Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della Diocesi di Como - 2021

  1. #361
    artaxerse
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    Ritiro di Avvento per presbiteri

    Martedì 30 novembre 2021 è in programma il consueto ritiro di Avvento per i presbiteri. Distribuito in tre sedi territoriali: il Convento dei Padri Passionisti a Caravate (predicatore padre Marco Panzeri), il Seminario vescovile a Como (predicatore don Marco Cairoli) e la chiesa di san Giuseppe a Morbegno (predicatore don Marco Maesani). Per Valtellina e Valchiavenna è stata scelta un’unica sede (precedentemente si optava per Piona e Colda) per ottemperare alle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19. Il tema proposto sarà una riflessione sulla figura di san Giuseppe.

    Per accedere alle sedi indicate è necessario essere in possesso della Certificazione verde COVID-19 (green-pass). Occorrerà prenotare il pranzo per coloro che intendono usufruirne (costo € 15), scrivendo o telefonando entro e non oltre venerdì 26 novembre alla segreteria della parrocchia di Morbegno (segreteriaoratorio.morbegno@gmail.com) o alle portinerie del Seminario (031 507714) o del Convento di Caravate (0332 601426; pmarcopanzeri@yahoo.it).

    Il programma prevede alle ore 10.00 la celebrazione dell’Ora Media, quindi la meditazione e alle ore 11.00 l’adorazione eucaristica personale con possibilità di celebrare il sacramento del perdono. Alle ore 12.30 la benedizione eucaristica e preghiera dell’Angelus, terminando con il pranzo.

    http://www.diocesidicomo.it/ritiro-d...er-presbiteri/

  2. #362
    artaxerse
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    Ordinazioni diaconali 2021

    8 dicembre 2021 - ore 15.00, Cattedrale di Como
    Ordinazioni diaconali 2021
    Tre diaconi permanenti e un diacono transeunte si presentano

    «Ringraziamo il Signore che ci dona tre nuovi fratelli diaconi il prossimo 8 dicembre. Li ho incontrati nelle scorse settimane e ho condiviso la gioia di questo nuovo dono che il Signore offre non solo a loro stessi, ma anche a tutta la nostra Chiesa».

    Queste le parole che il vescovo Oscar ha rivolto alla comunità dei diaconi permanenti che saranno ordinati in Cattedrale, alle 15.00, nel giorno della solennità dell’Immacolata. Vogliamo conoscerli un po’ più da vicino: partiamo da Giuseppe Menafra di Sagnino, noto a tutti come Beppe, lavora a “Porta Aperta” in Caritas a Como, sposato con Barbara. Poi c’è Massimo Romanò di Cermenate, impiegato nella cooperativa “Si Può Fare”, sposato con Virginia. Infine Marco Gherbi di Delebio, impiegato a Milano in una grande azienda, e sposato con Alessandra.

    Davide Costalunga, Passionista, si presenta
    Davide Costalunga, Passionista«Mi chiamo confr. Davide Costalunga del Preziosissimo Sangue di Gesù e ho 43 anni. La mia è una vocazione adulta. Dopo aver scorrazzato nel mondo fino all’età di 33 anni, rischiando di perdermi nella mondanità, trascurando soprattutto la vita spirituale, ad un certo punto della vita, passando attraverso una forte sofferenza, cioè la morte dei miei genitori persi in un anno l’una dall’altro per malattia, e grazie all’insistenza di mia sorella, feci un pellegrinaggio dove, dopo una Santa confessione, scoppiai in un pianto liberatorio quasi come un nuovo battesimo sperimentando in quell’arco di tempo, l’amore e la misericordia di Gesù crocifisso. Il 20 giugno scorso ho emesso la professione perpetua; cioè mi sono consacrato per sempre a Gesù nella famiglia dei padri Passionisti e l’8 dicembre sarò ordinato diacono. Chiedo a tutti voi di sostenermi con la preghiera, per essere sempre di più come il Signore mi desidera.»

    confr. Davide, del Preziosissimo Sangue di Gesù

    La celebrazione sarà trasmessa in streaming attraverso i canali YouTube della Basilica Cattedrale e del Settimanale della Diocesi

    http://www.diocesidicomo.it/ordinazioni-diaconali-2021/

  3. #363
    artaxerse
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    Domenica 5 dicembre 2021 - Giornata del Seminario

    Domenica 5 dicembre 2021 - Giornata del Seminario
    Chiamare i Chiamati
    Il messaggio del Vescovo Mons. Oscar Cantoni

    La chiamata a seguire Gesù nel presbiterato, se è autentica, e non una semplice auto candidatura o un frutto di un entusiasmo momentaneo, viene sempre da Lui, il Padrone della messe, che prende per primo l’iniziativa e raggiunge i singoli nei modi più diversi. È sempre bello e stupefacente ascoltare le testimonianze dei vari chiamati ed è motivo di giubilo e di stupore considerare come il Signore continui a raggiungere e a interpellare i giovani, anche quelli di oggi. Li affascina in modo così intenso che ogni chiamato, se lo vuole, giunge a considerare tutto il resto come una “perdita” al motivo di seguire Gesù nel servizio alla Chiesa. Prova ne è che se ascoltiamo il racconto della chiamata da parte dei nostri seminaristi non c’è n’è una che assomigli all’altra. E’ così perché Dio non si ripete mai, Egli si adatta alle singole persone, tutte originali e uniche, e li colma dei suoi doni, appassionandoli alla vita evangelica e al servizio degli altri.

    Naturalmente Dio chiama attraverso tante mediazioni umane, nei modi e nei tempi più diversi. In ogni racconto di vocazione, all’origine e nell’evolversi del tempo, c’è sempre qualche persona che “fa da tramite”, che risveglia, che interpella, a volte anche senza accorgersene, a partire da situazioni storiche ben precise, da momenti intensi di preghiera e di riflessione, magari in occasioni in cui si riflette sul significato della esistenza. Più spesso il Signore chiama attraverso persone che vivono con gioia il dono di sé nella semplicità, ma anche con gran cuore, frutto di una generosità a tutto campo, chiama soprattutto attraverso sacerdoti contenti del loro sacerdozio. La chiamata di Gesù a seguirlo raggiunge oggi i giovani attraverso chi è convinto che il sacerdote è oggi necessario per aiutare tutti i battezzati a crescere nella fede, per animare la vita di comunione delle nostre Comunità, per allargare gli orizzonti della carità, che vada al di là dei propri confini, perché Dio ama tutti, anche coloro che non lo conoscono o non lo amano.

    Oggi, nelle nostre Comunità di fede è importante la presenza di persone che chiamano espressamente a seguire Gesù. Non si tratta di chiamare in modo sconsiderato, quasi si trattasse di una semplice propaganda, del tutto inutile, ma di individuare giovani disponibili a impostare la vita con creatività, generosi nel vivere nella dimensione del dono, entusiasti di qualificarsi come una presenza d’amore verso tutti, dentro le nostre Comunità di fede e a servizio del mondo. In questo modo è evidente che la chiamata non è più una iniziativa del singolo, ma è una risposta, quale frutto maturo, a una Comunità cristiana attraente, che lascia intravvedere una vitalità che va oltre se stessa e presenta il ministero ordinato del presbitero come un modo significativo e bello per vivere una esperienza cristiana profonda e globale.

    Perché ci siano risposte è necessario chi chiama, in nome del Signore! È un atto di coraggio, di assunzione di responsabilità, ma anche di fiducia e di stima verso chi è chiamato. Poi tutto dipende dalla sua libertà e dalla capacità di osare…

    + Vescovo Oscar

    http://www.diocesidicomo.it/chiamare-i-chiamati/

  4. #364
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    Lutto - padre Sandro Ferrer

    E’ morto padre Sandro Ferrer, somasco, residente presso la Comunità del SS. Crocifisso a Como. Domani sera, sabato 4 dicembre, alle ore 19.00, verrà recitato il S. Rosario nella Basilica del SS. Crocifisso, dove lunedì 6 alle ore 11.00 verrà celebrato il funerale.

    E’ morto Giulio, papà di don Luigi Pedroni. Le esequie verranno celebrate lunedì 6 dicembre alle ore 10.00 presso la chiesa di S. Lorenzo in Chiavenna, precedute alle ore 9.30 dalla recita del S. Rosario.

    http://www.diocesidicomo.it/lutti-2/

  5. #365
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    Solennità dell’Immacolata Concezione e Ordinazione diaconale

    Cattedrale di Como, 8 dicembre 2021
    Solennità dell’Immacolata Concezione e Ordinazione diaconale
    Omelia del Vescovo Mons. Oscar Cantoni


    Oggi tutta la nostra Chiesa di Como è avvolta da una grande gioia. E’ una festa di luce per il grande progetto d’amore che Dio Padre ha preparato fin dall’eternità per Maria, la vergine piena di grazia, ma anche per noi, suoi figli amati, chiamati ad essere santi (ossia appartenenti a Lui), consacrati al suo servizio e immacolati, destinati ad una vita irreprensibile, lontana dal peccato.

    All’interno del nostro popolo santo, veneriamo innanzitutto la vergine e madre Maria, circondata fin dall’inizio dalla grazia anticipatrice e vittoriosa di Dio, che l’ha salvaguardata da ogni macchia di peccato. Lo Spirito Santo che Maria ha ricevuto, non solo l’ha abilitata a generare verginalmente il Figlio di Dio, ma l’ha messa in grado anche di compiere pienamente l’opera che Dio le ha affidato lungo tutto il suo itinerario di fede.

    Con il suo “sì, eccomi!” Ella ha espresso in piena consapevolezza la perfetta disponibilità ad essere “serva del Signore”, mediante quell’atto di fede totale, che Dio aveva atteso invano dal suo popolo eletto.

    A Maria, immacolata madre di Dio e della Chiesa, oggi affidiamo in modo speciale e con umile fiducia questi nostri fratelli, eletti al ministero del diaconato (permanente): Giuseppe, Marco, Massimo. A costoro si aggiunge anche un religioso dell’Ordine dei Padri Passionisti di Caravate, Fratel Davide, che sarà poi ordinato presbitero nei prossimi mesi.

    Dopo anni di preparazione, questi nostri futuri diaconi si appellano a Maria, ma anche alle preghiere di tutta la nostra Comunità, perché siano aiutati a configurarsi più facilmente a Cristo, generoso servo del Padre e sempre a servizio dei suoi fratelli, lui che ha dato la vita per noi, insegnandoci, con il dono supremo di sé, la non facile arte di amare.

    A voi, cari fratelli, rivolgo parole di stima e di consolazione.

    Vi ringrazio, innanzitutto, per la perseveranza che ci avete offerto nel tempo prolungato della vostra preparazione al diaconato. Avete saputo armonizzare tempo, energie e impegni pur di approfondire, mediante uno studio accurato, la vostra fede, divenuta ora più adulta, matura e consapevole.

    Avete saputo mantenervi fedeli alle irrinunciabili relazioni familiari, occupando bene il tempo dedicato agli affetti e alla educazione dei figli, uniti ai vostri inderogabili compiti professionali, insieme però con le attività ecclesiali e apostoliche non meno urgenti e impegnative.

    Siete entrati con discrezione nel dinamismo della nostra Chiesa mediante un vero spirito di servizio, dando prova di un amore che sa accogliere gli altri, crescere nella comunione fraterna con la comunità diaconale e con il presbiterio.

    Avete poi contribuito a infondere o a ravvivare, negli spazi della Chiesa in cui voi operate, uno spirito di famiglia, nella accoglienza incondizionata di tutti, con mitezza e capacità di mediazione.

    Avete, infine, accolto in spirito di obbedienza quegli impegni che vi sono stati singolarmente affidati come luogo del vostro futuro servizio ecclesiale.

    Non mi resta che una raccomandazione: lo esige la natura stessa del ministero diaconale che state per ricevere dallo Spirito Santo attraverso la Chiesa di Gesù.

    Siate solleciti ministri della consolazione ovunque, in speciale misura con quanti sono bisognosi di cura perché non amati, soli, senza amici o familiari che li sostengano.

    Soprattutto quanti soffrono, sia fisicamente che nello spirito, richiedono la vostra vicinanza, che si traduce in una presenza amorevole, semplice e discreta.

    Quanto a te, caro Davide, so che sei già inserito con molto profitto a servizio di varie Comunità, intento a promuovere, sullo stile della carità di Cristo e secondo il carisma del tuo Istituto, il ministero della consolazione.

    Concludo con una consolante sottolineatura che un nostro giovane, ricoverato in questi giorni nell’ospedale di Sondalo per Covid 19, mi ha fatto pervenire via email: “Prego con voi per il grande dono che l’8 dicembre in cattedrale sarà rinnovato alla Chiesa di Como. Nell’arsura della terra sempre più sterile e chiusa, questo è un seme di speranza che dimostra che in infiniti modi lo Spirito Santo trova il modo di operare”.

    Accogliamo con gioia, gratitudine e piena consapevolezza questi “segni di speranza” che lo Spirito Santo assicura alla nostra Chiesa, superando ogni resistenza, e impegniamoci perché con rinnovate energie possano fruttificare a beneficio di tutti.

    + Oscar Cantoni


    http://www.diocesidicomo.it/solennit...one-diaconale/

  6. #366
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    Il Progetto Betlemme cresce: sempre più parrocchie aperte all'accoglienza diffusa

    Il Progetto Betlemme cresce: sempre più parrocchie aperte all'accoglienza diffusa dei senza dimora

    Il “Progetto Betlemme”, l’accoglienza notturna per i senza dimora diffusa nel comasco, è riproposto nel periodo invernale anche quest’anno. Alla parrocchia di Tavernola con 2 ospiti, alla Comunità parrocchiale “Santi della Carità” (Sant’Orsola, Garzola, Sant’Agata) con 3 ospiti e alla Comunità parrocchiale SS. Giacomo e Filippo (Ponte Chiasso, Monte Olimpino e Sagnino) con 2 ospiti, già attive lo scorso inverno, si sono aggiunte la Comunità pastorale Beata Vergine del Bisbino (Cernobbio, Piazza Santo Stefano e Maslianico) con 2 ospiti e la Comunità pastorale Albate e Muggiò (4 ospiti). A queste potrebbe presto aggiungersi una sesta realtà.

    Attualmente sono 13 le persone senza dimora alloggiate in locali preparati e organizzati per l’accoglienza, che quest’anno è stata anticipata di qualche giorno rispetto alla data prefissata del 1° dicembre a causa del freddo sopraggiunto in modo improvviso. Le cinque realtà in campo sono il segno evidente che il progetto cresce e si radica nelle comunità parrocchiali della città e comuni limitrofi coinvolgendo, tra gli altri, complessivamente oltre 200 volontari.


    L’idea, lanciata dalla Caritas diocesana di Como e, in particolare, dal servizio Porta Aperta sin dal 2020, nasce dal desiderio non solo di ampliare l’offerta dei dormitori e delle strutture già esistenti – oggi sono circa 130 posti letto fissi, tra stabili e temporanei (residenziali e notturni) -, ma di coinvolgere direttamente le comunità del territorio stimolandole ad aprirsi all’accoglienza.

    Dietro all’idea dell’accoglienza diffusa c’è la convinzione che le persone senza dimora abbiano bisogno prima di tutto di essere inserite in un contesto di cura e di instaurare relazioni positive. Sapere di essere accettati e riconosciuti dalla comunità che li accoglie è ciò che può davvero aiutarli a ricostruire la propria dignità e, forse, a iniziare un percorso che li porterà via dalla strada.

    Parole di incoraggiamento per questa esperienza sono state rivolte dal vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni in una lettera.
    Carissimi fratelli e sorelle amati dal Signore,
    con grande gioia ho accolto e sostenuto il progetto Betlemme per l’accoglienza invernale diffusa per i senza dimora, promossa dalla Caritas diocesana, ed è un segno di grande speranza il fatto che non poche parrocchie vi abbiano aderito. Sono piccole ma preziose luci che accendiamo nel cuore di chi per tanti motivi si trova a vivere sulla strada e chiede di essere accolto, amato e consolato. Proprio come accadde nella grotta di Betlemme dove Maria, accompagnata dal suo sposo, dopo non pochi rifiuti, diede alla luce Gesù, figlio di Dio, venuto a salvarci dal male, dall’odio e dall’indifferenza.
    Si tratta di luoghi di accoglienza, dove il calore della nostra umanità riempie il freddo di certe notti del cuore e mostra ancora una volta ai piccoli e a coloro che si trovano nelle ultime file della storia, che Dio è Padre di tutti e ha cura di tutti i suoi figli. La carità, quella vera, si incontra sempre con la dignità che rappresenta uno dei nomi dell’amore.
    Dove c’è dignità, dove c’è carità, lì c’è Dio. Mi auguro che sempre più comunità si possano aprire a questa semplice ma intensa accoglienza, segno vivo e concreto dell’amore di Dio e così facendo, senza troppo clamore, il lievito del vangelo continuerà a far crescere quel Regno di Dio che non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo (Rm 14,17).

    + Vescovo Oscar

    IL PIANO “EMERGENZA FREDDO”
    Come l’anno scorso, l’accoglienza diffusa si affianca, in modo complementare ma autonomo, al servizio “Emergenza Freddo” partito il 15 novembre scorso in città nell’ex caserma dei Carabinieri di via Borgovico – messa a disposizione dalla Provincia di Como e data in comodato al Comune – grazie al coordinamento di Vicini di Strada-Rete dei servizi per la grave marginalità di Como e la gestione della struttura da parte della Fondazione Somaschi in collaborazione con la Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus. Per sostenere il progetto con una donazione (clicca qui)

    Info: www.caritascomo.itwww.vicinidistrada.it


    https://www.settimanalediocesidicomo...-senza-dimora/

  7. #367
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    L'invito di don Federico Pedrana ai giovani: «A Bucarest un campo invernale con...

    L'invito di don Federico Pedrana ai giovani: «A Bucarest un campo invernale con i poveri e con Gesù!»

    Dal 28 dicembre 2021 al 3 gennaio 2022 la Comunità Papa Giovanni XXIII, presente a Bucarest da parecchi anni, propone alcuni giorni di condivisione diretta con i poveri e con Gesù!
    Si vivranno momenti di incontro con i bimbi nei quartieri di periferia, con le persone senza fissa dimora, con i ragazzi tossicodipendenti sulla strada e con i ragazzi disabili.
    Ogni giorno ci saranno momenti di preghiera, la Messa e riflessioni varie.

    Collaboreremo in tutto ciò che comporta il portar avanti la casa (dalle pulizie, al far da mangiare, etc…).

    Alcune note pratiche: chiediamo che tutti partecipino ai vari momenti sia di attività che di preghiera e riflessione. Il biglietto aereo A/R è a carico dei partecipanti. Obbligatorio il green pass e forse per rientrare in Italia servirà un tampone che faremo qui a Bucarest (a carico dei partecipanti). In alcune occasioni si useranno stoviglie di plastica.
    Chiediamo un contributo di 50 euro ciascuno (chi non lo può versare fa nulla!). Adotteremo tutte le misure Covid del caso.

    Per ogni chiarimento e adesioni potete rivolgervi a don Federico Pedrana: 00393473170426

    https://www.settimanalediocesidicomo...ri-e-con-gesu/

  8. #368
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    La Luce di Betlemme a Como sabato 18 dicembre

    La Luce di Betlemme a Como sabato 18 dicembre

    Un segno diventato per molti di noi un irrinunciabile segno natalizio si ripropone anche quest’anno. La Luce di Betlemme arriverà a Como il prossimo fine settimana accolta con una breve cerimonia che si svolgerà sabato 18 dicembre, alle ore 15.45 nella chiesa di Santa Maria Regina di Muggiò. Come sempre a coordinarne l’arrivo è la comunità Masci di Como. In quell’occasione sarà possibile attingere alla fiammella che sarà a disposizione anche la mattina successiva, di domenica 19, nel cortile della Casa scout Carlo Verga, in via Clerici 12 (località Camnago Volta).
    Questo piccolo segno, nella sua povertà e fragilità rimanda al significato del Natale come luce che si accende nella storia dell’umanità. La fiammella è stata accesa pochi giorni prima dalla lampada perenne che arde, alimentata dall’olio donato a turno dalle nazioni cristiane, nella grotta della Natività a Betlemme. Da alcuni decenni lo scautismo si incarica di distribuirla, senza soluzione di continuità nei diversi paesi perché rimanga accesa, nelle case e presso le comunità che vorranno accoglierla, per tutto il periodo natalizio come messaggio sincero di pace.
    «Educazione, lavoro, dialogo tra le generazioni» è il tema scelto da papa Francesco per la prossima giornata mondiale della Pace del 1° gennaio 2022. Siamo tutti sollecitati a riflettere su questo tema che non riguarda solo genitori, insegnanti ed educatori ma interpella con un forte appello etico la società intera, richiamando le responsabilità di chi occupa gli spazi della politica e dell’economia.
    Parlare di educazione significa evocare un cammino che apre allo spazio della libertà, della consapevolezza e della responsabilità. Ciascuno di noi è chiamato a costruire comunità dove non c’è posto per lo sfruttamento, per il sopruso e per la concorrenza sleale che generano precarietà, lavoro povero ed esclusione.
    La Luce di Betlemme è un rinnovato segno della nostra disponibilità a costruire una società che promuova un futuro di assoluta dignità per ogni donna e per ogni uomo.
    Anche a Como è offerta a singoli, famiglie, parrocchie, associazioni, gruppi interessati ad accoglierla e promuoverne la diffusione con l’invito a diventare parte attiva di questa rete di fraternità che lo scautismo concorre a costruire.
    L’attenzione e la cura che richiede il mantenerla accesa ricordano che Pace e Giustizia esigono vigilanza e impegno quotidiani, per mantenere concretamente viva in ogni persona la speranza di un mondo davvero migliore per tutti e per ciascuno.

    Chi desidera attingere alla luce, dovrà munirsi di una lampada a petrolio o di un cero con la fiamma protetta.

    https://www.settimanalediocesidicomo...o-18-dicembre/

  9. #369
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    Basilica di San Giacomo: partono i lavori per il restauro

    Basilica di San Giacomo: partono i lavori per il restauro

    Dopo un’attenta e approfondita fase di studio, sono partiti i lavori per il restauro della Basilica di San Giacomo in Como, resi possibili grazie al generoso lascito di dieci milioni di euro di Gabriella Pizzochero Salvini, architetto e pittrice, nota nel territorio comasco come benefattrice attenta alle bellezze artistiche religiose (ricordiamo il suo sostegno in diversi interventi alla Cattedrale di Como, ai restauri del Santuario della Madonna del Soccorso, alla chiesa di Dosso del Liro e alla chiesa arcipretale di Gravedona).

    I lavori si preannunciano lunghi e complessi. Saranno condotti seguendo procedimenti innovativi e con l’attenzione e la cura che la Basilica merita. Si tratta, lo ricordiamo, di una chiesa molto importante, edificata nel cuore del potere civile e politico della città di Como e risalente, probabilmente, alla seconda metà dell’XI secolo. Il cantiere prevede l’utilizzo delle più avanzate tecniche digitali, mentre le scelte progettuali consentiranno di conservare i materiali originali. Attraverso specifici trattamenti che ne prolungheranno la vita utile, per esempio, saranno preservate le lastre di pietra che attualmente ricoprono i tetti. Una scelta ottimale anche in chiave ecologica, visto che si eviterà di smaltirle e sostituirle con pietre nuove provenienti da cave lontane. Sarà implementato, inoltre, un sistema di riscaldamento più efficiente, che ridurrà il consumo energetico, come già sperimentato in altre chiese Italiane.

    Saranno infine realizzati una serie di approfondimenti conoscitivi, compresi scavi archeologici nel sottosuolo della Basilica, effettuati di intesa con la Sovrintendenza alle Belle Arti. Tali scelte metodologiche e progettuali per il restauro della Basilica, avanzate e non invasive, raggiungeranno pienamente i loro obiettivi attraverso una riflessione più ampia sul ruolo che un monumento così significativo potrà avere nel sistema urbano e senza dimenticare gli ulteriori traguardi realizzabili, come l’integrazione dell’offerta culturale, il ritorno dell’investimento nella conservazione, la cooperazione tra gli attori dell’economia locale.

    La Basilica, per volontà della benefattrice, sarà anche destinata all’esposizione di opere in funzione del costituendo Museo della Cattedrale. Spesso San Giacomo è stata definita la “sorella maggiore del Duomo”: è questo il ruolo che il restauro vuole restituirle.

    https://www.settimanalediocesidicomo...r-il-restauro/

  10. #370
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    La Messa di Natale al carcere del Bassone, ricordando don Roberto Malgesini

    La Messa di Natale al carcere del Bassone, ricordando don Roberto Malgesini

    «La Gloria di Dio è l’umano vivente… e Gesù che nasce, piccolo, fragile, in mezzo a noi e assumendo la nostra carne, ci ricorda che nessuno deve vergognarsi del proprio peccato, perché Dio prende le macerie personali di ogni uomo e di ogni donna e da qui ricostruisce… L’onnipotenza di Dio è la debolezza dell’amore». Sono queste le parole accorate e commosse rivolte dal vescovo, monsignor Oscar Cantoni, ai detenuti della casa circondariale del Bassone di Como, nella Santa Messa presieduta nel salone polifunzionale del penitenziario la mattina del 24 dicembre. Il palco è divenuto altare, addobbato dai fiori in carta realizzati dai detenuti nel laboratorio interno alla casa circondariale.

    «Siamo in pochi, ma è già una grazia poter essere qui riuniti», ha sottolineato nel suo saluto d’inizio il nuovo cappellano del carcere, padre Zeno Carcerieri: «sarebbero voluti essere qui almeno il triplo di voi». Il protrarsi della pandemia ha reso necessario limitare le presenze: in tutto una quarantina di persone, in rappresentanza delle varie sezioni del Bassone (maschile, femminile e transgender – quella di Como è l’unica casa circondariale della Lombardia ad avere questa triplice partizione), del personale del carcere, del corpo di polizia penitenziaria, dei volontari, degli educatori. A concelebrare anche don Alberto Erba, docente del Seminario Vescovile, che svolge attività pastorale in carcere. Presente anche il direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi.

    Attualmente i detenuti del Bassone sono 360 (tra loro una cinquantina del braccio femminile e una decina della sezione transgender). La metà è di origine straniera, i due terzi stanno scontando una condanna definitiva. «Desidero ringraziare il Vescovo Oscar per la sua presenza fra noi – ha detto il direttore del Bassone Fabrizio Rinaldi – perché le sue parole possono essere di slancio e di rilancio nel cammino di ripartenza che ciascuno, qui, sta facendo». Ha portato il suo saluto anche il sindaco di Como, Mario Landriscina: «siamo qui per assicurarvi che tutta la città non rinuncia a starvi vicino nel pezzo di strada che state percorrendo». Rinaldi ha ricordato i progetti in corso per dare una seconda opportunità a chi sta scontando la pena per i propri reati. Fra queste due iniziative particolari: un corso di formazione per diventare maniscalchi e la prossima attivazione di un call-center che darà lavoro a una decina di detenuti. «Facciamo in modo che il tempo trascorso qui – ha osservato – non sia sprecato, ma rappresenti un’occasione per ricostruirsi».

    E chi aveva particolare sensibilità nei confronti del carcere era don Roberto Malgesini. «È la prima Messa di Natale che celebriamo al Bassone senza di lui – ha detto il Vescovo Cantoni, ricordando che lo scorso anno, a causa della pandemia, non è stato possibile essere presente nella casa circondariale comasca –. Ricordo la prima volta che entrai qui. Don Roberto mi disse: “parla con il cuore”. Per me queste sue parole sono una preziosa eredità spirituale, che faccio mia sempre, ogni volta che incontro le persone: perché il cuore conosce ed è questo lo stile di Dio». Quella di don Roberto «è un’assenza che si fa presenza… e insieme a lui vogliamo ricordare il diacono Alberto Conti, che è sempre stato in questo carcere con vero spirito di servizio. Oggi continua il suo servizio con la preghiera e la sofferenza, per una salute fragile, ma la sofferenza per Dio è capitale di Grazia».

    Don Roberto continuerà a essere presente fra i detenuti del Bassone. «La sua famiglia – ha spiegato il cappellano padre Zeno – ha donato al carcere un calice, una pisside e una patena. Attraverso questi strumenti liturgici parteciperà dal Cielo all’Eucaristia che qui si celebra». Due immagini di don Roberto, inoltre, saranno collocate nelle cappelle delle sezioni maschile e femminile del carcere. «Don Roberto – ha detto Luisa Marzorati, volontaria da sempre vicina a don Malgesini – eri luce nella notte… eri un’altra possibilità per chi le aveva perse tutte… ci hai insegnato il perdono… ti sei fatto prossimo anche di Caino… eri fratello, padre, madre, famiglia per gli invisibili che quotidianamente incontravi».

    «Sentiamo vicino Dio che nasce – è stato l’augurio del Vescovo – pensando alle vostre famiglie, che sono lontane, alle necessità e alle prove anche di chi, in carcere lavora, mettendo tutto se stesso in un contesto complesso… Dio non ha scelto i potenti come testimoni della sua incarnazione, ma i poveri, gli scartati e anche a noi chiede di ascoltare il canto degli angeli e di sentire la grazia pacificante dell’amore, della tenerezza, del perdono… Buon Natale!».

    https://www.settimanalediocesidicomo...rto-malgesini/

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