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Discussione: Cronaca dell'Arcidiocesi di Torino anno 2021

  1. #1
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    Cronaca dell'Arcidiocesi di Torino anno 2021

    CRONACA DELL'ARCIDIOCESI DI TORINO

    Anno 2021

    Archivio della cronaca dell'Arcidiocesi di Torino per anno:

    2020
    2019

    2018

    2017
    2016
    2015

    2014
    2013

    2012
    2010-2011
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  2. #2
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    Dati, storia e cronotassi dei Vescovi e Arcivescovi

    1. Dati statistici

    nome Arcidiocesi di Torino
    nome latino Archidioecesis Taurinensis
    circoscrizione ecclesiastica Piemonte
    estensione 3.540 Km quadrati
    popolazione
    2.113.500 abitanti (2017)

    La nostra Arcidiocesi occupa una parte centrale nel Piemonte: il suo territorio comprende molta parte della Provincia di Torino, per complessivi 137 Comuni (il resto è distribuito fra le Diocesi di Asti, Casale Monferrato, Ivrea, Pinerolo e Susa con circa 350.000 abitanti complessivamente); si estende in 15 Comuni della Provincia di Cuneo (80.000 abitanti) e in 6 della Provincia di Asti (circa 7.000 abitanti).

    Nel territorio dell'Arcidiocesi abita quasi la metà della popolazione dell'intera Regione Piemonte, che per il restante comprende altre 15 Diocesi nella Regione Pastorale Piemontese (esclusa la Diocesi di Aosta, il cui territorio coincide con la Regione autonoma Valle d'Aosta) e una porzione della Diocesi di Tortona, il cui territorio si estende in Liguria e Lombardia, ma che appartiene alla Regione Pastorale Ligure.

    Attualmente l'Arcidiocesi di Torino confina in Italia con le Diocesi di Ivrea, Casale Monferrato, Asti, Alba, Fossano, Saluzzo, Pinerolo e Susa; in Francia con l'Arcidiocesi di Chambéry, Saint-Jean-de-Maurienne e Tarentaise.

    2. Storia e territorio

    Le origini
    Sulle origini del cristianesimo in Torino non abbondano gli elementi storicamente documentati. Si possono probabilmente riconoscere i Santi Ottavio, Avventore e Solutore (vissuti nel secolo III) come i protomartiri torinesi o almeno quelli di cui ci è noto il nome, già venerati al tempo di San Massimo.
    Le comunità cristiane dell'attuale Italia nord-occidentale si organizzarono in Chiese (ossia in Diocesi), con a capo un Vescovo, prevalentemente in epoca costantiniana.

    Viene comunemente riconosciuta a Vercelli, con Sant'Eusebio, la qualifica di prima Diocesi piemontese. Soltanto nella seconda metà del secolo IV Torino, la romana Augusta Taurinorum, si presenta come Chiesa organizzata, smembrata da quella di Vercelli dopo la morte di Sant'Eusebio, durante gli episcopati dei suoi immediati successori San Limenio (371-396) o Sant'Onorato (396-415); comunque gli storici non sono concordi se le origini della Diocesi torinese siano eusebiane o ambrosiane.

    Quasi certamente primo Vescovo di Torino fu San Massimo, membro - secondo la tradizione - del cenobio clericale-monastico fondato da Sant'Eusebio di Vercelli nella sua città.
    Il 22 settembre 398 si celebrò in Torino un Sinodo di Vescovi delle Gallie, presieduto da San Simpliciano, immediato successore di Sant'Ambrogio di Milano: di questo Sinodo vi è traccia anche nelle omelie di San Massimo.

    Il medioevo
    Nel medioevo la Diocesi si estendeva praticamente a gran parte del Piemonte occidentale, con sconfinamenti oltre le Alpi e nella Liguria. Ad arricchire il volto della Chiesa torinese giunsero, a partire dal secolo XIII, gli Ordini mendicanti: Domenicani, Francescani, Agostiniani, Carmelitani e Servi di Maria, che legarono anche il loro nome alla Facoltà di Teologia dell'Università torinese fondata nel 1404. Dal secolo XIII i Valdesi si rifugiarono nelle vallate alpine, in particolare pinerolesi.
    Il Quattrocento vede una fioritura di testimonianze di santità: accanto ai martiri Beati Antonio Neyrot (1423-1460) e Bartolomeo Cerveri (1420-1466), troviamo il Beato Aimone Taparelli (1398-1495) e il Beato Cherubino Testa (1451-1479); conclude la sua vita a Moncalieri il Beato Bernardo di Baden (1428-1458); tra i Savoia emergono le Beate Margherita (1382-1464) e Ludovica (1462-1503) ed il Beato Amedeo (1435-1472).

    Il Card. Domenico Della Rovere (1482-1501) si assunse l'iniziativa di rinnovare la Cattedrale ormai vetusta e fatiscente: nel 1491-92 si demolirono le tre chiese intercomunicanti (SS. Salvatore, S. Giovanni Battista e S. Maria de dompno) che costituivano l'antica Cattedrale e nel 1498 si iniziò a funzionare nel nuovo edificio, l'attuale, che ricevette la solenne dedicazione il 21 settembre 1505.
    La nostra Diocesi fece parte della Provincia ecclesiastica di Milano fino all'inizio del sec. XVI. Il Papa Leone X, con bolla del 21 maggio 1515, eresse la sede torinese in metropolitana, assegnandole come suffraganee le Chiese di Mondovì e di Ivrea. Al presente appartengono alla Provincia ecclesiastica torinese le Diocesi di Acqui, Alba, Aosta, Asti, Cuneo, Fossano, Ivrea, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo e Susa.

    La Sindone a Torino
    Nel 1563 Torino divenne capitale del Ducato per iniziativa di Emanuele Filiberto di Savoia, il quale nel 1578 vi fece trasferire la Sindone da Chambéry. Non si può non evidenziare, in questo secolo, la figura della Beata Caterina de' Mattheis (1486-1547), di Racconigi.
    Il Seicento torinese va ricordato soprattutto per due figure di grande prestigio religioso: il filippino Beato Sebastiano Valfrè (1629-1710) e la carmelitana Beata Maria degli Angeli (1661-1717), del Carmelo di S. Cristina, sostegni morali dei torinesi durante l'assedio del 1706.
    Con la politica grandiosa ed astuta di Vittorio Amedeo II, al cui nome è legata la Basilica di Superga, Torino acquistò prestigio anche a livello europeo. Secolo dell'illuminismo e del giansenismo, che non risparmiarono Torino a motivo dell'influsso francese, il Settecento cattolico torinese - in cui emerge la figura del cappuccino Beato Ignazio da Santhià (1686-1770) - registrò progressi qualitativi soprattutto per merito di due insigni Arcivescovi: Francesco Luserna Rorengo di Rorà (1768-1778) e Vittorio Gaetano Costa d'Arignano (1778-1796). Furono smembrate da Torino le Diocesi di Pinerolo nel 1748 e di Susa nel 1772.

    La rivoluzione e i Santi
    La rivoluzione francese e la politica di Napoleone I, che nel 1802 annesse il Piemonte alla Francia, sconvolsero le strutture ecclesiastiche e la vita religiosa, senza però sradicarla.
    L'Ottocento sotto il profilo ecclesiastico fu un secolo bifronte: davanti alle ricorrenti soppressioni religiose, sorsero numerose nuove Congregazioni (i Salesiani di Don Bosco sono i più noti con le Figlie di Maria Ausiliatrice, ma anche le Suore del Cottolengo, quelle di S. Anna e varie altre Famiglie religiose tuttora operanti); lo scontro tra Chiesa e liberalismo (emblematizzato dall'esilio a Lione dell'Arcivescovo Luigi Fransoni), con un diffuso e pesante anticlericalismo, trovò anche quel cattolicesimo sociale che ebbe la sua migliore espressione in San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) con la Piccola Casa della Divina Provvidenza, San Giuseppe Cafasso (1811-1860) con il Convitto Ecclesiastico di San Francesco, San Giovanni Bosco (1815-1888) e San Leonardo Murialdo (1828-1900) con la pastorale giovanile; è il secolo di parroci esemplari come i Beati Federico Albert (1820-1876), Clemente Marchisio (1833-1903) e Giovanni Maria Boccardo (1848-1913); di testimoni di una pastorale anche per il mondo della cultura con il Beato Francesco Faà di Bruno (1825-1888); di presenze femminili preziose nel campo dell'educazione giovanile e della carità con le Beate Maria Enrichetta Dominici (1829-1894), Anna Michelotti (1843-1888), Maria Francesca Rubatto (1844-1904) e Giuseppina Gabriella Bonino (1843-1906).

    Nella scia di Don Bosco, anche solo in terra piemontese, troviamo una promettente fioritura di santità: oltre a San Domenico Savio (1842-1857) e a Santa Maria Domenica Mazzarello (1837-1881), tra i Beati vi sono il torinese Michele Rua (1837-1910) e Filippo Rinaldi (1856-1931), tra le Figlie di Maria Ausiliatrice la Beata Maddalena Morano (1847-1908) e si culmina nel martire cuorgnatese San Callisto Caravario (1903-1930), missionario in Cina.

    Il Beato Giuseppe Allamano (1851-1926), quasi a cerniera tra due secoli, rilanciò pastoralmente il santuario della Consolata e fondò i Missionari e le Missionarie della Consolata.

    La città operaia
    Ormai città industriale e operaia, dalla fine dell'Ottocento Torino si sviluppa rapidamente con le barriere operaie: città di Gramsci e Gobetti, ma anche del Beato Pier Giorgio Frassati (1901-1925).
    Nel secondo dopoguerra, le esigenze della ricostruzione e le ondate migratorie del Sud - Torino, per un periodo, giunge a superare il milione di abitanti - sollevano grandi problemi pastorali e richiedono numerose nuove chiese.

    Nel lunghissimo episcopato dell'Arcivescovo Maurilio Fossati (1930-1965) si trovano risposte generose e tempestive a queste emergenze inedite con l'opera di qualificati e preziosi collaboratori tra cui bisogna ricordare i monsignori Giuseppe Garneri (poi Vescovo di Susa), Pompeo Borghezio, Vincenzo Barale e Carlo Chiavazza. A loro e ad altri numerosi operai del Vangelo si devono l'Opera per la costruzione di nuove chiese (nota come "Torino-chiese"), la puntuale testimonianza di solidarietà durante il secondo conflitto mondiale, l'impegno dei cappellani del lavoro, la promozione della stampa cattolica e dei settimanali diocesani, con la fondazione de "il nostro tempo" e una nuova conduzione de "La Voce del Popolo".

    La promettente stagione conciliare e post-conciliare è vissuta a Torino, con le sue contraddizioni, sotto la guida degli Arcivescovi Michele Pellegrino (1965-1977) e Anastasio Alberto Ballestrero (1977-1989). Con l'Arcivescovo Giovanni Saldarini, negli anni 1994-97, dopo oltre un secolo l'Arcidiocesi torinese celebra nuovamente un Sinodo diocesano, dedicato alla comunicazione della fede.
    Con l'Arcivescovo Severino Poletto si realizzano le 'missioni diocesane' mirate alle varie età e situazioni di vita e nascono le Unità pastorali.

    L'Arcidiocesi di Torino occupa una parte centrale nel Piemonte: il suo territorio comprende molta parte della Provincia di Torino, per complessivi 137 Comuni (il resto è distribuito fra le Diocesi di Asti, Casale Monferrato, Ivrea, Pinerolo e Susa con circa 350.000 abitanti complessivamente); si estende in 15 Comuni della Provincia di Cuneo (80.000 abitanti) e in 6 della Provincia di Asti (circa 7.000 abitanti).

    Nel territorio dell'Arcidiocesi abita quasi la metà della popolazione dell'intera Regione Piemonte, che per il restante comprende altre 15 Diocesi nella Regione Pastorale Piemontese (esclusa la Diocesi di Aosta, il cui territorio coincide con la Regione autonoma Valle d'Aosta) e una porzione della Diocesi di Tortona, il cui territorio si estende in Liguria e Lombardia, ma che appartiene alla Regione Pastorale Ligure.

    Attualmente l'Arcidiocesi di Torino confina in Italia con le Diocesi di Ivrea, Casale Monferrato, Asti, Alba, Fossano, Saluzzo, Pinerolo e Susa; in Francia con l'Arcidiocesi di Chambéry, Saint-Jean-de-Maurienne e Tarentaise.

    3. Cronotassi dei Vescovi

    Vescovi

    S. Massimo (375?-423?)
    Massimo II (già nel 451-470 circa)
    S. Vittore (470-494)
    Tigridio (501-503)
    Pelagio (526)
    Rufo (535-562)
    Ursicino (562-609)
    Rustico (679-691)
    Valcuno (770)
    Andrea (773-800 circa)
    Claudio I (818-830)
    Vitgario (Witgario) (832-838)
    Reguimiro I (Regimiro) (838-860)
    Claudio II (860-878)
    Lanco (888)
    Amulone (Amolo I) (888-898)
    Eginolfo (898-901)
    Guglielmo I (901-904?)
    Amolo II (904-906?)
    Ricolfo (906?-945)
    Alberto (?)
    Gebisio (?)
    Gumberto (?)
    Amalrico (955-974)
    Guglielmo II (974?-989)
    Oberto I (989)
    Amizone (Amizo, Amico) (989-998)
    Gezone (Gezo) (998-1010)
    Bonifacio (1012?)
    Landolfo (1012-1038)
    Pietro (1039)
    Guido I (Guigo, Wido, Widone) (1039-1046)
    Reguimiro II (Regimiro) (1047)
    Cuniberto (1047-1081)
    Guglielmo III (Willelmo, Witelmo) (1081-1089)
    Umberto (1090)
    Guiberto I (Wiberto) (1098-1099)
    Mainardo (Maginardo, Madardo) (1100-1117)
    Guiberto II (Wiberto) (1118-1122)
    Bosone (Boso) (1122-1125)
    Agamennone de Gebennis (di Ginevra) (1125-1130)
    Arberto (Ariberto) (1130 - ancora vivente il 29.11.1140)
    Oberto II (Uberto, Umberto) (1141-1145)
    Carlo I (1145-1162)
    Guglielmo IV (1162-1163)
    Oberto III (1164)
    Carlo I (1165-1170)
    Milone di Cardano (1170-1188)
    Arduino di Valperga (1188-1207)
    Giacomo I De Mosso (1208-1227)
    Ainardo (1228)
    Giacomo II dei Signori di Carisio (1228-1231)
    Uguccione dei Cagnola (Ugo) (1231-1243)
    Regino (1242?)
    Giovanni Provana (1243)
    Giovanni Arborio (1244-1259)
    Gandolfo (1259)
    Huguzio (1260-1262?)
    Goffredo di Montanaro (1264-1300)
    Tedisio della Gente Camilla (1301-1319)
    Guido Canalis dei Signori di Cumiana (Guido II, Guidetto) (1319-1348)
    Tomaso di Savoia (1349-1362)
    Bartolomeo Frignano (1362-1363)
    Giovanni Orsini dei Signori di Rivalta (Il "Beato") (1364-1411)
    Aimone di Romagnano (1411-1438)
    Ludovico dei Marchesi di Romagnano (1438-1468)
    Giovanni di Compeys (1469-1482)
    Domenico Della Rovere dei Signori di Vinovo (1482-1501) - Cardinale
    Giovanni Ludovico Della Rovere dei Signori di Vinovo (1501-1510)
    Tomaso de Suxo
    Giovanni Francesco Della Rovere dei Signori di Vinovo (1510-1515)

    Arcivescovi

    1. Giovanni Francesco Della Rovere dei Signori di Vinovo (1515)
    2. Innocenzo Cibo (1515-1517) - Cardinale
    3. Claudio di Seyssel (1517-1520)
    4. Innocenzo Cibo (1520-1549) - Cardinale
    5. Cesare Cibo Usodimare (1550-1562)
    6. Iñigo D'Avalos dei Marchesi del Vasto (1563-1564) - Cardinale
    7. Girolamo Della Rovere dei Signori di Vinovo (1564-1592) - Cardinale
    8. Carlo Broglia dei Signori di Santena (1592-1617)
    9. Filiberto Milliet dei Baroni di Faverges e Chally (1618-1625)
    10. Giovanni Battista Ferrero dei Signori di Campiglione (1626-1627)
    11. Antonio Provana dei Conti di Collegno (1632-1640)
    12. Giulio Cesare Bergera dei Conti di Cavallerleone (1642-1660)
    13. Michele Beggiamo dei Signori di Sant'Albano e di Cervere (1662-1689)
    14. Michele Antonio Vibò dei Signori di Praly e di San Martino del Perrero (1690-1713)
    15. Francesco Arborio di Gattinara (1727-1743)
    16. Giovanni Battista Roero dei Conti di Pralormo (1744-1766) - Cardinale
    17. Francesco Luserna Rorengo dei Marchesi di Rorà (1768-1778)
    18. Vittorio Gaetano Costa d'Arignano dei Conti della Trinità (1778-1796) - Cardinale
    19. Carlo Luigi Buronzo del Signore (1797-1805)
    20. Giacinto Della Torre dei Conti di Luserna (1805-1814)
    21. Colombano Chiaveroti (1818-1831)
    22. Luigi dei Marchesi Fransoni (1832-1862)
    23. Alessandro Ottaviano Ricardi dei Conti di Netro (1867-1870)
    24. Lorenzo Gastaldi (1871-1883)
    25. Gaetano Alimonda (1883-1891) - Cardinale
    26. Davide dei Conti Riccardi (1891-1897)
    27. Agostino Richelmy (1897-1923) - Cardinale
    28. Giuseppe Gamba (1923-1929) - Cardinale
    29. Maurilio Fossati (1930-1965) - Cardinale
    30. Michele Pellegrino (1965-1977) - Cardinale
    31. Anastasio Alberto Ballestrero (1977-1989) - Cardinale
    32. Giovanni Saldarini (1989-1999) - Cardinale
    33. Severino Poletto (1999-2010) - Cardinale
    34. Cesare Nosiglia (2010 - ...)*
    * dal 12 ottobre 2019 anche Amministratore Apostolico della Diocesi di Susa
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  3. #3
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    Arcivescovo

    Arcivescovo


    Dall'11 ottobre 2010 è Arcivescovo di Torino Mons. Cesare Nosiglia




    Biografia S.E. Mons. Cesare Nosiglia

    S.E. Mons. Cesare Nosiglia è nato il 5 ottobre 1944 a Rossiglione, nella diocesi di Acqui e provincia di Genova. Dopo aver compiuto gli studi nel Seminario di Acqui Terme è stato inviato a Roma per proseguire la sua formazione, conseguendo la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense e quella in Sacra Scrittura presso il Pontifico Istituto Biblico.

    È stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1968 per la diocesi di Acqui.

    Gli incarichi pastorali più significativi da lui svolti sono: dal 1968 al 1975, studente a Roma e Collaboratore nella Parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi; dal 1971 al 1983, Addetto all'Ufficio Catechistico Nazionale della C.E.I.; dal 1975 al 1991, Collaboratore nella Parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti; dal 1978 al 1980, Docente di Teologia al Pontificio Ateneo Sant'Anselmo; dal 1983 al 1986, Vicedirettore dell'Ufficio Catechistico Nazionale C.E.I.; dal 1986 al 1991, Direttore dell'Ufficio Catechistico Nazionale della C.E.I.

    Eletto alla Chiesa titolare di Vittoriana e nominato Ausiliare di Roma il 6 luglio 1991, ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 14 settembre successivo. Durante il Sinodo di Roma ha ricoperto gli incarichi di Relatore Generale e Presidente della Commissione post-sinodale. Il 19 luglio 1996 è stato nominato Vicegerente di Roma con il titolo personale di Arcivescovo. Il 6 ottobre 2003 è stato trasferito alla diocesi di Vicenza.

    A livello nazionale, è stato anche Presidente del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica, Presidente dell'Organismo Internazionale dell'Educazione Cattolica (OIEC), nonché Delegato del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa per la Catechesi e l'Università.

    Nell'ambito della Conferenza Episcopale Italiana è stato Membro della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede (1992-1999), Segretario della Commissione Episcopale per l'Educazione Cattolica (1995-2000) e Presidente della stessa Commissione (2000-2005), infine Vice-Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (2010-2015).

    In occasione del Grande Giubileo dell'anno 2000 gli è stata affidata la Vicepresidenza della Commissione Pastorale-Missionaria del Comitato Centrale, la Presidenza del Comitato Italiano per la Giornata Mondiale della Gioventù, come pure la Vicepresidenza del Congresso Eucaristico Internazionale. Inoltre, è stato Membro del Consiglio Internazionale per la Catechesi della Congregazione per il Clero. È stato Presidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015.

    Dall'11 ottobre 2010 è Arcivescovo di Torino. Dal gennaio 2011 è Presidente della Conferenza episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta e Membro del Consiglio episcopale permanente della CEI.

    Il 1° agosto 2019, S. Eusebio, patrono del Piemonte, Papa Francesco ha confermato Mons. Nosiglia Arcivescovo di Torino per altri due anni.


    Il 12 ottobre 2019 è nominato anche Amministratore Apostolico della Diocesi di Susa.


    La segreteria dell'Arcivescovo è in via Arcivescovado 12 a Torino ed è operativa e raggiungibile telefonicamente nelle mattinate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle ore 12,30.

    Tel. 011.51.56.300
    fax: 011.51.56.249
    e-mail:
    segr.arcivescovo@diocesi.torino.it

    Eccetto che per il clero, perché l'Arcivescovo possa concedere un'udienza è opportuno che conosca le generalità e la motivazione esplicita (seppur sintetica) di chi la richiede. Si prega pertanto di indicarle in una lettera indirizzata direttamente a Mons. Nosiglia, corredata dei propri recapiti e inviata per mail o posta cartacea.

    Segretari dell'Arcivescovo sono don Mauro Grosso e don Enrico Griffa.

    Collaboratori della Segreteria sono il diac. Mario Morgagni e la sig.ra Renata Marin.
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  4. #4
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    Cardinale Arcivescovo Emerito

    Cardinale Arcivescovo Emerito

    S. E. R. Cardinale Severino Poletto



    «Vengo tra voi con nessun'altra intenzione che fare della mia vita un'immolazione, un'offerta gradita a Dio. Desidero professare davanti al Signore e a voi che così io intendo vivere il mio servizio episcopale: come un'offerta totale della mia vita, fino all'ultimo respiro, per annunciare Gesù Cristo e per cercare esclusivamente di esservi guida ed esempio per aiutarvi a camminare nella sequela di Cristo, unica condizione per raggiungere la salvezza».

    Sono le parole con cui Monsignor Severino Poletto si è «presentato» alla Chiesa e alla città di Torino il 5 settembre 1999, nell'omelia della Messa d'ingresso, celebrata sul sagrato del Duomo. La «dedizione» Mons. Poletto ha provveduto a praticarla da subito: nei primi mesi del suo ministero ha incontrato personalmente tutti i preti della diocesi (circa 700), in una «Visita pastorale al clero» del tutto nuova per la Chiesa di Torino; ha anche riunito in diocesi, per una settimana, i 18 missionari torinesi «fidei donum» che lavorano in 4 continenti. In diocesi ha avviato la preparazione del Piano pastorale decennale e della riforma della Curia metropolitana. Mons. Poletto ha animato da subito anche significativi momenti «pubblici» della Chiesa torinese, come i lavori di preparazione dell'ostensione giubilare della Sindone, e proponendo il Convegno «La Chiesa incontra la città» che, svoltosi nel giugno 2000, ha segnato un punto alto di confronto fra l'archidiocesi torinese e le massime rappresentanze delle istituzioni civili.

    La vita del Cardinale è quasi il simbolo di una lunga stagione della recente storia piemontese, quella del secondo dopoguerra: nato in Veneto (Salgareda, diocesi e provincia di Treviso, 18 marzo 1933), Severino Poletto seguì la famiglia, venuta in Piemonte a cercare quel lavoro che allora scarseggiava nel Nord Est italiano. Ultimo di 11 figli (di cui due morti in tenera età), ricevette il Battesimo il 29 marzo 1933 nella parrocchia S. Michele Arcangelo in Salgareda e ivi fu cresimato il 17 novembre 1940 da Mons. Antonio Mantiero, Vescovo di Treviso.

    La famiglia Poletto si trasferì in Piemonte nel 1952, dapprima a Rosignano Monferrato e poi a Terranova di Casale. Dopo aver iniziato gli studi seminaristici a Treviso, nel 1953 - anno della morte del papà - egli passò al Seminario Maggiore di Casale Monferrato. Ricevuta l'Ordinazione presbiterale dal Vescovo Mons. Giuseppe Angrisani il 29 giugno 1957, fu inviato come viceparroco a Montemagno e vi restò per quattro anni. Nello stesso anno dell'ordinazione perse anche la madre, in un incidente stradale. Fu successivamente prefetto di disciplina del Seminario di Casale e direttore dell'Opera diocesana Vocazioni.


    Venne nominato, nel 1965, parroco a Maria SS. Assunta in zona Oltreponte di Casale, zona di immigrazione e di residenza operaia; senza mai definirsi «prete operaio» nel senso tradizionale del termine, lavorò tuttavia a metà tempo per alcuni anni in una fabbrica nella zona della sua parrocchia. Della sua esperienza di parroco, che durò 15 anni, il Cardinale ricorda soprattutto l'intenso impegno su un duplice fronte: l'attuazione del Concilio Vaticano II per quanto riguarda la liturgia e la promozione del laicato, e l'avvio di una serie di iniziative volte a coinvolgere i credenti in una sempre maggiore «responsabilità» nella pastorale e nell'evangelizzazione. Nel 1973 curò la fondazione del Centro diocesano per la pastorale della famiglia, con corsi per fidanzati e Consultorio. Fu coordinatore della grande Missione cittadina nel 1974, nel 500° anniversario di fondazione della diocesi di Casale Monferrato. Nel 1977 conseguì la licenza "summa cum laude" in Teologia morale all'Accademia Alfonsiana presso la Pontificia Università Lateranense; nell'autunno del medesimo anno fu nominato Delegato Vescovile per la pastorale.

    La «stagione episcopale» comincia nel 1980: a 47 anni Mons. Poletto è nominato dal Papa (3 aprile) Vescovo Coadiutore di Mons. Giovanni Dadone, Arcivescovo - Vescovo di Fossano. Sabato 17 maggio 1980, nella Cattedrale casalese di S. Evasio, l'Arcivescovo di Torino Card. Anastasio Alberto Ballestrero conferiva a Mons. Poletto l'Ordinazione episcopale ed il successivo 22 giugno la diocesi di Fossano lo accoglieva come Pastore.

    Per dieci anni Mons. Poletto è stato segretario della Conferenza episcopale piemontese; nella Conferenza episcopale italiana è attualmente membro del Consiglio permanente e ha partecipato, dal 1985, alla Commissione per la famiglia di cui è stato anche presidente.


    A Fossano Mons. Poletto si dedicò con entusiasmo in particolare ai giovani, alla famiglia, alla formazione di catechisti per adulti: sono gli ambiti più importanti sui quali ha stimolato l'operosa attività delle forze vive di quella diocesi. Nel 1986 nasce a Fossano la sezione dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose che «serve» tutte le 5 diocesi della provincia di Cuneo.

    Il 16 marzo 1989 a Mons. Poletto fu affidata la diocesi di Asti e l'11 giugno successivo vi iniziò il ministero pastorale, continuando ad essere apprezzato e richiesto predicatore di esercizi spirituali rivolti a clero, religiose e varie categorie di laici. Anche qui dieci anni intensi, caratterizzati dalle «Missioni diocesane» rivolte ai giovani, agli sposi, ai bambini e ragazzi, agli anziani. Ad Asti Mons. Poletto avvia la sperimentazione delle «Unità Pastorali», per razionalizzare e rendere più efficace la presenza e il servizio della Chiesa sul territorio. Il 25 - 26 settembre 1993 accoglie il Papa ad Asti: durante quella visita Giovanni Paolo II proclamò Beato l'astigiano Mons. Giuseppe Marello, fondatore degli Oblati di S. Giuseppe.


    L'«avventura» torinese comincia il 19 giugno 1999, con il trasferimento deciso dal Santo Padre da Asti a Torino, per succedere al Card. Giovanni Saldarini. La città lo accoglie con attenzione ed entusiasmo: migliaia di persone sono presenti il 5 settembre nella piazza del Duomo; insieme ai numerosi torinesi si trovano rappresentanze di Casale, Fossano, Asti, Treviso, Salgareda: tutte le tappe della vita dell'Arcivescovo. In Duomo accoglierà poi, il 12 agosto 2000, gli oltre 30 mila giovani in viaggio verso Roma per le Giornate mondiali della gioventù, in cui lo stesso Arcivescovo è chiamato a guidare tre catechesi. Di fronte alla Sindone il Custode accoglie anche gli scienziati riuniti da tutto il mondo per il primo Simposio internazionale di studi sindonici (marzo 2000) e, durante l'ostensione, numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi venuti a guidare il pellegrinaggio delle loro comunità a quel Volto misterioso. In particolare giunge, per la prima volta in Italia in visita ufficiale, la delegazione del Patriarcato ortodosso di Mosca, guidata dal Metropolita Kirill.

    Il 21 gennaio arriva – ed a Torino è accolta con gioia – la notizia della creazione a Cardinale: un «onore» che l'interessato ha voluto dedicare, più che a se stesso, alla diocesi tutta e alla città di Torino. L'Arcivescovo riceve la berretta cardinalizia nel Concistoro del 24 febbraio 2001, sul sagrato della basilica di San Pietro, insieme con altri 36: sono i primi cardinali del terzo millennio cristiano. Al Card. Poletto tocca il «titolo» di S. Giuseppe alla Via Trionfale. Partono, a Torino, le consultazioni per la costruzione di una nuova parrocchia nella zona di nuova espansione della città. La nuova parrocchia sarà anche la sede degli uffici della Curia metropolitana, poco accessibile a causa delle limitazioni di traffico nel centro storico.


    Il 2001 è l'anno in cui l'Arcivescovo di Torino lancia anche il suo programma pastorale; con la Lettera «Costruire insieme» (che richiama nel titolo la «Camminare insieme» del card. Pellegrino del 1971) il Card. Poletto invita l'intera comunità diocesana – e anche la società civile del territorio torinese – a coinvolgersi nella grande Missione che impegnerà la Chiesa subalpina nel prossimo decennio. Al centro della Missione c'è l'esigenza di ripartire dalla «prima evangelizzazione», cioè di un annuncio efficace, credibile, visibile di Gesù Cristo e della sua salvezza a tutti. Una Missione che rispetti le convinzioni e le esperienze di ciascuno, ma che proponga, con umiltà e serenità, la buona notizia della salvezza cristiana.

    La Missione si articola in quattro grandi ambiti che riguardano le fasce d'età a cui maggiormente si punta: ragazzi, giovani, coppie e famiglie, anziani. Il 2001 è però prima di tutto un anno di preparazione: nella preghiera, e con un accento particolarmente forte sulla spiritualità, attraverso momenti specifici di adorazione eucaristica, preghiera comunitaria, meditazione. Nello stesso periodo vengono avviati gli incontri tecnici di preparazione per gli operatori della Missione, e l'Arcivescovo continua a presentare il Piano pastorale diocesano alle diverse categorie di persone.


    Il 29 gennaio 2002 l'incontro con i docenti cattolici degli atenei torinesi vede la partecipazione di oltre 200 persone, con la presenza anche dei magnifici rettori e dell'Università e del Politecnico di Torino.

    Nella seconda metà del mese di febbraio 2002 il Cardinale Arcivescovo compie una visita pastorale ai sacerdoti torinesi "Fidei donum" che lavorano da molti anni in Brasile e Argentina. Visita le comunità che sono affidate al loro ministero e incontra i Vescovi di quelle diocesi.


    Invitato dal sindaco di Torino e dal presidente del Consiglio comunale, il 7 maggio 2002 il Cardinale si reca in visita ufficiale a Palazzo Civico, dove in Sala Rossa incontra, alla presenza del anche del Prefetto di Torino e dei Presidenti della Regione e della Provincia, il Sindaco, gli assessori, il presidente del Consiglio Comunale, i presidenti delle Circoscrizioni della città ei dirigenti dei servizi comunali, ascoltando gli interventi dei presenti e proponendo una propria riflessione sulla situazione di Torino e sulla collaborazione possibile tra Chiesa e Istituzioni civili.


    Nell'autunno 2002 si aggrava la crisi della Fiat. Il Cardinale sostiene e incoraggia tutti con la propria preghiera personale e quella di tutta la Chiesa torinese; egli inoltre incontra personalmente e in più occasioni i responsabili della Fiat, i dirigenti sindacali e anche gruppi diversi di lavoratori.

    Nel mese di febbraio 2003 il Cardinale invita più volte la Chiesa di Torino, sia a livello parrocchiale, sia come intera Diocesi, a scongiurare il dramma della guerra in Iraq e la sera dello stesso scoppio della guerra riunisce la Comunità diocesana in una partecipatissima veglia di preghiera al santuario della Consolata.


    Alla fine del mese di febbraio 2003 il Cardinale visita i sacerdoti "Fidei donum" che lavorano da molti anni in Guatemala. Incontra le comunità che sono affidate al loro ministero e i Vescovi di quelle diocesi. Analogo viaggio pastorale compie all'inizio di aprile recandosi in Kenya dove, oltre a incontrare i sacerdoti di Torino che lavorano a Lodokejek, ne accompagna uno che inizia il proprio ministero come "Fidei donum" tra la popolazione del luogo.

    Nell'ambito dello sviluppo del Piano Pastorale diocesano prosegue il cammino per la definizione dei raggruppamenti di parrocchie e con decreto del 5 marzo 2003 il Cardinale costituisce le Unità Pastorali nell'intero territorio dell'Arcidiocesi, "ad experimentum" per la durata di 5 anni. Il documento "Orientamenti e norme" per le Unità pastorali entra in vigore il 1° settembre 2003. Continua, nell'ambito del magistero episcopale del Cardinale, la predicazione di corsi di esercizi spirituali, rivolti in particolare ai sacerdoti, ai diaconi permanenti e alle religiose, oltre ad una "tre giorni" che ogni anno propone ai giovani diciottenni della diocesi.


    La devozione mariana del Cardinale Poletto si esplica nella predicazione che egli stesso propone nel santuario torinese della Consolata, ogni anno durante il mese di giugno, nei giorni della festa della patrona della Diocesi, in altri santuari o chiese dedicate a Maria presenti sul territorio diocesano e nella guida al pellegrinaggio diocesano alla Grotta di Lourdes (mese di settembre).

    Alla fine del mese di settembre 2003, il cardinale inizia la visita pastorale a tutte le Unità Pastorali dell'Arcidiocesi. Il calendario definito prevede nel corso dei prossimi 5 anni la visita del Cardinale alle 64 unità pastorali della diocesi secondo un programma che si realizza a livello di ogni unità pastorale e a livello delle singole parrocchie. Per ogni Unità è prevista una celebrazione di apertura ed una di chiusura della visita; l'incontro personale con tutti i sacerdoti e i diaconi; un incontro con i fanciulli, con i giovani, con gli sposi e i genitori, con gli anziani, con i membri dei consigli parrocchiali e con gli operatori pastorali, con le religiose e i religiosi, con gli amministratori pubblici. Nelle singole parrocchie è programmata una celebrazione eucaristica festiva.


    Il 12 giugno 2004 il Cardinale ordina vescovo di Zè Doca, in Brasile, Mons. Carlo Ellena, sacerdote "Fidei donum" della diocesi di Torino, che per tanti anni ha lavorato tra le comunità cristiane di quella regione dello stato del Maranhao.

    L'8 dicembre 2006 inaugura il complesso del Santo Volto, la parrocchia e la nuova curia progettate dall'architetto Mario Botta

    Nell'anno pastorale 2007-2008, conclude le missioni diocesane e la vista pastorale in tutte le Unità della diocesi , indice l'anno della Redditio Fidei che si conclude il 2 giugno con il pellegrinaggio della diocesi a Roma e l'udienza con Benedetto XVI. In questa occasione viene annunciata l'Ostensione della Sindone e la possibile visita del Papa a Torino per la venerazione del Telo.

    Il 10 aprile del 2010 apre la solenne ostensione della Sindone che si conclude il 23 maggio, Solennità di Pentecoste. Un'ostensione all'insegna del motto "Passio Christi, passio hominis" che ha visto sfilare di fronte al Telo oltre 2 milioni di pellegrini da tutto il mondo.

    Lunedì 11 ottobre 2010 annuncia il nome del suo successore: Monsignor Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Vicenza.
    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  5. #5
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    Vescovo Ausiliare emerito

    Vescovo Ausiliare emerito

    Mons. Guido Fiandino




    Nato a Savigliano (provincia di Cuneo, diocesi di Torino) il 12 gennaio del 1941.

    Ultimo di quattro figli nati dall’unione matrimoniale di papà Giuseppe con la mamma Migliore Maria, entrambi di origine contadina.


    Cresciuto alla scuola dell’Abate parroco di Sant’Andrea in Savigliano il can. Tommaso Gallo, è entrato nel Seminario Minore di Giaveno in seconda media nell’anno 1952.

    Vi è rimasto fino al 1956.


    Ha proseguito gli studi del liceo classico e della teologia nel Seminario di Rivoli dal 1956 al 1964.

    Ordinato sacerdote da S. Ecc.za Mons. Francesco Bottino, vescovo ausiliare del Card. Maurilio Fossati, il 28 giugno 1964.


    Nel settembre 1966 è stato chiamato al Seminario Maggiore di Rivoli come animatore dei teologi.

    Dal 1970 al 1979 è stato vicario parrocchiale di san Francesco in Piossasco; qui è diventato parroco ed è rimasto fino al 1990. Ha curato particolarmente l’accoglienza in parrocchia degli immigrati provenienti dal Sud.


    Dal 1990 al 2000 è stato parroco di Santa Maria della Stella in Rivoli.


    Ha promosso collaborazioni parrocchiali con le parrocchie vicine; ha dato vita ad un Centro di Ascolto per le situazioni di povertà che ha poi dato origine ad un Centro di Temporanea Accoglienza e a una Cooperativa Sociale per avviare al lavoro le fasce meno favorite.

    Il 20 aprile 2000 è stato nominato Provicario Generale dell’Arcidiocesi di Torino.

    Dal 25 luglio 2001 a novembre 2008 è stato Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Torino (insieme a Mons. Lanzetti) con il compito particolare di Moderatore della Curia e di seguire con particolare attenzione i Distretti Nord, Sud Est, Ovest dell’Arcidiocesi.


    Il 21 giugno del 2002 è stato nominato Vescovo Ausiliare di Torino; ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 20 luglio del 2002; il 10 febbraio del 2016 il Santo Padre Francesco ha accetto la rinuncia all'ufficio di Ausiliare di Torino per limiti di età.


    Da novembre 2008 è anche parroco della parrocchia Beata Vergine delle Grazie a Torino (Crocetta).
    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  6. #6
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    Collaboratori del Vescovo

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    Profilo biografico e recapiti

    Vescovo ausiliare emerito (rinuncia del 10 febbraio 2016):
    Mons. Guido Fiandino

    Vicario generale e Moderatore della Curia metropolitana:

    Mons. Valter Danna

    Vicari episcopali territoriali:

    Torino Città: D
    on Sebastiano Olivero
    Torino Nord: D
    on Claudio Baima Rughet
    Torino Sud - Est: Don Marco Di Matteo
    Torino Ovest: D
    on Domenico Mitolo

    Vicario episcopale per l'Amministrazione:

    Don Maurizio De Angeli


    Economo diocesano:

    Don Domenico Cattaneo


    Vicario episcopale per il sostegno al Clero:

    Mons. Guido Fiandino

    Vicario episcopale per la vita consacrata:

    Don Sabino Frigato, SDB

    Delegato arcivescovile per l'Ordo Virginum:

    Can. Giuseppe Zeppegno


    Delegato arcivescovile per le Cause dei Santi:

    Don Giuseppe Tuninetti

    Delegato arcivescovile per il Diaconato permanente:

    Don Claudio Baima Rughet

    Delegato arcivescovile per l'Assistenza al Clero anziano e/o malato:

    Don Massimiliano Canta
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  7. #7
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    Santi (locali e patroni)

    Santi (locali e patroni)

    Patrona dell'Arcidiocesi

    Beata Vergine Maria Consolatrice
    (La Consolata)
    20 giugno


    Santi


    Ottavio, Avventore e Solutore
    martiri
    20 gennaio

    San Giovanni Bosco
    sacerdote
    31 gennaio

    San Giuseppe Benedetto Cottolengo
    sacerdote
    30 aprile

    Venerazione della Sindone
    4 maggio

    San Domenico Savio
    6 maggio

    San Leonardo Murialdo
    sacerdote
    18 maggio

    Beata Vergine Maria, Aiuto dei cristiani
    24 maggio

    Miracolo di Torino
    6 giugno

    San Giuseppe Cafasso
    sacerdote
    23 giugno

    Natività di San Giovanni Battista
    24 giugno

    San Massimo di Torino
    vescovo
    25 giugno

    Sant'Eusebio di Vercelli
    vescovo
    1 agosto
    Patrono della regione pastorale piemontese

    San Rocco
    16 agosto

    San Secondo
    martire
    26 agosto

    San Grato
    vescovo
    7 settembre

    San Dalmazzo
    martire
    5 dicembre

    San Valerico
    abate
    12 dicembre
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  8. #8

  9. #9
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    Le Unità pastorali

    Le Unità pastorali

    La diocesi di Torino ha avviato la sperimentazione della suddivisione del territorio in Unità pastorali nel 2003.

    Per Unità pastorali si intendono «più parrocchie, e tutte le altre presenze ecclesiali sul territorio quali sacerdoti, diaconi, religiose/i, laici, movimenti associazioni gruppi, che collaborano continuando ciascuna a rimanere tale. Nessuna è soppressa ma ognuna sarà valorizzata proprio in forza della ricchezza che viene dalla diversità di storia e di vita di ognuna.

    Il tutto avverrà sotto la guida di una équipe presieduta da un sacerdote moderatore, ossia un coordinatore delle varie attività (uno, il sacerdote moderatore, attiva alcuni - confratelli, diaconi, religiose, religiosi e laici già impegnati nelle parrocchie o in associazioni, movimenti, gruppi presenti sul territorio - a servizio di tutti , vale a dire della gente che abita il territorio), nelle quali si possano attivare ministerialità diverse».

    Il fine è quello «di costruire insieme un’'efficace comunità missionaria dando vita a “un gioco di squadra pastorale”, che renda visibile il dono della comunione e missione trinitaria nell'evangelizzazione del territorio, ossia con e per persone che vivono una realtà culturale sociale, religiosa e istituzionale – non solo o primariamente geografica – con tratti di storia simili o assimilabili» (dal vademecum per la sperimentazione "La chiesa torinese verso il futuro", cfr sez. Documentazione storica).

    Elenco dei Moderatori delle UP in carica per il triennio 2020-23. Decreto di settembre 2020






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  10. #10

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