Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 1 di 14 12311 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 134

Discussione: Cronaca dell'Arcidiocesi Metropolitana di Modena - Nonantola - Anno 2021

  1. #1
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    Cronaca dell'Arcidiocesi Metropolitana di Modena - Nonantola - Anno 2021

    CRONACHE DELLA ARCIDIOCESI METROPOLITANA

    DI MODENA - NONANTOLA


    ANNO 2021



    Indice delle cronache degli anni decorsi
    http://www.cattoliciromani.com/63-l-...tola-anno-2020
    Virtus ex Alto

  2. #2
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    Avvio cronache dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola 2021

    CRONACA DELL'ARCIDIOCESI METROPOLITANA
    DI MODENA – NONANTOLA

    ANNO 2021

    Archivio cronache anni decorsi
    2017 - 2016 -2010-2014



    Dati statistici

    § Abitanti circa 566.000 (al 2016)

    § Superficie 2089 kmq

    § Parrocchie 243

    § sacerdoti 219, di cui 167 secolari e 52 regolari

    § Religiosi 55 uomini e 295 donne

    § Diaconi permanenti 79

    Storia

    L’attuale circoscrizione ecclesiastica dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola è compresa nel territorio della Provincia di Modena, nella quale hanno sede anche la Diocesi di Carpi, parte della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e parte della Diocesi di Bologna. Ecclesiasticamente fa parte della Regione Pastorale dell’Emilia-Romagna ed è la Sede Metropolitana della Provincia Ecclesiastica Emiliana.
    Le origini della Chiesa modenese vengono fatte risalire alla predicazione di S. Apollinare di Ravenna (Patrono della Regione Emilia-Romagna), ma la sua costituzione come comunità cristiana può essere documentata soltanto a partire dal IV secolo. Probabilmente un primo vescovo, Cleto, è stato a capo della comunità cristiana di Modena subito dopo l’editto di Costantino (313).

    Nel 350 si ha la certezza storica di un vescovo, Antonio, a cui successe S. Geminiano (Patrono dell’Arcidiocesi), contemporaneo di S. Ambrogio di Milano e che partecipò, come suffraganeo, al Concilio di Milano, nel 390. Nel 1148, da Papa Eugenio III, a causa dei continui contrasti con la vicina Abbazia di Nonantola, Modena fu privata della Sede episcopale e le sue parrocchie sottoposte alla giurisdizione dei vescovi limitrofi. Rappacificata con la Sede Apostolica, venne nuovamente riconosciuta nel 1154.
    Dal 1150 fin verso la fine del 1500, venne amministrata (tramite vicari) da vescovi abitualmente non residenti poiché, allora, la residenza non era obbligatoria.
    Di essi, il più celebre fu il Card. Giovanni Morone (o Moroni, 1564 -1571) un protagonista del Concilio di Trento.
    Dipendente da Milano, la Diocesi, in seguito, divenne suffraganea di Ravenna e dal 1582 al 1855, della Metropolitana di Bologna.
    Nel 1855, dal Pontefice Pio IX, la Sede di Modena venne elevata a Metropolitana, costituendosi così la Provincia Ecclesiastica Estense (poi Emiliana) e le vennero assegnate quali Sedi suffraganee le Diocesi di Reggio Emilia, Massa Carrara, Carpi e Guastalla e, nel 1902, l’Abbazia “Nullius” di Nonantola.
    Nel 1926, la Diocesi di Massa Carrara venne aggregata alla Metropolitana di Pisa.
    Nel 1976, con la nuova ristrutturazione, alla Provincia Ecclesiastica Emiliana (oltre le Diocesi di Reggio Emilia, Carpi e Guastalla), vennero aggregate le Diocesi di Piacenza, Fidenza e Parma.
    L’Abbazia “Nullius” di Nonantola ha una interessante storia di vita religiosa e monastica nonché di centro culturale e sociale (ad es. la “Partecipanza Agraria” istituita dall’Abate Gottescalco nel 1058, primo nucleo di Comune rurale).
    Fu fondata nel 752 da S. Anselmo, primo Abate, già duca del Friuli e cognato di Astolfo, re dei Longobardi, dal quale aveva avuto in assegnazione vasti territori di confine fra le zone dominate dai Longobardi e quella ancora sotto il governo bizantino (La “Romandiola”).
    Fino al 1449 venne amministrata da Abati regolari. Dal 1449 al 1780, da Abati Commendatari, fra i quali i più celebri furono il Card. Giuliano Della Rovere (1484 -1503) poi Papa Giulio II e S. Carlo Borromeo (1560 -1566), fondatore del locale Seminario.
    Nel 1769 venne soppressa dal Pontefice Clemente XIII. Alla definitiva partenza dei Monaci Cistercensi (1769) subentrati ai Monaci Benedettini, si costituì un Consorzio di sacerdoti, primo nucleo del Collegio Canonicale, definitivamente costituito nel 1929.
    Ristabilita dal Papa Pio VII nel 1821, venne affidata in Commenda al Vescovo pro-tempore di Modena. Nel 1926, venne unita in perpetuo in forma “aeque principaliter” alla Metropolitana di Modena.
    Nel 1986, con la nuova ristrutturazione delle Diocesi italiane, il territorio dell’Abbazia è stato unito al territorio dell’Arcidiocesi di Modena, costituendo un unico territorio ecclesiastico denominato “Arcidiocesi di Modena-Nonantola”.
    All’Arcivescovo di Modena è stato conservato il titolo di “Abate”.
    Con decreto arcivescovile del 24-11-1986, S. Silvestro I, Papa, già patrono dell’Abbazia, è stato dichiarato celeste Patrono dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, unitamente a S. Geminiano, Vescovo.
    L’Arcidiocesi di Modena-Nonantola è stata eretta in Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto, con decreto del Sig. Ministro dell’Interno, in data 31 gennaio 1987 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Supplemento Straordinario – n. 55 del 7 marzo 1987.

    Santi Patroni primari - San Geminiano Vescovo e San Silvestro I Papa
    Santuari diocesani – Santuario Basilica della B.V. del Castello in Fiorano Modenese


    Serie dei vescovi e arcivescovi di Modena :

    Cleto
    Dionisio
    Antonino (343)
    Geminiano (350c.-397)
    Teodulo (397c.-423)
    Geminiano II (458)
    Gregorio (482)
    Bassiano (501-503)
    Pietro (680)
    Giovanni I (744)
    Lopicino (749)
    Geminiano III (782)
    Gisone (796-811)
    Martino (812)
    Deodato (813-828)
    Giona (840-856)
    Arnido (861-863)
    Walperto (865-869)
    Leodoino (871-892)
    Giovanni II (898)
    Gamenolfo (898)
    Gotifredo (902-933)
    Ardingo (943)
    Guido (944-968)
    Ildebrando (969-993)
    Giovanni III (
    994-1001)
    Varino (1003-1020)
    Ingone (1023-1038)
    Viberto (1039-1054)
    Eriberto (1054-1085)
    Benedetto (1086-1096)
    Egidio (1097-1099)
    Dodone (1100-1136)
    Ribaldo (1136-1148)
    Ildebrando Grassi (1148-1156)
    Enrico (1156-1173)
    Ugo (1174-1179)
    Ardizzone (1179-3 dicembre 1194)
    Egidio Garzoni (1194-1207)
    Martino (1207-18 settembre 1221)
    Guglielmo di Savoia (maggio 1222-21 settembre 1233)
    Alberto Boschetti (3 aprile 1234-29 febbraio 1264)
    Matteo de’ Pii (1264-7 novembre 1276)
    Ardizzo Conti (23 dicembre 1281-1287)
    Filippo Boschetti (1287-1290)
    Jacopo (1290-26 maggio 1311)
    Bonadamo Boschetti (3 giugno 1311-24 gennaio 1313)
    Buonincontro da Fiorano (4 febbraio 1313-19 gennaio 1318)
    Guido de Guisi (1 marzo 1318-16 settembre 1334)
    Rolando (Orlando) (1329-1330)
    Bonifacio (10 maggio 1336-6 novembre 1340)
    Alamanno Donati (18 luglio 1342-4 giugno 1352)
    Aldobrandino d'Este (18 gennaio 1353-1380)
    Guido de Baiso (10 ottobre 1380-1382)
    Dionisio Restani(1383-1400)
    Pietro Boiardo (1400-24 gennaio 1401)
    Nicolò Boiardo (24 gennaio 1401-1414)
    Carlo Boiardo (30 aprile 1414-1436)
    Scipione Manenti (17 ottobre 1436-1444)
    Jacopo Antonio della Torre (19 ottobre 1444-24 settembre 1463)
    Delfino della Pergola (24 settembre 1463-1465)
    Nicolò Sandonnini (7 giugno 1465-15 novembre 1479)
    Gian Andrea Boccaccio (15 novembre 1479-1495)
    Giambattista Ferrari (11 settembre 1495-27 luglio 1502)
    Francesco Ferrari (20 luglio 1502-1507)
    Ippolito d'Este (1507-3 settembre 1520)
    Ercole Rangoni (12 settembre 1520-25 agosto 1527)
    Pirro Gonzaga (5 settembre 1527-28 gennaio 1529)
    Giovanni Girolamo Morone (7 aprile 1529-23 maggio 1550)
    Egidio Foscarari (23 maggio 1550-22 dicembre 1564)
    Giovanni Girolamo Morone (23 dicembre 1564-16 novembre 1571)
    Sisto Visdomini (16 novembre 1571-27 settembre 1590)
    Giulio Canani (8 febbraio 1591-27 novembre 1592)
    Gaspare Silingardi (19 febbraio 1593-13 luglio 1607)
    Lazzaro Pellicciari (1 ottobre 1607-1610)
    Pellegrino Bertacchi (22 marzo 1610-22 agosto 1627)
    Alessandro Rangoni (28 febbraio 1628-aprile 1640)
    Opizzone d'Este (19 novembre 1640-agosto 1644)
    Roberto Fontana (12 giugno 1645-16 agosto 1654)
    Ettore Molza (2 agosto 1655-2 maggio 1679)
    Carlo Molza (27 novembre 1679-24 dicembre 1690)
    Ludovico Masdoni (12 novembre 1691-giugno 1716)
    Stefano Fogliani (12 aprile 1717-26 giugno 1742)
    Ettore Molza (20 maggio 1743-1 gennaio 1745)
    Giuliano Sabbatini (8 marzo 1745-3 giugno 1757)
    Giuseppe Maria Fogliani (19 dicembre 1757-18 ottobre 1785)
    Tiburzio Cortese (3 aprile 1786-30 dicembre 1823)
    Giuseppe Emilio Sommariva (12 luglio 1824-7 marzo 1829)
    Adeodato Caleffi (5 luglio 1830-5 agosto 1837)
    Luigi Reggianini (12 febbraio 1838-9 gennaio 1847)
    Luigi Ferrari (3 luglio 1848-19 aprile 1851)
    Francesco Emilio Cugini (18 marzo 1852-22 gennaio 1872)
    Giuseppe Maria Guidelli dei conti Guidi (6 maggio 1872-24 maggio 1889)
    Carlo Maria Borgognoni † (24 maggio 1889-20 agosto 1900)
    Natale Bruni (17 dicembre 1900-14 aprile 1926)
    Giuseppe Antonio Ferdinando Bussolari (7 maggio 1926-12 dicembre 1939)
    Cesare Boccoleri (28 marzo 1940-31 ottobre 1956)
    Giuseppe Amici (23 dicembre 1956-7 febbraio 1976)
    Bruno Foresti (2 aprile 1976-7 aprile 1983)
    Bartolomeo Santo Quadri (31 maggio 1983-12 aprile 1996)
    Benito Cocchi (12 aprile 1996-27 gennaio 2010)
    Antonio Lanfranchi (27 gennaio 2010-17 febbraio 2015)

    Erio Castellucci (dal 3 giugno 2015).

    CRONOTASSI DEGLI ABATI NONANTOLANI

    1. S. Anselmo 752 – 803
    2. Pietro 804 – 824
    3. Ansfrido 825 – 837
    4. Ratperto 838 – 839
    5. Ratichildo 839 – 842
    6. Giselprando 842 – 851
    7. Linetefredo 851 – 855
    8. Leone I 855 – 856
    9. Pietro II 856 – 865
    10. Vanefrido 865 – 869
    11. Regimbaldo 869 – 870
    12. Teodorico 870 – 887
    13. Landefrido 890 – 895
    14. Leopardo 895 – 907
    15. Pietro III 907 – 913
    16. Gregorio Beato 913 – 929
    17. Ingelberto 929 – 941
    18. Gerlone 941 – 947
    19. Gottifredo 947 – 958 circa
    20. Guido Vescovo di Modena 959 – 969 circa
    21. Umberto Vescovo di Parma 969 – 974 circa
    22. Giovanni I Archimandrita 982 – 995 circa
    23. Leone II 996 – 998
    24. Giovanni II 998 – 1000
    25. Leone III 1000 – 1002
    26. Rodolfo I 1002 – 1032
    27. Rodolfo II 1035 – 1053
    28. Gottescalco 1053 – 1059 circa
    29. Landolfo I 1060 – 1072
    30. Damiano 1086 – 1112
    31. Giovanni III 1112 – 1128
    32. Ildebrando 1129 – 1140
    33. Andrea 1140 – 1144 circa
    34. Alberto I 1144 – 1154
    35. Alberto II 1154 – 1178
    36. Bonifacio 1179 – 1201
    37. Raimondo 1201 – 1250 circa
    38. Cirsacco 1250 – 1255
    39. Buonaccorso 1255 – 1262
    40. Landolfo II 1263 – 1275
    41. Guido 1286 – 1309
    42. Nicolò Baratti 1309 – 1329
    43. Bernardo 1330 – 1334
    44. Guglielmo 1337 – 1347
    45. Federico 1347 – 1348
    46. Diodato 1348 – 1356
    47. Lodovico 1357 – 1361
    48. Ademaro 1363 – 1369
    49. Tommaso de’ Marzapesci 1369 – 1385
    50. Nicolò d’ Assisi 1386 – 1398
    51. Battista Gozzadini 1398 – 1400
    52. Delfino Gozzadini 1400 – 1405
    53. Giangaleazzo Pepoli 1407 – 1449

    ABATI COMMENDATARI

    54. Gurone d’Este 1449 – 1484
    55. Giuliano Card. Della Rovere 1485 – 1503
    56. Giuliano Card. Cesarini 1505 – 1510
    57. Gianmatteo Sertorio 1510 – 1516 circa
    58. Gianjacopo Sertorio 1516 – 1527 circa
    59. Gianmatteo Sertorio (nuov.) 1527 – 1531
    60. Antonio Maria Sertorio 1531 – 1550
    61. Giulio Sertorio 1550 – 1560
    62. S. Carlo Borromeo 1560 – 1566
    63. Gianfrancesco Bonomi 1573 – 1582
    64. Guido Card. Ferreri 1573 – 1582
    65. Filippo Card. Gustavillani 1582 – 1587
    66. Girolamo Card. Mattei 1587 – 1603
    67. Alessandro Mattei 1603 – 1621
    68. Ludovico Card. Lodavisi 1621 – 1632
    69. Antonio Card. Barberini 1632 – 1671
    70. Jacopo Card. Rospigliosi 1671 – 1684
    71. Jacopo Card. De Angelis 1687 – 1695
    72. Sebastiano Antonio Card. Tanara 1695 – 1724
    73. Alessandro Card. Albani 1724 – 1779
    74. Francesco Maria d’Este 1780 – 1821

    ABATI COMMENDATARI VESCOVI ED ARCIVESCOVI DI MODENA

    75. Tiburzio Marchese Cortese 1822 – 1828
    76. Giuseppe Marchese Sommariva 1828 – 1830
    77. Adeodato Caleffi O.S.B. 1830 – 1838
    78. Luigi Reggianini 1838 – 1848
    79. Luigi Ferrari 1848 – 1852
    80. Francesco Emilio Cugini 1852 – 1872
    81. Giuseppe Maria Conte Guidelli 1872 – 1889
    82. Carlo Maria Borgognoni 1889 – 1901
    83. Natale Bruni 1901 – 1926
    84. Giuseppe Antonio Ferdinando Bussolari O.F.M. 1926 – 1939
    85. Cesare Boccoleri 1940 – 1956
    86. Giuseppe Amici 1957 – 1976
    87. Bruno Foresti 1976 – 1983
    88. Bartolomeo Santo Quadri 1983 – 1986

    ARCIVESCOVI ABATI DI MODENA -NONANTOLA

    88. Bartolomeo Santo Quadri 1986 – 1996
    89. Benito Cocchi 1996 – 2010
    90. Antonio Lanfranchi 2010 – 2015
    91. Erio Castellucci dal 2015

    S.E.R. Mons. Erio Castellucci



    Nato a: Roncadello (FC)
    il: 08/07/1960
    Ordinato Sacerdote il: 05/05/1984
    Eletto alla Chiesa di Modena-Nonantola il: 03/06/2015
    Ordinato Vescovo il: 12/09/2015
    Solenne ingresso nell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola il: 13/09/2015

    Nato a Roncadello di Forlì l’8 luglio 1960, ha studiato a Bologna al Pontificio seminario regionale “Benedetto XIV”, quindi a Roma presso la Pontificia università gregoriana, concludendo il dottorato con una tesi su Dimensione cristologica ed ecclesiologica del presbitero nel Concilio Vaticano II (1988). Ordinato sacerdote il 5 maggio 1984 a Forlì, è stato parroco a Durazzanino (1984-1992) e a San Giovanni Evangelista di Forlì (2009-2015), svolgendo nel frattempo diversi incarichi diocesani: delegato per il Diaconato e i Ministeri (1988-2008); direttore del Centro diocesano universitari (1990-2004), del Centro diocesano vocazioni (1992-2000) e del Centro per la pastorale giovanile (1996-2008); Vicario episcopale per la Cultura, l’Università e la Scuola, la Famiglia, i Giovani, le Vocazioni e il Turismo (2009-2015); Assistente diocesano dell’Agesci-SCOUT (dal 1993).
    E’ stato inoltre docente di Teologia presso lo Studio Teologico Accademico Bolognese (1988-2004), poi Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna (dal 2005), di cui è stato preside dal 2005 al 2009, e presso l’Istituto superiore di scienze religiose Sant’Apollinare di Forlì. Ha pubblicato numerosi saggi di argomento teologico e pastorale, e ha all’attivo molti interventi a conferenze e corsi di formazione.
    Nominato dal Santo Padre papa Francesco Arcivescovo di Modena-Nonantola il 3 giugno 2015, è stato insignito del Pallio dei metropoliti il 29 giugno a Roma, e ordinato vescovo da S.E. Mons. Lino Pizzi il 12 settembre a Forlì. In data 7/12/2020 a conclusione del mandato di Amministratore Apostolico (26.06.2019-7.12.2020) è stato nominato Vescovo di Carpi, essendo da tale data le Diocesi di Modena-Nonantola e di Carpi unite “in persona episcopi”.






    S. E. Rev.ma Mons. Erio Castellucci -
    Arcivescovo Metropolita Abate di Modena - Nonantola - Vescovo di Carpi
    Virtus ex Alto

  3. #3
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    Vangelo clip

    Domenica 3 gennaio 2021 – II Domenica dopo Natale – Anno B

    “E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,1-8) con una riflessione di don Erio Castellucci



    Scarica l’audio della II Domenica dopo Natale in formato mp3
    (Fonte. sito dell'Arcidiocesi)
    Virtus ex Alto

  4. #4
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    Omelia dell'Arcivescovo della notte di Natale

    " Dio è con noi. È con noi nella notte della fatica e del dolore, facendo balenare una luce; è con noi in mezzo ai decreti, trasformandoli in opportunità per attingere all’essenziale; è con noi nella grotta della paura, alleviando la solitudine; è con noi sulla mangiatoia della fragilità, facendovi spuntare la vita. Proprio questo è il suo nome: Emmanuele, Dio con noi."

    Notte di Natale – Duomo di Modena –
    25.12.2020

    Is 9,1-3.5-6; Sal 95; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14 –


    << Lo ricorderemo come il Natale delle restrizioni, regolato dal decreto legge emesso una settimana fa, che a sua volta aggiorna alcuni decreti della presidenza del Consiglio dei ministri. Gesù quest’anno nasce in mezzo ai decreti. Ma in fondo fu così anche duemila anni fa: “in quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra”. Il Figlio di Dio viene al mondo a Betlemme a causa di un decreto imperiale, per cui Giuseppe volle farsi registrare nel suo villaggio d’origine, che era lo stesso del grande re Davide; per questo affrontò un viaggio di oltre cento chilometri, certo non banale all’epoca, insieme a Maria che, oltretutto, stava per dare alla luce il bambino. In questo modo Gesù poté nascere proprio a Betlemme di Giudea, realizzando le antiche profezie. Gesù, del resto, per tutta la vita si troverà in mezzo a norme e decreti: 40 giorni dopo sarà circonciso e offerto al Tempio, per osservare la legge ebraica sui primogeniti; nella sua infanzia, come dice il Vangelo, rimarrà sottomesso ai suoi genitori, osservando le regole familiari; a 12 anni andrà in pellegrinaggio con loro a Gerusalemme, seguendo le tradizioni religiose dell’epoca; da adulto, dirà di essere venuto non per abolire la legge, ma per compierla; e perfino il luogo della sua morte sarà scelto in base alle disposizioni vigenti, che stabilivano di crocifiggere i condannati fuori dalle mura della città santa, Gerusalemme, per non macchiarla.
    Gesù dunque si muove tra i decreti, come dobbiamo fare noi, giustamente, essendo cittadini che osservano le leggi dello Stato e cristiani che aderiscono alle indicazioni della Chiesa. E lo facciamo in modo particolare in questo periodo di pandemia, dovendo rispettare la salute nostra e degli altri e facilitare il servizio di coloro che operano per contrastare questo contagio.
    Ma Gesù non si accontentò di osservare i decreti: lui vi mise dentro un’anima o, per rubargli le immagini, un pizzico di sale e un raggio di luce. Dirà infatti un giorno ai discepoli di non accontentarsi della semplice aderenza alle leggi, ma di essere sale della terra e luce del mondo. Quella notte infatti, quando nacque nella stalla di Betlemme e fu posato sulla mangiatoia, il cielo si illuminò sui pastori e risuonò per loro un canto d’amore. Dice il Vangelo che “la gloria del Signore li avvolse di luce” e che gli angeli cantarono gloria a Dio e pace agli uomini, amati da lui. Questa luce e questo canto d’amore non erano previsti nel decreto di Cesare Augusto, al quale premeva solo il conteggio dei sudditi per una migliore organizzazione dell’impero; ma questa luce e questo canto d’amore poterono investire Betlemme, il villaggio del re Davide, proprio perché Giuseppe aveva deciso di obbedire al decreto. Le leggi da sole non fanno crescere le relazioni; ma se le osserviamo mettendoci dentro il sale dell’amore e la luce della fede, possono persino aiutarci a ritrovare l’essenziale.
    Questo Natale è ferito, non c’è dubbio. Per chi ha vissuto e vive esperienze di paura, per chi è reso fragile dalla malattia – non solo dal covid – e per chi ha perduto delle persone care nel corso dell’anno; per chi sperimenta l’apprensione per i propri anziani impossibili da visitare e da abbracciare; per chi, impegnato in prima linea, ha
    provato il dolore di veder morire i malati, per chi ha perso il lavoro o si è trovato in situazioni familiari difficili... per tutti, insomma, è un Natale ferito. Proprio in questo giorno dell’anno affiorano i nostri sentimenti più profondi, e con essi emerge anche più acuta la mancanza delle persone che avremmo voluto con noi, in casa, a festeggiare.
    Ma se il nostro cuore diventa una piccola Betlemme, quel bambino, che nasce in una situazione povera e compromessa come la nostra, ci porta ancora oggi un raggio di luce e di amore. Il nucleo del Natale è proprio questo: il Signore ci visita per farci sapere, non con sole le parole ma con la sua carne, che ci è accanto, che ci ama, che ciò che davvero conta non è il rivestimento esterno del Natale, ma il suo significato intimo: Dio è con noi. È con noi nella notte della fatica e del dolore, facendo balenare una luce; è con noi in mezzo ai decreti, trasformandoli in opportunità per attingere all’essenziale; è con noi nella grotta della paura, alleviando la solitudine; è con noi sulla mangiatoia della fragilità, facendovi spuntare la vita. Proprio questo è il suo nome: Emmanuele, Dio con noi. >>


    + Erio Castellucci


    - Dal sito diocesano -


    Virtus ex Alto

  5. #5
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    Omelia dell'Arcivescovo del giorno di Natale

    “Il Creatore del mondo si fa creatura nel mondo; l’Altissimo Signore del cielo e della terra entra nell’esistenza umana…”



    Giorno di Natale – Perinsigne Basilica Metropolitana di Modena

    OMELIA DELL'ARCIVESCOVO


    (Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6-14; Gv 1,1-18 – )


    << È difficile immaginare due parole più distanti tra loro: “Dio” e “carne”. La prima, “Dio”, evoca da sempre le altezze del cielo; la seconda, “carne”, le bassezze della terra. Da quando è spuntata nella sua mente la domanda sul senso della vita, decine di migliaia di anni fa, l’essere umano ha chiamato “Dio” colui che supera il tempo e vive nell’eterno; ha invece chiamato “carne” tutto ciò che soccombe alla legge del tempo e finisce per morire. Dio è incorruttibile, la carne è corruzione; Dio è perfetto, la carne è fragile.
    Forse è bene che ricordiamo questa distanza tra Dio e la carne, molto marcata nelle religioni antiche e moderne. È bene che la ricordiamo, per non abituarci a rivelazioni, come quella lanciata da Giovanni nel prologo del suo Vangelo, quando dice che “il Verbo era Dio” e, poco dopo, che “il Verbo si fece carne”. Una rivelazione che in realtà è una rivoluzione: il Verbo lega insieme Dio e la carne. Incredibile: due realtà che sembravano inconciliabili, lontanissime, si intrecciano nel Verbo.
    Potrebbe apparire un ragionamento astratto, interessante magari per filosofi e teologi ma poco per tutti gli altri. Proviamo allora a dirlo in un altro modo. Il Creatore del mondo si fa creatura nel mondo; l’Altissimo Signore del cielo e della terra entra nell’esistenza umana attraverso una mangiatoia; la Parola stessa di Dio prende corpo in un bimbo incapace di parola; l’Onnipotente si lascia avvolgere in fasce da una giovane madre. Siamo dentro al cuore del paradosso cristiano, in quel mistero di fronte al quale si deve “prendere o lasciare”, perché una via di mezzo non è possibile. O il Figlio di Dio si è davvero fatto uomo, oppure il nucleo della nostra fede diventa una recita.
    Infatti alcuni non accettano questo intreccio tra Dio e la carne, perché sembra uno scandalo. Come si può sporcare la natura di Dio con il corpo umano? Fin dai primi secoli del cristianesimo, qualcuno diceva che il Verbo ha preso le apparenze di un essere umano, ma non lo è diventato davvero. Pensavano di difendere la dignità di Dio, in questo modo, ma in realtà lo offendevano, perché l’amore di Dio ha voluto veramente identificarsi con la fragilità umana. Non ha finto, non è “apparso” in sembianze umane, non ha messo una maschera per sostenere una parte: si è svuotato della sua divinità per diventare uno di noi. Non ha avuto paura della carne.
    Sarebbe stato meno scandaloso, certo, se il Verbo, invece di farsi carne, si fosse fatto anima o mente; se avesse cioè preso le parti ritenute più nobili della persona; ma Giovanni dice proprio che si è fatto “carne”, cioè ha preso tutto: corpo, sentimenti, affetti, intelligenza, bisogno di mangiare, bere e dormire. Ha preso anche la nostra debolezza, ha assunto le conseguenze del nostro peccato, si è addossato le nostre paure. Sarebbe pura poesia, il Natale, se quest’anno non avvertissimo che il Verbo si è fatto fragile, di quella stessa fragilità insinuatasi nella nostra carne; carne malata, e non solo per covid, carne impaurita dal crollo di tante sicurezze, carne colpita dalla solitudine, carne lacerata dalla morte e dal lutto. Questo Natale ci mette davanti tutto il peso della carne. E ci aiuta a capire quanto umanamente sia stata folle la decisione
    del Figlio di Dio di prendere un corpo. Si è buttato nella fossa dei leoni: e non a caso la sua carne, deposta alla nascita sulla mangiatoia, finirà inchiodata su una croce e passerà attraverso un sepolcro, prima di risorgere e tornare al Padre. È follia, ma è la follia dell’amore: quella che spinge tante persone, anche oggi, a donare la vita per gli altri, a regalare energie per chi è piccolo, ferito e svantaggiato, a spendersi nel quotidiano della casa, del lavoro, dei luoghi di cura e di assistenza, delle aule scolastiche e delle comunità cristiane e civili. L’amore non risponde ai criteri dell’efficienza e del guadagno, non mette a bilancio le voci in uscita, ma vive della logica del gratuito, è un “di più” non richiesto.
    La nascita di Gesù accende una luce nel buio delle sofferenze planetarie. Il Vangelo non si accoda al coro dei lamentosi, che si limitano a rilevare il male, il dolore, l’angoscia. Giovanni infatti paragona il Verbo di Dio alla luce che “splende nelle tenebre”. Quest’ombra che avvolge la terra, e produce e svela immani sofferenze, questa tenebra che sembra impenetrabile, è solcata da una luce. Non è una luce che abbaglia e risolve tutto con un miracolo; non piomberà Dio dal cielo a dissolvere la crisi. La fede cristiana non vive di attese magiche, ma vive di una presenza che accompagna anche nelle crisi; è come una fiaccola che, nei percorsi notturni, non illumina a giorno, ma serve a scorgere i tratti del sentiero. Il credente sa di non essere solo ad affrontare il dolore; sa che il Verbo si è fatto carne per sostenere la nostra carne, aprirle dei varchi di speranza, darle una prospettiva che la superi. La sofferenza, anche nel credente, rimane: ma è molto diverso attraversarla pensando di essere soli oppure sapendo, viceversa, di essere tenuti per mano da un Dio che conosce il sapore della fatica, un Dio che ha sperimentato la durezza della vita terrena, dalla pietra della mangiatoia al legno della croce. Nessun altro, se non il Verbo fatto carne, può indicare orizzonti che superano la morte; solo lui, Parola eterna, ha parole di vita eterna, che illuminano come fiaccole i passi quotidiani della nostra vita terrena. >>

    + Erio Castellucci

    (Dal sito dell'Arcidiocesi)
    Virtus ex Alto

  6. #6
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    News diocesane

    «Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto»

    Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2021





    «Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto» (Gv 15, 5-9) è il passo evangelico scelto quest’anno per accompagnare la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, in calendario dal 18 al 25 gennaio 2021.

    Il materiale di questa edizione è stato preparato dalla Comunità monastica di Grandchamp, sulla base del tema scelto dalla Commissione internazionale del Pontificio consiglio dell’unità dei cristiani e dalla Commissione fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese, tratto dal Vangelo di Giovanni 15, 1-17. L’Istituto di studi ecumenici ha accolto l’invito del gruppo di lavoro delle Chiese cristiane in Italia per la redazione di un “sussidio” con il quale accompagnare la preghiera per l’unità durante l’anno 2021, che tutti possono scaricare dal sito dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI.
    La consueta celebrazione ecumenica a livello diocesano – in programma alle 18.30 di lunedì 18 gennaio in Duomo – è stata rimandata alla prossima primavera, viste le difficoltà del momento dovute alla pandemia e ritenendo più “naturale” partecipare in presenza quando sarà possibile.
    Per gli stessi motivi è stato rimandato anche l’incontro di domenica 17 gennaio, per la XXXII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, in accordo con la comunità ebraica di Modena.




    Dialogo interreligioso, Ecumenismo, Settimana di preghiera, Unità dei Cristiani

    (Fonte: sito dell'Archidiocesi)
    Virtus ex Alto

  7. #7
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    Agenda di S.E. Mons. Erio Castellucci

    Un vortice di impegni

    Agenda settimanale dell’Arcivescovo Abate di Modena - Nonantola
    e Vescovo di Carpi - Mons. Erio Castellucci


    Data

    Orario
    Sede
    Evento
    16.01.21
    11/12,30
    Città dei Ragazzi
    Modena
    Presentazione “I segni del sacro”

    16/19,00
    18/19,00
    Maranello
    Maranello
    Incontro “Guarigione di un indemoniato” –
    S.Messa
    17.01.21
    16/17,00
    Cibeno di Carpi
    Preghiera per l’unità dei cristiani

    18/19,00
    Carpi
    Cattedrale
    S.Messa nel 75° anniversario del martirio di
    Don Francesco Venturelli
    18.01.21
    11/12,30
    Modena
    Incontro interdiocesano con le Caritas

    21/22,30

    Incontro da remoto: “Frate lupo: ideologia
    E animalismo”
    19.01.21
    9/12,00

    Istituto Universitario Sophie – Tavola rotonda

    21/22,30

    Incontro da remoto: “La comunità cristiana
    Dopo il vaccino”
    20.01.21
    10/11,30
    Arcivescovado
    Collegio dei Consultori

    12/13,00
    Basilica
    Metropolitana
    S.Messa per la Polizia nella ricorrenza di
    S. Sebastiano

    21/22,30

    Incontro da remoto: “L’economia di Francesco”
    21.01.21
    21/22,30

    Incontro da remoto: ”Antropocentrismo e animalismo”
    22.01.21
    11/12,30
    Nonantola
    Abbazia
    Cerimonia di consegna del volume manoscritto dell’Archivio Abbaziale recuperato dai carabinieri

    19,30 –
    20,30
    Arcivescovado
    Colloquio interdiocesano Consultori e Sipam

    21/22,30

    Incontro da remoto: ”La gioia nella cultura ebraica e nel Vangelo”

    Fonte: sito dell'Arcidiocesi
    Virtus ex Alto

  8. #8
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    Vangelo clip

    Domenica 17 Gennaio 2021 – II Domenica del Tempo Ordinario – Anno B –

    Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1 35-42) «Venite e vedrete». con una riflessione di Don Erio Castellucci - Arcivescovo




    Scarica l’audio della II Domenica del Tempo Ordinario in formato mp3

    (Dal sito diocesano)

    Virtus ex Alto

  9. #9
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    News dall'Ufficio Missionario Diocesano

    La nostra fede ci permette di riconoscere l’altro, perché chi crede può arrivare a riconoscere che Dio ama ogni essere umano con un amore infinito e che gli conferisce con ciò una dignità infinità” (Fratelli Tutti, n.85)

    Granelli di Fraternità: il nuovo appuntamento del Centro Missionario



    Anno nuovo, nuovo progetto. Il Centro Missionario Diocesano modenese apre questo 2021 carico di speranze con un nuovo appuntamento virtuale ispirato alla nuova enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco.



    L’idea nasce dal desiderio di rendere più concreto e vicino quanto espresso in quelle pagine così dense di contenuti e di speranza. Pertanto, una volta al mese a partire dal 18 gennaio 2021, inizierà l’appuntamento con Granelli di Fraternità: una serie di video – in prima visione sul canale
    YouTube e sulla pagina Facebook del Centro Missionario Diocesano – nei quali si intrecceranno brani estrapolati dalla Fratelli Tutti, testimonianze di persone la cui vita è un esempio concreto di cosa voglia dire essere davvero fratelli e sorelle con tutti, poesie, canzoni e testi che accompagneranno ogni puntata.

    Il simbolo di Granelli di Fraternità è l’icona dell’autrice Ana Graça, suora italiana presso la comunità di Itapuà- Salvador Bahia (Brasile). Il soggetto è una rielaborazione della Trinità di Rublev; alla sua mensa suor Ana lascia un posto per tutti, tutti possono sentirsi accolti: da una coppia di sposi con i loro figli ad una donna sola con i suoi bambini fino ad una prostituta anch’essa con un neonato in grembo. Ciascuno condivide con gli altri il proprio dono, dando vita a questo banchetto.
    Questo è la sintesi estrema del messaggio che Papa Francesco cerca di infondere a tutti gli uomini di buona volontà; un sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole. Papa Francesco ci esorta dunque a riconoscere Cristo stesso in ogni fratello abbandonato o escluso. “La nostra fede ci permette di riconoscere l’altro, perché chi crede può arrivare a riconoscere che Dio ama ogni essere umano con un amore infinito e che gli conferisce con ciò una dignità infinità” (Fratelli Tutti, n.85).

    Centro Missionario, Fratelli tutti, Granelli di fraternità, Testimonianze, YouTube

    -
    Dal sito dell'Arcidiocesi -
    Virtus ex Alto

  10. #10
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
    Data Registrazione
    Nov 2014
    Località
    Carpi
    Messaggi
    2,486

    News diocesane

    La «Domenica della Parola», un vero dono


    Nel calendario liturgico romano la «Domenica della Parola» – festa che quest’anno sarà celebrata domenica prossima, 24 gennaio – è entrata in modo definitivo a sottolineare l’importanza e il valore che la Parola di Dio ha nella Chiesa; ci si potrebbe chiedere se era proprio necessario fare un simile gesto, fissare cioè un momento di particolare attenzione alla Parola nel corso dell’anno liturgico.
    Tutti i giorni, la vita della Chiesa è ritmata dall’ascolto della Parola e non solo nella liturgia eucaristica. La liturgia delle Ore altro non è che una lettura continua di salmi e brani biblici con commenti dei padri alla Parola di Dio, ogni sacramento celebrato nella Chiesa non è altro che una riproposizione di indicazioni e testi biblici.
    Nella nostra diocesi conviene ricordare che negli anni ‘90 e nei primi anni Duemila, si era soliti dedicare la seconda domenica di Quaresima, che ci propone la lettura della Trasfigurazione, come momento di riflessione sul nostro rapporto con la Parola di Dio. A questo proposito sarebbe molto interessante poter rivedere tutte le pagine o gli inserti di «Nostro Tempo» dedicati a questo tema. La Parola deve entrare nella nostra vita in modo consapevole, amante, con il desiderio di comprendere quello che ci vuole dire e soprattutto di abbandonarci alla sua azione trasformante.
    Partendo da queste premesse, anche diocesane, non possiamo non pensare quanto sia stata profetica la decisione del Santo Padre di dedicare una domenica nel corso dell’anno liturgico per considerare il nostro crescere del rapporto con la Parola. Forse ci si potrebbe anche chiedere: «A che punto sono le nostre comunità parrocchiali nella crescita di questo rapporto?!». La risposta è ovviamente molto difficile.
    Può essere più facile, forse, riconoscere alcuni segni che hanno caratterizzato questi ultimi anni: il «Vangelo nelle case» è stato un grande moltiplicatore di interesse e diffusione del rapporto con la Parola di Dio e non solo in termini numerici ma di crescita interiore dell’ascolto. Gli incontri preparatori e di rafforzamento di questo progetto sono stati particolarmente seguiti; anche l’esperienza del «Vangeloclip», che ha ormai superato la 100ª edizione, è seguita settimanalmente da oltre 1500 persone. Inoltre, molti sono coloro in cerca di strumenti seri per la preparazione delle letture domenicali e davvero tante sono state le iniziative messe in atto nel tempo.
    Possiamo però dirci contenti e soddisfatti? Purtroppo si nota come larghe parti delle nostre comunità non sembrino cogliere questi segnali. Alcune volte si percepisce che parlare della Bibbia sia qualcosa di antico e se non proprio vecchio, lontano dal modo di sentire e di agire nell’attuale mondo virtuale 3.0.
    Certamente possono esserci problemi oggettivi di comprensione del testo biblico che richiederebbero una maggiore famigliarità ma forse c’è anche un problema ancora più pesante di una chiusura che il nostro mondo oppone ad un rapporto fecondo con essa.
    Non è certo questa la sede per valutare i tanti aspetti che questa situazione pone. Oggi forse ne potremmo cogliere un piccolo frammento: nella lettera di Giacomo al capitolo 1,21-25 si legge: «Perciò, deposta ogni impurità e ogni resto di malizia, accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime. Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s’è osservato, se ne va, e subito dimentica com’era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla». Giacomo non invita ad un volontarismo ascetico, ma pone un problema semplice: essere discepoli è fare come il maestro. Non si tratta di eliminare gli aspetti intellettuali e conoscitivi della Scrittura ma, insieme a quelli, cambiare la nostra vita; essere testimoni credibili, non super eroi, persone in cammino di conversione! In questo tempo di pandemia dove la Parola può esercitare la consolazione vera chiediamo anche di cambiare almeno un poco. Potremmo prendere come linea guida il motto di san Filippo Neri “siate buoni se potete…”: questo suo modo di dire in realtà è molto più esigente di quanto a prima vista non possa sembrare e ci pare che interpreti fedelmente quello che san Giacomo dice. La nostra capacità di diventare discepoli, il “nostro potere”, è intimamente legato al dono dello Spirito che ci viene donato oltre che nell’Eucaristia e nei sacramenti anche dalla lettura orante della Parola di Dio.
    Con gioia annunciamo una bella iniziativa di formazione biblica e di comunione ecclesiale che vede la collaborazione del Servizio Apostolato Biblico (SAB) di Modena, Reggio Emilia e Piacenza attraverso due momenti formativi intorno alla Domenica della Parola:

    1. “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!” (Mc 15,39) Introduzione al Vangelo di Marco.
      Relatore don Matteo Mioni biblista di Reggio
      Domenica 24 gennaio 2021 ore 16.45. Chiesa di San Luigi, Reggio Emilia.
      Diretta streaming sul canale
      YouTube “UCD Reggio Emilia”;
    2. “Come un piccolo seme”. Cammini di speranza nel Vangelo di Marco.
      Relatore don Paolo Mascilongo biblista di Piacenza, direttore del Servizio Apostolato Biblico dell’Emilia Romagna
      Martedì 26 gennaio 2021 alle 21.00 sul canale
      YouTube “Arcidiocesi di Modena-Nonantola”.



    Domenica della Parola di Dio, Servizio Apostolato Biblico, VangeloClip


    (FONTE: sito diocesano)
    Virtus ex Alto

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •