Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado - 2021

  1. #391
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
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    Santa Margherita: La “cieca della Metola” in un libro curato da Anna Falcioni


    Martedì 12 ottobre a Mercatello nella Chiesa di San Francesco, nell’ambito della settimana di celebrazioni per la canonizzazione di Santa Margherita della Metola, l’arcivescovo mons. Giovanni Tani, e gli studiosi don Fabio Bricca, mons. Davide Tonti e la dott.ssa Anna Fucili hanno presentato il volume: “Santa Margherita della Metola o di Città di Castello nei secoli XIII-XIV”, a cura di Anna Falcioni. Ha aperto la serata l’introduzione dell’arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado monsignor Giovanni Tani, incentrata sia sulla soddisfazione per l’avvenuta canonizzazione della santa, sia sulla considerazione che la terra di Mercatello ha dato al mondo Santa Margherita e Santa Veronica, due fari di altissimo profilo spirituale, speranze di sviluppo della fede nelle nostre terre e nel mondo. Poi, don Fabio Bricca, mons. Davide Tonti e la dott.ssa Anna Fucili, autori di importanti saggi del volume, hanno ricostruito la figura e la vicenda della “cieca della Metola” nel contesto storico culturale del suo tempo.
    Storia.In un’Europa dilaniata da estenuanti lotte politiche e di potere dei monarchi contro Impero e Papato, la Chiesa inevitabilmente vive una crisi spirituale. Anche l’Italia è insanguinata da guerre e dissidi politici tra guelfi e ghibellini che si estendono nella stessa Massa Trabaria, possedimento della Santa Sede, di cui il fortilizio della Metola fa parte. E nel Castello della Metola nel 1287 nasce Margherita, da Parisio ed Emilia. Purtroppo la neonata non solo è femmina, ma cieca, storpia e gobba: i genitori l’allontanano subito dal palazzo. Reclusa in una cella, la bimba gode della compagnia di un sacerdote che la educa nella fede, nella preghiera, nelle Sacre Scritture, recita i Salmi e il Salterio a memoria, mettendo le basi di una vita spirituale di alto livello. All’età di dodici anni, poi, i genitori l’accompagnano a Città di Castello. Accolta in un monastero, ben presto scacciata da monache appiattite nello spirito di religiosità e nella Regola che non comprendono la nuova proposta della mistica di una vita di totale consacrazione al Signore: Margherita, sposa di Cristo, fa esperienza dell’Amore Crocifisso e vuole essere con Lui una cosa sola. Una spiritualità cristocentrica comune a altre sante e beate, come Margherita da Cortona, Angela da Foligno, Giustina da Arezzo e Vanna da Orvieto. Derisa e schernita, viene accolta nella casa di Venturino e Grigia, una coppia legata ai Domenicani che gli concedono una cella per dormire, pregare e la introducono nel terzariato, consacrata delle Mantellate, in cui può svolgere la sua opera di apostolato presso i poveri, i diseredati e i malati.
    valoreLa spiritualità[/b] Se, finora, il monastero per la donna era l’unica via per liberarsi dallo stato di inferiorità e di sottomissione, e acculturate, svolgevano ruoli di rilievo altrimenti impensabili come Ildegarda di Bingen, Santa Brigida di Svezia, queste donne invece diedero origine al fenomeno delle recluse urbane e delle beghine. Le recluse si chiudevano in casa, pregavano e facevano digiuni penitenziali da sfinimento, seguite dal sacerdote e dai fedeli che dopo i digiuni portavano loro il cibo. Le beghine facevano voto di castità e povertà, vivevano in comunità in case strette e intorno alle chiese, pregavano, digiunavano, si dedicavano agli ultimi e alla cura dei lebbrosi. I Domenicani, custodi di questa “renovatio” le consacrarono Mantellate. Il carisma domenicano “Parlare con Dio, parlare di Dio” spinge Margherita a una vita di contemplazione, di preghiera penitente e di aiuto ai poveri a ai malati: superando i suoi mali fisici, porta la gioia della vita e l’annuncio della salvezza di Dio.
    Cieca dalla nascita, ha il dono della visione spirituale, e la sua fama raggiunge il francescano Ubertino da Casale, sostenitore rigoroso dell’applicazione della Regola in senso spirituale, e per questo confinato a “La Verna”. Infine il culto di questa santa, protettrice della vita e delle persone con handicap, morta a trentatré anni nel 1320, si dilata oltre i confini nazionali ispirando pittori di tutti i tempi; ritratta da sola, o insieme ad altri santi e sante del suo tempo, raggiunge l’America, l’Australia, il Messico, il Giappone e dell’India.
    di Anna Paoli


    Fonte: https://arcidiocesiurbino.org/public...20Falcioni.pdf

  2. #392
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    Ristrutturato il ponte per Santa Margherita


    In un bel sabato di sole, anche se pallido, nella campagna di Santo Stefano in Metola, è stato ristrutturato un ponte sul torrente Marsina, dedicato a santa Margherita della Metola. Sono accorse molte persone da Mercatello sul Metauro, Sant’Angelo in Vado, Urbania e da case circostanti, una volta abbandonate ma ora restaurate e vissute da diverse famiglie che formano una giovane comunità. Una lapide è stata scoperta dal Sindaco di Mercatello, Fernanda Sacchi, che con il suo breve ma intenso discorso ha ringraziato i tecnici e gli operai che si sono occupati del lavoro di restauro, poi le autorità religiose e civili e tutta la comunità dell’Arcidiocesi di Urbino - Urbania - Sant’Angelo in Vado, ma soprattutto della comunità Icense che oggi gioisce per la santità di una fragile donna, tanto cara perché guida ed esempio di superamento delle difficoltà fisiche che l’hanno avvicinata agli ultimi, portando loro speranza e dignità. Questo è stato uno dei tanti momenti di collaborazione e coinvolgimento tra la Chiesa Diocesana e l’Amministrazione locale per valorizzare Santa Margherita nei suoi vari aspetti: religioso, sociale, pedagogico e culturale. Perché inaugurare un ponte dedicato a questa Santa? Le parole dette dal Sindaco nel suo discorso riguardano più l’animo che la costruzione in pietra. Il ponte è un’espressione concreta di unità e diversità, il ponte avvicina le distanze e permette di interagire tra persone diverse o addirittura nemiche. Il ponte, inoltre, permette all’uomo di superare la condizione dolorosa di scissione e di isolamento tra sé e l’altro e tra sé o tra parti di sé. Il parroco don Piero Pasquini dopo la benedizione, si è collegato a questo concetto, citando le parole che papa Francesco ripete spesso: “Bisogna costruire ponti non erigere muri!”, proprio perché il ponte è simbolo di unione, collegamento, il muro invece è chiusura e rifiuto. Santa Margherita si merita veramente il simbolo del ponte, perché come figlia di tempi difficili e portatrice di tante fragilità fisiche, ha superato il rifiuto tracciando la via dell’amore unificante di Dio verso gli ultimi, che va oltre le apparenze e guarisce l’animo. L’evento si è aperto e concluso con la musica festosa della Banda Cittadina di Mercatello ed un ottimo aperitivo, dolce e salato, offerto dalle famiglie del luogo e dall’Amministrazione comunale di Mercatello, perché come diceva un vecchio prete finita la messa: “Dopo la mistica arriva la mastica!”
    di Alba Bravi

    Fonte: https://arcidiocesiurbino.org/public...0pastorale.pdf

  3. #393
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    Inaugurato l’anno pastorale



    Il nuovo anno pastorale è stato inaugurato domenica scorsa con una solenne celebrazione eucaristica in Cattedrale, coincisa anche con l’inizio del cammino del Sinodo dei Vescovi. Un evento contraddistinto da un forte richiamo a portare la luce di Cristo ad ogni creatura. Il Duomo così gremito ha mostrato il volto “operativo” dell’Arcidiocesi. Lo si è notato nel “presbiterio” con la presenza attorno all’Arcivescovo, dei sacerdoti e dei diaconi. Lo si è visto dalla folta presenza di fedeli, provenienti dalle varie comunità territoriali, capeggiati dagli operatori pastorali ed in particolare da religiosi, religiose, associazioni, movimenti, collaboratori parrocchiali, ministri straordinari della Comunione, catechisti, catechiste, insegnanti di religione, responsabili di Confraternite.
    Omelia «Sentiamoci uniti», ha detto mons. Tani, «a tutte le diocesi del mondo che oggi danno inizio al cammino Sinodale. Noi ripartiamo con tutte le attività pastorali e contemporaneamente riprendiamo il cammino del Sinodo diocesano. Molte comunità parrocchiali stanno vivendo anche l’attesa del cambiamento dei parroci già annunciati: quelle interessate sono 22. Anche questo penso che faccia parte di un camminare insieme. Per tutto chiediamo la benedizione e la vicinanza del Signore». E ancora: «Siamo venuti qui come i due fratelli Giacomo e Giovanni per chiedere qualcosa al Signore. Loro hanno chiesto i primi posti nel suo regno, noi forse abbiamo qualcosa di simile. Come singoli e come comunità forse ci concentriamo in noi stessi, per cui il discorso sulle Unità Pastorali, ad esempio, non lo vediamo un granché. Questo vale sia per i presbiteri che per i laici. Il Signore ci risponde che per essere cristiani è necessario condividere la sua Pasqua, ossia bere il calice che Lui beve e ricevere il battesimo che Lui riceve e quindi riempirci del Suo Spirito che è di servizio all’interno e fra le comunità. La Chiesa è chiamata a vivere il servizio la carità, altrimenti è inutile».
    Servizio. «Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo sarà schiavo di tutti». Con queste parole Gesù invita gli Apostoli ad essere “grandi” nell’aiuto fraterno e non nel desiderio di primeggiare, ovvero comprendere che il vero potere è nascosto nel servizio. Più che farsi attrarre dal successo e dal comando, chiede ai discepoli, di immergersi in una vita nuova, di andare dove Lui li vuole portare, di percorrere la strada da Lui tracciata. In definitiva occorre che nella Chiesa gli atteggiamenti di privilegio, di superiorità o di divisione vengano affrontati e superati.
    Mandato. Mons. Tani ha affidato a tutti gli operatori pastorali, il “Mandato” di portare la luce del Cristo Risorto e la Parola che salva ai fanciulli e ai giovani, affinché crescano nella fede. Il tutto scandito da tre momenti: la professione di fede, il canto del “Veni Creator” e la benedizione dell’Arcivescovo. Quindi, dopo aver ringraziato i sacerdoti, i diaconi, le catechiste/i, la Caritas diocesana e quelle parrocchiali, ha incoraggiato tutti coloro che prestano un servizio alle parrocchie e all’Arcidiocesi. «Il Signore sta sempre in mezzo a noi con il Suo dono di sé. E poi Maria sta con noi e prega per noi». Nello spirito di aiuto ai fratelli, le offerte raccolte in questa celebrazione, saranno devolute al Centro Missionario Diocesano, quale “anticipo” per la Giornata Missionaria Mondiale che si celebrerà la prossima settimana.
    di Giuseppe Magnanelli

    Fonte: https://arcidiocesiurbino.org/public...0pastorale.pdf

  4. #394
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    Parrocchia di San Cristoforo Urbania: Agenda settimanale


  5. #395
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    24 ottobre Mercatello sul Metauro: "Elevazione Spirituale" con Santa Margherita


    Santa Margherita della Metola - abbandonata e subito accolta.
    Domenica 24 ottobre alle ore 18,00 presso la chiesa di San Francesco in Mercatello sul Metauro si terrà una "Elevazione Spirituale" attraverso il racconto della vita della Santa e commenti musicali interpretata dalla Schola cantorum Anton Maria Abbatini di Città di Castello. Sulla locandina potete trovare ogni informazione aggiuntiva di cui avete bisogno.


    Fonte: https://www.facebook.com/diocesiurbino

  6. #396
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    Pillole di spiritualità quotidiana: Santa Messa 26.10.2021


  7. #397
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    Pillole di spiritualità quotidiana: Santa Messa 29.10.2021


  8. #398
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    Rinnovo voti di Suor M. Agnese Alborghetti


    Lunedì 1° novembre, solennità di Tutti i Santi nel monastero delle Agostiniane, alle ore 8.30, sr M Agnese Alborghetti rinnoverà i voti nella S. Messa.
    Celebrerà la Santa Messa Mons. Giovanni Tani.

    Fonte: https://www.facebook.com/diocesiurbino

  9. #399
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    Solennità di Tutti i Santi, Commemorazione dei defunti: Celebrazioni dell'Arcivescovo



    Santa Messa a San Bernardino

    S.E. Mons. Giovanni Tani lunedì 1° novembre alle ore 11,15 presso la chiesa di San Bernardino celebrerà la Santa Messa e a seguire si recherà presso il Cimitero di Urbino ove eseguirà la benedizione.

    Solennità di Tutti Santi: Vespri e Santa Messa in Cattedrale

    Lunedì 1° novembre alle ore 18,00 l'Arcivescovo presiederà i Vespri e a seguire celebrerà la Santa Messa in Cattedrale.

    Commemorazione dei fedeli defunti: Santa Messa in Cattedrale

    Martedì 2 novembre alle ore 18,30 S.E. Mons. Giovanni celebrerà la Santa Messa in Cattedrale.

    Fonte: https://www.facebook.com/diocesiurbino/

  10. #400
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    Parrocchia di San Cristoforo Urbania: Agenda settimanale


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