Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 11 di 12 PrimaPrima ... 9101112 UltimaUltima
Risultati da 101 a 110 di 119

Discussione: Cronache della Diocesi di Crema - Anno 2021

  1. #101
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Messa per l’inizio dell’anno pastorale e mandato agli operatori pastorali

    Mercoledì 29 settembre 2021 il vescovo Daniele, in Cattedrale, ha presieduto l’Eucaristia per l’inizio del nuovo anno pastorale, conferendo il mandato ai catechisti, ai ministri straordinari della Comunione e agli altri operatori pastorali. Riportiamo l’omelia tenuta dal vescovo.

    1. Angeli e uomini, ciascuno a suo modo, ricevono da Dio una missione e, in una sorta di reciprocità, sono tutti chiamati a vivere secondo una dimensione di servizio (cf. la ‘Colletta’ della Messa di oggi); gli angeli, secondo ciò che nel corso del tempo ha cercato di capire la riflessione della fede, vivono questo servizio in un “sì” definitivo, irremovibile, dato una volta per sempre. Per noi, donne e uomini, invece, si tratta di rinnovare sempre da capo l’accoglienza della missione che viene da Dio e l’impegno di servizio al quale egli ci chiama: noi abbiamo sempre bisogno di ricominciare.
    Il nostro ritrovarci qui, in Cattedrale, durante i giorni nei quali la nostra Chiesa e le nostre comunità muovono i primi passi del nuovo anno pastorale, significa dunque anche rinnovare la nostra disponibilità al servizio e ricominciare a camminare in essa: in una disponibilità che è espressa in modo particolare, questa sera, dai catechisti e dai ministri straordinari della comunione, ai quali daremo il mandato.
    Quanti sono qui, questa sera, hanno un doppio titolo di rappresentanza: da una parte, rappresentano tutti gli altri catechisti e ministri della comunione che, anche per ragioni di spazio, non possono essere presenti qui; ma in voi che siete qui, e anche in quanti stanno seguendo la celebrazione mediante la diretta streaming, vediamo rappresentati anche tutti quelli e quelle che in tanti modi si rendono disponibili a servire le nostre comunità e la missione della Chiesa: penso, ad esempio, a chi opera nei Centri di ascolto Caritas e in altre forme di servizio caritativo; penso a chi serve in tanti modi la vita liturgica delle comunità; penso ai volontari dei nostri Oratori, a chi aiuta nella segreteria parrocchiale e nella gestione e amministrazione dei beni…
    L’elenco è certamente incompleto! E non deve però dimenticare quelli e quelle che «non fanno niente…», perché non possono adoperarsi per qualche servizio particolare, e però si impegnano a testimoniare la gioia e la bellezza del Vangelo nella loro vita quotidiana, in famiglia, nel lavoro, nella società: anche loro, certo, portiamo questa sera nella nostra preghiera.

    2. La presenza delle catechiste e dei catechisti, e dei ministri straordinari della comunione, e il mandato che viene loro conferito, ci aiutano a mettere a fuoco meglio il senso del servizio a Dio e all’uomo al quale siamo chiamati. L’ho ricordato anche nel messaggio di convocazione per questa Eucaristia: catechisti e ministri della comunione ci rimandano ai due grandi doni con i quali Gesù risorto si accompagna alla vita dei suoi discepoli sulla via che conduceva a Emmaus: la parola e il Pane spezzato (cf. Lc 24,13-35).
    Si tratta, ricordiamolo, di discepoli delusi: avevano sperato di trovare in Gesù la soluzione dei loro problemi, l’esaudimento delle loro aspirazioni, la riuscita del loro desiderio di successo… E invece hanno dovuto fare i conti con il suo fallimento, con l’insuccesso e con lo sgretolarsi della stessa comunità dei discepoli. Le sensazioni che probabilmente si agitavano nel cuore di quei discepoli dicono qualcosa anche a noi oggi. Anche su noi, forse, pesa la sensazione dello sgretolamento, se non proprio del fallimento, di una storia lunga e gloriosa; anche noi siamo tentati, forse, di voltare le spalle a ciò che la Pasqua del Signore ci chiama a vivere.
    A questi discepoli (e a noi, Chiesa di Crema) il Signore risorto continua a donare la sua presenza, la sua parola, il Pane spezzato che ci rivela il suo Volto. Ci dona anche degli «stili di comportamento» di cui abbiamo e avremo bisogno, anche per partecipare al cammino sinodale della Chiesa tutta e delle Chiese che sono in Italia – una partecipazione, noto, che si innesta in un percorso che la nostra Chiesa aveva già cominciato da tempo, anche prima del mio episcopato.
    Dicevo, in ogni caso, di alcuni «stili di comportamento» che Gesù, sulla via di Emmaus, ci dona: il suo farsi compagno di strada in modo discreto; la sua capacità di suscitare domande e di vivere la pazienza dell’ascolto attento; il suo discernimento delle «vie di Dio» già da sempre indicate nelle Scritture; la sua disponibilità a interrompere il cammino per fermarsi con i due discepoli…
    Non dimenticherei neppure lo stile di rimprovero, perché Gesù non usa mezze parole nel qualificare questi discepoli come «stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti!» (v. 25). E anche queste parole sono per noi, e le sento dette per me, prima di tutto: perché riconosco anch’io la lentezza e durezza di cuore che mi impedisce di affidarmi a Dio e di camminare lietamente nelle vie anche tortuose, ma certo benefiche, del suo disegno di salvezza.
    Sì: non sottraiamoci neppure a queste parole di rimprovero, se vengono dal Signore (che può farcele arrivare per le vie più diverse). Passa anche attraverso questa accettazione la possibilità di sentire quella Parola che fa ardere il nostro cuore, e di riconoscere il suo Volto quando egli spezza per noi il suo Pane.

    3. E se poi davvero questa Parola riscalda il cuore e quel Volto rischiara le nostre tenebre, diventerà “naturale” trasmettere ad altri ciò che abbiamo ricevuto e, come i due di Emmaus, far sì che la nostra diventi non più la strada della fuga, ma quella della testimonianza.
    Diventerà “naturale” farci, a nostra volta, compagni di strada (questo, lo ricordo, è il senso fondamentale della parole “sinodo”!) di quanti ci sono affidati, ad esempio nei gruppi di catechismo; diventerà naturale aprire il cuore all’ascolto dei nostri ragazzi e delle loro famiglie, e in generale delle donne e uomini del nostro tempo; e cogliere ciò che non sempre le parole sanno dire; ma anche scaldare il loro cuore aiutando anche loro a vivere l’incontro con il Signore risorto; diventerà naturale portare anche ad altri – e specialmente a chi, per malattia o anzianità, non può unirsi fisicamente alla comunità – il Pane spezzato, sacramento dell’amore “fino alla pienezza” (cf. Gv 13,1), che si tratta poi di far entrare in ogni nostra attività, in ogni spazio della vita nostra e dei fratelli.
    Se, con l’aiuto di Dio, riusciremo a fare questo, ci ritroveremo un po’ nell’immagine che ci ha offerto Gesù nel vangelo: quella degli angeli che salgono e scendono sul Figlio dell’uomo (cf. Gv 1,51): perché è in lui, certamente, che cielo e terra si toccano; ma spetta anche a noi, al nostro servizio vissuto con gioia e disponibilità, far vivere anche agli altri la grazia e la gioia di questo incontro.
    Non solo agli angeli, ma anche a noi, anche a voi, catechisti, ministri della comunione, è possibile salire e scendere continuamente su questa scala, per vivere l’incontro misterioso tra la ricchezza di Dio e la nostra povertà; salire per portare a Dio, prima di tutto con la preghiera, le persone che ci sono affidate; scendere, per portare loro, con un autentico stile di prossimità e servizio, prima ancora che con le parole, la grazia e la misericordia di Dio.
    Nei giorni più bui della pandemia, specie lo scorso anno, abbiamo spesso salutato medici e infermieri come gli ‘angeli’ dei malati. Senza nulla togliere a questo riconoscimento, oso sperare – e pregare – perché le persone che accosterete in questo anno incontrino in voi degli angeli di Dio, messaggeri di amore, che sanno donarsi in pienezza e anche scomparire, se ce ne fosse bisogno, perché il servizio non diventi mai dominio e la nostra sola gioia sia quella di essere stati strumento dell’incontro con Gesù Cristo, Signore e salvatore degli angeli, degli uomini e di ogni creatura.


    fonte: sito diocesano
    Oboedientia et Pax

  2. #102
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Agenda del Vescovo

    Domenica 2 ottobre
    Ore 11,00

    Presiede la S. Messa e conferisce il sacramento della Cresima in Cattedrale.

    Ore 16,30
    Presiede la S. Messa e conferisce il sacramento della Cresima nella Parrocchia di Ripalta Cremasca.


    Martedì 5 ottobre
    Ore 9,30 - 13,00

    Partecipa al Ritiro spirituale dei sacerdoti presso il Santuario di Santa Maria del Fonte in Caravaggio.


    Sabato 9 ottobre
    Ore 7,30

    Presiede la preghiera mensile per le vocazioni presso il Santuario della Beata Vergine della Pallavicina a Izano (ore 7,30: S. Rosario; ore 8,00: S. Messa).

    Ore 21,00
    In Cattedrale presiede la S. Messa e conferisce l'Ordinazione sacerdotale al diacono Cristofer Vailati.
    Oboedientia et Pax

  3. #103
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Ordinazione sacerdotale di Cristofer Vailati

    Sabato 9 ottobre – Cattedrale di Crema – ore 21.00

    Ordinazione Sacerdotale del Diacono Cristofer Vailati, della Parrocchia di Moscazzano.

    Siamo invitati a pregare per lui e perché il Signore continui a donarci santi sacerdoti.

    Per partecipare alla Celebrazione:
    in Cattedrale l’accesso è consentito con il PASS che viene consegnato a familiari e amici.

    all’Auditorium Manenti-San Bernardino l’accesso è libero, sarà presente un sacerdote e ci sarà la possibilità di ricevere la S. Comunione.

    Al termine della celebrazione il Vescovo e il neo-ordinato Don Cristofer, dalla Cattedrale, si recheranno in San Bernardino per salutare l’assemblea ivi presente.

    L’Ordinazione verrà trasmessa da Il Nuovo Torrazzo sul canale YOUTUBE e dal Sito della Diocesi.

    locandina

    Ufficio Liturgico diocesano


    fonte: sito diocesano
    Oboedientia et Pax

  4. #104
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Agenda del Vescovo

    Domenica 10 ottobre
    Ore 10,30

    Nella chiesa di San Bernardino in Crema presiede la S. Messa e conferisce il sacramento della Cresima ai ragazzi/e della Parrocchia di Chieve.


    Mercoledì 13 ottobre
    Ore 11,00

    A Padova, nella Basilica di Sant'Antonio, presiede la S. Messa di apertura dell'Anno accademico della Facoltà Teologica del Triveneto.


    Venerdì 15 ottobre
    Ore 16,00

    A Reggio Emilia partecipa alla celebrazione per la Congregazione Mariana delle Case della Carità.


    Sabato 16 ottobre
    Ore 10,30

    Partecipa all'iniziativa Nuovi rintocchi antichi promossa dal Capitolo della Cattedrale, dalla Federazione Campanari Ambrosiani e dall'Associazione Musicale Il Trillo in occasione dell'inaugurazione di corde e tastiera per il suono delle campane del Duomo.

    Ore 15,30
    In Cattedrale presiede la S. Messa a conclusione del XIV Convegno dei Diaconi permanenti della Lombardia.

    Ore 21,00
    In Cattedrale presiede la celebrazione di apertura del Sinodo nella Diocesi.
    Oboedientia et Pax

  5. #105
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Ordinazione presbiterale di don Cristofer Vailati – Omelia del vescovo

    Sabato 9 ottobre 2021, nella Cattedrale di Crema, il vescovo Daniele ha presieduto la celebrazione dell’Eucaristia, nella quale il diacono Cristofer Vailati, della parrocchia di S.Pietro apostolo in Moscazzano, è stato ordinato prete. Riportiamo qui sotto l’omelia del vescovo.

    Saluto all’inizio della celebrazione

    Prolungando il saluto liturgico che ci siamo scambiati, do il mio benvenuto a tutti voi, qui riuniti in Cattedrale, a quanti seguono la celebrazione dalla chiesa di San Bernardino, a quanti vi assistono dalle loro case attraverso la diretta streaming e la Radio Antenna5.
    Tanti altri, poi, certamente, sono in comunione di fede e di preghiera con noi, e noi con loro.
    Saluto tutte le componenti del popolo di Dio qui rappresentate: laici, consacrate e consacrati, diaconi, famiglie, e in modo particolare la famiglia di Cristofer, alla quale voglio esprimere speciale riconoscenza.
    Saluto in modo particolare anche quanti rappresentano le parrocchia di origine e di ministero di Cristofer: Moscazzano, Santa Maria della Croce, e ora l’unità pastorale di San Bartolomeo e San Giacomo.
    Saluto nel Signore tutti i seminaristi delle cinque diocesi «sorelle»: con la nostra di Crema, quelle di Lodi, Pavia e Vigevano, che confluiscono nel Seminario di Lodi, col suo rettore don Anselmo Morandi; e quelli del Seminario di Cremona. Ringrazio, per il loro servizio formativo, tutti i docenti, e i formatori del Seminario di Crema: don Gabriele Frassi, rettore, e don Alessandro Vagni, che ha concluso con l’anno scolastico passato il suo mandato di direttore spirituale.
    A voi, presbiteri della Chiesa di Crema e altri che vi unite alla lode e alla supplica della nostra Chiesa per Cristofer, un saluto particolarmente grato e affettuoso per il ministero che generosamente svolgete al servizio del popolo santo di Dio.
    In mezzo a questo popolo, caro Cristofer, il Signore Gesù rinnova per te, questa sera, lo sguardo di predilezione che rivolse un giorno a chi lo interrogava sulla via che conduce alla vita piena ed eterna; e ripete il suo invito: Vieni! Seguimi! Perché tu possa accogliere questo invito, e rispondervi attraverso il ministero presbiterale, ti sosteniamo con la nostra preghiera e ti accompagniamo con la nostra amicizia.


    Omelia

    «Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto» (Eb 4,13).
    Incute un certo timore, questa parola della lettera agli Ebrei, che abbiamo ascoltato nella seconda lettura. Ci fa pensare che nulla sfugge allo sguardo di Dio; ci fa pensare a questo «occhio» come a quelle telecamere oggi onnipresenti, a quei meccanismi di sorveglianza ai quali pensiamo di affidare la nostra sicurezza: di modo che, mentre sorvegliamo gli altri, noi stessi siamo continuamente sorvegliati.
    È così, e anzi all’ennesima potenza, anche lo sguardo di Dio? Uno sguardo inquisitorio, uno sguardo che diventa insopportabile, come ricorda il lamento di Giobbe: «Che cosa è l’uomo perché tu gli dia tanta importanza / e a lui rivolga la tua attenzione / e lo scruti ogni mattina / e ad ogni istante lo metta alla prova? / Fino a quando da me non toglierai lo sguardo / e non mi lascerai inghiottire la saliva?» (Gb 7,17-19).
    Ma quale sia davvero lo sguardo di Dio su di noi, da cristiani non possiamo saperlo, se non riferendoci a Gesù Cristo. E il vangelo ci offre proprio questa sera una lettura di quello sguardo: e ci racconta di Gesù, il quale – dopo il primo scambio di domande e risposte con quel «tale» (un giovane, secondo il racconto parallelo di Matteo: cf. 19,22) – «fissò lo sguardo su di lui, lo amò, e gli disse: “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!» (Mc 10,21).
    In tutto il vangelo di Marco (ma anche di Matteo e di Luca), questo è l’unico passo nel quale il verbo amare ha Gesù come soggetto; è l’unico punto nel quale si parla esplicitamente dell’amore di Gesù verso qualcuno.
    Gesù guarda quest’uomo, questo giovane, con sguardo d’amore: uno sguardo d’amore gratuito, che viene prima della risposta di quell’uomo e che, possiamo esserne sicuri, non è venuto meno dopo che quel tale ha deciso di non ascoltare la proposta di Gesù, preferendo la tristezza dei suoi beni alla gioia di accogliere la chiamata del Signore.
    Solo la consapevolezza di questo sguardo di amore incondizionato, carico di tutto il desiderio di Dio di farci vivere, e vivere in pienezza; solo il rimando a questo sguardo, che si traduce anche in una voce che chiama e in una proposta di vita, può giustificare ciò che questa sera stiamo vivendo: che un nostro fratello, Cristofer, sia avvolto nella benedizione di Dio e, per la potenza del suo santo Spirito, metta l’intera sua vita al servizio del suo popolo santo, attraverso il ministero presbiterale.
    Certo, le vie concrete, attraverso le quali uno può sentirsi chiamato a questo compito, possono essere le più diverse; uno può diventare prete, e prete santo – come mi raccontava una volta un amico, riferendosi a un suo antico parroco (si va indietro di un secolo…) – solo perché desiderava avere una bicicletta!
    Ma presto o tardi (meglio presto, evidentemente), siamo tutti ricondotti a un esame di coscienza, a guardarci dentro (questo è uno dei significati del verbo tradotto con «fissare lo sguardo») e a chiederci: qual è la mia radice più profonda? Che cosa, davvero, giustifica la mia scelta? O, forse meglio: che cosa mi dà veramente gioia? Che cosa porta via la tristezza e giustifica che io doni la mia vita in questo modo a Dio e ai fratelli, lasciando la mia famiglia, rinunciando a costruirne una mia, scegliendo di camminare insieme con la Chiesa diocesana, con il presbiterio, con le comunità che sarò chiamato a servire e presiedere nel nome del Signore?

    Gesù «guarda dentro» il cuore di quell’uomo con sguardo di amore; ma, certo, il suo è anche uno sguardo che chiede e opera la verità. Per questo il suo sguardo si dirige anche agli altri discepoli, i quali forse non avevano misurato fino in fondo il significato della loro scelta; troppo baldanzosi, forse; troppo presuntuosi… Lo sguardo di Gesù si dirige anche su noi, questa sera: lo ricordo a me vescovo, ai confratelli che circondano Cristofer e tra poco, con l’imposizione delle mani, lo assoceranno al presbiterio diocesano; lo ricordo a tutti i consacrati e le consacrate, ma anche a tutti noi battezzati, a tutti noi discepoli di Gesù.
    «Guardandoli in faccia» (così traduce la nostra versione, ma è lo stesso verbo dello «sguardo di amore»); guardandoci in faccia, «guardando dentro di loro / dentro di noi (con amore)», Gesù ci offre una parola consolante e però anche impegnativa: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio» (v. 27).
    È una parola consolante: perché ci ricorda che non si diventa preti (o suore, o frati, o missionari, e prima ancora cristiani) perché si è più bravi, più dotati, più capaci di altri; ma solo per la grazia di una chiamata e per una potenza che non sta in noi, ma esclusivamente in Dio. Siamo e restiamo «vasi di creta», portatori fragili di un tesoro che è più grande di noi, e del quale non siamo mai veramente «capaci», se non è Dio a renderci tali (cf. 2Cor 2,16; 3,5; 4,7).
    Però, se «tutto è possibile a Dio», allora non abbiamo neppure delle scuse: la nostra debolezza, le nostre stanchezze, i peccati che restano nella nostra vita, gli insuccessi ai quali andiamo incontro, il fatto che oggi essere prete non dà certo prestigio agli occhi del mondo e forse neppure nella Chiesa… Queste, e mille altre difficoltà che potremmo elencare, non possono diventare scuse per cadere nella mediocrità o accontentarci del «minimo sindacale»: la potenza dell’amore di Dio sa fare prodigi, oggi come sempre, ma le vuole fare attraverso la nostra vita, attraverso il nostro ‘sì’ generoso – attraverso il tuo ‘sì’, caro Cristofer, da rinnovare ogni giorno – a quella chiamata: «Vieni! Seguimi!».

    Poi, certo, la benevolenza di Dio verso di noi è tale che, con l’impegno della chiamata, ci assicura già in questa vita una ricompensa sovrabbondante: sicché lasciare «casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi» per il Signore Gesù e per il suo Vangelo non significa perdere, ma ricevere in sovrappiù, «cento volte tanto», imparando anche a vivere in modo nuovo quelle stesse relazioni che pure sono importanti per noi, come quelle con la nostra famiglia terrena.
    La gioia di un prete è certamente anche quella di essere partecipe delle meraviglie che Dio opera nei cuori e nella vita delle persone, e che incontriamo nel nostro ministero: che si tratti dei bambini, adolescenti e giovani che possiamo incontrare in oratorio, delle famiglie, degli adulti, di quanti partecipano alla vita della comunità cristiana, degli anziani e dei malati, dei poveri, senza mai perdere di vista «quelli di fuori», quelli che, forse a torto, riteniamo i più «lontani»…
    Tutti questi, caro Cristofer, dovrai portare nella tua preghiera quotidiana, nella celebrazione dell’Eucaristia, nella tua cura premurosa e attenta specialmente a chi è più debole, a chi meno conta, secondo la logica umana: sono questi il centuplo promesso e accordato dal Signore, insieme con la tua Chiesa diocesana, con il presbiterio del quale, tra poco, farai parte.
    Ma l’augurio che più di ogni altro ti vorrei fare è che ogni giorno tu possa sentire su di te lo sguardo del Signore Gesù: non come sguardo che sorveglia e inquisisce, ma come sguardo di amore, che ti conferma nel ‘sì’ che hai detto a Dio e ti fa sperimentare la gioia di mettere i tuoi passi dietro a quelli del suo Figlio, per servire lui, nella sua Chiesa, con tutto il cuore e tutta l’anima e tutte le forze, ed essere così collaboratore della gioia (cf. 2Cor 1,24) dei tuoi fratelli e sorelle nella fede.


    fonte: sito diocesano
    Oboedientia et Pax

  6. #106
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908



    (Cliccare sul titolo per leggere la Lettera).
    Oboedientia et Pax

  7. #107
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Diaconi permanenti. Monsignor Gianotti: “Lo stile è il primato del servizio”
    ottobre 16, 2021




    Diaconi e presbiteri in una Chiesa che cambia: questo il titolo del XIV Convegno dei diaconi permanenti della Lombardia che, per la prima volta, si è svolto oggi a Crema.
    In mattinata le relazioni e i lavori di gruppo presso il teatro San Domenico, poi dopo il pranzo e la visita del centro storico tutti si sono ritrovati in Cattedrale per la santa Messa, presieduta dal vescovo Daniele Gianotti e concelebrata da monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia e delegato per il Diaconato permanente.

    Nell’omelia della Messa, il nostro Vescovo ha ripreso il brano del Vangelo ponendo al centro della riflessione la “questione” sollevata dai discepoli: quella che nasce dal desiderio di avere “posti riservati” vicino a Gesù nell’ora della sua gloria. È un po’, ha detto permettendosi una battuta, quello che è stato dibattuto nel convegno odierno: la questione del rapporto tra i diaconi e i presbiteri, la quale rischia di ridursi alla questione di un diacono che vorrebbe prendere il “primo posto” anche a spese di un presbitero, o quella di un presbitero che teme di lasciarsi soffiare il “primo posto” da un diacono, e fa di tutto perché questo non accada.
    Al di là delle battute, monsignor Gianotti ha posto al centro dell’attenzione la richiesta dei discepoli “di avere i posti d’onore”. E lo fanno, ha rilevato, “per stare vicino a uno che, da parte sua, ha cercato l’ultimo posto, quello che nessuno vorrebbe. Vogliono essere i primi, ma a fianco di chi vuol essere l’ultimo, quello che non conta, e che sarà buttato fuori come un delinquente, un reietto della società religiosa del suo tempo, la ‘pietra scartata’ dai costruttori e buttata via”.

    Ecco perché, come dice il Vangelo, quei discepoli “non sanno quello che chiedono”. Eppure, ha precisato il vescovo Daniele, “Gesù non li disprezza, non li tratta male. Sa che in quei suoi discepoli c’è – o piuttosto ci sarà – più di quanto essi stessi non sappiano. Sa che anche i discepoli berranno il suo calice e saranno battezzati del suo battesimo, passeranno anche loro attraverso la prova”. Fino alla passione vera e propria.
    Ed è così che anche i discepoli “arriveranno a capire che il premio è proprio questo, che il titolo di vanto che potranno esibire è precisamente la grazia di essere uniti in tutto e per tutto al Signore che sta all’ultimo posto, che diventa la pietra scartata. Tutto il resto va messo nelle mani del Padre: perché le graduatorie le fa solo lui!”.

    Monsignor Gianotti ha quindi richiamato la parabola dei vignaioli chiamati a lavorare nella vigna del Signore in ore diverse, dove gli ultimi diventano i primi o, piuttosto, dove “primi” e “ultimi” sono trattati allo stesso modo. Questo perché, ha spiegato, “il desiderio del Padre è che ogni uomo viva, che ciascuno possa sentirsi riconosciuto e accolto come un figlio e fare esperienza della sua ‘irragionevole’ misericordia; e non c’è ricompensa migliore che sentirsi associati a questo ‘sogno’ divino della vita buona per tutti”.

    In definitiva, allora, a chi spetta il primo posto? “Ai diaconi!”, ha risposto il vescovo Daniele. Aggiundendo: “Il Signore è chiarissimo, in merito: ‘Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro diakonos’; questa è la parola che Gesù (o, per lo meno, l’evangelista) usa! C’è una ‘grandezza’ alla quale ambire: quella di vivere la diakonia come l’ha vissuta Gesù, il Figlio dell’uomo venuto ‘non per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti’. Questa dovrebbe essere l’ambizione di ogni discepolo, e dovrebbe esserlo quanto più è consistente la sua responsabilità nel popolo di Dio. E il vostro compito, cari diaconi, dovrebbe essere proprio quello di ricordarcelo, a tutti quanti: incominciando da noi Vescovi, dai preti, da ogni cristiano… che, guardando voi, la vostra vocazione, il vostro ‘stile’ di servizio, dovrebbe essere indotto a dire: sì, lì intravvedo il Cristo servo, lì intravvedo il Figlio dell’uomo venuto per servire e dare la vita, e sono invogliato a incamminarmi sulla stessa strada, che mi rende partecipe della passione di Gesù: una passione che, indicata nei segni del calice e del battesimo, è in realtà passione per Dio e per il suo disegno di salvezza;ed è desiderio di servire questo disegno fino all’ultimo, fino a dare la vita perché esso si compia.

    Associarsi a Gesù, condividere la sua gloria, non potrà essere altro che condividere il suo servizio di amore, senza cercare altro, perché in questa condivisione con il Signore tutto è già racchiuso, ogni ricompensa è già data”.
    Dentro questo orizzonte, ha concluso, “sarà poi possibile cercare le vie concrete perché i doni e le chiamate di tutti – incluse quelle dei diaconi e dei presbiteri – possano, nella loro diversità e complementarietà, integrarsi e sostenersi a vicenda, per l’edificazione della comunità. Ma saremo sempre grati a voi, diaconi, se ci aiuterete a ricordare questo primato del servizio, in conformità al Signore Gesù, perché la sua passione d’amore ancora risplenda nella Chiesa e dia testimonianza alla verità del Vangelo”.


    fonte: https://ilnuovotorrazzo.it/2021/10/1...-del-servizio/
    Oboedientia et Pax

  8. #108
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Agenda del Vescovo

    Domenica 17 ottobre
    Ore 10,30

    Presiede la S. Messa e conferisce il sacramento della Cresima nella Parrocchia dei Sabbioni.

    Ore 16,00
    In Cattedrale presiede la S. Messa e conferisce il sacramento della Cresima ai ragazzi/e della Parrocchia della SS. Trinità.


    Lunedì 18 - martedì 19 ottobre
    Partecipa alla Due giorni del Clero ad Albino (BG) sul tema Il presbitero in una Chiesa sinodale: problemi e prospettive.


    Martedì 19 ottobre
    Ore 20,00

    Celebra la S. Messa a Ripalta Guerina in occasione del II anniversario della beatificazione di Padre Alfredo Cremonesi.


    Da mercoledì 21 a domenica 24 ottobre
    Partecipa alla 49a Settimana Sociale dei cattolici italiani a Taranto.
    Ultima modifica di Vox Populi; 18-10-2021 alle 21:33
    Oboedientia et Pax

  9. #109
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Messa d’inizio d’anno per gli alunni della Manziana
    ottobre 28, 2021




    Messa di inizio d’anno, presieduta dal vescovo Daniele, per i 128 alunni della Scuola Secondaria di primo grado della Fondazione Manziana, questa mattina alle ore 9.00 in cattedrale. Erano accompagnati dagli insegnanti e dal preside prof. Stefano Peletti. A fianco del vescovo hanno concelebrato don Giorgio Zucchelli presidente della Fondazione e don Giovanni Rossetti, insegnante di Religione.
    Il vescovo, ha salutato tutti i ragazzi, invitandoli a porre sotto la protezione del Signore il loro anno scolastico. Essendo poi oggi la festa degli apostoli Simone e Giuda, mons. Gianotti ha commentato il Vangelo esprimendo tre pensieri.
    Come gli apostoli, così anche oggi Gesù chiama ciascuno per nome: anche noi siamo chiamati per nome e il Signore ci conosce personalmente.
    Prima di scegliere gli apostoli, Gesù passa un’intera notte in preghiera. Gesù prega molto prima di ogni scelta importante. “E voi, – ha chiesto il Vescovo ai ragazzi – trovate un po’ di tempo per pregare durante la giornata: per stare in silenzio davanti a Dio? Facciamo della preghiera un appuntamento quotidiano davanti al Signore!”
    Infine, Gesù chiama i dodici con il nome di apostoli, cioè missionari, mandati per annunciare il suo Vangelo in tutto il molto. E mons. Gianotti ha ricordato i missionari di oggi che rischiano persona la vita per portare il messaggio di Gesù. Due nostri, in particolare: padre Gigi, rapito e prigioniero per due anni in Africa, e padre Alfredo Cremonesi, martire nell’allora Birmania.
    Al termine della Messa don Giorgio ha ringraziato il Vescovo e ha invitato tutti i ragazzi a portare Gesù ai loro compagni, dopo averlo ricevuto nel pane dell’Eucarestia.


    fonte: https://ilnuovotorrazzo.it/2021/10/2...ella-manziana/
    Oboedientia et Pax

  10. #110
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    59,908
    Agenda del Vescovo

    Sabato 30 ottobre
    Ore 18,00

    Presiede il Rito di Ingresso del parroco Don Alessandro Vagni nella Parrocchia di Santa Maria Rotonda in Ripalta Arpina.


    Domenica 31 ottobre
    Ore 10,00

    Presiede il Rito di Ingresso del parroco Don Ernesto Mariconti nella Parrocchia di San Giorgio Martire in Chieve.

    Ore 11,00
    Presiede la S. Messa con il Rito di Ingresso del parroco Don Lorenzo Roncali e del collaboratore pastorale Don Maurizio Vailati nella Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria in Castelnuovo.


    Lunedì 1 novembre
    Ore 11,00

    Presiede il Pontificale della Solennità di Tutti i Santi in Cattedrale.

    Ore 15,00
    Presiede la S. Messa della Solennità di Tutti i Santi al Cimitero Maggiore.


    Martedì 2 novembre
    Ore 10,00

    Presiede la S. Messa al Cimitero Maggiore per i defunti di tutte le guerre.

    Ore 18,00
    Presiede la S. Messa in Cattedrale nella Commemorazione di tutti i fedeli defunti.


    Sabato 6 novembre
    Ore 9,00

    Partecipa all'incontro dei giovani con i Vescovi lombardi nel Duomo di Milano.
    Oboedientia et Pax

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •