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Discussione: Il nuovo Padre Nostro

  1. #1
    Iscritto L'avatar di domingo7
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    Il nuovo Padre Nostro

    Non possiamo chiedere a Dio di non indurci a tentazione, perchè Dio é libero di fare come vuole ma, comunque, con la tentazione ci assicura pure la via di uscita (greco ekbasis) e non solo la forza di sopportarla (1 Corinzi 10, 13).

    Possiamo, invece, legittimamente chiedergli, un volta indotti in tentazione, di non abbandonarci.

    Ma chiedere di non indurici in tentazione mi sembra comunque molto più forte di chiedere di non abbandonarci alla tentazione. La tentazione, secondo la vecchia formula, non la vogliamo proprio.

    Nella nuova formula, anche se si ripete che Dio non tenta nessuno ma il tentatore é il demonio o la nostra concupiscenza (Giacomo 1,13), la tentazione viene totalmente accettata, basta non essere abbandonati.

    Ma non sta già scritto che Dio sa trarre i pii dalla tentazione (2 Pietro 2,9)? Perché chiedere a Dio qualcosa che ai pii é gia' assicurata?

    Non era meglio chiedere di non essere tentati e basta?

  2. #2
    Iscritto L'avatar di domingo7
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    Del resto, da un punto di vista grammaticale, il verbo greco usato dal Vangelo di Matteo vuole proprio dire "portare dentro" e "fare entrare".

    La parola usata è “εἰσενέγκῃς” (eisenekes), che per secoli è stata tradotta correttamente con “indurre”, ed invece nella nuova traduzione vediamo resa con “non abbandonarci”. Il verbo greco “eisenekes” è l’aoristo imperativo di “eispherein” composto dalla particella avverbiale "eis" (‘in, verso’, indicante cioè un movimento in una certa direzione) e da "phérein" (‘portare’) che significa esattamente ‘portar verso’, ‘portar dentro’. Il sostantivo "peirasmón" (‘prova, tentazione’) è poi legato al verbo suddetto da un nuovo "eis," che sembra usato proprio come preposizione per reggere un caso accusativo, caratterizzante un complemento di moto a luogo.


    Il latino "inducere", usato da Girolamo nella Vulgata, essendo composto da ‘in’ (‘dentro, verso’) e ‘ducere’ (‘condurre, portare’), corrisponde perfettamente al greco "eisphérein"; e naturalmente è seguito da un altro "in" (questa volta preposizione) e dall’accusativo "temptationem", con strettissima analogia rispetto al testo greco.

    Ci sono poi casi in cui Dio mise davvero alla prova l'uomo, sicuramente senza spirito maligno, e la Bibbia ne ricorda molti: basti pensare all'episodio in cui dice che il Signore venne contro a Mosé e cercò di farlo morire (Esodo 4,24) oppure al brano evangelico in cui si dice che Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo (Mt 4,1) o anche ad Abramo che fu chiaramente tentato da Dio perché offrisse Isacco in sacrificio cruento (Genesi 22,1-18)
    Ultima modifica di domingo7; 03-12-2020 alle 11:32

  3. #3
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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    εἰσενέγκῃς => TRASLITTERAZIONE: eisenenkēs
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  4. #4
    Iscritto L'avatar di domingo7
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    Citazione Originariamente Scritto da Deoiuvante Visualizza Messaggio
    εἰσενέγκῃς => TRASLITTERAZIONE: eisenenkēs
    Ok, comunque difficili da traslitterare gamma, kappa, eta e sigma .....

  5. #5
    Nuovo iscritto L'avatar di Pater Magister
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    Riporto e condivido in sintesi un pensiero del teologo don Silvio Barbaglia, licenziato in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico in Roma e professore di Introduzione ed Esegesi all’Antico e al Nuovo Testamento presso lo Studentato teologico San Gaudenzio di Novara affiliato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano e presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose di Novara.
    Secondo Barbaglia, il “problema” della nuova traduzione del Padre nostro ricade, più che sul verbo «εἰσενέγκῃς», sul sostantivo greco «πειρασμὸς» (peirasmòs), il quale viene tradotto in italiano con «tentazione» proprio a partire dal termine latino «temptatio». Il problema risiede tuttavia nel fatto che il termine, sia greco che latino (come pure il relativo verbo «πειράζω/tempto»), fonde due valori di senso che nella nostra lingua italiana, e in altre lingue moderne, sono invece così distinti da apparire, paradossalmente, contrapposti. Infatti, «πειρασμὸς/ temptatio» significa anzitutto «prova, tentativo» intesa come qualcosa che evoca fatica, sacrificio, dolore, sofferenza e sfida producendo sulla persona provata un sentimento di allontanamento, di repulsione e di distanza (la «prova» allontana e la si vuole evitare); dall’altra parte, «πειρασμὸς/temptatio» nel linguaggio neotestamentario significa anche «tentazione» evocando un sentimento di seduzione e di avvicinamento, segnato dal desiderio e da un piacere attrattivo, che prende la forma dell’inganno del peccato (la tentazione attira e si cade vittima d’inganno). Pertanto, mentre in greco o in latino entrambe le esperienze possono essere dette con lo stesso vocabolo, nella lingua italiana, dire «prova» o dire «tentazione» significa esprimere esperienze concettualmente diverse e distinte: nel discorso biblico neotestamentario, Dio può mettere alla prova il suo fedele ma non lo tenta al male e al peccato!
    In conclusione, alla luce anche della narrazione di Matteo dalla quale la preghiera è tratta, nel Padre nostro Gesù invita i suoi discepoli a pregare il Padre dei cieli affinché possa risparmiarli dalla «prova» che, contestualmente, è rappresentata dalle persecuzioni in nome di Cristo e per il Vangelo (Mt 5,10-12). Se poi Dio Padre non vorrà risparmiarli dalla prova, l’imitazione di Cristo porta ad accogliere la sua volontà, come è detto nella prima parte del Padre nostro: «sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra» (Mt 6,10). Come è evidente, si tratta della stessa forma della preghiera sul «calice» di Gesù nel Getsemani e tale è l’invocazione del Padre nostro per il discepolo che voglia imitare il Cristo fino in fondo.

  6. #6
    Moderatore L'avatar di Pollo
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    Prima di aprire una nuova discussione (per ripetere cose già dette e ridette) si deve cercare se già esiste una discussione sul medesimo tema.
    Invito quindi gli interessati a continuare (solo dopo aver letto i precedenti contributi) sulle discussioni già aperte come ad esempio questa:
    http://www.cattoliciromani.com/16-li...e-nostro/page7

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