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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2020-2021)

  1. #341
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    16 Ottobre

    Beato Contardo Ferrini (memoria)
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Il giusto non vacillerà
    perché il Signore lo tiene per mano.
    Egli ha sempre compassione,
    per questo la sua stirpe è benedetta.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, sorgente di verità e di giustizia, che nel beato Contardo hai dato alla tua Chiesa uno splendido esempio di virtù e di scienza, infondi in noi un amore sincero e operoso per la rettitudine; fa’ che ti ricerchiamo in ogni creatura con animo puro e, dopo averti trovato, ti amiamo sopra ogni cosa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (18, 1-8)
    I sacerdoti leviti.

    In quei giorni. Mosè disse: «I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il Signore e della sua eredità. Non avrà alcuna eredità tra i suoi fratelli: il Signore è la sua eredità, come gli ha promesso. Questo sarà il diritto dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. Gli darai le primizie del tuo frumento, del tuo mosto e del tuo olio, e le primizie della tosatura del tuo bestiame minuto, perché il Signore, tuo Dio, l’ha scelto fra tutte le tue tribù, affinché attenda al servizio del nome del Signore, lui e i suoi figli per sempre. Se un levita, abbandonando qualunque città dove dimora in Israele, verrà, seguendo pienamente il suo desiderio, al luogo che il Signore avrà scelto e farà il servizio nel nome del Signore, tuo Dio, come tutti i suoi fratelli leviti che stanno là davanti al Signore, egli riceverà per il suo mantenimento una parte uguale a quella degli altri, senza contare il ricavo dalla vendita della sua casa paterna».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 94(95)

    R. Venite, acclamiamo al Signore.

    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
    Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
    a lui acclamiamo con canti di gioia. R.

    Perché grande Dio è il Signore.
    grande re sopra tutti gli dèi.
    Nella sua mano sono gli abissi della terra,
    sono sue le vette dei monti. R.

    Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
    le sue mani hanno plasmato la terra.
    Acclamiamo la roccia della nostra salvezza,
    a lui acclamiamo con canti di gioia. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (10, 11-14)
    Cristo sacerdote.

    Fratelli, ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati. Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi. Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi
    e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (22, 24-30a)
    Voi siete quelli che avete perseverato con me.

    In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.
    Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Ti benedicano, Signore, i tuoi santi,
    dicano la gloria del tuo regno
    e parlino della tua potenza.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ti riveli a quanti ti cercano con cuore umile e casto, concedi alla tua Chiesa figli saggi e fedeli che, sull’esempio del beato Contardo, attraverso l’indagine umana e la scienza rivelino al mondo le misteriose profondità della tua sapienza e del tuo disegno mirabile. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Con i doni che abbiamo offerto per il sacrificio di salvezza accogli, o Padre, le preghiere della tua Chiesa nella memoria del beato Contardo e concedi a noi, come compimento della ricerca e del sapere umano, la divina scienza della carità di Cristo, tua Parola eterna, che si è fatta carne per noi, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Poiché ogni sapienza ha nel Figlio unigenito, splendore della tua gloria, la sua sorgente ineffabile, noi ti celebriamo per un uomo giusto e dotto, fulgida stella di pietà cristiana e di scienza. Tu hai chiamato il beato Contardo a contemplare la tua perfezione infinita, ed egli a te ogni giorno, nella fatica dello studio, tenne fisso il pensiero e l’amore ed elevò la sua fervida e incessante preghiera. Così, forte nella fede, servì la tua verità senza pausa e la rivelò ai giovani; divenuto maestro insigne di vita cristiana, si dedicò all’esaltazione della tua grandezza e all’autentico bene dei fratelli. Riconoscenti e ammirati, lodiamo le opere della tua potenza e uniti a tutti gli abitanti del cielo con animo lieto e concorde ti innalziamo l’inno di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Se uno mi vuol servire, mi segua, – dice il Signore –
    e dove sono io, là sarà anche il mio servo».


    ALLA COMUNIONE
    Beati i puri di cuore
    perché vedranno Dio;
    beati gli operatori di pace
    perché saranno chiamati figli di Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    Sostienici, o Padre, ogni giorno con il cibo che viene dal cielo; così confortati, fa che, imitando il beato Contardo, resistiamo alle vane attrattive del mondo, per camminare alla luce del tuo Verbo, nell’umile e paziente servizio dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

  2. #342
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    17 Ottobre

    DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO, CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI (solennità del Signore)
    Anno B


    Liturgia vigiliare vespertina:



    SALUTO

    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE

    Alzati e vesti il tuo manto di luce,
    santa Chiesa di Dio.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.

    Al tuo chiarore camminano le genti
    nella notte del mondo.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.

    Alzati e vesti il tuo manto di luce,
    santa Chiesa di Dio.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.


    INNO

    Testo originale latino

    Christe, cunctórum dominator alme,
    mente suprémi generáte Patris,
    súpplicum voces paritérque carmen
    cerne benígnus.

    Cerne, quod templi, Deus, ad decórem
    plebs tua supplex résonet per aedem,
    ánnuo cuius rédeunt colénda
    témpore festa.

    Haec domus surgit tibi dedicáta
    rite, ubi sumit pópulus sacrátum
    Corpus ex aris, bibit et beáti
    Sánguinis haustum.

    Hic sacrosáncti latices nocéntum
    díluunt cúlpas, perimúntque noxas;
    chrismate invictum genus et creátur
    christicolárum.

    Hic salus aegris, medicína fessis,
    lumen et caecis datur: hic reátu,
    Christe, nos solvis: timor atque maeror
    péllitur omnis.

    Daémonis saevis perit hic rapína;
    pérvicax monstrum pavet et, reténtos
    déserens artus, fugit in remótas
    ócyus auras.

    Hic locus Regis vocitátur aula
    nempe caeléstis, rutilánsque caeli
    porta, quae vitae pátriam peténtes
    áccipit omnes.

    Turbo quem nullus quatit, aut vagántes
    díruunt venti, penetrántque nimbi;
    hanc domum tetris píceus tenébris
    tártarus horret.

    Ergo te votis pétimus: seréno
    ánnuas vultu, fámulos gubérnes,
    qui tui summo celebrant amóre
    gáudia templi.

    Nulla nos vitae crúciet procélla;
    sint dies laeti placidaéque noctes;
    nullus ex nobis, pereúnte mundo,
    séntiat ignem.

    Hic dies, in quo tibi consecrátum,
    cónspicis templum, tríbuat perénne
    gáudium nobis, vigeátque longo
    témporis usu.

    Laus poli summum résonet Paréntem,
    laus Patris Natum, paritérque Sanctum
    Spíritum dulci modulétur hymno
    omne per aevum. Amen.
    Traduzione ritmica

    Cristo Signore, re dell’universo,
    Tu generato dall’eterno Padre,
    supplici voci di preghiera e canto
    odi benigno.

    Vedi che a lode del tuo tempio, o Dio,
    supplice un canto la tua gente eleva,
    quando ritorna, al cader dell’anno,
    la grande festa.

    Questa è la casa a te dedicata
    con sacro rito, in cui all’altare
    del sacro Corpo, del beato Sangue
    noi ci nutriamo.

    L’acqua del fonte lava qui le colpe
    e rende innocuo ciò che porta a morte.
    Progenie invitta di cristiani nasce
    col sacro Crisma.

    Qui c’è salute per ogni malato,
    luce e forza per chi è cieco o stanco.
    Qui tu ci assolvi, Cristo, dal peccato,
    rendi la gioia.

    Qui il demonio non ci può rapire:
    trema il mostro alla tua Presenza
    e ritraendo ogni sua lusinga
    fugge lontano.

    Del Re celeste questa è la dimora,
    porta fulgente che introduce al cielo,
    che sempre accoglie chi la Patria cerca
    d’eterna vita.

    Niente la scuote, turbine o tempesta,
    non la distrugge vento penetrante.
    Questa tua casa è in orrore al tetro
    Re dell’inferno.

    Noi ti preghiamo: con sereno volto
    mostra l’assenso, guida i tuoi fedeli
    che con amore celebrano in festa
    il tuo tempio.

    Nulla ci attristi; questa sia la vita:
    lieti i giorni, placide le notti.
    Di noi nessuno, al perir del mondo,
    soffra il fuoco.

    Questo bel giorno, in cui tu, o Dio,
    guardi al tempio a te consacrato,
    al nostro cuore rechi gioia eterna,
    gaudio perenne.

    Gloria universa a te salga, o Padre,
    gloria al Figlio, da Lui generato,
    Spirito santo, dolce un inno accogli,
    ora e per sempre. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O viva parola del Padre,
    Gesù, nostro Re e Salvatore,
    ascolta la nostra preghiera,
    accogli la gioia del canto.

    Uniti e adoranti, quest'oggi
    noi siamo il tuo popolo in festa;
    raccolti nell'annua memoria,
    il santo tuo tempio onoriamo.

    Nell'acqua che sgorga e purifica,
    qui muore e rinasce il cristiano
    e, lieta la tua famiglia,
    si nutre di te, o Signore.

    Ai ciechi la luce è donata,
    risana il cuore ferito;
    da qui è cacciato il demonio
    che fugge, sconfitto per sempre.

    È questa la santa dimora,
    la casa di Dio con l'uomo:
    è porta lucente del regno,
    ingresso alla vita beata.

    O Cristo, proteggi dal male
    chi canta le lodi del tempio;
    i giorni trascorrono lieti,
    sicuri da eterna rovina.

    Dell'essere Fonte suprema,
    o Dio, Signore uno e trino,
    la Chiesa a te gloria e onore
    nei secoli innalzi felice. Amen.
    Traduzione

    O viva Parola del Padre,
    o Gesù Salvatore, unico Re,
    odi la nostra voce che supplica,
    accogli il nostro giubilo.

    Adorante e gioioso si raduna
    oggi il tuo popolo in festa
    e, celebrando l’annua memoria,
    questo tuo tempio onora.

    Tra le sue mura nell’acqua viva
    muore la colpa, il cristiano rinasce
    e la lieta famiglia dei credenti
    del corpo tuo si nutre.

    Ai ciechi è data qui la vera luce,
    qui la ferita del cuore risana;
    da qui il demonio, orribile nemico,
    è sgominato e fugge.

    Santo e tremendo è il luogo
    ove il Signore infinito dimora;
    è la lucente porta della vita,
    è l’ingresso nel regno.

    Salva dal male chi del tuo tempio
    canta le lodi, o Cristo;
    quiete notti dona e giorni lieti,
    dalla rovina eterna tu ci liberi.

    A te, suprema fonte dell’essere,
    o Trinità beata,
    la Chiesa dei redenti
    levi felice l’inno dei secoli. Amen.



    RESPONSORIO
    Farò risonare, Signore,
    la voce della tua lode;
    narrerò tutte le tue meraviglie.

    Poiché amo la casa dove dimori
    e il luogo dove abita la tua gloria,
    narrerò tutte le tue meraviglie.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE


    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (20, 24-29)

    Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne il Signore Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
    Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO

    Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita,
    anche voi sarete manifestati con lui nella gloria,
    dove si trova Cristo,
    assiso alla destra di Dio. Alleluia.

    Beato, o Dio, chi abita nella tua casa
    e sempre canta le tue lodi nella tua dimora,
    dove si trova Cristo,
    assiso alla destra di Dio. Alleluia.


    ORAZIONE

    Dio salvatore e Padre, che nella risurrezione del Figlio tuo hai spezzato la schiavitù del demonio e hai dato origine a un popolo nuovo, dona ai tuoi servi di custodire con cuore fedele la gioia di una libertà così grande. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO. Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA

    Voi siete il tempio santo del Signore; *
    siete il campo e l’edificio di Dio.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO

    Quando avrete passato il Giordano, elevate al Signore
    un altare di pietre e non toccate dal ferro;
    su questo altare offrirete olocausti
    e vittime di pace al vostro Dio.

    oppure:

    «La mia casa è casa di preghiera – dice il Signore -;
    in essa chi chiede ottiene,
    chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Con pietre vive ed elette tu edifichi, o Dio, alla tua gloria un tempio eterno; effondi la tua santità sulla nostra cattedrale (fuori dalla Diocesi di Milano: sul duomo di Milano) e fà che quanti in essa (esso) invocheranno il tuo nome sperimentino il conforto della tua protezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (26, 1-2. 4. 7-8; 54, 12-14a)
    Dio ha posto a nostra salvezza mura e bastioni. Aprite le porte: entri una nazione fedele.

    In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
    «Abbiamo una città forte;
    mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
    Aprite le porte:
    entri una nazione giusta,
    che si mantiene fedele.
    Confidate nel Signore sempre,
    perché il Signore è una roccia eterna.
    Il sentiero del giusto è diritto,
    il cammino del giusto tu rendi piano.
    Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi,
    Signore, noi speriamo in te;
    al tuo nome e al tuo ricordo
    si volge tutto il nostro desiderio.
    Farò di rubini la tua merlatura,
    le tue porte saranno di berilli,
    tutta la tua cinta sarà di pietre preziose.
    Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore,
    grande sarà la prosperità dei tuoi figli;
    sarai fondata sulla giustizia.

    Parola di Dio.

    oppure:

    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (21, 9a. c-27)
    La città santa, sposa dell’Agnello.

    Nel giorno del Signore, venne uno dei sette angeli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
    Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura. La città è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: sono dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali. Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. I basamenti delle mura della città sono adorni di ogni specie di pietre preziose. Il primo basamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta era formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
    In essa non vidi alcun tempio:
    il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
    sono il suo tempio.
    La città non ha bisogno della luce del sole,
    né della luce della luna:
    la gloria di Dio la illumina
    e la sua lampada è l’Agnello.
    Le nazioni cammineranno alla sua luce,
    e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
    Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
    perché non vi sarà più notte.
    E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
    Non entrerà in essa nulla d’impuro,
    né chi commette orrori o falsità,
    ma solo quelli che sono scritti
    nel libro della vita dell’Agnello.

    Parola di Dio.

    oppure (forma breve):

    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (21, 9a.c-14. 22-27)
    La città santa, sposa dell’Agnello.

    Nel giorno del Signore, venne uno dei sette angeli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
    In essa non vidi alcun tempio:
    il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
    sono il suo tempio.
    La città non ha bisogno della luce del sole,
    né della luce della luna:
    la gloria di Dio la illumina
    e la sua lampada è l’Agnello.
    Le nazioni cammineranno alla sua luce,
    e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
    Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
    perché non vi sarà più notte.
    E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
    Non entrerà in essa nulla d’impuro,
    né chi commette orrori o falsità,
    ma solo quelli che sono scritti
    nel libro della vita dell’Agnello.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 67(68)

    R. Date gloria a Dio nel suo santuario.

    Appare il tuo corteo, Dio,
    il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.
    Precedono i cantori, seguono i suonatori di cetra,
    insieme a fanciulle che suonano tamburelli.
    «Benedite Dio nelle vostre assemblee,
    benedite il Signore, voi della comunità d’Israele». R.

    Mostra, o Dio, la tua forza,
    conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!
    Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
    i re ti porteranno doni.
    Regni della terra, cantate a Dio,
    cantate inni al Signore. R.

    Riconoscete a Dio la sua potenza,
    la sua maestà sopra Israele,
    la sua potenza sopra le nubi,
    Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
    È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
    Sia benedetto Dio! R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (3, 9-17)
    Santo è il tempio di Dio, che siete voi.

    Fratelli, siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.
    Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. Ma se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Santo è il tempio di Dio, campo che egli coltiva,
    e costruzione da lui edificati.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (10, 22-30)
    Ricorreva la festa della Dedicazione ed era inverno.

    In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Questo è il tempio del Signore,
    edificato dal sommo sacerdote.
    Acceda il popolo al santuario e canti un canto nuovo:
    «Gloria a te, Signore, Dio onnipotente».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio forte ed eterno, che vivi e operi in tutta la tua creazione, proteggi con speciale benevolenza il nostro duomo costruito secondo la tua volontà e a te dedicato; vi si infranga ogni avverso potere e lo Spirito Santo doni ai tuoi figli di offrirti il servizio di una coscienza pura e di un cuore lieto e operoso. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Da te riceviamo, o Padre, il pane e il vino che ora ti offriamo; vieni e anima con la tua santificante presenza il tempio che ci hai donato di edificare alla tua gloria e sii per noi tutti sostegno e difesa in ogni momento della nostra vita. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù ha reso partecipe la sua Chiesa della sovranità sul mondo che tu gli hai donato e l’ha elevata alla dignità di sposa e di regina. Alla sua arcana grandezza si inchina l’universo perché ogni suo giudizio terreno è confermato nel cielo. La Chiesa è la madre di tutti i viventi, sempre più gloriosa di figli generati ogni giorno a te, o Padre, per virtù dello Spirito Santo. È la vite feconda che in tutta la terra prolunga i suoi tralci e, appoggiata all’albero della croce, si innalza al tuo regno. È la città posta sulla cima dei monti, splendida agli occhi di tutti, dove per sempre vive il suo Fondatore. Ammirati da tanta bellezza, uniamo la nostra voce al canto che risuona nella Gerusalemme celeste e insieme con gli angeli e con i santi gioiosamente inneggiamo: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Tutto il popolo come un sol uomo
    si radunò a Gerusalemme;
    venne il sacerdote coi leviti
    e consacrarono l’altare del Signore
    per offrirvi olocausti al nostro Dio.

    oppure:


    Non siete più stranieri né ospiti,
    ma concittadini dei santi e familiari di Dio.


    ALLA COMUNIONE

    «Ho ascoltato la preghiera che mi hai rivolto
    - dice il Signore -,
    ho consacrato questa casa che mi hai costruito
    e vi porrò il mio nome per sempre».


    DOPO LA COMUNIONE

    Il popolo a te consacrato, o Dio vivo e vero, ottenga i frutti e la gioia della tua benedizione e, poiché ha celebrato questo rito festoso, ne riceva i doni spirituali. Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 16-10-2021 alle 15:15

  3. #343
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    San Luca, evangelista (Festa)
    Anno B


    ALL’ INGRESSO
    Come sono belli sui monti
    i passi del messaggero che annunzia la pace,
    che reca la buona novella.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Signore Dio nostro, che hai scelto san Luca per rivelare al mondo nel suo vangelo il mistero della tua predilezione per i poveri, fa’ che i cristiani formino un cuore solo e un’anima sola, e tutti i popoli vedano la tua salvezza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (1, 1-8)
    Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò.

    Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
    Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
    Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 88(89)

    R. Annuncerò ai fratelli la salvezza del Signore.

    Canterò in eterno l’amore del Signore,
    di generazione in generazione
    farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
    perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
    nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.

    I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
    la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
    Chi sulle nubi è uguale al Signore,
    chi è simile al Signore tra i figli degli dèi? R.

    Beato il popolo che ti sa acclamare:
    camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
    esulta tutto il giorno nel tuo nome,
    si esalta nella tua giustizia. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (4,10-16.18)
    Vi saluta Luca, il caro medico.

    Fratelli, vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino di Bàrnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza – e Gesù, chiamato Giusto. Di coloro che vengono dalla circoncisione questi soli hanno collaborato con me per il regno di Dio e mi sono stati di conforto. Vi saluta Èpafra, servo di Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non smette di lottare per voi nelle sue preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio. Io do testimonianza che egli si dà molto da fare per voi e per quelli di Laodicèa e di Geràpoli. Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema.
    Salutate i fratelli di Laodicèa, Ninfa e la Chiesa che si raduna nella sua casa. E quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi.
    Il saluto è di mia mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Quanto sono belli i piedi di coloro
    che recano un lieto annuncio di bene!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 10-16. 18)
    Quando entrerete in una città dite loro: «È vicino a voi il regno di Dio».

    In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Nel nostro Dio
    abbiamo osato annunziarvi il vangelo
    in mezzo a molte tribolazioni.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    L’intercessione dell’evangelista san Luca ottenga al tuo popolo, o Dio, di pregarti con fiducia e di essere esaudito con gioia. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo


    SUI DONI
    Concedi ai tuoi fedeli, o Padre, di servire santamente al tuo altare perché il sacrificio che ti offriamo nella festa di san Luca ci meriti la guarigione dello spirito e il dono della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio di sapienza infinita. Tu hai voluto che i santi misteri di Cristo, tuo Figlio, principio di redenzione e di vita, fossero conosciuti mediante le scritture divine per opera di uomini illuminati dallo Spirito santo. Così le parole e i gesti del Salvatore, affidàti alle pagine immortali dei vangeli, sono consegnati alla Chiesa e diventano seme fecondo che nei secoli germina frutti di grazia e di gloria. Formàti a questa scuola mirabile, ci uniamo lieti ai cori degli angeli e dei santi e ti eleviamo concordi l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Non mi vergogno del vangelo,
    potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore mandò i suoi discepoli
    ad annunziare in ogni luogo:
    «È vicino a voi il regno di Dio».


    DOPO LA COMUNIONE
    La partecipazione al tuo sacramento ci comunichi, o Dio, il tuo spirito di santità e ci rafforzi nell’adesione al vangelo, che san Luca ha trasmesso alla tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

  4. #344
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    19 Ottobre

    Martedì dopo la Dedicazione
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l'esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Nella luce del vangelo che proclamiamo e nella divina forza del sacramento, tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi, o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà; rianima la nostra speranza, accresci e rinnova l'amore perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente nel mondo il mistero di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (1, 10; 2, 1-7)
    Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

    Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva:
    «All’angelo della Chiesa che è a Èfeso scrivi:
    “Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima. Se invece non ti convertirai, verrò da te e toglierò il tuo candelabro dal suo posto. Tuttavia hai questo di buono: tu detesti le opere dei nicolaìti, che anch’io detesto. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 7

    R. La mia difesa è nel Signore.

    Signore, mio Dio, se così ho agito,
    se c’è ingiustizia nelle mie mani,
    se ho ripagato il mio amico con il male,
    se ho spogliato i miei avversari senza motivo,
    il nemico mi insegua e mi raggiunga,
    calpesti a terra la mia vita
    e getti nella polvere il mio onore. R.

    Sorgi, Signore, nella tua ira,
    àlzati contro la furia dei miei avversari,
    svégliati, mio Dio, emetti un giudizio!
    L’assemblea dei popoli ti circonda:
    ritorna dall’alto a dominarla! R.

    Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
    secondo l’innocenza che è in me.
    Cessi la cattiveria dei malvagi.
    Rendi saldo il giusto,
    tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore ne scelse dodici,
    ai quali diede il nome di apostoli.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (3, 13-19)
    I Dodici.

    In quel tempo. Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo, la tua pietà che non abbandona, fino al giorno gioioso in cui ci aprirai le porte della tua casa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre onnipotente, l'offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice; purifica da ogni contagio di male e rinnova con la grazia di questo sacramento il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l'inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell'umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l'uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l'inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d'amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi ristori e sostieni il tuo popolo nell'arduo cammino della vita di fede con il Pane disceso dal cielo, guida i nostri passi sulla strada della salvezza e, per il vigore di questo cibo divino, fa' che arriviamo a contemplare la fulgente bellezza del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Paolo della Croce, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei santi e delle sante (per un religioso)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Ci ottenga la tua grazia, o Dio, il santo sacerdote Paolo, che fu animato da singolare amore per la passione del tuo Figlio, perché, incitati dal suo esempio, abbracciamo coraggiosamente la nostra croce. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Signore Gesù Cristo, che hai ispirato a san Paolo un grande amore per la tua croce, fa’ che, sorretti dalla sua preghiera e dai suoi meriti, sappiamo meditare e rivivere la tua sofferenza per conseguirne in cielo i frutti di gloria con te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, le nostre offerte nel ricordo di san Paolo della Croce, e, come celebriamo nel mistero, così fa’ che testimoniamo nella santità della vita la passione del Salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    DOPO LA COMUNIONE

    La comunione a questo sacrificio ci doni, o Dio, la sapienza della croce che ha illuminato il tuo sacerdote san Paolo perché collaboriamo, nella Chiesa, alla redenzione dell’umanità, aderendo pienamente a Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

    oppure:


    Santi Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues, sacerdoti, e compagni, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri) oppure dal comune dei pastori (per un missionario)

  5. #345
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    Mercoledì dopo la Dedicazione
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l'esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Nella luce del vangelo che proclamiamo e nella divina forza del sacramento, tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi, o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà; rianima la nostra speranza, accresci e rinnova l'amore perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente nel mondo il mistero di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (1, 10; 2, 12-17)
    Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli.

    Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva:
    «All’angelo della Chiesa che è a Pèrgamo scrivi:
    “Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli. So che abiti dove Satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di Satana. Ma ho da rimproverarti alcune cose: presso di te hai seguaci della dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d’Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla prostituzione. Così pure, tu hai di quelli che seguono la dottrina dei nicolaìti. Convèrtiti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi lo riceve”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 6

    R. Signore, veri e giusti sono i tuoi giudizi.

    Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
    sii attento al mio grido.
    Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
    sulle mie labbra non c’è inganno. R.

    Dal tuo volto venga per me il giudizio,
    i tuoi occhi vedano la giustizia.
    Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
    provami al fuoco: non troverai malizia. R.

    Seguendo la parola delle tue labbra,
    ho evitato i sentieri del violento.
    Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
    e i miei piedi non vacilleranno. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore li mandò ad annunciare il regno di Dio
    e a guarire gli infermi.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (3, 13-19)
    Lo stile della missione dei Dodici.

    In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo, la tua pietà che non abbandona, fino al giorno gioioso in cui ci aprirai le porte della tua casa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre onnipotente, l'offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice; purifica da ogni contagio di male e rinnova con la grazia di questo sacramento il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l'inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell'umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l'uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l'inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d'amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi ristori e sostieni il tuo popolo nell'arduo cammino della vita di fede con il Pane disceso dal cielo, guida i nostri passi sulla strada della salvezza e, per il vigore di questo cibo divino, fa' che arriviamo a contemplare la fulgente bellezza del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.

  6. #346
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    Giovedì dopo la Dedicazione
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l'esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Nella luce del vangelo che proclamiamo e nella divina forza del sacramento, tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi, o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà; rianima la nostra speranza, accresci e rinnova l'amore perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente nel mondo il mistero di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo ( 1, 10; 3, 1-6)
    Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio.

    Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva:
    «All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi:
    “Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 16(17)

    R. Sulle tue vie, Signore, tieni saldi i miei passi.

    Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
    tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole,
    mostrami i prodigi della tua misericordia,
    tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R.

    Custodiscimi come pupilla degli occhi,
    all’ombra delle tue ali nascondimi,
    di fronte ai malvagi che mi opprimono,
    ai nemici mortali che mi accerchiano. R.

    Il loro animo è insensibile,
    le loro bocche parlano con arroganza.
    Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
    e i miei piedi non vacilleranno. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore designò altri settantadue discepoli
    e li inviò a due a due davanti a sé.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (10, 1b-12)
    I settantadue discepoli.

    In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo, la tua pietà che non abbandona, fino al giorno gioioso in cui ci aprirai le porte della tua casa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre onnipotente, l'offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice; purifica da ogni contagio di male e rinnova con la grazia di questo sacramento il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l'inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell'umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l'uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l'inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d'amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi ristori e sostieni il tuo popolo nell'arduo cammino della vita di fede con il Pane disceso dal cielo, guida i nostri passi sulla strada della salvezza e, per il vigore di questo cibo divino, fa' che arriviamo a contemplare la fulgente bellezza del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.

  7. #347
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    Venerdì dopo la Dedicazione
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l'esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Nella luce del vangelo che proclamiamo e nella divina forza del sacramento, tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi, o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà; rianima la nostra speranza, accresci e rinnova l'amore perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente nel mondo il mistero di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (1, 10; 3, 14-22)
    Così parla l’Amen.

    Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva:
    «All’angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi:
    “Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 14(15)

    R. Fammi abitare, Signore, nel tuo luogo santo.

    Signore, chi abiterà nella tua tenda?
    Chi dimorerà sulla tua santa montagna?
    Colui che cammina senza colpa,
    pratica la giustizia
    e dice la verità che ha nel cuore. R.

    Non sparge calunnie con la sua lingua,
    non fa danno al suo prossimo
    e non lancia insulti al suo vicino.
    Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
    ma onora chi teme il Signore. R.

    Anche se ha giurato a proprio danno,
    mantiene la parola;
    non presta il suo denaro a usura
    e non accetta doni contro l’innocente.
    Colui che agisce in questo modo
    resterà saldo per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    C’erano anche alcune donne,
    che seguivano il Signore e lo servivano.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (8, 1-3)
    Le donne che assistevano Gesù e i Dodici nella loro missione.

    In quel tempo. Il Signore Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo, la tua pietà che non abbandona, fino al giorno gioioso in cui ci aprirai le porte della tua casa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre onnipotente, l'offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice; purifica da ogni contagio di male e rinnova con la grazia di questo sacramento il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l'inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell'umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l'uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l'inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d'amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi ristori e sostieni il tuo popolo nell'arduo cammino della vita di fede con il Pane disceso dal cielo, guida i nostri passi sulla strada della salvezza e, per il vigore di questo cibo divino, fa' che arriviamo a contemplare la fulgente bellezza del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Giovanni Paolo II, papa (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un papa)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, ricco di misericordia, che hai chiamato san Giovanni Paolo II, papa, a guidare l’intera tua Chiesa, concedi a noi, forti del suo insegnamento, di aprire con fiducia i nostri cuori alla grazia salvifica di Cristo, unico redentore dell’uomo. Per Lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  8. #348
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    Sabato dopo la Dedicazione
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l'esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Nella luce del vangelo che proclamiamo e nella divina forza del sacramento, tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi, o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà; rianima la nostra speranza, accresci e rinnova l'amore perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente nel mondo il mistero di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (18, 9-14)
    Quando sarai entrato nel paese, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano.

    In quei giorni. Mosè disse: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore, tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore, tuo Dio».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 96(97)

    R. Il Signore regna: esulti la terra.

    Il Signore regna: esulti la terra,
    gioiscano le isole tutte.
    Nubi e tenebre lo avvolgono,
    giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.

    Un fuoco cammina davanti a lui
    e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
    Le sue folgori rischiarano il mondo:
    vede e trema la terra. R.

    I monti fondono come cera davanti al Signore,
    davanti al Signore di tutta la terra.
    Annunciano i cieli la sua giustizia,
    e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (1, 28-32)
    I peccati dei popoli pagani.

    Fratelli, poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Prendi il largo, dice il Signore,
    e gettate le vostre reti per la pesca.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (5, 1-11)
    Simone, reso pescatore di uomini.

    In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
    Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo, la tua pietà che non abbandona, fino al giorno gioioso in cui ci aprirai le porte della tua casa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre onnipotente, l'offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice; purifica da ogni contagio di male e rinnova con la grazia di questo sacramento il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l'inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell'umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l'uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l'inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d'amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi ristori e sostieni il tuo popolo nell'arduo cammino della vita di fede con il Pane disceso dal cielo, guida i nostri passi sulla strada della salvezza e, per il vigore di questo cibo divino, fa' che arriviamo a contemplare la fulgente bellezza del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Giovanni da Capestrano, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (
    per un presbitero oppure per un missionario)

  9. #349
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    I DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE - Il mandato missionario
    Anno B


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Chi crede in me, non resta nelle tenebre
    – dice il Signore –.
    Come la vera luce
    sono venuto al mondo.

    Fin che ti brilla innanzi,
    credi alla luce.
    Come la vera luce
    sono venuto al mondo.

    Chi crede in me, non resta nelle tenebre
    – dice il Signore –.
    Come la vera luce
    sono venuto al mondo.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas. Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore. Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.


    RESPONSORIO
    Narrate alla generazione futura, alleluia:
    il Signore nostro Dio
    in eterno ci guida. Alleluia.

    Osservate i baluardi di Sion, alleluia;
    passate in rassegna le sue fortezze:
    il Signore nostro Dio
    in eterno ci guida. Alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (21, 1-14)

    Dopo questi fatti, il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
    Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
    Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Santo, santo, santo
    il Signore Dio, l’Onnipotente,
    che era, che è e che viene. Alleluia.

    Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
    lode al nostro Dio,
    che era, che è e che viene. Alleluia.


    ORAZIONE
    Donaci, o Padre, un animo lieto, e il mistero pasquale, celebrato con gioia, ci protegga sempre e ci salvi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    Viva la tua parola nei discepoli,
    Cristo, maestro divino, *
    e infonda a tutti gli animi nel mondo
    luce, speranza e gioia.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:



    ALL’ INGRESSO
    Tu sei, o Dio, la mia protezione,
    il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
    Tu sei la mia forza la mia difesa;
    nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    In questo giorno che ci raduna attorno all’altare, donaci, o Dio, di celebrare con coscienza pura i misteri della nostra libertà e della nostra salvezza; rinnova ancora una volta l’animo nostro e serba certa in noi la riconquistata speranza di ereditare la vita eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (8, 26-39)
    Il battesimo del ministro della regina di Etiopia.

    In quei giorni. Un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etìope, eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:
    Come una pecora egli fu condotto al macello
    e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa,
    così egli non apre la sua bocca.
    Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato,
    la sua discendenza chi potrà descriverla?
    Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita.
    Rivolgendosi a Filippo, l’eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c’era dell’acqua e l’eunuco disse: «Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. Quando risalirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 65(66)

    R. La tua salvezza, Signore, è per tutti i popoli.

    Popoli, benedite il nostro Dio,
    fate risuonare la voce della sua lode;
    è lui che ci mantiene fra i viventi
    e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. R.

    Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
    e narrerò quanto per me ha fatto.
    A lui gridai con la mia bocca,
    lo esaltai con la mia lingua. R.

    Sia benedetto Dio,
    che non ha respinto la mia preghiera,
    non mi ha negato la sua misericordia. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2, 1-5)
    Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.

    Carissimo, raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
    Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
    fino alla fine del mondo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (16, 14b-20)
    Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù apparve agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
    Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
    Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mia eredità è il Signore
    e io lo attendo e lo desidero.
    Egli è buono con chi a lui si affida,
    si dona al cuore che lo ricerca.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Concedi il dono dell’amore filiale, o Dio santo e buono, a chi ti supplica nell’umiltà e nella fede; fa’ che i credenti ti esprimano una riconoscenza senza fine e cantino gioiosi la gloria della tua provvidenza. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Dio, fonte del vero amore e della pace, guarda benevolo le offerte e le preghiere dei tuoi figli: donaci di conservare sempre più radicato nel cuore e nella vita l’impegno di unione e di carità significato da questa azione sacrificale. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù da tutte le genti trasse un’unica Chiesa e a lei misticamente si unì con amore sponsale. Questo mistero mirabile, raffigurato nel sacramento del corpo di Cristo, in questa celebrazione efficacemente si avvera. Con tutta la schiera degli angeli e dei santi, noi cantiamo a te, Padre, per questo prodigio di grazia ed eleviamo gioiosi l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Credo, Signore, che tu sei il Cristo,
    il Figlio del Dio vivente, venuto in questo mondo.


    ALLA COMUNIONE
    Beati i poveri in spirito
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati i miti perché erediteranno la terra.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio forte ed eterno, che ci hai radunato oggi nel nome di Gesù a celebrare le lodi della tua azione di salvezza, fa’ che possiamo sperimentare nella gioia dell’amore fraterno, secondo la sua promessa, la permanente presenza tra noi del nostro Signore e Maestro, che vive e regna nei secoli dei secoli.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 31-10-2021 alle 00:21

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    25 Ottobre

    Lunedì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Tu sei, o Dio, la mia protezione,
    il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
    Tu sei la mia forza la mia difesa;
    nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    In questo giorno che ci raduna attorno all’altare, donaci, o Dio, di celebrare con coscienza pura i misteri della nostra libertà e della nostra salvezza; rinnova ancora una volta l’animo nostro e serba certa in noi la riconquistata speranza di ereditare la vita eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (4, 1-11)
    C’era un trono nel cielo.

    In quel giorno. Vidi: ecco, una porta era aperta nel cielo. La voce, che prima avevo udito parlarmi come una tromba, diceva: «Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito». Subito fui preso dallo Spirito. Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono Uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile nell’aspetto a smeraldo avvolgeva il trono. Attorno al trono c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro anziani avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; ardevano davanti al trono sette fiaccole accese, che sono i sette spiriti di Dio. Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e attorno al trono vi erano quattro esseri viventi, pieni d’occhi davanti e dietro. Il primo vivente era simile a un leone; il secondo vivente era simile a un vitello; il terzo vivente aveva l’aspetto come di uomo; il quarto vivente era simile a un’aquila che vola. I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere:
    «Santo, santo, santo
    il Signore Dio, l’Onnipotente,
    Colui che era, che è e che viene!».
    E ogni volta che questi esseri viventi rendono gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i ventiquattro anziani si prostrano davanti a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo:
    «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
    di ricevere la gloria, l’onore e la potenza,
    perché tu hai creato tutte le cose,
    per la tua volontà esistevano e furono create».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 98(99)

    R. Santo è il Signore, nostro Dio.

    Il Signore regna: tremino i popoli.
    Siede in trono sui cherubini: si scuota la terra.
    Grande è il Signore in Sion,
    eccelso sopra tutti i popoli.
    Lodino il tuo nome grande e terribile.
    Egli è santo! R.

    Forza del re è amare il diritto.
    Tu hai stabilito ciò che è retto;
    diritto e giustizia hai operato in Giacobbe.
    Esaltate il Signore, nostro Dio.
    prostratevi davanti alla sua santa montagna,
    perché santo è il Signore, nostro Dio! R.

    Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
    invocavano il Signore ed egli rispondeva.
    Parlava loro da una colonna di nubi.
    Esaltate il Signore, nostro Dio,
    prostratevi davanti alla sua santa montagna,
    perché santo è il Signore, nostro Dio! R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Ritengo che tutto sia una perdita
    e tutto ho lasciato perdere
    per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (9, 57-62)
    Nessuno che si volga indietro è adatto per il regno di Dio.

    In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».


    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mia eredità è il Signore
    e io lo attendo e lo desidero.
    Egli è buono con chi a lui si affida,
    si dona al cuore che lo ricerca.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Concedi il dono dell’amore filiale, o Dio santo e buono, a chi ti supplica nell’umiltà e nella fede; fa’ che i credenti ti esprimano una riconoscenza senza fine e cantino gioiosi la gloria della tua provvidenza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    O Dio, fonte del vero amore e della pace, guarda benevolo le offerte e le preghiere dei tuoi figli: donaci di conservare sempre più radicato nel cuore e nella vita l’impegno di unione e di carità significato da questa azione sacrificale. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù da tutte le genti trasse un’unica Chiesa e a lei misticamente si unì con amore sponsale. Questo mistero mirabile, raffigurato nel sacramento del corpo di Cristo, in questa celebrazione efficacemente si avvera. Con tutta la schiera degli angeli e dei santi, noi cantiamo a te, Padre, per questo prodigio di grazia ed eleviamo gioiosi l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Credo, Signore, che tu sei il Cristo,
    il Figlio del Dio vivente, venuto in questo mondo.


    ALLA COMUNIONE
    Beati i poveri in spirito
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati i miti perché erediteranno la terra.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio forte ed eterno, che ci hai radunato oggi nel nome di Gesù a celebrare le lodi della tua azione di salvezza, fa’ che possiamo sperimentare nella gioia dell’amore fraterno, secondo la sua promessa, la permanente presenza tra noi del nostro Signore e Maestro, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano e nella diocesi di Bergamo):


    San Gaudenzio da Brescia, vescovo (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo)


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):


    Beato Carlo Gnocchi (memoria facoltativa*)
    * si raccomanda vivamente la celebrazione di questa memoria facoltativa


    ALL’ INGRESSO
    «Venite, benedetti del Padre mio,
    ricevete in eredità il regno
    preparato per voi fin dalla creazione del mondo,
    perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
    ho avuto sete e mi avete dato da bere».


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio onnipotente e misericordioso, che hai colmato di gioia il beato sacerdote Carlo [Gnocchi] nell’opera educativa dei giovani e nell’attenzione ai piccoli e ai poveri, per sua intercessione, dona anche a noi la forza di dedicarci a un generoso servizio dei più deboli. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    DOPO IL VANGELO
    Ascolta, Signore, la mia voce.
    Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
    Il mio cuore ripete il tuo invito:
    «Cercate il mio volto!».
    Il tuo volto, Signore, io cerco.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai suscitato nella tua Chiesa il beato Carlo [Gnocchi], infaticabile seminatore di speranza nell’ora della prova e del dolore, concedi a noi il suo stesso amore evangelico, e fa’ che si compia nel mondo l’avvento del tuo regno di carità e di pace. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, Padre santo, questi doni per il sacrificio della nuova alleanza, e, nella memoria del beato sacerdote Carlo [Gnocchi], che ha unito il dolore innocente dei tuoi figli al mistero della redenzione, insegnaci a dimorare sempre nell’amore di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno per Cristo, Signore nostro. In questo giorno celebriamo le opere del tuo amore, che risplendono nel beato sacerdote Carlo [Gnocchi]. Educatore instancabile, egli dedicò tutta la vita ai giovani e, insegnando loro a donarsi senza riserve, li guidò sulla via della santità perfetta. Per tua grazia, o Padre, seppe riconoscere l’immagine del Cristo negli occhi dei piccoli e nel volto degli uomini afflitti dal dolore. Fu vicino ai tuoi figli nel momento della più difficile prova, certo che con tutta la creazione noi gemiamo interiormente, aspettando la redenzione del nostro corpo. Ammiràti dall’esempio del tuo servo beato, ci uniamo con lui alle schiere degli angeli e dei santi che in cielo inneggiano alla tua gloria e unanimi a te innalziamo l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Lasciate che i bambini vengano a me
    – dice il Signore –;
    a chi è come loro appartiene il regno di Dio».


    ALLA COMUNIONE
    Quello che è vero, quello che è nobile,
    quello che è giusto, quello che è puro,
    quello che è amabile, quello che è onorato,
    ciò che è virtù e ciò che merita lode,
    questo sia oggetto dei vostri pensieri.
    E il Dio della pace sarà con voi!


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacramento che abbiamo ricevuto, o Signore, accenda in noi, pellegrini sulla terra, lo stesso desiderio di camminare verso l’eternità che animò il beato sacerdote Carlo [Gnocchi] e ci ottenga di raggiungere con lui la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore.

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