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Discussione: Cronache della Diocesi di Como - 2021

  1. #381
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    Casa Simone di Cirene: dedicazione della sala incontri a don Alfredo Nicolardi

    12 febbraio, ore 11.00: S. Messa presieduta dal Vescovo e Benedizione
    Casa Simone di Cirene: dedicazione della sala incontri a don Alfredo Nicolardi

    La Casa Simone di Cirene offre un luogo di accoglienza a sacerdoti che vivono un periodo di difficoltà: del percorso proposto fa parte la riscoperta
    della bellezza dello studio insieme, dell’approfondimento culturale e della conoscenza di testimoni di una vita buona.

    La sala incontri sarà presto dedicata alla memoria di don Alfredo Nicolardi. Il sacerdote, morto di Covid-19 il 31 dicembre 2020, era nativo di Abbadia Lariana. È stato vicario a Rebbio e poi parroco prima a Garzeno e Catasco, poi a Cadorago, Bulgorello e Caslino al Piano, dove ha servito il Signore fino al momento in cui la malattia lo ha strappato dalla vita terrena.

    Sua Eccellenza Monsignor Oscar Cantoni, sabato 12 febbraio, alle ore 11.00, presiederà la S. Messa e la benedizione della sala.

    La celebrazione sarà trasmessa in Streaming dal canale YouTube della Basilica Cattedrale di Como e dal canale del Settimanale della Diocesi.


    https://www.diocesidicomo.it/casa-si...edo-nicolardi/

  2. #382
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    Vescovo Oscar e don Mykola: la vicinanza della Chiesa di Como alla comunità ucraina

    Un momento intenso e toccante di preghiera e di condivisione fraterna. Questo il senso dell’incontro di oggi pomeriggio, venerdì 25 febbraio, nella cappella dell’Episcopio di Como, fra il vescovo monsignor Oscar Cantoni e don Mykola Shcherbak, sacerdote ucraino di rito greco-cattolico, collaboratore della Diocesi e guida spirituale della comunità ucraina comasca. «È stato un incontro fatto di ascolto e vicinanza, per dire a tutti i fratelli e a tutte le sorelle ucraini che non sono soli e che la Chiesa di Como è accanto a loro, con la preghiera e con ciò che sarà concretamente utile fare in risposta alla loro sofferenza. Un sostegno che sia di aiuto e consolazione di fronte a tanto dolore».


    https://www.settimanalediocesidicomo...unita-ucraina/

  3. #383
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    Il Messaggio di Quaresima del Vescovo Oscar, per convertirci alla "vita nuova"

    A voi tutti, fratelli e sorelle, che vivete la comune esperienza ecclesiale, membri del popolo santo di Dio, salvato e redento dal Signore Gesù, il primo dei risorti: auguro che il tempo quaresimale, nel quale la Chiesa maternamente ci introduce e ci accompagna in questo periodo, diventi l’ occasione favorevole per orientarci con piena e gioiosa consapevolezza alla santa Pasqua. Essa ci offre la possibilità reale di partecipare al flusso di “vita nuova”, capace di vivificare, rinnovare e rigenerare tutto ciò di cui il Signore, crocifisso e risorto, ci rende partecipi. Tutto è iniziato in noi il giorno del nostro Battesimo. Questo dono non è destinato a consumarsi. Se lo accogliamo, può progredire e svilupparsi, perché con la forza prorompente dello Spirito santo possiamo vivere sempre più consapevolmente una vera vita filiale e fraterna, proprio come quella vissuta da Gesù nella pienezza della sua umanità.

    In questo tempo santo vogliamo, quindi, riconoscere il dono ricevuto, chiamati come siamo a far fruttificare la grazia battesimale, sempre attiva, che rende la nostra esistenza una immagine viva di Gesù, il consacrato del Padre, che ha donato se stesso per la vita degli uomini, suoi fratelli. È tempo di accogliere la grazia ricevuta, che ci definisce “popolo sacerdotale”, inviati nel mondo per essere segno e strumento della gloria di Dio, mentre cerchiamo di testimoniare l’amore oblativo di Cristo, che continua ad agire proprio attraverso il nostro amore sacrificale, cioè mediante una vita che continuamente si fa dono e servizio a tutti, senza distinzione. La vita acquista, infatti, tutta la sua verità e bellezza non tanto nell’avere, quanto nel donare, non nell’accumulare, ma nel seminare il bene e condividerlo.

    Il Battesimo, ricevuto come offerta pienamente gratuita e come compito permanente, deve però essere accolto da ciascuno con vivo realismo e gratitudine. Proprio perché non venga meno la sua efficacia nella nostra storia, usufruiamo, soprattutto in questo periodo, del sacramento della Riconciliazione, la “sorella del Battesimo”, riprendendo una sana abitudine che in questo tempo di pandemia è venuta quasi del tutto meno nelle nostre Comunità. “Non stanchiamoci di chiedere perdono nel sacramento della Penitenza, sapendo che Dio mai si stanca di perdonare”, ci ha suggerito più volte papa Francesco. Non tardiamo a tornare a Dio che “largamente perdona” (Is 55,7) e riconosciamo che se Dio è il protagonista del nostro rinnovamento interiore, che ci rende liberi dalla schiavitù del male e del peccato, confessarsi diventa il sacramento della vera gioia. Solo mediante questa disposizione interiore sapremo accogliere la grazia del perdono e insieme gioirne profondamente.

    Senza questo mezzo di grazia, che ci permette di estirpare il male dalla nostra vita, infatti, saremmo tentati di affrontare il tempo di Quaresima solo come una serie di semplici osservanze, che se non motivate e comprese nella loro vera finalità, potrebbero essere interpretate quali prescrizioni puramente esteriori, che poco hanno a che fare con la dignità e la libertà dei figli di Dio, frutto della Pasqua del Signore.

    Aiutiamoci, quindi, a vivere intensamente il nostro comune sacerdozio battesimale alla luce dell’augurio che papa Francesco ha rivolto a tutta la Chiesa nel suo messaggio per questa Quaresima 2022, attinto dalla Parola di Dio: “Non stanchiamoci di fare il bene. Se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti” (Gal 6, 9-10a). È un invito a farci prossimi a quei fratelli e sorelle che sono feriti sulla strada della vita, in particolare con quanti in Ucraina stanno vivendo il dramma della guerra, una vera follia che noi possiamo affrontare e vincere con le sole armi della preghiera.

    + Oscar Cantoni, vescovo



    https://www.settimanalediocesidicomo...la-vita-nuova/

  4. #384
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    In preghiera per la pace. Vescovo Oscar: Maria volga su tutti il suo sguardo pietoso

    Martedì 1 marzo la Cattedrale di Como ha accolto decine di fedeli per il Rosario voluto dal Vescovo monsignor Oscar Cantoni alla vigilia della giornata di preghiera e digiuno per la pace, promossa da papa Francesco nel Mercoledì delle Ceneri. Una veglia toccante e intensa, con il Santo Rosario recitato da famiglie italiane e ucraine che si sono alternate ai piedi dell’altare dell’Assunta.

    «Come figli che si stringono attorno alla madre nei momenti di smarrimento e di dolore, cosi anche noi questa sera siamo accorsi nella nostra cattedrale per vivere un forte momento di unità con Maria, la madre della misericordia e la regina della pace – ha detto il Vescovo Oscar -. A lei vogliamo ricorrere perché interceda presso la santissima Trinità misericordia a favore del popolo ucraino, doni saggezza ai governanti, consolazione a quanti in questo momento stanno soffrendo. Due nazioni cristiane si contrappongono e sono in guerra: una vera follia, che desta una crescente preoccupazione a livello internazionale. Ci sentiamo un cuor solo nel ricorrere alla Madre comune perché intervenga a favore dei suoi figli e delle sue figlie che in Ucraina soffrono in questi giorni per la guerra, ma anche volga il suo sguardo pietoso ai popoli della Russia e ai loro governanti». Al Rosario in Cattedrale erano presenti don Mykola e don Stephan, sacerdoti che seguono la comunità ucraina di confessione greco-cattolica, e i rappresentanti della comunità ortodossa russa. «In comunione con tutte le Chiese diffuse nel mondo, riunite con i loro pastori, su invito del Papa, preghiamo ardentemente per la conversione dei cuori, cominciando da noi stessi, e per il dono della pace», ha sottolineato ancora il Vescovo. Monsignor Cantoni ha quindi ricordato le parole del Santo Padre nell’enciclica “Fratelli Tutti” (al n.256): «c’è chi cerca soluzioni nella guerra, che spesso si nutre del pervertimento delle relazioni, di ambizioni egemoniche, di abusi di potere, di paura dell’altro e della diversità vista come ostacolo. La guerra non è un fantasma del passato, ma è diventata una minaccia costante. Il mondo sta trovando sempre più difficoltà nel lento cammino della pace che aveva intrapreso e che cominciava a dare alcuni frutti». «A distanza di alcuni anni – ha ricordato il Vescovo Oscar -, queste espressioni sono oggi una triste realtà, per la quale abbiamo bisogno tutti di un reale ritorno a Dio, che ci riconcilia attraverso la mediazione di Cristo, nostro signore. Maria accompagni il nostro cammino e interceda per noi».

    Al termine del Rosario ha preso la parola padre Mykola: «grazie per la vostra preghiera e per il vostro aiuto concreto. In Ucraina si soffre e si muore. Una guerra assurda, dove anche le donne e i bambini sono bersaglio delle bombe. Chiediamo alla comunità internazionale l’impegno affinché tutto questo finisca». Il Vescovo, accompagnato dai rappresentanti della comunità ucraina, ha offerto una lampada della pace alla Madonna delle Grazie. «In questo momento – ha concluso Roberto Bernasconi, direttore di Caritas Como – siamo chiamati a fare la nostra parte concretamente, con la raccolta fondi, con la disponibilità all’accoglienza dei profughi e trovandoci a pregare, nelle domeniche di Quaresima, con la comunità ucraina».

    Il Santo Rosario per la pace in Ucraina è stato trasmesso in streaming sul canale YouTube del nostro Settimanale.


    https://www.settimanalediocesidicomo...uardo-pietoso/

  5. #385
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    Il vicario generale della Diocesi di Como in visita in Perù

    Il vicario generale della Diocesi di Como in visita in Perù: è il primo viaggio dall'inizio della pandemia

    Nel pomeriggio di lunedì 7 marzo il vicario generale della diocesi di Como, mons. Ivan Salvadori, e il direttore del Centro missionario e vicario per la Pastorale, don Alberto Pini, sono partiti per una visita alla missione diocesana in Perù.
    Un viaggio “necessario” per rinsaldare il legame con la Chiesa di Carabayllo e portare la vicinanza del vescovo Oscar e di tutta la nostra diocesi ai missionari fidei donum don Ivan Manzoni e don Roberto Seregni.
    «Ora che nuovamente è possibile viaggiare senza restrizioni – ha raccontato don Alberto Pini, alla vigilia della partenza – ci sembrava giusto, anche se per non molti giorni (il rientro è fissato per il 15 marzo, ndr), recarci a Carabayllo per conoscere più da vicino le comunità dove sono presenti don Roberto e don Ivan, il loro lavoro pastorale, le opere realizzate con il sostegno delle offerte raccolte in diocesi e consegnate al Centro missionario diocesano, tra queste la nuova “Fabbrica dell’ossigeno”. Questa iniziativa riscosse in un momento tanto difficile, grande sostegno e dalle parrocchie e dai privati giunsero al centro Missionario € 29.852,00 che consegnammo per quel progetto. Nei giorni della nostra presenza a Carabayllo visiteremo anche la parrocchia di Puente Piedra, la comunità dove don Savio Castelli (ora rientrato in Italia, ndr) ha vissuto sino lo scorso anno».

    A pochi giorni dalla partenza don Alberto e don Ivan avevano incontrato il vescovo di Carabayllo, mons. Lino Panizza, rientrato nella “sua” Liguria per alcuni giorni (vedi foto di apertura).

    https://www.settimanalediocesidicomo...ella-pandemia/

  6. #386
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    Sul Settimanale la toccante testimonianza da Kiev di Padre Pavlo

    Sul Settimanale la toccante testimonianza da Kiev di Padre Pavlo: «Celebriamo la S. Messa nei rifugi»


    Una testimonianza da Kiev è giunta nei giorni scorsi, alla nostra redazione, da padre Pavlo Vyshkovskyy, missionario oblato, parroco di san Nicola, una delle cinque parrocchie romano-cattoliche della capitale ucraina. La chiesa di san Nicola ha una storia di dolore alle spalle. Fu pesantemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale e. da decenni, è amministrata dallo Stato.

    Dopo lunghe trattative, il ministero della Cultura, a ottobre 2021, ha approvato la completa restituzione della cattedrale – la seconda chiesa cattolica più antica di Kiev, dopo quella di Sant’Alessandro – ai fedeli cattolici. Qui, come detto, svolge il suo ministero pastorale, padre Pavlo, che si è laureato a Roma, nel 2006, con una tesi sul martirio della Chiesa cattolica in Ucraina durante il regime comunista. Negli anni di studio in Italia padre Pavlo ha conosciuto Paolo Bustaffa, allora direttore dell’Agenzia di informazione cattolica Sir e oggi coordinatore della Consulta delle Aggregazioni laicali della diocesi di Como.

    Il messaggio di padre Vyshkovskyy ci è giunto proprio attraverso Paolo Bustaffa che, in diverse occasioni, ha incontrato il sacerdote a Kiev, dove il missionario oblato era anche direttore del Centro mediale cattolico. Padre Pavlo, fra mille difficoltà, ci ha scritto dallo scantinato della sua parrocchia, trasformato in bunker per sé, per gli altri sacerdoti della comunità e per tutte le persone che non hanno un posto dove stare.

    «Quando è iniziata la guerra, la chiesa si è trasformata in luogo di preghiera e di aiuto, ma quelli che possono ora cercano di fuggire da Kiev. Stiamo aiutando specialmente le mamme con i loro bambini, cerchiamo di fare loro passare il confine in Polonia, troviamo loro dei rifugi sicuri, i mariti invece, nostri parrocchiani sono corraggiosamente a difendere Kiev. Nei giorni scorsi, mentre era in vigore il coprifuoco, sono venuti da noi per ricevere Gesù nella Santa Comunione. Noi siamo qui, per fare tutto ciò che possiamo, non solo per i nostri fedeli, ma per chiunque ne abbia bisogno anche soltanto di parole di conforto, di speranza e coraggio», scrive padre Pavlo Vyshkovskyi – OMI.

    https://www.settimanalediocesidicomo...sa-nei-rifugi/

  7. #387
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    Il vescovo Oscar ricorda Roberto Bernasconi

    Il vescovo Oscar ricorda Roberto Bernasconi:
    «Gratitudine sincera per averlo avuto con noi». Ecco come salutarlo



    È con il cuore gonfio di dolore che come Chiesa di Como, insieme alla famiglia, diamo notizia della nascita al Cielo di Roberto Bernasconi e, allo stesso tempo, esprimiamo una gratitudine sincera per averlo avuto fra noi.

    È stato per tutti un modello di vita cristiana e di umanità profonda, nei suoi tanti volti di battezzato, sposo, padre, nonno, lavoratore, diacono permanente, direttore della Caritas diocesana.

    In questo momento siamo disorientati, ci facciamo tante domande… Abbiamo la risposta e la troviamo in Dio, nella consolazione che solo la preghiera può donarci.

    Roberto ha saputo incarnare e rendere vita quotidiana le virtù teologali. Con la sua fede: limpida e solida, radicata nel Vangelo. Con la sua speranza: capace di guardare oltre, di avere come orizzonte l’umanità e di trovare caparbiamente una soluzione a qualsiasi tipo di problema gli venisse sottoposto. Raramente gli ho sentito pronunciare un «no». Il suo atteggiamento era sempre: «vediamo cosa possiamo fare». Infine, con la sua carità. Una carità vera, alimentata dalla preghiera e dalla relazione con Gesù Eucaristia, che gli permetteva di cogliere in tutte le persone che incontrava lo sguardo di Dio e per questo sapeva metterle al centro di ogni pensiero e azione, rispettandole e valorizzandole nella loro dignità. Aveva fatto sua la certezza che ci dice San Paolo: «La carità non avrà mai fine».

    Ci stringiamo ai suoi familiari e a tutta la grande famiglia che per lui sono stati questa nostra Diocesi, la Caritas diocesana, l’Azione cattolica, i confratelli diaconi permanenti, la comunità civile, i tanti fragili che hanno trovato nel suo volto e nel suo sorriso un punto di riferimento e di conforto.

    Roberto continuerà a vivere nell’eredità preziosa che ci ha lasciato e il cui futuro, ora, è consegnato a tutti noi.

    + Oscar CANTONI, Vescovo di Como



    INFORMAZIONI SULLE ESEQUIE E LA CAMERA ARDENTE

    La camera ardente sarà allestita nella Cappella della Santissima Trinità del Centro Pastorale Cardinal Ferrari di viale Cesare Battisti, 8 a Como.
    La camera ardente sarà accessibile dal portone della chiesa da viale Battisti.
    Venerdì 18 marzo la camera ardente sarà aperta dalle ore 15.00 alle ore 18.00.
    Sabato 19 e domenica 20 marzo la camera ardente sarà aperta con orario continuato dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
    Sabato 19 marzo, alle ore 20.30, ci sarà il Santo Rosario in suffragio di Roberto Bernasconi nella chiesa parrocchiale di Como-Rebbio.
    Lunedì 21 marzo la camera ardente sarà aperta dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
    I funerali si svolgeranno lunedì 21 marzo, alle ore 15.00, in Cattedrale, presieduti dal Vescovo monsignor Oscar Cantoni. Per chi non potesse partecipare in presenza, le esequie saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube de “Il Settimanale della diocesi di Como”.


    https://www.settimanalediocesidicomo...ome-salutarlo/

  8. #388
    artaxerse
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    Nominato il nuovo direttore della Caritas di Como

    Rossano Breda è il nome prescelto dal Vescovo
    Nominato il nuovo direttore della Caritas di Como
    Nominati anche i vicedirettori per il Comasco e il Sondriese


    Rossano Breda è il nuovo direttore della Caritas della diocesi di Como. È stato il Vescovo monsignor Oscar Cantoni, nella mattina di lunedì 28 marzo, a recarsi personalmente alla sede della Caritas a Como per incontrare gli operatori e comunicare loro la scelta fatta. «Considerata la necessità di provvedere alla nomina di un nuovo direttore della Caritas diocesana, a seguito dell’improvviso decesso dello stimato e caro diacono Roberto Bernasconi – si legge nel decreto di nomina –; riconosciute le qualità nei candidati a svolgere con competenza e dedizione i ruoli affidati ed accertata la disponibilità ad accettare la nomina; sentiti il Consiglio episcopale e quanti di competenza e ricevuta la disponibilità da parte delle persone incaricate», a norma dell’articolo 6 dello Statuto della Caritas diocesana, il Vescovo Oscar ha nominato direttore Rossano Breda. Insieme a lui sono stati indicati due vicedirettori. Il diacono permanente Giuseppe Menafra, competente per il territorio della Diocesi di Como rientrante nelle Province di Como, Lecco e Varese; e don Augusto Bormolini, competente per il territorio della Diocesi di Como rientrante nella Provincia di Sondrio. Le nomine sono valide per il triennio 2022-2025.

    «Esorto i nuovi responsabili – è l’invito di monsignor Cantoni – a continuare l’opera di promozione della testimonianza della carità nello spirito del Concilio Vaticano II, perché la comunità cristiana sia sempre soggetto di carità, con la consapevolezza che «la carità è la misericordia che va in cerca dei più deboli, che si spinge fino alle frontiere più difficili per liberare le persone dalle schiavitù che le opprimono e renderle protagoniste della propria vita» (Papa Francesco, Discorso ai membri della Caritas italiana nel 50° di fondazione, 26 giugno 2021). Si faccia tesoro della ricca esperienza maturata in questi anni, assumendola come base su cui costruire nella fantasia della carità e in obbedienza al Vangelo». Il decreto di nomina reca in calce la data del 25 marzo, solennità dell’Annunciazione. Ed è proprio a Maria che il Vescovo affida l’operato della Caritas. «La Vergine Maria – prosegue infatti monsignor Cantoni –, onorata dal popolo cristiano come Speculum iustitiae e Regina pacis, con la sua celeste intercessione, ottenga su tutti gli operatori della Caritas diocesana la forza, la speranza e la gioia necessarie per continuare a dedicarsi con generosità all’impegno di realizzare lo sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini».

    Rossano Breda è nato a Varese nel 1965 ed è residente a Mozzate (Co). Laureato in farmacia e teologia è operatore Caritas dal 2015. Al momento della nomina Rossano Breda era referente diocesano per la Pastorale e operatore del servizio di Porta Aperta. In passato era stato anche referente per la Caritas cittadina di Como. Il nuovo direttore ha vissuto una lunga esperienza missionaria in Brasile tra il 1999 e il 2003. È sposato e ha due figli.

    «Di fronte a questa nomina – è il suo primo commento – mi sento prima di tutto di ringraziare: grazie a Dio per avermi concesso questa opportunità di servizio, grazie al Vescovo che mi ha dato fiducia e alla Caritas che per me è lo spazio privilegiato dove vivere l’esperienza di una Chiesa che serve. Uno spazio privilegiato di condivisione dove o si cammina insieme o non si va da nessuna parte. Il mio grazie sincero va anche a Roberto Bernasconi di cui sono chiamato a raccogliere la non facile eredità. A lui va il ringraziamento per avermi mostrato il volto di una “santità della porta accanto”; nel suo stile di accoglienza, con il suo sorriso sempre pronto, la sua fermezza e determinazione. Consapevole di come quando c’è un bene da costruire bisogna avere anche il coraggio di prendere delle decisioni… Accolgo con gioia – prosegue il nuovo direttore della Caritas diocesana – l’indicazione del vescovo Oscar di avere a supporto per la zona di Como il collega Beppe Menafra, un altro diacono permanente in continuità con il mandato che aveva portato avanti Roberto. Questa decisione ci stimola a rafforzare lo stile della collegialità ecclesiale nel rispetto delle vocazioni personali».

    Beppe Menafra è il nuovo vicedirettore della Caritas diocesana per il territorio della Diocesi che insiste nelle province di Como, Lecco e Varese e si affiancherà in questo ruolo all’attuale vicedirettore don Augusto Bormolini, da tanti anni operativo nella parte territoriale rientrante nella provincia di Sondrio. Beppe Menafra è sposato con Barbara dal 1997, è padre di quattro figlie e dall’8 dicembre 2021 è diacono permanente. Lavora in Caritas dal 2003 sempre impegnato, prima come operatore e poi come responsabile, nel servizio di Porta Aperta di viale Varese a Como.

    «È con grande onore e responsabilità che assumo questo servizio. Ringrazio innanzitutto il Signore per questa bella opportunità e il vescovo Oscar per la fiducia che ha nei miei confronti. Essere diacono permanente, in continuità con la figura e la testimonianza di Roberto, dà valore al mio impegno e a questo ruolo. In questo momento ringrazio di cuore anche tutta la famiglia di Caritas, dai colleghi a tutti i volontari: siamo un gruppo coeso e proprio per questo motivo affronterò con serenità le sfide quotidiane consapevole di non essere solo. Sono felice di affiancarmi al nuovo direttore Rossano e a don Augusto – sottolinea ancora Beppe Menafra –. Insieme e nella condivisione affronteremo anche questa nuova gravissima emergenza della guerra in Ucraina. Con la consapevolezza che Caritas ha una grande esperienza e una vasta rete solidale fatta di persone generose e comunità attente alle necessità emergenti e alle povertà di ogni giorno».

    Don Augusto Bormolini, 70 anni, parroco di Tresivio (So) è vicedirettore della Caritas per la provincia di Sondrio dal 1995. «Conosco bene Rossano, lavoriamo insieme da tempo, visto che è stato lui, in questi anni, a coordinare la giunta della Caritas. Sono felice che abbia assunto questo ruolo certamente impegnativo, che richiede disponibilità e competenze. Sono sicuro che Rossano affronterà questo percorso con fiducia e speranza, consapevole che non sarà mai solo. C’è lo Spirito di Dio che lavora con noi: gli auguro di sentirsi strumento nelle mani di Dio, per il bene della nostra Diocesi».

    https://www.diocesidicomo.it/nuovo-d...-caritas-como/

  9. #389
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    Indicazioni per il post-emergenza sanitaria e per la Settimana Santa

    Indicazioni per il post-emergenza sanitaria e per la Settimana Santa
    Covid-19
    L’Ufficio per la Liturgia, in stretta collaborazione con l’Ordinariato, ha predisposto alcune indicazioni per una gestione ordinata e rispettosa dell’uscita dall’emergenza sanitaria COVID-19 e il rientro alla gestione ordinaria. In aggiunta, sono state pubblicati anche alcuni suggerimenti in merito alle celebrazioni della Settimana Santa e del Triduo Pasquale.

    Suggerimenti per celebrare
    Indicazioni fine stato di emergenza e Settimana Santa 2022

    https://www.diocesidicomo.it/indicaz...ttimana-santa/

    INDICAZIONI PER LA FINE

    DELLO STATO DI EMERGENZA



    Distanziamento: non è obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di un metro. Si predisponga però quanto necessario e opportuno per evitare assembramenti specialmente all’ingresso, all’uscita e tra le persone che, eventualmente, seguono le celebrazioni in piedi; igienizzazione: si continui a osservare l’indicazione di igienizzare le mani all’ingresso dei luoghi di culto[1].
    Rimane obbligo di mascherina, fino a nuova disposizione dell’ autorità civile.

    Distribuzione dell’Eucaristia: i Ministri continueranno a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuire l’Eucaristia preferibilmente nella mano.
    È quindi possibile tornare a distribuire l’Eucaristia direttamente in bocca. Si abbia però l’attenzione di sanificare le mani di tanto in tanto o quando ve ne fosse necessità.

    Per quanto riguarda il modo di comunicarsi si torni, senza esitazioni, a distribuirla ai piedi dell’altare attuando quindi la processione dei fedeli. Nella nostra diocesi si è data più l’indicazione di continuare a pronunciare la formula sacramentale “Il Corpo di Cristo” per ogni fedele: eventuali prassi difformi, che prevedono la pronuncia di tale forma una sola volta per tutti, devono essere prontamente abbandonate-

    Igiene ambienti: si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria sempre, specie prima e dopo le celebrazioni. Durante le stesse è necessario lasciare aperta o almeno socchiusa qualche porta e/o finestra. I luoghi sacri, comprese le sagrestie, siano igienizzati periodicamente mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti[3].
    Per quanto riguarda i confessionali, si valuti attentamente se riprenderne l’uso o se, in previsione di un afflusso numeroso di penitenti, sia da ritenere meglio continuare a confessare in spazi aperti. Nel primo caso si abbia attenzione a sanificazione e areazione degli stessi.

    Processione offertoriale e raccolta delle offerte: è bene reintrodurre il gesto della processione offertoriale (avendo l’accortezza di utilizzare vasi sacri chiusi, ad es. pisside e ampolline). Le offerte durante la Messa possono essere raccolte normalmente. Si eviti però il passaggio del cestino di mano in mano tra i fedeli.
    Concelebrazioni: si consiglia di mantenere coperte le specie eucaristiche oppure di avere l’attenzione di allontanarle alquanto da sé. È opportuno che, se vi sono più sacerdoti concelebranti, essi continuino a comunicarsi per intinzione.
    Unzioni sacramentali: le unzioni previste nei vari sacramenti possono avvenire normalmente, senza restrizioni particolari. Si avrà ancora la prudenza di igienizzare le mani.
    Per i cori parrocchiali



    Distanziamento: non è più obbligatorio mantenere il distanziamento di 1m laterale e 2m tra le file. Si cerchi comunque, per quanto possibile, di non cantare troppo vicini l’uno all’altro. Anche la distanza tra il coro e il direttore può essere ridotta.
    Mascherina: sussiste l’obbligo della mascherina (anche chirurgica) per il direttore, i cantori e i musicisti.
    Partiture e sussidi: il loro uso continui ad essere, possibilmente, esclusivamente personale, evitando anche eventuali passaggi di mano in mano.
    Traccia delle presenza: non più necessaria.
    Prove: le prove possono essere effettuate in un ambiente sufficientemente grande da poter evitare assembramenti, e che può essere ben aerato e igienizzato periodicamente.
    Green-pass: non è più necessario, per partecipare alle prove del coro, nessuna certificazione verde (né base, né rafforzata).


    ECCO I TESTI COMPLETI

    ** Indicazioni generali Indicazioni generali 1

    ** Settimana Santa Note Settimana Santa 2022 em


    https://liturgia.diocesidicomo.it/20...na-santa-2022/

  10. #390
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    Disposizioni per il superamento dello stato di emergenza

    Da oggi, venerdì 1 aprile, diventano operative le disposizioni per il superamento dello stato di emergenza.
    Con don Simone Piani, responsabile dell'Ufficio liturgico diocesano, vediamo il percorso, prudente, verso la normalità per le nostre comunità parrocchiali.


    https://www.facebook.com/watch/?v=1184333342335744

Permessi di Scrittura

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