Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca dell'Arcidiocesi di Torino anno 2021

  1. #291
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    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  2. #292
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    Don Rosario Ormando è tornato al Padre
    Funerale lunedì 13 dicembre 2021 ore 10 alla parrocchia dei Santi Bernardo e Brigida in Lucento



    Giovedì 9 dicembre 2021, all’ospedale Cottolengo di Torino, è morto don Rosario Ormando.


    Don Rosario era nato il 1° settembre 1937 a San Cataldo (CL), era stato ordinato il 26 giugno 1966 ed era stato incardinato nell’Arcidiocesi di Torino l’1 ottobre 1979. Don Rosario era l’ultimo sopravvissuto di tre fratelli presbiteri incardinati nella nostra Arcidiocesi. Lo avevano preceduto alla casa del Padre nel 2017 don Giuseppe (classe 1940) e nel 2020 don Salvatore (classe 1935).


    Preghiera del Santo Rosario domenica 12 dicembre 2021 ore 17
    presso la casa funeraria Eurofunerali in via Sestriere 21/B a Torino.


    Funerale lunedì 13 dicembre 2021 alle 10
    nella parrocchia dei Santi Bernardo e Brigida, in via Foglizzo 3 a Torino (quartiere Lucento). Celebra le esequie il vicario generale, Mons. Valter Danna.


    La comunità cristiana è invitata a unirsi nella preghiera di fraterno suffragio.

    fonte

    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  3. #293
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    Mons. Nosiglia, Decreto per la celebrazione penitenziale comunitaria con assoluzione generale
    Disposizioni a decorrenza immediata del 9 dicembre 2021 valide fino al 9 gennaio 2022, indotte dal protrarsi della pandemia



    Con lettera del 6 dicembre 2021 la Penitenzieria apostolica del Vaticano ha accolto la richiesta avanzata dal presidente della Conferenza Episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta, Mons. Cesare Nosiglia, di procedere «all’amministrazione del Sacramento della Riconciliazione nella terza forma (straordinaria), analogamente a come già è stato fatto correttamente nel tempo di Avvento, di Natale 2020 e di Quaresima 2021». La richiesta è stata avanzata in seguito al protrarsi della pandemia da covid-19.

    Ogni ulteriore specificazione è demandata dal Diritto Canonico ai Vescovi diocesani. In particolare il Decreto dell’Arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, promulgato il 9 dicembre 2021 e con decorrenza immediata, dispone che:

    «per l’Avvento e il Tempo di Natale 2021 [quindi fino al 9 gennaio 2022, ndr] tutti i sacerdoti che operano pastoralmente nelle parrocchie e nei santuari dell’Arcidiocesi di Torino possano impartire l’assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale nelle modalità già applicate in precedenza, e cioè:


    • avendo cura di predisporre una celebrazione penitenziale comunitaria apposita, separata dall’Eucaristia;
    • accompagnando il segno sacramentale con un’adeguata catechesi che metta in rilievo la straordinarietà della forma adottata per il Sacramento, la grazia del perdono e della misericordia di Dio, il senso del peccato e l’esigenza di una reale e continua conversione;
    • invitando i fedeli a fare il proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati gravi;
    • ricordando che i fedeli potranno ricevere l’assoluzione un’unica volta anche qualora siano predisposte più celebrazioni penitenziali nell’Avvento e nel Tempo di Natale.

    Restano ugualmente in vigore le disposizioni per gli assistenti religiosi presso le strutture e i presidi ospedalieri, le case di cura e le residenze sanitarie assistenziali (R.S.A.), che potranno impartire l’assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale quando gli ammalati ivi ricoverati siano in pericolo di morte o si trovino in reparti in cui non sia possibile garantire il segreto della confessione individuale e le adeguate misure sanitarie per evitare il contagio, attenendosi alle specifiche indicazioni previste nel decreto, tuttora vigente, da me emanato in data 21 marzo 2020».

    Il testo del nuovo Decreto del 9 dicembre 2021 in allegato qui di seguito.

    Rif. Documenti precedenti:



    fonte

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  4. #294
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    fonte La Voce e il Tempo, 47/2021, Domenica, 19 dicembre 2021, pag. 2
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  5. #295
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    Il diacono Giuseppe Peca è tornato al Padre
    Rosario domenica 19 dicembre 2021, funerale lunedì 20 dicembre a Rivoli



    Nella mattina di venerdì 17 dicembre 2021 è morto a Rivoli il diacono Giuseppe Peca.


    Il diacono Giuseppe era nato a Chieti il 5 giugno 1938 ed era stato ordinato il 2 giugno 1985. Era collaboratore presso la parrocchia di San Bartolomeo a Rivoli.


    Preghiera del Santo Rosario domenica 19 dicembre 2021 ore 19 nella chiesa San Francesco d’Assisi in via Adamello 6 (succursale della parrocchia San Bartolomeo) a Rivoli.


    Cerimonia funebre lunedì 20 dicembre
    ore 14.30 nella stessa chiesa.


    La comunità cristiana è invitata a unirsi nella preghiera di fraterno suffragio.

    fonte

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  6. #296
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    Mons. Nosiglia incontra mondo dei media per scambio auguri e proposte di fine anno
    Lunedì 20 dicembre 2021 in Arcivescovado il punto su raduno di Taizé, contemplazione Sindone, la tragedia del lavoro

    Mons. Nosiglia all’incontro con i giornalisti per auguri di Natale (foto d’archivio, credit: Giorgio Nota)

    Lunedì 20 dicembre 2021 alle 12 in Arcivescovado a Torino Mons. Nosiglia ha scambiato gli auguri di Natale con i giornalisti e gli operatori dei mass media.

    L’incontro è stato anche l’occasione per illustrare le iniziative che la diocesi assume per i giorni di fine anno. In particolare:



    Qui di seguito il testo dell’intervento dell’Arcivescovo:

    «Cari amici,


    Siamo qui per presentare le iniziative della diocesi nei giorni di fine anno, e per scambiarci gli auguri di buon Natale.


    Ancora una volta ci troviamo ad essere messi alla prova. L’emergenza sanitaria continua, malgrado il grande e doveroso sforzo per le vaccinazioni. I quasi due anni di pandemia hanno poi rivelato molte altre fragilità del nostro tessuto sociale. Ci sono sacche di povertà che si allargano anche in quello che una volta era il ceto medio. E la cronaca quotidiana ci evidenzia tanti episodi di violenza e intolleranza che sono un segno preciso di disagio, come se facessimo sempre più fatica a sopportare le situazioni difficili.


    Ci manca un po’ l’ascolto.


    Troppo presi da noi stessi, dalle nostre idee, rischiamo di chiuderci, di non fare più quello sforzo, così necessario, di capire l’altro, di comprendere la complessità della società in cui tutti viviamo. Invece, il rispetto delle opinioni e il rigore nei comportamenti, individuali e collettivi, è alla base della convivenza!


    Lo dico da credente, ma oso rivolgermi anche a chi non crede: oggi più che mai siamo messi alla prova. Abbiamo capito, drammaticamente e rapidamente, che il nostro sistema di vita di prima era fragile e non sostenibile, e forse non siamo ancora abituati a comprendere che tutti siamo corresponsabili di noi stessi e del mondo in cui viviamo. La prova consiste proprio in questa capacità di “tenere”, di riuscire a continuare ad essere una società civile, in cui ci si ascolta e ci si rispetta, pur avendo idee e convinzioni diverse.


    Taizé e la Sindone


    Anche il Natale che stiamo preparando subisce le conseguenze dell’emergenza sanitaria. Ma so che in tutte le parrocchie e comunità della diocesi si cerca di mantenere vivo e forte il senso della comunità, pur rispettando tutte le norme di sicurezza necessarie. Con lo stesso stile ci muoveremo in Cattedrale, dove ci prepariamo a ospitare un momento di preghiera di fronte alla Sindone nel pomeriggio di giovedì 30 dicembre 2021. Don Ramello e don Gottardo illustreranno poi nei dettagli queste iniziative. A me preme ricordare che abbiamo voluto mantenere questo appuntamento, all’interno dell’Incontro europeo dei giovani di Taizé, perché questo è un gesto di coraggio e di speranza. L’incontro avrebbe già dovuto svolgersi a dicembre 2020, ora proviamo a celebrarlo in due tappe, dicembre 2021 e luglio 2022. Ma lo spirito è lo stesso: i giovani d’Europa a Torino significano accoglienza e conoscenza reciproca. E sono anche occasione per “mobilitare” la città intorno a un evento che è di tutti, non solo della Chiesa cattolica e delle altre Chiese cristiane.


    Gli auguri li fa Dio


    E ora gli auguri. Gli auguri è il Signore che li realizza. Noi li formuliamo, ma non tocca a noi stabilire quando, come, dove si realizzeranno. A noi tocca metterci l’intelligenza e il cuore, la capacità di coltivare una speranza che esprime il bene che ci vogliamo, la gioia e la felicità che vorremmo vedere in tutte le persone.

    Ecco, allora, il mio augurio è soprattutto questo: che siamo capaci davvero di ascoltarci e accoglierci, come cristiani e come cittadini, superando divisioni economiche ed ideologiche, pregiudizi e superbie culturali. Perché il Signore che nasce debole, povero, bambino, viene per tutti, ed è un bene di tutti. Buon Natale. Aggiungo solo alcune cose che ritengo utile ricordare. Il comunicato sul programma di Taizé e la marcia della pace li trovate nelle email, così come la mia lettera di Natale “Oggi è nato per voi un Salvatore”.

    La Messa di Natale


    Alla Messa del giorno di Natale, in Duomo a Torino, ci saranno anche un gruppo di dipendenti della ex Embraco. La fabbrica sembra non avere più futuro, ma le persone sono ancora lì; e la loro vicenda continua a interpellarci.
    Non cesserò mai di impegnarmi verso le istituzioni e ogni altra realtà economica a provare vie e modalità nuove per rendere possibile una ripresa del lavoro di questi carissimi amici e loro famiglie, che hanno segnato con il loro dramma la mia vita di vescovo in questi ultimi anni.

    La tragedia del lavoro

    Ma in questi giorni le tragedie del lavoro si impongono all’attenzione di tutti noi. Di fronte alle persone morte nel crollo della gru in via Genova stiamo tutti adoperando molte parole: voi giornalisti per raccontare, altri per commentare.


    Ma tutti ci accorgiamo che queste parole non bastano più. Ci sembra di aver detto tutto: dei morti sul lavoro, della necessità di sicurezza, della disperazione di famiglie e città intere.


    Questo evento doloroso purtroppo è uno dei tanti episodi incresciosi che succedono ormai di frequente anche nella nostra città e in genere nel nostro Paese. Per questo non possiamo e vogliamo più limitarci a deplorare le cause che determinano simili avvenimenti. Ma nemmeno dobbiamo solo chiedere che si attivino le necessarie verifiche e controlli sul lavoro pure necessari, ma non esaustivi. Bisogna che il problema sia affrontato da tutto il mondo del lavoro e della politica e sia ritenuto uno dei doveri primari e indispensabili da tenere in considerazione permanente.


    Cari amici, il mio cuore è profondamente turbato di fronte a questi fratelli e le loro famiglie che subiscono una tale imperdonabile, dolorosa situazione. In queste circostanze mi rendo conto di quanto le parole di conforto e solidarietà e viva partecipazione, che si esprimono ai loro cari e in particolare alla loro famiglia, siano ben poca cosa rispetto alla tragica realtà con cui bisogna fare i conti. Per questo anche la nostra preghiera è carica di dolore e tristezza ma anche di profonda fede e speranza. Niente infatti né morte, né tribolazione e sofferenza, potranno mai separarci dall’amore di Dio che ci viene donato in Cristo Gesù nostro salvatore.


    Tragedie come queste sono la nostra vergogna. Perché qui non è un terremoto, non è un virus a colpirci: ma il dover constatare che non siamo ancora capaci, come società civile, come politici, come legislatori, di mettere la sicurezza della vita al primo posto, in ogni campo di attività.


    Ma io sento di dover andare anche oltre. Nel dolore, nel cordoglio, nella vicinanza al lutto con i familiari delle vittime, io credo che tutti noi abbiamo qualcosa da imparare e da ricordare. E cioè che anche il dolore e la morte fanno parte della nostra vita. E che la nostra sicurezza dipende anche da quanto siamo capaci di affrontare queste situazioni, di uscirne più forti e più solidali.


    Auguri a tutti voi cari giornalisti; anche per voi Gesù nasce e si fa presente quando rendete patrimonio di tutta la gente i valori e la capacità di amore che ci tengono vivi».

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    Ultima modifica di PaoVac; 20-12-2021 alle 18:38
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  7. #297
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    Tragedia di via Genova: l’Arcivescovo celebra il funerale della vittima più giovane
    Giovedì 23 dicembre 2021 alle ore 11 nel Duomo di Torino l’ultimo saluto a Filippo Falotico



    L’ultimo saluto a Filippo Falotico, la più giovane delle tre vittime della tragedia di sabato 18 dicembre 2021 in via Genova a Torino, sarà celebrato dall’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia giovedì 23 dicembre 2021 alle ore 11 nel Duomo di Torino.

    Filippo, 20 anni, si divideva tra il capoluogo piemontese, dove abitava con la famiglia, e Coazze, dove avevano una seconda casa e conosceva un po’ tutti. Entrambi i Comuni hanno proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.

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  8. #298
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    Celebrazioni della vigilia e del giorno di Natale con l’Arcivescovo
    Venerdì 24 dicembre 2021 alla sera a Susa e sabato 25 dicembre al mattino a Torino



    Venerdì 24 dicembre 2021 alle 22, a Susa in Cattedrale, Mons. Nosiglia presiede la S. Messa nella notte di Natale.


    Sabato 25 dicembre 2021 alle 8.30, a Torino al monastero di clausura del Cottolengo, presiede la S. Messa dell’aurora di Natale. Alle 10.30, a Torino in Cattedrale, presiede la S. Messa del giorno di Natale.

    Tutti gli altri impegni dell’Arcivescovo fino al 9 gennaio 2022 sono consultabili NELL’AGENDA APPUNTAMENTI

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  9. #299
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    «Oggi è nato per noi un salvatore», Lettera di Mons. Nosiglia per il Natale 2021
    Copie cartacee disponibili in Curia dal 16 dicembre 2021 nelle mattine dei giorni feriali

    La Theotokos di Vladimir, nota anche come Madre di Dio della tenerezza, Madonna di Vladimir o Vergine di Vladimir

    È stata data alle stampe nei giorni scorsi la Lettera di Natale 2021 «Oggi è nato per noi un salvatore», indirizzata dall’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia alle Diocesi di Torino e Susa.


    Copie cartacee saranno distribuite con il numero de «La Voce E il Tempo» del 19 dicembre 2021 e saranno disponibili presso la reception della Curia (Via val della Torre 3) a Torino da giovedì 16 dicembre 2021 con il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 (preferibile la prenotazione delle copie via mail a
    centralino@diocesi.torino.it o telefonando allo 011.5156300).


    In allegato qui di seguito il file .pdf della Lettera.

    fonte

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  10. #300
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    fonte La Voce e il Tempo, 48/2021, Domenica, 26 dicembre 2021, pag. 2
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