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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2020-2021)

  1. #231
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    28 Giugno (nelle ore vespertine)

    SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI (solennità)
    Anno B


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Splenda su noi, Signore,
    la luce del tuo volto.
    Il nostro cuore in festa
    canti di gioia.

    Più che per mèsse copiosa
    o vendemmia felice,
    il nostro cuore in festa
    canti di gioia.

    Splenda su noi, Signore,
    la luce del tuo volto.
    Il nostro cuore in festa
    canti di gioia.


    INNO

    Testo originale latino

    Apostolórum pássio
    diem sacrávit saéculis,
    Petri triúmphum nóbilem,
    Pauli corónam praéferens.

    Coniúnxit aequáles viros
    cruor triumphális necis:
    Deum secútos praésulem
    Christi coronávit fides.

    Primus Petrus apóstolus,
    nec Paulus impar grátia,
    electiónis vas sacrae
    Petri adaequávit fidem.

    Verso crucis vestígio,
    Simon, honórem dans Deo,
    suspénsus ascéndit, dati
    non ímmemor oráculi.

    Pracinctus, ut dictum est, senex,
    et elevates ab áltero,
    quo nollet, ivit; sed volens
    mortem subégit ásperam.

    Hinc Roma celsum vérticem
    devotiónus éxtulit,
    fundáta tali sánguine,
    et vate tanto nóbilis.

    Tantae per Urbis ámbitum
    stipáta tendunt ágmina:
    trinis celebrátur viis
    festum sacrórum mártyrum.

    Prodire quis mundum putet,
    concúrrere plebem Deo
    eléctam géntium caput,
    fides magistri géntium.

    Patri simúlque Fílio,
    tibíque, sancte Spíritus,
    sicut fuit, sit iúgiter,
    saeclum per omne glória. Amen.
    Versione italiana cantabile

    La morte dei santi apostoli
    consacra il giorno festoso,
    che diede a Pietro il trionfo
    e a Paolo donò la corona.

    Il loro fecondo martirio
    li unì nella gloria del regno:
    concordi seguirono il Padre
    e Cristo li ha insieme premiati.

    È Pietro il primo apostolo;
    ma Paolo, ricco di grazia,
    eletto strumento di Dio,
    ne eguaglia l’indomita fede.

    Confitto a una croce predetta,
    Simone magnifica Dio:
    nel duro supplizio ricorda
    l’antica promessa di Cristo.

    Legato, ormai vecchio, da un altro,
    sospeso al patibolo ingiusto,
    da forza violenta è condotto
    e accetta una morte crudele.

    Città dell’apostolo santo,
    fondata sul sangue di Pietro,
    tu fiera di tanto maestro,
    sei centro di fede e di amore.

    Si muovono schiere di popoli
    per l’ampia distesa dell’Urbe:
    le uniscono strade diverse
    per questa gioiosa memoria.

    Al coro di tutta la terra
    si aggiunge la schiera del cielo:
    è in Roma, regina del mondo,
    la cattedra santa di Pietro.

    O fonte suprema dell’essere,
    speranza di vita immortale,
    a te uno e trino Signore
    la lode nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Il sangue degli apostoli
    consacra questo giorno
    che diede a Pietro il trionfo
    e a Paolo la corona.

    Un generoso martirio
    li affratellò nella gloria,
    concordi seguirono il Padre
    e Cristo li ha insieme premiati.

    Primo fra tutti gli apostoli è Pietro,
    non è secondo Paolo nella grazia:
    eletto strumento di Dio,
    ne uguaglia l’indomita fede.

    Su capovolta croce confitto,
    Simone magnifica Dio
    e nell’atroce supplizio ricorda
    l’antico vaticinio del Signore.

    Vecchio, è legato da un altro
    ed è sospeso al patibolo;
    condotto a forza dove non vorrebbe,
    accetta una morte crudele.

    Ecco la vera nobiltà di Roma:
    edificata su questo sangue
    e fiera di tanto maestro,
    è il centro della fede e dell’amore.

    Schiere di popolo fitto si muovono
    per l’ampia distesa dell’Urbe:
    su tre strade consolari
    questa festosa memoria si celebra.

    Ai pellegrini di tutta la terra
    sembra si aggiunga la celeste schiera:
    in Roma, regina dell’universo,
    sta la cattedra delle genti.

    A te, suprema fonte dell’essere,
    Padre, si levi la nostra lode,
    con l’Unigenito e col Paràclito,
    o Trinità beata nei secoli. Amen.


    RESPONSORIO
    Questi sono i due olivi e le due lampade
    che stanno davanti al Signore.
    Hanno il potere di chiudere il cielo
    e di aprirne le porte:
    le loro lingue sono diventate le chiavi del regno.

    Per tutta la terra
    si diffonde la voce degli apostoli
    la loro parola raggiunge i confini del mondo.
    Hanno il potere di chiudere il cielo
    e di aprirne le porte:
    le loro lingue sono diventate le chiavi del regno.


    LETTURA VIGILIARE
    Lettura degli Atti degli Apostoli (11, 1-18)
    La rivelazione a Pietro in merito alla salvezza dei pagani.

    In quei giorni. Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: "Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!".
    Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: "Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!". Io dissi: "Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca". Nuovamente la voce dal cielo riprese: "Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano". Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell'istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo. Egli ci raccontò come avesse visto l'angelo presentarsi in casa sua e dirgli: "Manda qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia". Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi.
    Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: "Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo". Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?".
    All'udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: "Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!".

    Parola di Dio.


    SALMELLO
    Pietro è il pastore del gregge,
    il principe degli apostoli:
    a lui il Signore ha affidato
    le chiavi del regno dei cieli.

    Beato l’uomo che non segue il consiglio egli empi
    e non indugia nella via dei peccatori:
    a lui il Signore ha affidato
    le chiavi del regno dei cieli.


    ORAZIONE
    Signore Dio nostro, che hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana con la predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo, vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    oppure:

    O Padre, che hai fondato la tua Chiesa sulla fede e sul nome di Pietro e gli hai associato Paolo perché predicasse la tua gloria alle genti, arricchisci di grazie quanti oggi ne celebrano la gioiosa memoria. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa della vigilia con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    «Simone di Giovanni,
    mi vuoi bene più di costoro?». *
    «Signore, tu lo sai
    che ti voglio bene».


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa della vigilia:



    ALL’ INGRESSO
    Pietro apostolo e Paolo dottore delle genti
    hanno insegnato a noi la tua legge, Signore.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Signore Dio nostro, che hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana con la predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo, vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA e SALMELLO (o SALMO) come nella Liturgia vigiliare vespertina oppure Salmo della Messa nel giorno.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (2, 1b-2. 6c-9a)
    Giacomo, Cefa e Giovanni diedero a me e a Barnaba la destra in segno di comunione.

    Fratelli, io andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Bàrnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito a una rivelazione. Esposi loro il Vangelo che io annuncio tra le genti, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non correre o aver corso invano.
    Quelle persone autorevoli a me non imposero nulla. Anzi, visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi – poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per le genti – e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse:
    «Tu sei Simone, figlio di Giovanni;
    sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro –.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (16, 13-19)
    Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.

    In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    «Prima che ti chiamassi dal mare,
    Simone, io ti ho conosciuto – dice il Signore -.
    Prima che tu professassi il mio nome,
    ti ho consegnato le mie pecore, o Pietro.
    E su questa pietra edificherò la mia Chiesa».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai edificato la tua Chiesa sul fondamento degli apostoli, reggila sempre con la loro protezione e la loro preghiera. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, i doni che portiamo all’altare nella festa dei gloriosi apostoli Pietro e Paolo, e alla povertà dei nostri meriti supplisca la grandezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, Dio di misericordia infinita. Tu hai voluto unire in gioiosa fraternità i due santi apostoli: Pietro che per primo confessò la fede nel Cristo, Paolo che illuminò le profondità del suo mistero; il pescatore di Galilea che costituì la prima comunità coi giusti di Israele, il maestro e dottore che annunziò la salvezza a tutte le genti. Così, con diversi doni, hanno edificato l’unica Chiesa e, associàti nella venerazione del tuo popolo, condividono la stessa corona di gloria. Con questi santi e con tutti i cori del cielo intoniamo con voce unanime l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Non voi avete scelto me,
    - dice il Signore -
    ma io ho scelto voi
    e vi ho costituito perché andiate e portiate frutto,
    e il vostro frutto rimanga».


    ALLA COMUNIONE
    «Simone di Giovanni,
    mi ami più di costoro?».
    «Signore, tu sai tutto:
    tu sai che ti amo».
    «Pasci le mie pecore».


    DOPO LA COMUNIONE
    Sostieni i tuoi fedeli, o Padre, con la forza di questi sacramenti e confermaci nella verità che ci ha trasmesso la predicazione degli apostoli. Per Cristo nostro Signore.

  2. #232
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    29 Giugno

    SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI (solennità)
    Anno B


    ALL’ INGRESSO
    Questi santi apostoli nella vita terrena
    hanno fondato con il loro sangue la Chiesa,
    hanno bevuto al calice del Signore
    e sono diventati gli amici di Dio.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che ci allieti con la festa solenne dei santi Pietro e Paolo, fa’ che la tua Chiesa sia fedele alla parola degli apostoli dai quali ha ricevuto il primo annunzio del vangelo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (12, 1-11)
    Il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode.

    In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
    Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui. Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 33(34)

    R. Benedetto il Signore, che libera i suoi amici.


    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce. R.

    L’angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA

    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (11, 16 – 12, 9)
    Sono ministri di Cristo? Lo sono più di loro nelle fatiche, nelle prigionie, nelle percosse.

    Fratelli, nessuno mi consideri un pazzo. Se no, ritenetemi pure come un pazzo, perché anch’io possa vantarmi un poco. Quello che dico, però, non lo dico secondo il Signore, ma come da stolto, nella fiducia che ho di potermi vantare. Dal momento che molti si vantano da un punto di vista umano, mi vanterò anch’io. Infatti voi, che pure siete saggi, sopportate facilmente gli stolti. In realtà sopportate chi vi rende schiavi, chi vi divora, chi vi deruba, chi è arrogante, chi vi colpisce in faccia. Lo dico con vergogna, come se fossimo stati deboli!
    Tuttavia, in quello in cui qualcuno osa vantarsi – lo dico da stolto – oso vantarmi anch’io. Sono Ebrei? Anch’io! Sono Israeliti? Anch’io! Sono stirpe di Abramo? Anch’io! Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte. Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; disagi e fatiche, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. Oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema?
    Se è necessario vantarsi, mi vanterò della mia debolezza. Dio e Padre del Signore Gesù, lui che è benedetto nei secoli, sa che non mentisco. A Damasco, il governatore del re Areta aveva posto delle guardie nella città dei Damasceni per catturarmi, ma da una finestra fui calato giù in una cesta, lungo il muro, e sfuggii dalle sue mani.
    Se bisogna vantarsi – ma non conviene – verrò tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore. So che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare. Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò, fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verità. Ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede o sente da me e per la straordinaria grandezza delle rivelazioni.
    Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Tu sei Pietro, e su questa pietra
    edificherò la mia Chiesa.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del vangelo secondo Giovanni (21, 15b-19)
    Pasci le mie pecorelle.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Simon Pietro: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo, per la seconda volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pascola le mie pecore". Gli disse per la terza volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: "Mi vuoi bene?", e gli disse: "Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi". Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: "Seguimi".

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Per il nome del Signore Gesù Cristo
    gli apostoli hanno dato la vita,
    lieti di essere fatti degni di soffrire per lui.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Padre, che hai fondato la tua Chiesa sulla fede e sul nome di Pietro e gli hai associato Paolo perché predicasse la tua gloria alle genti, arricchisci di grazie quanti oggi ne celebrano la gioiosa memoria. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    O Dio, Padre nostro, la preghiera dei santi apostoli accompagni l’offerta che presentiamo all’altare e a te intimamente ci unisca nella rinnovazione di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Dio onnipotente, e cantare la tua grandezza in questo giorno che celebra il trionfo degli apostoli Pietro e Paolo. La tua arcana elezione ha chiamato Pietro dall’arte del pescatore a una missione divina e ha mutato Paolo nel profondo dell’anima, così che la Chiesa riconosce oggi sommo maestro di vita colui che ha temuto come nemico. All’uno hai affidato le chiavi del regno dei cieli, all’altro hai infuso una conoscenza sublime del tuo mistero di salvezza perché lo annunziasse a tutte le genti. Entrambi rifulgono nel collegio apostolico di vivida luce, testimoni insigni di Cristo per la fede e l’amore, e sono in cielo coronati di gloria eterna. Riconoscenti per i doni a loro elargiti, ti adoriamo, o Padre, unica fonte di bene, e, partecipi della letizia degli angeli, eleviamo l’inno della lode perenne: Santo, Santo, Santo...


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Disse Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?
    Tu solo hai parole di vita eterna,
    e noi abbiamo creduto e conosciuto
    che tu sei il Santo di Dio».


    ALLA COMUNIONE

    Disse Pietro a Gesù:
    «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
    Rispose Gesù: «Tu sei Pietro,
    e su questa pietra edificherò la mia Chiesa».


    DOPO LA COMUNIONE

    Concedi, o Dio, ai figli della tua Chiesa, che hai nutrito alla mensa celeste, di perseverare nella frazione del Pane e nella dottrina degli apostoli, formando nel vincolo della tua carità un cuore solo e un’anima sola. Per Cristo nostro Signore.

  3. #233
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    30 Giugno

    Mercoledì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    sta il ricordo della tua bontà
    e l’esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio forte e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi figli di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che senza inciampi camminiamo verso i beni da te promessi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (27, 9-26)
    Le benedizioni e le maledizioni dei leviti su Israele.

    In quei giorni. Mosè e i sacerdoti leviti dissero a tutto Israele: «Fa’ silenzio e ascolta, Israele! Oggi sei divenuto il popolo del Signore, tuo Dio. Obbedirai quindi alla voce del Signore, tuo Dio, e metterai in pratica i suoi comandi e le sue leggi che oggi ti do».
    In quello stesso giorno Mosè diede quest’ordine al popolo: «Ecco quelli che, una volta attraversato il Giordano, staranno sul monte Garizìm per benedire il popolo: Simeone, Levi, Giuda, Ìssacar, Giuseppe e Beniamino; ecco quelli che staranno sul monte Ebal per pronunciare la maledizione: Ruben, Gad, Aser, Zàbulon, Dan e Nèftali. I leviti prenderanno la parola e diranno ad alta voce a tutti gli Israeliti:
    “Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, abominio per il Signore, lavoro di mano d’artefice, e la pone in luogo occulto!”. Tutto il popolo risponderà e dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi maltratta il padre e la madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell’orfano e della vedova!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi si unisce con la moglie del padre, perché solleva il lembo del mantello del padre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi giace con qualsiasi bestia!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi giace con la propria sorella, figlia di suo padre o figlia di sua madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi giace con la suocera!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi colpisce il suo prossimo in segreto!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi accetta un regalo per condannare a morte un innocente!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi non mantiene in vigore le parole di questa legge, per metterle in pratica!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”».

    Parola di Dio.

    oppure (forma breve):

    Lettura del libro del Deuteronomio (27, 9-16. 26)
    Le benedizioni e le maledizioni dei leviti su Israele.

    In quei giorni. Mosè e i sacerdoti leviti dissero a tutto Israele: «Fa’ silenzio e ascolta, Israele! Oggi sei divenuto il popolo del Signore, tuo Dio. Obbedirai quindi alla voce del Signore, tuo Dio, e metterai in pratica i suoi comandi e le sue leggi che oggi ti do».
    In quello stesso giorno Mosè diede quest’ordine al popolo: «Ecco quelli che, una volta attraversato il Giordano, staranno sul monte Garizìm per benedire il popolo: Simeone, Levi, Giuda, Ìssacar, Giuseppe e Beniamino; ecco quelli che staranno sul monte Ebal per pronunciare la maledizione: Ruben, Gad, Aser, Zàbulon, Dan e Nèftali. I leviti prenderanno la parola e diranno ad alta voce a tutti gli Israeliti:
    “Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, abominio per il Signore, lavoro di mano d’artefice, e la pone in luogo occulto!”. Tutto il popolo risponderà e dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi maltratta il padre e la madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
    “Maledetto chi non mantiene in vigore le parole di questa legge, per metterle in pratica!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 1

    R. La legge del Signore è tutta la mia gioia.

    Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
    non resta nella via dei peccatori
    e non siede in compagnia degli arroganti,
    ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
    la sua legge medita giorno e notte. R.

    È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
    che dà frutto a suo tempo:
    le sue foglie non appassiscono
    e tutto quello che fa, riesce bene. R.

    Non così, non così i malvagi,
    ma come pula che il vento disperde;
    poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
    mentre la via dei malvagi va in rovina. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Beata colei che ha creduto
    nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (8, 19-21)

    In quel tempo. Andarono dal Signore Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Tu che conosci il segreto dei cuori, o Dio vivo e santo, ascolta la supplica di chi fiducioso ti invoca; esaudisci i nostri desideri e donaci di arrivare con la tua grazia all’eredità del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro religioso servizio; l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esprimerti, Dio onnipotente e misericordioso, la nostra riconoscenza di figli e rinnovare fedelmente la memoria dell’opera compiuta per noi da Cristo Signore, mentre celebriamo il mistero del nostro riscatto. Egli ha spezzato le catene dell’antica oppressione, morendo ha distrutto la morte e con la sua risurrezione ci ha chiamato a partecipare all’eredità della vita divina. Per lui si allietano gli angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto: al loro canto concedi, o Padre, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE
    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all’amore
    che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nutri e rinnovi i credenti alla mensa della parola e del Pane di vita, per questi doni di Cristo Signore da’ ai tuoi figli di crescere nella fede e di partecipare per sempre alla gioiosa esistenza del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Santi Primi Martiri della Santa Chiesa Romana (memoria facoltativa)

    Messa del comune dei martiri (per più martiri)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai consacrato col sangue dei martiri gli inizi della Chiesa di Roma, concedi che l’esempio luminoso di così coraggiosi testimoni ci confermi nella fede e ci doni di raccogliere con gioia il frutto del loro sacrificio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  4. #234
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    Giovedì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    sta il ricordo della tua bontà
    e l’esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio forte e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi figli di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che senza inciampi camminiamo verso i beni da te promessi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (31, 14-23)
    Investitura di Giosuè.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ecco, i giorni della tua morte sono vicini. Chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli comunichi i miei ordini». Mosè e Giosuè andarono a presentarsi nella tenda del convegno. Il Signore apparve nella tenda in una colonna di nube, e la colonna di nube stette all’ingresso della tenda.
    Il Signore disse a Mosè: «Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri. Questo popolo si alzerà e si leverà per prostituirsi con dèi stranieri nella terra dove sta per entrare. Mi abbandonerà e infrangerà l’alleanza che io ho stabilito con lui. In quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui: io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: “Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me?”. Io, in quel giorno, nasconderò il mio volto a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dèi.
    Ora scrivete per voi questo cantico; insegnalo agli Israeliti, mettilo nella loro bocca, perché questo cantico mi sia testimone contro gli Israeliti. Quando lo avrò introdotto nel paese che ho promesso ai suoi padri con giuramento, dove scorrono latte e miele, ed egli avrà mangiato, si sarà saziato e ingrassato e poi si sarà rivolto ad altri dèi per servirli e mi avrà disprezzato e avrà infranto la mia alleanza, e quando lo avranno colpito malanni numerosi e angosciosi, allora questo cantico sarà testimone davanti a lui, poiché non sarà dimenticato dalla sua discendenza. Sì, conosco i pensieri da lui concepiti già oggi, prima ancora che io lo abbia introdotto nella terra che ho promesso con giuramento». Mosè scrisse quel giorno questo cantico e lo insegnò agli Israeliti.
    Poi comunicò i suoi ordini a Giosuè, figlio di Nun, e gli disse: «Sii forte e coraggioso, poiché tu introdurrai gli Israeliti nella terra che ho giurato di dar loro, e io sarò con te».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 19(20)

    R. Il Signore dà vittoria al suo consacrato.

    Ti risponda il Signore nel giorno dell’angoscia,
    ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
    Ti mandi l’aiuto dal suo santuario
    e dall’alto di Sion ti sostenga. R.

    Ti conceda ciò che il tuo cuore desidera,
    adempia ogni tuo progetto.
    Esulteremo per la tua vittoria,
    nel nome del nostro Dio alzeremo i nostri vessilli:
    adempia il Signore tutte le tue richieste. R.

    Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato;
    gli risponde dal suo cielo santo
    con la forza vittoriosa della sua destra. R.

    Chi fa affidamento sui carri, chi sui cavalli:
    noi invochiamo il nome del Signore, nostro Dio.
    Da’ al re la vittoria, Signore,
    rispondici, quando t’invochiamo. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    La voce del Signore è sopra le acque;
    il Dio della gloria tuona con potenza.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (8, 22-25)

    In quel tempo. Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Tu che conosci il segreto dei cuori, o Dio vivo e santo, ascolta la supplica di chi fiducioso ti invoca; esaudisci i nostri desideri e donaci di arrivare con la tua grazia all’eredità del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro religioso servizio; l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esprimerti, Dio onnipotente e misericordioso, la nostra riconoscenza di figli e rinnovare fedelmente la memoria dell’opera compiuta per noi da Cristo Signore, mentre celebriamo il mistero del nostro riscatto. Egli ha spezzato le catene dell’antica oppressione, morendo ha distrutto la morte e con la sua risurrezione ci ha chiamato a partecipare all’eredità della vita divina. Per lui si allietano gli angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto: al loro canto concedi, o Padre, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE
    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all’amore
    che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nutri e rinnovi i credenti alla mensa della parola e del Pane di vita, per questi doni di Cristo Signore da’ ai tuoi figli di crescere nella fede e di partecipare per sempre alla gioiosa esistenza del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #235
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    Venerdì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    sta il ricordo della tua bontà
    e l’esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio forte e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi figli di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che senza inciampi camminiamo verso i beni da te promessi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (32, 45-52)
    La fine di Mosè.

    In quei giorni. Quando Mosè ebbe finito di pronunciare tutte queste parole davanti a tutto Israele, disse loro: «Ponete nella vostra mente tutte le parole che io oggi uso come testimonianza contro di voi. Le prescriverete ai vostri figli, perché cerchino di eseguire tutte le parole di questa legge. Essa infatti non è una parola senza valore per voi; anzi è la vostra vita. Per questa parola passerete lunghi giorni nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano».
    In quello stesso giorno il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm, sul monte Nebo, che è nella terra di Moab, di fronte a Gerico, e contempla la terra di Canaan, che io do in possesso agli Israeliti. Muori sul monte sul quale stai per salire e riunisciti ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati, perché siete stati infedeli verso di me in mezzo agli Israeliti alle acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin, e non avete manifestato la mia santità in mezzo agli Israeliti. Tu vedrai la terra davanti a te, ma là, nella terra che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai!».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 19(20)

    R. Signore, il tuo ricordo resterà per ogni generazione.

    Sì, riconosco che il Signore è grande,
    il Signore nostro più di tutti gli dèi.
    Tutto ciò che vuole il Signore
    lo compie in cielo e sulla terra,
    nei mari e in tutti gli abissi. R.

    Egli colpì i primogeniti d’Egitto,
    dagli uomini fino al bestiame.
    Mandò segni e prodigi in mezzo a te, Egitto,
    contro il faraone e tutti i suoi ministri. R.

    Colpì numerose nazioni e uccise sovrani potenti:
    Sicon, re degli Amorrei, Og, re di Basan,
    e tutti i regni di Canaan.
    Diede in eredità la loro terra,
    in eredità a Israele suo popolo. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Da molti uscivano demòni, gridando:
    «Tu sei il Figlio di Dio!».
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (8, 26-33)

    n quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli approdarono nel paese dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando dalla città gli venne incontro un uomo posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma in mezzo alle tombe. Quando vide Gesù, gli si gettò ai piedi urlando, e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!». Gesù aveva ordinato allo spirito impuro di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo tenevano chiuso, legato con catene e con i ceppi ai piedi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni lo scongiurarono che concedesse loro di entrare nei porci. Glielo permise. I demòni, usciti dall’uomo, entrarono nei porci e la mandria si precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Tu che conosci il segreto dei cuori, o Dio vivo e santo, ascolta la supplica di chi fiducioso ti invoca; esaudisci i nostri desideri e donaci di arrivare con la tua grazia all’eredità del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro religioso servizio; l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esprimerti, Dio onnipotente e misericordioso, la nostra riconoscenza di figli e rinnovare fedelmente la memoria dell’opera compiuta per noi da Cristo Signore, mentre celebriamo il mistero del nostro riscatto. Egli ha spezzato le catene dell’antica oppressione, morendo ha distrutto la morte e con la sua risurrezione ci ha chiamato a partecipare all’eredità della vita divina. Per lui si allietano gli angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto: al loro canto concedi, o Padre, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE
    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all’amore
    che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nutri e rinnovi i credenti alla mensa della parola e del Pane di vita, per questi doni di Cristo Signore da’ ai tuoi figli di crescere nella fede e di partecipare per sempre alla gioiosa esistenza del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Primo venerdì del mese - Si può celebrare una Messa in onore del Sacro Cuore di Gesù, per una vera utilità pastorale.

  6. #236
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    3 Luglio

    San Tommaso, apostolo (festa)
    Anno B


    ALL’ INGRESSO

    Tu sei il mio Dio, io ti voglio lodare;
    tu sei il mio Dio, io ti voglio esaltare;
    ti ringrazierò perché mi hai esaudito
    e sei stato la mia salvezza.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Esulti la tua Chiesa, o Dio nostro Padre, nella festa dell’apostolo Tommaso; concedi che la sua intercessione e il suo esempio accrescano la nostra fede perché, credendo, abbiamo la vita nel nome di Cristo, tuo Figlio, da lui riconosciuto suo Signore e suo Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Si dice il Gloria.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (20, 18b-31)
    Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia.

    In quei giorni. Paolo disse agli anziani della Chiesa: «Voi sapete come mi sono comportato con voi per tutto questo tempo, fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia: ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei; non mi sono mai tirato indietro da ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi, in pubblico e nelle case, testimoniando a Giudei e Greci la conversione a Dio e la fede nel Signore nostro Gesù. Ed ecco, dunque, costretto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere ciò che là mi accadrà. So soltanto che lo Spirito Santo, di città in città, mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di dare testimonianza al vangelo della grazia di Dio.
    E ora, ecco, io so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunciando il Regno. Per questo attesto solennemente oggi, davanti a voi, che io sono innocente del sangue di tutti, perché non mi sono sottratto al dovere di annunciarvi tutta la volontà di Dio. Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio. Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato, tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi.

    Parola di Dio.


    SALMO

    Sal 95(96)

    R. Si proclami a tutti i popoli la salvezza del Signore.


    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome,
    annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R.

    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
    Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
    il Signore invece ha fatto i cieli. R.

    Maestà e onore sono davanti a lui,
    forza e splendore nel suo santuario.
    Date al Signore, o famiglie dei popoli,
    date al Signore gloria e potenza. R.


    EPISTOLA

    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (4, 9-15)
    Io vi ho generati in Cristo Gesù mediante il Vangelo.

    Fratelli, ritengo che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all’ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
    Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
    beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (20, 24-29)
    Mio Signore e mio Dio.

    Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
    Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Disse Tommaso:
    «Signore, non sappiamo dove vai:
    come possiamo conoscere la via?».
    Gesù rispose: «Io sono la via, la verità e la vita».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    La tua famiglia, o Dio, riceva assidua protezione dalla preghiera di san Tommaso apostolo, che portò nel mondo la tua parola di vita. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Accetta, o Padre, l’offerta del nostro religioso servizio nel ricordo glorioso dell’apostolo Tommaso e custodisci in noi i doni della tua redenzione. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Cristo risorto apparve la prima volta ai discepoli nell’assenza di Tommaso perché l’apostolo incredulo, vinto lo smarrimento interiore, col suo gesto confortasse la nostra fede. Quando riconobbe le membra piagate del Maestro, Tommaso lo proclamò suo Signore e suo Dio e poté testimoniare con privilegiata certezza la verità della risurrezione. Con lui e con tutti i cori degli angeli e dei santi celebriamo esultando la tua gloria e intoniamo con voce unanime l’inno di lode: Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Ciò che abbiamo visto coi nostri occhi
    e ciò che le nostre mani hanno toccato
    del Verbo della vita,
    noi lo annunziamo anche a voi.


    ALLA COMUNIONE

    «Stendi la tua mano – dice Gesù a Tommaso –
    e riconosci le ferite dei chiodi
    e non essere incredulo, ma credente».


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che ci hai nutrito del corpo e del sangue del tuo Figlio, fa’ che testimoniamo nella vita ciò che professiamo con la fede, riconoscendo, come l’apostolo Tommaso, nel Cristo risorto il nostro Signore e il nostro Dio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  7. #237
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    VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE
    Anno B


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Chi è con Dio cammina nella luce
    e vive in comunione coi fratelli.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas. Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore. Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.


    RESPONSORIO
    Il Signore fece succhiare a Israele
    miele dalla rupe, alleluia,
    e olio dai ciottoli della roccia, alleluia.
    Lo fece montare sulle alture della terra.
    Alleluia, alleluia.

    Il Signore lo guidò da solo,
    non c’era con lui alcun dio straniero.
    Lo fece montare sulle alture della terra.
    Alleluia, alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Matteo (28, 8-10)

    Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, il Signore Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Santo, santo, santo
    il Signore Dio, l’Onnipotente,
    che era, che è e che viene. Alleluia.

    Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
    lode al nostro Dio,
    che era, che è e che viene. Alleluia.


    ORAZIONE
    Gesù, nostro Salvatore, che, superata vittoriosamente la passione, sei tornato ai tuoi discepoli con potenza più manifesta, concedi a noi, che celebriamo il mistero della tua gloria, di camminare sempre nella gioia della tua presenza, o Figlio di Dio, o nostro fratello, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con la LETTURA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    A Cristo nostro Signore degnamente serviamo; *
    sempre ci rassicuri l'attesa certa dei beni promessi.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Tu sei, o Dio, la mia protezione,
    il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
    Tu sei la mia forza e la mia difesa;
    nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, grande e misericordioso, rimuovi ogni ostacolo dal nostro cammino perché nel vigore del corpo e nella serenità dello spirito possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (3, 1-15)
    Dio nel roveto ardente rivela a Mosè il Nome divino.

    In quei giorni. Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
    Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e fare uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».
    Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 67(68)

    R. O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

    Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
    appianate la strada a colui che cavalca le nubi:
    Signore è il suo nome,
    esultate davanti a lui. R.

    O Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
    quando camminavi per il deserto,
    tremò la terra, i cieli stillarono
    davanti a Dio, quello del Sinai,
    davanti a Dio, il Dio di Israele. R.

    «Benedite Dio nelle vostre assemblee,
    benedite il Signore, voi della comunità d’Israele».
    Verranno i grandi dall’Egitto,
    l’Etiopia tenderà le mani a Dio. R.

    Regni della terra, cantate a Dio,
    cantate inni al Signore,
    a colui che cavalca nei cieli, nei cieli eterni.
    Ecco, fa sentire la sua voce, una voce potente! R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2, 1-7)
    Non venni tra voi con l’eccellenza della parola; ritenni di non sapere altro se non Gesù Cristo crocifisso.

    Anch’io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
    Tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    La sapienza, uscita dalla bocca dell’Altissimo,
    è riflesso della sua luce e immagine della sua bontà.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (11, 27-30)
    Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
    Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mia eredità è il Signore
    e io lo attendo e lo desidero.
    Egli è buono con chi a lui si affida,
    si dona al cuore che lo ricerca.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Larga scenda, o Dio, la tua desiderata benedizione e confermi i cuori dei credenti perché non si allontanino mai dal tuo volere e si allietino sempre dei tuoi doni generosi. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Fiduciosi nel tuo amore, o Padre, deponiamo sul santo altare le nostre offerte; questa celebrazione cui prestiamo l’umile nostro servizio ci porti il dono di un cuore purificato. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l’inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell’umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l’uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Credo, Signore,
    che tu sei il Cristo,
    il Figlio del Dio vivente,
    venuto in questo mondo.


    ALLA COMUNIONE
    Beati i poveri in spirito
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati i miti
    perché erediteranno la terra.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacramento celeste di cui ci siamo nutriti rinnovi, o Padre, la nostra coscienza e la nostra vita; e, poiché abbiamo annunziato in questo mistero la morte di Cristo e ne vogliamo condividere la passione redentrice, donaci di essere nella gloria eterna eredi con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 03-07-2021 alle 14:04

  8. #238
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    5 Luglio

    Sant’Antonio Maria Zaccaria, sacerdote (memoria)
    Anno I

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei santi e delle santa (per un santo educatore o per un religioso)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Concedi al tuo popolo, o Dio, la sublime scienza di Gesù, tuo Figlio, che nello spirito dell’apostolo Paolo illuminò la vita di sant’Antonio Maria Zaccaria e lo rese instancabile predicatore del vangelo di Cristo, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro di Giosuè (1, 1-5)
    Promesse di Dio a Giosuè.

    In quei giorni. Dopo la morte di Mosè, servo del Signore, il Signore disse a Giosuè, figlio di Nun, aiutante di Mosè: «Mosè, mio servo, è morto. Ora, dunque, attraversa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso la terra che io do loro, agli Israeliti. Ogni luogo su cui si poserà la pianta dei vostri piedi, ve l’ho assegnato, come ho promesso a Mosè. Dal deserto e da questo Libano fino al grande fiume, l’Eufrate, tutta la terra degli Ittiti, fino al Mare Grande, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini. Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te: non ti lascerò né ti abbandonerò».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 135(136)

    R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

    Rendete grazie al Signore perché è buono,
    perché il suo amore è per sempre.
    Rendete grazie al Dio degli dèi,
    perché il suo amore è per sempre.
    Rendete grazie al Signore dei signori,
    perché il suo amore è per sempre. R.

    Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
    perché il suo amore è per sempre.
    Guidò il suo popolo nel deserto,
    perché il suo amore è per sempre.
    Colpì grandi sovrani,
    perché il suo amore è per sempre. R.

    Uccise sovrani potenti,
    perché il suo amore è per sempre.
    Diede in eredità la loro terra,
    perché il suo amore è per sempre.
    In eredità a Israele suo servo,
    perché il suo amore è per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Rendimi la gioia della tua salvezza,
    e la mia bocca proclami la tua lode.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (8, 34-39)

    In quel tempo. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.

    Parola del Signore.

  9. #239
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    6 Luglio

    Martedì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Tu sei, o Dio, la mia protezione,
    il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
    Tu sei la mia forza e la mia difesa;
    nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, grande e misericordioso, rimuovi ogni ostacolo dal nostro cammino perché nel vigore del corpo e nella serenità dello spirito possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro di Giosuè (3, 7-17)
    Le acque del Giordano si dividono all’arrivo dell’arca.

    In quei giorni. Il Signore disse a Giosuè: «Oggi comincerò a renderti grande agli occhi di tutto Israele, perché sappiano che, come sono stato con Mosè, così sarò con te. Da parte tua, ordina ai sacerdoti che portano l’arca dell’alleanza: “Una volta arrivati alla riva delle acque del Giordano, vi fermerete”». Disse allora Giosuè agli Israeliti: «Venite qui ad ascoltare gli ordini del Signore, vostro Dio». Disse ancora Giosuè: «Da ciò saprete che in mezzo a voi vi è un Dio vivente: proprio lui caccerà via dinanzi a voi il Cananeo, l’Ittita, l’Eveo, il Perizzita, il Gergeseo, l’Amorreo e il Gebuseo. Ecco, l’arca dell’alleanza del Signore di tutta la terra sta per attraversare il Giordano dinanzi a voi. Sceglietevi dunque dodici uomini dalle tribù d’Israele, un uomo per ciascuna tribù. Quando le piante dei piedi dei sacerdoti che portano l’arca del Signore di tutta la terra si poseranno nelle acque del Giordano, le acque del Giordano si divideranno: l’acqua che scorre da monte si fermerà come un solo argine».
    Quando il popolo levò le tende per attraversare il Giordano, i sacerdoti portavano l’arca dell’alleanza davanti al popolo. Appena i portatori dell’arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portavano l’arca si immersero al limite delle acque – il Giordano infatti è colmo fino alle sponde durante tutto il tempo della mietitura –, le acque che scorrevano da monte si fermarono e si levarono come un solo argine molto lungo a partire da Adam, la città che è dalla parte di Sartàn. Le acque che scorrevano verso il mare dell’Araba, il Mar Morto, si staccarono completamente. Così il popolo attraversò di fronte a Gerico. I sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore stettero fermi all’asciutto in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele attraversava all’asciutto, finché tutta la gente non ebbe finito di attraversare il Giordano.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 113A(114)

    R. Il Dio vivente è in mezzo a noi.

    Quando Israele uscì dall’Egitto,
    la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
    Giuda divenne il suo santuario,
    Israele il suo dominio. R.

    Il mare vide e si ritrasse,
    il Giordano si volse indietro.
    Che hai tu, mare, per fuggire,
    e tu, Giordano, per volgerti indietro? R.

    Trema, o terra, davanti al Signore,
    davanti al Dio di Giacobbe,
    che muta la rupe in un lago,
    la roccia in sorgenti d’acqua. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore disse: «Talità kum»,
    che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!».
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (8, 40-42a. 49-56)

    In quel tempo. Al suo ritorno, il Signore Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire.
    Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». Ma Gesù, avendo udito, rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete. Non è morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: «Fanciulla, àlzati!». La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mia eredità è il Signore
    e io lo attendo e lo desidero.
    Egli è buono con chi a lui si affida,
    si dona al cuore che lo ricerca.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Larga scenda, o Dio, la tua desiderata benedizione e confermi i cuori dei credenti perché non si allontanino mai dal tuo volere e si allietino sempre dei tuoi doni generosi. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Fiduciosi nel tuo amore, o Padre, deponiamo sul santo altare le nostre offerte; questa celebrazione cui prestiamo l’umile nostro servizio ci porti il dono di un cuore purificato. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l’inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell’umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l’uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Credo, Signore,
    che tu sei il Cristo,
    il Figlio del Dio vivente,
    venuto in questo mondo.


    ALLA COMUNIONE
    Beati i poveri in spirito
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati i miti
    perché erediteranno la terra.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacramento celeste di cui ci siamo nutriti rinnovi, o Padre, la nostra coscienza e la nostra vita; e, poiché abbiamo annunziato in questo mistero la morte di Cristo e ne vogliamo condividere la passione redentrice, donaci di essere nella gloria eterna eredi con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Santa Maria Goretti, vergine e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per una vergine e martire) oppure dal comune delle vergini


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, gloria degli umili e premio dei puri di cuore, che a santa Maria Goretti hai dato la grazia e la corona del martirio nel fiore della giovinezza, fa’ che, perseverando nella stessa fede sulla via dei tuoi precetti, godiamo un giorno la tua visione nel cielo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  10. #240
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    Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Tu sei, o Dio, la mia protezione,
    il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
    Tu sei la mia forza e la mia difesa;
    nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, grande e misericordioso, rimuovi ogni ostacolo dal nostro cammino perché nel vigore del corpo e nella serenità dello spirito possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro di Giosuè (4, 11-18)
    La traversata del Giordano.

    In quei giorni. Quando tutto il popolo ebbe terminato la traversata, anche l’arca del Signore attraversò e i sacerdoti si posero dinanzi al popolo. Quelli di Ruben, di Gad e metà della tribù di Manasse, ben armati, attraversarono in testa agli Israeliti, secondo il comando di Mosè; circa quarantamila, militarmente equipaggiati, attraversarono davanti al Signore pronti a combattere, in direzione delle steppe di Gerico.
    In quel giorno il Signore rese grande Giosuè agli occhi di tutto Israele. Essi lo temettero, come avevano temuto Mosè tutti i giorni della sua vita.
    Il Signore disse a Giosuè: «Comanda ai sacerdoti che portano l’arca della Testimonianza di risalire dal Giordano». Giosuè comandò ai sacerdoti: «Risalite dal Giordano». Quando i sacerdoti, che portavano l’arca dell’alleanza del Signore, risalirono dal Giordano, nello stesso momento in cui la pianta dei loro piedi toccò l’asciutto, le acque del Giordano tornarono al loro posto e rifluirono come nei giorni precedenti su tutta l’ampiezza delle loro sponde.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 65(66)

    R. Acclamate Dio da tutta la terra.

    Acclamate Dio, voi tutti della terra,
    cantate la gloria del suo nome,
    dategli gloria con la lode.
    Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!
    Per la grandezza della tua potenza
    ti lusingano i tuoi nemici». R.

    Venite e vedete le opere di Dio,
    terribile nel suo agire sugli uomini.
    Egli cambiò il mare in terraferma;
    passarono a piedi il fiume:
    per questo in lui esultiamo di gioia. R.

    Popoli, benedite il nostro Dio,
    fate risuonare la voce della sua lode;
    è lui che ci mantiene fra i viventi
    e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vedendo le folle, il Signore ne sentì compassione,
    perché erano come pecore che non hanno pastore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (9, 10-17)

    In quel tempo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono al Signore Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
    Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mia eredità è il Signore
    e io lo attendo e lo desidero.
    Egli è buono con chi a lui si affida,
    si dona al cuore che lo ricerca.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Larga scenda, o Dio, la tua desiderata benedizione e confermi i cuori dei credenti perché non si allontanino mai dal tuo volere e si allietino sempre dei tuoi doni generosi. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Fiduciosi nel tuo amore, o Padre, deponiamo sul santo altare le nostre offerte; questa celebrazione cui prestiamo l’umile nostro servizio ci porti il dono di un cuore purificato. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l’inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell’umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l’uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Credo, Signore,
    che tu sei il Cristo,
    il Figlio del Dio vivente,
    venuto in questo mondo.


    ALLA COMUNIONE
    Beati i poveri in spirito
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati i miti
    perché erediteranno la terra.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacramento celeste di cui ci siamo nutriti rinnovi, o Padre, la nostra coscienza e la nostra vita; e, poiché abbiamo annunziato in questo mistero la morte di Cristo e ne vogliamo condividere la passione redentrice, donaci di essere nella gloria eterna eredi con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli

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