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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2020-2021)

  1. #311
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    Santi Cornelio, papa e Cipriano, vescovo, martiri (memoria)
    Anno I

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri) oppure dal comune dei pastori (per più pastori)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai dato al tuo popolo i santi Cornelio e Cipriano, pastori generosi e martiri intrepidi, con il loro aiuto rendici forti e perseveranti nella fede e donaci di collaborare assiduamente all’unità della Chiesa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura della lettera di san Giovanni apostolo (4, 1-6)
    Ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio.

    Figlioli miei, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 72(73)

    R. Quanto è buono Dio con i puri di cuore!

    Io per poco non inciampavo,
    quasi vacillavano i miei passi,
    perché ho invidiato i prepotenti,
    vedendo il successo dei malvagi. R.

    Quando era amareggiato il mio cuore
    e i miei reni trafitti dal dolore,
    io ero insensato e non capivo,
    stavo davanti a te come una bestia. R.

    Ma io sono sempre con te:
    tu mi hai preso per la mano destra.
    Mi guiderai secondo i tuoi disegni
    e poi mi accoglierai nella gloria. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Ricolmi dello Spirito,
    rendiamo grazie per ogni cosa a Dio Padre,
    nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 11-19)

    In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Padre misericordioso, moltiplica per noi le tue grazie e fa’ che imitiamo i tuoi gloriosi martiri Cornelio e Cipriano nella vittoriosa professione di fede. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accetta, o Dio, l’offerta che ti presentiamo nel ricordo dei santi martiri Cornelio e Cipriano e dona anche a noi nell’ora della prova la forza che essi attinsero da questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE

    La partecipazione a questi santi misteri ci comunichi, o Dio, il tuo spirito di fortezza perché sull’esempio dei martiri Cornelio e Cipriano possiamo rendere testimonianza alla verità del vangelo. Per Cristo nostro Signore.

  2. #312
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    17 Settembre

    San Sàtiro (memoria)
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    Quest’uomo è stato sempre fedele,
    ha reso giustizia agli oppressi
    e ha dato il pane agli affamati.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Guarda, o Dio, alla tua Chiesa che celebra l’antica e gloriosa memoria del beato Sàtiro, fratello di Ambrogio, nostro padre e maestro, e suo prezioso collaboratore nella cura pastorale, e suscita in essa la dedizione laboriosa di molti all’opera del vangelo e all’edificazione del tuo popolo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura della lettera di san Giovanni apostolo (4, 7-14)
    Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi.


    Figlioli miei, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
    Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 144(145)

    R. Il Signore è buono verso tutte le sue creature.


    Grande è il Signore e degno di ogni lode;
    senza fine è la sua grandezza.
    Una generazione narra all’altra le tue opere,
    annuncia le tue imprese.
    Buono è il Signore verso tutti,
    la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.

    Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
    e ti benedicano i tuoi fedeli.
    Dicano la gloria del tuo regno
    e parlino della tua potenza,
    per far conoscere agli uomini le tue imprese
    e la splendida gloria del tuo regno. R.

    Il tuo regno è un regno eterno,
    il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.
    Giusto è il Signore in tutte le sue vie
    e buono in tutte le sue opere. R.

    Canti la mia bocca la lode del Signore
    e benedica ogni vivente il suo santo nome,
    in eterno e per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 22-25)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Il giusto fiorirà come palma,
    crescerà come cedro del Libano;
    piantato nella casa del Signore,
    fiorirà nella casa del Dio nostro.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Nel ricordo del beato Sàtiro concedi, o Dio misericordioso, ai tuoi figli la perseveranza nella grazia battesimale, l’innocenza della vita e lo spirito di sacrificio perché possano crescere nel mondo come segni eloquenti della tua volontà di salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Concedi, o Padre, ai tuoi servi, che celebrano i divini misteri, la comunione e l’amore verso l’unica Chiesa, e fa’ che, sull’esempio del beato Sàtiro, superando fatiche e disagi, custodiscano illibata la vera fede in Cristo, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, celebrando il tuo disegno di amore. Tu hai voluto nel fratello Sàtiro assegnare ad Ambrogio un compagno nelle fatiche e un collaboratore nella missione. Attendendo al governo della casa del vescovo, egli ne agevolò e nobilitò il ministero, edificando questa santa Chiesa milanese con lo spirito di povertà, castità e mitezza. Uniti a lui e a tutti i cori degli angeli, con voce unanime eleviamo l’inno perenne della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Signore, mi hai consegnato cinque talenti:
    ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
    Vieni, servo buono e fedele,
    sei stato fedele nel poco,
    ti darò autorità su molto;
    entra nel gaudio del tuo Signore.


    ALLA COMUNIONE

    Si allietino i giusti,
    esultino davanti a Dio e cantino di gioia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Proteggi e conforta, o Dio, i tuoi figli, nutrìti del sacramento celeste; questo divino presidio, che ha dato coraggio a san Sàtiro, ci salvi tra le tempeste e gli scogli dell’insidioso mare della vita. Per Cristo nostro Signore.

  3. #313
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    18 Settembre

    Sant’Eustorgio I, vescovo (memoria)
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    Nella generosità del suo amore
    Dio ha scelto questi uomini santi
    e ha dato loro una gloria eterna;
    la Chiesa risplende del loro magistero.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Per la gloriosa intercessione di sant’Eustorgio, pastore di questa Chiesa milanese, guarda benevolmente, o Dio, i tuoi fedeli in comunione col vescovo; conferma in essi la ricchezza dei tuoi doni e secondo il tuo disegno d’amore guidali alla pienezza della vita di grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del libro del Deuteronomio (12, 13-19)
    Porterai le decime nel luogo che il Signore tuo Dio avrà scelto.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Guàrdati bene dall’offrire i tuoi olocausti in qualunque luogo avrai visto. Offrirai, invece, i tuoi olocausti nel luogo che il Signore avrà scelto in una delle tue tribù: là farai quanto ti comando.
    Ogni volta, però, che ne sentirai desiderio, potrai uccidere animali e mangiarne la carne in tutte le tue città, secondo la benedizione che il Signore ti avrà elargito. Ne potranno mangiare sia l'impuro che il puro, come si fa della carne di gazzella e di cervo. Non ne mangerete, però, il sangue: lo spargerai per terra come acqua. Non potrai mangiare entro le tue città le decime del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, né i primogeniti del tuo bestiame grosso e minuto, né ciò che avrai consacrato per voto, né le tue offerte spontanee, né quello che le tue mani avranno prelevato. Davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto, mangerai tali cose tu, il tuo figlio, la tua figlia, il tuo schiavo, la tua schiava e il levita che abiterà le tue città; gioirai davanti al Signore, tuo Dio, di ogni cosa a cui avrai messo mano. Guàrdati bene, finché vivrai nel tuo paese, dall’abbandonare il levita».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 95(96)

    R. Cantate al Signore e annunciate la sua salvezza.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome,
    annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R.

    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
    Grande è il Signore e degno di ogni lode,
    terribile sopra tutti gli dèi. R.

    Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
    il Signore invece ha fatto i cieli.
    Maestà e onore sono davanti a lui,
    forza e splendore nel suo santuario. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (16, 1-4)
    Il dono della vostra generosità sia portato a Gerusalemme.

    Fratelli, riguardo poi alla colletta in favore dei santi, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte ciò che è riuscito a risparmiare, perché le collette non si facciano quando verrò. Quando arriverò, quelli che avrete scelto li manderò io con una mia lettera per portare il dono della vostra generosità a Gerusalemme. E se converrà che vada anch’io, essi verranno con me.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Barnaba, un levita di Cipro, vendette il suo campo
    e depose il ricavato ai piedi degli apostoli.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (12, 32-34)
    Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
    Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Ti benedicano, Signore, i tuoi santi,
    dicano la gloria del tuo regno
    e parlino della tua potenza.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che hai santificato questa tua Chiesa col ministero pastorale del vescovo sant’Eustorgio, donaci di avvalerci dei suoi insegnamenti e dei suoi esempi e di formare un giorno la sua corona in cielo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accetta, o Padre, i doni che portiamo al tuo altare nella memoria del tuo santo vescovo Eustorgio e trasforma noi che te li offriamo in una lode vivente della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nel ricordo e nella venerazione di sant’Eustorgio, pastore glorioso di questa Chiesa milanese, la comunità dei credenti si raccoglie, in comunione col vescovo, lieta e grata di essere il tuo popolo nuovo ravvivato dai doni dello Spirito Santo. Riuniti per la tua misericordia dall’annunzio del vangelo, rinsaldano nella cena di Cristo i vincoli della fraterna carità e divengono un segno di unità e di amore perché il mondo creda e ti riconosca. E ora con questo pastore del tuo gregge e con tutti i cittadini del cielo osiamo elevare l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    «Chiunque mi riconoscerà
    davanti agli uomini, – dice il Signore –
    anch’io lo riconoscerò
    davanti al Padre mio che è nei cieli».


    ALLA COMUNIONE

    Il Signore ti ha rivestito delle vesti di salvezza,
    ti ha avvolto con il manto della giustizia;
    il Santo di Israele è con te.


    DOPO LA COMUNIONE

    Ci nutra e ci allieti, o Padre, il Pane della salvezza che abbiamo ricevuto all’altare nella festa di sant’Eustorgio; ripensando commossi ai tuoi benefici, onoriamo i padri e i maestri della nostra fede e ti proclamiamo mirabile nei tuoi santi. Per Cristo nostro Signore.

  4. #314
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    19 Settembre

    III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno B


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Chi è con Dio cammina nella luce
    e vive in comunione coi fratelli.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas. Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore. Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.


    RESPONSORIO
    Il Signore fece succhiare a Israele
    miele dalla rupe, alleluia,
    e olio dai ciottoli della roccia, alleluia.
    Lo fece montare sulle alture della terra.
    Alleluia, alleluia.

    Il Signore lo guidò da solo,
    non c’era con lui alcun dio straniero.
    Lo fece montare sulle alture della terra.
    Alleluia, alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Matteo (28, 8-10)

    Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, il Signore Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Santo, santo, santo
    il Signore Dio, l’Onnipotente,
    che era, che è e che viene. Alleluia.

    Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
    lode al nostro Dio,
    che era, che è e che viene. Alleluia.


    ORAZIONE
    Gesù, nostro Salvatore, che, superata vittoriosamente la passione, sei tornato ai tuoi discepoli con potenza più manifesta, concedi a noi, che celebriamo il mistero della tua gloria, di camminare sempre nella gioia della tua presenza, o Figlio di Dio, o nostro fratello, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    Questo beato giorno del Signore
    di viva luce rifulge: *
    lo impreziosisce la Pasqua beata di Cristo,
    effondendo nei cuori lo Spirito che rinnova.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (32, 15-20)
    In noi sarà infuso uno spirito dall’alto.

    In quei giorni. Isaia parlò, dicendo:
    «In noi sarà infuso uno spirito dall’alto;
    allora il deserto diventerà un giardino
    e il giardino sarà considerato una selva.
    Nel deserto prenderà dimora il diritto
    e la giustizia regnerà nel giardino.
    Praticare la giustizia darà pace,
    onorare la giustizia darà tranquillità e sicurezza per sempre.
    Il mio popolo abiterà in una dimora di pace,
    in abitazioni tranquille,
    in luoghi sicuri,
    anche se la selva cadrà
    e la città sarà sprofondata.
    Beati voi! Seminerete in riva a tutti i ruscelli
    e lascerete in libertà buoi e asini».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 50(51)

    R. Manda il tuo Spirito, Signore, e rinnova la faccia della terra.

    Crea in me, o Dio, un cuore puro,
    rinnova in me uno spirito saldo.
    Non scacciarmi dalla tua presenza
    e non privarmi del tuo santo spirito. R.

    Rendimi la gioia della tua salvezza,
    sostienimi con uno spirito generoso.
    Insegnerò ai ribelli le tue vie
    e i peccatori a te ritorneranno. R.

    Signore, apri le mie labbra
    e la mia bocca proclami la tua lode.
    Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
    ricostruisci le mura di Gerusalemme. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5, 5b-11)
    L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo.

    Fratelli, l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
    Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Se uno non nasce da acqua e Spirito, dice il Signore,
    non può entrare nel regno di Dio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 1-13)
    Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

    In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
    Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
    Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE
    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #315
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    Sant'Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chòng Hasang e compagni martiri (memoria)
    Anno I

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, creatore e salvezza di tutte le genti, che hai chiamato a far parte dell’unico popolo di adozione i figli della terra coreana e hai fecondato il germe della fede cattolica con il sangue dei santi martiri Andrea Kim, Paolo Chóng e compagni, per il loro esempio e la loro intercessione, rinnova i prodigi del tuo Spirito e concedi anche a noi di perseverare fino alla morte nella via dei tuoi comandamenti. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo (4, 15-21)
    Noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi.

    Figlioli miei, chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
    In questo l’amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione: che abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.
    Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 32(33)

    R. Dell’amore del Signore è piena la terra.

    Esultate, o giusti, nel Signore;
    per gli uomini retti è bella la lode.
    Perché retta è la parola del Signore
    e fedele ogni sua opera.
    Egli ama la giustizia e il diritto;
    dell’amore del Signore è piena la terra. R.

    Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
    il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
    Il Signore guarda dal cielo:
    egli vede tutti gli uomini;
    lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
    e ne comprende tutte le opere. R.

    L’anima nostra attende il Signore:
    egli è nostro aiuto e nostro scudo.
    È in lui che gioisce il nostro cuore,
    nel suo santo nome noi confidiamo.
    Su di noi sia il tuo amore, Signore,
    come da te noi speriamo. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vigilate, state saldi nella fede,
    comportatevi in modo virile, siate forti.
    Tutto si faccia tra voi nella carità.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 26-33)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Donaci, o Dio, la gioia di vedere esaudite le nostre preghiere: rendici desiderosi e capaci di collaborare all’edificazione della tua Chiesa con la stessa costanza nella fede dei santi martiri coreani che veneriamo e invochiamo nella memoria della loro gloriosa passione. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Guarda con bontà, Dio onnipotente, l’offerta del tuo popolo e per l’intercessione dei gloriosi martiri coreani trasforma anche noi in sacrificio a te gradito per la redenzione del mondo. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio nostro Padre, che ci hai nutrito con il pane dei forti nel ricordo dei martiri Andrea, Paolo e compagni, donaci di aderire con lo stesso ardore a Cristo tuo Figlio, per cooperare nella Chiesa alla salvezza di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore.

  6. #316
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    21 Settembre

    San Matteo, apostolo ed evangelista (festa)
    Anno B


    ALL’ INGRESSO

    Dice il Signore:
    «Andare e predicate il vangelo a tutte le genti,
    battezzate e insegnate loro a osservare
    tutte le cose che vi ho comandato».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nel disegno della tua misericordia hai scelto Matteo il pubblicano e lo hai costituito apostolo del vangelo, concedi anche a noi di corrispondere alla vocazione cristiana e di seguirti fedelmente in tutti i giorni della nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (1, 12-14)
    Dopo l’ascensione di Gesù, Matteo è perseverante e concorde nella preghiera con Maria e gli altri apostoli nel cenacolo.

    Dopo che Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 18(19)

    R. Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.


    I cieli narrano la gloria di Dio,
    l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
    Il giorno al giorno ne affida il racconto
    e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.

    Senza linguaggio, senza parole,
    senza che si oda la loro voce,
    per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
    e ai confini del mondo il loro messaggio. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (1, 3-14)
    Noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

    Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
    che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
    In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
    per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
    predestinandoci a essere per lui figli adottivi
    mediante Gesù Cristo,
    secondo il disegno d’amore della sua volontà,
    a lode dello splendore della sua grazia,
    di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
    In lui, mediante il suo sangue,
    abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
    secondo la ricchezza della sua grazia.
    Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
    con ogni sapienza e intelligenza,
    facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
    secondo la benevolenza che in lui si era proposto
    per il governo della pienezza dei tempi:
    ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
    quelle nei cieli e quelle sulla terra.
    In lui siamo stati fatti anche eredi,
    predestinati – secondo il progetto di colui
    che tutto opera secondo la sua volontà –
    a essere lode della sua gloria,
    noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
    In lui anche voi,
    dopo avere ascoltato la parola della verità,
    il Vangelo della vostra salvezza,
    e avere in esso creduto,
    avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
    il quale è caparra della nostra eredità,
    in attesa della completa redenzione
    di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Voi che avete perseverato con me
    siederete alla mia mensa nel regno dei cieli.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del vangelo secondo Matteo (9, 9-17)
    Ed egli si alzò e lo seguì.

    In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
    Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
    Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».
    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Matteo, sapiente nella legge del Signore,
    dispose il suo cuore
    a meditare la divina parola
    per vivere e insegnare i comandamenti,
    secondo la chiamata dell’amore di Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Dio onnipotente ed eterno, che sull’insegnamento degli apostoli fondasti la tua Chiesa, oggi diffusa su tutta la terra, fa’ che sino alla fine del tempo sia fedele alla divina parola. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Veniamo a te, o Padre, con offerte e preghiere, celebrando la memoria di san Matteo; guarda benigno la tua Chiesa e custodiscila nella fede, che gli apostoli hanno propagato con l’annunzio del vangelo. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta celebrare, o Padre, la tua infinita clemenza. Nella missione del tuo Figlio unigenito tu ci hai rivelato il tuo amore per gli uomini e misericordioso hai chiamato i peccatori ad assidersi al convito del regno. Matteo generosamente rispose, accogliendo felice il Maestro nella sua casa, e, rinnovato da questo incontro di grazia, divenne annunziatore delle tue meraviglie. Alla sua voce, che sempre ti esalta, uniamo con gioia la nostra e con tutte le creature adoranti della terra e del cielo ti eleviamo l’inno della lode perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    «Ecco: sono alla porta e busso
    - dice il Signore -.
    Se uno ascolterà la mia voce e mi aprirà,
    andrò da lui
    e a tu per tu noi ceneremo insieme».
    Matteo ascoltò la chiamata,
    e accolse il Maestro nella sua casa.


    ALLA COMUNIONE

    Sei venuto a guarire un malato:
    accoglimi nella tua casa
    perché io abbia sempre la vita.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, Padre nostro, tu ci fai rivivere in questo convito di grazia l’esperienza gioiosa di san Matteo, che accolse come ospite il Salvatore; fa’ che possiamo sempre riprendere forza alla mensa di colui che è venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori a salvezza e vive e regna nei secoli dei secoli.

  7. #317
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    Mercoledì della settimana della III Domenica dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo (5, 14-21)
    Il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio.

    Figlioli miei, questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. E se sappiamo che ci ascolta in tutto quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già da lui quanto abbiamo chiesto.
    Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a coloro, cioè, il cui peccato non conduce alla morte. C’è infatti un peccato che conduce alla morte; non dico di pregare riguardo a questo peccato. Ogni iniquità è peccato, ma c’è il peccato che non conduce alla morte.
    Sappiamo che chiunque è stato generato da Dio non pecca: chi è stato generato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo sta in potere del Maligno. Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio, nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna.
    Figlioli, guardatevi dai falsi dèi!

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 45(46)

    R. Nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

    Dio è per noi rifugio e fortezza,
    aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
    Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
    la più santa delle dimore dell’Altissimo.
    Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare. R.

    Il Signore degli eserciti è con noi,
    nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
    Venite, vedete le opere del Signore,
    egli ha fatto cose tremende sulla terra. R.

    Farà cessare le guerre sino ai confini della terra,
    romperà gli archi e spezzerà le lance,
    brucerà nel fuoco gli scudi.
    Fermatevi! Sappiate che io sono Dio,
    eccelso tra le genti, eccelso sulla terra. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Quello che è debole per il mondo,
    Dio lo ha scelto per confondere i forti.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 15-17)

    In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI
    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE
    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Santi Maurizio e compagni, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):


    Beato Luigi Maria Monti, religioso (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un santo operatore di misericordia)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio onnipotente, che hai scelto il beato Luigi Maria [Monti] per testimoniare nel mondo il tuo amore, servendo con scienza e dedizione gli infermi ed accogliendo paternamente gli orfani, concedi a noi, per sua intercessione, di essere nella Chiesa umili ministri della carità evangelica. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  8. #318
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    23 Settembre

    San Pio da Pietrelcina, sacerdote (memoria)
    Anno I

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei santi e delle sante (per un religioso)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al sacerdote san Pio [da Pietrelcina] di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione, concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della terza di san Giovanni apostolo (1-8. 13-15)
    Non ho gioia più grande di questa: sapere che i miei figli camminano nella verità.

    Io, il Presbìtero, al carissimo Gaio, che amo nella verità. Carissimo, mi auguro che in tutto tu stia bene e sia in buona salute, come sta bene la tua anima.
    Mi sono molto rallegrato, infatti, quando sono giunti alcuni fratelli e hanno testimoniato che tu, dal modo in cui cammini nella verità, sei veritiero. Non ho gioia più grande di questa: sapere che i miei figli camminano nella verità.
    Carissimo, tu ti comporti fedelmente in tutto ciò che fai in favore dei fratelli, benché stranieri. Essi hanno dato testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa; tu farai bene a provvedere loro il necessario per il viaggio in modo degno di Dio. Per il suo nome, infatti, essi sono partiti senza accettare nulla dai pagani. Noi perciò dobbiamo accogliere tali persone per diventare collaboratori della verità.
    Molte cose avrei da scriverti, ma non voglio farlo con inchiostro e penna. Spero però di vederti presto e parleremo a viva voce. La pace sia con te. Gli amici ti salutano. Saluta gli amici a uno a uno.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 36(37)

    R. La verità del Signore sia guida al mio cammino.

    Confida nel Signore e fa’ il bene:
    abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
    Affida al Signore la tua via,
    confida in lui ed egli agirà:
    farà brillare come luce la tua giustizia,
    il tuo diritto come il mezzogiorno. R.

    Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui.
    Desisti dall’ira e deponi lo sdegno,
    non irritarti: non ne verrebbe che male;
    perché i malvagi saranno eliminati.
    I poveri invece avranno in eredità la terra. R.

    Sono stato fanciullo e ora sono vecchio:
    non ho mai visto il giusto abbandonato
    né i suoi figli mendicare il pane;
    ogni giorno egli ha compassione e dà in prestito,
    e la sua stirpe sarà benedetta. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Dov’è il vostro tesoro,
    là sarà anche il vostro cuore, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 18-23)

    In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.

    Parola del Signore.

  9. #319
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    Venerdì della settimana della III Domenica dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo (1, 1-11)
    Ci ha donato i beni preziosi, per divenire per loro mezzo partecipi della natura divina.

    Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro ai quali il nostro Dio e salvatore Gesù Cristo, nella sua giustizia, ha dato il medesimo e prezioso dono della fede: grazia e pace siano concesse a voi in abbondanza mediante la conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro.
    La sua potenza divina ci ha donato tutto quello che è necessario per una vita vissuta santamente, grazie alla conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua potenza e gloria. Con questo egli ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina, sfuggendo alla corruzione, che è nel mondo a causa della concupiscenza. Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità. Questi doni, presenti in voi e fatti crescere, non vi lasceranno inoperosi e senza frutto per la conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo. Chi invece non li possiede è cieco, incapace di vedere e di ricordare che è stato purificato dai suoi antichi peccati. Quindi, fratelli, cercate di rendere sempre più salda la vostra chiamata e la scelta che Dio ha fatto di voi. Se farete questo non cadrete mai. Così infatti vi sarà ampiamente aperto l’ingresso nel regno eterno del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 62(63)

    R. Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

    O Dio, tu sei il mio Dio,
    dall’aurora io ti cerco,
    ha sete di te l’anima mia,
    desidera te la mia carne
    in terra arida, assetata, senz’acqua. R.

    Così nel santuario ti ho contemplato,
    guardando la tua potenza e la tua gloria.
    Poiché il tuo amore vale più della vita,
    le mie labbra canteranno la tua lode. R.

    Così ti benedirò per tutta la vita:
    nel tuo nome alzerò le mie mani.
    Come saziato dai cibi migliori,
    con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. R.

    Quando nel mio letto di te mi ricordo
    e penso a te nelle veglie notturne,
    a te che sei stato il mio aiuto,
    esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
    A te si stringe l’anima mia:
    la tua destra mi sostiene. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Fatevi un tesoro sicuro nei cieli,
    dove ladro non arriva e tarlo non consuma,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 24-27)

    In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».


    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI
    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE
    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Tecla, vergine e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per una vergine e martire)

  10. #320
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    25 Settembre

    Sant’Anátalo e tutti i santi vescovi milanesi (festa)
    Anno B


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore li scelse come sommi sacerdoti,
    aperse loro i suoi tesori,
    li ricolmò di ogni benedizione.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Per la gloriosa intercessione di sant’Anàtalo e di tutti i santi pastori di questa Chiesa milanese, guarda benevolmente, o Dio, i tuoi fedeli in comunione col vescovo; conferma in essi la ricchezza dei tuoi doni e secondo il tuo disegno d’amore guidali alla pienezza della vita di grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Si dice il Gloria.


    LETTURA

    Lettura del profeta Geremia (33, 17-22)
    Ai sacerdoti non mancherà mai chi stia davanti a me per offrire olocausto.

    Così dice il Signore: «Non mancherà a Davide un discendente che sieda sul trono della casa d’Israele; ai sacerdoti leviti non mancherà mai chi stia davanti a me per offrire olocausti, per bruciare l’incenso in offerta e compiere sacrifici tutti i giorni».
    Fu rivolta poi a Geremia questa parola del Signore: «Dice il Signore: Se voi potete infrangere la mia alleanza con il giorno e la mia alleanza con la notte, in modo che non vi siano più giorno e notte, allora potrà essere infranta anche la mia alleanza con il mio servo Davide, in modo che non abbia più un figlio che regni sul suo trono, e quella con i leviti sacerdoti che mi servono. Come non si può contare l’esercito del cielo né misurare la sabbia del mare, così io moltiplicherò la discendenza di Davide, mio servo, e i leviti che mi servono».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 8

    R. Li hai coronati di gloria e di onore.


    O Signore, Signore nostro,
    quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
    Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza. R.

    Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
    la luna e le stelle che tu hai fissato,
    che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
    il figlio dell’uomo, perché te ne curi? R.

    Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
    di gloria e di onore lo hai coronato.
    Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
    tutto hai posto sotto i suoi piedi. R.


    EPISTOLA

    Lettera agli Ebrei (13, 7-17)
    Ricordatevi dei vostri capi.

    Fratelli, ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso. Noi abbiamo un altare le cui offerte non possono essere mangiate da quelli che prestano servizio nel tempio. Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione, vengono bruciati fuori dell’accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, subì la passione fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo disonore: non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.
    Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.
    Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Signore vi ha scelti
    come veri sommi sacerdoti;
    vi ha eletti come pastori
    alla guida del suo popolo.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del vangelo secondo Matteo (7, 24-27)
    La casa costruita sulla roccia.

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Ti benedicano, Signore, i tuoi santi,
    dicano la gloria del tuo regno
    e parlino della tua potenza.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che hai santificato questa tua Chiesa col ministero pastorale del vescovo sant’Anàtalo e di tutti i santi vescovi milanesi, donaci di avvalerci dei loro insegnamenti e dei loro esempi e di formare un giorno la loro corona in cielo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accetta, o Padre, i doni che portiamo al tuo altare nella memoria di sant’Anàtalo e di tutti i santi vescovi milanesi e trasforma noi che te li offriamo in una lode vivente della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nel ricordo e nella venerazione di sant’Anàtalo e di tutti i santi pastori di questa Chiesa milanese, la comunità dei credenti si raccoglie, in comunione col vescovo, lieta e grata di essere il tuo popolo nuovo ravvivato dai doni dello Spirito santo. Riuniti per la tua misericordia dall’annunzio del vangelo, rinsaldano nella cena di Cristo i vincoli della fraterna carità e divengono un segno di unità e di amore perché il mondo creda e ti riconosca. E ora con questi pastori del tuo gregge e con tutti i cittadini del cielo osiamo elevare l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
    - dice il Signore -
    anch’io lo riconoscerò
    davanti al Padre mio che è nei cieli».


    ALLA COMUNIONE

    Il Signore vi ha rivestito delle vesti di salvezza,
    vi ha avvolto con il manto della giustizia;
    il Santo di Israele è con voi.


    DOPO LA COMUNIONE

    Il Pane di vita che abbiamo ricevuto fortifichi e rinnovi la tua famiglia, la tua famiglia, o Padre, per i meriti di sant’Anàtalo e di tutti i santi vescovi milanesi; fa’ che possa conservare il dono della fede e camminare fiduciosa nella via segnata dai suoi pastori e maestri. Per Cristo nostro Signore.

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