Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della Diocesi di Parma - 2021

  1. #11
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    Dall'agenda del Vescovo Enrico

    IN FESTA CON LA FAMIGLIA SALESIANA




    Venerdì 29 gennaio, alle 17,00 nella Cattedrale il nostro Vescovo Mons. Enrico Solmi presiederà la S. Messa con la famiglia salesiana, nella memoria di San Giovanni Bosco.


    - Dal sito della Diocesi -

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  2. #12
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    Si segnala questa importante iniziativa

    LE 10 PAROLE PER LA PASTORALE GIOVANILE




    Lunedì 1 febbraio
    alle 20.45 al Centro pastorale diocesano (viale Solferino, 25), Dieci Parole: percorso di catechesi per 18-30enni, a cura della
    Pastorale giovanile e Pastorale universitaria.


    Incontro successivo: lunedì 8 febbraio.

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  3. #13
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    NARRAZIONE BIBLICA IN DIRETTA WEB



    Venerdì 12 febbraio
    alle 20.30-22.30 su piattaforma Meet al
    link, secondo incontro di formazione per catechisti con focus sul metodo della narrazione biblica, col prof. Marco Tibaldi (teologo e formatore – Issr “SS. Vitale e Agricola” di Bologna).

    A cura dell'Ufficio catechistico diocesano e Servizio apostolato biblico (Sab). Per info locandina e iscrizioni: .
    Per agevolare la partecipazione, qui trovate la guida all'introduzione della narrazione biblica.
    * " nuovi linguaggi" ...Già quindici anni fa il prof Pietro Bovati, professore di ermeneutica biblica, esegesi e teologia dell’Antico Testamento al Pontificio Istituto Biblico di Roma, apriva con questa introduzione la sua relazione sul tema La narrazione biblica per la formazione del credente ,
    " L’importanza del racconto nell’esperienza di ogni persona si rivela fin dalla prima infanzia. Il bambino infatti ne subisce il fascino, soprattutto se la narrazione è supportata da immagini, e così entra anche in quel comune patrimonio sapienziale che è la Bibbia: nelle storie che sono avvenute prima di lui trova una propria collocazione, impara a identificarsi con l’eroe del racconto, a riconoscere i buoni dai cattivi, a raccontarsi, cioè a dire le proprie esperienze vissute. Il racconto costituisce la ricchezza dei popoli e la Bibbia ha nel racconto la sua ossatura fondamentale, che la rende accessibile a tutti".
    "La Sacra Scrittura assume il modulo narrativo come sua essenza : alle domande risponde raccontando delle storie, non con formulazioni dogmatiche ma offrendo al lettore le chiavi per trovare da sé una risposta, per una lettura intelligente. Gesù parlava in parabole".
    Nella Sacra Scrittura Dio si rivela in eventi e parole come il protagonista della storia degli uomini, suo motore e fine ultimo. Il profeta è il testimone di questa presenza, la vede e la descrive, e perciò "è importante – ha sostenuto Bovati – recuperare la dimensione profetica della Bibbia, che fa dell’evento singolo il luogo della manifestazione di Dio".
    Importante è la questione sull’attendibilità storica dei racconti biblici; a questo proposito è necessario saper riconoscere i vari generi letterari narrativi ed è altrettanto necessario saper coniugare le esigenze della critica storica con l’approccio credente, trovando un equilibrio che renda più autentica l’adesione alla parola di Dio. Se la storia è conosciuta, il racconto è offerto alla fede.
    "Il senso della Scrittura non sta nelle singole frasi o episodi, – ha proseguito Bovati – ma nell’insieme delle parole e della storia. C’è una logica della narrazione biblica, sia nel Nuovo che nell’Antico Testamento, entrambi fondati sulla “promessa”: è necessario allora raccontare ciò che sta all’origine per comprendere ciò che si compirà nell’eschaton».
    Le storie dell’Antico Testamento non sono “edificanti” ed è proprio per questo che sono importanti, perché dicono l’amore e la pazienza con cui Dio guida la storia. "Ogni storia è promessa perché in essa Dio opera seminando un germe che con il consenso dell’uomo arriva fino al compimento. In questo senso la narrazione biblica è profetica: ogni storia è contenuta ed espressa nella storia biblica. Solo innestandosi sul tronco di Israele ogni storia personale e comunitaria parteciperà dei frutti della promessa".
    Infine, il prof. Bovati ha trattato i temi che costituiscono i fili della trama narrativa biblica: la “ripetizione”, che vuol rimarcare l’importanza dell’evento e suscitare l’interpretazione da parte del lettore; e la “figura”, evento che sta all’inizio come senso e struttura di tutta la storia e profezia di ciò che deve avvenire e aspira al suo pieno compimento.
    "La Bibbia interpreta tutta la storia come un susseguirsi di figure e la figura è il cammino in noi dalla verità alla verità. Il ruolo del lettore non è solo di fruitore del racconto, perché la forza del racconto è di mettere in movimento una storia di testimonianza che porta a pienezza il rivelarsi stesso di Dio nella storia umana".

    (Fonte: sito della diocesi)
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  4. #14
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    Imposizione Ceneri

    LITURGIA DELLE CENERI CON IL VESCOVO ENRICO




    Mercoledì 17 febbraio
    inizia il Tempo di Quaresima, tempo di grazia che la Chiesa ci propone come "cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male" (dalla preghiera di colletta del giorno).
    Alle 18.30 in Cattedrale il Vescovo Mons. Enrico Solmi presiederà la Santa Messa.


    - Fonte: sito della Diocesi -
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  5. #15
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    UN'ORA CON PASTORALE SOCIALE E DEL LAVORO



    “Prendersi cura della comunità che lavora”
    è il titolo di un ciclo di quattro incontri in diretta streaming, che la Consulta per la pastorale sociale e del lavoro, pace, giustizia e custodia del creato proporrà alla Chiesa ed alla comunità di Parma ogni ultimo martedì del mese a partire dal prossimo 23 febbraio.

    Ogni incontro verrà trasmesso in live streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Diocesi di Parma dalle ore 18,30 alle 19,30; i temi proposti spaziano da “Economia in trasformazione” (23/2) a “Ripresa e resilienza” (23/3); e da “L’impresa della sostenibilità” (20/4) a “La sfida formativa” (25/5).

    Per la Chiesa di Parma potrebbe essere un’opportuna occasione per scendere a vedere cosa succede tra gli uomini e donne che lavorano in una fase di drammatica transizione e per crescere nell’abilità del prendersi cura.
    Ricordiamoci, infatti, di quanto si legge nel capitolo 11 del libro della Genesi a proposito del tentativo degli uomini di costruire una grande città e di dotarla di una torre alta (la torre di Babele) fino al cielo, quasi a volere sfidare lo stesso Dio. A quel punto, però, irrompe un elemento di sorprendente novità poiché “il Signore scese a vedere”.
    Dio si abbassa, dunque, verso l’uomo, non è indifferente alle vicende umane, soprattutto se di sofferenza e di alto rischio. E ciò che vede è che gli uomini stanno compiendo la “loro opera” che, però, non corrisponde al suo progetto creatore.
    Papa Francesco, nel suo magistero, invita anche la Chiesa a scendere per vedere che tutto è connesso. Scrive:
    “l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra. Secondo la Bibbia, queste tre relazioni vitali sono rotte, non solo fuori, ma anche dentro di noi. Questa rottura è il peccato”. (Laudato si’, 66).

    Per connetterti, basta cliccare sul canale You Tube della Diocesi di Parma a partire dalle 18,20.

    Qui la locandina informativa del primo incontro il 23/2.

    - Dal sito diocesano -

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  6. #16
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    La parola del Vescovo Enrico.

    << Sarà fondamentale che la Parola illumini la coscienza per chiedere perdono nel sacramento della Penitenza. Tutti ne abbiamo bisogno e soprattutto in questa anno difficile. Di questo parleremo in seguito, ma fin da ora lo teniamo come un impegno forte, personale e comunitario. Anche sociale, perché se ci apriamo alla Misericordia, se togliamo la zavorra del peccato, siamo più liberi di servire e dare il nostro contributo essenziale alla città. >>


    Intervento del Vescovo

    (da Vita Nuova del 21 febbraio 2021)


    Sulla via della Pasqua

    Pane e parola hanno la stessa iniziale e si richiamano a vicenda, perché uno ha bisogno dell’altro. «Non di solo pane vive l’uomo» risponde Gesù al demonio che gli chiede di trasformare in commestibile le pietre. «Date loro voi stessi da mangiare» risponde ai Dodici che lo invitavano a congedare la folla perché trovasse alloggio e cibo. La Parola e il Pane crescono verso un compimento sulla via e nella casa a Emmaus: interroga, chiarisce, ammonisce e avvince, la prima; svela e sostiene il ritorno testimoniante nella Chiesa, il secondo. Così noi sappiamo che parola e pane sono essenziali nella vita. È essenziale essere prossimo nella parola e nel sostegno del pane che dà quanto è necessario, così come parola e pane gridano insieme il bisogno di giustizia per tutti gli uomini e le donne raggiunti, a cerchi concentrici, dal nostro piccolo quotidiano.
    Parola e Pane sono via privilegiata della Quaresima, con l’assunzione dell’indispensabile personalizzazione suscitata dall’ascoltare la Scrittura, celebrare l’Eucaristia, adorarla per tradurre tutto nel silenzio che fa spazio all’altro, nel consolare o consigliare, nell’aiutare provvido. Ognuno sa di sé, del suo ambiente, della sua famiglia, della sua casa religiosa. Nessuno è esente, tanto meno le persone consacrate e il presbiterio. La Cattedra del vescovo in Duomo è posta all’ascolto della Parola di Dio, direttamente verso l’ambone, non di sbieco quasi a riflettere solo per gli altri la Parola, che è anche per il vescovo spada a due tagli. Solo così l’annuncia dopo avere baciato il vangelo, sospirando: «La Parola del Signore cancelli i miei peccati» e, sostenuto dal mandato e dalla gioia del vangelo, cerca di trasmettere quanto ha trovato nel suo cuore dalla lettura, dalla meditazione, dalla vita che la stessa Parola illumina. E sempre da peccatore, povero. «Guai a me se non annunciassi il Vangelo» è di tutti i battezzati e del vescovo in forma propria. Così sono nate in questo tempo di pandemia forme nuove di annuncio grazie anche alla disponibilità delle emittenti cittadine e dei nuovi ritrovati informatici. Ora mi sento di compiere un altro passo proponendo alcune semplici letture dei vangeli delle domeniche di Quaresima anno B, in piccole celebrazioni in alcune chiese della Città, con la possibilità di entrare nelle case attraverso i mezzi appena indicati.
    Proprio nelle case, infatti, la Parola di Dio deve essere aperta. Voglia il Signore, che sia collocata in un posto di onore in casa, nella camera di voi giovani e ragazzi. Presa, in mano, dopo avere invocato lo Spirito Santo che l’ha ispirata, si apre, si legge con calma, possibilmente a voce alta, si prega ponendo tre domande: «Cosa dice? Cosa mi dice? Cosa mi chiede?»; la si ripone dopo avere fatto una preghiera ispirata dalla Parola letta. Si può fare da soli in casa – se non ci sta nessuno o se preferisco così – o in coppia come sposi o genitori, in famiglia, tra fidanzati. Anche tra amici. Si può anche invitare qualcuno o un vicino,
    un collega, un amico. È possibile dovunque ci sia un cristiano. Anche laddove non arriva una proposta di catechesi o di ascolto comunitario è possibile. Anzi lì, la Parola è un pane ancor più necessario. Non è difficile cercare un aiuto per comprenderla nella luce dello Spirito. Ci sostiene anche la tecnologia e ci sono siti che fanno bene questo servizio. O un semplice libro o un messalino. È veramente a portata di tutti, se si lascia aprire il cuore dallo Spirito. Cosìanch’io ho preso coraggio, ho chiesto consiglio e nei venerdì di quaresima presenterò il Vangelo.
    Su 12 Tv Parma, alle 18, e in diretta su Giovanni Paolo Tv (e in live streaming su YouTube e Facebook), alle 19, il 26/2 dalla chiesa di San Paolo; il 5/3 dal Corpus Domini; il 12/3 da San Marco; e il 19/3 da San Giuseppe. Venerdì 26 marzo, poi, la Parola sarà itinerante nella celebrazione della Via Crucis che partendo dalla mensa Caritas (via Turchi) arriverà alla Chiesa di San Francesco del Prato, secondo una modalità che sarà comunicata, rispettosa delle norme anti- Covid.
    Sarà fondamentale che la Parola illumini la coscienza per chiedere perdono nel sacramento della Penitenza. Tutti ne abbiamo bisogno e soprattutto in questa anno difficile. Di questo parleremo in seguito, ma fin da ora lo teniamo come un impegno forte, personale e comunitario. Anche sociale, perché se ci apriamo alla Misericordia, se togliamo la zavorra del peccato, siamo più liberi di servire e dare il nostro contributo essenziale alla città.

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  7. #17
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    IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA




    Mercoledì 3 marzo
    alle 21, in diretta sulla pagina Facebook e il canale Youtube “Paoline”, la casa editrice organizza la riflessione Donne e Chiesa.
    Aperture, prospettive, urgenze, a partire dalle ultime decisioni del Papa sul ruolo delle donne nella Chiesa, e da quanto sta accadendo in alcune Conferenze episcopali, tra cui quella tedesca, con la nomina di Beate Gilles a segretaria generale.Intervengono le teologhe Antonietta Potente e Cristina Simonelli; la presidente dell’associazione Donne per la Chiesa, Paola Lazzarini; modera la biblista Laura C. Paladino.Info: www.paoline.it – 335 5925006

    (Fonte: sito della Diocesi)
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  8. #18
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    PAROLA E PANE, SULLA VIA DELLA PASQUA



    La catechesi del Vescovo
    , nei primi quattro venerdì di Quaresima, sul Vangelo della domenica, in diretta tv, in streaming, su Facebook. e su Youtubealle 18,50.

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  9. #19
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    ACI: SPIRITUALITÀ PER GIOVANI E ADULTI




    L'Azione Cattolica organizza due diversi corsi di spiritualità per adulti e giovani, on line, nelle prossime giornate del 13 e 14 marzo.

    Qui potete accedere alle locandine informative dei due diversi eventi:
    SALVATI DALL'AMORE PER L'AMORE, dedicato agli adulti con momenti comunitari e celebrazioni nella propria parrocchia.
    SERVIRE E DARE LA PROPRIA VITA, dedicato a giovani (19-30 anni) e giovanissimi (13-18 anni).
    Qui trovate uno specifico invito per giovani e giovanissimi.


    (Fonte: sito della Diocesi)
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  10. #20
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    IMPORTANTE COMUNICATO DELLA CURIA DIOCESANA

    COMUNICATO DIOCESANO "AD UN ANNO ESATTO"

    Ad un anno esatto dal primo Comunicato diocesano, emesso in occasione dell’introduzione del primo lock-down nazionale lo scorso 9 marzo 2020, atteso l’incontro online della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, tenutosi nella mattinata di ieri 8 marzo 2021, per l’utilità comune (cf. 1 Cor 12,7) di pastori e fedeli si offrono alcune precisazioni relative alla liturgia ed alla pastorale, guardando in particolare ai prossimi “giorni pasquali” (ma non solo).

    Già la Conferenza Episcopale Italiana martedì 23 febbraio scorso aveva pubblicato gli “Orientamenti per la Settimana Santa 2021” (Allegato n.1), in cui offriva precise indicazioni per le celebrazioni di questo momento centrale dell’Anno liturgico, dando concreti indirizzi per l’attuazione delle linee guida offerte dalla “Nota ai Vescovi e alle Conferenze Episcopali circa le celebrazioni della Settimana Santa 2021” (Allegato n. 2), emanata in data 17 febbraio 2021 dalla Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

    Siamo invitati ad accogliere con disponibilità le indicazioni contenute nei suddetti “Orientamenti” della C.E.I. e ad attuarli con fedeltà, segno di comunione ecclesiale.

    Con una avvertenza fondamentale: tutte le indicazioni qui offerte valgono con i decreti governativi e gli orientamenti ecclesiastici attualmente in vigore. Continuando, infatti, a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione sanitaria e le disposizioni delle autorità competenti, non si può escludere l’eventualità che sia necessario anche a breve aggiornare queste indicazioni alla luce degli sviluppi del contesto generale. Grazie per la pazienza e la benevolenza di Voi tutti. Del resto, l’ultimo Comunicato diocesano risale a più di due mesi fa…



    COMUNICATO DIOCESANO “AD UN ANNO ESATTO”

    Note esplicative per l’applicazione diocesana delle indicazioni riguardanti alcune celebrazioni ed attività pastorali nel tempo di Quaresima-Pasqua

    INTRODUZIONE
    9 marzo 2021
    Ad un anno esatto dal primo Comunicato diocesano, emesso in occasione dell’introduzione del primo lock-down nazionale lo scorso 9 marzo 2020, atteso l’incontro online della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, tenutosi nella mattinata di ieri 8 marzo 2021, per l’utilità comune (cf. 1 Cor 12,7) di pastori e fedeli si offrono alcune precisazioni relative alla liturgia ed alla pastorale, guardando in particolare ai prossimi “giorni pasquali” (ma non solo).
    Già la Conferenza Episcopale Italiana martedì 23 febbraio scorso aveva pubblicato gli “Orientamenti per la Settimana Santa 2021” (Allegato n.1), in cui offriva precise indicazioni per le celebrazioni di questo momento centrale dell’Anno liturgico, dando concreti indirizzi per l’attuazione delle linee guida offerte dalla “Nota ai Vescovi e alle Conferenze Episcopali circa le celebrazioni della Settimana Santa 2021” (Allegato n. 2), emanata in data 17 febbraio 2021 dalla Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
    Siamo invitati ad accogliere con disponibilità le indicazioni contenute nei suddetti “Orientamenti” della C.E.I. e ad attuarli con fedeltà, segno di comunione ecclesiale.
    Con una avvertenza fondamentale: tutte le indicazioni qui offerte valgono con i decreti governativi e gli orientamenti ecclesiastici attualmente in vigore. Continuando, infatti, a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione sanitaria e le disposizioni delle autorità competenti, non si può escludere l’eventualità che sia necessario anche a breve aggiornare queste indicazioni alla luce degli sviluppi del contesto generale. Grazie per la pazienza e la benevolenza di Voi tutti. Del resto, l’ultimo Comunicato diocesano risale a più di due mesi
    fa...
    I. CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA
    1. Innanzitutto, l' ’invito è quello a partecipare in presenza alle celebrazion liturgiche. Si tratta di una indicazione importante, per far sì che l’eccezionalità di una

    situazione straordinaria non diventi la normalità. Solo dove è “strettamente necessario o realmente utile”, si favorisca l’uso dei social media. Per le celebrazioni trasmesse in diretta televisiva o in streaming si ponga particolare cura nel rispetto della dignità del rito, privilegiando quelle presiedute dal Vescovo come segno di unità diocesana. Sul sito e sulla stampa diocesani è già disponibile il calendario delle celebrazioni pasquali presiedute dal vescovo Enrico.
    2. Quanto alle celebrazioni in genere, come già suggerito fin dall’estate scorsa, la prudenza non è mai troppa nell’organizzare il servizio dei cori. Assai prezioso, ma altrettanto delicato. Si abbia una attenzione particolare nel mantenere il distanziamento tra i coristi che deve essere di almeno due metri frontali ed un metro laterale, se non sono collocati in postazioni protette da barriere in plexyglass o materiale analogo; dovranno essere in numero comunque ridotto e durante il canto indossare i dispositivi di protezione.
    3. Non è necessario richiamare in questa sede il puntuale rispetto delle norme di sanificazione e di distanziamento, in tutti i luoghi del ministero, specialmente per ciò che riguarda i celebranti all’altare. Si diano indicazioni precise anche ai collaboratori di sacrestia. Le suppellettili per la celebrazione eucaristica siano oggetto di una particolare cura e igiene (calici, patene, purificatori, tovaglie...).
    4. Per gli stesi motivi igienico-sanitari ,invece della cesta per le offerte posta in fondo alla chiesa, è bene fare la questua durante la celebrazione, naturalmente a mezzo di bussolotto con manico lungo, ma l’esortazione è a collocarla per motivi pratici dopo la Comunione (e non durante l’Offertorio).
    5. QuantoallesingolecelebrazionidellaSettim anaSanta,perevitareassembramenti sono abolite le processioni con le Palme dall’esterno della chiesa, così come la Via Crucis per le strade cittadine e il rito del fuoco con la processione dall’esterno nella Veglia pasquale.
    6. Domenica delle Palme. Relativamente ai rami di ulivo, la CEI invita a evitare “consegne e scambi di ramoscelli, di mano in mano”. E’ possibile utilizzare la seconda forma del Messale Romano, purchè nelle singole comunità si trovi il modo e il luogo più opportuno, perché ciascuno abbia il ramo di ulivo senza creare assembramenti e nel rispetto delle norme di igienizzazione. A questo scopo si invita a valorizzare i volontari del servizio di accoglienza, riconoscibili per la pettorina gialla con il logo della diocesi.
    7. Messa crismale. La Messa crismale, che – è bene ricordarlo – è per tutto il popolo di Dio, sarà presieduta dal vescovo Enrico nella Basilica Cattedrale alle ore 9:30 del Giovedì Santo. Siamo ben consapevoli del fatto che ancora una volta non si potrà prevedere una presenza massiccia di tutto il popolo di Dio (presbiteri, diaconi,
    laici...), soprattutto nel caso dell’impossibilità di spostamento tra comuni. Ma, forti dell’esperienza dello scorso anno, dove in tutte le celebrazioni con il popolo la Cattedrale è stata sufficiente a contenere tutti i fedeli, non sono state previste limitazioni di presenze. La distribuzione deli Oli avverrà sul sagrato al termine della celebrazione, come lo scorso anno.
    8. Giovedì Santo. La lavanda dei piedi nella Messa “in coena Domini” è omessa. L’altare della reposizione non è proibito, ma solo a condizione di non creare assembramenti in luoghi angusti e di passaggio. Là dove questo dovesse accadere,
    2

    è meglio lasciare la riserva eucaristica nel tabernacolo, senza che sia allestito come
    altare della reposizione.

    9. Venerdì Santo. Nella celebrazione della Passione del Venerdì Santo, non sarà
    possibile il gesto personale di adorazione della Croce, con il bacio. In alternativa, si può dare maggiore rilievo alla triplice ostensione della Croce nell’aula dei fedeli, così da valorizzare il gesto personale dell’inginocchiarsi davanti al Crocifisso, stando ciascuno al proprio posto. Anche dopo la celebrazione, il Crocifisso dovrà essere esposto in modo che non possa essere toccato e baciato.
    10. Riprendendo l’indicazione n. 13 del Messale Romano, si introduca nella preghiera universale un’intenzione «per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti».

    XI. PER CHI SI TROVA IN SITUAZIONE DI SMARRIMENTO, I MALATI, I DEFUNTI
    Il Diacono o il Presbitero: Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, per tutti i popoli colpiti dalla pandemia: conforti i contagiati e i loro familiari, doni luce a chi si sente smarrito, sostenga il personale sanitario e chi opera per il bene di tutti, asciughi le lacrime di quanti hanno perso i loro cari, doni pace a quanti sono morti. Preghiera in silenzio. Poi il Presbitero conclude:
    Dio onnipotente ed eterno, speranza di quanti gridano a te, ascolta la supplica della tua Chiesa, dona al mondo la salute, la prosperità e la pace. Per Cristo nostro Signore.
    . Amen.
    11. La pia pratica della Via Crucis può essere celebrata solo nell’aula liturgica: mentre i fedeli rimangono al loro posto, colui che presiede, con i ministrati che recano la croce e le candele, opportunamente distanziati e “protetti”, percorre le diverse stazioni.
    12. Veglia pasquale. L’orario della Veglia pasquale sia compatibile con il “coprifuoco”: di norma non si anticipi prima delle ore 19:00 e si concluda non oltre le ore 21:30. Quanto al rito, esso potrà essere celebrato in tutte le sue parti, con le dovute attualizzazioni. Ad esempio, le candele possono essere consegnate ai fedeli, al momento dell’ingresso in chiesa, dagli assistenti con pettorina gialla, che abbiano preventivamente disinfettato le mani e siano muniti di mascherina, avendo cura di evitare gli assembramenti. La benedizione del fuoco si svolge presso la porta della Chiesa, alla sola presenza dei presbiteri e dei ministri, mentre tutti i fedeli sono già in chiesa, rivolti verso la porta. Può risultare opportuno spostare eventuali battesimi ad una celebrazione apposita, per evitare assembramenti. Non si distribuiscano né si rendano disponibili bottigliette con l’acqua benedetta.
    13. Le limitazioni imposte da questo momento di pandemia ancora di più ci spingono
    a proporre una accurata catechesi pastorale e mistagogica sulla ricchezza dei segni, dei gesti e delle parole che la sapienza celebrativa della Chiesa ci ha consegnato nei riti della Settimana Santa. Si eviti dunque di impoverire i riti e i gesti per una presunta necessità di compierli al di là del loro senso e della loro ricchezza teologica.
    14.Il sito www.unitinellasperanza.it rimane un possibile riferimento anche per la sussidiazione, offerta dall’Ufficio Liturgico Nazionale con contributi provenienti dalle diocesi. A questo proposito, si allega il bel Sussidio liturgico-pastorale per la Quaresima e la Pasqua, intitolato “Cristo, mia speranza, è risorto” (Allegato n. 3).

    3

    II. CONFESSIONE PASQUALE
    1. Laconfessioneindividualeresta,ancheintem podipandemia,laformaordinaria.I presbiteri continuino generosamente a prestarsi per il sacramento del Perdono, mettendo in atto le debite precauzioni (spazi ampi e arieggiati, riservatezza, distanza e utilizzo della mascherina per il penitente e il confessore).
    2. Il Votum sacramenti. Nell’impossibilità di celebrare il sacramento, in intimità orante con il Signore, si faccia un atto di contrizione e si compia un gesto di penitenza che ripari al male commesso ed esprima il desiderio di vita nuova. Non appena possibile, si celebri il sacramento della riconciliazione individuale.
    3. La celebrazione della liturgia penitenziale comunitaria con assoluzione individuale non solo è possibile, ma auspicabile, fatto salvo il rispetto delle indicazioni sanitarie. Si faccia di tutto per proporla in prossimità delle feste pasquali, almeno una in
    ogni Nuova Parrocchia. Essa, infatti, è particolarmente capace di esprimere la
    dimensione ecclesiale della conversione.
    4. Perdurando il tempo di emergenza, è ancora in corso di validità il Decreto del 27
    marzo scorso, con cui il Vescovo aveva dato ai Cappellani di Ospedali, Case di Cura, ecc. e/o Assistenti di RSA, Case di Riposo, ecc. e qualora queste strutture non avessero un proprio Cappellano, al Parroco della parrocchia nel cui territorio le strutture sono situate, nonché “ai Parroci e agli altri Sacerdoti, qualora venissero a trovarsi in analoga situazione di grave ed improcrastinabile necessità a causa del loro ministero”, la facoltà di impartire l’assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale, riproponendosi le medesime situazioni ed alle medesime condizioni (cfr. Decreto Penitenzieria Apostolica, 19 marzo 2020). Qualora questo avvenisse, si prega (cfr. RP, n. 32) di darne comunicazione mail anche successiva alla Segreteria vescovile (segreteria.vescovile@diocesi.parma.it) oppure alla Curia diocesana (moderatore@diocesi.parma.it). Per coloro che, presenti in queste strutture non sono in pericolo di vita, vale il Votum sacramenti.
    5. SecondolatradizionedellaChiesal’elemos ina,insiemealdigiunoeallapreghiera, sono atteggiamenti che caratterizzano il cammino penitenziale. Siamo perciò invitati a compiere opere di carità come segno di accoglienza della misericordia di Dio e della personale conversione.
    III. VISITA E BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE
    1. Tantihannofattolasceltadispostarelavisit aebenedizionedellefamigliealperiodo post-pasquale, sperando in un miglioramento della situazione pandemica.
    2. Ove si sia intesa mantenere la visita in questo periodo quaresimale-pasquale, avvenga solo su richiesta esplicita della famiglia, fermandosi il tempo necessario per un breve saluto e la preghiera di benedizione.
    3. Sono incoraggiate le “sperimentazioni” di modalità nuove, che ne permettano l’attuazione in forma comunitaria, nella salvaguardia del distanziamento. Ad esempio, una benedizione all’aperto, magari nel cortile, caseggiato per caseggiato con una preghiera in comune, magari con le persone affacciate alle finestre. Oppure, pianerottolo per pianerottolo con le persone affacciate sulla porta. Queste ed altre
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    pratiche simili presentano il vantaggio di evitare assembramenti, pur passando di casa in casa, ma risultano limitanti l’incontro con le famiglie, che è uno degli aspetti fondamentali della visita e benedizione.
    4. In tutti i casi, resti ferma l’intenzione di completare la visita e benedizione delle famiglie in un tempo successivo, quando auspicabilmente si potrà operare con maggiori margini di libertà.
    5. Una esperienza interessante, realizzabile nel periodo quaresimale o pasquale, è l’invito alle famiglie delle varie zone della Parrocchia a venire in Chiesa per una celebrazione eucaristica, secondo lo stesso calendario giornaliero della visita. In essa si potrà ricevere la Benedizione e magari anche una bottiglietta di Acqua benedetta da portare a casa, con le indicazioni per una breve preghiera in famiglia con l’aspersione dell’acqua, da fare il giorno di Pasqua (o in una delle domeniche del Tempo di Pasqua, comunque in un momento in cui tutta la famiglia sia riunita).
    CONCLUSIONE... aperta sulla contemplazione pasquale!
    A qualcuno potrebbe sembrare paradossale, addirittura stravagante, ma queste Note assumono tutto il loro rilievo e si possono meglio accogliere, soprattutto guardando... all’Icona della Pasqua-Risurrezione-Discesa agli Inferi!

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    «Sei disceso sulla terra per salvare Adamo, o Signore, e, non avendolo trovato sulla terra, sei andato a cercarlo fino nell’Ade. (...) Dal tuo fianco trafitto dalla lancia, o Salvatore, tu distilli la vita su Eva, la madre della vita. (...) Disceso a chi dimorava nell’Ade, portasti loro la buona novella: "Coraggio, ora ho vinto: io sono la resurrezione, io vi faccio risalire, perché ho infranto le porte della morte, donando al mondo la Vita e la grande Misericordia». (Elogi e lamenti del Sabato Santo)
    Al centro dell’icona della Discesa agli Inferi spicca il Cristo-folgore, risplendente di luce,
    Signore della Vita, carica del dinamismo dello Spirito Santo ed irraggiante delle energie divine. Il Cristo Risorto è raffigurato precisamente nel momento in cui, dopo la discesa, prende lo slancio per risalire dagli Inferi. Solleva con forza Adamo, avvolto in un mantello di colore verde, a simboleggiare il perdono dei peccati, un vestito che lo rende maestoso, ma soprattutto “terroso”. Lo afferra per il polso, in modo da avere una presa sicura. Afferra anche Eva, vestita di rosso, a significare la natura umana. Eva è molto diversa da Adamo e mentre Adamo sembra quasi pesante, Eva non lo è affatto. Perchè probabilmente è la prima a seguire il Risorto nella sua risalita... Come spesso (sempre?) accade. Ma tiene, ed anche questo è vero, la mano coperta, per ricordare che il peccato è entrato nel mondo, cogliendo il frutto che Dio aveva proibito di toccare.
    Con la forza del suo braccio invincibile, il Risorto strappa dal sepolcro il primo uomo e la prima donna, facendoli entrare con sé nella Gloria. Gli occhi di Adamo e di Eva si fissano, smarriti, sul volto di Cristo. Con la mano indicano la sua persona.
    Proprio in questo gesto con cui vengono afferrati il primo uomo e la prima donna, l’icona interpreta l’evento della resurrezione non come gesto personale ed esclusivo di Cristo, ma nelle sue conseguenze su Adamo e su tutta l’umanità.
    Per questo la resurrezione di Gesù è una realtà che tocca ciascuno di noi: non è un solitario atto di potenza di Dio che al massimo potrebbe stupirci, ma non coinvolgerci.
    Ecco perché è la risurrezione di Cristo la “sorgente” nascosta ed inesauribile della
    “resilienza e rinascita” che anche queste indicazioni vogliono attivare e accompagnare, ma che sarà solo il suo dono pasquale della Vita e della grande Misericordia a realizzare. Auguro questo stesso Dono al mondo, ad ognuno di Voi, alle vostre famiglie e Comunità!

    Parma, li 9 marzo 2021

    Don Stefano Maria Rosati, Pro Vicario Generale

    Fonte: Sito della Diocesi

    Virtus ex Alto

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