" (x2)

    Santo, Santo, Santo
    Santo, Santo, Santo
    Santo, Santo, Santo
    Voglio vederti!




    Pubblico già da ora il canto perchè domani sono impegnato con il RnS e non sapevo se riuscivo a postare.
    "Tu hai innalzato san Francesco alle vette della perfezione evangelica"

  5. #515
    Gran CierRino di Platino e Diamanti L'avatar di sere85
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    nel leggere il testo di questo canto che usano a volte quelli dell'altro coro mi sono resa conto che sono molto fantasiosi anche con il testo
    Che lo fossero di già spesso e volentieri con i ritmi delle canzoni quello lo sapevo già, che sostituissero le parole quello mi sfuggiva (in genere le loro canzoni non ci sono sui libretti)
    Chi vuol esser lieto sia, di doman non c'è certezza

  6. #516
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    Canto del 5 Giugno - Pentecoste

    Lo Spirito Santo, il misterioso cuore del mondo, il vento sugli abissi, l'Amore in ogni amore, è Dio in libertà, un vento che porta pollini dove vuole primavere, che non lascia dormire la polvere, che si abbatte su ogni vecchia Gerusalemme. Dio in libertà, che non sopporta statistiche, che nella vita e nella Bibbia non segue mai degli schemi. Libero e liberante come lo è il vento, la cosa più libera che ci sia, che alle volte è una brezza leggera, alle volte un uragano che scuote la casa; che è voce di silenzio sottile, ma anche fuoco ardente chiuso dentro le ossa del profeta (Ger 20,9). Pentecoste è una festa rivoluzionaria di cui non abbiamo ancora colto appieno la portata. Lo Spirito «vi insegnerà ogni cosa»: lui ama insegnare, accompagnare oltre, far scoprire paesaggi inesplorati, portare i credenti a vivere in «modalità esplorativa», non come esecutori di ordini, ma come inventori si strade. Lo Spirito è creatore e vuole discepoli geniali e creatori, a sua immagine. Vento che non tace mai, per cui ogni credente ne è avvolto e intriso, così che ognuno ha tanto Spirito Santo quanto ne hanno i pastori. Infatti «il popolo di Dio, per costante azione dello Spirito, evangelizza continuamente se stesso» (Evangelii Gaudium 139). Parole come un vento che apre varchi, porta sentori di nuove primavere. Il popolo di Dio evangelizza se stesso, continuamente. Una visione di potente fiducia, in cui ogni uomo e ogni donna hanno dignità di profeti e di pastori, ognuno un proprio momento di Dio, ognuno una sillaba del Verbo, tutti evangelisti di un proprio «quinto evangelio», sotto l'ispirazione dello Spirito. Verrà lo Spirito, vi riporterà al cuore tutto di Gesù, di quando passava e guariva la vita, e diceva parole di cui non si vedeva il fondo. Ma non basta, lo Spirito vi guiderà alla verità tutta intera: apre uno spazio di conquiste e di scoperte; vi insegnerà nuove sillabe divine e parole mai dette ancora. Sarà la memoria accesa di ciò che è accaduto «in quei giorni irripetibili» e insieme sarà la genialità, per risposte libere e inedite, per oggi e per domani. Lévati o remoto Spirito/ candida già freme/ alta/ la vela (Davide M. Montagna). Una vela e il mare cambia, non è più un vuoto in cui perdersi o affondare. Basta che sorga una vela, alta a catturare il soffio dello Spirito, per iniziare una avventura verso nuovi mari, verso isole intatte, dimenticando il vuoto. E da là dove ti eri fermato, lo Spirito libero e liberante di Dio ti farà ripartire, mentre continua a compiere nella Chiesa la stessa opera che ha compiuto con Marco, Luca, Matteo, Giovanni: continua a far nascere evangelisti. E a farli navigare nel suo Vento. Manda il tuo Spirito Signore a rinnovare la terra! O Santo Spirito illuminaci, plasmaci, trasformaci, difendici, proteggici, rendici uniti. Spirito Santo illumina le menti dei potenti che incitano la guerra e fa che inondati dal Tuo fuoco d'amore possano proclamare solamente la Pace! Tu, Spirito Santo che sei una dolce presenza per noi, continua ad infiammarci e a rinnovarci perchè possiamo essere come nuovi! Manda il tuo Spirito Signore perchè la nostra fiamma della Fede non si spenga mai e si sempre una Fede più forte, più gioiosa, più concreta e più salata come piace a te perchè Tu ci vuoi "luce del mondo e sale della terra". Spirito Santo, rendici Apostoli e Annunciatori della Tua parola perchè possiamo proclamare a tutti i popoli la meraviglia di essere tuoi Figli! Spirito di Gesù scendi su coloro che soffrono perchè in Te possano trovare consolazione! Santo Spirito del Padre scendi e guidaci come vuoi tu! Amen! Alleluia! Buona Solennità della Pentecoste a tutti!


    Titolo: SPIRITO SANTO DOLCE PRESENZA
    Adatto per: Comunione
    Album: Il deserto canta (2018)




    TESTO DEL CANTO:
    Spirito Santo, dolce presenza,
    vieni a fonderci con la tua volontà
    Consolatore, Luce del cuore
    soffia la tua vita dentro noi
    Inebriaci di Te del tuo amore

    RIT. Spirito Santo, Spirito di Gesù
    adesso tu manda noi ad infiammare la terra
    Spirito Santo rendici uno in te
    usaci come vuoi con la tua grazia

    Spirito santo testimone celeste
    donaci sapienza e verità
    Promessa del Padre, sorgente di grazia
    vieni a dimorare dentro noi
    Inebriaci di Te del tuo amore. RIT.

    Scendi su di noi, scendi su di noi
    Tu che sei l’eterno. (x4) RIT.

    Spirito Santo.




    Fonte testo corsivo: http://www.lachiesa.it/calendario/om...led/56856.html
    "Tu hai innalzato san Francesco alle vette della perfezione evangelica"

  7. #517
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    Canto stupendo!

    Veni, Sancte Spiritus!
    Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis.




  8. #518
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    Tutti Fratelli (2022)


    Copertina del nuovo CD con i canti tradizionali del RnS (che non sono mai stati registrati) più un canto inedito che riprende il nome del CD "Tutti Fratelli".
    "Tu hai innalzato san Francesco alle vette della perfezione evangelica"

  9. #519
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    Canto del 12 Giugno - Santissima Trinità

    Oggi abbiamo ascoltato un bel discorso della Sapienza, che viene immaginata come se fosse una donna e si presenta a noi. I personaggi principali sono tre: Jahwéh, lei e noi esseri umani. Jahwé è il generatore di donna Sapienza. Lei esiste prima della creazione dell'universo. É generata da colui che Gesù ci ha insegnato a chiamare "Abbà", Padre. Il Padre è il generatore: «il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all'origine. Dall'eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra» (Pr 8,22-23). Sapienza si presenta, in profonda comunione con il Padre creatore. Si presenta a noi come un architetto nella creazione dell'universo (amon in ebraico), o come una bambina che gioca nella bellezza di tutto ciò che è creato (amun in ebraico): «io ero con lui come artefice [architetto] ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre» (Pr 8,30-31a). Lo scopo della Sapienza è la gioia di essere in comunione soprattutto con tutti noi esseri umani: «Pongo le mie delizie tra i figli degli uomini» (Pr 8,31b). La tradizione ebraica identifica la saggezza con la Torah. Nel libro di Baruch leggiamo: «Egli è il nostro Dio, e nessun altro può essere confrontato con lui. Egli ha scoperto ogni via della sapienza e l'ha data a Giacobbe, suo servo, a Israele, suo amato. Per questo è apparsa sulla terra e ha vissuto fra gli uomini. Essa è il libro dei decreti di Dio e la legge che sussiste in eterno; tutti coloro che si attengono ad essa avranno la vita, quanti l'abbandonano moriranno.» (Bar 3,36-4,1). Noi cristiani, illuminati dalla predicazione apostolica attestata nei libri del Nuovo Testamento, identifichiamo la Sapienza con le missioni del Figlio e dello Spirito Santo in mezzo a noi. La missione del Figlio amato del Padre, l'Amante l'evangelista Giovanni aiuta a identificare Gesù con la Sapienza del libro dei Proverbi, perché all'inizio del suo Vangelo l'unigenito Figlio del Padre, pieno di grazia e di verità, è la Parola creatrice del Padre, è eternamente unito a Lui. Per suo volere si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,1-18). L'apostolo Paolo, scrivendo ai Colossesi, offre un inno che riconosce in Gesù Cristo, morto e risuscitato, quella Sapienza che era con il Padre nella creazione del mondo. Gesù, il Figlio prediletto, «è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono» (Col 1,15-17). Al termine di questo inno a Cristo, Re dell'Universo, riceviamo l'annuncio della riconciliazione che ci dona la vera pace: «per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli» (Col 1,20). La missione del Figlio, l'Amato del Padre, è stata quella di rivelare definitivamente all'umanità chi è Dio: è il Padre eternamente unito al Figlio con la gratuità dell'amore divino chiamato Spirito Santo. La missione Figlio, l'Amato del Padre, è stata quella di offrire a ciascuno di noi la sua stessa esperienza di comunione vera, rispettosa, feconda, creativa e pacificatrice con il Padre, e lo ha fatto per mezzo della sua morte e risurrezione. Egli è venuto ad annunciare il Regno del Padre, che è la reale possibilità per tutti noi esseri umani di vivere rapporti di rispetto tra noi, rapporti di armonia e cura con tutte le specie della natura, affinché sia possibile sperimentare la pace, capace di superare tutte le guerre, le divisioni, le lotte competitive provocate dall'illusione umana di volersi arrangiare, rifiutando di riconoscere la presenza trasformante, vivificante, consolante, unificante dello Spirito Santo, già disponibile nella coscienza di ogni essere umano. Se la missione di Gesù, con la sua morte e risurrezione, ci ha già riconciliati con il Padre con la nuova ed eterna alleanza, la missione dello Spirito Santo sta accadendo ora in mezzo a noi e consiste nella realizzazione del Regno di Dio in questo mondo, che consiste nella vittoria della pace, frutto di relazioni di gratuità. La missione di pace dello Spirito Santo, Amore gratuito del Padre unito al Figlio L'apostolo Paolo ha sperimentato nella sua vita la forza della pace e della riconciliazione dovuta allo Spirito Santo «riversato gratuitamente nei nostri cuori» (Rm 5,5) grazie alla mediazione dell'evento salvifico della morte e risurrezione di Gesù. La Parola di Dio ci invita a dire "sì" al riconoscimento della presenza divina in noi dell'amore gratuito che unisce eternamente il Padre al Figlio. Questa è la nostra esperienza di fede, che Paolo chiama "giustificazione": «Giustificati dunque per la fede» in Cristo morto e risuscitato, mediante la nostra riconciliazione con il Padre unito al Figlio, mediante la riconciliazione tra noi esseri umani e mediante la nostra riconciliazione con tutti i creazione dell'opera, affidata alle nostre cure, «siamo in pace con Dio» (Rm 5,1). La missione dello Spirito Santo nel mondo è la fonte della speranza che non ci delude, nonostante le tribolazioni che affrontiamo nella vita quotidiana, a causa dell'egoismo di chi ancora preferisce camminare senza Dio, rifiutando di riconoscere questa meravigliosa eredità del gratuità dell'amore divino già presente nelle profondità del mondo interiore della sua coscienza. Per rafforzare la nostra fede nell'azione dello Spirito Santo nella nostra vita personale, affinché la gratuità prevalga in tutte le nostre relazioni, abbiamo tre opzioni importanti che dipendono dalla nostra libertà di scelta. La prima opzione è accogliere con gioia il dono della Verità in tutto ciò che Gesù ha detto e fatto nella tua vita. Gesù non ha lasciato nulla di scritto, perché si è fidato dell'azione dello Spirito Santo, che avrebbe ispirato e illuminato la predicazione apostolica e gli scrittori dei libri del Nuovo Testamento. Lo abbiamo ascoltato nel vangelo di oggi, attraverso la quinta promessa dello Spirito Santo, che troviamo nella versione di Giovanni. Lo Spirito Santo ci si presenta come «lo Spirito della verità, che ci guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito [dal Filho] e ci annuncerà le cose future» (Gv 16,13). La seconda opzione è centrare la nostra vita sull'Eucaristia, perché nel pane e nel vino trasformati nel corpo e nel sangue di Gesù, troviamo tutta la forza liberatrice della morte e risurrezione di Gesù per la nostra vita di oggi. Ecco perché la Chiesa cattolica propone saggiamente la solennità del Corpo e del Sangue di Gesù subito dopo la solennità della Santissima Trinità. L'Eucaristia è il sacramento che dà senso a tutti gli altri sacramenti, che ci aiutano a vivere autenticamente la nostra missione di discepoli missionari della Santissima Trinità in tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana. La terza opzione è il nostro sguardo sui poveri, sui più sofferenti, perché la stessa presenza viva e vera di Cristo nell'Eucaristia si compie attraverso il nostro incontro con Cristo nella carne dei poveri. Le parole del Salmo 8 fanno riflettere: «[O Padre, unito al Figlio nello Spirito Santo], che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell'uomo, perché te ne curi? Davvero l'hai fatto poco meno di un Dio, di gloria e di onore lo hai coronato. Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi» (Sal 8,5-7). Non dimentichiamo che al momento della nostra morte saremo valutati sul rispetto che abbiamo avuto per la dignità umana di ogni essere umano che incontriamo sul cammino della nostra vita: «Ogni volta che hai dato da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, hai vestito gli ignudi, ospitato il viandante, visitato il malato e il carcerato, incontrato il povero sofferente, lo hai fatto a me» (Mt 25,31-46). Allora vedremo regnare la pace grazie alla consegna della nostra libertà all'azione dello Spirito Santo in noi e alla nostra fede in Cristo morto e risuscitato. Allora potremo dire: gloria al Padre unito al Figlio nello Spirito Santo, eternamente. Gloria al Padre unito all'umanità e alla creazione per Cristo, con Cristo e in Cristo. Gloria per la nostra fede in Cristo, gloria per la carità verso tutti i santi, gloria per la speranza che ci risponde nei cieli e per il nostro amore nello Spirito Santo. Non dimentichiamo mai che la gloria di Dio è un uomo vivente. Non servono parole in più per questo bellissimo commento e vi auguro una buonissima Solennità della Santissima Trinità! Lode a te Trinità!


    Titolo: LODE A TE TRINITA'
    Adatto per: Finale
    Album: Io credo (2011)




    TESTO DEL CANTO:
    https://issuu.com/nicolaruello/docs/...ode__rev.2014_
    (Canto numero 391)
    "Tu hai innalzato san Francesco alle vette della perfezione evangelica"

  10. #520
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    Canto del 19 Giugno - Corpus Domini

    Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. Il linguaggio verbale può avere delle intonazioni di voce che esprimono un senso senza aggiungere altre parole. Gesù risponde in modo chiaro ai suoi discepoli che chiedono di lasciare andare via tutti perché vadano a cibarsi: «Voi stessi date loro da mangiare». I Dodici non comprendono quello che Gesù dice, perché concentrati non sulle sue parole, ma sul bisogno umano e materiale del cibo: Voi stessi date loro da mangiare. I discepoli del Signore gli fanno notare che loro hanno appena cinque pani e due pesci... e ti sembra poco? Se consideri che c'è pure Gesù con te, cosa temi ancora? Forse non ci si fida davvero di Lui? «Voi stessi date loro da mangiare», altrimenti letto "date loro da mangiare voi stessi" è un programma di vita che Gesù sta consegnando ai suoi discepoli e alla folla: fatevi voi cibo per gli altri, come io mi sono fatto cibo per voi, nutriteli non solo con il pane biologico, ma con quello spirituale e man mano che la fede crescerà i bisogni diventeranno di altra natura e non solo materiali. Farsi pane, darsi da mangiare, lasciarsi consumare, non è impossibile: si pensi a una mamma che ogni giorno deve nutrirsi e motivarsi per nutrire e motivare la sua famiglia, i suoi piccoli... Quando mangiamo il cibo si trasforma in energia e quella energia la trasformiamo in azioni, pensieri, parole... Quando ci nutriamo del Corpo di Cristo, allora, il Signore si aspetta che assumendo quel cibo spirituale diventiamo spirituali e come lo Spirito entra in noi, lo trasformiamo in energia buona che dia forza a quanti sono affaticati nel cammino di fede... o addirittura hanno cambiato strada. Oggi risuonerà nelle nostre chiese la bellissima Sequenza del Corpus Domini, composta da San Tommaso D'Aquino. Alcuni versi richiamano, quanto al contenuto ed alle espressioni utilizzate, l’inno Pange Lingua. Il Signore è il pane degli Angeli, è cibo di immortalità, è il pane dell'amore, è Sacramento di pietà. Signore sei pane di dolcezza, vieni ancora in noi e saremo uniti per l'eternità. Benedetto XVI diceva "Con noi c’è Gesù Eucaristia, il Risorto, che ha detto: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Grazie, Signore Gesù! Grazie per la tua fedeltà, che sostiene la nostra speranza. Resta con noi, perché si fa sera. “Buon Pastore, vero Pane, o Gesù, pietà di noi; nutrici, difendici, portaci ai beni eterni, nella terra dei viventi!”. Con questo pane e con questo vino noi troviamo la salvezza e allora, come suggeritoci dal Cardinale Gambetti giovedì, iniziamo a renderci partecipi alla scuola del Corpus Domini e troveremo amore, letizia, pace e salvezza. A tutti voi una buonissima Solennità del Corpus Domini! Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento!

    Ecco il pane degli angeli,
    pane dei pellegrini,
    vero pane dei figli:
    non dev’essere gettato.
    Con i simboli è annunziato,
    in Isacco dato a morte,
    nell’agnello della Pasqua,
    nella manna data ai padri.
    Buon pastore, vero pane,
    o Gesù, pietà di noi:
    nùtrici e difendici,
    portaci ai beni eterni
    nella terra dei viventi.
    Tu che tutto sai e puoi,
    che ci nutri sulla terra,
    conduci i tuoi fratelli
    alla tavola del cielo,
    nella gioia dei tuoi santi.



    Titolo: CON QUESTO PANE CON QUESTO VINO
    Adatto per: Comunione
    Album: Io credo (2011)





    TESTO DEL CANTO:
    In questo pane noi riceviamo
    Il vero corpo del Salvatore
    Che si fa cibo per tutti noi

    RIT. Con questo pane, con questo vino

    Gesù Signore dimora in mezzo a noi
    È la salvezza offerta ad ogni uomo

    In questo vino noi riceviamo

    Il vero sangue dell′alleanza
    Che è bevanda per tutti noi. RIT.

    Su questa mensa noi celebriamo
    Il sacrificio del Redentore
    Che ci consacra nel suo amore. RIT. (X2)


    Fonte: http://www.lachiesa.it/calendario/om...led/56994.html
    "Tu hai innalzato san Francesco alle vette della perfezione evangelica"

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