Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dall'Arcidiocesi di Bologna - Anno 2021

  1. #11
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    Nomine

    L’Arcivescovo ha nominato: don Paolo Manni, Amministratore parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria e di Rigosa; don Paolo Cugini, Amministratore parrocchiale di Dodici Morelli, di Galeazza Pepoli e di Palata Pepoli e Amministratore parrocchiale sede plena di Bevilacqua; padre Ivano Giuseppe Puccetti O.F.M. Cap, Vicario parrocchiale di San Giuseppe; don Victor Saul Meneses Moscoso, Cappellano dell’Ospedale di Cento.

    Fonte: Bologna7 di oggi, p. 7

  2. #12
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    primo piano
    Il cardinale Zuppi ha incontrato papa Francesco

    L’udienza privata si è svolta nella mattinata del 14 gennaio in Vaticano



    L’Arcivescovo Card. Matteo Zuppi è stato ricevuto questa mattina in udienza privata da Papa Francesco, come ha reso noto anche il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede. L’incontro riservato, avvenuto oggi, giovedì 14 gennaio, si è svolto in Vaticano. Per il Card. Zuppi è stata pure l’occasione per ricordare i suoi cinque anni di ministero episcopale nell’Arcidiocesi di Bologna.


    Prima della parte riservata dell’incontro vi è stato anche un momento di saluto con i vicari generali dell’Arcidiocesi, mons. Stefano Ottani e mons. Giovanni Silvagni, il segretario generale della Curia, don Roberto Parisini, e il segretario particolare dell’Arcivescovo, don Sebastiano Tori.
    «Papa Francesco – ha affermato il cardinale Zuppi al termine dell’udienza – saluta e benedice la città di Bologna e tutta la Diocesi. Ha espresso la sua partecipazione in un momento così difficile a causa della pandemia e la sua grande vicinanza soprattutto a quanti hanno sofferto per la perdita di persone care e a coloro cui la malattia ha segnato le condizioni di vita. Ho ringraziato Papa Francesco per la sua partecipazione e vicinanza e per il cordiale incontro di oggi».

    Fonte

  3. #13
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    Agenda dell'Arcivescovo per la settimana

    OGGI
    Alle 15.30 saluto all’incontro online «Fraternità e amicizia sociale nello spirito di M. Delbrèl».
    Alle 17.30 in Cattedrale presiede la Messa per la candidatura diaconi permanenti.

    MARTEDÌ 19 GENNAIO
    Alle 19 in Cattedrale Veglia ecumenica nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

    GIOVEDÌ 21 GENNAIO
    Alle 18.30 a Villa Pallavicini presiede la Messa per il centenario della nascita di monsignor Giulio Salmi.

    DOMENICA 24 GENNAIO
    Alle 11.30 preside la Messa a San Camillo (S. Giovanni in Persiceto).

    Fonte: Bologna7 di oggi, p. 7

  4. #14
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    Oggi il rito di candidatura dei diaconi

    Oggi alle 17.30 nella Cattedrale di San Pietro il cardinale Matteo Zuppi presiederà la Messa con il Rito di candidatura di nove diaconi permanenti. La cerimonia sarà trasmessa in streaming sul sito dell’Arcidiocesi di Bologna e sul canale YouTube di 12Porte. «Mentre scrivo queste righe per rimarcare l’importanza del Rito della Candidatura per nove uomini (sette sposati e due celibi) anche per la nostra Chiesa di Bologna - afferma monsignor Isidoro Sassi, direttore dell’Ufficio diocesano per il diaconato e i ministeri - non posso non tenere conto di un intenso scambio di riflessioni di alcune donne a seguito del Motu proprio, ed in particolare della lettera del Papa al Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, riguardo ai ministeri istituiti che possono essere conferiti anche alle donne. Accanto alla gioia per questo riconoscimento, anche liturgico, di uguale partecipazione al sacerdozio battesimale, c’è qualche perplessità che non sia una chiusura ad un eventuale diaconato femminile, per il quale sappiamo c’è in corso una commissione pontificia. Al di là di quello che sarà mi piace cogliere l’interesse di tutta una Chiesa per comprendersi sempre più ministeriale, cioè a servizio del Popolo di Dio e della umanità intera. Anche l’assunzione di responsabilità all’interno di un cammino diaconale, quale è la candidatura, per un impegno di formazione e di studio, dice a tutti che si deve allargare ad ogni fedele questo stile di servizio ed uno spirito missionario sempre più gioioso. I diaconi infatti non sono dei servitori solitari del Vangelo, dei fratelli, dei poveri. Ma, in forza del sacramento che ricevono, saranno segni viventi di Cristo e di una Comunità che fa strada insieme con quanti faticano a vivere la vita umana e spirituale. Faranno sorgere altre vocazioni al servizio della crescita di fraternità, di condivisione, di corresponsabilità gli uni per gli altri. Questi candidati, dietro ai quali ci sono delle famiglie, delle realtà parrocchiali, il peso lavorativo ed ora anche dello studio, ci dicono che è possibile, con la grazia di Dio, mettersi in gioco per il Regno di Dio, alla sequela di Gesù che è venuto “perché gli uomini abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv. 10,10)». I candidati all’ordinazione diaconale sono: Matteo Diahore Harding, dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie, celibe, nato a Bimbresso (Costa d’Avorio) nel 1974; Massimo Franzini, dalla parrocchia di San Giuseppe Cottolengo, celibe, nato a Benevento nel 1980; Stefano Magli, dalla parrocchia di Pieve di Cento, sposato, nato a Bologna nel 1966; Francesco Piccoli, dalla parrocchia di Marzabotto, sposato, nato a Taranto nel 1968; Maurizio Roffi, membro della Comunità della Missione di don Bosco, presta servizio pastorale a Vado di Monzuno, sposato, nato a Bologna nel 1957; Ugo Sachs, dalla parrocchia di Madonna del Lavoro, sposato, nato a Bologna nel 1957; Lorenzo Venturi, dalla parrocchia di Sant’Agostino della Ponticella, sposato, nato a Bologna nel 1969; Lucio Venturi, dalla parrocchia di Chiesa Nuova, sposato, nato a Bologna nel 1956; Saad Ibrahim Helmy Raafat, dalla parrocchia di San Lorenzo di Budrio, sposato, nato ad Alessandria (Egitto) nel 1982.
    Marco Pederzoli

    Fonte: Bologna7 di oggi, p. 2

  5. #15
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    Nel 75° anniversario della Repubblica
    Lettera del cardinale Zuppi alla Costituzione italiana

    Richiamati lo spirito e ai principi fondamentali per vivere e costruire insieme



    Il Card. Matteo Zuppi ha scritto una lettera alla Costituzione italiana in un momento storico di varie incertezze e di pandemia, nel 75° anniversario della Repubblica, richiamandosi allo spirito e ai principi fondamentali della Carta e appellandosi al lavoro dei padri costituenti.


    Oltre a ribadire la necessità di costruire una casa per tutti dove ognuno possa abitare nel riconoscimento dei propri diritti, doveri, e concorrere al bene comune.
    Cara Costituzione– afferma il Cardinale nelle prime righe – sento proprio il bisogno di scriverti una lettera, anzitutto per ringraziarti di quello che rappresenti da tempo per tutti noi. Hai quasi 75 anni, ma li porti benissimo! Ti voglio chiedere aiuto perché siamo in un momento difficile e quando l’Italia, la nostra patria, ha problemi, sento che abbiamo bisogno di te per ricordare da dove veniamo e per scegliere da che parte andare. E poi che cosa ci serve litigare quando si deve costruire?”.
    L’Arcivescovo nel suo testo richiama l’amore di Dio come luce che si manifesta ed “insegna ad amare ogni persona perché ognuno è importante. Mi chiede di farlo senza interessi perché l’unico interesse dell’amore è l’amore stesso, quindi gratuitamente, senza convenienze personali, in maniera universale. Fratelli tutti!”. E, invitando anche a superare la paura e la solitudine che restringe il cuore di molti in questo periodo, sottolinea:“Penso che ci sia bisogno di questa luce anche nelle Istituzioni, perché dona speranza, rende largo e umano il cuore, insegna a guardare al bene di tutti perché così ciascuno trova anche il suo”.
    Nella lettera vi sono vari riferimenti anche al tempo doloroso della pandemia, alle difficoltà e sofferenze di tante persone, e si esprime vicinanza e partecipazione. “Stiamo vivendo– aggiunge il Card. Zuppi – un periodo difficile. Dopo tanti mesi siamo ancora nella tempesta del Covid. Qualcuno non ne può più. Molti non ci sono più. All’inizio tanti pensavano non fosse niente, altri erano sicuri che si risolvesse subito, tanto da continuare come se il virus non esistesse, altri credevano che dopo un breve sforzo sarebbe finito, senza perseveranza e impegno costante. Quanta sofferenza, visibile, e quanta nascosta nel profondo dell’animo delle persone! Quanti non abbiamo potuto salutare nel loro ultimo viaggio! Che ferita non averlo potuto fare! (…) Quando penso a come ti hanno voluta, mi commuovo, perché i padri costituenti sono stati proprio bravi! Erano diversissimi, avversari, con idee molto distanti, eppure si misero d’accordo su quello che conta e su cui tutti – tutti – volevano costruire il nostro Paese”.
    Richiamando che “non si può vivere senza speranza”, l’Arcivescovo osserva che “non è possibile star bene da soli, perché possiamo star bene solo assieme. Tu ci ricordi che dobbiamo imparare che c’è un limite nell’esercizio del potere e che i diritti sono sempre collegati a delle responsabilità collettive”. E aggiunge che “i diritti impongono dei doveri. Ognuno è da te chiamato a pensarsi, progettarsi e immaginarsi sempre insieme agli altri. Infatti tu chiedi a tutti di mettere le proprie capacità a servizio della fraternità, perché la società come tu la pensi non è un insieme di isole ma una comunità fra persone, tra le nazioni e tra i popoli”.
    La lettera ripercorre poi i principi e i diritti fondamentali della Carta, richiamando vari articoli e sottolinea che “la libertà non è mai solo da qualcosa ma per qualcosa”, e perché un’attività o una funzione concorra al progresso materiale o spirituale della società è chiamata a trasformarsi da “libertà da” in “libertà per”. E ribadisce che “l’educazione, la casa e il lavoro sono indispensabili per vivere”.
    L’Arcivescovo chiede di fare tesoro di quello che si sta imparando dalle sofferenze di oggi, di superare“gli interessi di parte” e di esprimere un nuovo e vero “amore politico”, come richiama Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti. Nel testo vi è poi l’elencazione dei principi fondamentali, dei diritti e doveri per costruire la casa di tutti. E infine vi è l’appello alla pace, al disarmo, riprendendo l’eredità storica di chi ha saputo unire dopo la guerra. “Avevi nel cuore– scrive il Card. Zuppi – l’Europa unita perché avevi visto la tragedia della divisione. Senza questa eredità rischiamo di rendere di nuovo i confini dei muri e motivo di inimicizia, mentre sono ponti, unione con l’altro Paese. Solo insieme abbiamo futuro! Abbiamo tanto da fare in un mondo che è bagnato dal sangue nei tanti pezzi della guerra mondiale!”.
    L’Arcivescovo conclude la lettera ringraziando la Carta: “Cara Costituzione, ascoltando te già sto meglio perché mi trasmetti tanta fiducia e tanta serietà per la nostra casa comune. Se ce n’è poca anch’io devo fare la mia parte. Proprio come tu vuoi”.

    Il testo integrale della Lettera

    Fonte

  6. #16
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    Sarà presto beato
    Riconosciuto il martirio di don Giovanni Fornasini

    La gioia dell'Arcidiocesi di Bologna per la notizia arrivata oggi dalla Santa Sede



    Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il Decreto che riconosce il martirio del Servo di Dio don Giovanni Fornasini.


    Lo ha reso noto oggi, 21 gennaio 2021, il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede dove si riconosce «il martirio del Servo di Dio Giovanni Fornasini, sacerdote diocesano, nato il 23 febbraio 1915 a Pianaccio di Lizzano in Belvedere (Bologna) e ucciso, in odio alla Fede, a San Martino di Caprara, il 13 ottobre 1944».
    Diventa, così, certa la Beatificazione del sacerdote e si resta in attesa di conoscere la data della cerimonia, che sarà fissata nei prossimi mesi e dovrebbe avvenire nella Diocesi di Bologna.
    L’Arcidiocesi di Bologna «esulta di grande gioia alla notizia che Papa Francesco ha oggi approvato la promulgazione del decreto che riconosce il martirio del Servo di Dio don Giovanni Fornasini, e invita tutti ad unirsi nel ringraziamento al Signore che attraverso la Chiesa pone sul candelabro una luce eroica ed esemplare di amore verso i fratelli fino al dono della vita». L’Arcidiocesi ricorda anche che don Fornasini «parroco di Sperticano in Comune di Marzabotto (BO) il 13 ottobre 1944, fu brutalmente ucciso a 29 anni a S. Martino di Caprara, nel contesto delle stragi da poco perpetrate sulle pendici di Monte Sole, dove insieme alla popolazione furono vittime anche i suoi confratelli: don Ubaldo Marchioni e don Ferdinando Casagrande; alla Botte di Salvaro erano stati fucilati pure insieme a molti rastrellati il salesiano don Elia Comini e il dehoniano padre Martino Capelli.Nei pochi anni del suo ministero sacerdotale, ancora agli inizi, si prodigò instancabilmente in tutta la zona, esponendo più volte la vita per assistere e soccorrere le persone nelle condizioni drammatiche in cui la guerra le aveva ridotte nella valle del Reno. La bicicletta usata da don Giovanni per salire e scendere le pendici di Monte Sole è conservata come reliquia nella nuova chiesa di Castenaso. Il suo corpo riposa ora nella sua chiesa parrocchiale di Sperticano».Il riconoscimento del martirio in odio alla fede apre dunque la strada alla beatificazione di don Fornasini, e l’Arcidiocesi aggiunge: «In attesa di venerare con culto pubblico il prossimo Beato, lo possiamo già invocare personalmente come nostro intercessore e amico presso Dio».
    «Ringrazio Papa Francesco – afferma l’arcivescovo card. Matteo Zuppi – per questo nuovo dono alla Chiesa di Bologna e ringrazio quanti hanno lavorato in questi anni per mettere in luce la storia esemplare dei martiri di Monte Sole. La sua e la loro memoria ci aiuterà a testimoniare nella prova la forza dell’amore di Dio e la vicinanza alla gente».

    Scarica qui il file con introduzione alle vicende di Monte Sole e nota su don Fornasini a cura di mons. Alberto Di Chio

    Qui il link
    ad un documentario del 2019 sul martire, realizzato da Massimiliano Belluzzi e dalla redazione di 12Porte su idea del Comitato «Don Giovanni Fornasini»

    Fonte

  7. #17
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    Agenda dell'Arcivescovo per la settimana

    OGGI
    Alle 11.30 nella parrocchia di San Camillo de’ Lellis a San Giovanni in Persiceto Messa.

    MARTEDÌ 26
    Partecipa ai lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana.

    MERCOLEDÌ 27

    Alle 14 a Palazzo Segni-Masetti partecipa alla premiazione del «Premio Marella» assegnato da Confcommercio.

    GIOVEDÌ 28
    Alle 9.30 presiede il Consiglio presbiterale.
    Alle 21 in diretta streaming guida un incontro su «Leggere il nostro tempo alla luce dell’Enciclica “Fratelli tutti”» promosso dal Mcl.

    SABATO 30
    Alle 10.30 a Palazzo Baciocchi assiste all’inaugurazione dell’Anno giudiziario della Corte d’Appello.
    Alle 15.30 in diretta streaming guida la preghiera nell’incontro per i ragazzi delle medie promosso dal Seminario.
    Alle 17.30 in Cattedrale Messa per la Famiglia salesiana in occasione della festa di san Giovanni Bosco.

    DOMENICA 31
    Alle 11 visita alla parrocchia di Fossolo e a seguire Messa.
    Alle 15 in diretta streaming partecipa all’incontro «La salute del mondo passa dalla difesa dei più fragili» promosso da Aifo per la 68a Giornata mondiale della lebbra.

    Fonte: Bologna7 di oggi, p. 7

  8. #18
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    L’arcivescovo ha nominato monsignor Alessandro Benassi, Amministratore parrocchiale di San Giovanni in Monte.

    Fonte: Bologna7 di oggi, p. 7

  9. #19
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    Don Fornasini sarà presto beato

    DI LUCA TENTORI

    Per don Giovanni Fornasini hanno suonato a festa le campane di Pianaccio, suo paese natale: sarà presto beato.
    Giovedì scorso il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il Decreto che riconosce il martirio del Servo di Dio don Giovanni Fornasini, sacerdote diocesano, nato nel 1915 e ucciso, in odio alla fede, a San Martino di Caprara, il 13 ottobre 1944. Diventa così certa la sua beatificazione e si resta in attesa di conoscere la data della cerimonia, che sarà fissata nei prossimi mesi e dovrebbe avvenire nella diocesi di Bologna. «Ringrazio Papa Francesco – ha affermato l’Arcivescovo - per questo nuovo dono alla Chiesa di Bologna e ringrazio quanti hanno lavorato in questi anni per mettere in luce la storia esemplare dei martiri di Monte Sole. La sua e la loro memoria ci aiuterà a testimoniare nella prova la forza dell’amore di Dio e la vicinanza alla gente». In un comunicato stampa l’Arcidiocesi «invita tutti ad unirsi nel ringraziamento al Signore che attraverso la Chiesa pone sul candelabro una luce eroica ed esemplare di amore verso i fratelli fino al dono della vita». Don Fornasini, parroco di Sperticano in Comune di Marzabotto, il 13 ottobre 1944 fu brutalmente ucciso a 29 anni a San Martino di Caprara, nel contesto delle stragi da poco perpetrate sulle pendici di Monte Sole, dove insieme alla popolazione furono vittime anche i suoi confratelli don Ubaldo Marchioni e don Ferdinando Casagrande; alla Botte di Salvaro erano stati fucilati pure, insieme a molti rastrellati, il salesiano don Elia Comini e il dehoniano padre Martino Capelli. Nei pochi anni del suo ministero sacerdotale, ancora agli inizi, don Giovanni si prodigò instancabilmente in tutta la zona, esponendo più volte la vita per assistere e soccorrere le persone nelle condizioni drammatiche in cui la guerra le aveva ridotte nella valle del Reno. La bicicletta usata da don Giovanni per salire e scendere le pendici di Monte Sole è conservata come reliquia nella nuova chiesa di Castenaso. Il suo corpo riposa ora nella sua chiesa parrocchiale di Sperticano. Il riconoscimento del martirio in odio alla fede apre dunque la strada alla beatificazione di don Fornasini e «in attesa di venerare con culto pubblico il prossimo beato – conclude il comunicato della diocesi -, lo possiamo già invocare personalmente come nostro intercessore e amico presso Dio». «Ho provato una grandissima gioia - ha detto Caterina Fornasini, nipote di don Giovanni, che con lui ha condiviso nella canonica di Sperticano gli ultimi due anni di vita dal 1942 al 1944 - e avrei voluto condividerla con il mio papà e la mia mamma che hanno sofferto per le vicende che hanno portato al martirio dello zio. Don Giovanni mi voleva un gran bene ma io, purtroppo, da bambina non riuscivo a ricambiare esplicitamente questo suo sentimento, perchè la sua figura mi incuteva soggezione.
    Avrei anch’io voluto ringraziarlo ed abbracciarlo per i regalini che mi portava sempre ritornando da Bologna ma restavo rigida come un baccalà». E il pensiero di Caterina torna alla sua Pianaccio, che anche oggi avrà aria di festa con le campane che a mezzogiorno, insieme a quelle delle parrocchie del Belvedere, Porretta e Marzabotto, suoneranno per don Giovanni. Sul sito della diocesi sono presenti alcuni approfondimenti sul tema curati da monsignor Alberto Di Chio e la riproposta di un documentario su don Giovanni Fornasini preparato dalla redazione di 12Porte, Massimiliano Belluzzi e l’associazione «Amici di don Giovanni Fornasini» .



    Fonte: Bologna7 di domenica, p. 1

  10. #20
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    Alla figura del futuro beato è stato dedicato anche un ampio servizio del settimanale televisivo diocesano 12Porte:



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