Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla - 2021

  1. #21
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    Omaggio al Cardinale Ruini

    Domenica di gioia a Sassuolo il 28 febbraio 2021 per il 90° compleanno del Cardinale Ruini, festeggiato con la Messa nella Parrocchia di San Giorgio.


    Di seguito il testo del saluto del Vescovo Massimo Camisasca al Cardinale Camillo Ruini.

    Eminenza Reverendissima e carissima,
    la mia presenza, in questo giorno di festa per il suo novantesimo genetliaco, è innanzitutto un segno di gratitudine doveroso, di tutta la nostra Chiesa e mio personale, per il suo lungo, generoso e intelligente ministero sacerdotale ed episcopale.
    La Chiesa reggiano-guastallese la ricorda soprattutto come educatore dei giovani e insegnante. Sono compiti che richiedono donazione del cuore e profondità della mente, che lei ha avuto da Dio come carismi speciali per il bene della Chiesa. Quando ci si dedica ai giovani nella scuola e nella formazione verso il sacerdozio, si seminano frutti futuri che lasciano poi il loro influsso benefico nella storia di una comunità diocesana.
    La ricordiamo anche come vescovo ausiliare di monsignor Gilberto Baroni, in un momento delicato della Chiesa, rivolta alla prima attuazione del Concilio Vaticano II.
    Il mio incontro con lei risale alla preparazione del Convegno della Chiesa italiana che si sarebbe svolto a Loreto nel 1985. Ho potuto così godere della chiarezza della sua visione e della forza del suo insegnamento.
    Vivendo a Roma, sono state molte le occasioni di incontro: prima quando lei ha svolto il compito di segretario generale della Conferenza Episcopale e poi nel lungo periodo della sua presidenza. Giovanni Paolo II e papa Benedetto sono stati il faro orientativo del suo ministero di vicario per la città di Roma e di presidente dei vescovi italiani.
    Lasciate queste responsabilità, non è venuta meno in lei l’offerta del suo magistero attraverso interventi pubblici, sempre molto illuminanti e ispirati ad una profonda sapienza ecclesiale, e la pubblicazione di importanti libri su Dio e la vita oltre la morte che hanno ripreso alcune fondamentali aperture che avevano contrassegnato il progetto culturale per la Chiesa italiana da lei iniziato e custodito.
    Come fondatore e superiore della Fraternità san Carlo, ho potuto avvalermi del suo consiglio e della sua accoglienza. Ho sempre trovato grande ispirazione nella lungimiranza e concretezza della sua visione della fede come generatrice di cultura, carità, missione e impegno politico e, nel mio piccolo, ho cercato di accompagnare il popolo che Dio mi ha affidato lungo queste strade alla scoperta della bellezza e della ragionevolezza della fede.
    Il mio ministero, assolutamente imprevisto, di questi 9 anni a Reggio Emilia ha potuto godere della sua amicizia.
    In questa celebrazione eucaristica rendiamo grazie a Dio di averla scelta e donata alla Chiesa, e a lei per i tanti sì che ogni prete e vescovo è chiamato a pronunciare. Nella gioia dell’abbraccio del Signore.

    + Massimo Camisasca

    (Dal sito della Diocesi)
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  2. #22
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    Pandemia, campagna di preghiera lanciata dal Vescovo Mons. Camisasca: il testo dell’orazione



    4 marzo 2021





    Ai preti, diaconi, religiosi, laici della nostra ChiesaA tutti gli uomini e le donne di buona volontà
    Cari fratelli e sorelle,
    cari amici,
    da più di un anno ormai siamo attraversati da una terribile pandemia, che assume volti sempre nuovi e misteriosi. Essa scuote le nostre esistenze, ci segna con la malattia e la morte, spesso lontana e isolata, di molti nostri famigliari e amici. Ci allontana gli uni dagli altri. Ha obbligato la chiusura di tante nostre imprese. Ha allontanato i nostri ragazzi dalla scuola e dai loro amici. Ha provocato nuove, gravi povertà. Ha creato disagi psichici di gravissima portata che necessiteranno di lungo tempo per poter essere curati. Soprattutto ha indebolito la nostra speranza. Per molti, purtroppo, tutto ciò ha rappresentato una ragione sufficiente per allontanarsi dalla vita quotidiana della Chiesa, dalla catechesi, dalla celebrazione eucaristica.
    Non sappiamo quando questa pandemia terminerà. Ora sta passando di mutazione in mutazione. Speriamo che le vaccinazioni, che hanno subito rallentamenti, possano in futuro essere decisive.
    Durante questi mesi abbiamo assistito al lavoro intenso e talvolta eroico di moltissimi medici e operatori sanitari, all’assistenza di tanti famigliari. Abbiamo goduto della preghiera di molta parte del popolo cristiano, in primo luogo del Papa, che ci ha spinti a confidare in Dio.
    Accanto a tutto questo, si è insinuata nelle nostre menti una forma subdola di materialismo ateo che ci ha fatto rivolgere alla scienza come all’unico approccio possibile per l’affronto del male. Mentre rinnoviamo il nostro grazie agli scienziati e ai ricercatori e li invitiamo a continuare nella loro opera, siamo assieme consapevoli che la scienza non detiene le chiavi ultime della vita: esse stanno in Dio, nostro Padre, che segue, guida e corregge la nostra esistenza. Benché Egli non sia l’origine del male, in questo mondo imperfetto, segnato dal peccato e dalla morte, Dio si serve del male per la nostra conversione, per richiamarci a ciò che è essenziale, a ciò che resta, alla vita che non finisce.
    Chiediamo perciò a Lui, con animo filiale e insistente, la conversione dei nostri cuori e delle nostre giornate per ottenere dalla sua misericordia la fine della pandemia. Preghiamo al mattino e alla sera, in ogni famiglia e comunità, attraverso l’intercessione di Maria Santissima e di san Giuseppe, affinché cessi questo male e sia rinnovato il bene nella nostra terra e nelle nostre vite.
    Suggerisco una preghiera che, per la sua brevità ed essenzialità, può essere recitata da soli o assieme a famigliari ed amici, appena alzati, prima di dormire o all’inizio del pranzo e della cena.

    PER LA LIBERAZIONE DALLA PANDEMIA NELLA CONVERSIONE DEI CUORI

    A Te, Signore Onnipotente e Misericordioso,
    rivolgiamo la nostra supplica:
    allontana da noi il peccato
    che ha fatto entrare la morte nel mondo.
    Conduci a te i nostri cuori
    e liberaci dalla pandemia che affligge le nostre esistenze
    e quelle di tanti nostri fratelli e sorelle.
    Ridonaci la gioia dell’incontro,
    la fatica del lavoro,
    la certezza della vita che non finisce.
    Riaccendi in noi la sete e la gioia per i sacramenti
    della Riconciliazione e dell’Eucarestia.
    Aiutaci ad essere vicini a chi soffre.
    Guarisci i nostri malati,
    assisti in modo particolare i nostri ragazzi e le loro famiglie.
    Dona a tutti la conoscenza di Te, Padre Creatore,
    del tuo Figlio Salvatore
    e dello Spirito Santo Consolatore.
    Per l’intercessione di Maria Santissima
    e di san Giuseppe, patrono della Chiesa,
    ottienici presto questa grazia
    che ti chiediamo con animo fiducioso e filiale.


    Gloria al Padre… (3 volte)

    Reggio Emilia, 4 marzo 2021
    +Massimo Camisasca

    (Fonte:sito della Diocesi)



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  3. #23
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    Aggiornamento FAQ Covid-Caritas al 03.03.2021


    La perdurante pandemia ci obbliga a rafforzare l’attenzione e il rispetto delle norme dirette al contenimento.
    Sono noti i provvedimenti che mirano a limitare il diffondersi del contagio. Per quanto attiene alle attività di culto, rimane invariato quanto previsto dal Protocollo del 7 maggio 2020 (link) circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo, integrato con le successive indicazioni (https://www.chiesacattolica.it/preci...el-13-ottobre/).
    Gli eventi legati al culto (celebrazioni) dovranno avere idonea e ampia diffusione sui mezzi di comunicazione della parrocchia (sito internet, bollettino settimanale, giornalino, etc.); ciò ai fini dell’autodichiarazione di coloro che intendono partecipare. Sul punto da ultimo si veda la dichiarazione della Conferenza Episcopale Italiana del 19 dicembre (link).
    Il servizio delle F.A.Q. viene di seguito aggiornato alla luce delle nuove disposizioni:
    1) È possibile continuare le attività in parrocchia (celebrazioni, catechismo, incontri, prove di canto, etc.)?
    È richiesta la massima prudenza.
    Le celebrazioni liturgiche nelle chiese sono sempre consentite alle consuete condizioni (non è possibile derogare dall’igienizzazione delle mani, dall’indossare la mascherina e dal divieto di assembramenti; è consigliabile la misurazione della temperatura corporea).
    In questa situazione di emergenza, specie nel periodo 4-21 marzo 2021, tali celebrazioni consentono di mantenere momenti di vita comunitaria per i più piccoli, i giovani e le famiglie.

    Le altre iniziative pastorali (catechesi, incontri, aggregazione informale o organizzata) per il momento sono sospese.
    2) Le celebrazioni liturgiche in parrocchia devono rispettare i limiti orari previsti nelle ultime disposizioni?
    Sì, qualsiasi attività deve essere sospesa in tempo per consentire il rientro alle rispettive abitazioni entro le ore 22.00; le attività mattutine non potranno essere svolte prima delle ore 5.00.

    3) Sono possibili momenti di convivialità?
    No.

    4) Possono continuare le attività sportive in parrocchia?
    No, salvo indicazioni differenti previste dai protocolli di Federazioni e/o Enti di promozione sportiva in riferimento al solo sport organizzato.

    5) Sono possibili attività in oratorio?
    No. Sono vietati tutti gli assembramenti nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi compresi quelli in occasione di celebrazioni.

    6) È possibile svolgere il servizio di trasporto di minori con il pulmino della parrocchia?
    No, saranno genitori o congiunti a farsi carico dei trasporti.

    7) Come vanno approntati gli spazi aperti intorno alla parrocchia?
    Con la dovuta vigilanza e un’idonea segnaletica che ricorderà le misure di prevenzione e sicurezza; delimitando tali spazi ed escludendo quelli non essenziali.
    Sono da valutare e calibrare, secondo il contesto, forme di dissuasione personale.

    8) È possibile concedere locali per feste private?
    No.

    9) È possibile concedere locali in comodato ai medici di base per campagne vaccinali?
    Sì, a fronte di una motivata richiesta dei medici di base e di concerto con l’Ausl, opportunamente informato l’Ordinario diocesano.
    Ciò a conferma della collaborazione della Chiesa con le strutture sanitarie.
    Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle celebrazioni.

    10) È possibile portare la S. Comunione agli ammalati?
    Sì, nel rispetto delle specifiche sanitarie (cfr. protocollo fornito dall’Ufficio di Pastorale della Salute); il Parroco dovrà munire il ministro di una dichiarazione della quale viene fornito un esempio (link).

    11) Sono possibili spettacoli teatrali e concerti nelle chiese o in altri luoghi?
    No.

    CARITAS

    12) È possibile la distribuzione degli alimenti?
    È da privilegiare la consegna a domicilio, con idonea autocertificazion e DPI; ove ciò non fosse possbile, la distribuzione avvenga nei recapiti parrocchiali previo appuntamento.

    13) È possibile continuare l’attività di ascolto?
    È da privilegiare il contatto telefonico; solo in caso di urgenze, l’incontro con la persona, previo appuntamento, dovrà avvenire nel rispetto delle misure di sicurezza.

    14) È possibile avviare nuove accoglienze abitative?
    Visto il momento è necessario confrontarsi preventivamente con la Caritas Diocesana per condividere motivazioni e protocolli.

    15) Come affrontare casi dubbi?
    Con serenità… Non siete soli.
    Gli uffici di curia saranno al vostro fianco per individuare le possibili soluzioni che andranno conformate all’evolversi del quadro epidemiologico.

    Aggiornamento al 03.03.2021
    Questo servizio FAQ è in continuo aggiornamento pertanto potrà essere oggetto di variazioni

    (Fonte: sito della Diocesi)
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  4. #24
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    Omelie del Vescovo

    "In forza del sacrificio di Cristo, nessuna morte è mai senza peso, senza valore, senza significato".

    Omelia del Vescovo nella Messa in suffragio delle vittime della pandemia



    Solenità di san Giuseppe (Messa della vigilia, dopo i Primi Vespri) – Messa in suffragio delle vittime della pandemia. Cattedrale di Reggio Emilia, 18 marzo 2021

    Cari fratelli e sorelle,
    la celebrazione di oggi è carica di molti significati. Innanzitutto è la preghiera di Cristo al Padre che offre tutto se stesso per la cancellazione del nostro male e per la nostra eterna felicità. In questa preghiera offriamo questa sera in modo speciale la vita di tutti coloro che durante l’anno trascorso sono morti a causa della pandemia. In particolare, vogliamo ricordare con affetto coloro che sono morti nella solitudine e i loro cari che non hanno potuto accompagnarli in questo estremo passaggio. Ci conforta sapere che essi erano nelle mani di Dio che guardava con particolare benevolenza al loro sacrificio.
    In forza del sacrificio di Cristo, nessuna morte è mai senza peso, senza valore, senza significato. Anche se essa non perde ai nostri occhi la sua “irrazionalità”, anzi la sua ragione di scandalo di fronte alla promessa della vita che custodiamo nel cuore, ci è almeno di conforto sapere che la morte non è l’ultima parola. Essa è un passaggio doloroso, che ci accomuna a tutti i nostri fratelli e sorelle. Nello stesso tempo inaugura nella luce della vita nuova e definitiva la comunione piena con Dio promessa a tutti coloro che accolgono in modo esplicito, o almeno nel desiderio, l’invito di suo Figlio: chi segue me avrà la vita eterna (cfr. Gv 5 e 6).
    Durante questi primi vespri della solennità di san Giuseppe, la nostra attenzione si rivolge alla figura del grande patriarca della Chiesa, a cui papa Francesco ci ha invitati a guardare durante questo anno, anniversario della proclamazione del padre putativo di Gesù a Patrono della Chiesa Universale.
    La paternità di Giuseppe ci rimanda alla paternità di Dio. Ambedue queste realtà ci ricordano che non solo non possiamo vivere senza l’esperienza di un padre, ma che in essa si racchiude – come Gesù ci ha rivelato – l’essenza stessa di colui che chiamiamo con il nome di Dio.
    Paternità vuol dire innanzitutto apertura alla vita: Dio Padre è colui che conosciamo come il Creatore. Egli crea perché desidera altre creature accanto a sè, tra cui, in modo speciale, l’essere umano, partner chiamato all’alleanza, alla comunione, alla vita comune con Dio stesso.
    Dio Padre non è solo il Creatore, è anche l’educatore, colui che ci accompagna, che ci introduce alla vita, che porta ciascuno di noi, suoi figli, verso la maturità, riconoscendo i nostri doni senza sostituirsi a noi, ma anzi aiutandoci ad una libertà matura e consapevole.
    Dio Padre è anche colui che perdona e accoglie, che sta sempre sulla porta ad aspettare, anzi prende l’iniziativa per risollevare chi è caduto, per perdonare chi ha sbagliato, per aiutare la pace e la serenità di chi non riesce a fare i conti con il proprio passato.
    Dio Padre è anche colui che sa correggere con pazienza, discrezione e, nello stesso tempo, con amore alla verità. Talvolta le correzioni che Dio opera sono per noi di difficile comprensione. Egli si serve dei fatti stessi della storia, personale o mondiale, per richiamare il suo popolo e tutti gli uomini ad una visione più saggia e più vera della propria vita. Un padre corregge perché ama e, attraverso la correzione, converte a sé i cuori di coloro che si aprono a lui (cfr. Eb 12,5-11).
    Il Papa, nella sua lettera apostolica Patris corde, scrive: «Il realismo cristiano … non butta via nulla di ciò che esiste. La realtà, nella sua misteriosa irriducibilità e complessità, è portatrice di un senso dell’esistenza con le sue luci e le sue ombre. È questo che fa dire all’apostolo Paolo: Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (Rom 8,28). Sant’Agostino aggiunge: “Anche quello che viene chiamato male”. In questa prospettiva totale, la fede dà significato a ogni evento lieto o triste» (Francesco, Patris corde, n. 4).
    Cari fratelli e sorelle,
    accogliamo l’invito di papa Francesco. Puntiamo la nostra attenzione sulla figura di san Giuseppe. Rileggiamo i testi Patris corde e Redemptoris custos (di san Giovanni Paolo II). Preghiamolo ogni giorno, affidando a lui tutta la Chiesa e soprattutto le nostre famiglie.
    San Giuseppe, guida della famiglia di Nazareth, ci insegna a riscoprire i rapporti famigliari come luogo centrale della vita, ma ci insegna anche a perdonare e a ricominciare laddove questi rapporti sono malati o irrimediabilmente perduti.
    Affidiamo a san Giuseppe anche i lavoratori, soprattutto coloro che cercano un lavoro. Affidiamo a lui tutta la Chiesa nel suo bisogno continuo di rinnovamento e di santità per essere immagine viva e luminosa della passione di Cristo per gli uomini.
    Amen.

    + Massimo Camisasca

    (Fonte: sito della Diocesi)

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  5. #25
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    Settimana Santa: le celebrazioni in Duomo

    In cattedrale nella Settimana Santa

    Le celebrazioni del Triduo pasquale saranno trasmesse in diretta streaming a cura del Centro diocesano Comunicazioni sociali.


    • Giovedì 1 aprile: ore 9.30 Messa Crismale presieduta dal Vescovo (diretta streaming su La Libertà Tv, sulla pagina Facebook de La Libertà e in diretta Tv su Teletricolore, canale 10)
    • Venerdì 2 aprile : ore 20.30 Via Crucis presieduta dal Vescovo (diretta streaming su La Libertà Tv, sulla pagina Facebook de La Libertà e in diretta Tv su Teletricolore, canale 10)
    • Sabato 3 aprile: ore 19.00 Veglia Pasquale presieduta dal Vescovo (diretta streaming su La Libertà Tv, sulla pagina Facebook de La Libertà e in diretta Tv su Teletricolore, canale 10)
    • Domenica 4 aprile: ore 10.00 Santa Messa di Pasqua presieduta in Concattedrale a Guastalla dal Vescovo (diretta streaming sul canale Youtube Duomo di Guastalla e sul sito de La Libertà Tv)
    • Domenica 4 aprile: ore 11.30 Santa Messa di Pasqua presieduta dal vicario generale monsignor Nicelli in Cattedrale a Reggio Emilia.


    Fonte: sito della Diocesi
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  6. #26
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    Omelie del Vescovo

    Omelia del Vescovo Massimo nell’azione liturgica In Passione Domini




    Testo dell’omelia del Vescovo Massimo per l’azione liturgica In Passione Domini in Cattedrale a Reggio Emilia venerdì 2 aprile
    Cari fratelli e sorelle,
    in questo giorno in cui tutto tace – campane, organo, persino la celebrazione della santa Messa – anche le nostre voci vengono meno. Di fronte al mistero della Passione e morte di Nostro Signore siamo chiamati a stare in silenzio, a non coprire con le nostre parole e i nostri pensieri quanto oggi la Chiesa pone davanti ai nostri occhi.
    Il nostro silenzio è pieno di sgomento di fronte all’incommensurabilità del sacrificio di Cristo. Nello stesso tempo il nostro cuore è invaso dalla commozione e dalla gratitudine perché la croce, prezzo del nostro riscatto (cfr. 1Pt 1,18), ci parla del valore infinito che le nostre vite hanno davanti a Dio. Se egli è arrivato a consegnare suo Figlio alla morte per noi, questo significa che ogni persona che Egli ha voluto e portato all’essere è preziosa ai suoi occhi.
    Il castigo che dà salvezza si è abbattuto su di lui – ci ha ricordato il profeta Isaia nella prima lettura di questa liturgia – per le sue piaghe siamo stati guariti. Salvezza e guarigione: sono i frutti della croce. Salvezza dal nostro male e guarigione dalle nostre ferite. Il sacrificio di Cristo apre per noi la strada della vita, ci rigenera ad una speranza che non avremmo potuto costruire con le nostre forze. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge – continua il profeta – ognuno seguiva la sua strada. Quante volte, ancora oggi, persino nella Chiesa, sembra che ognuno continui a seguire solo se stesso, rendendo vana la croce di Cristo!
    In questo venerdì santo, chiediamo perdono per le nostre offese all’unità e alla comunione che Gesù ha pagato per noi con il suo sangue. Chiediamo la grazia di nulla anteporre a questa unità, anche a costo di sacrificare il nostro personale punto di vista. Lasciamoci guarire dalla contemplazione della croce. Lasciamo che le nostre divisioni, i nostri narcisismi e la nostra suscettibilità si sciolgano davanti a Colui che per noi ha accettato gli sputi, gli insulti, le percosse e, infine, una morte ignominiosa. La salvezza non viene dalle nostre idee o dalle nostre battaglie. La salvezza e la vita vera sgorgano dal sacrificio e dalla donazione di sé. Nel disegno di Dio il compimento dell’esistenza, di ogni esistenza, sta nella partecipazione alla vita e alla donazione del Figlio.
    La croce è il segno supremo e definitivo della fedeltà di Dio al suo disegno. Come ebbe a dire papa Francesco qualche anno fa, essa è una “cattedra”, è la cattedra da cui Dio insegna che cosa è l’esistenza e che cosa significa amare. «Noi – afferma il Papa – abbiamo bisogno di essere raggiunti dal suo amore, che si china su di noi; non possiamo farne a meno, non possiamo amare senza farci prima amare da Lui, senza sperimentare la sua sorprendente tenerezza» (cfr. Francesco, Omelia nella domenica delle Palme, 20 marzo 2016).
    Mettiamoci oggi alla scuola della croce e imploriamo per noi, per tutti i nostri cari, per la Chiesa universale e per tutti i nostri fratelli e sorelle di buona volontà i doni della contrizione, dell’unità e della pace.
    Amen.
    + Massimo Camisasca

    (Dal sito della Diocesi)
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  7. #27
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    Omelie del Vescovo

    Omelia del Vescovo nella santa Messa di Pasqua

    "Cristo è vivo, è presente in mezzo a noi nei suoi sacramenti, nella comunione della Chiesa e nella forza trasformatrice del suo Spirito!"



    Testo dell’omelia del vescovo Massimo Camisasca per la Messa di Pasqua presieduta in Concattedrale a Guastalla domenica 4 aprile 2021.

    Cari fratelli e sorelle,
    l’annuncio che la Chiesa rinnova ogni anno: “Cristo è risorto, egli è veramente risorto!”, non nasce da una infatuazione dei primi cristiani, da un mito che ha sostenuto la nascita della Chiesa, da una tradizione senza fondamento che sarebbe arrivata fino a noi.
    No, quell’annuncio trae origine da un evento storico. Se nessuno ha potuto assistere alla resurrezione, tranne il Padre e gli angeli, molti hanno visto il Risorto. Dalla loro fede e testimonianza, dai quaranta giorni che Cristo, dopo la resurrezione, ha passato apparendo sulla terra fino alla sua definitiva ascesa al Padre, trae origine la storia di un popolo che è giunta fino a noi, tanto è vero che noi oggi proclamiamo con la stessa gioia di allora, anzi con una gioia moltiplicata: “Cristo è veramente risorto!”.
    Durante le letture che abbiamo ascoltato in questa [nella] notte santa ci è stata presentata una lunga vicenda che dalla creazione, attraverso la fede di Abramo, la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto e gli annunci dei profeti, ci ha portati a contemplare l’evento dell’Incarnazione e, infine, la Pasqua di Gesù da cui è scaturito il battesimo, l’evento che ci innesta nella sua vita, che ci rende partecipi della sua sepoltura e della sua vita nuova. Se siamo stati intimamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche in una resurrezione simile alla sua… Se siamo morti con Cristo crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risorto dai morti non muore più (cfr. Rom 6).
    È di fondamentale importanza riaffermare davanti a tutto il mondo che la resurrezione di Cristo non è una fiaba. Abituati come siamo ormai dalle serie televisive e, più in generale, dai mass media e dai social, a considerare che tutto è vero e tutto è falso, che tutto è storia e tutto è favola, possiamo equiparare il racconto della resurrezione e l’esperienza tra noi del Risorto ad una storia bella, inventata dai nostri nonni o dai nonni dei nostri nonni per rassicurarci e rendere più lieto l’inizio della primavera. Non si tratta assolutamente di questo. Così come nessuno di noi oserebbe mettere in dubbio l’esistenza e i fatti principali della vita di Cesare Augusto o di Napoleone, allo stesso modo i Vangeli costituiscono una documentazione storica altrettanto importante sulla vita, morte e resurrezione di Gesù.
    Certo, i Vangeli non hanno né la pretesa né lo scopo di farci una cronaca giornalistica dell’accaduto. Essi vogliono piuttosto veicolare un evento, cioè un fatto storicamente accertabile con tutte le conseguenze che esso ha per la nostra vita. Il loro è un racconto, ma anche un annuncio. È un testo di storia, ma anche di teologia. La storia, lo sappiamo, si fonda sui documenti, sulle testimonianze. Gli eventi del passato nella loro interezza ci sfuggono, ma possiamo accostarci ad essi attraverso coloro che in un modo o in un altro ne sono stati testimoni e partecipi. Così è per i Vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento. Scrive Ratzinger nell’introduzione al primo volume del suo Gesù di Nazaret: «Io ho fiducia nei Vangeli […]. Io ritengo che questo Gesù – quello dei Vangeli – sia una figura storicamente sensata e convincente» (pp. 17-18).
    Dopo la morte di Gesù e la dispersione degli Apostoli, nessuno poteva immaginare che di lì a pochi giorni tutto sarebbe ricominciato. Il martirio di Stefano e di Giacomo a Gerusalemme, la conversione di Paolo, la nascita delle prime comunità in tutto l’Impero non possono essere spiegate con una fiaba. Non si dà la vita per dei personaggi inventati. Soprattutto non si cambia l’esistenza, non si passa da nemici ad amici, da sconosciuti a fratelli, soltanto per dei testi fondativi. È occorso qualcosa di infinitamente più grande e decisivo.
    Tutto ciò ci parla del carattere unico di questo evento storico, che non solo è accaduto nel passato, ma continua ad accadere perché il suo protagonista è vivo. Entrato nell’eterno, egli continua ad agire nella storia, ad essere presente nelle forme che egli stesso ha indicato ed è quindi contemporaneo ad ogni epoca dell’umanità. La sua storicità, quindi, non si basa solo sui documenti e sulle testimonianze come per tutti gli altri eventi della storia, ma anche sull’esperienza presente di coloro che lo incontrano oggi.
    La Chiesa nasce in piccole comunità destinate poi a invadere l’Impero solo perché la donazione di Cristo, iniziata sulla croce, si manifesta capace di vincere il tempo, il male e la morte e di compiersi nell’effusione dello Spirito, una forza aggregativa che cambia la mentalità delle persone e converte i loro cuori.
    Il cristianesimo nascente non si propone semplicemente come un gruppo di amici che si radunano per commemorare il fondatore di una setta o per leggere i suoi scritti. Essi sono consapevoli che Egli è vivo, invisibile e visibile nello stesso tempo. Invisibile, perché è tornato al Padre, cioè alla sua vita originaria, ma visibile perché egli ha detto: “chi incontra voi incontra me, che accoglie voi accoglie me”. Ha stabilito un legame stretto tra sé e i suoi discepoli che ne continuano la storia.
    Cari fratelli e sorelle,
    tutto ciò ci porta a considerare le ragioni profonde della gioia di Pasqua. Cristo è vivo, è presente in mezzo a noi nei suoi sacramenti, nella comunione della Chiesa e nella forza trasformatrice del suo Spirito! La nostra speranza è fondata su questa certezza che ogni giorno ci raggiunge e ci sveglia dal torpore delle nostre depressioni e delle nostre paure. Cristo risorto ci fa uscire dai sepolcri in cui siamo tentati di rinchiuderci e apre davanti a noi gli orizzonti della vita nuova.
    La fede nella Resurrezione è ciò di cui il nostro mondo e anche la nostra Chiesa ha più bisogno. Chiediamo per tutti noi, per i nostri cari e per tutti gli uomini e le donne di buona volontà questa grazia che ci permette di alzare gli occhi e guardare con fiducia al futuro che ci attende.
    Amen.

    (Fonte: sito della Diocesi)
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  8. #28
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    Celebrazioni particolari

    Messa in memoria del Beato Rolando



    Nel settantaseiesimo anniversario del martirio, ricordiamo il nostro Beato Rolando Rivi Martire come testimone di Gesù risorto, di Gesù vivo e presente tra noi.
    Domenica 11 aprile 2021, festa della Divina Misericordia, alle ore 11, presso la Pieve di San Valentino (via Rontano 7, Castellarano RE), il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla monsignor Massimo Camisasca ha celebrato la santa Messa in memoria del martirio.



    Messa in ricordo del vescovo Gibertini



    Giovedì 15 aprile alle ore 10.30 in Cattedrale a Reggio Emilia, il vescovo Massimo presiede la Messa di suffragio di monsignor Giovanni Paolo Gibertini OSB, già vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, nel primo anniversario della morte.

    Fonte: sito della Diocesi
    Virtus ex Alto

  9. #29
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    Nuove istruzioni dalla Curia Vescovile

    Aggiornamento FAQ Covid-Caritas al 13 aprile 2021



    Gli eventi legati al culto (celebrazioni) dovranno avere idonea e ampia diffusione sui mezzi di comunicazione della parrocchia (sito internet, bollettino settimanale, giornalino, etc.); ciò ai fini dell’autodichiarazione di coloro che intendono partecipare. Sul punto da ultimo si veda la dichiarazione della Conferenza Episcopale Italiana del 19 dicembre (link).

    Il servizio delle F.A.Q. viene di seguito aggiornato alla luce dei cambiamenti della situazione generale:

    1) Catechesi in parrocchia. Come ripartire?
    Ribadito che le celebrazioni liturgiche nelle chiese sono consentite alle consuete condizioni, in tale contesto possono essere organizzati in via privilegiata momenti di formazione e di comunità.

    Spetta ai Parroci e ai Responsabili individuare tempi e modi per realizzare le attività di catechesi.
    Ai genitori andrà comunicata la riattivazione delle attività in parrocchia (ad es., con messaggi, pubblicazioni sul sito, mailing list).
    I luoghi e i tempi dell’accoglienza devono evidenziare la cura educativa verso i partecipanti sia sotto l’aspetto della “gioia dell’incontro” che per le protezioni sanitarie; sono a disposizione le Linee guida della Diocesi: Linee di accompagnamento
    Pertanto, si individuino grandi ambienti, secondo le indicazioni dei Vescovi dell’Emilia – Romagna, con orari che evitino sovrapposizioni tra i gruppi.

    2) Le celebrazioni liturgiche in parrocchia devono rispettare i limiti orari previsti nelle ultime disposizioni?
    Sì, qualsiasi attività deve essere sospesa in tempo per consentire il rientro alle rispettive abitazioni entro le ore 22.00; le attività mattutine non potranno essere svolte prima delle ore 5.00.

    3) Mese di maggio. È possibile la devozione mariana a piccoli gruppi?
    Sì, solo nelle chiese ove è già consuetudine il rispetto del Protocollo del 7 maggio 2020: Protocollo 7 maggio 2020

    4) Sono possibili momenti di convivialità?
    No.

    5) Possono continuare le attività sportive in parrocchia?
    No, salvo indicazioni differenti previste dai protocolli di Federazioni e/o Enti di promozione sportiva in riferimento al solo sport organizzato.

    6) Sono possibili attività in oratorio?
    Sono possibili solo le attività di catechesi; spetta ai Parroci e ai Responsabili motivare l’eventuale ripresa del “doposcuola”, anche ai fini degli spostamenti.

    Il “doposcuola”, inteso non come prosecuzione dell’attività scolastica ma quale vicinanza nei casi di necessità verso minori e famiglie, potrà trovare accoglienza sempreché gli ambienti siano ampi e vengano approntati orari che non creino sovrapposizioni con altri gruppi.
    Ai genitori andrà formalmente comunicata la riattivazione di quanto sopra.
    7) È possibile svolgere il servizio di trasporto di minori con il pulmino della parrocchia?
    No, saranno genitori o congiunti a farsi carico dei trasporti.

    8) Come vanno approntati gli spazi aperti intorno alla parrocchia?
    Con la dovuta vigilanza e un’idonea segnaletica che ricorderà le misure di prevenzione e sicurezza; delimitando tali spazi ed escludendo quelli non essenziali.
    Sono da valutare e calibrare, secondo il contesto, forme di dissuasione personale.

    9) È possibile concedere locali per feste private?
    No.

    10) È possibile concedere locali in comodato ai medici di base per campagne vaccinali?
    Sì, a fronte di una motivata richiesta dei medici di base e di concerto con l’Ausl, opportunamente informato l’Ordinario diocesano.
    Ciò a conferma della collaborazione della Chiesa con le strutture sanitarie.
    Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle celebrazioni.

    11) È possibile portare la S. Comunione agli ammalati?
    Sì, nel rispetto delle specifiche sanitarie (cfr. protocollo fornito dall’Ufficio di Pastorale della Salute: link); il Parroco dovrà munire il ministro di una dichiarazione della quale viene fornito un esempio (link).

    12) Sono possibili spettacoli teatrali e concerti nelle chiese o in altri luoghi?
    No.

    13) Come affrontare casi dubbi?
    Con serenità… Non siete soli.
    Gli uffici di curia saranno al vostro fianco per individuare le possibili soluzioni che andranno conformate all’evolversi del quadro epidemiologico.

    Aggiornamento al 13.04.2021
    Questo servizio FAQ è in continuo aggiornamento pertanto potrà essere oggetto di variazioni

    (Fonte: sito della Diocesi)

    Virtus ex Alto

  10. #30
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    Bella e confortante notizia

    Riconsegnato alla Diocesi il dipinto che fu trafugato a Castelvecchio di Prignano










    La mattina di sabato 17 aprile 2021 nel Museo Diocesano di Reggio Emilia è stato riconsegnato alla nostra Chiesa un dipinto, olio su tela, raffigurante i santi Geminiano, Lucia e Apollonia, che era stato trafugato da una chiesa parrocchiale, quella di Santa Maria Assunta in Castelvecchio di Prignano sulla Secchia, in comune di Modena e diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, ed è stato recuperato dopo oltre vent’anni grazie al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Perugia.
    Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca, il comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Perugia Tenente Colonnello Guido Barbieri, il sindaco di Prignano sulla Secchia Mauro Fantini, il direttore dell’Ufficio Beni culturali Angelo Dallasta e l’amministratore parrocchiale della chiesa di Castelvecchio don Andrea Pattuelli.
    Su La Libertà in uscita il 21 aprile 2021 un approfondimento sugli interventi della conferenza stampa e altre foto.
    Anticipiamo la scheda sul dipinto recuperato, preparata dall’Ufficio diocesano Beni culturali – Nuova Edilizia.

    LA SCHEDA



    Il dipinto, trafugato nel 1999, era inserito in una ancona lignea di fattura secentesca e posto in una cappella laterale, intitolata a s. Geminiano, nella chiesa parrocchiale.
    Il quadro, olio su tela, è opera di autore ancora ignoto, verosimilmente attivo nel XVII secolo in ambito provinciale. Le estese ridipinture, frutto di poco accorti restauri, penalizzano purtroppo la lettura dell’opera, i cui particolari non mancano di rivelare la mano di un artista non privo di doti.
    In uno spazio architettonico definito da rovine classiche (che potrebbero essere allusive al crollo delle menzogne dell’idolatria per l’avvento della Verità del Vangelo), trovano posto le figure di tre santi: un vescovo e due sante. Queste ultime sono immediatamente identificabili come santa Lucia, grazie all’attributo del vassoio con le pupille, e santa Apollonia, che regge con delle tenaglie un dente.
    La presenza di queste due martiri dei primi secoli del cristianesimo (il cui sacrificio supremo è ricordato anche dagli angeli in volo che recano la palma della vittoria) è da correlare al grande culto che a esse è stato sempre tributato, essendo tali sante invocate rispettivamente contro le malattie degli occhi e della bocca.
    In posizione isolata, con lo sguardo rivolto ai devoti, è s. Geminiano (IV sec.), vescovo di Modena. Il vescovo è raffigurato mentre con il bastone pastorale schiaccia a terra una figura infernale, allusione alle capacità taumaturgiche attribuite al santo già in vita, secondo l’antica agiografia che lo voleva perfino convocato a Costantinopoli per guarire la figlia dell’imperatore Gioviano. Le stesse rovine architettoniche possono essere memoria dell’azione di questo vescovo modenese che le fonti antiche celebrano quale autore della totale conversione della città alla vera fede, con l’abbattimento dei templi pagani.
    Fuoco prospettico del dipinto è appunto la Ghirlandina, celebre campanile del duomo modenese, dove è conservato il corpo del santo vescovo della città estense.


    (
    Fonte: sito della Diocesi)









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