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Discussione: Le nomine di Papa Francesco - ARCHIVIO ANNO 2021

  1. #1331
    Veterano di CR L'avatar di Card.Luciani
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    Sì, la relazione tra l'ex vescovo e la signora era divenuta di pubblico dominio già dopo pochi giorni dalla rinuncia:
    Vicenda poco edificante...certo si poteva anche seguire la procedura per avere il rescritto di dispensa, ed eventualmente valutare il matrimonio della signora dal punto di vista canonico. Quantomeno per evitare clamore e chiacchiere, oltre alle sanzioni.Anzi, si sarebbe potuto...
    In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus charitas!

  2. #1332
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    Difficile essendo una divorziata...
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  3. #1333
    Fedelissimo di CR L'avatar di Cavariese
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    Citazione Originariamente Scritto da cisnusculum Visualizza Messaggio
    Mi chiedo se il Card. Tempesta conosca tutto il suo esercito di ausiliari.
    Soprattutto mi chiedo che senso ha avere il doppio degli ausiliari rispetto ai suffraganei, a sostanziale parità di numero di cattolici (circa 3 milioni e mezzo sia Rio de Janeiro che la somma delle sue suffraganee) e con una estensione pari a un decimo della somma dei suffraganei.
    Tradotto (trascurando emeriti residenti): un cardinale e nove ausiliari si occupano di 3 milioni e mezzo di fedeli su 1.200 km2 mentre 5 vescovi si occupano sempre di 3 milioni e mezzo di fedeli su oltre 12.000 km2.
    Probabilmente per formare buoni vescovi, fargli fare esperienza e poi dare loro una sede titolare dove far fruttificare quanto appreso.

  4. #1334
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    Citazione Originariamente Scritto da Mercarte Visualizza Messaggio
    Difficile essendo una divorziata...
    Resta sempre il dubbio di come vengano valutati i candidati per l'Episcopato
    Direi che il problema è ancora più a monte, perché questo (come molti altri) non doveva nemmeno diventare presbitero.

  5. #1335
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Chissà se i vari blog di ben noto orientamento avranno il coraggio di scusarsi per le fake news che avevano contribuito a diffondere in merito alla rinuncia del vescovo al solo scopo di orchestrare l'ennesimo attacco al Papa...
    Secondo voi i vari bussolanti e bussolotti e compagnia avranno rettificato i loro articoli pieni di sdegno? Mi rendo conto che la risposta è difficile quindi eccovi un aiutino: la risposta non comincia per "s".
    Oboedientia et Pax

  6. #1336
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    Citazione Originariamente Scritto da Cavariese Visualizza Messaggio
    Probabilmente per formare buoni vescovi, fargli fare esperienza e poi dare loro una sede titolare dove far fruttificare quanto appreso.
    Il diritto canonico prescrive che i vescovi ausiliari vengano nominati quando le necessità della diocesi lo richiedono (can.403), non le necessità formative del vescovo.
    Se anche il motivo fosse questo, per quanto canonicamente non previsto (non è certo la prima norma canonica eventualmente disattesa) la mia obiezione era sulla concentrazione dei vescovi ausiliari in singole particolari diocesi. Visti i numeri sarebbe stato più sensato, se proprio si voleva infarcire di ausiliari, assegnarne 4 a Rio e uno a testa alle sue suffraganee.

    Posto che l'istituto stesso del vescovo ausiliare non mi piace e lo ridurrei solo a casi estremamente necessari e non più di uno per diocesi (ma giustamente della mia opinione non frega niente a nessuno), la mia obiezione come detto era relativa alle concentrazione dei vescovi ausiliari solo in poche o pochissime diocesi. Il 10% degli ausiliari in carica si trova in sole 9 diocesi e il 20% il 20 (su un totale di circa 330 diocesi con almeno un ausiliare).
    Ma ci sono altre incongruenze di cui non trovo il senso. Restando solo alle principali diocesi brasiliane (per milioni di cattolici ufficiali):
    Rio de Janeiro: 3,5 milioni e 9 ausiliari
    San Paolo: 5 milioni e 5 ausiliari
    San Salvador de Bahia: 1,5 milioni e 3 ausiliari
    Porto Alegre: 2,1 milioni e 3 ausiliari
    Belo Horizonte: 3,5 milioni e 6 ausiliari

    Al di là dello sproposito comunque di ausiliari questi potrebbero avere un senso, ma allora non si giustificano:
    Olinda e Recife: 4 milioni e 1 ausiliare
    Curitiba: 1,7 milioni e 0 ausiliari
    Belem do Para: 2,2 milioni e 1 ausiliare
    Aracaju: 1 milione e 0 ausiliari
    Campinas: 1,6 milioni di e 0 ausiliari
    Florianopolis: 1,2 milioni e 0 ausiliari
    Maceio: 1,1 milioni e 0 ausiliari
    Teresina: 1,1 milioni e 0 ausiliari
    Goiana: 1,3 milioni e 1 ausiliare

    Se la "scusa" è quella di voler far fare esperienza ai vescovi giovani, si potrebbero distribuire in modo più logico anche in altre diocesi.

    Quindi la domanda è: perché vengono imbottite di ausiliari più o meno sempre le stesse sedi senza apparente collegamento con le necessità numeriche? Ovviamente è un discorso che vale per il Brasile così come per altre nazioni nella stessa situazione (Messico, Usa, Italia, etc).

  7. #1337
    Veterano di CR L'avatar di donton
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    :)

    Citazione Originariamente Scritto da cisnusculum Visualizza Messaggio
    Il diritto canonico prescrive che i vescovi ausiliari vengano nominati quando le necessità della diocesi lo richiedono (can.403), non le necessità formative del vescovo. ...Posto che l'istituto stesso del vescovo ausiliare non mi piace e lo ridurrei solo a casi estremamente necessari e non più di uno per diocesi (ma giustamente della mia opinione non frega niente a nessuno), ...
    Almeno ad uno importa della tua opinione ... Sono pienamente d'accordo con te, non solo sulle sproporzioni che fai notare, ma in particolare su questo aspetto. L'ufficio del Vescovo ausiliare è nato storicamente (forse lo sai meglio di me) da una "necessità" concreta: quella di accogliere Vescovi residenziali che erano obbligati ad abbandonare la propria diocesi a causa delle invasioni barbariche o, in seguito, dell'occupazione turca e ottomana. Questi si mettevano, allora, a servizio di un altro Vescovo e ed erano definiti Vescovi "in partibus infidelium" (non saprei se questa definizione sia nata proprio allora o in seguito con la creazione delle Sedi titolari). Poi la figura dell'ausiliare ha preso storia a sè e si è sempre più ampliata. Adesso abbondano le sedi titolari: sono 2100, e ne sono state create anche indipendentemente dal significato originario (v. tutte le sedi create in Spagna nel 1969 o altre create in Nazioni storicamente più recenti). E mi domando che senso abbia creare il Vescovo di una diocesi che non esiste più, perchè senza questo titolo non potrebbe essere nominato Vescovo. Anch'io limiterei, se proprio è necessario, la nomina ad un Vescovo ausiliare, ad es. dove l'Ordinario è Cardinale e deve assentarsi sovente per gli impegni a Roma o dove il Vescovo è limitato per ragioni di salute ... La funzione dei Vescovi ausiliari può essere benissimo supplita dai Vicari episcopali (o di settore o di zona), con il vantaggio di poterli cambiare al momento opportuno. Questi possono "farsi le ossa" in vista di una eventuale nomina. Il Cardinale Ballestrero, a Torino, non aveva mai chiesto o accettato la nomina di un ausiliare, affermando: "Il Vescovo è uno solo!".

  8. #1338
    Veterano di CR L'avatar di Card.Luciani
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    Citazione Originariamente Scritto da Mercarte Visualizza Messaggio
    Difficile essendo una divorziata...Resta sempre il dubbio di come vengano valutati i candidati per l'Episcopato
    Intendevo naturalmente valutare l'eventuale nullità...sul discernimento dei candidati all'episcopato non dico nulla che è meglio.
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  9. #1339
    Veterano di CR L'avatar di Card.Luciani
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    Citazione Originariamente Scritto da donton Visualizza Messaggio
    Almeno ad uno importa della tua opinione ... Sono pienamente d'accordo con te, non solo sulle sproporzioni che fai notare, ma in particolare su questo aspetto. L'ufficio del Vescovo ausiliare è nato storicamente (forse lo sai meglio di me) da una "necessità" concreta: quella di accogliere Vescovi residenziali che erano obbligati ad abbandonare la propria diocesi a causa delle invasioni barbariche o, in seguito, dell'occupazione turca e ottomana. Questi si mettevano, allora, a servizio di un altro Vescovo e ed erano definiti Vescovi "in partibus infidelium" (non saprei se questa definizione sia nata proprio allora o in seguito con la creazione delle Sedi titolari). Poi la figura dell'ausiliare ha preso storia a sè e si è sempre più ampliata. Adesso abbondano le sedi titolari: sono 2100, e ne sono state create anche indipendentemente dal significato originario (v. tutte le sedi create in Spagna nel 1969 o altre create in Nazioni storicamente più recenti). E mi domando che senso abbia creare il Vescovo di una diocesi che non esiste più, perchè senza questo titolo non potrebbe essere nominato Vescovo. Anch'io limiterei, se proprio è necessario, la nomina ad un Vescovo ausiliare, ad es. dove l'Ordinario è Cardinale e deve assentarsi sovente per gli impegni a Roma o dove il Vescovo è limitato per ragioni di salute ... La funzione dei Vescovi ausiliari può essere benissimo supplita dai Vicari episcopali (o di settore o di zona), con il vantaggio di poterli cambiare al momento opportuno. Questi possono "farsi le ossa" in vista di una eventuale nomina. Il Cardinale Ballestrero, a Torino, non aveva mai chiesto o accettato la nomina di un ausiliare, affermando: "Il Vescovo è uno solo!".
    Importa anche a noi...Un mio precedente Vescovo affermava "Ausiliare..non esserlo e non averlo"!!! Un buon vicario episcopale, o più vicari episcopali (se occorre magari più vicari generali..) possono ottimamente supportare il Vescovo nel governo della diocesi e farsi le ossa in vista di una possibile nomina. Questo il mio umile pensiero.
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  10. #1340
    Cronista di CR L'avatar di Paolo_MS
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    Sono da sempre stato un sostenitore della limitazione degli ausiliari partendo da roma e milano.. (anche della inutilità delle mitrie bianche su tante teste ambrosiane non unte dal crisma).Fino agli anni 50 e 60 i vescovi rimanevano tutta la vita nella loro diocesi salvo rari casi di dimissioni. Le condizioni di vita portavano ad avere un decadimento della qualità della stessa.Quindi in molti casi il vescovo ordinario non usciva più dal palazzo episcopale o lo faceva raramente. Il clero era abbondante all'epoca, e un vescovo ausiliare poteva servire alla causa e rappresentare il vescovo nelle occasioni pubbliche.Basta ricordare il decadimento progressivo dei cardinali Fossati e Della Costa che rese necessario nominare anche un coadiutore.Ora queste esigenze sembrano venute meno, molti vescovi vanno in pensione in splendida forma. Può avere un senso l'ausiliare in particolari occasioni: in caso di cardinali con impegni a Roma, di diocesi con oltre 1 milione di abitanti per consentire una visita pastorale più efficace, svolta anche dall'ausiliare in vece del vescovo.Altro caso che sembra ripresentarsi.. l'unione di due diocesi. Non vedrei assurdo esempio per Torino (diocesi 3 più grande d'italia per abitanti) , se si confermasse l'unione con Susa, la nomina di un ausiliare residente per governare meglio la diocesi ed il passaggio alla piena unione.

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