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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2020-2021)

  1. #341
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    16 Ottobre

    Beato Contardo Ferrini (memoria)
    Anno I


    ALL’ INGRESSO
    Il giusto non vacillerà
    perché il Signore lo tiene per mano.
    Egli ha sempre compassione,
    per questo la sua stirpe è benedetta.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, sorgente di verità e di giustizia, che nel beato Contardo hai dato alla tua Chiesa uno splendido esempio di virtù e di scienza, infondi in noi un amore sincero e operoso per la rettitudine; fa’ che ti ricerchiamo in ogni creatura con animo puro e, dopo averti trovato, ti amiamo sopra ogni cosa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (18, 1-8)
    I sacerdoti leviti.

    In quei giorni. Mosè disse: «I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il Signore e della sua eredità. Non avrà alcuna eredità tra i suoi fratelli: il Signore è la sua eredità, come gli ha promesso. Questo sarà il diritto dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. Gli darai le primizie del tuo frumento, del tuo mosto e del tuo olio, e le primizie della tosatura del tuo bestiame minuto, perché il Signore, tuo Dio, l’ha scelto fra tutte le tue tribù, affinché attenda al servizio del nome del Signore, lui e i suoi figli per sempre. Se un levita, abbandonando qualunque città dove dimora in Israele, verrà, seguendo pienamente il suo desiderio, al luogo che il Signore avrà scelto e farà il servizio nel nome del Signore, tuo Dio, come tutti i suoi fratelli leviti che stanno là davanti al Signore, egli riceverà per il suo mantenimento una parte uguale a quella degli altri, senza contare il ricavo dalla vendita della sua casa paterna».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 94(95)

    R. Venite, acclamiamo al Signore.

    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
    Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
    a lui acclamiamo con canti di gioia. R.

    Perché grande Dio è il Signore.
    grande re sopra tutti gli dèi.
    Nella sua mano sono gli abissi della terra,
    sono sue le vette dei monti. R.

    Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
    le sue mani hanno plasmato la terra.
    Acclamiamo la roccia della nostra salvezza,
    a lui acclamiamo con canti di gioia. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (10, 11-14)
    Cristo sacerdote.

    Fratelli, ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati. Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi. Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi
    e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (22, 24-30a)
    Voi siete quelli che avete perseverato con me.

    In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.
    Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Ti benedicano, Signore, i tuoi santi,
    dicano la gloria del tuo regno
    e parlino della tua potenza.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ti riveli a quanti ti cercano con cuore umile e casto, concedi alla tua Chiesa figli saggi e fedeli che, sull’esempio del beato Contardo, attraverso l’indagine umana e la scienza rivelino al mondo le misteriose profondità della tua sapienza e del tuo disegno mirabile. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Con i doni che abbiamo offerto per il sacrificio di salvezza accogli, o Padre, le preghiere della tua Chiesa nella memoria del beato Contardo e concedi a noi, come compimento della ricerca e del sapere umano, la divina scienza della carità di Cristo, tua Parola eterna, che si è fatta carne per noi, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Poiché ogni sapienza ha nel Figlio unigenito, splendore della tua gloria, la sua sorgente ineffabile, noi ti celebriamo per un uomo giusto e dotto, fulgida stella di pietà cristiana e di scienza. Tu hai chiamato il beato Contardo a contemplare la tua perfezione infinita, ed egli a te ogni giorno, nella fatica dello studio, tenne fisso il pensiero e l’amore ed elevò la sua fervida e incessante preghiera. Così, forte nella fede, servì la tua verità senza pausa e la rivelò ai giovani; divenuto maestro insigne di vita cristiana, si dedicò all’esaltazione della tua grandezza e all’autentico bene dei fratelli. Riconoscenti e ammirati, lodiamo le opere della tua potenza e uniti a tutti gli abitanti del cielo con animo lieto e concorde ti innalziamo l’inno di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Se uno mi vuol servire, mi segua, – dice il Signore –
    e dove sono io, là sarà anche il mio servo».


    ALLA COMUNIONE
    Beati i puri di cuore
    perché vedranno Dio;
    beati gli operatori di pace
    perché saranno chiamati figli di Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    Sostienici, o Padre, ogni giorno con il cibo che viene dal cielo; così confortati, fa che, imitando il beato Contardo, resistiamo alle vane attrattive del mondo, per camminare alla luce del tuo Verbo, nell’umile e paziente servizio dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

  2. #342
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    17 Ottobre

    DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO, CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI (solennità del Signore)
    Anno B


    Liturgia vigiliare vespertina:



    SALUTO

    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE

    Alzati e vesti il tuo manto di luce,
    santa Chiesa di Dio.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.

    Al tuo chiarore camminano le genti
    nella notte del mondo.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.

    Alzati e vesti il tuo manto di luce,
    santa Chiesa di Dio.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.


    INNO

    Testo originale latino

    Christe, cunctórum dominator alme,
    mente suprémi generáte Patris,
    súpplicum voces paritérque carmen
    cerne benígnus.

    Cerne, quod templi, Deus, ad decórem
    plebs tua supplex résonet per aedem,
    ánnuo cuius rédeunt colénda
    témpore festa.

    Haec domus surgit tibi dedicáta
    rite, ubi sumit pópulus sacrátum
    Corpus ex aris, bibit et beáti
    Sánguinis haustum.

    Hic sacrosáncti latices nocéntum
    díluunt cúlpas, perimúntque noxas;
    chrismate invictum genus et creátur
    christicolárum.

    Hic salus aegris, medicína fessis,
    lumen et caecis datur: hic reátu,
    Christe, nos solvis: timor atque maeror
    péllitur omnis.

    Daémonis saevis perit hic rapína;
    pérvicax monstrum pavet et, reténtos
    déserens artus, fugit in remótas
    ócyus auras.

    Hic locus Regis vocitátur aula
    nempe caeléstis, rutilánsque caeli
    porta, quae vitae pátriam peténtes
    áccipit omnes.

    Turbo quem nullus quatit, aut vagántes
    díruunt venti, penetrántque nimbi;
    hanc domum tetris píceus tenébris
    tártarus horret.

    Ergo te votis pétimus: seréno
    ánnuas vultu, fámulos gubérnes,
    qui tui summo celebrant amóre
    gáudia templi.

    Nulla nos vitae crúciet procélla;
    sint dies laeti placidaéque noctes;
    nullus ex nobis, pereúnte mundo,
    séntiat ignem.

    Hic dies, in quo tibi consecrátum,
    cónspicis templum, tríbuat perénne
    gáudium nobis, vigeátque longo
    témporis usu.

    Laus poli summum résonet Paréntem,
    laus Patris Natum, paritérque Sanctum
    Spíritum dulci modulétur hymno
    omne per aevum. Amen.
    Traduzione ritmica

    Cristo Signore, re dell’universo,
    Tu generato dall’eterno Padre,
    supplici voci di preghiera e canto
    odi benigno.

    Vedi che a lode del tuo tempio, o Dio,
    supplice un canto la tua gente eleva,
    quando ritorna, al cader dell’anno,
    la grande festa.

    Questa è la casa a te dedicata
    con sacro rito, in cui all’altare
    del sacro Corpo, del beato Sangue
    noi ci nutriamo.

    L’acqua del fonte lava qui le colpe
    e rende innocuo ciò che porta a morte.
    Progenie invitta di cristiani nasce
    col sacro Crisma.

    Qui c’è salute per ogni malato,
    luce e forza per chi è cieco o stanco.
    Qui tu ci assolvi, Cristo, dal peccato,
    rendi la gioia.

    Qui il demonio non ci può rapire:
    trema il mostro alla tua Presenza
    e ritraendo ogni sua lusinga
    fugge lontano.

    Del Re celeste questa è la dimora,
    porta fulgente che introduce al cielo,
    che sempre accoglie chi la Patria cerca
    d’eterna vita.

    Niente la scuote, turbine o tempesta,
    non la distrugge vento penetrante.
    Questa tua casa è in orrore al tetro
    Re dell’inferno.

    Noi ti preghiamo: con sereno volto
    mostra l’assenso, guida i tuoi fedeli
    che con amore celebrano in festa
    il tuo tempio.

    Nulla ci attristi; questa sia la vita:
    lieti i giorni, placide le notti.
    Di noi nessuno, al perir del mondo,
    soffra il fuoco.

    Questo bel giorno, in cui tu, o Dio,
    guardi al tempio a te consacrato,
    al nostro cuore rechi gioia eterna,
    gaudio perenne.

    Gloria universa a te salga, o Padre,
    gloria al Figlio, da Lui generato,
    Spirito santo, dolce un inno accogli,
    ora e per sempre. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O viva parola del Padre,
    Gesù, nostro Re e Salvatore,
    ascolta la nostra preghiera,
    accogli la gioia del canto.

    Uniti e adoranti, quest'oggi
    noi siamo il tuo popolo in festa;
    raccolti nell'annua memoria,
    il santo tuo tempio onoriamo.

    Nell'acqua che sgorga e purifica,
    qui muore e rinasce il cristiano
    e, lieta la tua famiglia,
    si nutre di te, o Signore.

    Ai ciechi la luce è donata,
    risana il cuore ferito;
    da qui è cacciato il demonio
    che fugge, sconfitto per sempre.

    È questa la santa dimora,
    la casa di Dio con l'uomo:
    è porta lucente del regno,
    ingresso alla vita beata.

    O Cristo, proteggi dal male
    chi canta le lodi del tempio;
    i giorni trascorrono lieti,
    sicuri da eterna rovina.

    Dell'essere Fonte suprema,
    o Dio, Signore uno e trino,
    la Chiesa a te gloria e onore
    nei secoli innalzi felice. Amen.
    Traduzione

    O viva Parola del Padre,
    o Gesù Salvatore, unico Re,
    odi la nostra voce che supplica,
    accogli il nostro giubilo.

    Adorante e gioioso si raduna
    oggi il tuo popolo in festa
    e, celebrando l’annua memoria,
    questo tuo tempio onora.

    Tra le sue mura nell’acqua viva
    muore la colpa, il cristiano rinasce
    e la lieta famiglia dei credenti
    del corpo tuo si nutre.

    Ai ciechi è data qui la vera luce,
    qui la ferita del cuore risana;
    da qui il demonio, orribile nemico,
    è sgominato e fugge.

    Santo e tremendo è il luogo
    ove il Signore infinito dimora;
    è la lucente porta della vita,
    è l’ingresso nel regno.

    Salva dal male chi del tuo tempio
    canta le lodi, o Cristo;
    quiete notti dona e giorni lieti,
    dalla rovina eterna tu ci liberi.

    A te, suprema fonte dell’essere,
    o Trinità beata,
    la Chiesa dei redenti
    levi felice l’inno dei secoli. Amen.



    RESPONSORIO
    Farò risonare, Signore,
    la voce della tua lode;
    narrerò tutte le tue meraviglie.

    Poiché amo la casa dove dimori
    e il luogo dove abita la tua gloria,
    narrerò tutte le tue meraviglie.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE


    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (20, 24-29)

    Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne il Signore Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
    Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO

    Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita,
    anche voi sarete manifestati con lui nella gloria,
    dove si trova Cristo,
    assiso alla destra di Dio. Alleluia.

    Beato, o Dio, chi abita nella tua casa
    e sempre canta le tue lodi nella tua dimora,
    dove si trova Cristo,
    assiso alla destra di Dio. Alleluia.


    ORAZIONE

    Dio salvatore e Padre, che nella risurrezione del Figlio tuo hai spezzato la schiavitù del demonio e hai dato origine a un popolo nuovo, dona ai tuoi servi di custodire con cuore fedele la gioia di una libertà così grande. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO. Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA

    Voi siete il tempio santo del Signore; *
    siete il campo e l’edificio di Dio.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO

    Quando avrete passato il Giordano, elevate al Signore
    un altare di pietre e non toccate dal ferro;
    su questo altare offrirete olocausti
    e vittime di pace al vostro Dio.

    oppure:

    «La mia casa è casa di preghiera – dice il Signore -;
    in essa chi chiede ottiene,
    chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Con pietre vive ed elette tu edifichi, o Dio, alla tua gloria un tempio eterno; effondi la tua santità sulla nostra cattedrale (fuori dalla Diocesi di Milano: sul duomo di Milano) e fà che quanti in essa (esso) invocheranno il tuo nome sperimentino il conforto della tua protezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (26, 1-2. 4. 7-8; 54, 12-14a)
    Dio ha posto a nostra salvezza mura e bastioni. Aprite le porte: entri una nazione fedele.

    In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
    «Abbiamo una città forte;
    mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
    Aprite le porte:
    entri una nazione giusta,
    che si mantiene fedele.
    Confidate nel Signore sempre,
    perché il Signore è una roccia eterna.
    Il sentiero del giusto è diritto,
    il cammino del giusto tu rendi piano.
    Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi,
    Signore, noi speriamo in te;
    al tuo nome e al tuo ricordo
    si volge tutto il nostro desiderio.
    Farò di rubini la tua merlatura,
    le tue porte saranno di berilli,
    tutta la tua cinta sarà di pietre preziose.
    Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore,
    grande sarà la prosperità dei tuoi figli;
    sarai fondata sulla giustizia.

    Parola di Dio.

    oppure:

    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (21, 9a. c-27)
    La città santa, sposa dell’Agnello.

    Nel giorno del Signore, venne uno dei sette angeli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
    Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura. La città è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: sono dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali. Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. I basamenti delle mura della città sono adorni di ogni specie di pietre preziose. Il primo basamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta era formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
    In essa non vidi alcun tempio:
    il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
    sono il suo tempio.
    La città non ha bisogno della luce del sole,
    né della luce della luna:
    la gloria di Dio la illumina
    e la sua lampada è l’Agnello.
    Le nazioni cammineranno alla sua luce,
    e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
    Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
    perché non vi sarà più notte.
    E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
    Non entrerà in essa nulla d’impuro,
    né chi commette orrori o falsità,
    ma solo quelli che sono scritti
    nel libro della vita dell’Agnello.

    Parola di Dio.

    oppure (forma breve):

    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (21, 9a.c-14. 22-27)
    La città santa, sposa dell’Agnello.

    Nel giorno del Signore, venne uno dei sette angeli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
    In essa non vidi alcun tempio:
    il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
    sono il suo tempio.
    La città non ha bisogno della luce del sole,
    né della luce della luna:
    la gloria di Dio la illumina
    e la sua lampada è l’Agnello.
    Le nazioni cammineranno alla sua luce,
    e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
    Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
    perché non vi sarà più notte.
    E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
    Non entrerà in essa nulla d’impuro,
    né chi commette orrori o falsità,
    ma solo quelli che sono scritti
    nel libro della vita dell’Agnello.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 67(68)

    R. Date gloria a Dio nel suo santuario.

    Appare il tuo corteo, Dio,
    il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.
    Precedono i cantori, seguono i suonatori di cetra,
    insieme a fanciulle che suonano tamburelli.
    «Benedite Dio nelle vostre assemblee,
    benedite il Signore, voi della comunità d’Israele». R.

    Mostra, o Dio, la tua forza,
    conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!
    Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
    i re ti porteranno doni.
    Regni della terra, cantate a Dio,
    cantate inni al Signore. R.

    Riconoscete a Dio la sua potenza,
    la sua maestà sopra Israele,
    la sua potenza sopra le nubi,
    Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
    È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
    Sia benedetto Dio! R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (3, 9-17)
    Santo è il tempio di Dio, che siete voi.

    Fratelli, siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.
    Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. Ma se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Santo è il tempio di Dio, campo che egli coltiva,
    e costruzione da lui edificati.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (10, 22-30)
    Ricorreva la festa della Dedicazione ed era inverno.

    In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Questo è il tempio del Signore,
    edificato dal sommo sacerdote.
    Acceda il popolo al santuario e canti un canto nuovo:
    «Gloria a te, Signore, Dio onnipotente».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio forte ed eterno, che vivi e operi in tutta la tua creazione, proteggi con speciale benevolenza il nostro duomo costruito secondo la tua volontà e a te dedicato; vi si infranga ogni avverso potere e lo Spirito Santo doni ai tuoi figli di offrirti il servizio di una coscienza pura e di un cuore lieto e operoso. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Da te riceviamo, o Padre, il pane e il vino che ora ti offriamo; vieni e anima con la tua santificante presenza il tempio che ci hai donato di edificare alla tua gloria e sii per noi tutti sostegno e difesa in ogni momento della nostra vita. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù ha reso partecipe la sua Chiesa della sovranità sul mondo che tu gli hai donato e l’ha elevata alla dignità di sposa e di regina. Alla sua arcana grandezza si inchina l’universo perché ogni suo giudizio terreno è confermato nel cielo. La Chiesa è la madre di tutti i viventi, sempre più gloriosa di figli generati ogni giorno a te, o Padre, per virtù dello Spirito Santo. È la vite feconda che in tutta la terra prolunga i suoi tralci e, appoggiata all’albero della croce, si innalza al tuo regno. È la città posta sulla cima dei monti, splendida agli occhi di tutti, dove per sempre vive il suo Fondatore. Ammirati da tanta bellezza, uniamo la nostra voce al canto che risuona nella Gerusalemme celeste e insieme con gli angeli e con i santi gioiosamente inneggiamo: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Tutto il popolo come un sol uomo
    si radunò a Gerusalemme;
    venne il sacerdote coi leviti
    e consacrarono l’altare del Signore
    per offrirvi olocausti al nostro Dio.

    oppure:


    Non siete più stranieri né ospiti,
    ma concittadini dei santi e familiari di Dio.


    ALLA COMUNIONE

    «Ho ascoltato la preghiera che mi hai rivolto
    - dice il Signore -,
    ho consacrato questa casa che mi hai costruito
    e vi porrò il mio nome per sempre».


    DOPO LA COMUNIONE

    Il popolo a te consacrato, o Dio vivo e vero, ottenga i frutti e la gioia della tua benedizione e, poiché ha celebrato questo rito festoso, ne riceva i doni spirituali. Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 16-10-2021 alle 14:15

  3. #343
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    San Luca, evangelista (Festa)
    Anno B


    ALL’ INGRESSO
    Come sono belli sui monti
    i passi del messaggero che annunzia la pace,
    che reca la buona novella.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Signore Dio nostro, che hai scelto san Luca per rivelare al mondo nel suo vangelo il mistero della tua predilezione per i poveri, fa’ che i cristiani formino un cuore solo e un’anima sola, e tutti i popoli vedano la tua salvezza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (1, 1-8)
    Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò.

    Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
    Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
    Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 88(89)

    R. Annuncerò ai fratelli la salvezza del Signore.

    Canterò in eterno l’amore del Signore,
    di generazione in generazione
    farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
    perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
    nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.

    I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
    la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
    Chi sulle nubi è uguale al Signore,
    chi è simile al Signore tra i figli degli dèi? R.

    Beato il popolo che ti sa acclamare:
    camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
    esulta tutto il giorno nel tuo nome,
    si esalta nella tua giustizia. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (4,10-16.18)
    Vi saluta Luca, il caro medico.

    Fratelli, vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino di Bàrnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza – e Gesù, chiamato Giusto. Di coloro che vengono dalla circoncisione questi soli hanno collaborato con me per il regno di Dio e mi sono stati di conforto. Vi saluta Èpafra, servo di Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non smette di lottare per voi nelle sue preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio. Io do testimonianza che egli si dà molto da fare per voi e per quelli di Laodicèa e di Geràpoli. Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema.
    Salutate i fratelli di Laodicèa, Ninfa e la Chiesa che si raduna nella sua casa. E quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi.
    Il saluto è di mia mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Quanto sono belli i piedi di coloro
    che recano un lieto annuncio di bene!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 10-16. 18)
    Quando entrerete in una città dite loro: «È vicino a voi il regno di Dio».

    In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Nel nostro Dio
    abbiamo osato annunziarvi il vangelo
    in mezzo a molte tribolazioni.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    L’intercessione dell’evangelista san Luca ottenga al tuo popolo, o Dio, di pregarti con fiducia e di essere esaudito con gioia. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo


    SUI DONI
    Concedi ai tuoi fedeli, o Padre, di servire santamente al tuo altare perché il sacrificio che ti offriamo nella festa di san Luca ci meriti la guarigione dello spirito e il dono della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio di sapienza infinita. Tu hai voluto che i santi misteri di Cristo, tuo Figlio, principio di redenzione e di vita, fossero conosciuti mediante le scritture divine per opera di uomini illuminati dallo Spirito santo. Così le parole e i gesti del Salvatore, affidàti alle pagine immortali dei vangeli, sono consegnati alla Chiesa e diventano seme fecondo che nei secoli germina frutti di grazia e di gloria. Formàti a questa scuola mirabile, ci uniamo lieti ai cori degli angeli e dei santi e ti eleviamo concordi l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Non mi vergogno del vangelo,
    potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore mandò i suoi discepoli
    ad annunziare in ogni luogo:
    «È vicino a voi il regno di Dio».


    DOPO LA COMUNIONE
    La partecipazione al tuo sacramento ci comunichi, o Dio, il tuo spirito di santità e ci rafforzi nell’adesione al vangelo, che san Luca ha trasmesso alla tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

  4. #344
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    19 Ottobre

    Martedì dopo la Dedicazione
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l'esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Nella luce del vangelo che proclamiamo e nella divina forza del sacramento, tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi, o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà; rianima la nostra speranza, accresci e rinnova l'amore perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente nel mondo il mistero di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (1, 10; 2, 1-7)
    Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

    Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva:
    «All’angelo della Chiesa che è a Èfeso scrivi:
    “Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima. Se invece non ti convertirai, verrò da te e toglierò il tuo candelabro dal suo posto. Tuttavia hai questo di buono: tu detesti le opere dei nicolaìti, che anch’io detesto. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 7

    R. La mia difesa è nel Signore.

    Signore, mio Dio, se così ho agito,
    se c’è ingiustizia nelle mie mani,
    se ho ripagato il mio amico con il male,
    se ho spogliato i miei avversari senza motivo,
    il nemico mi insegua e mi raggiunga,
    calpesti a terra la mia vita
    e getti nella polvere il mio onore. R.

    Sorgi, Signore, nella tua ira,
    àlzati contro la furia dei miei avversari,
    svégliati, mio Dio, emetti un giudizio!
    L’assemblea dei popoli ti circonda:
    ritorna dall’alto a dominarla! R.

    Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
    secondo l’innocenza che è in me.
    Cessi la cattiveria dei malvagi.
    Rendi saldo il giusto,
    tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore ne scelse dodici,
    ai quali diede il nome di apostoli.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (3, 13-19)
    I Dodici.

    In quel tempo. Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo, la tua pietà che non abbandona, fino al giorno gioioso in cui ci aprirai le porte della tua casa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre onnipotente, l'offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice; purifica da ogni contagio di male e rinnova con la grazia di questo sacramento il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l'inno di lode. Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell'umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l'uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto. Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l'inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d'amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi ristori e sostieni il tuo popolo nell'arduo cammino della vita di fede con il Pane disceso dal cielo, guida i nostri passi sulla strada della salvezza e, per il vigore di questo cibo divino, fa' che arriviamo a contemplare la fulgente bellezza del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Paolo della Croce, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei santi e delle sante (per un religioso)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Ci ottenga la tua grazia, o Dio, il santo sacerdote Paolo, che fu animato da singolare amore per la passione del tuo Figlio, perché, incitati dal suo esempio, abbracciamo coraggiosamente la nostra croce. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Signore Gesù Cristo, che hai ispirato a san Paolo un grande amore per la tua croce, fa’ che, sorretti dalla sua preghiera e dai suoi meriti, sappiamo meditare e rivivere la tua sofferenza per conseguirne in cielo i frutti di gloria con te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, le nostre offerte nel ricordo di san Paolo della Croce, e, come celebriamo nel mistero, così fa’ che testimoniamo nella santità della vita la passione del Salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    DOPO LA COMUNIONE

    La comunione a questo sacrificio ci doni, o Dio, la sapienza della croce che ha illuminato il tuo sacerdote san Paolo perché collaboriamo, nella Chiesa, alla redenzione dell’umanità, aderendo pienamente a Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

    oppure:


    Santi Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues, sacerdoti, e compagni, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri) oppure dal comune dei pastori (per un missionario)

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