Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi Metropolitana di Ravenna-Cervia - 2020

  1. #41
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    Dalle nostre parrocchie

    Domenica 26 S. Pier Damiano saluta don Bartolomeo



    Domenica 26 settembre 2021 ore 10 S. Messa di saluto

    Don Bartolomeo saluterà la Diocesi di Ravenna nella sua ultima celebrazione comunitaria prima della sua partenza.
    Sono invitati a partecipare quanti lo hanno conosciuto durante il suo ministero nelle parrocchie della Diocesi
    Ore 11-12 rinfresco e saluti personali
    Diretta sulla pagina facebook @parrocchiasanpierdamiano

    (Dal sito dell'Archidiocesi)

    Virtus ex Alto

  2. #42
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    ORDINAZIONE PRESBITERALE DI DON DAVIDE Riminucci

    Sabato 16 ottobre alle ore 20.45 presso il Duomo di Ravenna, il diacono e vice-direttore della Pastorale Giovanile Vocazionale Davide Riminucci verrà ordinato sacerdote. Siete tutti invitati ad unirci nella preghiera

    Celebrazioni:
    * Prima Santa Messa domenica 17 ottobre ore 11.30 a Ravenna presso la Parrocchia dei Ss. Simone e Giuda
    * Domenica 24 ottobre ore 10.00 a Portomaggiore presso la Parrocchia Santa Maria Assunta
    * Domenica 31 ottobre ore 11.15 a Ravenna presso la Parrocchia San Giuseppe Operaio

    - Dal sito dell'Arcidiocesi -
    Ultima modifica di Carpense; 10-10-2021 alle 16:26 Motivo: Maiuscole
    Virtus ex Alto

  3. #43
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    Lutto nel clero

    È morto don Giovanni Montanari. I funerali si sono svolti lunedì 25 alle 11 in Duomo

    Don Montanari, storico direttore di Archivio, biblioteca diocesana e anche del Museo arcivescovile, è morto all’età di 92 anni. Una figura difficile da dimenticare per il ruolo che ha avuto nella storia e nella vita culturale di Ravenna. “Era appassionato soprattutto di storia contemporanea e moderna, e anche di arte e filosofia – ricorda ancora Liverani: chiedeva documenti sulla Ravenna dell’800 e ‘900?.
    Originario di Longastrino, venne ordinato sacerdote nel 1955 da monsignor Egidio Negrin. Alla fine degli anni ’50 assunse vari incarichi come vice-assistente dell’Azione Cattolica e come vice-rettore e poi dall’87 come direttore dell’Archivio e del Museo arcivescovile.

    Negli ultimi anni a Santa Teresa, conclude don Graziani “era accogliente e festoso. Ha celebrato Messa con me finché ha potuto”.

    I funerali si sono svolti lunedì 25 ottobre alle 11 in Duomo. Una funzione è stata celebrata anche nella chiesa di Longastrino alle 15.45. Don Giovanni riposa ora nella tomba di famiglia nel cimitero di Longastrino.
    ----------------------------
    Fonte: sito dell'Arcidiocesi
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  4. #44
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    Alpha: Una proposta diocesana per il cammino sinodale.

    VERSO IL SINODO

    Introduzione

    Questa proposta nasce dall’idea di accompagnare le comunità cristiane nel processo di trasformazione profonda legato al sinodo che coinvolge la Chiesa Italiana e che ha come sfida quella di “annunciare il vangelo in un tempo di rinascita”. Già nel discorso di Firenze Papa Francesco aveva sottolineato che “Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli: il Signore è attivo e all’ opera nel mondo. Voi, dunque, uscite per le strade e andate ai crocicchi: tutti quelli che troverete, chiamateli, nessuno escluso”: un invito, quindi, a cercare di fornire tentativi di risposta, percorsi possibili che mostrino il desiderio di attraversare insieme “sulla stessa barca” questa grave crisi legata alla pandemia. Per questo potrebbe essere utile immaginare una fase preparatoria prima di avviare il lavoro proposto dal sinodo, in cui raccogliere insieme le persone, ricreare un clima di condivisione, risvegliare l’esperienza di fede. Per questa fase preparatoria potrebbe essere utilizzato il corso alpha, cui hanno partecipato nelle due edizioni on line nei mesi da gennaio a giugno alcune persone della nostra diocesi (provenienti dalle parrocchie di Savio, SS. Redentore, S. Pietro in Campiano, Mezzano, S. Rocco, S. Biagio, S. Alberto).

    Che cos’è alpha?
    Alpha è uno “spazio” in cui le persone possono ritrovarsi e parlare liberamente di vita e di fede. Concretamente si articola in una serie di undici incontri, di un’ora e mezza ciascuno, in cui normalmente si mangia qualcosa insieme, si guarda un contenuto proposto attraverso un video e, soprattutto, ci si ritrova in piccoli gruppi in cui si parla liberamente partendo da alcune domande guida. In questo tempo segnato dal Covid si può anche scegliere la modalità on line: se da una parte non permette di mangiare qualcosa insieme, si presta però a consentire una continuità anche considerando possibili restrizioni legate alla pandemia, annulla i tempi di spostamento, risulta pratica per le esigenze familiari.

    Perché?
    Il corso alpha è uno strumento efficace per avvicinare alla fede le persone lontane e al tempo stesso risvegliare l’esperienza spirituale anche in chi è già inserito nella comunità ecclesiale. Favorisce un clima di condivisione caratterizzato da intensità, ma anche leggerezza e distensione attraverso l’utilizzo di semplici strategie di conduzione. È soprattutto attraverso la condivisione nel piccolo gruppo che le persone possono gustare la bellezza di essere Chiesa, sperimentando anche una dimensione umana e relazionale e un contesto accogliente in cui sentirsi ascoltate. “Il cuore dell’esperienza sinodale è l’ascolto di Dio attraverso l’ascolto reciproco, ispirati dalla Parola di Dio. Ci ascoltiamo fra noi per udire meglio la voce dello Spirito Santo che parla nel nostro mondo di oggi. Questo può avvenire nel corso di ogni riunione, ma noi vi incoraggiamo fortemente a svolgere numerose riunioni per poter creare un’atmosfera più interattiva di condivisione dove le persone si conoscano, cresca la loro fiducia reciproca e sentano di poter parlare più liberamente, vivendo così un’esperienza veramente sinodale di cammino percorso insieme. Oltre agli aspetti più formali del parlare e dell’ascoltarsi a vicenda, è importante che le riunioni prevedano anche dei momenti informali. […] persino le pause caffè possono aiutare a promuovere un senso di comunità attraverso l’esperienza di condivisione della propria vita con gli altri.” (dal Vademecum per il Sinodo dei Vescovi, 4.1)

    Per chi?
    Sono invitati a partecipare tutti:
    – gruppi, preferibilmente di 12 persone al massimo, composti dal parroco e dai suoi collaboratori (catechisti, operatori pastorali, membri del consiglio pastorale parrocchiale) che potrebbero poi far parte dei gruppi sinodali;
    – altre persone interessate a partecipare all’esperienza. Fino al quarto incontro è possibile aggiungere partecipanti ai gruppi.

    Come funziona?
    Iscrizioni L’iscrizione potrà essere fatta on line, compilando una semplice scheda. Nel caso di un gruppo, l’iscrizione verrà effettuata dal parroco o da un suo incaricato, o da altro referente che indicherà un numero approssimativo di partecipanti. Nel caso di un singolo, l’iscrizione verrà effettuata dalla persona stessa, indicando nome e cognome, parrocchia di provenienza e se fa già parte di un gruppo.
    Incontri Per gli incontri si utilizza una piattaforma online cui collegarsi. A ciascun piccolo gruppo viene chiesto di optare per la modalità on line o in presenza. Per avere le informazioni tecniche necessarie ad approntare gli incontri in presenza si possono contattare i referenti diocesani.

    Quando?
    Da martedì 26 ottobre alle 20:45 per undici incontri con cadenza settimanale. Per chi sceglierà la modalità on line si suggerisce di prevedere almeno un momento in presenza.

    Logistica
    A supporto del corso è presente un gruppo di lavoro che ha già vissuto l’esperienza e che si rende disponibile per raccogliere le iscrizioni, fornire informazioni, divulgare la proposta e gestire la piattaforma con tutti gli aspetti tecnici. Nei piccoli gruppi è necessaria la presenza di massimo due facilitatori (chiamati leader ed helper) a cui viene richiesta solo una breve preparazione (tre incontri di un’ora online, distribuiti rispettivamente prima del primo incontro, a metà percorso e prima del penultimo incontro).

    (Fonte: sito diocesano)
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  5. #45
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    Dal 3 novembre l’Arcivescovo e alcuni collaboratori a Carabayllo

    E' partito il 3 novembre, assieme a due laici e un diacono, l’arcivescovo di Ravenna-Cervia monsignor Lorenzo Ghizzoni per la sua visita pastorale in Perù. Quest’anno, oltre al desiderio di incontrare quella realtà e camminare insieme, pur nelle distanze geografiche, c’è una ragione in più per attraversare l’Oceano.

    Ed è far sentire la vicinanza a un popolo e a una terra particolarmente colpita dall’epidemia da Covid 19. Come spiega a Risveglio: “La situazione è particolarmente difficile. Ho deciso di partire perché c’è bisogno ora del nostro sostegno, un modo per essere vicini nelle difficoltà. E ci tenevo proprio che si vedesse che la Chiesa di Ravenna non si dimentica della sua parrocchia di Jesu Misericordioso”.

    Come potete leggere dalla lettera che ci ha inviato don Stefano Morini, missionario e parroco di Jesus Misericordioso, il Covid ha ucciso alcuni collaboratori parrocchiali e ha reso la vita di tutti i giorni ancor più dura di prima. “Le Messe vengono celebrate ma la frequenza è molto diminuita e la povertà avanza”.

    Il programma della visita pastorale sarà infatti molto semplice: niente visite ufficiali, difficile la trasferta anche solo nella capitale Lima: “Condivideremo la vita della parrocchia, rimanendo in comunità”. Il ritorno è previsto per il 10 novembre.

    Di seguito la lettera di don Stefano Morini, all’arcivescovo

    Caro vescovo Lorenzo,

    desidero innanzitutto ringraziarla della sua prossima visita alla nostra missione diocesana. Una visita che quest’anno acquista un valore aggiunto dovuto alla situazione della pandemia che comporterà un maggior impegno e sacrificio, basti pensare anche solo alla quarantena che dovrà fare al rientro.

    Grazie di cuore di questa attenzione e vicinanza non scontate.

    “Fratelli”, disse don Camillo. “Le acque escono tumultuose dal letto dei fiumi e tutto travolgono: ma un giorno esse ritorneranno placate, nel loro alveo e ritornerà a risplendere il sole. E se, alla fine, voi avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete persa la fede in Dio. Ma chi avrà dubitato della bontà e della giustizia di Dio, sarà povero e miserabile anche se avrà salvato ogni sua cosa”.

    La nostra comunità parrocchiale di Jesus Misericordioso ha vissuto in questa pandemia gravi sofferenze: la perdita di ben quattro operatori pastorali (2 catechisti e 2 del ministero della liturgia); ridotta la partecipazione dei fedeli, è aperta la chiesa principale, mentre le due cappelle sono chiuse. Posso dire che ho notato perseveranza nella fede: chi viene e partecipa ai distinti momento sia celebrativi, sia di formazione e catechesi è motivato. Si respira un clima di preghiera e di fede intensa. Anche la partecipazione dei laici, chiamati a nuovi servizi, si è rinvigorita.

    Sono molto cresciute le confessioni, sono disponibile due ore al giorno in quattro diversi giorni della settimana, oltre a mezz’ora prima delle tre Messe della domenica; sempre viene qualcuno a confessarsi e la domenica molte volte non riesco a confessare tutti. Ogni mese abbiamo poi la gioia di celebrare almeno 8-10 battesimi.

    Inoltre dal mese scorso hanno iniziato il cammino di preparazione al matrimonio cinque coppie che si sposeranno entro l’anno. Sono storie molto diverse fra loro: alcuni giovani fidanzati, altri dopo anni di convivenza, altri ancora non sono più tanto giovani, ma tutti con il desiderio di ricevere il sacramento del matrimonio.

    Anche la generosità delle persone che partecipano è cresciuta, nonostante la crisi economica che sta accompagnando questa pandemia, abbiamo ricevuto alcune donazioni significative che ci hanno permesso di ordinare nuove panche per la chiesa (con i prezzi raddoppiati rispetto a due anni fa).

    Non mancano le difficoltà, i problemi, le assenze, ma questo fa parte della vita e del camminare insieme.

    Spero che questo nuovo incontro con la chiesa di Ravenna-Cervia presente nella sua persona e nei suoi accompagnatori possa essere motivo di un arricchimento reciproco, per noi lo sarà sicuramente. Grazie ancora per la vostra visita.

    Don Stefano Morini a nome della comunità parrocchiale Jesús Misericordioso

    - Fonte: sito dell'Arcidiocesi e Risveglio 2000
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  6. #46
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    Chiesa di Ravenna Cervia in cammino sinodale

    ORDINAZIONE PRESBITERALE DI DAVIDE RIMINUCCI E INIZIO DEL CAMMINO SINODALE – 16 OTTOBRE 2021

    Carissimi fratelli e sorelle in Cristo della Chiesa di Ravenna Cervia,

    questa sera, già entrati nella celebrazione della domenica abbiamo voluto valorizzare la partenza ufficiale del Cammino Sinodale nostro e delle Chiese che sono in Italia e in tutto il mondo, con una ordinazione presbiterale. Evento anche questo eccezionale e preziosissimo per la nostra Chiesa diocesana. E ringraziamo don Davide che a 44 anni, con un percorso lungo e non facile, ha accolto una chiamata esigente e costosa, nel celibato per il regno dei cieli, ma ricca di doni e di possibilità di servire tutti i fratelli, la Chiesa, il Signore, i giovani, come aveva già iniziato a fare da laico nell’oratorio salesiano, da diacono a Portomaggiore e che ora farà come consacrato per l’Ordinazione presbiterale. Diventare prete il giorno in cui inizia il Sinodo non sarà per te, caro don Davide, solo una coincidenza, ma lascerà, spero, una impronta spirituale e affettiva sul tuo ministero futuro, e spero che tu possa diventare un prete e un uomo di comunione, un ministro capace di suscitare condivisione e partecipazione dei fedeli e delle persone ai margini, un missionario sulla nostra terra romagnola e ferrarese. In concreto don Davide continuerà ad essere impegnato nel servizio alla pastorale giovanile e vocazionale diocesana e nella parrocchia di Portomaggiore come vicario parrocchiale, e proprio qui il suo tirocinio dovrà arricchirsi di queste caratteristiche.

    Iniziamo il cammino sinodale

    Anche per tutti noi questa coincidenza, voluta, non deve essere trascurata. Nella lettura dei segni operati dallo Spirito nella storia della Chiesa di Ravenna Cervia, come ci chiederà il cammino sinodale, le vocazioni di speciale consacrazione sono certamente uno di quei punti che dovremo valorizzare e sui quali dovremo interrogarci. Come? Ringrazieremo per gli “operai” che ci sono e invocheremo dal “Padrone della messe” altri operai, ma impegnandoci a rivedere seriamente i cammini educativi, spirituale e caritativi che proponiamo agli adolescenti, ai giovani e alle ragazze, nelle nostre comunità cristiane e nelle nostre famiglie. Per questo dono delle vocazioni, come per tutti gli altri problemi pastorali da affrontare, dovremo pregare, ascoltare cosa ci suggerisce la Parola di Dio, cosa ci indica il magistero della Chiesa, cosa possiamo proporre dal confronto e dal dialogo tra noi, dal racconto delle nostre esperienze di vita, in questo caso “vocazionali”, e cosa stiamo facendo per accompagnare i giovani nel discernimento e nelle decisioni.

    È questo un esempio, in brevissima sintesi, di come saremo chiamati a lavorare insieme su tutti i temi della vita cristiana ed ecclesiale, per camminare insieme, crescendo nella comunione tra noi, partecipando alle tappe di questo cammino che si preannuncia non breve e non formale, ma coinvolgente, e infine assumendo quelle decisioni pastorali e comunitarie che la Chiesa universale o i Vescovi italiani prenderanno per farci aprire a uno stile più missionario, più coinvolgente, più testimoniale.

    La celebrazione di un Sinodo è un passaggio solo in parte nuovo, perché dei Sinodi e dei Concili ce ne sono stati tanti nella storia della Chiesa, per affrontare e approfondire problemi e orientamenti dottrinali o disciplinari o liturgici e canonici: dal “concilio di Gerusalemme” (Atti 15), sempre esemplare per la Chiesa, che affrontò la prima divisione nella comunità cristiana apostolica, o dal primo concilio ecumenico di Nicea (325) fino al Concilio Vaticano II e ai nostri Sinodi locali, tra i quali anche quelli celebrati a Ravenna dal medioevo e fino all’ultimo del 1995-98.

    Missionarietà

    La novità principale è che questo Sinodo non si celebrerà solo a Roma e solo con i Vescovi delegati di tutto il mondo, ma ci sarà una prima fase di ascolto e confronto nelle chiese locali, aperta il più possibile a tutti, non solo ai fedeli praticanti, ma anche a tutti gli altri battezzati e anche ai non cristiani. Un’apertura che ci chiede un bell’impegno, soprattutto su un territorio come il nostro dove i confini tra i credenti e i non credenti spesso sono molto marcati.

    Eppure, questa è la sfida della evangelizzazione e della nuova missionarietà che ci sarà chiesta sempre più nei prossimi anni. La affrontiamo con ottimismo perché confidiamo soprattutto nella forza dello Spirto Santo, che resta in ogni momento della storia il primo protagonista della Missione della Chiesa, e ci fidiamo della vitalità della Parola di Dio, che cresce e si diffonde con una forza propria che ha del miracoloso, come ci testimoniano gli Atti degli Apostoli (12,24: “Intanto la parola di Dio cresceva e si diffondeva”).

    Comunione

    Noi e le nostre comunità, con tutte le vocazioni laicali, ministeriali e consacrate impegnate in prima persona, siamo tutti chiamati come gli apostoli a camminare insieme, dietro a Cristo Signore. Siamo chiamati prima di tutto a convertirci e mettere la comunione sopra a tutto, a superare quindi conflitti di potere, invidie, pregiudizi, rivalità, campanilismi, risentimenti, in una comunione sofferta, ma vera perché frutto di perdono e riconciliazione, dialogo e ricuciture, pagata a caro prezzo. Come nella prima comunità cristiana siamo chiamati a diventare con-cordi e un-animi nella preghiera: a stare davanti al Signore, soprattutto nell’eucaristia, con un cuor solo e con un’anima sola. L’inizio del cammino della Chiesa fu così: “Tutti questi (gli apostoli) erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.” (At 1,14). Su di loro, prima comunità cristiana, scese il Fuoco della Pentecoste e si aprirono le porte della grande missione che è arrivata fino a noi!

    La forza del Battesimo, della Cresima, della Riconciliazione, dell’Eucaristia unita alla forza della Parola di Dio, può generare questo miracolo dell’unità, ma solo se sarà accompagnato anche l’esercizio della carità reciproca e del perdonarci di cuore tra fratelli e sorelle.

    La nostra comunione è stata, come sappiamo, l’ultima preghiera di Gesù prima di morire, al culmine dell’ultima cena, dopo aver lavato i piedi di tutti, anche di Pietro e di Giuda. E il Risorto continua anche oggi a pregare per l’unità della sua Chiesa, come per le pecore che non sono del suo ovile. “E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.” (Gv 10,16) E prega: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 20s).

    Abbiamo ancora da imparare molto dal nostro Maestro.

    Partecipazione

    Ma il Sinodo della Chiesa universale che si apre oggi per noi e si chiuderà nel 2023 a Roma, e il Cammino sinodale delle nostre chiese italiane, che invece continuerà anche dopo e si concluderà nell’anno santo 2025, con una assemblea nazionale e una serie di decisioni che incideranno sulla nostra vita ecclesiale, sono anche cammini di partecipazione che comporteranno una serie di incontri, di assemblee particolari, di momenti di preghiera e ascolto della Parola di Dio, di verifica della vita delle nostre realtà ecclesiali.

    Saremo chiamati a costituire dei gruppi sinodali, che in parte assorbiranno gli organismi di partecipazione già esistenti, in parte saranno da rinnovare e allargare anche a persone diverse ed esterne. Secondo le indicazioni della Conferenza episcopale italiana abbiamo a disposizione questo mese fino alla fine dell’anno liturgico la festa di Cristo Re, per la sensibilizzazione e la riflessione sul Documento preparatorio, sulla Lettera inviata ai presbiteri, ai consacrati, ai laici, che abbiamo già dato ai ministri ordinati nei giorni scorsi, e sulla Lettera agli uomini e donne di buona volontà, che consegneremo simbolicamente stasera alla fine della Eucaristia ai membri del Consiglio Pastorale Diocesano appena rinnovato. Dovremo diffondere e riflettere sui testi proposti.

    I primi compiti che ci saranno chiesti – oltre alla preghiera per questo evento che ci farà fare l’esperienza di un “Concilio diffuso” o “decentrato” – saranno i lavori di piccoli “gruppi sinodali” parrocchiali o interparrocchiali, o di zona, o anche composti dai gruppi giovanili o dai gruppi sposi, dai movimenti, dalle associazioni, da categorie di fedeli… su alcuni temi che la Chiesa universale propone a tutti e i cui testi sono già noti (i dieci ambiti tematici).

    Bisognerà programmare nei prossimi mesi, per esempio, da tre a cinque incontri dei gruppi sinodali così costituiti, fino a marzo prossimo perché nell’aprile (2022) dovremo raccogliere i contributi dei gruppi in diocesi. I tempi sono abbastanza stretti, sia per la sensibilizzazione che per gli incontri. Suggerisco anche che si preghi ogni domenica con la preghiera del Sinodo o si facciano veglie di preghiera, adorazioni, lectio divine, magari con il nostro Sussidio diocesano sugli Atti degli apostoli.

    Una prima tappa andrà dunque da stasera all’aprile 2022. Nella fase successiva, quella continentale (settembre 2022 – marzo 2023), si rifletterà sul testo del primo Instrumentum laboris. L’ultima fase del cammino sinodale sarà quella della Chiesa universale con la celebrazione della XVI Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, nell’ottobre del 2023.

    Ma le nostre chiese particolari italiane continueranno dopo la prima tappa a confrontarsi anche su altre tematiche che verranno proposte dalla CEI, dopo le due assemblee del novembre prossimo e del maggio ‘22 dedicate al cammino sinodale italiano, però sempre con lo stesso metodo, cioè coi gruppi sinodali, che continueranno la loro funzione fino al 2025.

    Anche a livello diocesano oltre al compito di animazione e promozione del Consiglio pastorale Diocesano definiremo una piccola equipe di uomini e donne che dovrà raccogliere i contributi dei singoli gruppi sintetizzarli e consegnarli alla equipe regionale o nazionale. Ci saranno date indicazioni pratiche su questo.

    Sinodo come opportunità: la grazia e la gioia che ci aspettiamo

    Papa Francesco ci esorta a vivere questa occasione di incontro e riflessione come un tempo di grazia che, nella gioia del Vangelo, ci permetta di cogliere almeno tre opportunità.

    La prima è quella di incamminarci verso una Chiesa sinodale: un luogo aperto, dove tutti si sentano a casa e possano partecipare.

    Il Sinodo, dice poi il Papa, ci offre l’opportunità di diventare una Chiesa dell’ascolto. Abbiamo l’occasione di prenderci una pausa dai nostri ritmi, di arrestare le nostre ansie pastorali per fermarci ad ascoltare. Ascoltare lo Spirito nell’adorazione e nella preghiera. (Quanto ci manca oggi la preghiera di adorazione!) Ascoltare i fratelli e le sorelle sulle speranze e le crisi della fede, sulle urgenze di rinnovamento della vita pastorale, sui segnali che provengono dalle realtà locali.

    Una terza opportunità è quella di diventare una Chiesa della vicinanza. Lo stile di Dio, sottolinea il Papa, è vicinanza, compassione e tenerezza. Non solo a parole, ma con la presenza, così che si stabiliscano maggiori legami di amicizia con la società e il mondo: una Chiesa che non si separa dalla vita, ma si fa carico delle fragilità e delle povertà del nostro tempo, curando le ferite e risanando i cuori affranti con il balsamo di Dio.

    Vieni Spirito Santo

    Non bisogna fare un’altra Chiesa – dice Papa Francesco – ma una Chiesa diversa: una Chiesa “aperta alla novità che Dio le vuole suggerire”. Per questo chiede che questo sia un tempo abitato dallo Spirito: Perché dello Spirito abbiamo bisogno, del respiro sempre nuovo di Dio, che libera da ogni chiusura, rianima ciò che è morto, scioglie le catene, diffonde la gioia. Lo Spirito Santo è Colui che ci guida dove Dio vuole e non dove ci porterebbero le nostre idee e i nostri gusti personali.

    Lo preghiamo perciò con le parole del nostro Papa:

    “Vieni, Spirito Santo.

    Tu che susciti lingue nuove e metti sulle labbra parole di vita, preservaci dal diventare una Chiesa da museo, bella ma muta, con tanto passato e poco avvenire.

    Vieni tra noi, perché nell’esperienza sinodale non ci lasciamo sopraffare dal disincanto, non annacquiamo la profezia, non finiamo per ridurre tutto a discussioni sterili.

    Vieni, Spirito Santo d’amore, apri i nostri cuori all’ascolto.

    Vieni, Spirito di santità, rinnova il santo Popolo fedele di Dio.

    Vieni, Spirito creatore, fai nuova la faccia della terra”.

    Amen.

    +Lorenzo, Arcivescovo
    _____________________
    Testo ripreso dal sito dell'Arcidiocesi di Ravenna-Cervia
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  7. #47
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    Nominata l’equipe sinodale.

    ECCO CHI SONO I COMPONENTI

    SONO DODICI (SEI UOMINI E SEI DONNE) I COMPONENTI DELL’EQUIPE SINODALE DIOCESANA, NOMINATA NEI GIORNI SCORSI DALL’ARCIVESCOVO LORENZO IN COMUNIONE CON IL CONSIGLIO EPISCOPALE, QUELLO PASTORALE DIOCESANO, I VICARI FORANEI ED I SACERDOTI.

    Avranno il compito, in questa prima fase del Cammino sinodale, iniziata lo scorso 16 ottobre, di coordinare i lavori dei vari gruppi. Gruppi che, nelle parrocchie, associazioni, movimenti ecclesiali, sono chiamati a confrontarsi sulle dieci domande del Sinodo e a fornire le loro risposte. E le risposte saranno inviate entro marzo prossimo all’equipe, che dovrà fare un lavoro di sintesi. Quanto prodotto sarà poi inviato ai referenti nazionali del Sinodo. In una seconda fase (da giugno 2022 a maggio 2023) nelle diocesi si lavorerà facendo una riflessione su quanto è stato raccolto nei gruppi e discutendo alcuni temi di particolare rilevanza emersi.

    I componenti dell’equipe riflettono diverse realtà che compongono la chiesa ravennate, sono infatti espressione di sacerdoti, religiosi/e, gruppi, associazioni, parrocchie.

    Oltre ai due referenti diocesani, Enrico Saviotti e Daniela Verlicchi, gli altri componenti sono: don Alberto Brunelli, don Rosino Gabbiadini, il diacono Andrea Marchetti, Sorella Patrizia della Fraternità Cena Domini, Stefano Alberani, Daniela Biondi, Federica Plazzi, Adele Ravelli, Valentina Zaganelli, Fabio Zannoni.

    Lo scorso 28 ottobre si è tenuto un primo incontro di formazione (on line) per i componenti dell’equipe.

    (Fonte: sito dell'Arcidiocesi di Ravenna)
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