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Discussione: Cronache della Diocesi di Como - 2021

  1. #331
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    La scomparsa di Attilio Sangiani, a lungo presidente del Centro di Aiuto alla Vita

    La scomparsa di Attilio Sangiani, a lungo presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Como

    Nella giornata di ieri è morto all’ospedale Valduce di Como il professor Attilio Sangiani, tra i fondatori del Centro di Aiuto alla Vita di Como, associazione di cui è stato a lungo presidente.
    Quella di Sangiani è stata una figura intensa e preziosa dell’associazionismo cattolico in Diocesi di Como. Dapprima nelle fila dell’Azione Cattolica Diocesana, poi nell’ambito del Movimento per la vita e, come detto, nel Centro Aiuto alla Vita.

    La sua fu l’espressione di una coscienza cristiana formata e matura che, all’indomani del Concilio Vaticano II e di fronte alle sfide impellenti della società civile e politica, percorsa da repentini fremiti di cambiamento, seppe raccogliere l’appello dei vescovi italiani a un impegno fattivo nel campo culturale e sociale e a una testimonianza incisiva di servizio nel mondo.

    Di seguito pubblichiamo un ricordo giunto in redazione dal Centro di Aiuto alla Vita di Como.

    “Ieri lunedì 18 ottobre, è venuto a mancare il nostro prof. Attilio Sangiani, secondo Presidente dell’Associazione: perché nostro? Perché, dopo la sua famiglia, appartiene alla famiglia del CAV, dal momento della sua fondazione (27/9/1979) ad oggi. L’atto costituivo dell’Associazione riporta il suo nome e quello della sua cara moglie Palma, che lo ha sempre seguito e condiviso i suoi pensieri e le sue iniziative; infatti di lui è stato il progetto della nostra comunità “La Corte della Vita” di Villaguardia con lo scopo di dare testimonianza concreta alla mission del CAV, ovvero di salvaguardare ogni vita umana dall’inizio della sua esistenza. Quindi non solo parole, importanti, ma anche atti reali, tangibili di questo impegno.

    Alla Corte della Vita con la moglie Palma

    Il 15 ottobre scorso abbiamo festeggiato 25 anni di attività, Attilio e Palma sono stati invitati, ma sapevamo già che non ce l’avrebbero fatta ad essere presenti; ma li abbiamo affettuosamente e con riconoscenza nominati come protagonisti di un progetto che li ha impegnati in modo pieno e completo, portando dei cambiamenti anche alla loro vita personale.

    Queste le parole di un allora ragazzo che era venuto al CAV come obiettore di coscienza: “Attilio, insieme ad Aurelia e Cornelia (altre figure di rilievo nella storia del CAV) sono stati per me esempi di vita donata al CAV, mi hanno formato e sostenuto nella mia piccola esperienza di obiettore prima e poi nell’essere membro della grande famiglia del Centro. Il prof. Sangiani credeva nella Vita nascente e non solo, ma nel suo operare, sapeva essere anche ruvido e fermo nelle sue convinzioni; talvolta mi sembrava di non capire il motivo di rimproveri e scelte diverse, un po’ come i figli di fronte a un no secco detto dal papà… ma poi, col tempo, ho imparato ad apprezzare la sua fermezza… Vederlo con i bambini poi era commovente, tanta era la sua tenerezza. Spero che da lassù continui a vegliare sul suo e nostro Centro di Aiuto alla Vita nascente!” (questo ragazzo, ormai uomo e padre di famiglia, collabora ancora al nostro interno per cui il seme gettato ha dato buoni frutti!).

    Noi siamo la nostra storia e Attilio continuerà ad appartenere a quella del CAV: non ti dimenticheremo come non dimentichiamo tutte le persone che ci hanno accompagnato in questi 42 anni e che non sono più tra noi. Buon viaggio Attilio!

    Il CAV di Como

    https://www.settimanalediocesidicomo..._JFqQ7n355bsjw

  2. #332
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    Scuola di teologia per i laici: il calendario delle lezioni

    Scuola di teologia per i laici: il calendario delle lezioni delle sezioni di Morbegno e Tirano

    Sono aperte le iscrizioni per la sezione valtellinese della “Scuola di teologia per i laici” promossa dalla diocesi di Como. Quest’anno, oltre alla sede di Morbegno, è stata attivata anche quella di Tirano, «una scelta – spiega il coordinatore della Scuola, don Paolo Bettonagli – per venire incontro alle esigenze del nostro territorio così vasto e con tutte le difficoltà logistiche di una zona di montagna».

    A Morbegno gli incontri si terranno il sabato pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 17.00, al Centro parrocchiale San Giuseppe (aula Santa Famiglia). A Tirano, invece, le lezioni sono in calendario il giovedì sera, dalle ore 20.45 alle ore 22.00, nei locali dell’Oratorio del Sacro Cuore. Ci si iscrive inviando una e-mail all’indirizzo paolo.bettonagli@diocesidicomo.it, indicando cognome e nome, indirizzo, recapito telefonico e sezione scelta (Morbegno o Tirano). Per accedere agli incontri è necessario essere in possesso del Green Pass. La Scuola inizierà sabato 6 novembre per la sezione di Morbegno e giovedì 11 novembre a Tirano. Nelle locandine qui di seguito, pubblichiamo il calendario completo degli incontri.

    Il tema per l’anno 2021-2022 è molto evocativo: “E luce fu”. I brani biblici di riferimento sono i primi due capitoli del Libro della Genesi e il primo capitolo del Vangelo di Giovanni (versetti 1-18). Perché questa scelta? Lo abbiamo chiesto direttamente al coordinatore, don Paolo. «Stiamo vivendo un tempo di passaggio, di ripresa e di rinascita in un frangente storico ancora molto condizionato dall’epidemia di Covid-19. “E luce fu” vuole essere un’apertura alla speranza, a un’idea di rinascita a partire dai temi teologici e dalla cura della bellezza del Creato». Chi sono gli studenti della “Scuola di teologia per i laici”? «È una proposta formativa “storica” per la nostra diocesi, sia per la sezione comasca sia per quella valtellinese – risponde don Bettonagli –. Una tradizione che si rinnova da decenni. È un percorso di approfondimento teologico, che fornisce ai laici gli strumenti per capire le grandi questioni dell’attualità alla luce della fede». In questi anni «la Scuola ha visto una frequenza di almeno una quarantina di iscritti, con una buona partecipazione di giovani-adulti, della fascia 40-50 anni».

    https://www.settimanalediocesidicomo...BRcGfT_j6NPIIk

  3. #333
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    Notte dei senza dimora: a San Rocco per ricordare don Roberto Malgesini

    Notte dei senza dimora: a San Rocco parole e musica per ricordare don Roberto Malgesini

    Venerdì 22 ottobre, alle 20.45, presso la Chiesa di San Rocco, avrà luogo una performance di parole e musica in memoria di don Roberto Malgesini. È nel ricordo struggente di Don Roberto che alla performance è stato dato il titolo “Un’ infinita mano”: i testi sono tratti dalle parole stesse di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e condividere con lui un tratto di strada. Fra i testi anche una poesia di Roberto Piumini, un prezioso dono dello scrittore per l’occasione.

    Ad animare la serata – che gli organizzatori ci tengono a precisare “non sarà uno spettacolo, ma semplice ricordo in parole e musica” – sarà rappresentata dal Gruppo teatrale Aounithié, composto da cittadini con e senza dimora. Un’esperienza seguita dalla Cooperativa sociale Symploké e rientrante nel progetto “Cerchi concentrici” sostenuto dalla Fondazione Vismara.

    L’entrata in San Rocco è libera fino ad esaurimento posti e nel rispetto delle norme di prevenzione anti-Covid.

    Nella città di Como vivono molte persone senza dimora: le realtà che si occupano di grave marginalità parlano di circa 200 persone di cui almeno 130 possono usufruire di un posto letto. Se guardiamo all’intero territorio nazionale il loro numero arriva a più di 50.000.

    Dietro ogni numero c’è il volto di un uomo o una donna, italiano o straniero, giovane o anziano, che racconta una storia di perdite graduali (le relazioni familiari, il lavoro, la casa …), di fatiche esistenziali o di abbandono della propria terra per l’aspirazione che accomuna ogni essere umano a una vita migliore. Ma dietro ogni volto si nascondono anche sogni e desideri, capacità e passioni, potenzialità da esprimere o riattivare.

    Pensiamo che lo sguardo di ciascuno di noi non possa non fermarsi su questo volto, sentirsi coinvolto e chiamato a gesti ed azioni di partecipazione al miglioramento dell’esistenza di chi oggi vive situazioni di povertà materiale e immateriale. Ce lo ricorda un dovere di responsabilità sociale su cui crediamo si possano fondare ancora le nostre comunità. Ma anche l’innato piacere della condivisione e della relazione tra persone, perché è qui che possiamo trovare vera e profonda bellezza.

    Per questo l’Associazione Incroci e gli altri enti della rete Vicini di Strada, in collaborazione con CSV Insubria, rinnovano a Como l’appuntamento con la Notte dei senza dimora, evento nazionale di sensibilizzazione sul tema della grave marginalità che cade a pochi giorni dalla Giornata mondiale di lotta contro la povertà.

    Le iniziative per la “Notte dei senza dimora” proseguono sabato 23 ottobre, dalle ore 19 alle 20.30 presso Casa Nazareth (via Don Guanella 12, Como). In questa occasione la cena con gli ospiti che usufruiscono della mensa serale sarà aperta alla cittadinanza: è bello condividere un momento importante della nostra giornata, un’occasione preziosa per incontrare il nostro prossimo, fino a ieri estraneo, oggi commensale, domani amico. Un’occasione in più per visitare la contemporanea mostra “Diritti sospesi” nella sala riunioni di Casa Nazareth. La mostra si inserisce nell’ambito della cornice complessiva della proposta #FormarePerAgire #AgirePerFormare.


    https://www.settimanalediocesidicomo...2QvzLIX6rx3Zws

  4. #334
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    Sindaco di Norcia: ancora grazie alla diocesi di Como per l'aiuto dopo il terremoto

    Il sindaco di Norcia: ancora grazie alla diocesi di Como per l'aiuto dopo il terremoto

    Lo scorso sabato 16 ottobre la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como ha ospitato l’ottava edizione del “Premio Internazionale di Letteratura – Città di Como”: la giuria, dove sedeva anche Dacia Maraini, era presieduta dallo scrittore Andrea Vitali. Nella sezione “opera autobiografica” è risultato vincitore Nicola Alemanno, sindaco della città di Norcia. È stato premiato il suo libro “Doppia Zona Rossa” edito da Rubettino. In occasione della sua presenza a Como, il sindaco Alemanno ha incontrato il Vescovo monsignor Oscar Cantoni. «È stato un incontro cordiale e piacevole» è il pensiero del Sindaco di Norcia, che ha voluto con grande stima salutare monsignor Cantoni per rinnovare il ringraziamento alla diocesi di Como «per la donazione effettuata attraverso la Caritas e che ha permesso la realizzazione del centro di Comunità a Campi di Norcia», dopo il disastroso sisma di cinque anni fa – si legge in una nota diffusa dal comune umbro.

    Il libro risultato vincitore a Como, come spiega lo stesso sindaco, è stato scritto «per trasmettere le forti emozioni ed esperienze vissute all’indomani del terremoto del 2016, che diversamente sarebbero cadute nell’oblio, nella speranza che quanto accaduto alle Comunità colpite possa essere utile in caso di nuove calamità».


    Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, con Dacia Maraini

    L’Italia «è un Paese bellissimo ma fragile – aggiunge Alemanno – che non dispone ancora di un Testo Unico per la Gestione delle Emergenze e della Ricostruzione (TUGER) utile a scongiurare il ripetersi di pastoie burocratiche che gravano moltissimo sulle comunità colpite». Un appello, quello del sindaco di Norcia che arriva «alla vigilia dell’anniversario del 30 ottobre. La doppia emergenza, sisma e Covid, non hanno però inciso sulla nostra ferrea volontà di rilanciarci, più forti di prima». Il “Premio internazionale Città di Como” è stato anche l’occasione, per Alemanno, di ringraziare, attraverso gli autori presenti, tutte le realtà italiane ed estere che sono state e continuano a essere vicine al territorio umbro ferito dal terremoto.

    L’AMICIZIA FRA LE DIOCESI DI COMO E DI SPOLETO-NORCIA

    Un’amicizia che si fa sempre più salda, insomma, anche attraverso il nostro Settimanale che, proprio a inizio ottobre, ha riproposto ai suoi lettori un viaggio tra fede e cultura in Umbria. Il pellegrinaggio, in programma inizialmente a marzo 2020, fu pensato per far conoscere da vicino il tanto bene che la nostra Diocesi ha saputo esprimere in aiuto delle popolazioni colpite dal terremoto in Centro Italia nel 2016. Da quell’evento disastroso e distruttivo è nata una sincera collaborazione fra le Chiese di Como e di Spoleto-Norcia, una vicinanza sottolineata con grande affetto dall’arcivescovo monsignor Renato Boccardo il quale, nonostante una giornata, quella di sabato 2 ottobre, fittissima di impegni, ha voluto incontrare il gruppo del nostro Setttimanale, fornendo importanti aggiornamenti sul prosieguo della ricostruzione (finalmente, con l’inizio del 2022, si aprirà il cantiere per la basilica di San Benedetto).

    Come ricordato dal sindaco Alemanno è grazie anche alla generosità della diocesi di Como, attraverso la Caritas, che a Campi di Norcia è sorto il centro di comunità, inaugurato nel novembre 2019. In questo video il racconto dell’inaugurazione di due anni fa.

    IL VIAGGIO IN UMBRIA DEL NOSTRO SETTIMANALE

    Cosa resta del viaggio in Umbria del nostro Settimanale? Certamente la condivisione di un’esperienza di amicizia per una testata, la nostra, che nel proprio DNA ha un pensiero molto chiaro: “giornale della gente, giornale della Chiesa”. E la scelta, per il Settimanale, di coniugare informazione e formazione, anche attraverso un pellegrinaggio che porti a scoprire la bellezza di storia, cultura e arte delle altre diocesi, perché la prima ricchezza è la reciproca conoscenza. In Umbria abbiamo toccato con mano la profondità della spiritualità francescana a partire, come ci ha ricordato il frate che ha guidato il gruppo alla scoperta delle basiliche assisiane, dalla capacità di fermarsi a guardare il Vangelo dipinto sulle pareti di chiese che trasudano storia, dove persino la scelta del colore non è mai casuale, alla scoperta di una saggezza antica.

    Di Norcia e Spoleto, come sottolineato da tutti i partecipanti, restano nel cuore gli sguardi delle persone incontrate, sguardi colmi di accoglienza e sincera gratitudine. Perugia, infine, è un vero gioiello, una città che ha saputo fare sintesi fra passato e futuro, senza perdere la propria anima, ma arricchendosi dal dialogo fra culture. Uno spirito di ecumenismo, umanesimo e cura del Creato che oggi tutti ricercano ma che in Umbria, proprio con San Benedetto e San Francesco, qui hanno mosso i primissimi passi, dal monachesimo che ha dato anima all’Europa, al Cantico delle Creature.

    https://www.settimanalediocesidicomo...qOKv26UUE891dc

  5. #335
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    10 anni fa Don Luigi Guanella santo

    Il 23 ottobre 2011, esattamente dieci anni fa veniva canonizzato don Luigi Guanella, sacerdote della Diocesi di Como, fondatore dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza.
    Domani 24 ottobre, memoria liturgica di San Luigi Guanella, il vescovo Oscar Cantoni presiederà la Santa Messa presso il Santuario del Sacro Cuore a Como (alle ore 10).
    La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Espansione TV.

    https://www.facebook.com/SettimanaleDiocesidiComo/

  6. #336
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    Ingresso di don Andrea Del Giorgio, nuovo parroco della comunità pastorale di Chiuro

    Oggi, domenica 24 ottobre, alle ore 16.00, il canale YouTube del nostro Settimanale, rilancerà il segnale dell'emittente Tele Sondrio News per l'ingresso di don Andrea Del Giorgio, nuovo parroco della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto, così da permettere a tutti, considerata la limitata disponibilità dei posti in presenza, di partecipare alla Messa, i cui riti iniziali saranno presieduti dal vescovo Oscar Cantoni.

    https://www.youtube.com/watch?v=V74gc0BHLOo

    https://www.facebook.com/SettimanaleDiocesidiComo/

  7. #337
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    Don Guanella santo da dieci anni

    Siamo radunati nel santuario del Sacro Cuore in Como, tempio che conserva il corpo mortale di san Luigi Guanella, assieme alla sua figlia spirituale, la beata Suor Chiara Bosatta, di cui ricorre quest’anno il trentesimo di beatificazione.

    Qui, in questo luogo, la famiglia guanelliana ha preso forma e oggi è ritornata per ravvivare il proprio impegno di carità a servizio dei più poveri, secondo gli orientamenti carismatici di don Guanella.

    Oggi abbiamo la gioia di festeggiare i dieci anni da quando papa Benedetto XVI, il 23 ottobre 2011, ha canonizzato il nostro don Luigi Guanella, assieme ad altri discepoli di Cristo, Guido Maria Conforti, fondatore dei padri Saveriani e madre Bonifacia Rodriguez De Castro, una religiosa spagnola.

    Questa memoria decennale è ampiamente condivisa da tutta la nostra Chiesa di Como, essendo san Luigi Guanella un figlio eletto di questa diocesi, nella quale è nato (a Fraciscio di Campodolcino, in Valchiavenna), ha operato, non senza difficoltà, mentre maturava progressivamente il disegno che Dio desiderava da lui. Prosto, Savogno, Traona, Olmo e Pianello Lario sono i luoghi del ministero di don Guanella, prima di giungere a Como, dove fondò la casa della divina Provvidenza, nel 1886, per poi aprirsi al mondo intero.

    Dio, come sempre, sceglie i suoi collaboratori, provenienti da umili origini, li forma alla scuola della sua sapienza, tanto diversa da quella mondana, li plasma secondo il vangelo, con la scala dei valori proclamati dalle Beatitudini.

    Cosi don Guanella è stato messo in grado di vivere con coraggio e determinazione il vangelo della Carità.

    I Santi, tuttavia, sono un dono per tutta la Chiesa, modelli esemplari di vita evangelica.

    Per questo la testimonianza di don Guanella e la genialità creativa del suo cuore, il metodo d’azione a servizio dei più poveri, si sono diffusi velocemente nel mondo intero, soprattutto in quei luoghi, e sono numerosi, dove i suoi figli, i Servi della Carità (Guanelliani), e le religiose da Lui fondate, le figlie di s. Maria della Divina Provvidenza, operano quotidianamente, offrendo una testimonianza di autentico amore verso Dio e verso il prossimo, soprattutto i più deboli, gli ultimi, quelli che il mondo scarta con facilità.

    Nel vangelo di oggi, Gesù è acclamato per fede da Bartimeo, il cieco di Gerico, mendicante seduto sul ciglio della strada, con il titolo messianico di “figlio di Davide”. Gesù ha riconosciuto in lui il credente e ha ascoltato il suo grido di aiuto, accorso, pieno di fiducia, perché gli fosse ridonata la vista.

    Bartimeo diventa così un vero testimone perché, riavuta la vista, ha sperimentato Dio, che non passa oltre quando qualcuno grida aiuto.

    Così anche san Luigi Guanella non ha esitato ad ascoltare il grido di quanti si sono rivolti a lui e li ha accolti, amati e serviti, come figli prediletti del Padre dei cieli. “Ogni persona è degna della nostra dedizione perché è opera di Dio e ciascuno è immensamente sacro e merita il nostro affetto” (EG 274).

    Don Guanella, e con lui tutti i Santi, profeti della carità divina, sono uno stimolo permanente perché i membri delle nostre comunità cristiane reagiscano al virus della indifferenza, prodotta dall’individualismo e diventino sempre più, come afferma s. Giovanni Crisostomo, “un porto sicuro” per i poveri di oggi. Con quella carità che Dio infonde, impariamo a prenderci cura di quanti vivono le molteplici forme di povertà, materiale e spirituale.

    Dobbiamo umilmente ammettere che spesso facciamo fatica ad accettare che siano proprio i poveri i nostri maestri, quando essi ci insegnano tra l’altro l’arte della solidarietà, della gratuità e la gioia della condivisione. Esitiamo pure nel riconoscerci come loro fragili e deboli, che abbiamo tanto da imparare, mentre ci richiamano con la loro vicinanza la dignità di figli di Dio, che niente e nessuno può togliere loro.

    Preghiamo don Guanella perché, quale “campione della fede e della carità”, come lo ebbe a definire san Paolo VI, ci dia la forza di imitarlo, lasciandoci toccare a fondo dal dolore dell’altro, così da esserne completamente modificati e da non poter essere più gli stessi di prima. E’ la grazia che noi chiediamo come frutto di questa Eucaristia.

    + Vescovo Oscar


    http://www.diocesidicomo.it/don-guan...n4LnkxlFn1Ef88

  8. #338
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    Citazione Originariamente Scritto da artaxerse Visualizza Messaggio
    Oggi, domenica 24 ottobre, alle ore 16.00, il canale YouTube del nostro Settimanale, rilancerà il segnale dell'emittente Tele Sondrio News per l'ingresso di don Andrea Del Giorgio, nuovo parroco della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto, così da permettere a tutti, considerata la limitata disponibilità dei posti in presenza, di partecipare alla Messa, i cui riti iniziali saranno presieduti dal vescovo Oscar Cantoni.

    https://www.youtube.com/watch?v=V74gc0BHLOo

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    Chiuro, 24 ottobre 2021
    Ingresso di don Andrea Del Giorgio



    Cari parrocchiani di Chiuro e di Castionetto,

    Il primo sentimento che potete coltivare in voi, nel giorno in cui vi è donato come nuovo pastore don Andrea, è quello di un grande rendimento di grazie al Signore. Mediante la sua sposa, la santa Chiesa, il Signore Gesù vi assicura così la sua presenza tra voi e vi testimonia la sua fedeltà nell’amore.

    Non siete abbandonati a voi stessi, ma da oggi siete accompagnati da un sacerdote, che vi aiuterà innanzitutto a farvi percepire la bellezza della vita parrocchiale, espressione di una “famiglia di famiglie”, e quindi sosterrà il vostro impegno nel realizzare l’immagine di un popolo in cammino, in questa epoca particolare della storia, con le sue difficoltà e le sue sfide.

    Rendete dunque grazie a Dio che vi invia in don Andrea un pastore disposto a inserirsi in umiltà e spirito di servizio nelle vostre vite, condividendo da vicino gioie e difficoltà.

    La vostra è una parrocchia che ha espresso, in epoche passate, vari sacerdoti, religiosi/e e missionari. Uno per tutti, il nostro compianto e indimenticabile don Felice Rainoldi, segno che le chiamate di Dio si radicano in un terreno buono, in uno spazio dove è possibile ascoltare la sua voce e corrispondervi generosamente.

    Con il rendimento di grazie a Dio, che è espressione di una gratitudine profonda e sincera, vi invito a coltivare un forte desiderio di rinascita, ossia la determinazione per ricominciare con rinnovato entusiasmo, serenità ed ardore la costruzione di una nuova immagine di parrocchia.

    Essa richiede la partecipazione e il coinvolgimento di tutti i battezzati, perché le parrocchie non sono di proprietà esclusiva di un parroco, che non è nemmeno l’unico responsabile. Egli è solamente un animatore, disposto però ad aiutarvi, a tempo pieno, mediante una presenza d’amore, perché tutti possiate corrispondere alle esigenze della vita cristiana.

    Vi invito quindi a sentirvi tutti chiamati, coinvolti e responsabili, nella grande opera di evangelizzazione, che è lo scopo fondamentale della Chiesa. Senza la partecipazione attiva e costante dei laici, uomini e donne di tutte le età e condizioni di vita, sarebbe impossibile immaginare una nuova forma di presenza cristiana e formare così una comunità cristiana all’altezza dei tempi, segno concreto e permanente dell’amore di Dio per tutti.

    È questo dunque un invito esplicito a un coinvolgimento generoso e appassionato, in cui sentirsi responsabili gli uni degli altri, nel servizio reciproco, per annunciare insieme la misericordia di Dio, testimoniata dentro una vita ordinaria e fraterna.

    Vi esorto, poi, ad allargare i vostri orizzonti, andando al di là della parrocchia stessa. Innanzitutto sentendovi pienamente coinvolti nella vita del vicariato, di cui fate parte, aperti a un cammino comune, in cui scambiarsi reciprocamente i doni e arricchirsi delle esperienze di fede e di carità, maturati lungo il tempo in ogni comunità.

    Tenete quindi uno sguardo aperto -e positivo- sulla realtà civile in cui siete naturalmente coinvolti. Intravvedete le urgenze del territorio, sappiate anche, da cristiani, domandarvi come essere una presenza significativa e stimolante di vangelo, che umanizza pienamente le diverse situazioni, che infonde nuove energie, a favore di quanti richiedono aiuto materiale e spirituale, di quanti desiderano compagnia, stima, amicizia e solidarietà.

    Sono sicuro che don Andrea vi potrà aiutare moltissimo a progredire verso una piena maturità in Cristo, così che la vostra presenza, come singoli e come comunità parrocchiali, possa contribuire a sviluppare la creatività dell’amore, che è garanzia indispensabile per realizzare il bene di tutti, nella attuale nostra società.

    Vorrei ringraziare anche chi in questi mesi, dopo la morte di don Attilio Bianchi, ha coordinato le diverse attività pastorali, ossia don Samuele e la Comunità francescana Santo Spirito di Colda. So che sono stati affrontati diversi problemi e questo per “spianare la strada’ al nuovo parroco, segno tangibile di vera fraternità sacerdotale.

    Mi rivolgo, per ultimo, a don Andrea, che dopo una esperienza ricca e feconda in Val Malenco, prosegue ora con lo stesso stile di comunione pastorale ciò che ha vissuto lassù, continuando tra l’altro la costante e ricca collaborazione con don Mariano, già eletto parroco di Ponte.

    Caro don Andrea, affidati al Signore! Mentre tu porti il carico pastorale delle due Comunità, il Signore stesso porterà il tuo peso, così che non debba temere nulla, vivendo con serenità e letizia, in pieno ossequio della volontà di Dio, in una sincera comunione con il tuo vescovo e con tutto il nostro presbiterio. Io ti accompagno con stima e affetto nel Signore, mentre chiedo per te e per le due care Comunità parrocchiali di Chiuro e Castionetto la pienezza dei doni dello Spirito.

    + Vescovo Oscar


    http://www.diocesidicomo.it/ingresso...a-del-giorgio/

  9. #339
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    Ite ad Joseph - Andate da Giuseppe

    Ciclo di incontri promosso dal Seminario sulla figura di San Giuseppe
    Ite ad Joseph

    Si inaugura a fine ottobre un ciclo di incontri promosso dal Seminario diocesano sulla figura di San Giuseppe. Un modo per accostare la figura del «patrono e nutrizio» del Signore Gesù Cristo (come si esprime la tradizione della Chiesa) e dare così risalto all’«anno giuseppino» voluto da papa Francesco per incrementare questa devozione popolare. Si tratta di quattro incontri che analizzano la figura di san Giuseppe sotto l’aspetto biblico (don Marco Cairoli), storico (don Saverio Xeres), spirituale (don Alberto Erba) e artistico (don Andrea Straffi). Un contributo dei teologi del Seminario alla nostra formazione e anche un modo di ripartire dopo la lunga sospensione degli incontri causa Covid.

    Padre amato, padre nella tenerezza, nell’obbedienza e nell’accoglienza; padre dal coraggio creativo, lavoratore, sempre nell’ombra: con queste parole papa Francesco descrive, in modo tenero e toccante, San Giuseppe. Lo fa nella Lettera apostolica Patris corde, pubblicata in occasione del 150.mo anniversario della dichiarazione dello Sposo di Maria quale Patrono della Chiesa cattolica. Fu il beato Pio IX, infatti, con il decreto Quemadmodum Deus, firmato l’8 dicembre 1870, a volere questo titolo per San Giuseppe. Per celebrare tale ricorrenza, il Pontefice ha indetto, fino al prossimo 8 dicembre, uno speciale “Anno” dedicato al padre putativo di Gesù. Sullo sfondo della Lettera apostolica, c’è la pandemia da Covid-19 che – scrive Francesco – ci ha fatto comprendere l’importanza delle persone comuni, quelle che, lontane dalla ribalta, esercitano ogni giorno pazienza e infondono speranza, seminando corresponsabilità. Proprio come San Giuseppe, “l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta”. Eppure, il suo è “un protagonismo senza pari nella storia della salvezza”.

    http://www.diocesidicomo.it/wp-conte...021-scaled.jpg

    http://www.diocesidicomo.it/ite-ad-joseph/

  10. #340
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    Anno Scalabriniano, il 5 novembre il primo appuntamento

    All’Auditorium Carducci di Como si terrà una conferenza dal titolo “L’attualità del pensiero del beato Scalabrini sull’emigrazione”
    Domenica 7 novembre 2021 si apre l’Anno Scalabriniano che, come anticipato, avrà per tema Fare patria dell’uomo il mondo. Quattro gli appuntamenti previsti nella prima settimana di eventi. Si parte venerdì 5 novembre 2021, con un incontro dialogo dal titolo L’attualità del pensiero del beato Scalabrini sull’emigrazione, che si terrà all’Auditorium Carducci di Como alle 20,30.

    La conferenza, introdotta da monsignor Angelo Riva, direttore del Settimanale della diocesi di Como e moderata dalla giornalista Enrica Lattanzi, vedrà la partecipazione di Maria Grazia Sassi (consigliera provinciale), Emanuele Fano (deputato), Nello Scavo (giornalista di Avvenire) e padre Mario Toffari (missionario scalabriniano).

    Anno Scalabriniano, programma della prima settimana
    Tre ulteriori appuntamenti a Como
    Il 7 novembre saranno invece tre gli appuntamenti. Nella parrocchia di San Bartolomeo di Como, dove il beato Scalabrini fu parroco, verranno celebrate due Messe: una alle 10,00 con la presenza del vicario generale padre Gianni Borin (che sarà possibile seguire in streaming sul canale YouTube del Settimanale della diocesi di Como) e una alle 15,00. A seguire, i vespri nel Duomo, ai quali parteciperanno i religiosi e le religiose della diocesi.

    L’Anno Scalabriniano
    L’Anno Scalabriniano è stato indetto in occasione del venticinquesimo anniversario della beatificazione del fondatore della congregazione scalabriniania, e si concluderà il 9 novembre 2022. Pensato come un tempo speciale dedicato a un uomo «profondamente innamorato di Dio e straordinariamente devoto dell’Eucaristia», questo tempo vedrà una serie di iniziative condotte con il patrocinio della diocesi di Piacenza-Bobbio e coinvolgerà la Chiesa locale, i membri dei tre istituti, i gruppi dei laici scalabriniani e le comunità migranti.

    https://www.scalabriniani.org/c365-a...i-emigrazione/

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