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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2020-2021)

  1. #321
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno B


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    La tenebra passa
    e la vera luce già risplende.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.

    Non trovi inciampo nel tuo cammino,
    se l’amore ti illumina.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.

    La tenebra passa
    e la vera luce già risplende.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas. Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore. Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.


    RESPONSORIO
    Così nel santuario ti ho cercato, Dio mio,
    per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
    Alleluia, alleluia.

    Perché la tua grazia vale più della vita,
    le mie labbra diranno la tua lode.
    Alleluia, alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (20, 11-18)

    Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Così lo Spirito dice alle Chiese:
    «Al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita,
    che sta nel paradiso di Dio». Alleluia.

    In te è la sorgente della vita,
    alla tua luce vediamo la luce,
    che sta nel paradiso di Dio. Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio di misericordia, dona ai tuoi figli, che già si allietano di aver oltrepassato nella grazia pasquale la miseria della debolezza umana, di aderire sempre più, nella fede e nella carità, a Cristo risorto e Signore che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    Uniti a Cristo, sacerdote eterno, *
    fino al Padre leviamo la nostra voce supplice.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto: «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore; non ti celare mai!


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai distrutto per sempre il regno della morte nella passione di Cristo, contro ogni pericolo di ricadere schiavi conferma in noi la grazia della tua libertà; fa’ che ci manteniamo sulla strada della giustizia perché non ci colga l’eterna condanna quando verrà a giudicarci il Redentore, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del primo libro dei Re (19, 4-8)
    Il pane portato dall’angelo a Elia.

    In quei giorni. Elia s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 33(34)

    R. Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino.

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce. R.

    L’angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (11, 23-26)
    Il pane e il calice eucaristici nella Chiesa.

    Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore;
    se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 41-51)
    Il pane disceso dal cielo.

    In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
    Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
    Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, sorgente inesauribile di ogni bene, ascolta le implorazioni dei tuoi fedeli: ci rianimi l’effusione del tuo amore paterno e ci doni di perseverare nella vita redenta. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Infondi, o Dio, nei tuoi figli una grande e forte capacità di amare perché sappiano serbarsi fedeli all’insegnamento del vangelo e possano vivere sempre nella carità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo. Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gioia senza fine. Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE
    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue,
    rimane in me e io in lui» - dice il Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre nostro, che in questo convito di grazia raduni in un solo corpo i membri della tua Chiesa, donaci di restare in comunione con Cristo nostro Capo, nella fede e nelle opere, e di ritrovarci un giorno tutti partecipi della felicità eterna con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

  2. #322
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    San Vincenzo de’ Paoli, sacerdote (memoria)
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Lo Spirito del Signore è sopra di me;
    per questo mi ha consacrato con l’unzione,
    e inviato ad annunziare ai poveri la buona novella,
    a risanare le piaghe dei cuori affranti.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che per il servizio dei poveri e la formazione dei tuoi ministri hai donato al tuo sacerdote san Vincenzo de’ Paoli lo spirito degli apostoli, fa’ che, animàti dello stesso fervore, amiamo ciò che egli ha amato e viviamo gli insegnamenti che ci ha trasmesso. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo (1, 12-16)
    Siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.

    Carissimi, penso perciò di rammentarvi sempre queste cose, benché le sappiate e siate stabili nella verità che possedete. Io credo giusto, finché vivo in questa tenda, di tenervi desti con le mie esortazioni, sapendo che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come mi ha fatto intendere anche il Signore nostro Gesù Cristo. E procurerò che anche dopo la mia partenza voi abbiate a ricordarvi di queste cose.
    Infatti, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 18(19)

    R. Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.

    I cieli narrano la gloria di Dio,
    l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
    Il giorno al giorno ne affida il racconto
    e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.

    Senza linguaggio, senza parole,
    senza che si oda la loro voce,
    per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
    e ai confini del mondo il loro messaggio. R.

    Ti siano gradite le parole della mia bocca;
    davanti a te i pensieri del mio cuore,
    Signore, mia roccia e mio redentore. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Annunciamo Cristo crocifisso:
    scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 28-30)

    In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Padre, che a edificazione della tua Chiesa hai elargito a san Vincenzo il cuore e la fortezza degli apostoli, concedi a chi ne venera ammirato la santità di imitare la sua carità ardente e operosa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    O Dio, che hai dato al tuo sacerdote san Vincenzo la grazia di conformare la sua vita al mistero che celebrava, la potenza di questo sacrificio ottenga anche a noi di essere trasformàti in un’offerta a te gradita. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Cristo nostro salvatore venne ad annunziare ai poveri la buona novella e volle assumere ogni umana debolezza, facendosi in tutto partecipe della nostra miseria fino alla morte. Sulla stessa strada di abnegazione camminò san Vincenzo, che accolse i poveri e i sofferenti con affetto fraterno e divenne splendido testimone del tuo amore per noi. Con questo tuo servo beato ci uniamo per la tua lode a tutte le creature celesti e con gioia eleviamo senza fine l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Degno discepolo di Cristo,
    san Vincenzo fu gli occhi per il cieco
    e i piedi per lo zoppo;
    egli fu padre per i poveri.


    ALLA COMUNIONE
    Rendiamo grazie al Signore
    per la sua misericordia,
    per i suoi prodigi
    a favore dei figli degli uomini.
    Egli sazia il desiderio dell’assetato
    e l’affamato ricolma di beni.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che ci hai nutrito alla tua mensa, fa’ che per l’esempio e l’intercessione di san Vincenzo portiamo ai poveri il lieto annunzio della salvezza, diventando imitatori di Cristo tuo Figlio che vive e regna nei secoli dei secoli.

  3. #323
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    28 Settembre

    Martedì della settimana della IV Domenica dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto: «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore; non ti celare mai!


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai distrutto per sempre il regno della morte nella passione di Cristo, contro ogni pericolo di ricadere schiavi conferma in noi la grazia della tua libertà; fa’ che ci manteniamo sulla strada della giustizia perché non ci colga l’eterna condanna quando verrà a giudicarci il Redentore, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo (1, 20 – 2, 10a)
    Il Signore sa liberare dalla prova chi gli è devoto.

    Carissimi, sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio.
    Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri, i quali introdurranno fazioni che portano alla rovina, rinnegando il Signore che li ha riscattati. Attirando su se stessi una rapida rovina, molti seguiranno la loro condotta immorale e per colpa loro la via della verità sarà coperta di disprezzo. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma per loro la condanna è in atto ormai da tempo e la loro rovina non si fa attendere.
    Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò in abissi tenebrosi, tenendoli prigionieri per il giudizio. Ugualmente non risparmiò il mondo antico, ma con altre sette persone salvò Noè, messaggero di giustizia, inondando con il diluvio un mondo di malvagi. Così pure condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, lasciando un segno ammonitore a quelli che sarebbero vissuti senza Dio. Liberò invece Lot, uomo giusto, che era angustiato per la condotta immorale di uomini senza legge. Quel giusto infatti, per quello che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, giorno dopo giorno si tormentava a motivo delle opere malvagie. Il Signore dunque sa liberare dalla prova chi gli è devoto, mentre riserva, per il castigo nel giorno del giudizio, gli iniqui, soprattutto coloro che vanno dietro alla carne con empie passioni e disprezzano il Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 36(37)

    R. Il Signore è nostro aiuto e salvezza.

    Ho visto un malvagio trionfante,
    gagliardo come cedro verdeggiante;
    sono ripassato ed ecco non c’era più,
    l’ho cercato e non si è più trovato. R.

    Osserva l’integro, guarda l’uomo retto:
    perché avrà una discendenza l’uomo di pace.
    Ma i peccatori tutti insieme saranno eliminati,
    la discendenza dei malvagi sarà sterminata. R.

    La salvezza dei giusti viene dal Signore:
    nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
    Il Signore li aiuta e li libera,
    li libera dai malvagi e li salva,
    perché in lui si sono rifugiati. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
    chi segue me avrà la luce della vita.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 35-43)

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, sorgente inesauribile di ogni bene, ascolta le implorazioni dei tuoi fedeli: ci rianimi l’effusione del tuo amore paterno e ci doni di perseverare nella vita redenta. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Infondi, o Dio, nei tuoi figli una grande e forte capacità di amare perché sappiano serbarsi fedeli all’insegnamento del vangelo e possano vivere sempre nella carità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo. Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gioia senza fine. Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE
    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue,
    rimane in me e io in lui» - dice il Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre nostro, che in questo convito di grazia raduni in un solo corpo i membri della tua Chiesa, donaci di restare in comunione con Cristo nostro Capo, nella fede e nelle opere, e di ritrovarci un giorno tutti partecipi della felicità eterna con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Venceslao, martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un martire)


    oppure:



    Santi Lorenzo Ruiz e compagni, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un più martiri)



    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Signore Dio nostro, donaci di imitare nella fedeltà al tuo servizio e nella generosa solidarietà verso il prossimo, l’invitta pazienza dei santi martiri Lorenzo Ruiz e compagni, perché sono beati nel tuo regno quanti soffrono persecuzione per la causa del vangelo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):



    Beato Luigi Monza, sacerdote (memoria facoltativa*)

    * Si raccomanda vivamente la celebrazione di questa memoria facoltativa


    ALL’ INGRESSO

    «Lasciate che i piccoli vengano a me
    e non glielo impedite,
    perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio»
    – dice il Signore –.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Padre, che chiami i credenti a formare un solo corpo, rendici artefici di comunione con la vita e la parola, perché, sostenuti dall’esempio e dall’intercessione del beato Luigi [Monza], sappiamo testimoniare nel mondo l’operosa carità dei primi cristiani. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    DOPO IL VANGELO

    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita.
    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena nella tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che hai fatto del beato Luigi [Monza] un vero apostolo della carità evangelica, ascolta le nostre preghiere e concedi che, attratti dal suo esempio, sappiamo amare e servire i piccoli e i bisognosi. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre, i doni che ti presentiamo, perpetuando il gesto tramandato dagli apostoli, e rendici capaci, alla scuola del beato Luigi [Monza], di vivere in carità, letizia e semplicità di cuore. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu ci hai donato nel beato Luigi [Monza] un pastore secondo il tuo cuore, che ispirò tutta la propria vita e azione all’amore evangelico dei primi cristiani. Nulla risparmiò delle sue energie per servire il gregge a lui affidato, convinto che la carità non ha fine, né conosce riposo. Il mistero del seme, che muore nel grembo della terra e porta molto frutto, lo fece promotore di un servizio apostolico che, nel nascondimento operoso, testimoniasse la carità verso i poveri, i deboli e gli esclusi. Uniti a questo tuo servo beato e a tutte le schiere degli angeli e dei santi, anche noi, fatti voce di ogni creatura, proclamiamo esultanti l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Noi abbiamo riconosciuto e creduto
    all’amore che Dio ha per noi.
    Dio è amore: chi sta nell’amore dimora in Dio
    e Dio dimora in lui.


    ALLA COMUNIONE

    Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
    ma non avessi la carità, non sono nulla.
    La carità tutto copre, tutto crede,
    tutto spera, tutto sopporta.
    La carità non avrà mai fine.


    DOPO LA COMUNIONE

    Nutriti dalla forza di questo sacramento, ti chiediamo, Signore, di essere nel mondo, a imitazione del beato Luigi [Monza] operatori instancabili di quella carità che fa grande ogni azione e conduce alla beatitudine senza fine. Per Cristo nostro Signore.

  4. #324
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    Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli (festa)
    Anno B


    ALL’ INGRESSO

    Benedite Dio
    e proclamate davanti a tutti i viventi
    il bene che vi ha fatto.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che chiami gli angeli e gli uomini a cooperare al tuo disegno di salvezza, concedi a noi pellegrini sulla terra la protezione degli spiriti beati che in cielo stanno davanti a te pronti a servirti. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Schema 1:



    LETTURA

    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (11, 19 – 12, 12)
    Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.

    Nel giorno del Signore, si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.
    Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
    Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
    «Ora si è compiuta
    la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
    e la potenza del suo Cristo,
    perché è stato precipitato
    l’accusatore dei nostri fratelli,
    colui che li accusava davanti al nostro Dio
    giorno e notte.
    Ma essi lo hanno vinto
    grazie al sangue dell’Agnello
    e alla parola della loro testimonianza,
    e non hanno amato la loro vita
    fino a morire.
    Esultate, dunque, o cieli
    e voi che abitate in essi.
    Ma guai a voi, terra e mare,
    perché il diavolo è disceso sopra di voi
    pieno di grande furore,
    sapendo che gli resta poco tempo».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 137(138)

    R. A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli.

    Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
    hai ascoltato le parole della mia bocca.
    Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
    mi prostro verso il tuo tempio santo. R.

    Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
    hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
    Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
    hai accresciuto in me la forza. R.

    Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
    quando ascolteranno le parole della tua bocca.
    Canteranno le vie del Signore:
    grande è la gloria del Signore!


    Schema 2:



    LETTURA

    Lettura del profeta Daniele (9, 21-26)
    Gabriele, giunto presso di me, mi rivolse la parola e mi disse.

    In quei giorni. Daniele disse:
    «Mentre parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l’ora dell’offerta della sera.
    Egli, giunto presso di me, mi rivolse la parola e mi disse: “Daniele, sono venuto per istruirti e farti comprendere. Fin dall’inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per annunciartela, poiché tu sei un uomo prediletto. Ora sta’ attento alla parola e comprendi la visione:
    Settanta settimane sono fissate
    per il tuo popolo e per la tua santa città
    per mettere fine all’empietà,
    mettere i sigilli ai peccati,
    espiare l’iniquità,
    stabilire una giustizia eterna,
    suggellare visione e profezia
    e ungere il Santo dei Santi.
    Sappi e intendi bene:
    da quando uscì la parola
    sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme
    fino a un principe consacrato,
    vi saranno sette settimane.
    Durante sessantadue settimane
    saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,
    e ciò in tempi angosciosi.
    Dopo sessantadue settimane,
    un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui.
    Il popolo di un principe che verrà
    distruggerà la città e il santuario;
    la sua fine sarà un’inondazione
    e guerra e desolazioni sono decretate fino all’ultimo”».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 84(85)

    R. La tua giustizia, Signore, si affaccerà dal cielo.


    Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
    egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli,
    per chi ritorna a lui con fiducia.
    Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
    perché la sua gloria abiti la nostra terra. R.

    Amore e verità s’incontreranno,
    giustizia e pace si baceranno.
    Verità germoglierà dalla terra
    e giustizia si affaccerà dal cielo. R.

    Certo, il Signore donerà il suo bene
    e la nostra terra darà il suo frutto;
    mostraci, Signore, la tua misericordia
    e donaci la tua salvezza. R.


    Schema 3:



    LETTURA

    Lettura del libro di Tobia (12, 6-15)
    Io sono Raffaele: Dio mi ha inviato per guarire te e Sara, tua nuora.

    In quei giorni. Raffaele chiamò Tobi e Tobia in disparte e disse loro: «Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non esitate a ringraziarlo. È bene tenere nascosto il segreto del re, ma è motivo di onore manifestare e lodare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. È meglio la preghiera con il digiuno e l’elemosina con la giustizia, che la ricchezza con l’ingiustizia. Meglio praticare l’elemosina che accumulare oro. L’elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l’elemosina godranno lunga vita. Coloro che commettono il peccato e l’ingiustizia sono nemici di se stessi. Voglio dirvi tutta la verità, senza nulla nascondervi: vi ho già insegnato che è bene nascondere il segreto del re, mentre è motivo d’onore manifestare le opere di Dio. Ebbene, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l’attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti. Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo pranzo e sei andato a seppellire quel morto, allora io sono stato inviato per metterti alla prova. Ma, al tempo stesso, Dio mi ha inviato per guarire te e Sara, tua nuora. Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della gloria del Signore».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 90(91)

    R. Il Signore manda i suoi angeli sul nostro cammino.

    Chi abita al riparo dell’Altissimo
    passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
    Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
    mio Dio in cui confido». R.

    Egli ti coprirà con le sue penne,
    sotto le sue ali troverai rifugio;
    la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.
    «Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!». R.

    Egli per te darà ordiine ai suoi angeli
    di custodirti in tutte le tue vie.
    Sulle mani essi ti porteranno,
    perché il tuo piede non inciampi nella pietra. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (1, 13-20)
    Nel Figlio furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra.

    Fratelli, Dio Padre ci ha liberati dal potere delle tenebre
    e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
    per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
    il perdono dei peccati.
    Egli è immagine del Dio invisibile,
    primogenito di tutta la creazione,
    perché in lui furono create tutte le cose
    nei cieli e sulla terra,
    quelle visibili e quelle invisibili:
    Troni, Dominazioni,
    Principati e Potenze.
    Tutte le cose sono state create
    per mezzo di lui e in vista di lui.
    Egli è prima di tutte le cose
    e tutte in lui sussistono.
    Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
    Egli è principio,
    primogenito di quelli che risorgono dai morti,
    perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
    È piaciuto infatti a Dio
    che abiti in lui tutta la pienezza
    e che per mezzo di lui e in vista di lui
    siano riconciliate tutte le cose,
    avendo pacificato con il sangue della sua croce
    sia le cose che stanno sulla terra,
    sia quelle che stanno nei cieli.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
    raduna i dispersi d’Israele.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1, 47-51)
    Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

    Parola del Signore.

    oppure:


    Lettura del Vangelo secondo Luca (1, 8-20- 26-33)
    Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti.

    In quel tempo. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccaria disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
    Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
    A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    L’angelo si fermò all’altare,
    reggendo un incensiere d’oro;
    gli furono dati molti profumi.
    E dalla mano dell’angelo
    il fumo degli aromi salì davanti a Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Donaci, o Padre, il conforto promesso dalla tua pietà, tu che non ci fai mancare mai la protezione degli angeli. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Dio, l’offerta della tua Chiesa; fa’ che dalle mani dei tuoi angeli sia portata davanti a te e diventi per tutti gli uomini sorgente di perdono e di salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, Padre onnipotente e santo. Nel tuo Verbo, Signore glorioso dell’universo, hai dato vita anche alle creature incorporee che nel tuo regno avessero la sorte felice di farti perenne corona. Se gli spiriti ribelli sono stati precipitati nell’abisso infernale, l’immensa schiera degli angeli e degli arcangeli ti canta senza fine l’inno della fedeltà e dell’amore. E noi, sperando di condividere un giorno la loro esistenza beata, fin d’ora ci uniamo a questo eterno coro di adorazione e di letizia, elevando a te, o Padre, la nostra lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Vidi ritto un agnello come immolato,
    e intesi voci di molti angeli intorno al trono.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita
    a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE

    Fortifica, o Dio, il nostro spirito con la potenza misteriosa di questo Pane santo e fa’ che sostenuti dai tuoi angeli avanziamo fiduciosamente sulla via della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  5. #325
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    30 Settembre

    San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    «Non si allontani dalla tua bocca il libro della legge;
    meditalo giorno e notte – dice il Signore –
    per osservare esattamente quanto vi è prescritto;
    così potrai dirigere i tuoi passi sulla giusta via».


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai dato al sacerdote san Girolamo una conoscenza viva e penetrante della sacra scrittura, fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente della tua parola e trovi in essa una sorgente di vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo (3, 1-9)
    Il Signore è magnanimo con noi, perché non vuole che alcuno si perda.

    Questa, o carissimi, è già la seconda lettera che vi scrivo, e in tutte e due con i miei avvertimenti cerco di ridestare in voi il giusto modo di pensare, perché vi ricordiate delle parole già dette dai santi profeti e del precetto del Signore e salvatore, che gli apostoli vi hanno trasmesso.
    Questo anzitutto dovete sapere: negli ultimi giorni si farà avanti gente che si inganna e inganna gli altri e che si lascia dominare dalle proprie passioni. Diranno: «Dov’è la sua venuta, che egli ha promesso? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi, tutto rimane come al principio della creazione». Ma costoro volontariamente dimenticano che i cieli esistevano già da lungo tempo e che la terra, uscita dall’acqua e in mezzo all’acqua, ricevette la sua forma grazie alla parola di Dio, e che per le stesse ragioni il mondo di allora, sommerso dall’acqua, andò in rovina. Ora, i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima Parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della rovina dei malvagi.
    Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 89(90)

    Insegnaci, Signore, a contare i nostri giorni.

    Signore, tu sei stato per noi un rifugio
    di generazione in generazione.
    Prima che nascessero i monti
    e la terra e il mondo fossero generati,
    da sempre e per sempre tu sei, o Dio. R.

    Mille anni, ai tuoi occhi,
    sono come il giorno di ieri che è passato,
    come un turno di veglia nella notte.
    Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua collera,
    consumiamo i nostri anni come un soffio. R.

    Insegnaci a contare i nostri giorni
    e acquisteremo un cuore saggio.
    Saziaci al mattino con il tuo amore:
    esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. R.

    Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
    e il tuo splendore ai loro figli.
    Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
    rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
    l’opera delle nostre mani rendi salda. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Non possiamo tacere
    quello che abbiamo visto e ascoltato.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (19, 37-40)

    In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
    «Benedetto colui che viene,
    il re, nel nome del Signore.
    Pace in cielo
    e gloria nel più alto dei cieli!».
    Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Ho amato la tua legge, Signore,
    e la medito tutto il giorno.
    Questo mi consola nell’afflizione,
    la tua parola mi fa vivere.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai donato alla tua Chiesa il grande dottore san Girolamo perché interpretasse le sacre scritture, concedi ai tuoi figli di seguire il suo esempio e la sua dottrina. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, i nostri doni e fa’ che, illuminati interiormente dalla tua parola, sull’esempio di san Girolamo ci accostiamo con fede viva al tuo altare e ti offriamo con cuore libero e vigile il sacrificio di salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Noi ti proclamiamo sapiente e mirabile perché, facendo risonare la tua parola, ci hai rivelato il tuo disegno d’amore. Per la tua grazia san Girolamo penetrò tanto profondamente le divine scritture, che da questo tesoro poté dispensare l’antica sapienza e la nuova, incitandoci con il suo esempio a ricercare senza fine nelle pagine sacre il Cristo, tua Parola vivente. A lui che ora in cielo è beato e a tutte le creature felici ci uniamo a cantare, o Padre, le tue lodi, nell’inno perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    La mia sorte, o Signore,
    è custodire le tue parole.
    Con tutto il cuore ti ho supplicato:
    fammi grazia secondo la tua promessa.


    ALLA COMUNIONE
    Ho trovato le tue parole e le ho divorate,
    la tua parola è gioia e letizia del mio cuore;
    perché il tuo nome
    è stato invocato su me, o Signore Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacrificio celebrato in onore di san Girolamo risvegli, o Dio, il nostro spirito perché nella meditazione della sacra scrittura vediamo il giusto cammino e, seguendolo fedelmente, raggiungiamo la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

  6. #326
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    1 Ottobre

    Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa(memoria)
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore la protesse e ne ebbe cura,
    la tenne cara come la pupilla dei suoi occhi;
    come un’aquila dal volo possente,
    la prese e la portò per vasti cieli.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Signore Gesù, che hai promesso agli uomini il regno dei cieli a condizione che diventassero semplici come bambini, fa’ che seguiamo con cuore umile la via iniziata da santa Teresa e arriviamo alla serenità eterna e alla gioia, in comunione con te, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo (3, 10-18)
    Noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.

    Carissimi, il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.
    Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.
    Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. La magnanimità del Signore nostro consideratela come salvezza: così vi ha scritto anche il nostro carissimo fratello Paolo, secondo la sapienza che gli è stata data, come in tutte le lettere, nelle quali egli parla di queste cose. In esse vi sono alcuni punti difficili da comprendere, che gli ignoranti e gli incerti travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina.
    Voi dunque, carissimi, siete stati avvertiti: state bene attenti a non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore dei malvagi. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell’eternità. Amen.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 96(97)

    R. Gioite, giusti, nel Signore.

    Il Signore regna: esulti la terra,
    gioiscano le isole tutte.
    Le sue folgori rischiarano il mondo:
    vede e trema la terra.
    I monti fondono come cera davanti al Signore,
    davanti al Signore di tutta la terra. R.

    Annunciano i cieli la sua giustizia,
    e tutti i popoli vedono la sua gloria.
    Ascolti Sion e ne gioisca,
    esultino i villaggi di Giuda
    a causa dei tuoi giudizi, Signore. R.

    Perché tu, Signore,
    sei l’Altissimo su tutta la terra,
    eccelso su tutti gli dèi.
    Odiate il male, voi che amate il Signore:
    egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
    li libererà dalle mani dei malvagi. R.

    Una luce è spuntata per il giusto,
    una gioia per i retti di cuore.
    Gioite, giusti, nel Signore,
    della sua santità celebrate il ricordo. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io non faccio nulla da me stesso, dice il Signore,
    ma parlo come il Padre mi ha insegnato.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (20, 1-8)

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mi sei venuto incontro, o Dio,
    con larghe benedizioni,
    mi hai allevato fin dall’infanzia,
    e ancora non arrivo a comprendere
    la profondità del tuo amore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che apri le porte del tuo regno agli umili e ai piccoli, donaci di percorrere con serena fiducia la via tracciata da santa Teresa di Gesù bambino perché si riveli anche a noi la gloria del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    O Dio, mirabile nei tuoi santi, accogli questi doni che ti presentiamo nel ricordo di santa Teresa, e, come ti fu gradita la sua testimonianza verginale, ti sia ben accetta l’offerta di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu, che preferisci rivelare i misteri del regno agli umili e ai piccoli, hai reso grande la vergine santa Teresa per la semplicità dello spirito e per l’amore appassionato alla Chiesa; offrendosi a te con filiale abbandono, imparò a consacrarti ogni giorno tutto il suo cuore. Noi ci uniamo ora nell’inno di lode a questa tua serva beata, che gode con tutte le creature celesti della tua visione gloriosa, ed eleviamo alla tua maestà il canto di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Per te mi conservo pura
    e ti corro incontro, mio Sposo,
    con la lampada accesa.


    ALLA COMUNIONE
    Quanto è grande, o Dio,
    la misura della tua dolcezza,
    che riservi per quelli che ti amano!
    A te vengo, dolcissimo Signore!


    DOPO LA COMUNIONE
    La comunione al tuo sacramento accenda in noi, o Padre, il fuoco di carità che ispirò alla santa vergine Teresa di offrire la vita a salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

  7. #327
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    Santi Angeli Custodi (memoria)
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Angeli del Signore,
    benedite il Signore,
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nella tua misericordiosa provvidenza mandi dal cielo i tuoi angeli a nostra custodia e protezione, donaci di essere sorretti dal loro aiuto e di condividere un giorno con loro la gioia eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (15, 1-11)
    L’anno di remissione.

    In quei giorni. Mosè disse: «Alla fine di ogni sette anni celebrerete la remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che detenga un pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, poiché è stata proclamata la remissione per il Signore. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. Del resto non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il Signore certo ti benedirà nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà in possesso ereditario, purché tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore, tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti do. Quando il Signore, tuo Dio, ti benedirà come ti ha promesso, tu farai prestiti a molte nazioni, ma non prenderai nulla in prestito. Dominerai molte nazioni, mentre esse non ti domineranno.
    Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: “È vicino il settimo anno, l’anno della remissione”; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla: egli griderebbe al Signore contro di te e un peccato sarebbe su di te. Dagli generosamente e, mentre gli doni, il tuo cuore non si rattristi. Proprio per questo, infatti, il Signore, tuo Dio, ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano. Poiché i bisognosi non mancheranno mai nella terra, allora io ti do questo comando e ti dico: “Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nella tua terra”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 97(98)

    R. Cantate al Signore, perché ha compiuto meraviglie.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto meraviglie.
    Gli ha dato vittoria la sua destra
    e il suo braccio santo. R.

    Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
    agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
    Egli si è ricordato del suo amore,
    della sua fedeltà alla casa d’Israele. R.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Acclami il Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni! R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (2, 1-8)
    Per grazia siete salvati.

    Fratelli, anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
    Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Lo Spirito del Signore è su di me,
    perché mi ha mandato a proclamare
    la libertà degli schiavi,
    a promulgare l’anno di grazia del Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (5, 29-32)
    Io sono venuto a chiamare i peccatori perché si convertano.

    In quel tempo. Levi preparò al Signore Gesù un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Ai suoi angeli Dio comanderà
    di custodirti in tutti i tuoi passi.
    Ti porteranno sulle loro mani
    perché il tuo piede
    non inciampi nella pietra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Sempre ci soccorra, o Dio onnipotente, l’intercessione degli angeli poiché alla loro guida e alla loro difesa fiduciosamente ci abbandoniamo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, i doni che ti offriamo in onore dei tuoi santi angeli; la loro protezione ci salvi da ogni pericolo e ci guidi felicemente alla patria del cielo. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il cielo è la degna dimora degli angeli, creature arcane e sublimi; eppure l’affettuosa speranza dei credenti, che vivono nell’oscurità della vita terrena, osa pensare di avere la luce e il conforto di questi spiriti eletti che alla tua beatificante presenza non lasciano mai il servizio di adorazione e di lode. Al loro canto perenne uniamo la nostra voce perché nella comune letizia a te, unico immenso Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, da tutto l’universo creato si elevi l’inno di gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ecco, io mando un angelo davanti a te
    per custodirti sul cammino
    e farti entrare nel luogo che ti ho preparato.
    Abbi rispetto della sua presenza
    e ascolta la sua voce.


    ALLA COMUNIONE
    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita
    a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE
    Fortifica, o Dio, il nostro spirito con la potenza misteriosa di questo Pane santo e fa’ che sostenuti dai tuoi angeli avanziamo fiduciosamente sulla via della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  8. #328
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    V DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno B


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Chi mi segue ha già vinto le tenebre:
    per una strada sicura cammina.
    Egli avrà la luce della vita
    – dice il Signore –.

    Se custodirà la mia parola,
    non gusterà la morte.
    Egli avrà la luce della vita
    – dice il Signore –.

    Chi mi segue ha già vinto le tenebre:
    per una strada sicura cammina.
    Egli avrà la luce della vita
    – dice il Signore –.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas. Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore. Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.


    RESPONSORIO
    Cantiamo lode al Figlio di Dio,
    unico nostro Signore:
    egli è risorto e ci ha redenti. Alleluia.

    Lo dicano i riscattati dal Signore,
    che egli ha liberato dalla mano del nemico:
    egli è risorto e ci ha redenti. Alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca (24, 13-35)
    Le parti [ ] si possono omettere.

    In quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, il Signore Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. [Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.]
    Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    «Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente
    – dice il Signore –.
    Ero morto, ma ora vivo per sempre». Alleluia.

    «Dio mi ha detto: “Tu sei mio figlio:
    oggi ti ho generato”.
    Ero morto, ma ora vivo per sempre». Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio forte e clemente, che hai portato a compimento nella verità i presagi e le antiche figure della salvezza, e hai colmato della grazia divina i nostri riti sacramentali, esaudisci la preghiera della Chiesa, che vivendo nel mondo ti implora di conformarsi sempre più intimamente al Signore Gesù, vincitore della morte, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    I nostri cuori ricordino
    le mirabili gesta del Signore; *
    si dischiuda nel canto il nostro labbro
    inneggiando a colui che ci ha redenti.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Venite, adoriamo:
    prostriamoci a colui che ci ha creato
    perché è nostro Signore e nostro Dio.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Effondi, o Padre, il tuo Spirito rinnovatore sul popolo dei credenti perché, giustificati e salvati dalla sua grazia, attendiamo con sincera speranza l’eredità del regno promesso. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (6, 1-9)
    Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore.

    In quei giorni. Mosè disse: «Questi sono i comandi, le leggi e le norme che il Signore, vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso; perché tu tema il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni. Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
    Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 118(119)

    R. Beato chi cammina nella legge del Signore.

    Beato chi è integro nella sua via
    e cammina nella legge del Signore.
    Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
    e lo cerca con tutto il cuore. R.

    Non commette certo ingiustizie
    e cammina nelle sue vie.
    Tu hai promulgato i tuoi precetti
    perché siano osservati interamente.
    Siano stabili le mie vie
    nel custodire i tuoi decreti. R.

    Non dovrò allora vergognarmi,
    se avrò considerato tutti i tuoi comandi.
    Ti loderò con cuore sincero,
    quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi.
    Voglio osservare i tuoi decreti:
    non abbandonarmi mai. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (13, 8-14a)
    Tutti i comandamenti si ricapitolano in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».

    Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge. Infatti: Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai, e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso. La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.
    E questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
    che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (10, 25-37)
    Il buon Samaritano.

    In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
    Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Signore, cessi la tua ira;
    sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
    come giurasti su te stesso, o Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Esaudisci, o Dio di instancabile amore, i desideri della tua Chiesa in preghiera: proteggila e confortala adesso coi doni della tua provvidenza e preparale in cielo il tesoro dell’eternità beata. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Trasforma ed esalta, o Dio, con la tua azione santificatrice gli umili doni che adorando ti offriamo; serba il premio dell’eredità eterna a chi se ne nutrirà con animo puro. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai tanto amato il mondo e tanta pietà hai provato per noi, da mandare il tuo Unigenito come redentore a condividere interamente la nostra vita, tranne che nel peccato. Così nel tuo Figlio fatto uomo ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia ci hai ridonato la primitiva ricchezza che nella disobbedienza della colpa era andata perduta. Per questa misericordia che ci ha salvato cantiamo la nostra gioia e, uniti ai cori degli angeli e dei santi, eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Annunzierò, o Dio, le tue gesta mirabili,
    gioisco in te ed esulto,
    canto inni al tuo nome, o Altissimo.


    ALLA COMUNIONE
    Scorre la vita
    e i nostri giorni volgono alla fine.
    Fin che c’è tempo
    leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
    Teniamo accese le lampade
    perché il Giudice dell’universo
    sta per giudicare tutte le genti.


    DOPO LA COMUNIONE
    Circonda i tuoi figli di grazia perenne, o Dio vivo e santo, e, poiché nel compimento del rito arcano e sublime ci siamo nutriti di Cristo, vittima di salvezza, donaci di condividere il nostro eterno destino nella patria del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

  9. #329
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia (festa)
    Anno B


    ALL’ INGRESSO
    Francesco, uomo di Dio,
    lasciò la sua casa e la sua eredità;
    si fece piccolo e povero,
    e il Signore lo prese al suo servizio.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che in san Francesco d’Assisi, povero e umile, hai affidato alla tua Chiesa una viva immagine del Cristo, concedi a noi di unirci a te in carità e letizia, seguendo nella via del vangelo il tuo Figlio unigenito, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Sofonia (2, 3a-d; 3, 12-13. 16a-b. 17a-b. 20a-c)
    Cercate il Signore, voi tutti poveri della terra.

    Così dice il Signore Dio:
    Cercate il Signore
    voi tutti, poveri della terra,
    che eseguite i suoi ordini,
    cercate la giustizia,
    cercate l’umiltà;
    Lascerò in mezzo a te
    un popolo umile e povero».
    Confiderà nel nome del Signore
    il resto d’Israele.
    In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
    «Non temere, Sion,
    il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
    è un salvatore potente.
    Gioirà per te,
    ti rinnoverà con il suo amore».
    In quel tempo io vi guiderò,
    in quel tempo vi radunerò
    e vi darò fama e lode
    fra tutti i popoli della terra.

    Parola di Dio.

    oppure (dove è celebrato come Patrono d’Italia):

    LETTURA AGIOGRAFICA
    Vita di san Francesco d’Assisi

    Francesco nacque ad Assisi da un ricco mercante, e fu avviato all’esercizio della professione paterna. Un giorno, contro la sua abitudine, respinse un povero che gli chiedeva, per amore di Cristo, un po’ di denaro; ma subito si pentì del rifiuto, lo soccorse generosamente e promise a Dio che da quel giorno mai più avrebbe negato l’elemosina a chiunque la domandasse.
    Qualche tempo dopo si ammalò gravemente; e, dopo la guarigione, si dedicò con impegno ancora maggiore a opere di carità, tanto che, per seguire perfettamente il Vangelo, distribuiva ai poveri quello che aveva. Il padre, colmo d’ira, lo trascinò allora davanti al Vescovo di Assisi perché rinunzasse a ogni diritto nella proprietà familiare: Francesco, spogliatosi anche delle vesti, lasciò ogni ricchezza, affermando che da quel momento con più verità gli sarebbe consentito di ripetere: «Padre nostro, che sei nei cieli».
    La parola del Vangelo udita leggere un giorno: «Non procuratevi oro, né argento, né monete di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali» divenne la norma ispiratrice della sua vita. Scalzo, vestito solo di una tunica, diede inizio con dodici compagni, all’ordine dei Frati Minori, recandosi poi nel 1209 a Roma per ottenere dalla Santa Sede l’approvazione della regola. Papa Innocenzo III l’accolse con bontà e confermò oralmente la regola del suo Ordine.
    Così Francesco potè inviare i suoi frati a predicare il Vangelo di Cristo in tutte le parti del mondo e, bramando egli stesso di morire martire, raggiunse l’Oriente, ove fu trattato con ogni rispetto dal Sultano; ma non vedendo alcuna speranza di conversione tornò in Italia.
    Si ritirò in solitudine sul monte della Verna: qui, dopo aver dato inizio a un digiuno di 40 giorni in onore di san Michele arcangelo, il giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, gli apparve un serafino recante fra le ali l’immagine del crocifisso, il quale gli impresse nelle mani, nei piedi e nel costato le stigmate della ferite.
    Due anni dopo, sentendosi gravemente ammalato, volle essere trasportato nella chiesa di Santa Maria degli Angeli per rendere a Dio l’ultimo soffio della vita, là dove da Dio aveva ricevuto l’impulso della vita rinnovata. E lì, dopo aver esortato i frati alla povertà, alla mitezza, alla fede della santa Chiesa Romana, mentre recitava il salmo «Con la mia voce al Signore grido aiuto» alle parole «i giusti mi faranno corona, quando mi concederai la tua grazia» emise l’ultimo respiro. Era la sera del 3 ottobre dell’anno 1226.
    Per i suoi insigni miracoli venne proclamato santo da papa Gregorio IX.
    Francesco, povero e umile, vero ritratto di Gesù Cristo, ha dato agli uomini disorientati e sconvolti del suo tempo esempi inesauribili di vita evangelica e ha mostrato nuove vie e audati possibilità per riformare la vita pubblica e privata.
    Per questi aspetti della sua santità Pio XII lo ha proclamato patrono principale d’Italia.

    Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.


    SALMO
    dal Sal 56(57)

    R. A te, Signore, la lode, la gloria e l’onore.

    Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
    su tutta la terra la tua gloria.
    Invocherò Dio, l’Altissimo,
    Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà. R.

    Saldo è il mio cuore, o Dio,
    saldo è il mio cuore.
    Voglio cantare, voglio inneggiare:
    svégliati, mio cuore,
    svegliatevi, arpa e cetra,
    voglio svegliare l’aurora. R.

    Ti loderò fra i popoli, Signore,
    a te canterò inni fra le nazioni:
    grande fino ai cieli è il tuo amore
    e fino alle nubi la tua fedeltà. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (6, 14-18)
    Su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia.

    Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
    D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
    La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Prendete il mio giogo sopra di voi,
    dice il Signore,
    e imparate da me,
    che sono mite e umile di cuore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (11, 25-30)
    Imparate da me, che sono mite e umile di cuore.

    In quel tempo. In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
    Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Beati i poveri in spirito
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati i miti
    perché erediteranno la terra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio vivo e vero, la grazia, che rese san Francesco luminoso esempio di virtù evangeliche, arricchisca di santità la tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.


    Non si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli i nostro doni, o Padre, e prepara il tuo popolo a celebrare il mistero della croce che segnò l’anima e il corpo di san Francesco. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Padre di misericordia infinita. Cristo nostro salvatore a chi per lui abbandona ogni cosa promise il centuplo sulla terra. Così Francesco trovò nell’assoluta povertà la perfetta letizia e la capacità di amarti con cuore semplice e appassionato.
    Sopportando pazientemente ogni prova, abbracciò nell’umiltà il mistero della croce e poté donare a tutta la Chiesa il tesoro della sua evangelica testimonianza. Con questo tuo servo beato ci uniamo a tutte le creature e con gioia eleviamo senza fine l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Per me non ci sia altra gloria,
    che nella croce del Signore Gesù Cristo:
    io porto le sue stigmate nel mio corpo.


    ALLA COMUNIONE
    In verità vi dico:
    «Voi che avete lasciato ogni cosa
    e mi avete seguito,
    riceverete cento volte tanto
    e avrete in eredità la vita eterna».


    DOPO LA COMUNIONE
    O Padre, che ci hai accolto alla tua mensa, fa’ che sentiamo in noi la fiamma viva del tuo amore e, imitando la carità apostolica di san Francesco, ci consacriamo al servizio dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

  10. #330
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    5 Ottobre

    Martedì della settimana della V Domenica dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Venite, adoriamo:
    prostriamoci a colui che ci ha creato
    perché è nostro Signore e nostro Dio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Effondi, o Padre, il tuo Spirito rinnovatore sul popolo dei credenti perché, giustificati e salvati dalla sua grazia, attendiamo con sincera speranza l’eredità del regno promesso. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della lettera di san Giuda apostolo (1, 17-25)
    Conservatevi nell’amore di Dio.

    Carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. Essi vi dicevano: «Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno secondo le loro empie passioni». Tali sono quelli che provocano divisioni, gente che vive di istinti, ma non ha lo Spirito.
    Voi invece, carissimi, costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo.
    A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e colmi di gioia, all’unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e per sempre. Amen.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 124(125)

    R. L’amore del Signore circonda il suo popolo.

    Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
    non vacilla, è stabile per sempre.
    I monti circondano Gerusalemme:
    il Signore circonda il suo popolo,
    da ora e per sempre. R.

    Non resterà lo scettro dei malvagi
    sull’eredità dei giusti,
    perché i giusti non tendano le mani
    a compiere il male. R.

    Sii buono, Signore, con i buoni
    e con i retti di cuore.
    Ma quelli che deviano per sentieri tortuosi
    il Signore li associ ai malfattori.
    Pace su Israele! R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Non c’è autorità se non da Dio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (20, 20-26)

    In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Signore, cessi la tua ira;
    sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
    come giurasti su te stesso, o Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Esaudisci, o Dio di instancabile amore, i desideri della tua Chiesa in preghiera: proteggila e confortala adesso coi doni della tua provvidenza e preparale in cielo il tesoro dell’eternità beata. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Trasforma ed esalta, o Dio, con la tua azione santificatrice gli umili doni che adorando ti offriamo; serba il premio dell’eredità eterna a chi se ne nutrirà con animo puro. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai tanto amato il mondo e tanta pietà hai provato per noi, da mandare il tuo Unigenito come redentore a condividere interamente la nostra vita, tranne che nel peccato. Così nel tuo Figlio fatto uomo ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia ci hai ridonato la primitiva ricchezza che nella disobbedienza della colpa era andata perduta. Per questa misericordia che ci ha salvato cantiamo la nostra gioia e, uniti ai cori degli angeli e dei santi, eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Annunzierò, o Dio, le tue gesta mirabili,
    gioisco in te ed esulto,
    canto inni al tuo nome, o Altissimo.


    ALLA COMUNIONE
    Scorre la vita
    e i nostri giorni volgono alla fine.
    Fin che c’è tempo
    leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
    Teniamo accese le lampade
    perché il Giudice dell’universo
    sta per giudicare tutte le genti.


    DOPO LA COMUNIONE
    Circonda i tuoi figli di grazia perenne, o Dio vivo e santo, e, poiché nel compimento del rito arcano e sublime ci siamo nutriti di Cristo, vittima di salvezza, donaci di condividere il nostro eterno destino nella patria del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:

    Santa Faustina Kowalska, vergine (memoria facoltativa)

    Messa dal comune delle vergini oppure dal comune dei santi e delle sante (per una santa)

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