Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: I Canti del Rinnovamento nello Spirito

  1. #531
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    Canto del 31 Luglio - XVIII Domenica del Tempo Ordinario

    Il messaggio essenziale del Vangelo di oggi è talmente chiaro che, in realtà, non ha bisogno di interpretazione: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni”. E “arricchitevi davanti a Dio!”. Ma, siccome conquistare dei beni è un’aspirazione fondamentalmente umana, vale quindi la pena entrare nei dettagli della parabola del ricco stolto raccontata da Gesù. La ricchezza conferisce agli uomini una certa sicurezza, permette loro di disporre della propria vita, di non dipendere completamente dagli altri o dallo Stato, di organizzare la propria sfera di vita, di occuparsi di cose che fanno loro piacere, di concretizzare grandi missioni o grandi scopi. In questa misura, i beni sono necessari per una giusta esistenza. Gesù non mette in questione il buon impiego dei beni e delle ricchezze. Ma afferma che beni e ricchezze portano gli uomini a sentirsi lontani da Dio e dal prossimo, a pensare di essere assicurati contro la miseria, la vecchiaia e la morte e a soddisfare i piaceri di questo mondo. E ancora, per molti uomini, il successo materiale è il simbolo della benedizione di Dio. Pensano di avere compiuto bene il loro ruolo nella vita quando acquisiscono ricchezza e considerazione. E che Dio non possa pretendere di più da loro. Ora, anche per essi, il principale comandamento è l’ultimo criterio che permetterà di giudicare la loro vita. Ecco perché la ricchezza deve essere per ognuno un mezzo di azione: un mezzo per impegnarsi per gli altri. Aiutando coloro che sono nello sconforto e condividendo con generosità, si sarà veramente ricchi: ricchi agli occhi di Dio. Oggi rendiamo grazie al Signore perché ci fa sentire ricchi! Egli è la ricchezza di ogni povero “in spirito”: il suo amore, la sua misericordia, la sua bontà e la sua pace sono fonte di ricchezza per tutti noi e saranno così sempre: “di generazione in generazione” come dice il Salmo di questa domenica. Oggi “ricerchiamo il vero bene della sapienza”, ricerchiamo la vera ricchezza: essere Figli di Dio! Buona Domenica a tutti!


    Titolo: CRISTO GESÙ SPERANZA DELLE GENTI
    Adatto per: Ingresso
    Album: Sentieri di Speranza (2006)




    TESTO DEL CANTO:
    RIT. Cristo Gesù speranza delle genti,
    Cristo Gesù salvezza di ogni debole,
    Cristo Gesù ricchezza di ogni povero
    Sei la mia eredità.

    Luce del mondo sei,
    Sole senza tramonto,
    il Tuo splendore rischiara la notte
    e guida i passi miei. RIT.

    Re di speranza e di pace,
    gioia del mondo sei.
    La tua giustizia e la Tua misericordia
    splendono su di me. RIT.

    Cristo Gesù speranza dele Genti.
    Cristo Gesù speranza dele Genti.

    Quando verrai nella gloria
    del Regno del Padre Tuo
    Giudicherai con sapienza e indulgenza
    e i miti accoglierai. RIT.

    Sei la mia eredità.
    Sei la mia eredità.



    Fonte: http://www.lachiesa.it/calendario/De...20220731.shtml
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  2. #532
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    Canto davvero bello e solenne!
    «Vigilate ergo, quia nescitis qua die Dominus vester venturus sit».
    (Matth. 24, 42).



  3. #533
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    Canto del 1° Agosto - nella Celebrazione d'Apertura del Perdono D'Assisi

    La tradizione fa risalire il tutto alla notte del 1216. Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una fortissima luce e Francesco vide l'altare rivestito di luce e alla sua destra la Sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore. Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: 'Santissimo Padre, benchè io sia misero peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati verranno a visitare questa chiesa, gli conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe'. 'Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore - ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia questa indulgenza'. E Francesco si presentò subito dal Pontefice, Onorio III, che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà - i cardinali ritenevano che questa concessione avrebbe arrecato danno a quella di Terra Santa e a quella degli apostoli Pietro e Paolo - dette la sua approvazione. Poi disse: 'Per quanti anni vuoi questa indulgenza?'. Francesco scattando rispose: 'Padre Santo, non domando anni, ma anime'. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: 'Come non vuoi nessun documento?'. E Francesco: 'Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli angeli i testimoni'. E qualche giorno più tardi insieme ai vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: 'Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso'. Nel corso della solenne celebrazione d'apertura del Perdono D'Assisi iniziamo a metterci in preghiera per ricevere il perdono dei peccati. Ieri ringraziavamo il Signore per la ricchezza che ci ha donato e questa possibilità è una chiara manifestazione di questo grande dono che il Signore ci fa. Spero che tutti noi, accostandoci in questi due giorni, alla Confessione, all'Eucarestia ed entrando in solenne preghiera possiamo, tramite la nostra Fede che viene alimentata sicuramente grazie a questi momenti, vedere la mano potente del Signore nella nostra vita! Le lacrime di San Francesco diventino possibilità per noi di redimerci da tutti i peccati. In questi giorni accostiamoci al Signore e riceviamo il Suo amore e la Sua misericordia: benedici il Signore anima mia e tu, Signore, perdonaci!


    Titolo: VIENI AL SIGNOR
    Adatto per: Comunione
    Album: Benedici il Signore (1982)




    TESTO DEL CANTO:
    Benedici il Signor anima mia
    quanto è in me lo benedica.
    Non dimenticare i suoi benefici,
    quanto è in me lo benedica.

    RIT. EGLI PERDONA TUTTE LE TUE COLPE
    BUONO E PIETOSO È IL SIGNORE
    LENTO ALL'IRA.
    VIENI AL SIGNOR, RICEVI IL SUO AMOR.
    VIENI AL SIGNOR, RICEVI IL SUO AMOR

    Salva dalla fossa la tua vita
    e t'incorona di grazia.
    Come il cielo è alto sopra la terra
    così è la sua misericordia. RIT.

    Ma la grazia del Signor dura in eterno
    per quelli che lo temono.
    Benedici il Signor anima mia
    quanto è in me lo benedica. RIT.

    VIENI AL SIGNOR, RICEVI IL SUO AMOR (x7)



    Fonte testo corsivo: https://www.sanfrancescopatronodital...ziuncola-38655
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  4. #534
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    Canto del 1° Agosto - nel Perdono D’Assisi

    Nella Lettera ad un ministro, Francesco scrisse: "E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore et ami me servo Suo e tuo, se farai questo, e cioè che non ci sia alcun frate al mondo che abbia peccato quanto poteva peccare, il quale, dopo aver visto i tuoi occhi, se ne torni via senza il tuo perdono misericordioso, se Egli lo chiede; e se non chiedesse misericordia, chiedi tu a lui se vuole misericordia. E se in seguito mille volte peccasse davanti ai tuoi occhi, amalo più di me per questo: che tu possa attirarlo al Signore; e abbi sempre misericordia di tali fratelli”. Egli chiedeva dunque al ministro di perdonare sinceramente, secondo il comando evangelico, dal profondo del cuore: il frate peccatore non doveva udire una parola di perdono (poiché con le parole si mente più facilmente), ma leggere negli occhi del ministro offeso il perdono ricevuto. Non solo! Il ministro stesso, qualora il frate peccatore non l'avesse fatto, avrebbe dovuto chiedere al fratello se voleva ricevere misericordia, e avrebbe dovuto amarlo ancor più dello stesso Francesco con l'unico obiettivo di attirarlo al Signore. Perché tutto questo? Perché lo chiedeva Gesù, naturalmente. Ma anche perché Francesco sapeva che il “per-dono” è un “dono-per”: dono per colui che lo riceve, anzitutto, ma anche per colui che lo dà, perché solo quando si trova la forza di perdonare si ha pace vera nel cuore, quella pace che niente e nessuno può toglierci, perché viene da Dio. Misericordia e Perdono: queste sono le parole fondamentali per questo giorni! Mentre alla Porziuncola si celebra il Sacramento della Penitenza, eleviamo di nuovo la nostra lode a Dio perché ad ogni nostro sbaglio, lui ci solleva, ci libera e ci protegge! Grazie Signore di Misercordia, tu sei la nostra vittoria!


    Titolo: TU SEI MISERICORDIA
    Adatto per: Comunione
    Album: Voglio vedere il tuo volto (2005)




    TESTO DEL CANTO:
    Tu sei misericordia, tu sei la verità
    E se io ti seguirò, la tua croce prenderò
    Se cadrò tu mi solleverai.

    RIT. Tu sei morto per me, e risorto per sempre
    Col tuo sangue versato, tu mi hai purificato
    Dal nemico che opprime tu mi hai riscattato
    Dalla morte mi hai liberato.

    Tu sei la mia vittoria, tu sei la libertà
    Hai sofferto per amore, mi hai donato la salvezza
    Al mio grido tu risponderai. RIT.

    Tu sei la mia dimora, solo in te riposerò
    Il tuo spirito di vita mi darà consolazione
    La mia anima tu sazierai. RIT.

    Dalla morte mi hai liberato.



    Fonte testo corsivo: https://www.sanfrancescopatronodital...Francesco-8624
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  5. #535
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    Bello!

    Un altro canto adatto a questo momento potrebb’essere Misericordia sei.
    «Vigilate ergo, quia nescitis qua die Dominus vester venturus sit».
    (Matth. 24, 42).



  6. #536
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    Canto del 2 Agosto - Beata Vergine Maria degli Angeli (Perdono D’Assisi)

    Il serafico Padre Francesco, per il suo singolare amore verso la Beatissima Vergine, ebbe sempre particolare cura della chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli, chiamata anche Porziuncola. Qui egli prese stabile dimora con i suoi frati, qui diede inizio con santa Chiara all’Ordine delle Clarisse, qui concluse il corso della sua mirabile vita. Per questa Cappella il santo Fondatore ottenne da papa Onorio III la storica indulgenza, che i Sommi Pontefici confermarono successivamente ed estesero a numerose altre chiese. Per questi gloriosi ricordi l’Ordine serafico celebra con gioia la festa di Santa Maria degli Angeli. In questa Solennità eleviamo le nostre preghiere alla nostra Madre perché ci faccia comprendere e capire la grande misericordia del nostro Signore! Noi siamo dispersi nel mondo tra lotte, discordie e guerre ma insieme a Maria, nostra Regina, che ci stringe la mano siamo al sicuro! Lodata per sempre la nostra Vergine Maria, la nostra bella madre! Lodato sempre sia il nostro Signore che ci perdona ed è misericordioso con tutti noi! Buona Solennità e buon secondo giorno del Perdono D’Assisi!


    Titolo: TI SALUTIAMO REGINA
    Adatto per: Ingresso
    Album: Vittoria (1995)




    TESTO DEL CANTO:
    Ti salutiamo Regina, Madre di misericordia.
    Sei tu sospiro sei vita, sei tu la nostra speranza.
    Sotto il tuo manto di stelle noi cerchiamo riparo,
    i nostri fiumi di pianto tu tergi e consola.

    Noi siam dispersi nel mondo in questa valle di lacrime.
    Sei tu la nostra difesa, tu ci proteggi, Signora.
    Portaci in braccio, tu, Madre verso il santo tuo Figlio.
    Stringici forte la mano, tu, dolce e clemente.

    E lodata sempre sia la nostra bella Madre.
    Per sempre sia lodata la gran Vergine Maria,
    la gran Vergine Maria, la gran Vergine Maria.



    Fonte testo corsivo: https://www.assisiofm.it/dedicazione...la-4020-1.html
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  7. #537
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    Canto del 3 Agosto - in Ringraziamento al termine del Perdono D'Assisi

    Onnipotente, santissimo, altissimo, sommo Dio,
    Padre santo e giusto,
    Signore Re del cielo e della terra,
    ti rendiamo grazie per il fatto stesso che tu esisti,
    ed anche perché con un gesto della tua volontà,
    per l’unico tuo Figlio e nello Spirito Santo,
    hai creato tutte le cose visibili ed invisibili
    e noi, fatti a tua immagine e somiglianza,
    avevi destinato a vivere felici in un paradiso
    dal quale unicamente per colpa nostra
    siano stati allontanati.

    E ti rendiamo grazie, perché,
    come per il Figlio tuo ci creasti,
    così a causa del vero e santo amore
    con il quale ci hai amati,
    hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo
    dalla gloriosa sempre vergine beatissima santa Maria
    e hai voluto che per mezzo della croce,
    del sangue e della morte di lui
    noi fossimo liberati dalla schiavitù del peccato.

    E ti rendiamo grazie, perché
    lo stesso tuo Figlio ritornerà nella gloria
    della sua maestà,
    per mandare nel fuoco eterno
    gli empi che non fecero penitenza
    e non vollero conoscere il tuo amore
    e per dire a quelli che ti conobbero,
    adorarono, servirono
    e si pentirono dei loro peccati.

    Venite Benedetti del Padre mio:
    entrate in possesso del regno
    che è stato preparato per voi,
    fin dalla creazione del mondo! (Mt. 25, 34).

    E poiché noi, miseri e peccatori,
    non siamo nemmeno degni di nominarti
    ti preghiamo e ti supplichiamo,
    perché il Signore nostro Gesù Cristo,
    il Figlio che tu ami
    e che a te basta sempre e in tutto,
    per il quale hai concesso a noi cose così grandi,
    insieme con lo Spirito Santo Paraclito,
    ti renda grazie per ogni cosa
    in modo degno e a te gradito.

    E umilmente preghiamo in nome del tuo amore
    la beatissima Maria sempre vergine,
    i beati Michele, Gabriele, Raffaele
    e tutti gli angeli,
    i beati Giovanni Battista e Giovanni evangelista,
    Pietro e Paolo,
    i beati patriarchi, profeti, innocenti,
    apostoli, evangelisti, discepoli,
    martiri, confessori, vergini,
    i beati Elia ed Enoc,
    e tutti i santi che furono, che sono e che saranno,
    perché, come essi possono fare,
    rendano grazie a te,
    per tutto il bene che ci hai fatto,
    o sommo Dio, eterno e vivo,
    con il Figlio tuo diletto,
    Signore nostro Gesù Cristo
    e con lo Spirito Paraclito
    nei secoli dei secoli.
    Amen.


    Non ci sono altre parole da aggiungere a questa preghiera di ringraziamento di San Francesco d'Assisi! Al termine del Perdono d'Assisi, tempo di grazia e di pace, tempo di misericordia e di amore, tempo di gioia e di letizia, tempo di fede, speranza e carità, rendiamo grazie al Signore perchè chi è povero si sente ricco, chi è debole si sente forte e chi è solo si sente amato. Grazie Signore per tutto quello che hai fatto, fai e continuerai a fare per noi! Grazie Signore per averci donato questo tempo di grazia! Grazie Signore per averci donato un così grande Santo quale è San Francesco D'Assisi che con le lacrime ha voluto che tutti i suoi fratelli andassero in Paradiso! Continuiamo ad affidarci alla Vergine degli Angeli perchè, insieme al Serafico Padre San Francesco, ci guidi, ci protegga sempre e ci sproni a perdonare ogni nostro fratello! Amen!


    Titolo: RENDETE GRAZIE
    Adatto per: Ringraziamento (dopo Comunione)
    Album: Venti dello Spirito (1988-2007)




    TESTO DEL CANTO:
    Rendete grazie a colui che è Santo,
    rendete grazie a Dio per suo Figlio Gesù! (x2)

    E possa il debole dir son forte
    e possa il povero dir son ricco
    per quel che ha fatto il Signore per me. (x2)



    Fonte Preghiera: https://www.preghiere.net/preghiera-...ito%20Santo%2C[/QUOTE]
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  8. #538
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    Canto del 6 Agosto - Trasfigurazione del Signore

    Nel cuore dell'estate celebriamo la splendida festa della trasfigurazione. Un sei agosto esplose la prima bomba atomica. Un sei agosto, con discrezione, un papa timido, Paolo VI, tornò al Padre. Questo sei agosto vogliamo ancora fissare lo sguardo sulla bellezza di Dio. Dio è bellissimo. Farne esperienza è quanto di più straordinario possa accadere nella vita di un uomo. Dio è bellissimo: ne fanno esperienza i tre che salgono sulla verde collina di Galilea. Il nostro mondo ha bisogno urgente di bellezza: ne hanno bisogno le nostre grigie e anonime periferie. Ne ha bisogno la nostra anima, nutrita di bellezza. Bellezza che non è una questione estetica ma di armonia assoluta: ciò che è sommamente bello è anche sommamente buono, vero e giusto. La verità del vangelo ci stupisce e ci affascina e ci spinge ad immaginare un mondo diverso, nuovo, dove Dio è l'orizzonte di riferimento. È bellissimo, Dio. Il nostro cristianesimo, purtroppo, ha accantonato questa semplice verità, facendo prevalere altri aspetti nella nostra appannata predicazione (è giusto credere in Dio, è doveroso...). La trasfigurazione rimette le cose in ordine: se crediamo nel Dio che Gesù è venuto a raccontare è perché abbiamo scoperto che non esiste nulla di più bello. Più bello della più bella gioia che possiamo sperimentare, di un innamoramento, di una passione, di un'emozione, credere è il gesto più importante che possiamo fare. La Chiesa è in festa e loda il Signore in questa Festa della Trasfigurazione! Cantiamo al Signore perchè il Suo volto splende su di noi e riconosciamo che Lui è il Signore! Questa festa ci faccia capire quanto è bello essere Figli di Dio!


    Titolo: CANTIAMO A TE
    Adatto per: Finale
    Album: Il Deserto Canta (2018)




    TESTO DEL CANTO:





    Fonte testo corsivo: http://www.lachiesa.it/calendario/om...led/34420.html
    Ultima modifica di Vox Populi; 06-08-2022 alle 11:27
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  9. #539
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    Canto del 7 Agosto - XIX Domenica del Tempo Ordinario

    La fiducia eccessiva nei beni materiali e il loro sfruttamento considerati come fini e non come strumenti di vita dignitosa e decorosa, è la causa fondamentale della rottura dei rapporti con Dio e con il prossimo, con la conseguenza nefasta di rovina e di autolesionismo. Paolo esprime meglio questo concetto, che Gesù riprende in questa Domenica dopo avercene dato lume nella liturgia della scorsa settimana: "Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo. Al contrario, coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste, che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione. L'attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori. Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose; tendi alla giustizia alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza e alla mitezza."(1Tm 6, 8 - 11). Un idolo è una divinità precostituita che ci asseconda tutte le volte che vogliamo. Idolatrare il denaro e la ricchezza e trincerarci nelle sicumere illusorie che esse comportano, equivale a costruirsi un Dio a misura personale che assolutizza per intero la nostra vita, pretendendo di essere considerato egli stesso la nostra ragione di vita e comportando che in suo nome ci si distacchi da ogni altro valore, escludendo così Dio e il prossimo. Il ricco è colui che per salvaguardare i suoi averi prende le distanze dagli altri, tratta tutti con sospetto e ostilità, misconosce il valore delle persone a meno che non risultino di sua utilità. E' superfluo dire che, allontanandosi da ogni riferimento etico e religioso, non conosce altro Dio se non il denaro che possiede. Sulla scia di Paolo, Gesù oggi ripete con fermezza questa verità, ma sempre con l'apostolo ci indica una via utile per non cadere nella tentazione del guadagno a tutti i costi. Quale? A dire il vero si tratta di tre programmi di vita che si richiamano l'un l'altro: 1) "Non temere piccolo gregge". Piccolo perché seguendo la logica antitetica dell'umano, ci si trova a lottare da soli contro la mentalità egoistica e arrivistica di questo secolo: chi fugge la tentazione alla concupiscenza e al possesso, inevitabilmente si troverà a fronteggiare ogni sorta di riprovazione e di contrarietà del mondo che procede controcorrente. Cionondimeno occorre non temere, non lasciarci dominare dalla paura e dallo sconforto, ma riporre sempre la fede in Colui che ci ha scelti e che con fiducia ci chiama alla sua sequela. Non aver paura insomma di seguire una logica distante da quella a cui siamo abituati, che è quella del Regno. Al contrario, entusiasmarci di poter avere in eredità il Regno medesimo con tutti i suoi frutti e le sue potenzialità. 2) Vigilare attentamente su noi stessi per non lasciarci sorprendere da tutto ciò che ci distoglie dal proposito del Regno. Stare sempre desti e pronti è la condizione essenziale per non cadere nella trappola del Maligno che sotto tutti gli aspetti è sempre pronto a tenderci insidie e tranelli nella lotta contro ogni avversità. La vigilanza non collima con l'indolenza e con l'apatia, ma al contrario comporta creatività, intraprendenza e azione libera, in modo però da comportarci ogni giorno come se fosse l'ultimo. Come se il giudice cioè fosse alle porte da un momento all'altro. Vigilare su noi stessi comporta in parole povere lavorare con fiducia e concentrarsi sul bene per allontanare ogni insidia e ogni devianza dai nostri buoni propositi 3) Nella misura in cui ci sentiamo tentati di possedere e di guadagnare, amare e donare con gioia. Fare il bene per sconfiggere il male (Rm 12, 21) è il costitutivo comune della nostra lotta, ma ogni singola opera di misericordia procura tutte quelle soddisfazioni di cui il vizio, la concupiscenza e la voluttà sfrenata ci privano. C'è più soddisfazione nel dare che nel ricevere; c'è più gioia nel donare e nel donarsi che non nell'afferrare smodatamente e la carità esercitata senza ipocrisia e con dovuta umiltà è la chiave della nostra stessa realizzazione, in quanto aiuta a scoprire la nostra identità e il vero senso della vita: essere utili agli altri. Senza per nulla escludere l'individualità, non ci si può chiudere barricandoci nelle nostre stesse certezze, peggio ancora se queste si identifichino con le soddisfazioni materiali e il successo economico. Non per niente si chiede ai "ricchi", cioè a coloro che possiedono, di rendersi "poveri di spirito" e ad esercitare essi per primi la carità, donando volentieri e disinteressatamente quanto possiedono, al fine di non cadere nella tentazione di idolatrare le proprie ricchezze, ma di trovare nei beni che possiedono nient'altro che degli strumenti per l'altrui edificazione. Non pochi esponenti della psicologia affermano che la serenità mentale è garantita nell'aprirsi e nel donarsi costantemente e che il bene sincero e disinteressato concepisce il senso di realizzazione e di pacificazione con se stessi; l'esercizio dell'amore e della carità vince ogni sorta di tentazione e di prova, procurando che l'amore con Dio ci ha amati si estenda ad oltranza senza limiti. La fede, la speranza e soprattutto la carità ci aiuteranno ad ammonticchiare il vero tesoro che al contrario della ricchezza materiale è destinato a restare sempre intatto e a non conoscere tignola e ruggine, cioè il Regno di Dio, che al presente viviamo nelle parole e nelle opere di Cristo e un giorno vivremo nella dimensione definitiva di gloria. Il Regno è il vero tesoro che Dio stesso dona a piene mani ma per costruire il quale serve anche la corrispondenza e l'opera di ciascuno nella vita di tutti i giorni. L'amore è l'elemento antiossidante in grado di rendere sempre limpido e gradevole il vero tesoro e vivere nell'amore comporta escludere che anche noi stessi ci consumiamo. Già Seneca diceva che l'umanità è meschina se non sa andare oltre all'umano; se cioè vive della mediocrità e dell'autosufficienza che rendono fin troppo facile il sopravvivere ma ci precludono le condizioni del vero vivere. Andare oltre, prevaricare noi stessi per cogliere il fondamento vero della vita è vocazione comune di tutti che nessuno può mai disattendere. Oggi in questo giorno del Signore, invochiamo lo Spirito Santo, Spirito di attesa perchè illuminando la nostra vita, ci prepari alla venuta del Salvatore nostro Gesù Cristo! Invochiamo lo Spirito Santo, Spirito di Accoglienza perchè accogliendo il nostro Salvatore possiamo avere la certezza di essere Figli di Dio! Vieni ancora Spirito del Padre, Fonte di eterno amore, fiamma inestinguibile, vieni non tardare! Amen!


    Titolo: VIENI ANCORA NON TARDARE
    Adatto per: Ingresso
    Album: Parla al mio Cuore (2020)




    TESTO DEL CANTO:



    Fonte testo corsivo: http://www.lachiesa.it/calendario/om...led/57339.html
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  10. #540
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    Questo volendo potrebb’essere un canto adatto anche all’Avvento.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 07-08-2022 alle 10:32
    «Vigilate ergo, quia nescitis qua die Dominus vester venturus sit».
    (Matth. 24, 42).



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