Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della diocesi di Savona - Noli anno 2021

  1. #1
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  2. #2
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    Breve storia della Diocesi di Savona-Noli




    La diocesi di Savona-Noli (in latino: Dioecesis Savonensis-Naulensis) è una sede della Chiesa Cattolica in Italia , suffraganea dell’Arcidiocesi di Genova e appartenente alla Regione Ecclesiastica della Liguria.
    La diocesi comprende la parte orientale della
    provincia di Savona e un lembo della parte occidentale della città metropolitana di Genova. Confina con le diocesi di Albenga-Imperia, di Mondovì, di Acqui e l'arcidiocesi di Genova.
    Sede vescovile è la città di
    Savona, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine. A Noli si trova la concattedrale di San Pietro. Nel territorio diocesano sorgono anche tre basiliche minori: Nostra Signora della Misericordia a Savona, San Giovanni Battista e San Biagio a Finale Ligure. A Noli è sita anche l'antica cattedrale di San Paragorio.
    Il territorio della diocesi si estende su 394 km² ed è diviso nei 5
    Vicariati : di Albisola-Stella, Finale Ligure-Noli, Savona, Vado Ligure, Varazze, nei quali sono presenti 71 parrocchie:

    - 68 nella provincia di Savona, nei comuni di:
    Albisola Superiore, Albissola Marina, Bergeggi, Calice Ligure, Celle Ligure, Finale Ligure (escluse le frazioni di Gorra e Olle) , Noli, Orco Feglino, Quiliano, Rialto, Savona, Spotorno, Stella, Vado Ligure, Varazze e Vezzi Portio.
    - 3 nella città metropolitana di Genova, nel solo comune di
    Cogoleto.

    L'odierna diocesi è frutto dell'unione delle diocesi di Savona e di Noli stabilita dalla Congregazione per i Vescovi nel 1986.


    SAVONA


    Incerta e dibattuta è l'origine della diocesi di Savona, soprattutto dopo le recenti acquisizioni archeologiche ed epigrafiche, che hanno messo in crisi il dato tradizionale, che si basava principalmente su due punti: che la diocesi di Savona fosse erede di una precedente diocesi di Vado, il cui primo vescovo noto sarebbe Benedetto, che prese parte al concilio romano del 680; e che verso la fine del X secolo, con il vescovo Giovanni, la sede fosse stata trasferita da Vado a Savona.
    Gli scavi sulla collina del
    Priamar e le scoperte ivi compiute hanno indotto l'archeologo Varaldo a ipotizzare che Savona sia stata la prima sede della diocesi, fondata durante il breve periodo della restaurazione bizantina tra VI e VII secolo, e che, dopo la distruzione della città ad opera di Rotari nel 643, la sede episcopale sia stata trasferita a Vado. Inoltre, «non vi sono al momento conferme archeologiche del tutto probanti per il primo insediamento cristiano e per la tradizionale eventuale anteriorità della sede vescovile [di Vado] rispetto a quella di Savona».
    Anche la cronotassi episcopale è incerta, per l'alternanza dei titoli Vadensis e Saonensis almeno fino all'
    XI secolo, quando si impone il titolo Saonensis. L'attribuzione di Benedetto a Vado è oggi messa in discussione, a partire dalle varie lezioni dei manoscritti, che porterebbero ad attribuire questo vescovo alla diocesi di Alba in Piemonte.[5] Una diocesi di Vada è attestata per la prima volta con certezza solo nell'825, quando un suo vescovo appare nel capitolare olonense di Lotario I; nell'864 Stadelberto, episcopus vadensis, prese parte ad un concilioprovinciale celebrato a Milano;[4] nell'887 è documentato il vescovo Romolo, venerabilis episcopus saonensis.
    Queste sono le prime attestazioni certe dell'esistenza della diocesi di Vado/Savona e dei suoi vescovi, e niente, dal punto di vista letterario, epigrafico o archeologico, «autorizza per ora a sostenere l'istituzione di una diocesi a Vada Sabatia o a Saona prima degli inizi del
    IX secolo» A complicare ulteriormente l'indagine storica è stata la scoperta, alla fine dell'Ottocento, nella chiesa di San Paragorio a Noli, di una lastra sepolcrale con l'iscrizione di un episcopus Theodo[rus] o Theodo[sius] databile tra la fine del VI secolo e l'inizio del VII, che ha suscitato un ampio dibattito fra storici e archeologi con diverse proposte di interpretazione circa la presenza della sepoltura di un vescovo a Noli in quell'epoca.
    Fin dal
    IX secolo è attestata la suffraganeità dei vescovi di Savona alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Milano. I diplomi imperiali del 992, del 999 e del 1014 confermarono ai vescovi Bernardo, Giovanni e Ardemano tutti i loro possedimenti con i privilegi e i benefici connessi, aiutando così a determinare il territorio di competenza dei vescovi di Savona.[8] Con l'XI secolo, Savona diviene la sede unica della diocesi, trasferimento «ricondotto alla concreta minaccia delle scorrerie dei Saraceni, con la conseguente "risalita in altura"» In questo contesto viene riqualificata la chiesa sulle alture del Priamar, riconducibile all'età longobarda, trasformata nella prima cattedrale diocesana, dedicata alla Madonna; di questo edificio restano oggi pochi resti, dopo che l'intero isolato venne demolito alla fine del XVI secolo per la costruzione della fortezza del Priamar.
    Per essersi schierata a fianco dell'imperatore contro il papa, la diocesi di Savona fu punita con la perdita di una piccola porzione di territorio, nel
    1239, e la costituzione della diocesi di Noli; eccetto un breve periodo fra il 1502 ed il 1503 in cui le due diocesi furono unite aeque principaliter, Noli rimase diocesi indipendente fino al 1820.
    Nel
    1327 il vescovo Federico Cibo colpì con l'interdetto la città di Savona, in cui le contese fra guelfi e ghibellini erano sfociate in aperte violenze. L'interdetto durò fino al 1336, quando papa Benedetto XII lo rimosse, benché le violenze non fossero nel frattempo *****te.
    Risale al
    1356 un primo elenco completo delle parrocchie che costituivano la diocesi savonese. Nel 1370, all'epoca del vescovo Antonio de' Saluzzi, in seguito trasferito a Milano, fu stabilito un nuovo statuto per i canonici della cattedrale, che stabiliva norme precise sulla vita comune e sul servizio religioso. A partire da questo periodo e fino al XVI secolo, la sede savonese fu occupata da nobili provenienti dalle più importanti famiglie genovesi e della Liguria: Della Rovere, Riario, Spinola, Fieschi, Grimaldi, Centurioni. Nel Cinquecento, la cattedrale venne trasferita nell'antica chiesa francescana di San Francesco, ricostruita e consacrata all'Assunta. Nel 1536 la Vergine Maria apparve al giovane contadino Antonio Botta il 18 marzo e l'8 aprile; sul luogo delle presunte apparizioni venne eretto il santuario della Madonna della Misericordia.
    Due vescovi di Savona furono eletti
    papa tra Quattrocento e Cinquecento: Innocenzo VIII e Giulio II.
    Gian Ambrogio Fieschi (1564-1576), fu il primo vescovo ad attuare con decisione i decreti di riforma emanati dal
    concilio di Trento, seguito da altri vescovi. «Rimane una ricca documentazione nell'archivio diocesano di una cura pastorale articolata in venti visite pastorali alle parrocchie, quattordici sinodi diocesani, numerosi editti occasionali per il culto, i sacramenti, l'amministrazione, la vita del popolo cristiano, i maestri di scuola; l'erezione del seminario nel 1568; due processi per eresia e numerosi altri processi per stregoneria e superstizione». Nel Seicento, gli scontri tra il vescovo e varie istituzioni cittadine valsero a Francesco Maria Spinola l'esilio dalla città; dovette risiedere ad Albisola per ventuno anni.
    Il 5 aprile
    1806 la diocesi di Savona entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Genova, perdendo così la sua secolare dipendenza da Milano. Nel periodo napoleonico, papa Pio VII fu, in due occasioni tra il 1808 ed il 1814, tenuto prigioniero a Savona, nel palazzo del vescovo Vincenzo Maria Maggioli.


    SAVONA - NOLI


    Il 25 novembre 1820, in forza della bolla Dominici gregis di papa Pio VII, la diocesi di Noli fu unita aeque principaliter a quella di Savona. Da questo momento, vi fu un unico vescovo per le due diocesi, che mantennero entrambe le proprie strutture e la propria indipendenza giuridica.
    Il 30 settembre
    1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, fu stabilita la plena unione delle due diocesi, con un'unica cattedrale ed una sola curia diocesana, e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.

    Attualmente è retta dal Vescovo Calogero Marino.

    Fonte Wikipedia (anche per la Foto)
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  3. #3
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    Il vescovo - mons. Calogero marino

    S.E. Mons. Calogero MARINO è nato a Brescia il 26 marzo 1955.Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Genova, è entrato poi nel Seminario di Chiavari, frequentando la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Genova. Inviato a Roma, ha conseguito la laurea in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense.
    È stato ordinato sacerdote il 30 maggio 1982 per la diocesi di Chiavari dove è incardinato. Tra i vari incarichi ricoperti dopo l’ordinazione, è stato assistente spirituale dell’Istituto Secolare “Missionarie della Regalità di N. S. Gesù Cristo e rettore del Seminario diocesano. Dal 1997 è parroco di S. Maria Madre della Chiesa in Lavagna e assistente diocesano dell’Azione Cattolica. Dal 1999 è vicario giudiziale diocesano; dal 2000 è membro del Consiglio presbiterale diocesano e del Collegio dei consultori; dal 2005 è vicario giudiziale presso il Tribunale ecclesiastico regionale ligure e vicario generale della diocesi di Chiavari.
    Inoltre, è stato direttore spirituale del Seminario di Chiavari, delegato vescovile per il diaconato permanente, membro della Commissione diocesana per l’evangelizzazione e la catechesi. È docente di teologia morale e di diritto canonico presso l’Istituto superiore di scienze religiose di Chiavari e insegnante di religione presso il Liceo Scientifico “Marconi” di Chiavari.
    Dal 1995 è cappellano di Sua Santità.

    Il 20 ottobre 2016 papa Francesco lo ha nominato vescovo di Savona-Noli; succede a Vittorio Lupi, dimessosi per raggiunti limiti di età.
    Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il successivo 17 dicembre nella Cattedrale di Nostra Signora dell'Orto a Chiavari da Alberto Tanasini, vescovo di Chiavari, coconsacranti il vescovo emerito di Brescia, già vescovo di Savona, Giulio Sanguineti e l'arcivescovo emerito di Ferrara-ComacchioPaolo Rabitti; ha preso possesso canonico della diocesi il 15 gennaio 2017.









    Lo Stemma

    Fonte: Sito della Diocesi e Wikipedia (sia per la notizia che per le foto )

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  4. #4
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    Il vescovo emerito

    Vittorio Lupi vescovo emerito della DIOCESI DI SAVONA-NOLI

    Nasce a Ceriana, in provincia di Imperia e diocesi di Ventimiglia-San Remo, il 4 aprile 1941.Frequenta gli studi presso il seminario vescovile.Il 30 maggio 1964 è ordinato presbitero dal vescovoEmilio Biancheri.
    Dopo l'ordinazione è vicario parrocchiale nel suo paese natale, dal 1964 al 1968; dal 1968 al 1970 è vicerettore del seminario diocesano. Nel 1970 è nominato vicario parrocchiale della cattedrale di San Siro a Sanremo e poi parroco della parrocchia di Riva Ligure, un grosso paese agricolo ad oriente di Sanremo, nel 1982.
    Nel 1990 viene nominato provicario generale e direttore dell'ufficio catechistico scolastico. Nel 1991 viene nominato vicario generale.
    È tra i promotori della manifestazione musicale "Jubilmusic" che ogni anno si tiene al Teatro Ariston a Sanremo e lungo tutta la sua vita sacerdotale si è caratterizzato per una spiccata attenzione al mondo dei giovani e del sociale.

    Il 30 novembre 2007papa Benedetto XVI lo nomina vescovo di Savona-Noli; succede a Domenico Calcagno, precedentemente nominato segretario dell'amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica[1]. Riceve l'ordinazione episcopale il 27 gennaio 2008, presso il mercato dei fiori di Sanremo, dal cardinaleAngelo Bagnasco, coconsacranti i vescovi Alberto Maria Careggio e Giacomo Barabino. Prende possesso della diocesi il 24 febbraio successivo.
    Il 20 ottobre 2016papa Francesco accoglie le sue dimissioni dello scorso 4 aprile per raggiunti limiti di età; gli succede Calogero Marino.








    LO STEMMA

    Inquartato di azzurro e di oro. Nel primo alla stella a otto punte, di oro; nel secondo al cuore di rosso; nel terzo al ramoscello di olivo, di verde; nel quarto all'ancora in palo, di nero. Il colore azzurro rappresenta la fede mentre l'oro la grazia divina. Nei primi due quarti la stella è il simbolo della Vergine Maria ma si trova anche nello stemma del comune natale di Ceriana mentre il cuore simboleggia la misericordia. Nei quarti inferiori l'ulivo come simbolo di pace e della Riviera ligure e l'ancora a simboleggiare sicurezza nell'agire e l'attività marinara dei liguri.

    Il motto GRESSUS MEOS DIRIGE, che significa guida i miei passi, ricorda l'affidamento a Dio affinché sia guida nelle scelte e nell'azione pastorale.

    Fonte Wikipedia

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  5. #5
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    I vescovi precedenti

    • Mons. Vittorio Lupi
    • Mons. Domenico Calcagno
    • Mons. Dante Lafranconi
    • Mons. Roberto Amadei
    • Mons. Giulio Sanguineti
    • Mons. Franco Sibilla
    • Mons. Giovanni Battista Parodi
    • Mons. Pasquale Righetti
    • Mons. Giuseppe Salvatore Scatti
    • Mons. Giuseppe Borragini
    • Mons. Giovanni Battista Cerruti
    • Mons. Alessandro Ottavio Riccardi
    • Mons. Agostino Maria De Mari
    • Mons. Giuseppe Vincenzo Airenti
    • Mons. Vincenzo Maria Maggioli

    Fonte: Sito della Diocesi
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  6. #6
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    La cattedrale

    LA CATTEDRALE MEDIEVALE SUL PRIAMAR






    La Cattedrale di N.S. Assunta che oggi conosciamo, ha un’origine molto travagliata e dolorosa, tuttavia segnata da eventi che gettarono luci di speranza su di essa e soprattutto sulla città ed i suoi abitanti. Nel 1543, l’antica Cattedrale, che sorgeva nel quartiere del Priamar (promontorio sul mare che ospitava il cuore medievale della città savonese), fu distrutta per volontà della Repubblica di Genova insieme a tutti i numerosi edifici religiosi e civili che le sorgevano intorno, costituendo il nucleo vitale della città. Sul promontorio doveva sorgere una fortezza che è quella che, ancora oggi, domina la città di Savona. Sono commoventi le testimonianze storiche che raccontano la cronaca dei tristi eventi che accompagnarono l’abbandono e la spogliazione frettolosa dell’antica cattedrale. In particolare sappiamo da Agostino Abate (nella trascrizione dell’Assereto) che il 24 Aprile 1543 il podestà promulgò il bando col quale veniva vietato a chiunque di recarsi nel duomo.In maniera frettolosa i massari del duomo e, con loro, molti cittadini, insieme ai preti presero il Santissimo Sacramento dal duomo e, con la massima solennità possibile, lo portarono nella chiesa di San Pietro (c.d. “il vecchio”), in un clima di grande commozione e sofferenza. Alcuni massari e cittadini fecero il possibile, nonostante il brevissimo tempo concesso dal podestà, per portare via dal duomo quanti più oggetti preziosi fosse possibile, per metterli al riparo. Assieme al SS. Sacramento si effettuò anche la traslazione nella Chiesa di S. Pietro del Corpo del Beato Ottaviano vescovo di Savona dal 1123 al 1133, che nella Cattedrale del Priamar era tenuta in cripta.


    SAN PIETRO IL VECCHIO

    Distrutta la splendida Cattedrale, dunque, occorreva darle una nuova sede presso una delle chiese presenti in città. In un primo momento la Cattedrale fu accolta presso la chiesa di San Pietro (c.d. “il vecchio”) che sorgeva presso la torre del Brandale (oggi questa chiesa non esiste più), ma presto questa sede si rivelò inadeguata e si pensò di trasferire la Cattedrale presso la chiesa di San Francesco, dove viveva la comunità dei Frati Francescani Conventuali. La scelta di S. Francesco come nuova Cattedrale non era gradita ai Frati che la officiavano e presso la quale avevano il loro convento (presso il quale visse una parte della sua vita colui che divenne Papa con il nome di Sisto IV). I Frati non vollero cedere se non alla forza. Il loro malcontento era condiviso dalle famiglie nobili e dai cittadini di Savona. Tuttavia inizialmente era ancor viva la speranza che la scelta di S. Francesco come Cattedrale fosse solo una tappa, in attesa di una definitiva sistemazione in altra località. Il 9 settembre 1556 il Papa Paolo IV, con sua Bolla, concesse la Chiesa dei Minori Conventuali di S. Francesco come sede per la Cattedrale. Il 3 ottobre dello stesso anno ne prese possesso Vincenzo Prarella Vicario Generale di Nicolò Fieschi, Vescovo di Savona.

    SAN FRANCESCO E LA NUOVA CATTEDRALE




    Tuttavia anche la chiesa di San Francesco, a motivo delle sue dimensioni, si dimostrò presto inadeguata alle necessità di una Cattedrale.Dopo molte incertezze toccò al vescovo, Mons. Pietro Francesco Costa (1587-1624), affrontare direttamente il problema con una decisione radicale: quella di demolire la Chiesa di S. Francesco ed edificare al suo posto il nuovo Duomo. Naturalmente tutto questo non poteva che alimentare il malcontento dei Frati ma anche di molti Savonesi, che vedevano distruggere una chiesa segnata da una tradizione tanto illustre. Così, nel 1589, la chiesa di San Francesco fu interamente demolita e, il 19 luglio di quello stesso anno, il Vescovo Pietro Francesco Costa, con grande solennità, pose la prima pietra marmorea per la costruzione della nuova Cattedrale. Tutto avvenne con grande solennità, alla presenza di tutto il Clero accolto processionalmente, dei Magistrati della Città, e del popolo accorso in grandissimo numero. Nelle fondamenta del nuovo edificio e sotto il Coro furono poste varie monete d’argento e di rame, coniate in Savona, con i simboli araldici della Città e della Madonna.Insieme alla chiesa francescana furono abbattuti anche un oratorio dedicato alla SS. Trinità ed un ospedale. L’opera di edificazione iniziò all’insegna di una certo entusiasmo ma presto sorsero controversie di tipo prevalentemente economico tra le autorità ecclesiastiche e quelle civiche. L’effetto di questi dissapori fu che nel 1600 le maestranze incaricate della costruzione della chiesa cattedrale erano decise a fermare i lavori, proprio per mancanza di finanziamenti.

    Inaspettatamente e provvidenzialmente, fra le gravi tensioni che dividevano la città, si inserì il prodigio della Madonna della Colonna.
    Il 14 Marzo 1601, verso mezzogiorno, mentre si stava demolendo il colonnato dell’antica chiesa di San Francesco, un’immagine della Madonna col Bambino, affrescata su una delle colonne, fu vista staccarsi e scendere lentamente a terra. Fu un evento straordinario che contribuì non poco a placare gli animi e a consentire la ripresa dei lavori, grazie anche al forte contributo economico portato dai fedeli, profondamente toccati nell’animo dal “miracolo della colonna”. I lavori ripresero e si riaccese la speranza di vedere completare l’opera secondo i progetti dell’architetto savonese Orazio Grassi (Gesuita) e di ridare alla Cattedrale la bellezza e lo splendore di quella medievale, che sorgeva anticamente sul Priamar e che i Genovesi avevano raso al suolo. Presto si portò a compimento la costruzione della parte muraria del tempio. Nel 1602 si chiese il permesso a Genova di innalzare il campanile ma i lavori furono rimandati per la diminuita quantità delle entrare finanziarie. Soltanto nell’aprile del 1605 la Cattedrale poté essere consacrata. La costruzione del campanile venne ripresa nel 1611 ed ultimata due anni più tardi. Nel 1628 si sistemava il pavimento interno, mentre la cupola e la facciata rimanevano da completare. La prima facciata fu eretta nel 1840 dall’architetto savonese Giuseppe Cortese, mentre la seconda, opera dell’architetto Guglielmo Calderini, venne ultimata nel 1887.La lanterna sopra la cupola fu elevata poco prima del 1929.

    LA FACCIATA



    IL CORO




    L'ALTARE MAGGIORE




    IL PRESBITERIO



    LA CATTEDRA DEL VESCOVO



    IL PULPITO

    Per le Foto fonte Wikipedia
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  7. #7
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    Il Capitolo dei Canonici della Cattedrale

    Il Capitolo dei Canonici è ilcollegio di sacerdoti al quale spetta assolvere alle funzioni liturgiche piùsolenni nella chiesa cattedrale (cfr. can. 503 C.I.C.). Il Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Savona è composto da 12 sacerdoti. Tra di essi viene eletto un Prevosto, che ha il compito di presiedere il Capitolo. IlVescovo nomina i Canonici su segnalazione del Capitolo stesso.

    Tra i Canonici, il vescovonomina un Canonico Penitenziere, vale a dire un sacerdote che, mediante il Sacramento della Penitenza(Confessione) ha la facoltà di assolvere dalle censure latæ sententiæ non dichiarate, purché nonsiano riservate alla Sede Apostolica (es. la scomunica derivante dal peccato diaborto).
    Questa facoltà riguarda non solo i fedeli della Diocesi ma anche coloroche non appartengono alla Diocesi. Inoltre questa facoltà si estende anche aidiocesani che si trovino fuori del territorio della Diocesi (cfr. can. 508 C.I.C.).



    CROCE DI PIO VII


    I Canonici della Cattedrale di Savona godono di un privilegio simbolico molto significativo. Hanno ricevuto un segno di riconoscenza per la loro fedeltà da Papa Pio VII, che fu prigioniero di Napoleone Bonaparte nella nostra città tra il 1809 e il 1813. Il Papa, che visse segregato in piccole stanze del palazzo Vescovile, una volta liberato, volle donare a ciascuno dei Canonici della Cattedrale di Savona una piccola Croce Pettorale in oro, da indossare sopra i Paramenti Sacri in occasione delle Celebrazioni Liturgiche nelle quali il Capitolo è impegnato. Il dono non è ad personam ma all'incarico: alla morte di un canonico, la Croce Pettorale in sua dotazione, viene lasciata a colui che gli subentra nell'incarico



    Fonte: Sito della Cattedrale
    Ultima modifica di Lettore 75; 01-01-2021 alle 17:10
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  8. #8
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    La cappella musicale “Bartolomeo della Rovere”

    La Cappella Musicale “Bartolomeo Della Rovere”, nei documenti talvolta denominata “Cantoria”, ha in realtà vissuto le vicende e gli organici delle altre istituzioni musicali europee, dotandosi di strumenti orchestrali, e annoverando personalità di spicco nel panorama italiano, sia per i direttori, che per gli organisti all’epoca stipendiati dal Comune della città. Tra i nomi, Vincenzo Ruffo negli anni 1542/43, il Lucchese L. Mariani, L. Lamberti, A. Forzano. Sopravvissuto alle confische del neonato Stato Unitario, nel 1903 il complesso musicale ha perduto il settore orchestrale in conseguenza delle riforme liturgiche, e ha visto un periodo di incertezza e di crisi. Nel 1920 la nomina a direttore del M° Attilio Acquarone ne ha determinato una corposa e progressiva rinascita, con l’ampliamento dell’organico e l’aggiunta di voci femminili, nel contesto di una generale riforma della vita musicale della zona, e la costruzione di nuovi organi culminati con il grande organo Mascioni del duomo realizzato per il 400° dell’apparizione di N.S. di Misericordia.
    Dopo la parentesi della 2° guerra mondiale, durante la quale l’attività del coro venne sospesa per evitare coinvolgimenti nei contesti del momento, il coro ha visto una rinascita capace di portarlo a eventi europei (Olanda, Galles, Vienna), fino a rappresentare l’Italia alla Musikverein Saal nel Concerto delle Nazioni. Nei medesimi anni (1953-54) il coro si attestava secondo (primo dei cori italiani) al neonato Concorso di Arezzo.




    Fonte: Sito della Cattedrale
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  9. #9
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    L’ istituto diocesano di musica sacra

    L’Istituto Diocesano di Musica Sacra di Savona nasce nel 1971 per iniziativa del M° don Renzo Tassinari, con il sostegno di Mons. Parodi, Vescovo diocesano. Don Renzo Tassinari (1918 – 1978), diplomato cum laude al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma dove studiò negli anni ’40 e ’50, sotto la guida di F. Vignanelli, l’abate Suñol, Casimiri, Refice, Ronga, e successivamente al Conservatorio di Milano con B. Bettinelli, attuò le proposte del Convegno di Perugia a cui partecipò nel 1969, volte all’apertura nelle diocesi italiane, di strutture per la formazione degli operatori della liturgia.
    Dal 1974 collocato nel cuore della diocesi, nel chiostro della Cattedrale e della Cappella Sistina, l’Istituto ha formato numerosi organisti e direttori di coro, avvalendosi di insegnanti qualificati, tra cui E. Traverso, collaboratore dal 1978, in seguito alla morte del M° don Tassinari.
    Dotato dal Fondatore nel 1975 di un valido e funzionale organo Mascioni, di vari strumenti e alla sua morte di nutrita biblioteca e di altre donazioni, l’Istituto ha connesso le sue attività con la presenza nella Cattedrale della Cappella Musicale “Della Rovere”, rimarcando la sua centralità diocesana legata alla liturgia del Duomo e del Vescovo.



    Fonte: Sito della Cattedrale
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  10. #10
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    Santuario di Nostra Signora della Misericordia



    Il santuario di Nostra Signora della Misericordia è un santuariomariano che sorge in località Santuario del comune di Savona. Custodisce importanti opere barocche di Borgianni, Domenichino, Bernardo Castello e di scuola berniniana.
    La frazione è cresciuta intorno alla
    basilica eretta sul luogo dell'apparizione di Nostra Signora della Misericordia al beatoAntonio Botta, avvenuta nel 1536.
    Secondo la tradizione popolare la nascita del santuario è legata ad un'apparizione della Madonna al contadino Antonio Botta la mattina del 18 marzo del 1536 . Nativo della località di San Bernardo, dove si trova l'omonima parrocchia, il racconto descrive che all'anziano contadino la Vergine Maria, vestita di bianco e attorniata da una luce abbagliante, apparve nei pressi di un ruscello, alla confluenza del torrente Letimbro , su una pietra del corso d'acqua. La Madonna chiese ad Antonio di recarsi dal suo confessore, di comunicarsi, e, tramite le parole di quest'ultimo, di esortare il popolo a fare lo stesso; la Vergine lasciò inoltre al contadino la richiesta di ritornare nello stesso luogo il quarto sabato poiché altri messaggi dovevano essere comunicati alla curia e al popolo di Savona
    Obbedendo alle parole della Madonna, Antonio si recò subito a Savona e comunicò al vescovo della locale Diocesi, monsignor Bartolomeo Zabrera, quanto proferito da Maria e le richieste da lei espresse. Creduto dalla curia e quindi dal popolo savonese si esaudirono le volontà di Maria.
    Se la comunità religiosa obbedì fedelmente alle parole di Antonio Botta, diversa fu la reazione delle autorità civili, in particolare del podestà genovese Baldassarre Doria reggente il feudo di Savona per conto della Repubblica di Genova. Quest'ultimo, temendo una possibile rivolta anti-genovese in nome della fede, convocò il contadino al castello per un interrogatorio sui fatti accaduti. Una leggenda racconta che durante il colloquio tra le autorità e Antonio Botta alcuni pescatori, al largo di Savona, videro sopra la cattedrale e il castello tre fiammelle alte nel cielo.
    La seconda apparizione della Madonna avvenne, come promesso, il quarto sabato dal primo evento, l'8 aprile del 1536 vigilia della domenica delle palme. Ad Antonio Botta, dopo la preghiera, apparve nuovamente la Vergine in veste bianca,con la stessa luce abbagliante, e una corona d'oro in capo, nel punto esatto della prima apparizione mariana; il contadino la ricorda con le mani tese verso il basso e allargate in un gesto di misericordia. Ancora una volta la Madonna chiese all'anziano contadino tre sabati di digiuno e di compiere tre processioni in onore di Suo Figlio Gesù, come riparazione dei peccati commessi, chiedendo di far partecipare la popolazione e in special modo tutti i religiosi e la Confraternita dei Disciplinanti; nel messaggio pronunziato da Maria, così come racconta la tradizione popolare, ella elogiò il buon operato di tali confraternite nell'opera di divulgazione della parola di Dio ed esortò Antonio e i suoi compaesani a seguire la dottrina religiosa. La Madonna finì il suo messaggio divino e scomparve con le parole di benedizione Misericordia, Figlio, voglio e non giustizia.
    Altre apparizioni seguirono questi eventi. La Vergine Madre fu vista dal popolo dei savoneti in processione, e riapparve per chiedere la costruzione di un Santuario e di una Cappella, <<dove successivamente ella compartisse le sue misericordie alli bisognosi>>, e in cui <<volle essere rappresentata in atto supplichevole e con le braccia aperte, e gli occhi alzati al Cielo>> per invitare tutti ad unirsi alla preghiera di supplica che <<ella avanti al trono di Dio, sta sempre porgendo per nostro aiuto>>. Vicino al Santuario fu costruito un "Hospitale" che dava assistenza a orfani, infermi e poveri bisognosi.

    L'edificazione della chiesa

    La notizia dell'apparizione mariana nella valle del Letimbro fece ben presto affluire sul luogo dell'evento un numero sempre più crescente di pellegrini e credenti, tanto che fu costituita un'apposita commissione tra i cittadini per regolarne l'afflusso. Le cospicue somme di elemosine, offerte dai pellegrini in visita, accrebbero la necessità di edificare in loco un edificio o luogo di culto per accogliere i sempre più numerosi fedeli.
    Il primo progetto, un
    oratorio, fu ben presto approvato da monsignor Bartolomeo Chiabrera il 21 aprile del 1536, ma si deviò per la costruzione di un'opera maggiore, un santuario con un annesso ospizio per i poveri. Il nuovo progetto religioso fu quindi deliberato dal consiglio cittadino di Savona e dal cardinale Orazio Spinola il 24 luglio e già l'11 agosto dello stesso anno si diede il via al nuovo edificio di culto nella valle del Letimbro.
    Nello stesso periodo la comunità comunale savonese decretò il 18 marzo, giorno della prima apparizione mariana al contadino Antonio Botta, data festiva e l'intenzione di compiere annualmente in tale occasione una processione votiva al santuario che, dopo quattro anni di intenso lavoro, si presentava nel
    1540 già pronto nella sua struttura muraria.
    Il 17 maggio
    2008 il santuario ha ricevuto la visita di papa Benedetto XVI in occasione del viaggio pastorale del pontefice a Savona e Genova. L'ultimo pontefice che sostò presso il santuario fu Pio VII nel 1815 dove in tale occasione incoronò l'effigie di Nostra Signora della Misericordia, patrona di Savona. Papa Benedetto XVI ha invece insignito il santuario dell'onorificenza della Rosa d'oro, la seconda in Italia dopo il santuario di Loreto insignita dal pontefice Giovanni Paolo II.
    La chiesa del santuario, costruita nel
    1536 su disegno di Pace Antonino Sormano, è un tipico esempio di manierismo genovese. La sua struttura è costruita su tre livelli (navata, cripta e presbiterio), pare in ricordo della cattedrale romanica, che sorgeva in luogo del Priamar, distrutta dai Genovesi per lasciar spazio alla costruzione della fortezza rinascimentale. La facciata, a tre porte, in pietra del Finale, è opera di Taddeo Carlone di Rovio di Lugano. In tre nicchie sono collocate le statue di san Giovanni Battista, di san Giovanni apostolo ed evangelista e della Vergine.
    Sul piazzale antistante la chiesa è collocata una fontana di
    Giacomo Antonio Ponsonelli del 1708. Attorno al santuario nel tempo sono stati edificati ospizi per anziani ed orfanotrofi, molti dei quali funzionanti fino alla seconda metà del Novecento (resta un ospizio per anziani).
    Il santuario ha un
    Museo del tesoro, dove si possono ammirare ex voto di varie epoche, paramenti e oggetti sacri, tra cui un Reliquiario della Croce di argento dorato dell'orafo settecentesco torinese Vincenzo Belli.
    Gli
    affreschi che adornano la volta, databili al XVII secolo, sono opera del pittore Bernardo Castello raffiguranti scene ed episodi tratti dal vangelo, così come sono opera dello stesso Castello i riquadri pittorici della cupola che si apre sul presbiterio e l'affresco sopra la porta d'ingresso della navata.
    Dello scultore
    Onorato Toso di Genova è il pulpito del 1915 costruito in occasione del primo centenario dell'incoronazione della statua raffigurante Nostra Signora della Misericordia ad opera di papa Pio VII nel 10 maggio 1815.
    L'altare maggiore è opera molto probabilmente dello scultore
    Francesco Schiaffino e fu donato al santuario dai governatori della Pia Opera. Nella parte sinistra è inoltre posizionata la statua in marmo ritraente Giovanni Battista Veretta Bava e una lapide bronzea in memoria dell'incoronazione della statua di Nostra Signora della Misericordia.

    La navata sinistra del santuario vede la presenza di quattro
    altari laterali.
    Il primo, intitolato alla
    Madonna della Neve, conserva una pala del 1610 del pittore Bernardo Castello, poggiante su una struttura del XVIII secolo e restaurata in seguito nel 1875 da Paolo Burnengo.
    Il secondo altare, della
    Visitazione della Beata Vergine Maria, si presenta con una forma a parallelepipedo con due alti piedistalli decorati con raffigurazioni di palme, gigli e rose; al suo centro è collocato il bassorilievo marmoreo della Visitazione. Secondo alcune fonti locali l'altare fu concesso nel 1636 alla famiglia Siri di Savona, mentre l'opera marmorea del 1665 è da riferirsi al noto scultore Gian Lorenzo Bernini. Uno studio dello storico Nicolò Mezzana del 1938 già avvalorava tale ipotesi che fu poi confermata in un successivo approfondimento nel 1990delle studiose Giulia Fusconi ed Eliana Mattiauda. Quindi fu il Bernini ad eseguire il disegno nel suo intero complesso ed egli stesso eseguì l'opera di scultura della parte architettonica; la realizzazione della pala fu poi completata dal suo allievo Matteo Bonarelli di Lucca.
    Un dipinto di Bernardo Castello, raffigurante il
    presepe, è invece conservato nel terzo altare laterale della navata.
    Del pittore
    Andrea Semino è opera la pala dell'Annunciazione di Maria nel quarto e ultimo altare.
    Così come la parte sinistra anche la navata destra è costituita dalla presenza di quattro altari laterali in marmo. Il primo è intitolato all'
    Immacolata Concezione e conserva una pala del pittore Paolo Gerolamo Brusco di Savona, allievo della scuola pittorica genovese del Settecento. Ai piedi dell'altare trova spazio il sepolcro del contadino Antonio Botta a cui la Madonna apparve il 18 marzo e l'11 aprile del 1536.
    Alla Natività della Vergine è invece dedicato il secondo altare della navata dove è presente la pala del pittore caravaggesco
    Orazio Borgiannidi Roma; di Domenico Zampieri, più noto come il Domenichino, è la pala del terzo altare ritraente la Presentazione di Maria al tempio. Le due opere sono considerate dagli storici dell'arte i maggiori capolavori conservati nel santuario savonese.
    Il quarto altare ospita la tela del pittore
    Giovanni Battista Paggi raffigurante la Crocifissione.
    Nella cripta si trova la statua della Madonna di Misericordia, incoronata dal
    papa Pio VII. Venne imprigionato da Napoleone e condotto a Savona in prigionia. Qui fece voto alla Madonna che in caso fosse stato liberato, sarebbe tornato nel santuario per incoronarla. Così avvenne, nel 1815 dopo essere stato liberato dalla sua prigionia savonese, iniziata nel 1809 e durata fino al 1814.
    Considerata il "cuore spirituale" del santuario, la paternità dell'opera potrebbe essere attribuita al figlio dell'architetto Antonio Sormano, così come attestano i libri dell'amministrazione savonese dove si annota un contratto del
    1557 per una somma di 160 lire. Altri studi attribuiscono a Giovanni Battista Orsolino e al figlio Giovanni la mano delle decorazioni interne della cripta composta da tre archi a tutto sesto.
    Stucchi decorati in oro adornano la volta così come i pannelli raffiguranti la Santissima Trinità e la Madonna benedicente la comunità di Savona. Alla destra della statua è presente il tabernacolo, mentre a sinistra è collocato un crocifisso del XV secolo; nelle vetrine laterali sono esposti gli ex voto donati dai fedeli.
    Qui si recò il pontefice
    Pio VII per l'incoronazione della statua in marmo di Nostra Signora della Misericordia il 10 maggio del 1815 e dove, in occasione nella visita papale a Savona e Genova di papa Benedetto XVI del 17 maggio 2008, si è svolta la solenne cerimonia di conferimento dell'onorificenza della Rosa d'oro al santuario.
    Il 29 giugno
    2011, durante l'orario di apertura del santuario, sono state rubate due antiche lampade ad olio in argento poste ai lati della statua .
    La statua marmorea, secondo alcuni studi, fu commissionata nel
    1560 allo scultore lombardo Pietro Orsolino, padre di Giovanni Battista Orsolino, al quale viene attribuita la paternità degli Angeli cantori nel frontale della cripta.
    La costruzione del
    coro con sedili e spalliere in legno intarsiato avvenne nel 1644, mentre le tarsie delle spalliere furono eseguite nella seconda metà del XIX secolo ad opera dei fratelli Vincenzo e Giuseppe Garassino di Savona. Un particolare della tarsia della spalliera centrale raffigura la scena biblica dell'Annunciazione di Maria, copia esatta del dipinto del pittore Giuseppe Agostino Ratti, mentre altre spalliere sono state decorate con la tecnica della pirografia. Del pittore Ignazio Scotto è attribuita la paternità della tarsia dietro l'altare maggiore raffigurante Lo sposalizio della Vergine tratto da un dipinto di Raffaello Sanzio.
    Costruita nel
    1643 la sagrestia è ubicata alla destra dell'altare maggiore in un piano rialzato sopra la cripta. Il grande armadio, facente parte di un notevole assembramento di mobili in legno di noce scolpito e intagliato, è opera del padre gesuita Orazio Grassi di Savona. Dello stesso periodo storico è risalente il leggio in mezzo alla sala.
    Risalente al
    1928 è l'organo della ditta Malvestio di Padova.Dispone di due manuali (Grand'Organo - Organo Espressivo), 25 registri reali più tutte le unioni gravi ed acute tra le tastiere e la pedaliera. Durante il completo restauro del 1982, a cura della ditta Corno di Bernate d'Arcore (MI) è stato modificato il sistema di trasmissione da pneumatico-tubolare in elettrico, sono stati ricostruiti i somieri, è stata smontata, pulita, intonata ed accordata tutta la parte fonica, è stata ricostruita la Consolle con l'installazione di una centralina elettronica per le combinazioni aggiustabili.
    L'
    affresco, situato presso il catino dell'abside, è un'opera dello stesso periodo storico ed è attribuibile alla mano del pittore Eso Peluzzi e raffigurante angeli musicanti e cantori che inneggiano alla misericordia della Vergine.
    Poiché, nel messaggio al beato Botta, la Madonna menziona espressamente le
    confraternite, lodando le loro pratiche di pietà, esse si sono sempre sentite legate al santuario; e non si tratta affatto di un legame che interessa soltanto le confraternite della Liguria o del basso Piemonte in considerazione del fatto che è stato eretto a santuario nazionale delle confraternite in data 18 marzo 2009, da Vittorio Lupi, vescovo della diocesi di Savona-Noli, accogliendo la richiesta dei delegati CEI per le confraternite, che lo volevano tale.
    Ogni anno, il 18 marzo, anniversario dell'apparizione, il vescovo guida la processione fino alla basilica. Le confraternite - non solo della città, ma dell'intera diocesi - partecipano numerose, spesso portando anche i
    caratteristici crocifissi.
    Per commemorare l'incoronazione della Madonna di Misericordia avvenuta ad opera di
    papa Pio VII nel 1815, le confraternite savonesi organizzarono una solenne processione un secolo dopo, nel 1915. Nell'occasione dei 200 anni da tale evento, nel 2015, le confraternite organizzarono la stessa processione, che partendo dal centro di Savona, si protrasse fino al santuario.












    Fonte Wikipedia (anche per le foto)
    Confitemini Domino, quoniam bonus.Quoniam in saeculum misericordia ejus. (Sal.117)

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