Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca dell'Arcidiocesi di Torino anno 2021

  1. #281
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    Mons. Nosiglia su ex Embraco: «Il sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie è la priorità»
    Dichiarazione dell’Arcivescovo di Torino di lunedì 29 novembre 2021



    Nei giorni scorsi ai lavoratori dell’ex Embraco di Riva di Chieri è stata prospettata una nuova soluzione: accettare l’accordo proposto dalla curatela fallimentare di Ventures e Chieri Italia (Whirlpool) che offrono 7.000 euro lordi a lavoratore, rinunciando a ogni altra rivendicazione, o non firmare rischiando di perdere anche questa cifra. Un accordo vincolato dall’accettazione da parte del 90% dei 391 lavoratori. La risposta di ogni singolo operaio dovrà arrivare entro il 20 dicembre se si rifiuta, altrimenti vale il silenzio assenso.


    Al riguardo, lunedì 29 novembre 2021 l’Arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, ha rilasciato la seguente dichiarazione:


    «Un indennizzo di 7 mila euro non rappresenta neppure un anno di lavoro. La proposta emersa in questi giorni per gli indennizzi ai lavoratori della ex Embraco mi pare, francamente, inaccettabile e vergognosa. Nella ripartizione del fondo (9 milioni di euro) vengono privilegiati imprenditori e fornitori, scegliendo esplicitamente di lasciare allo sbando i 400 lavoratori e le loro famiglie.


    Se non tocca a me entrare nel merito delle procedure di concordato o di curatela fallimentare, ritengo però mio preciso dovere spendere una parola forte e chiara per dire che siamo di fronte a un cammino di ingiustizia. Prima che tale proposta vada avanti mi sembra necessario richiamare – ancora una volta – l’attenzione di tutti quegli attori sociali e istituzionali che hanno fino ad ora detto di volersi coinvolgere nel dramma dei lavoratori ex Embraco: Unione Industriale, Regione Piemonte, Ministeri economici e del lavoro. Ugualmente significativo è che il sindacato continui a compiere la sua opera di informazione capillare, nella prospettiva di tutelare il più possibile i lavoratori.


    I tempi sono stretti. Qualunque sia l’esito del passaggio attuale c’è una cosa precisa che gli attori istituzionali possono e devono fare: avviare percorsi concreti di formazione e aggiornamento per i lavoratori, in modo da garantire a tutti l’opportunità di potersi ricollocare. Mi pare doveroso, da parte dei lavoratori, inserirsi con convinzione in tali percorsi. E se nessuno sarà in grado di rilevare in blocco attività e maestranze della ex Embraco, certo sarà possibile trovare soluzioni di ricollocazione differenziate in aziende diverse.


    In questa fase, così delicata e dolorosa, l’Arcivescovo di Torino ha da spendere la sua parola e “metterci la faccia”, come ha fatto fino ad ora. E intende garantire la copertura delle spese legali e di quegli esperti che, nelle varie sedi, dovranno promuovere e tutelare gli interessi dei lavoratori.


    Mons. Cesare Nosiglia
    Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa»
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    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  2. #282
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    Il diacono Arsen Mihailovic è tornato al Padre
    Rosario martedì 30 novembre 2021, funerale mercoledì 1 dicembre a Vauda Canavese



    Nella sera di domenica 28 novembre 2021 è morto a Lanzo il diacono Arsen Mihailovic.


    Il diacono Arsen era nato il 31 ottobre 1941 a Split, in Croazia, ed era stato ordinato il 29 giugno 1985. Ha ricoperto numerosi incarichi pastorali sia in parrocchie che in strutture socio-sanitarie e per 17 anni, dal 1997 al 2014, ha prestato un prezioso servizio anche presso l’Ufficio diocesano per la pastorale della Salute.


    Preghiera del Santo Rosario martedì 30 novembre 2021 alle ore 20,30 nella chiesa parrocchiale dei Santi Bernardo a Nicola (via Castagneri 2) a Vauda Canavese.


    Cerimonia funebre mercoledì 1 dicembre alle ore 15 sempre a Vauda.


    La comunità cristiana è invitata a unirsi nella preghiera di fraterno suffragio.

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    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  3. #283
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    Giornata del Seminario, Mons. Nosiglia: «Un compito sinodale»
    Domenica 5 dicembre 2021 occasione per riflettere, conoscere e accompagnare con la preghiera



    Di seguito il messaggio dell’Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, Mons. Cesare Nosiglia, per la Giornata del Seminario che ricorre domenica 5 dicembre 2021.



    «Carissimi, celebriamo la Giornata del Seminario in questo tempo profondamente segnato dalle sofferenze e dalle difficoltà della pandemia, ma la celebriamo anche nel momento in cui ha preso avvio il processo del Sinodo, un evento ricco di significato e di speranza per la Chiesa universale, per le nostre diocesi e anche per le nostre comunità parrocchiali. E allora viene spontaneo collegare il discorso del Sinodo e il discorso del Seminario.

    Come sappiamo, Papa Francesco ha voluto indicare in modo particolare tre parole chiave per il percorso sinodale: comunione, partecipazione, missione. «Comunione e missione sono espressioni teologiche che designano il mistero della Chiesa e di cui è bene fare memoria. Il Concilio Vaticano II ha chiarito che la comunione esprime la natura stessa della Chiesa e, allo stesso tempo, ha affermato che la Chiesa ha ricevuto ‘la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il regno di Cristo e di Dio, e di questo regno costituisce in terra il germe e l’inizio» (Discorso del 9 ottobre 2021 per l’inizio del percorso sinodale).


    Ma anche la terza parola, partecipazione, è decisiva: infatti, «comunione e missione rischiano di restare termini un po’ astratti se non si coltiva una prassi ecclesiale che esprima la concretezza della sinodalità in ogni passo del cammino e dell’operare, promuovendo il reale coinvolgimento di tutti e di ciascuno. Vorrei dire che celebrare un Sinodo è sempre bello e importante, ma è veramente proficuo se diventa espressione viva dell’essere Chiesa, di un agire caratterizzato da una partecipazione vera» (ivi).


    Queste tre parole sono fondamentali per la Chiesa e per il Sinodo, ma anche per la realtà del Seminario, che è chiamato a formare i nuovi preti per la nostra diocesi. Che cosa sono infatti chiamati a essere i preti se non dei servitori della Chiesa e dunque della comunione, della partecipazione e della missione?


    In un tempo segnato da tante divisioni e contrasti, se non addirittura da lacerazioni e conflitti, i preti sono chiamati a lavorare sempre per la comunione, nelle comunità cristiane innanzitutto, ma anche al di là di esse. In un tempo segnato dalla chiusura autoreferenziale e dal ripiegamento difensivo su di sé, i preti sono chiamati ad aiutare le persone e le comunità ad uscire da se stesse e ad aprirsi agli altri nella missione, per far conoscere le profondità del mistero di Cristo e per essere accanto a chi è ai margini, a chi è povero, a chi soffre. In un tempo segnato dall’individualismo e dall’indifferenza, i preti sono chiamati ad aiutare a ritrovare il gusto della partecipazione, del lavoro in comune per il bene comune, dell’essere Chiesa, comunità in cui ognuno ha il suo posto e il suo ruolo per il bene di tutti. Insomma, preti a servizio della comunione, della partecipazione e della missione; in una parola: preti sinodali.


    Chiediamo al Seminario di lavorare in questa prospettiva, ma vogliamo anche sostenere tutti insieme questa realtà che non esiste per sé stessa, ma per la Chiesa.


    Anche quello del Seminario deve essere un compito in qualche modo sinodale, un compito cioè in cui tutta la diocesi si sente coinvolta nella formazione dei suoi futuri pastori. Preghiamo e accompagniamo i seminaristi con la nostra preghiera e la nostra amicizia e affidiamoli alla grazia del Signore e all’azione dello Spirito, ma sosteniamo anche economicamente il Seminario e inventiamoci ancora altri modi per aiutarlo a svolgere il suo delicato e prezioso compito.

    Mons. Cesare NOSIGLIA
    Arcivescovo di Torino e vescovo di Susa»

    —-


    Sono cinque i nuovi ragazzi e quattro i diaconi


    Lo slogan della giornata del Seminario, che sarà celebrata nella seconda domenica di Avvento di quest’anno, è «Ripartiamo da Dio». Nel manifesto della giornata il riferimento è ai discepoli di Emmaus: ancora una volta per ricominciare e trovare risorse inedite abbiamo bisogno del Signore che si affianca a noi e ci fa intravedere nuove possibilità di vita e di comunione con Lui, per gli altri.

    L’anno trascorso, dal settembre 2020 all’estate 2021, per la vita del Seminario è stato un tempo particolare. Molte delle attività con i giovani e con le parrocchie non sono state possibili e la vita comunitaria in Seminario ha dovuto adattarsi alle tante precauzioni sanitarie richieste per la pandemia. Nonostante tutto questo, con impegno e con l’aiuto del Signore, abbiamo vissuto un anno pieno, senza mai interrompere la vita della comunità, continuando nella liturgia e nella vita assieme. Ancora di più si è consolidato il desiderio della sequela del Signore per poter un giorno donare la vita come presbiteri.


    Oggi il «Ripartiamo da Dio» – in primis accorgersi della presenza di Gesù che ci invita a ripartire – per la nostra comunità vuol dire accogliere due «segni» concreti: uno che è una novità, l’altro che è frutto del cammino di alcuni anni.


    Il primo sono i cinque nuovi ragazzi – Gianluca, Luca, Saverio, Fabio e Giovanni – che sono entrati a settembre in Seminario. Hanno età ed esperienze differenti, ma rappresentano una bella certezza: il Signore continua a proporre la vita del ministero presbiterale a dei giovani che rispondono in un voler approfondire questa chiamata.


    Il secondo è la presenza dei quattro diaconi – Samuele, Giacomo, Mauro e Federico – ordinati il 23 ottobre 2021 e che attendono l’ordinazione presbiterale il 4 giugno 2022. Hanno fatto un lungo cammino, 6 anni e l’anno propedeutico, ed ora sono alle battute finali della loro formazione che prevede anche tre giorni nelle parrocchie di servizio a cui sono inviati. La comunità nell’insieme ha 23 seminaristi – che comprendono anche due vocazioni adulte – e include tre seminaristi delle diocesi di Asti, Casale e Susa. Sono presenti i formatori, alcuni professori e le sorelle Discepole del Vangelo.


    L’obiettivo del percorso di tutti è quello consueto: essere un domani preti in funzione della vita e del bene del popolo di Dio. Si cammina insieme per una maturazione umana, spirituale, teologica e pastorale. In questa giornata del Seminario tutto il popolo di Dio, la Chiesa che è in Torino, è chiamato a sentirsi responsabile di questo progetto. È invitato a pregare per la comunità propedeutica, per i seminaristi, per i formatori, per i giovani che si stanno interrogando e pensano di donare la loro vita nel presbiterato. Infine pregare anche per chi non ha ancora avuto il coraggio di rispondere al Signore. «Ripartiamo da Dio» insieme?

    don Antonio SACCO
    Vicerettore Seminario di Torino
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    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  4. #284
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    ATTENZIONE VARIAZIONE SEDE! Terzo ritiro diocesano per i neofiti e accompagnatori
    Domenica 5 dicembre 2021



    La novità di quest’anno è il Terzo Ritiro Diocesano, durante la Mistagogia, che conclude gli appuntamenti diocesani.

    Per coloro che hanno ricevuto i sacramenti nella Pasqua 2021 il ritiro si svolgerà domenica 5 dicembre, presso la parrocchia Natività di Maria Vergine in via Bardonecchia 159/C di Torino dalle ore 15.00 alle 18.00 circa, con controllo del Green-Pass.

    Per i neofiti che lo desiderano ci sarà la possibilità di accostarsi al sacramento della Prima Riconciliazione.


    In chiusura verrà celebrata la Santa Messa.


    Per informazioni 011/51 56 342 – catecumenato@diocesi.torino.it

    fonte

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  5. #285
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    “Dopo Taranto istruzioni per l’uso”, mattinata di studio
    Sabato 4 dicembre 2021 on line a cura di PSL Torino, Azione Cattolica di Torino e MLAC



    L’incontro è organizzato dalla Pastorale Sociale e del lavoro di Torino, Azione Cattolica di Torino, MLAC


    Tutto è connesso: Ecologia integrale sviluppo sostenibile nelle comunità e territorio


    Dopo Taranto istruzioni per l’uso

    4 Dicembre – ore 09.00
    da remoto
    bit.ly/ecologia21


    Programma

    8.30 Accoglienza dei partecipanti

    Saluti
    del Parroco di Santa Rita e Moderatore dell’UP 17 Mons. Mauro Rivella e di Don Flavio Luciano direttore Pastorale del Lavoro Regionale


    Introduzione
    : Matteo Massaia Presidente Diocesano Azione Cattolica


    “In ritorno da Taranto”
    , testimonianze di delegati torinesi
    Alessandro Svaluto Ferro, Direttore Pastorale del Lavoro Torino, Le prospettive di lavoro dopo Taranto per la Diocesi di Torino

    Stefano Aimone ricercatore senior dell’Ires, Problemi, criticità e prospettive del Piemonte e dell’AMT in vista del PNNR e dei programmi dei fondi strutturali
    Leopoldo Cassibba, AC Santa Rita, Gaetano Quadrelli MLAC Transizione ecologica è conversione ecologica
    Dibattito moderato da Alberto Riccadonna, con la partecipazione portatori di interesse come coniugare ambiente, lavoro, sviluppo e sostenibilità con sullo sviluppo del PNRR. E’ prevista la partecipazione di un rappresentate dell’amministrazione del comune di Torino Attuazione del PNRR e programmi dei fondi strutturali europei, insieme a Luca Rolandi, Presidente circoscrizione
    Don Marco Ghiazza Ecologia integrale e pastorale ordinaria
    Tommaso Marino, Segretario nazionale MLAC, Istruzioni per l’uso ovvero cosa ci portiamo a casa per avviare processi concreti e lungimiranti?

    12.30 Conclusioni


    Per informazioni
    Ufficio Azione Cattolica
    011 562 3285

    fonte

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  6. #286
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    fonte La Voce e il Tempo, 45/2021, Domenica, 5 dicembre 2021, pag. 2
    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  7. #287
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    A Spotorno in ascolto degli stranieri della porta accanto
    Settimana di formazione del presbiterio diocesano dal 10 al 14 gennaio 2022. Iscrizioni entro il 17 dicembre 2021

    Il lungomare di Spotorno in inverno

    Dopo l’interruzione del 2021, causa Covid, torna dal 10 al 14 gennaio 2022 la settimana a Spotorno dedicata alla formazione permanente del clero. Torna mettendo a tema una questione al centro della trasformazione della nostra società italiana, con inevitabili ripercussioni ecclesiali: l’aumento costante del numero di cittadini di origine straniera, in particolare extraeuropea, nei nostri quartieri, nelle nostre città, nei nostri paesi, forse nelle nostre comunità.

    La questione è messa a tema, talvolta con una certa approssimazione, nei dibattiti politici (magari facendola coincidere con il risvolto della sicurezza), l’attenzione ecclesiale si muove generosamente sul registro dell’accoglienza, raramente ci si sofferma a considerare quali mondi (con le rispettive ricchezze e specificità) si stiano incontrando e quale tipo di incontro stia avvenendo o meno. Dopo esserci soffermati, in anni passati, sul pluralismo religioso che il fenomeno migratorio comporta, in questo percorso di formazione ci metteremo in ascolto di voci ecclesiali di aree culturali e geografi che differenti, per verificare le concezioni di altri popoli – diventati nostri vicini di casa – circa il denaro, il lavoro, la famiglia, la donna, i fi gli, lo Stato, le relazioni, la fede…


    In particolare, ascolteremo che cosa pensano del nostro Occidente, quali aspetti riconoscono come attraenti e quali come sconcertanti. E, mentre li ascolteremo, avremo modo di lasciar affiorare le opinioni che sono maturate dentro di noi a loro riguardo negli anni. A parlarci del mondo africano sarà padre Godfrey Msumange, missionario della Consolata, per alcuni anni parroco a Torino (Maria Speranza Nostra); al mondo cinese ci accosteremo attraverso la presentazione di don Giuseppe Zhang, referente della comunità cattolica cinese in arcidiocesi di Milano; alle varie sfumature del mondo arabo ci introdurrà don Tino Negri (Centro Peirone, Torino); all’ascolto del mondo filippino ci accompagnerà padre Charles Manlagit, il salesiano che segue la comunità fi lippina a Torino (San Giovannino).


    Due relazioni ci consentiranno di inquadrare i variegati contenuti delle testimonianze offerte dentro un’adeguata consapevolezza. La professoressa Carla Canullo (Università di Macerata) ci offrirà le categorie per imparare l’arte della traduzione, facendo in modo che un ascolto autentico dei «lontani ormai vicini» arricchisca davvero la nostra (e la loro) identità. Don Andrea Pacini (della nostra Facoltà teologica) ci aiuterà a focalizzare che cosa stia avvenendo o non stia avvenendo nella nostra società e nella Chiesa in termini di integrazione degli stranieri immigrati. Nel corso della settimana, alcuni laboratori consentiranno di gettare luce su alcune realtà della vita quotidiana già segnate, perlomeno in alcuni contesti, dalla pluralità etnica: la scuola, il cortile dell’oratorio, il lavoro, la questione femminile.


    Le conclusioni saranno affidate all’intervento del nostro Arcivescovo nella mattinata fi nale. Ancor più dopo le pause e gli annullamenti degli appuntamenti sperimentati nelle fasi acute della pandemia, siamo consapevoli della necessità di momenti distesi e gratuiti nella vita del nostro presbiterio. La settimana di Spotorno è fatta anche di quattro passi condivisi lungo il mare, un fi lm visto in compagnia, brevi o lunghe chiacchierate a tavola o nei tempi distesi: la fraternità di un presbiterio si costruisce anche così, riducendo le distanze che tendono ad allontanarci.


    Per questo, accanto alla possibilità di riflessione su una dimensione significativa del nostro tempo, ci faremo aiutare – come sempre – dall’accoglienza della terra ligure e dall’accoglienza reciproca tra i partecipanti.


    La settimana è aperta a tutti i presbiteri, le iscrizioni sono in corso presso l’Area Evangelizzazione e Famiglia della Curia (
    formazionepretitorino@diocesi.torino.it) fino al prossimo 17 dicembre.


    Germano GALVAGNO


    (da «La Voce E il Tempo» del 24 ottobre 2021)

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  8. #288
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    Si sdoppia l’incontro europeo di Taizé a Torino: PROGRAMMA di dicembre
    Comunicato di Mons. Nosiglia di sabato 27 novembre 2021. Due tappe a dicembre 2021 e luglio 2022

    Giovani a un incontro europeo della comunità di Taizè (foto di repertorio)

    Come è stato annunciato (vedere a fondo pagina), con la ripresa della pandemia e le nuove restrizioni legate alla prevenzione dal contagio, non sarà possibile vivere a Torino l’Incontro Europeo dei giovani della Comunità di Taizé come lo si era immaginato. È una vera sofferenza non poter accogliere alla fine dell’anno coloro che avevano già organizzato il loro viaggio a Torino, considerato il grande segno di partecipazione, se già ad un mese dall’incontro erano già 5000 gli iscritti. Ringraziamo le Chiese e gli abitanti di Torino, soprattutto i parroci, le parrocchie e gli Oratori, per tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi.


    Quest’anno, eccezionalmente, l’Incontro Europeo si svolgerà in due fasi successive.


    Fra il 28 dicembre 2021 e il 1° gennaio 2022
    , avrà luogo un incontro in streaming da Taizé e da Torino ma – per i torinesi e i piemontesi – sarà possibile partecipare in presenza, con l’Arcivescovo, Mons. Cesare Nosiglia, frère Alois e con alcuni Frères e di Taizé.


    Poi, dal 7 al 10 luglio 2022, le Chiese di Torino invitano i giovani europei a venire numerosi a questa nuova tappa del pellegrinaggio di fiducia sulla terra. I partecipanti saranno alloggiati in famiglie e parrocchie della zona, e si incontreranno per preghiere, tempi di scambio e workshops, tra i quali la possibilità di pregare davanti alla Santa Sindone. I giovani che lo desiderano potranno fermarsi qualche giorno a Taizé sulla strada per Torino o dopo l’incontro sulla via del ritorno.


    È stato anche pubblicato il programma per le proposte in presenza a Torino, dal 29 al 31 dicembre 2021. Le preghiere saranno aperte a tutti, mentre i gruppi di confronto e i workshops sono rivolti a quanti hanno tra i 16 ed i 35 anni d’età.


    Mercoledì 29/12/2021


    • 20.30: preghiera della sera (con la presenza di Frère Alois)

    Giovedì 30/12/2021

    • 9.00: accoglienza.
    • 9.30: preghiera del mattino. A seguire: introduzione biblica, scambio in piccoli gruppi.
    • 12.30: preghiera comune (con una breve lettura biblica, canti meditativi e un tempo di silenzio) Pranzo libero
    • 15.15: Workshop: È possibile dare tutta la tua esistenza per Dio e gli altri? “Ero straniero e mi avete accolto”: essere solidali con il mondo dei migranti.
    • 17.30: Workshop: È possibile dare tutta la tua esistenza per Dio e gli altri? Agire insieme per prendersi cura della nostra casa comune.
    • Cena libera
    • 20.30: preghiera della sera (con la presenza di Frère Alois)

    Venerdi 31/12/2021

    • 22.30: ritrovo presso l’Arsenale della Pace di Torino e marcia della Pace con il SERMIG
    • 23.15: arrivo della marcia presso la parrocchia di Maria Regina della Pace (corso Giulio Cesare 80, Torino) e preghiera per la pace animata dai Frères di Taizé (fino alle 24).

    La partecipazione a tutte le proposte del programma richiede l’iscrizione online sul sito www.taizetorino.it.

    Don Luca Ramello
    Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei Giovani e dei ragazzi

    Qui sotto il videoplayer dell’annuncio congiunto di fine novembre 2021:



    Di seguito il comunicato di sabato 27 novembre dell’Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, Mons. Cesare Nosiglia:

    «Ancora una volta l’incontro europeo di Taizé a Torino deve essere rinviato. La Comunità ecumenica, insieme con la diocesi e la Commissione subalpina delle Chiese spiegano bene le ragioni, gravi, che impongono quest’altro rinvio.

    Ma io credo di dover offrire qualche altra parola, che va oltre la ragionevolezza e il legittimo rammarico.


    Una prima parola è: grazie.
    Grazie a quei giovani d’Europa che avevano già accolto il nostro invito, e che non erano pochi: 4500 iscrizioni a oggi indicano l’attesa e la speranza che si erano indirizzate su questo incontro. Altri se ne sarebbero aggiunti in dicembre. Per tutti i giovani l’appuntamento è rinviato, al prossimo luglio. E, da anziano, vorrei dire ai giovani di non patire troppo questa attesa mancata: il tempo è dalla vostra parte!


    Grazie poi alle istituzioni piemontesi (Comune, Regione: ma anche forze dell’ordine, volontari, associazioni, imprese) che hanno contribuito finora alla preparazione del progetto, e che – mi auguro – continueranno a essere con noi con la stessa generosa disponibilità.


    Grazie ai preti, alle parrocchie e alle famiglie, pronti a gettarsi in una “avventura dell’accoglienza” che è impegnativa e non solo sul piano organizzativo.


    Accogliere è la seconda parola.
    Accogliere qualcuno nella propria casa significa accoglierlo nella propria vita. E questo dell’accoglienza è, in realtà, un esercizio che la nostra Chiesa già compie, e con risultati grandiosi. Quando accogliamo gli stranieri, le donne in difficoltà, i malati, i profughi…


    La storia della nostra salvezza è intrisa nell’accoglienza – e come potrebbe essere diversamente? Abramo accoglie gli sconosciuti nella sua tenda, fedele a una promessa che non ha nulla di ragionevole (e tanto meno di scientifico). Il Signore Gesù rivela che nelle sette opere di misericordia trova salvezza anche chi non sapeva di cercarla.


    La terza parola è prova.
    In questo rinvio dell’incontro la cosa più importante da capire è che noi, in prima persona, siamo messi alla prova. Noi che abbiamo lavorato tanto per preparare questi giorni; noi che ci aspettiamo, dal raduno di tanti giovani intorno alla ricerca di Cristo un segnale forte di speranza e di gioia; noi che ci ritroviamo obbligati a vivere situazioni che non vogliamo, che nessuno vorrebbe. Dove invece dell’incontro e dell’abbraccio siamo costretti nel sospetto e in un clima sempre più difficile di esclusione. Noi, infine, che sappiamo che i giovani sono il nostro futuro, e che non possiamo non scommettere su di loro.


    Le ragioni della prova, nella prospettiva della fede, appartengono a Dio, e non a noi. Ma tocca a noi l’intelligenza per comprendere il segnale che ci viene lanciato e la pazienza per rivedere il nostro atteggiamento. Tocca a noi, infine, la preghiera, universale via maestra della fede. Ed è quello che continueremo a fare, in attesa dell’incontro di luglio.


    Mons. Cesare Nosiglia
    Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa»


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    Ultima modifica di PaoVac; 09-12-2021 alle 18:50
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  9. #289
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    Giovani e sacerdozio, incontri per discernere
    Dal 15 dicembre 2021 gli incontri a «Casa Pier Giorgio». Una proposta vocazionale per “avvicinarsi” alla comunità della Propedeutica



    Capita a volte che la voce di Dio ci sorprenda ad un tornante della nostra vita. Che si faccia udire, leggera e discreta, o più forte e decisa, ma sempre umile e rispettosa. Voce da decifrare, voce da accogliere, voce che ci interpella e che domanda una risposta. Che spaventa e che spalanca orizzonti, che mette i brividi e promette futuro. Come seme gettato nel cuore, questa Parola mette radici e fà il suo corso in mezzo a tutte le altre voci. Si può rischiare per questa Parola? Ci si può lasciare condurre, anche quando ci conduce verso orizzonti non previsti? Quando spinge a decidersi per una scelta sacerdotale?


    Nelle nostre parrocchie ci sono forse alcuni giovani che si sono confrontati almeno una volta con questa domanda vocazionale. Magari ne hanno parlato con il loro parroco, o più timidamente con i loro animatori o con un amico. Ma non è automatico che questo si traduca nella decisione di intraprendere il cammino del Seminario. E alle volte anche i parroci e i formatori non sanno cosa proporre concretamente a questi giovani: quali sono oggi le tappe del percorso seminariale?


    La Propedeutica di Torino


    Più di vent’anni sono passati da quando si è dato inizio ad un’evoluzione progettuale dei Seminari (Minore e Maggiore) di Torino. Oggi il percorso si è consolidato nelle sue tappe e nella sua proposta, assumendo un’identità precisa e ben delineata. Non è scontato tuttavia che tale percorso sia conosciuto da tutti con chiarezza e può capitare ancora che si faccia confusione con le tappe del percorso. Proviamo a ripercorrere la (breve) storia della Propedeutica di Torino.


    Fino all’anno 2000 c’erano un Seminario Minore e un Seminario Maggiore. A partire da quell’anno il Seminario Minore di viale Thovez, da residenza stabile per ragazzi delle scuole superiori, è diventato il Centro di Pastorale Giovanile-Vocazionale della diocesi, assumendo il nome di «Casa Pier Giorgio». Non c’era più il Seminario Minore vero e proprio, ma si continuavano ad offrire ai giovani delle superiori esperienze residenziali periodiche e più brevi. Questa prassi continua ancora oggi: il Seminario Maggiore propone per loro, durante tutto l’anno, delle occasioni di vita comune nella forma consolidata delle Settimane Comunitarie.


    Quanto al Seminario Maggiore, fino ai primi anni del 2000 esso cominciava direttamente senza il passaggio della Comunità Propedeutica, che non esisteva come realtà a sé. A quanti entravano in Seminario Maggiore senza provenire da un liceo, si chiedeva di integrare per un anno (propedeutico) il proprio percorso di studi, ma i propedeuti erano di fatto dei seminaristi a tutti gli effetti che si inserivano direttamente nella vita comunitaria del Seminario Maggiore. A partire da quegli anni, sollecitati dalle indicazioni della Chiesa, ha preso gradualmente forma il progetto della Comunità Propedeutica, che oggi si presenta come realtà autonoma, distinta dal Seminario Maggiore, e che costituisce per tutti, indipendentemente dalle esperienze scolastiche precedenti, la prima tappa dell’iter seminariale. Nel 2015 la sede della Comunità Propedeutica si è stabilita a Pianezza, nel contesto di Villa Lascaris dove si trova attualmente.


    «Cammino con Te»


    Come ci si avvicina alla Propedeutica? Quali passaggi occorre prevedere? Per favorire quanti vorrebbero avvicinarsi all’esperienza della Propedeutica (ed eventualmente in seguito a quella del Seminario Maggiore), dal 2016 è nato il percorso vocazionale «Cammino con Te», pensato come tappa precedente all’ingresso in Comunità Propedeutica.


    Il cammino è l’occasione per fare un primo passo, incontrando altri giovani che si pongono le stesse domande. È rivolto a tutti i giovani che si stanno interrogando sul loro futuro e vogliono approfondire il mistero della propria vocazione. Il cammino, della durata di un anno, prevede giornate di ritiro e serate di preghiera e formazione a cadenza mensile. Diventa anche occasione per colloqui personali con i formatori e con il padre spirituale, per imbastire una vita di preghiera intesa come presupposto essenziale per un discernimento autentico e sereno.


    Questo il calendario:


    • mercoledì 15 dicembre 2021 «Dio sorprende. Il Volto di Dio»,
    • mercoledì 12 gennaio 2022 «Dio cerca. Il volto del discepolo»,
    • domenica 6 febbraio (ritiro) «Dio parla a me: vocazione e lectio divina»,
    • mercoledì 9 marzo «La vocazione del prete»,
    • mercoledì 6 aprile «Decidersi, giocarsi, rischiare» e
    • dal 13 al 15 maggio «Esercizi Spirituali Vocazionali».

    Le serate cominceranno alle 19.30. Ad accogliere i partecipanti saranno i giovani della Comunità Propedeutica con cui si pregheranno i Vespri e si condividerà la cena. Dopo il pasto è previsto un momento di confronto, di condivisione, e di approfondimento, fin verso le 22.30.

    Chi lo desidera può fermarsi a dormire in comunità, per vivere al giovedì mattina un tempo di deserto e di preghiera, con possibilità di colloqui personali. Il ritiro di febbraio comincerà alle 10 del mattino e si concluderà alle 18. I passi sono tanti, ma tutto comincia mettendosi in cammino: «Cammino con Te!».


    Per informazioni e contatti:
    www.cdvtorino.com, casapiergiorgio.cdv@gmail.

    don Alessandro MARINO su «La Voce E il Tempo» del 21 novembre 2021
    fonte
    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

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    fonte La Voce e il Tempo, 46/2021, Domenica, 12 dicembre 2021, pag. 2
    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

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