Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla - 2021

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    Cronaca della Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla - 2021

    CRONACA DELLA DIOCESI DI
    REGGIO EMILIA - GUASTALLA

    Anno 2021


    Indice delle cronache degli anni decorsi:http://www.cattoliciromani.com/63-l-...alla-anno-2020
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  2. #2
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    Cronaca dell'anno 2021

    • CRONACA DELLA DIOCESI DI
      REGGIO EMILIA – GUASTALLA - ANNO 2021




      La diocesi di Reggio Emilia-Guastalla (in latino Dioecesis Regiensis in Aemilia-Guastallensis) è una sede della Chiesa cattolica, suffraganea dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2017 contava 505.000 battezzati su 566.126 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Massimo Camisasca, F.S.C.B..
      a. Sacerdoti 279 ( 241 secolari e 38 regolari)
      b. Religiosi 63
      c. Religiose 267
      d. Diaconi 112

      Territorio

      L'estensione territoriale della diocesi è sensibilmente più ampia della provincia di Reggio Emilia; infatti oltre a comprendere tutti i comuni della provincia (ad esclusione di Rolo, appartenente alla diocesi limitrofa di Carpi) comprende altri territori ad est, che per la giurisdizione secolare appartengono alla provincia di Modena. Si tratta del popoloso comune di Sassuolo e frazioni dei comuni di Frassinoro (Fontanaluccia, Romanoro, Rovolo), Prignano sulla Secchia (Castelvecchio, Pigneto, Prignano, Saltino) e Montefiorino (Macognano).
      Sede vescovile è la città di Reggio Emilia ove sorge la cattedrale dedicata a Maria Assunta. Guastalla ospita la concattedrale dedicata ai SS. Pietro e Paolo.
      Il territorio conta parrocchie in 317, che danno origine a undici vicariati: Reggio Emilia, Rubiera-Scandiano, Correggio, Guastalla, Castelnovo di Sotto - Sant'Ilario d'Enza, Val d'Enza, Puianello, Sassuolo, Bismantova, Cervarezza e Villa Minozzo-Toano.

      Notizie storiche


      L'origine della diocesi di Reggio Emilia tradizionalmente viene datata alla fine del I secolo. La posizione centrale del territorio reggiano, equidistante da Milano e da Ravenna, fa pure ritenere che tanto la prima evangelizzazione quanto la prima strutturazione della Chiesa locale sia avvenuta sotto l’influsso delle Chiese milanese e ravennate.
      Secondo una tradizione non contestata, la riorganizzazione della Chiesa di Reggio e la collocazione di un vescovo in quella di Brescello sarebbe da attribuirsi al vescovo milanese sant’Ambrogio (374-397). Sarebbe stato lui a porre in Brescello il primo vescovo Genesio.
      Risale al 451 l’attestazione documentale del primo vescovo di Reggio, Favenzio, presente ad un sinodo milanese nel quale si condannavano le eresie nestoriana e monofisita. La sua sottoscrizione è seguita da quella di Cipriano, vescovo di Brescello.
      In epoca di dissoluzione dell’amministrazione imperiale romana, rifulge a Reggio la figura del vescovo san Prospero (461-483),padre dei poveri, supplente delle mancate magistrature civili della città e, dopo la morte, proclamato santo, suo celeste protettore. Con lui è proclamata santa la sua discepola Gioconda nella quale è ravvisabile il prototipo dell’Ordo Virginum che Ambrogio trova già costituito in Emilia. Beato sarà pure dichiarato il vescovo Tommaso (701-714ca) diffusore del culto di san Prospero. Sarà poi il vescovo Norperto (814-835) ad accogliere in Reggio, proveniente dal Golfo de La Spezia, il corpo di San Venerio, mentre il suo successore Adelardo (945-952) accoglierà i corpi dei santi Crisanto e Daria, completando così il quadro dei santi protettori della città e della Chiesa di Reggio.
      Con Carlo Magno si ha il primo documento che riporta la confinazione della Chiesa reggiana dal crinale appenninico al Po, unita nell’ortodossia (con i Longobardi anche Reggio aveva sperimentato l’arianesimo), il cui territorio va suddividendosi nelle pievi, molte delle quali, a somiglianza della chiesa urbana del vescovo (cattedrale), assumono la dedicazione alla B.V. Maria Assunta in cielo.
      Il vescovo Teuzone (979-1030) non solo raggiunge il pieno controllo delle varie chiese, ma viene ricordato per l’introduzione del monachesimo benedettino maschile in Reggio (monastero di San Prospero extra muros) che, insieme a quello dei monasteri fondati dai Canossani (Brescello 970-980, Canossa 1075, Marola 1102-1106) di impronta cluniacense, costituirà un sicuro veicolo della riforma gregoriana, nonché un prezioso strumento di rinnovamento dell’economia rurale a vantaggio della popolazione; di diffusione, attraverso le proprie scuole, dell’istruzione letteraria, artigianale e, in certo qual modo politica (è utile ricordare come le modalità del governo dell’abbazia avrà riflessi anche sul formarsi del governo civile, soprattutto in quello dei nascenti comuni urbani e rurali). La presenza benedettina, inoltre, consolida la crescente rete di ospitali che assiste poveri, ammalati, orfani, pellegrini e stranieri.
      La così detta lotta per le investiture vede al suo centro la Canossa della contessa Matilde “filia Petri” (1045-1115), sostenuta da vescovi di fulgente santità come Anselmo di Lucca amministratore della diocesi reggiana tra il 1082 e il 1085; di grande cultura e ortodossia come Eriberto (1085-1097); di prestigio popolare come Bonseniore (1098-1118). Essi risollevano la Chiesa reggiana dalle posizioni scismatiche, perché filo-imperiali, dei vescovi Gandolfo (1066-1082) e Ludovico (1094-1098).
      Diversi i vescovi che, tra i secoli XIII e XV, in periodi spesso turbati da guerre civili, calamità naturali o pestilenze, vengono ricordati come particolarmente distinti per iniziative di pacificazione, di carità e di riforma costante della Chiesa. Alcuni nomi: Nicolò Maltraversi (1211-1243), riformatore coraggioso e collaboratore diretto in iniziative della Santa Sede di livello internazionale; Lorenzo Pinotti (1363-1379) e Tebaldo da Sesso (1394-1439), che, in tempi estremamente calamitosi, si mostrano provvidenza pe i poveri e gli infelici; Battista Pallavicino (1444-466), dotto umanista,; Bonfrancesco Arlotti (1477-1508), che divide le sue cure tra i servizi diplomatici in Roma e l’attività pastorale vera e propria testimoniata dal suo Bullarium. Il fatto che a partire dal vescovo Serafino Tavani (1379-1387) i vescovi di Reggio inizino ad avere il titolo di “principi” è attestazione evidente di una prassi che contemplava anche il benessere sociale e la pacificazione come aspetto caritativo della loro azione pastorale.
      Il concilio di Trento, al quale la Chiesa di Reggio, anche in conseguenza della dominante situazione socio-culturale del tempo, giunge in condizioni di rilevante – ma non generalizzata – rilassatezza, ha un primo protagonista nel vescovo reggiano cardinale Marcello Cervini, deciso antesignano delle riforme promosse dal concilio stesso: formazione del clero e istituzione dei seminari; residenza obbligatoria del clero in cura d’anime; rinnovamento del patrimonio architettonico e artistico destinato al culto; riforma del culto stesso; ripresa degli studi teologici anche per superare tentativi di introduzione del calvinismo.
      Lenta, ma costante, la riforma tridentina raggiunge il suo culmine con i vescovi Ludovico Forni (1723-1750) e Gian Maria Castelvetri (1750-1785). Collegato ad essa è il trionfo del barocco. Il secolo XVIII si incammina a chiudersi con un clero secolare che tocca i mille sacerdoti per un territorio che dall’Appennino va a comprendere le basse reggiana e modenese e con una sovrabbondanza di monasteri maschili e femminili che, entro la sola cinta muraria di Reggio, raggiungono il numero di 29 per un totale stimabile in oltre cinquecento tra monaci monache.
      Con Castelvetri iniziano anche le riforme volute dagli ultimi due sovrani estensi, Francesco III ed Ercole III, tese a diminuire le persone e gli enti religiosi. Riforme che il vescovo Francesco Maria d’Este (1785-1821) riuscirà solo in parte ad attenuare, ma non a impedire. Il suo episcopato si collocherà fra i più tribolati della storia, coinvolto da riforme e persecuzioni, espropri di beni e laicizzazione dei governi rivoluzionari filofrancesi (1796-1814). Sotto di lui inizierà anche la restaurazione di Francesco IV d’Austria-Este che, sotto la veste di un benevolo e benefico aiuto alla Chiesa, verrà in realtà consolidando quello stretto rapporto fra Trono e Altare che, soprattutto dopo il 1848, renderà problematica la manifestazione del sincero patriottismo dei cattolici. Andando verso l’unificazione dell’Italia, operata manu militari fra il 1859 e il 1870, con pesanti espropriazioni dei beni ecclesiastici, il mondo cattolico – non solo reggiano – dovrà confrontarsi con un diffuso anticlericalismo connotato da un radicalismo anticristiano che dichiara (si veda L’Italia Centrale, anni 1860-1870) di voler sopprimere, con la Chiesa, anche la stessa fede in Gesù Cristo.
      Sono anni critici nei quali la difesa dell’esistenza e dell’indipendenza della Chiesa, nella persona del Sommo Pontefice, conduce i cattolici al non expedit quanto alla partecipazione alla politica nazionale (non a quella locale), favorendo l’accusa, rivolta ai cattolici stessi, di essere contro l’Italia, contro il progresso, contro la scienza. Accuse chiaramente smentite dalle loro iniziative sociali intraprese a seguito anche all’enciclica Rerum novarum di Leone XIII, poi dal superamento stesso del non expedit, già ai primi del secolo XX per tentativi (elezioni del 1906), poi definitivamente quando, al termine della Grande Guerra (1915-1918), il mondo cattolico entrerà decisamente nell’agone politico.
      Molto duri risultano, per la Chiesa reggiana, gli anni che congiungono i secoli XIX e XX. Essa si trova a combattere il socialismo prampoliniano, più che nella competizione delle opere sociali, nel tentativo dei socialisti di scalzare la Chiesa stessa definendosi essi i veri seguaci di Gesù descritto, per altro, come un semplice rivendicatore di giustizia sociale. In questo serrato confronto si inserisce un primo tentativo di costruire un socialismo politico cristiano (La Plebe), finito, in realtà, fagocitato dal partito socialista. Il positivismo del tempo, oltre a favorire il socialismo ateo, coinvolge alcuni esponenti del cattolicesimo nella corrente filosofico-teologica così detta modernista sostanzialmente tesa ad un vago teismo e alla negazione della Rivelazione e dell’intervento divino nella storia.
      La Chiesa reggiana supera queste crisi – come supera la crisi interna innescatasi sotto l’episcopato Marchi (1901-1910) – grazie ad esponenti del clero di grande formazione e senso ecclesiale (Emilio Cottafavi, Pietro Tesauri, Francesco Gregori, i fratelli Angelo e Giovanni Mercati, Antonio Colli, Raffaele Scapinelli); grazie all’impegno del laicato maschile e femminili organizzato nell’Azione Cattolica; grazie alla testimonianza di carità delle organizzazioni ecclesiali in favore dell’infanzia (la rete degli “asili” d’infanzia iniziata con l’asilo aportiano di Guastalla del 1842 e tuttora perdurante; scuole medie e superiori; ospedali, case di carità che si sorreggono in maggior parte grazie al personale fornito dalle nuove Congregazione religiose femminili, alcune di fondazione reggiana).
      Il lungo arco dell’episcopato di monsignor Eduardo Brettoni (1910-1045) affronta gli eventi più critici del secolo XX: la dittatura fascista, le guerre di Libia (1911-1912), d’Etiopia (1935-1936), la prima (1915-1918) e la seconda (1940-1945) guerra mondiale. Le sue lettere pastorali dettano la linea operativa della Chiesa: ritornare a Gesù Cristo. Particolarmente alta è la testimonianza del clero che, nel biennio finale della seconda guerra mondiale, conta dieci preti e un seminarista (il beato Rolando Rivi) uccisi e decine d’altri perseguitati e spesso ricercati a morte fondamentalmente in odium fidei (l’undicesimo verrà ucciso all’inizio dell’episcopato Socche). In questo periodo anche la diocesi di Guastalla ha un luminoso testimone della carità cristiana in don Pietro De Carli, ferocemente ucciso dalle milizie nazifasciste a Torre Paponi (IM) insieme a 26 suoi parrocchiani.
      Nella cronaca più recente si collocano gli episcopati di Beniamino Socche (1946-1965) ricordato per la lotta al materialismo ateo; di Gilberto Baroni (1965-1989) che vede la riunificazione delle diocesi di Reggio e Guastalla e la celebrazione dell’ultimo sinodo diocesano; Giovanni Paolo Gibertini (1989-1998); Adriano Caprioli (1998-2012) e, dal 29 settembre 2012, quello corrente di monsignor Massimo Camisasca.

      Accanto alla storia della diocesi di Reggio, si sviluppa quella della diocesi di Guastalla, su un territorio oggi costitutivo della provincia reggiana, ma, fino a tutto il 1847, appartenente a diversa entità statale. Scomparsa nel 603 la primitiva diocesi di Brescello (probabilmente trasferita a Parma), nel secolo IX, nel territorio di Guastalla, emerge una cappella dedicata a san Pietro che nel 980 è già trasformata in pieve soggetta al vescovo di Reggio e con Matilde (1101) è dipendente dal solo papa e, civilmente, dal solo re.
      Dalla diretta dipendenza dalla Santa Sede, confermata nel 1476 dal papa Sisto IV, nel 1575 nasce la diocesi abbaziale intitolata ai Santi Pietro e Paolo e inserita nella metropolia di Milano. Sede nella nuova chiesa urbana consacrata dieci anni prima da san Carlo Borromeo. Primo abate l’umanista Bernardino Baldi.
      Nel 1828, per interessamento della duchessa Maria Luigia d’Austria, si ha la trasformazione in diocesi vescovile. Primo vescovo il cappellano ungherese della duchessa, monsignor Janos Tamas Neuschel. Dopo di lui altri dodici vescovi che vedono l’ampliamento della diocesi con acquisizione di parrocchie reggiane, ma anche il crescente accomunarsi di problematiche pastorali con la diocesi di Reggio (socialsmo, protestantesimo, liberalismo anticlericale, formazione del clero). Con la morte di monsignor Angelo Zambarbieri (1960-1970) la diocesi viene dapprima affidata in amministrazione al vescovo di Reggio, poi unita a quella di Reggio nella nuova attuale diocesi di Reggio Emilia – Guastalla (1986).

      Serie dei Vescovi di Reggio Emilia


      · Protasio ? † (328 ?)
      · Cromazio ? † 345 ?)
      · Antonino ? † (362 ?)
      · Elia ? † (379 ?)
      · Santino ? † (396 ?)
      · Carosio ? † (413 ?)
      · Favenzio † (451)
      · Elpidio † (V secolo)
      · Prospero † (? - 25 giugno 466 ?)
      · Tommaso † (483)
      · Stefano † (511 ?)
      · Diodato o Deusdedit † (488 o 533 ?)
      · Lorenzo † (500 ?)
      · Teodosio o Teodoro † (554 o 555 ?)
      · Donodidio † (577 ?)
      · Adriano † (599 ?)
      · Benenato † (622 ?)
      · Paolo I † (644 ?)
      · Lupiano o Ulpiano † (666 ?)
      · Maurizio † (679 - 680)
      · Giovanni † (681 - 684 o 714)
      · Costantino † (690 ? o 715)
      · Beato Tommaso † (701 - 714 ?)
      · Sisto o Callisto † (726 ?)
      · Geminiano † (751 o 752 ?)
      · Apollinare † (756 - 781)
      · Adelmo † (781 - dopo l'800)
      · Norperto o Nodeberto † (814 - 835)
      · Vitale † (836 - 842)
      · Roberto † (842 - 844)
      · Sigifredo † (844 - 857)
      · Amon † (860)
      · Rotfrido † (864 - 874 ?)
      · Azzo I † (877)
      · Paolo II † (878 - 881)
      · Aronne † (881 - 885)
      · Adelardo † (890)
      · Azzo II † (890 - 899)
      · Pietro † (900 - 914/915)
      · Girardo o Gottardo † (914 - 920 o 930 ?)
      · Fredolfo ? † (920 ?)
      · Giberto † (940)
      · Aribaldo o Eriberto † (942 - 944)
      · Adelardo † (945 - 952)
      · Ermenaldo o Ermanno † (962 - 978/979)
      · Teuzone † (978/979 - 1030)
      · Sigifredo II † (1031 - 1041)
      · Condelardo † (1041 - ?)
      · Sifredo † (1046)
      · Adalberto † (1047 - 1049)
      · Conone † (1050)
      · Adalberio o Alberio † (1053 - 1060)
      · Volmaro † (1062 - 1065)
      · Gandolfo † (1065 - 1085 deposto)
      o Sant'Anselmo † (1082 - 1086) (amministratore apostolico)
      · Eriberto o Euberto † (1085 - 1092)
      · Lodovico † (1092 - dopo il 1093)
      · Bonseniore o Bonsignore † (1098 - 1118 o 1130)
      · Adelmo o Adelelmo † (1123 o 1130 - 1139)
      · Alberio † (1139 - 1163)
      · Albericone o Alberico † (1163 - 1187)
      · Pietro † (1187 - 1210)
      · Nicolò dei Maltraversi † (1211 - 1243)
      · Guglielmo da Fogliano † (1243 - 5 agosto 1283 deceduto)
      o Sede vacante (1283-1290)
      · Guglielmo da Bobbio, O.F.M. † (22 giugno 1290 - 3 settembre 1301 deceduto)
      · Enrico de Casalorci o Casalocci † (3 aprile 1302 - 1312)
      · Guido de Baisio † (1313 - 11 ottobre 1329 nominato vescovo di Rimini)
      · Guido Roberti † (1329 - 1332 nominato arcivescovo di Ravenna)
      o Tommasino Fogliani † (1334 - 1336) (amministratore apostolico)
      · Rolando Scarampi † (1336 - 1337)
      · Bartolomeo d'Asti † (1339 - 1362)
      · Lorenzo † (1362 - 1379)
      · Serafino Tavacci da Trino † (1379 - 1387 nominato vescovo di Santa Giusta)
      · Ugolino da Sesso † (24 luglio 1387 - 1394 o 1395 deceduto)
      · Tebaldo da Sesso, O.S.B. † (1394 o 1395 - 1439 deceduto)
      · Giacomo Antonio della Torre † (17 gennaio 1439 - 19 ottobre 1444 nominato vescovo di Modena)
      · Battista Pallavicino † (19 ottobre 1444 - 1466 deceduto)
      · Antonio Beltrando, detto Trombetta † (28 maggio 1466 - 5 maggio 1476 deceduto)
      · Bonfrancesco Arlotti † (9 luglio 1477 - 7 gennaio 1508 deceduto)
      · Gianluca Castellini † (1508 - 1510)
      · Ugo Rangone † (18 ottobre 1510 - 28 agosto 1540 deceduto)
      · Marcello Cervini (24 settembre 1540 - 29 febbraio 1544 nominato vescovo di Gubbio, poi eletto papa con il nome di Marcello II)
      · Giorgio Andreasi † (2 aprile 1544 - 22 gennaio 1549 deceduto)
      · Giambattista Grossi † (22 gennaio 1549 succeduto - 28 marzo 1569 deceduto)
      · Eustachio Locatelli, O.P. † (15 aprile 1569 - 14 ottobre 1575 deceduto)
      · Farncesco Martelli † (19 ottobre 1575 - 9 marzo 1578 deceduto)
      · Benedetto Manzoli † (9 aprile 1578 - 26 agosto 1585 deceduto)
      · Giulio Masetti † (7 ottobre 1585 - 2 settembre 1592 deceduto)
      · Claudio Rangone † (16 dicembre 1592 - 2 settembre 1621 deceduto)
      · Alessandro d'Este † (13 ottobre 1621 - 13 maggio 1624 deceduto)
      · Paolo Coccapani † (17 maggio 1625 - 26 giugno 1650 deceduto)
      · Rinaldo d'Este † (16 dicembre 1650 - 23 aprile 1660 dimesso)
      · Girolamo Codebò † (24 gennaio 1661 - 3 ottobre 1661 deceduto)
      · Gianagostino Marliani † (27 febbraio 1662 - 4 giugno 1674 deceduto)
      · Augusto Bellincini † (1674 - 20 luglio 1700 deceduto)
      · Ottavio Picenardi (14 marzo 1701 - dicembre 1722 deceduto)
      · Lodovico Forni † (12 maggio 1723 - 21 novembre 1750 dimesso)
      · Giovanni Maria Castelvetro † (7 dicembre 1750 - 4 aprile 1785 deceduto)
      · Francesco Maria D'Este † (26 settembre 1785 - 17 maggio 1821 deceduto)
      · Angelo Maria Ficarelli † (19 aprile 1822 - 5 giugno 1825 deceduto)
      · Filippo Cattani † (4 luglio 1826 - 7 gennaio 1849 deceduto)
      · Pietro Raffaelli † (20 aprile 1849 - 23 luglio 1866 deceduto)
      · Carlo Macchi † (27 marzo 1867 - 22 maggio 1873 deceduto)
      · Guido Rocca † (25 luglio 1873 - 26 gennaio 1886 deceduto)
      · Vincenzo Manicardi † (7 giugno 1886 - 20 ottobre 1901 deceduto)
      · Arturo Marchi † (16 dicembre 1901 - 29 aprile 1910 nominato arcivescovo di Lucca)
      · Eduardo Brettoni † (12 ottobre 1910 - 13 novembre 1945 deceduto)
      · Beniamino Socche † (13 febbraio 1946 - 16 gennaio 1965 deceduto)
      · Gilberto Baroni † (27 marzo 1965 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Reggio Emilia-Guastalla)

      Vescovi di Guastalla

      · Giovanni Tommaso Neuschel, O.P. † (30 settembre 1828 - 21 novembre 1836 nominato vescovo di Borgo San Donnino)
      · Pietro Giovanni Zanardi † (21 novembre 1836 - 15 settembre 1854 deceduto)
      · Pietro Rota † (23 marzo 1855 - 27 ottobre 1871 nominato vescovo di Mantova)
      · Francesco Benassi † (27 ottobre 1871 - 10 novembre 1884 dimesso)
      · Prospero Curti † (10 novembre 1884 - 1890 deceduto)
      · Andrea Carlo Ferrari † (23 giugno 1890 - 1º giugno 1891 nominato vescovo di Como)
      · Pietro Respighi † (14 dicembre 1891 - 30 novembre 1896 nominato arcivescovo di Ferrara)
      · Enrico Grazioli † (30 novembre 1896 - 15 aprile 1897 dimesso)
      · Andrea Sarti † (19 aprile 1897 - 29 aprile 1909 nominato vescovo di Pistoia e Prato)
      · Agostino Cattaneo † (15 marzo 1910 - 1923 deceduto)
      · Giordano Corsini † (23 maggio 1923 - 7 luglio 1932 dimesso)
      · Giacomo Zaffrani † (16 settembre 1932 - 6 maggio 1960 deceduto)
      · Angelo Zambarbieri † (6 maggio 1960 succeduto - 15 agosto 1970 deceduto)
      o Sede vacante (1970-1973)
      · Gilberto Baroni † (10 febbraio 1973 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Reggio Emilia-Guastalla)

      Vescovi di Reggio Emilia-Guastalla


      · Gilberto Baroni † (30 settembre 1986 - 11 luglio 1989 ritirato)
      · Giovanni Paolo Gibertini, O.S.B.† (11 luglio 1989 - 27 giugno 1998 ritirato)
      · Adriano Caprioli (27 giugno 1998 - 29 settembre 2012 ritirato)
      · Massimo Camisasca, F.S.C.B., dal 29 settembre 2012
      ·
      VESCOVO DIOCESANO

      Breve profilo di Mons. Massimo Camisasca


      Massimo Camisasca è nato il 3 novembre 1946 a Milano. Dai suoi genitori Mariangela Tufigno, insegnante alle scuole elementari, ed Ennio, impiegato comunale, riceve fin da piccolo un’educazione alla fede cattolica profonda e ricca di amore alla Chiesa. Ha un fratello gemello di nome Franco.
      All’età di quattordici anni incontra al liceo Berchet di Milano don Luigi Giussani, che sarà il fondatore di Comunione e Liberazione, movimento nel quale, negli anni successivi, ricoprirà importanti cariche di responsabilità. Nel 1965 diventa uno dei responsabili della Gioventù Studentesca milanese e due anni più tardi entra a far parte della presidenza diocesana dell’Azione Cattolica giovanile, di cui sarà presidente diocesano dal 1970 al 1972. Laureatosi in Filosofia all’Università Cattolica di Milano con una tesi in Storia della Teologia su Y. Congar, inizia il suo insegnamento di storia, filosofia e religione prima nei licei milanesi, poi all’Università Cattolica di Milano, dove sarà assistente alla cattedra di Filosofia della religione.
      Nei primi anni Settanta entra nel seminario della Comunità Missionaria “Paradiso” a Bergamo e nel 1975 viene ordinato sacerdote. Successivamente diventa responsabile della Pastorale Scolastica della Diocesi di Bergamo e dal 1978 è trasferito a Roma per curare le relazioni tra Comunione e Liberazione e la Santa Sede, lavoro che lo terrà impegnato per quindici anni.
      Nel 1987 ottiene la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense con una tesi su sant’Agostino. Dal 1989 al 1996 ricopre la cattedra di gnoseologia e metafisica presso l’Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, a Roma, del quale è vice-preside dal 1993 al 1996. Nel 1990 viene nominato Cappellano di Sua Santità. Nei primi anni Novanta partecipa come perito all’VIII e come uditore alla IX Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi e nel 1996 viene nominato Prelato d’onore di Sua Santità. Ha dato alle stampe numerosi articoli di pastorale, filosofia e teologia sui più importanti quotidiani italiani. È stato redattore della rivista internazionale di teologia Communio. Ha collaborato a diverse trasmissioni RAI, sia come redattore che come commentatore televisivo. È autore di oltre cinquanta libri, tradotti in inglese, spagnolo, tedesco, francese, portoghese e russo. Nel 1985 fonda la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, Società di Vita Apostolica di diritto pontificio. Tale comunità, formata da 110 sacerdoti e 40 seminaristi, è presente in diciassette paesi di quattro continenti. Di essa è stato Superiore Generale dalla fondazione al settembre 2012.
      Il 29 settembre 2012 è stato nominato da Sua Santità Benedetto XVI Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla. Riceve l’ordinazione episcopale il 7 dicembre successivo, nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, dal cardinale Carlo Caffarra, coconsacranti l’arcivescovo Adriano Bernardini ed il vescovo Adriano Caprioli. Il 16 dicembre 2012 prende possesso canonico della diocesi, nella cattedrale di Reggio Emilia.
      Monsignor Camisasca ha pubblicato due lettere pastorali, Il dono del diaconato permanente (2014) e Vieni e vedrai (2016), sul tema della vocazione.
      Il 13 maggio 2017 ha consacrato la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla al Cuore Immacolato di Maria.

      Patroni

      PATRONI PRINCIPALI DELLA DIOCESI

      24 novembre - SAN PROSPERO, vescovo, patrono principale della Città di Reggio e della Diocesi
      4 ottobre - SAN FRANCESCO D’ASSISI, patrono d’Italia - patrono principale della Città di Guastalla e della Diocesi
      29 aprile - BEATA VERGINE DELLA GHIARA, patrona della Città di Reggio e della Diocesi
      7 febbraio - BEATA VERGINE DELLA PORTA, patrona della Città di Guastalla e della Diocesi
      COMPATRONI DI REGGIO E DELLA DIOCESI - SANTI CRISANTO E DARIA martiri, SAN VENERIO abate, SANTA GIOCONDA vergine, BEATA GIOVANNA SCOPELLI, vergine

      Santuari diocesani

      Beata Vergine della Ghiara (Reggio Emilia)
      Beata Vergine della Porta (Guastalla)

      (Notizie tratte e rielaborate dal sito diocesano e da Cathopedia)






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  3. #3
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    Atto di omaggio a Maria SS.

    Atto di omaggio alla Madonna dorata della Cattedrale


    Sì è rinnovato anche il 1 gennaio 2021 l’atto di omaggio alla statua della Madonna dorata collocata sul tiburio della Cattedrale in piazza Prampolini a Reggio Emilia. Per evitare assembramenti l’evento non è stato reso pubblico, ma ha visto come ogni anno la partecipazione dei Vigili del Fuoco reggiani che hanno deposto una corona floreale ai piedi della statua realizzata da Bartolomeo Spani. La preghiera di affidamento a Maria Santissima, Madre di Dio, nella Giornata Mondiale per la Pace, è stata guidata dal Vicario Generale della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla monsignor Alberto Nicelli. L’atto di omaggio è stato preparato dall’Ufficio Liturgico della diocesi diretto da don Matteo Bondavalli il quale ha letto alcuni brani tratti dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale per la Pace quest’anno dedicata al tema: “La cultura della cura quale percorso di pace”

    (Dal sito diocesano che riporta l'articolo pubblicato da "La Libertà")

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  4. #4
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    Solennità dell'Epifania

    Epifania del Signore - Festa dei Popoli



    Mercoledì 6 gennaio, Giornata Missionaria dei Ragazzi, alle ore 11.30 nella Cattedrale di Reggio Emilia si terrà la solenne celebrazione eucaristica, "Epifania dei Popoli".
    Presiederà Monsignor Alberto Nicelli, Vicario Generale.
    Sarà dato l'annuncio della Pasqua 2021.
    Sono previsti canti, letture e preghiere nelle lingue proprie delle comunità presenti nella Diocesi.


    (Dal sito diocesano)

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  5. #5
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    Attivazione centro di ascolto

    Attivazione dell’ascolto per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili


    Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa (datato 1 gennaio 2021, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio) diffuso agli organi di informazione dal dottor Corrado Zoppi, portavoce della Commissione diocesana per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili.

    Il Vescovo Mons. Massimo Camisasca, d’intesa con la Commissione, ha deliberato l’attivazione del centro di ascolto per la segnalazione di casi di abuso, secondo le Linee guida della Conferenza episcopale italiana.
    Nei prossimi giorni sarà infatti a disposizione il seguente numero telefonico:
    +39 389 19 74 767 attivo in determinate fasce orarie, rese note nella Sezione Tutela dei Minori del sito della Diocesi.
    A tale utenza potrà essere inviato un sms o un messaggio vocale con la richiesta di essere contattati; l’incaricato del servizio avrà cura di fornire riscontro indicando data e luogo del colloquio destinato all’ascolto e alla raccolta di eventuale documentazione.

    La Commissione, insieme al Vescovo, analizzerà quanto pervenuto, tenendo a rilievo le regole di riservatezza, tutela delle persone e, in assoluto, i principi della giustizia da esercitare in ambito ecclesiale e civile.
    Come si ricorderà, la Commissione è stata istituita un anno or sono ed ha lo scopo di ascoltare ed accogliere eventuali vittime e/o segnalazioni di abuso e di promuovere, nella pastorale corrente, la prevenzione attraverso interventi formativi, come ha ripetutamente dichiarato Papa Francesco.
    Ne fanno parte, anche quale presidente, la dr.ssa Maria Stella D’Andrea, designata altresì referente diocesano per la tutela dei minori, il dr. Francesco Zappettini vice-presidente, il dr. Corrado Zoppi portavoce, entrambi esperti in ambito psicologico, la dr.ssa Margherita Bonacini, pedagogista, l’avv. Giorgio Notari e il canonista Don Andrea Pattuelli.
    In questi mesi la Commissione ha svolto sessioni di studio, anche attraverso incontri con le altre Commissioni Diocesane guidati da Mons. Lorenzo Ghizzoni, presidente del Servizio Nazionale CEI per la Tutela dei Minori. Particolare attenzione è stata posta alla formazione degli operatori pastorali che a vario titolo sono impegnati nei diversi servizi educativi.

    Il Vescovo continuerà a seguire con assiduità l’attività del centro di ascolto e della Commissione.
    Fonti: "La Libertà" del 7.01.2021 e sito diocesano
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  6. #6
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    Lutti nel clero

    Due esemplari figure di sacerdoti hanno raggiunto la Casa del Padre


    Si è spento don Ideo Iori, sacerdote e infermiere

    I funerali, presieduti dal Vescovo Massimo, avverranno l’8 gennaio alle ore 15 a Villarotta di Luzzara
    Nel primo pomeriggio del giorno dell’Epifania 2021 (6 gennaio), nella Casa del Clero “San Giuseppe” di Montecchio Emilia, è morto don Ideo Iori, sacerdote guastallese. Don Ideo si è spento pochi giorni prima del suo 87esimo compleanno che avrebbe festeggiato l’11 gennaio. Era nato nel 1934 a San Martino di Guastalla.


    Si è spento don Luigi Gianferrari, parroco emerito del “Preziosissimo Sangue”

    I funerali, presieduti dal vescovo Massimo, avranno qui luogo venerdì 8 gennaio alle ore 9.30
    Un nuovo lutto ha colpito la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla all’inizio di questo anno, dopo la morte di don Artoni. Si tratta di un altro sacerdote novantenne, don Luigi Gianferrari, parroco emerito della comunità del “Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo” al Belvedere, in via Martiri della Bettola a Reggio Emilia.
    Il decesso – a causa di un aggravamento generale delle condizioni di salute, nonostante un recente ricovero ospedaliero e senza attinenza con il coronavirus – è avvenuto intorno alle 9.30 di martedì 5 gennaio 2021, nella Casa del Clero “San Giuseppe” di Montecchio Emilia, ove don Gianferrari
    era ospite.

    (Fonte: sito della Diocesi)
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  7. #7
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    In preghiera comune

    Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani


    Dal 18 al 25 gennaio alimentiamo la preghiera per l’unità dei cristiani

    Pur essendo in un periodo di pandemia, non avendo la possibilità di incontrarci per la preghiera comune, per la reciproca conoscenza e per lo scambio della propria ricchezza di fede, come è avvenuto negli anni precedenti, nulla però ci sottrae dal sentirci uniti nell’ascolto della Parola del Signore, nella preghiera, nell’intensificare il cammino di unità per la quale tanto ha pregato Gesù domandando “che tutti i suoi discepoli siano una sola cosa” (Gv 17,21).
    Lo faremo anche questo anno, durante la storica settimana iniziata già nel 1898 da padre Paul Wattson, accolta in piena comunione con la Chiesa di Roma nel 1909 da san Pio X e continuata ancora nelle chiese dai fedeli cattolici, protestanti, anglicani, ortodossi che potranno partecipare, e lo faremo durante le nostre celebrazioni liturgiche, specialmente domenica 24 gennaio, anche se non ci sarà una Veglia apposita diocesana in Cattedrale a Reggio, per le ovvie normative vigenti.
    La preghiera verterà sull’ascolto e sulla riflessione a partire da quanto l’Ufficio della CEI per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso ha offerto, con relativo sussidio che verrà inviato ad ogni parroco o moderatore di unità pastorale dalla segreteria della Curia.
    Inoltre nella trentaduesima Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, 17 gennaio 2021, la Commissione diocesana propone una riflessione su “Il libro del QOHELET (Ecclesiaste)” introdotta dal professor Gianpaolo Anderlini in modalità WEBINAR domenica 17 gennaio 2021 alle ore 20.30 all’indirizzo web https://meet.google.com/otk-itoe-cah

    (Dal sito diocesano)
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  8. #8
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    Lutti nel clero

    Morto don Bruno Zinani, parroco emerito di Cavazzoli

    I funerali si sono svolti giovedì 14 gennaio alle ore 14 nella chiesa di Cavazzoli

    Un altro lutto ha colpito la Chiesa di Reggio Emilia – Guastalla, è il quarto da inizio 2021. Martedì 12 gennaio è morto don Bruno Zinani, parroco emerito di Cavazzoli.Al sacerdote è stata diagnosticata una infezione da coronavirus sabato 2 gennaio. La prima settimana di malattia don Zinani l’ha trascorsa in casa, nella canonica di Cavazzoli. Sabato 9 gennaio, a seguito di una crisi respiratoria, è stato ricoverato nell’ospedale “Cesare Magati” di Scandiano dove è iniziata la sua agonia. Sì è spento alle 23 di martedì 12 gennaio.Nelle ultime ore di vita ha ricevuto il conforto di don Andrea Cristalli, cappellano Covid a Scandiano. “Sono rimasto insieme a don Bruno fino alle 21, l’ho trovato molto tribolato, ha passato dei giorni impegnativi. Oggi abbiamo pregato e gli ho tenuto la mano a nome di tutti i fratelli con cui ha condiviso il ministero”.Don Bruno è morto all’età di 91 anni, era nato il 22 aprile 1929 a San Savino di Castelnovo Sotto.E’ stato ordinato nello stesso anno di Camillo Ruini, poi diventato cardinale, al quale era legato da profonda amicizia.Ha ricevuto l’ordinazione presbiterale in Ghiara il 4 luglio 1954.Il suo primo incarico da presbitero lo ha portato a servire la comunità di Rubiera come vicario cooperatore (dal 1954 al 1961). In seguito don Bruno è stato vicario cooperatore nelle parrocchie di Regina Pacis in città (1961-1962) e di Bibbiano (1962-1963).Nel 1964 don Zinani è diventato parroco della comunità di Ognissanti a Cavazzoli, incarico che ha mantenuto per quasi 50 anni fino al 2013. Era legatissimo alla comunità di Cavazzoli che era la sua casa, la sua famiglia e il suo mondo.


    Pubblicato il
    13 .01.2021 in "La Libertà" - Settimanale diocesano e ripreso dal sito diocesano
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  9. #9
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    News diocesane

    In Diocesi saranno attivati venti posti del Servizio Civile

    I progetti attivati dalla Caritas reggiano-guastallese. Domande entro il 15 febbraio 2021 alle ore 14

    Nell’ambito del bando di Servizio Civile Universale 2020-2021, la Caritas diocesana ha 20 posti disponibili tra Reggio Emilia e provincia, suddivisi in 4 progetti come di seguito specificato.
    CROCEVIA DI STORIE – Animazione culturale verso minori
    Granello di Senapa (via Vittorio Veneto 6, Reggio Emilia) 2 posti

    AMICHE GENIALI – Assistenza donne con minori a carico e donne in difficoltà
    Coop Madre Teresa – Casa di accoglienza di Rivalta 1 posto
    Coop Madre Teresa – Casa di accoglienza di Cogruzzo 1 posto
    Rabbunì libera associazione di volontariato (Novellara) 2 posti
    Centro di aiuto alla vita (Reggio Emilia) 2 posti

    PIEDI PER TERRA E CUORE IN CIELO – Animazione culturale verso minori
    Oratorio Don Bosco (via Adua, Reggio Emilia) 4 posti
    Oratorio Sant’Ilario d’Enza 2 posti
    Oratorio San Polo d’Enza 2 posti

    MANO NELLA MANO – Assistenza disagio adulto
    Nuovamente (via Meucci, Reggio Emilia) 2 posti
    Caritas funzione accoglienza (Reggio Emilia) 2 posti

    Per avere maggiori informazioni sui progetti della Caritas di Reggio Emilia-Guastalla è possibile contattare Valentina Ronzoni o Alessandro Raso al numero di telefono 338.6256715 o all’indirizzo e-mail serviziocivile@caritasreggiana.it.

    SCHEDA SUL SERVIZIO CIVILE
    Il servizio civile è un’opportunità per i giovani dai 18 ai 28 anni per vivere un’esperienza di crescita nell’incontro con le povertà, un anno da dedicare agli altri e a se stessi per condividere, formarsi e fare esperienza con altri giovani. L’impegno per i giovani selezionati sarà di 25 ore a settimana per 12 mesi, con avvio previsto a maggio 2021. Le ore di servizio comprenderanno un percorso di formazione. I giovani riceveranno un compenso mensile di 439,50 euro.
    I progetti sono rivolti ai cittadini italiani, ai cittadini comunitari e ai cittadini stranieri (già residenti o domiciliati in Italia e in regola con la vigente normativa per il soggiorno in Italia) di età compresa tra i 18 e i 29 anni (non compiuti all’atto della domanda). Fino al 15 febbraio 2021 alle ore 14 si svolge la fase informativa e di presentazione delle domande.
    Le domande vanno presentate esclusivamente attraverso il portale dedicato https://domandaonline.serviziocivile.it/, indicando il nome del progetto e la sede per la quale ci si intende candidare.
    Per accedere al portale è necessario essere in possesso dello SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale); maggiori informazioni su https://www.spid.gov.it/.
    Si consiglia inoltre di informarsi prima della presentazione della domanda partecipando agli Infoday (online) in programma (si veda la locandina) e visitando le sedi di interesse per una migliore scelta (concordando prima un appuntamento).

    (Fonte: sito della Diocesi)
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  10. #10
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    Lutto nel clero

    Si è spento don Bruno (Pino) Brugnoli, parroco di Dinazzano




    25 gennaio 2021



    I funerali, presieduti dal vescovo Massimo, sono fissati per mercoledì 27 gennaio alle ore 15

    Lunedì 25 gennaio, poco dopo le 8, si è spento don Bruno Brugnoli, detto Pino. È il quarto decesso tra i sacerdoti della diocesi nel 2021 e il sesto presbitero diocesano a morire per Covid-19 dall’inizio della pandemia.
    Don Pino è stato ricoverato all’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia il 3 gennaio 2021 poiché la sua situazione sanitaria era compromessa da precedenti problemi cardiaci. Nel corso della sua degenza all’ospedale di Reggio don Brugnoli ha ricevuto più volte la visita di don Pietro Adani, vicario episcopale per il coordinamento degli Uffici pastorali e cappellano Covid a Reggio dal 1° al 24 gennaio. “Ho trascorso in preghiera insieme a don Pino il pomeriggio di ieri, fino a sera”, ha detto don Pietro. “C’era insieme a noi anche don Matteo Galaverni che prosegue ora al mio posto il servizio come cappellano Covid in Ospedale. Ogni giorno don Pino si è accostato all’Eucaristia e ha ricevuto cosciente i Sacramenti con la confessione generale. Ha offerto le sofferenze per i suoi parrocchiani e per i giovani in particolare. Mi ha anche detto che nella sua vita ha sempre cercato di amare tutti”.
    In queste ultime settimane la salute del sacerdote si è sempre più aggravata e così anche le sue fatiche. “Accoglieva con gioia le videochiamate, parlava ogni giorno con il nipote Derik e poi ha potuto salutare, sempre tramite tablet, il vescovo Massimo, monsignor Alberto Nicelli, don Alessandro Ravazzini e don Luigi Rossi. In quei momenti i suoi occhi vivaci si rianimavano e gli tornava il sorriso”. Sabato 23 gennaio, quando ormai i sanitari avevano capito che la morte di don Brugnoli era vicina, hanno acconsentito ad un ultimo saluto da parte del nipote che lo ha potuto incontrare nella notte. Derik ha salutato lo zio sacerdote anche da parte della madre Fermina (sorella di don Pino), della moglie Dina e del figlio Federico.
    Don Brugnoli era nato il 6 marzo del 1943 a Villa Seta ed ha ricevuto l’ordinazione presbiterale il 9 giugno del 1968. Ha trascorso i primi dieci anni di ministero come vicario cooperatore nella parrocchia di San Francesco da Paola a Ospizio in città. Dal 1978 al 2002 ha guidato la comunità di Castellarano e successivamente quella di Dinazzano per quasi venti anni.
    Durante il ricovero i suoi parrocchiani gli hanno fatto pervenire via mail in Ospedale i disegni di alcuni bambini che il personale del reparto di Medicina d’Urgenza ha stampato e gli ha consegnato. “Tutto il personale sanitario si è sempre mostrato molto attento e disponibile nei suoi confronti, sottolinea don Pietro, tutti hanno avuto una notevole attenzione. Dal canto suo don Brugnoli, anche nell’agonia e nella sofferenza di questi ultimi giorni, si è sempre mostrato docile alle cure. Desidero davvero ringraziare medici, infermieri e operatori per le attenzioni che hanno avuto nei confronti di don Pino e che hanno nei confronti di tutti i malati”.
    I resti mortali di don Brugnoli giungeranno nel pomeriggio di martedì 26 gennaio presso la chiesa parrocchiale di Dinazzano, dove, alle ore 20.30, verrà recitato il Rosario.
    La Celebrazione esequiale, presieduta dal vescovo Massimo Camisasca, si terrà mercoledì 27 gennaio alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di Dinazzano. In base alle vigenti disposizioni di sicurezza saranno ammesse all’interno della chiesa 70 persone. La salma riposerà, in attesa della Risurrezione, nel cimitero di Castellarano.

    - Dal sito diocesano che riporta l'articolo pubblicato su "La Libertà" (on line), settimanale diocesano -



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