Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi Metropolitana di Ravenna-Cervia - 2020

  1. #1
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    Cronache dell'Arcidiocesi Metropolitana di Ravenna-Cervia - 2020

    Cronache dell'Arcidiocesi Metropolitana di Ravenna-Cervia

    anno 2021


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    2014


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    2018

    2019

    2020

    Salus nostra in manu Tua, Maria Sanctissima. Ave Maria Purissima, senza peccato concepita.

  2. #2
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    Circoscrizione ecclesiastica eretta con Decreto della Congregazione per i Vescovi in data 30.09.1986


    Origine:

    Ravenna II-III sec.; Sede Metropolitana nel V sec.
    Cervia VI sec.
    Attuale Circoscrizione 30.09.1986
    Provincia Ecclesiastica Ravenna-Cervia

    Santi Patroni dell'Arcidiocesi:
    S. APOLLINARE (23 luglio)
    S. PATERNIANO (13 novembre)
    S. PIETRO CRISOLOGO (30 luglio)
    MADONNA GRECA (giovedì dopo la II domenica di Pasqua)
    MADONNA DEL PINO (martedì dopo la II domenica di Pasqua)

    Superficie in kmq: 1.185
    Abitanti: 219.524

    Parrocchie: 89

    Numero dei sacerdoti secolari: 74

    Numero dei sacerdoti regolari: 22

    Numero dei diaconi permanenti: 12



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  3. #3
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    Cronotassi dei vescovi di Ravenna:



    Cronotassi dei vescovi di Cervia:



    Cronotassi dei vescovi di Ravenna-Cervia:



    Cronotassi degli arcivescovi di Ravenna-Cervia:





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  4. #4
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    CENNI STORICI: RAVENNA:

    La costante tradizione della Chiesa di Ravenna ha sempre avuto come riferimento, circa le sue origini, le due sedi petrine: Antiochia e Roma. Sia l’una che l’altra metropoli hanno una forte valenza: la prima è la città da cui provenivano classiarii e mercanti, la seconda è il riferimento territoriale della cristianità in occidente. Non sappiamo quando il messaggio evangelico sia comparso nelle nostre coste, ma tutto fa supporre una presenza nella primissima ora, proprio per questa presenza di soldati dalla Siria nei componenti della flotta. Quando il numero dei fedeli cominciò ad essere di una minima consistenza, giunse Apollinare.
    La tradizione ci mostra un Vescovo itinerante, un Isapostolo, il cui territorio di predicazione abbraccia non solo l’Adriatico, ma anche la parte orientale dell’Impero Romano. Egli visse con ogni probabilità nei primi anni trenta del II secolo e da lui prese origine la successione episcopale ravennate.
    Apollinare è certamente la presenza pontificale più antica nell’Italia settentrionale e nello stesso nord dell’Europa.
    Poco sappiamo dei vescovi dopo di lui, morto martire per un linciaggio, ma abbiamo la significativa presenza a Sardica nel 342-343 dell’undicesimo suo successore: Severo, il quale sottoscrive gli atti di quel Concilio, terzo per decananza. Severo è certamente colui che ha istituzionalizzato la Chiesa di Ravenna dopo la pace costantiniana.
    Poche sono le notizie che noi possediamo relative al IV secolo, ma è nel 402 che un avvenimento di natura civile coinvolgerà anche la Chiesa della città: la sede imperiale viene trasferita da Milano a Ravenna. Era vescovo il quale provvede ad edificare, entro le mura, con il concorso quasi certo della Corte, la grande Cattedrale che dedicherà alla Aghìa Anàstasis, con il relativo battistero. Durante il suo lungo episcopato la Chiesa di Ravenna vive un contatto molto intenso con le altre Chiese dell’ecumene romana per l’andirivieni di papi e di vescovi a corte.
    Al vescovo Orso succede uno dei più grandi presuli del V secolo: Pietro, soprannominato
    Crisologo. Diciottesimo dopo Apollinare, egli fu il vescovo di un periodo difficile, ma estremamente positivo per la cristianità ravennate: circa nel 430 il Papa Celestino e l’augusto Valentiniano III erigono la metropolia di Ravenna sotto gli auspici dell’augusta Galla Placidia, che di fatto, fino alla morte, detenne il potere supremo.
    Presenze monastiche significative, presenze etniche diverse, resero la città e la sua
    Chiesa un ricco mondo cosmopolita. Man mano che l’autorità civile veniva meno, la Chiesa di Ravenna si trovò ad essere l’unico punto di riferimento certo nel territorio. Non fu certamente solo spettatrice nella caduta del potere imperiale in Occidente nel 476, era allora metropolita Esuperanzio, come non stette inerte, alla venuta del re Teoderico, il grande metropolita Giovanni Angelopte, il quale mediò fra i due re Odoacre e Teoderico un accordo per alleviare, dopo tre anni di assedio, le sofferenze della città, ottenendo garanzie di sicurezza per la popolazione cattolica.
    L’evolversi della situazione politica non arrestò l’espansione edilizia della Chiesa Ravennate, non solo nella sede metropolitana, ma anche nel suo territorio.
    Con il grande vescovo Massimiano furono costruite o terminate basiliche insigni, giunte fino a noi: S. Apollinare in Classe e S. Vitale: fu insignito del potere di Arcivescovo e cioè di Vicario Papale per le Metropolie dell’Italia settentrionale: Milano, Aquileia e Ravenna, al pari dei Metropoliti di
    Tessalonica, Giustiniana Prima, e Cartagine. Quando morì nel 556 l’importanza della Chiesa di Ravenna era talmente consolidata che la stessa Chiesa di Roma doveva spesso chiedere i suoi buoni uffici presso l’Esarca bizantino. Il trentaquattresimo successore dell’Isapostolo, Mauro (642-671), ottenne dall’augusto Costante II, il 1° marzo 666, il tomos di Autocefalia della Chiesa di Ravenna. L’atto, pienamente legale, perché ottemperava al canone XVII del IV Sinodo Ecumenico, non fu
    mai accolto, per ovvie ragioni di politica ecclesiastica, dalla Sede Romana, ma lo fu dalle altre Chiese: Ravenna ai Sinodi Generali firmava all’ottavo posto.
    Il secolo X, il tempo degli Ottoni, fu per Ravenna un periodo di grande fiorire che si protrasse almeno per due secoli. A metà del secolo nacquero il grande Romualdo dal duca Sergio, nello stesso periodo Guido, futuro grande abate di Pomposa e Giovanni abate di Fécamp, nipote di S. Guglielmo di Volpiano, considerato il più grande scrittore di spiritualità del suo tempo.
    Nel secolo successivo nasce Pietro Damiano, il più grande teologo del suo tempo, eremita, vescovo, cardinale e fecondo scrittore. Gli stessi arcivescovi: S. Giovanni di Besate (983-998, morto eremita); Gerberto d’Aurillac (998-999) divenuto il grande papa Silvestro II; Leone (999-1001) amico di S. Adalberto di Praga e di S. Nilo di Grottaferrata, illustrano la città insieme all’augusta Teofano, madre di Ottone III, che vi soggiornava lungamente e spesso con il figlio. Nel secolo XI il beato Pietro Peccatore fonda o riforma la Canonica con i suoi presbiteri presso S. Maria in Porto (fuori) ove è venerata la preziosa immagine della Madonna Greca che la tradizione ricorda essere giunta miracolosamente da Costantinopoli la Domenica in Albis (20 aprile 1096).
    Ravenna in quel passaggio di millennio ospita inviati dei sovrani polacchi, russi, ungheresi; è transito verso Roma dei pellegrini provenienti dalle nazioni entrate da poco nella cristianità, per i quali vengono costruiti ospizi e relative chiese. Anche a sì degni personaggi si deve l’elevato grado culturale del momento, che trova non solo nella teologia con Pietro Damiani, ma anche nella musica, altissima espressione nel monaco Guido di Pomposa che, ad Arezzo, con il vescovo Teodaldo di Canossa, formalizza per iscritto il nuovo sistema pentagrammatico.

    Il secolo XI trova presenti in città una serie di vescovi di origine tedesca, imposti dall’autorità imperiale, alcuni dei quali indubbiamente degni di menzione, anche se si distinsero quasi sempre per essere pedissequi dell’Impero e quindi, a seconda della politica imperiale, per essere con o contro il Papa di Roma. Questa alterna vicenda raggiunge il suo culmine con l’Arcivescovo Guiberto (1072-1100) il quale usurpa, quale antipapa, col nome di Clemente III (1080-1100), la cattedra di S. Pietro. Questo lungo lasso di tempo aveva dato luogo ad un susseguirsi di cambiamenti politici nel territorio passando dal comune, sotto l’alto dominio dell’Arcivescovo, alle signorie dei Traversari prima e dei Polenta poi. In un periodo pur critico, che vede l’interesse ad occupare la Sede di Ravenna più per le sue ricchezze che per lo spirito evangelico, abbiamo tuttavia una precoce presenza Francescana, Domenicana e Servita che si associa a quella tradizionale Benedettina e Canonicale.
    È però soltanto nel periodo in cui la città è sottomessa a Venezia (1441-1509), che inizia un risveglio religioso dovuto ad un laicato sensibile e ad un clero più conscio della propria vocazione, significativamente sostenuto dalla grande Abbazia Canonicale di S. Maria in Porto. Le beate Margherita Molli (1442-1505) e Gentile Giusti (1471-1530), laiche, propongono ai ravennati un modello di vita che le associa a quel tipo di spiritualità che fu di Angela Merici (1474-1540) e di altre notevoli figure femminili, che quasi sempre accompagnarono i fondatori dei nuovi Ordini Clericali.

    Da loro nacque, per opera del presbitero diocesano Girolamo Maluselli, la Congregazione
    dei Preti del Buon Gesù, che acquisì grandi meriti a Ravenna ed in Romagna, sia per il rinnovamento spirituale, che quello culturale. Nel secolo XVI operarono in Ravenna l’abbadessa Felicia Rasponi (1522-1579), il grande storico Girolamo Rossi (1539-1607), archiatra di Clemente VIII e nipote del p. Giovanni Battista Rossi (1578) che, quale generale dei Carmelitani, permise alla grande Teresa d’Avila la riforma dell’ordine.
    Il secolo XVII espresse, nel presbiterio ravennate, uomini di grande spessore culturale: don Francesco Negri (1623-1698), esploratore e scrittore; il protonotario Girolamo Fabri (1627-1679), il più importante storico ravennate dopo il Rossi; Mons. Francesco Ingoli (1578-1649), dotto giurista e primo segretario della Congregazione per la Propagazione della Fede. Nel 1744 fu abbattuta l’antica Basilica Metropolitana della Aghìa Anàstasis e fu costruita l’attuale, consacrata il 13 aprile 1749 dal ravennate Ferdinando Romualdo Guiccioli, Arcivescovo della città (1745-1763). Alla fine del secolo siede sulla cattedra di S. Apollinare un grande arcivescovo, Antonio Codronchi (1785-1826). Il suo lunghissimo episcopato fu segnato dalla rivoluzione francese, da Napoleone I (di cui fu grande elemosiniere nel
    nuovo Regno d’Italia) e di nuovo dalla restaurazione pontificia. Il suo agire fu spesso non compreso, ma egli operò con grande equilibrio e salvò la città dalla distruzione, intervenendo con il suo patrimonio personale, con il quale fondò e dotò l’ospedale di S. Maria delle Croci, tuttora esistente. Anche la pastorale diocesana fu da lui rinnovata in risposta al tumultuoso mutare dei tempi.
    Suo successore fu il card. Chiarissimo Falconieri (1826-1859) il cui episcopato fu segnato da un profondo senso pastorale e dalla sua santità personale.
    La seconda metà del secolo XIX visse con difficoltà il problema della caduta dello Stato Pontificio ed anche una, forse conseguente, profonda divisione nel clero ravennate. La Chiesa di Ravenna seppe comunque essere presente con alcuni dei suoi membri di indubbio valore: Girolamo Zattoni (1874-1905) che, pur morto giovanissimo, resta uno dei grandi archivisti e storici della cristianità ravennate, Giuseppe Ravaglia (1836-1900), inventore geniale ed uno dei primi ad applicare l’elettricità a meccanismi pratici; Antonio Tarlazzi (1802-1888), archivista arcivescovile, storico e paleografo e il Patriarca di Gerusalemme Lodovico Piavi (1833-1900).
    Il secolo successivo si apre con il grande Arcivescovo card. Agostino Gaetano Riboldi (1901-1902), il cui breve pontificato aprì al sociale la diocesi e dopo di lui emerge una serie di uomini di grande levatura: Giovanni Genocchi (1860-1926), Giulio Morelli (1868-1951), Angelo Lolli (1880-1958), Giovanni Minzoni (1885-1923), Giovanni Mesini (1879-1969), che sia per la santità, la carità e la cultura hanno illustrato non solo la Chiesa ravennate, ma anche la città e la Romagna intera.Per quanto riguarda gli Arcivescovi dello scorso secolo è ormai compito degli storici analizzare l’opera di Pasquale Morganti (1904-1921), Antonio Lega (1921-1946), Giacomo Lercaro (1947-1952),
    Egidio Negrin (1952-1956), Salvatore Baldassarri (1956-1975), (del vivente) card. Ersilio Tonini (1975-1990) e di Luigi Amaducci (1990-2000). Pur nella diversità dei caratteri e delle attitudini pastorali essi seppero reggere, nella difficoltà di quel difficile secolo, la cattedra di S. Apollinare con zelo illuminato e grande respiro nell’ambito ecclesiale.
    Ci piace infine chiudere questa breve memoria con il ricordo di due fra i tanti laici che, nel secolo passato, lasciarono in diocesi il preciso segno di una vita cristiana: Cornelia Fabri (1869-1915), grande matematica e studiosa di idraulica, ma soprattutto donna di intemerata fede e suor Argia Drudi (1901-1957), «la dottoressa dei poveri», testimone della carità eroica e della donazione totale.


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  5. #5
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    CENNI STORICI: CERVIA:

    L’origine documentata della diocesi risale alla fine del V secolo, quando è ricordato il vescovo Geronzio (495-501). Sin verso la fine del sec. VIII la diocesi dipese direttamente da Roma; sicuramente nel 948 divenne suffraganea di Ravenna, con il privilegio di papa Agapito per l’arcivescovo Pietro IV.
    Sino al Mille è nota con il nome di Ficocle (Ficoclensis Ecclesia) e solo con il secolo XI compare il
    nome di Cervia.
    Nel territorio cervese le antiche pievi sono quelle di S. Paterniano di Ficocle, S. Andrea in Domoculta, S. Pellegrino e S. Tommaso in Laderclo. Al tempo di papa Lucio III (1181-1185) risale l’unione alla diocesi del territorio non confinante della Massa Fiscaglia, con le pievi di S. Vitale e di S. Pietro.
    La zona di Massafiscaglia ha mantenuto nei secoli una notevole importanza. Era la sede alternativa del vescovo per diversi mesi dell’anno, con un suo palazzo, un seminario e un luogo di celebrazione dei sinodi diocesani dal 1573 al 1670. Ciò a seguito del progressivo peggioramento delle condizioni climatiche del territorio cervese reso malsano dalle saline e da zone paludose; tanto che nel 1697 la vecchia Cervia fu abbandonata e la città fu ricostruita nella sede attuale e vi fu edificata la nuova cattedrale dedicata a S. Maria Assunta. Nel sec. XVI era entrata a far parte della diocesi la pieve di S. Stefano di Pisignano già nel territorio di Cesena. È del 1828 l’istituzione del seminario a Cervia da parte del vescovo Cadolini.
    Salvo un breve periodo di dipendenza da Bologna dal 1582 al 1604, la diocesi è sempre rimasta suffraganea di quella ravennate. Nel 1908 dopo la morte del vescovo Federico Foschi, la diocesi fu posta sotto l’amministrazione dell’arcivescovo di Ravenna. Nel 1947 la Congregazione dei Vescovi sancì il passaggio della zona di Massafiscaglia alla diocesi di Comacchio, mentre la parte cervese fu unita definitivamente alla diocesi di Ravenna «aeque et principaliter et servato dignitatis ordine».

    In epoca moderna, alle tre parrocchie di S. Maria Assunta di Cervia nuova, di S. Antonio abate di Castiglione di Cervia e di S. Stefano di Pisignano si sono aggiunte quelle della Beata Vergine di Cannuzzo (dal 1830), di S. Severo di Savio (dal 1832), di S. Andrea apostolo di Montaletto (dal 1920) e di recente quelle di S. Maria della Neve di Cervia, di Stella Maris di Milano Marittima, del Sacro Cuore di Gesù di Pinarella e di S. Teresa di Gesù Bambino in Tagliata. L’ormai celebre e tradizionale festa dello «Sposalizio del Mare» nel giorno dell’Ascensione, risale al 1445 quando fu introdotta dal vescovo Pietro Barbo poi papa Paolo II.




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  6. #6
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    CARTINA GEOGRAFICA:



    Dal sito web diocesano
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  7. #7
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    CARTINA GEOGRAFICA:

    Sul sito diocesano la mappa dei Vicariati è interattiva perché "cliccando" sul Vicariato si trovano le indicazioni delle singole parrocchie, i riferimenti del Vicario foraneo e gli orari delle Messe.

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  8. #8
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    La geografia della nostra Diocesi

    La divisione in otto Vicariati:








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  9. #9
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    BREVE BIOGRAFIA DELL'ATTUALE ARCIVESCOVO DI RAVENNA-CERVIA, SUA ECCELLENZA REVERENDISSIMA MONSIGNOR LORENZO GHIZZONI

    Mons. Ghizzoni è nato a Cognento (comune di Campagnola, nella Provincia di Reggio Emilia) il 03.04.1955.
    È entrato nel seminario minore di Reggio Emilia, ed ha frequentato gli studi classici al liceo pubblico cittadino.
    Dopo l’esame di maturità ha studiato Teologia nello Studio Teologico Interdiocesano, conseguendo il Baccellierato.
    È stato ordinato sacerdote il 14.09.1979.
    Dopo l’ordinazione ha proseguito gli studi alla Pontificia Università Gregoriana, conseguendo la Licenza in Diritto Canonico e in Psicologia.
    Rientrato in Diocesi nel 1984, ha assunto l’insegnamento di Diritto Canonico nel Seminario diocesano di Reggio Emilia e di Psicologia nell’Istituto di Scienze Religiose della stessa città.

    Dal 1984 al 1994 ha ricoperto anche l’incarico di Vice Cancelliere in Curia e, dal 1986 al 1996, è stato Direttore del Servizio diocesano Vocazioni.
    Dal 1987 è Difensore del Vincolo nelle cause matrimoniali del Tribunale Ecclesiastico. È anche docente all’Istituto Superiore per Formatori sponsorizzato dalla Pontifìcia Università Gregoriana.
    Dal 1992 è Vice Direttore del Centro Nazionale Vocazioni e, dal 1994, Rettore del seminario vescovile di Reggio Emilia. Inoltre, dal 1998 è Assistente diocesano dei Giuristi Cattolici.
    Eletto Vescovo alla sede titolare vescovile di Ottana e nominato Ausiliare del Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla il 17.02.2006.
    Viene ordinato Vescovo a Reggio Emilia il 29.04.2006, solennità del Primo miracolo della B.V. della Ghiara.

    Dal 17.11.2012 nominato Vescovo dell’Archidiocesi di Ravenna-Cervia, prende possesso canonico il 20.01.2013.
    Il 29 giugno successivo riceve il pallio, nella basilica di San Pietro in Vaticano, da papa Francesco.
    Dal 5 ottobre 2015 ricopre anche l’incarico di vicepresidente della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna; presso la stessa è anche delegato per i beni culturali e l’edilizia di culto.
    Nel settembre 2017 è designato referente della Conferenza Episcopale Italiana per la Pontificia commissione per la tutela dei minori.
    Il 16 gennaio 2019 è nominato primo presidente del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa.





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  10. #10
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    BREVE BIOGRAFIA DELL' ARCIVESCOVO EMERITO DI RAVENNA-CERVIA, SUA ECCELLENZA REVERENDISSIMA MONSIGNOR GIUSEPPE VERUCCHI

    Nato il 23.11.1937 a Miceno di Pavullo nel Frignano, sulle colline del modenese.
    Ordinato sacerdote il 29.06.1961.
    Cappellano a Castelnuovo Rangone dal 1961 al 1971. Parroco di Formigine dal 1971 al 1986. Vicario Foraneo della Pedemontana Ovest dal 07.07.1984 e Vicario Generale dell’Archidiocesi di Modena-Nonantola dal 1986 al 1997.
    Più volte membro del Collegio dei Consultori, è stato anche Canonico e poi Arciprete maggiore del Capitolo Metropolitano, membro del Consiglio Presbiterale.
    Nel 1992 ha ricevuto la nomina di Prelato d’Onore di Sua Santità.
    Dal 16.09.1997 è stato parroco di Fiorano Modenese. Nello stesso giorno è stato nominato Direttore dell’Ufficio Diocesano di Arte Sacra e Beni Culturali e Delegato arcivescovile per i rapporti con le Soprintendenze e gli Enti Culturali.
    Il 09.03.2000 è eletto Arcivescovo Metropolita di Ravenna-Cervia.
    Ordinato il 13.05.2000, prende possesso canonico il 03.06.2000.
    Arcivescovo emerito dal 20.01.2013.




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