Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla - 2021

  1. #41
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    Assunzione di Maria: il Vescovo Massimo celebrerà nella suggestiva chiesa di Pianzo




    Domenica 15 agosto, alle ore 10, il Vescovo presiede la Messa nella solennità dell’Assunzione di Maria a Pianzo (Casina).

    (Fonte: sito della Diocesi)

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  2. #42
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    Il pensiero del Vescovo

    Vicinanza ai nostri fratelli dell’Afghanistan -
    Caritas mobilitata






    20 agosto 2021





    Tutto il mondo segue con apprensione gli avvenimenti che, durante questi ultimi giorni, hanno segnato la regione dell’Afghanistan. Dopo una guerra di venti anni, dai costi umani ed economici incalcolabili, il ritiro delle forze armate statunitensi lascia il Paese in un tragico baratro.
    Saranno i più deboli a pagare un prezzo altissimo. Decine di migliaia di persone sono in fuga dalle loro case, mentre i talebani occupano, oltre alla capitale, quasi tutto il Paese. Assieme al personale delle ambasciate, anche i pochissimi sacerdoti, religiosi e religiose che si trovano a Kabul si stanno preparando al rientro obbligato.
    All’Angelus del 15 agosto Papa Francesco ha auspicato che «la martoriata popolazione di quel Paese, uomini, donne, anziani, bambini» possa «ritornare alle proprie case, vivere in pace e sicurezza nel pieno rispetto reciproco». Il Vescovo Massimo ha seguito nella preghiera ciò che sta accadendo. Ci ha rilasciato questa dichiarazione: «Tutto il bene seminato in questi 20 anni in Afghanistan (penso, per esempio, alla presenza italiana e al sacrificio di 50 nostri fratelli) non sarà senza frutto, anche se non possiamo valutare i tempi e i modi di tale fioritura. Purtroppo anche il male fatto gli errori commessi non saranno senza conseguenze: chi, durante questi 20 anni, ha seminato morte, distruzione e odio ha inaugurato una lacerazione che sarà difficile rimarginare. Invito tutte le comunità cristiane della nostra Chiesa ad unirsi, domenica prossima, alla preghiera della Chiesa italiana, affinché nasca una nuova epoca di conoscenza e di ascolto dei differenti volti di quel popolo e, soprattutto, un tempo di educazione attraverso le scuole e di libertà religiosa e culturale».
    Come Caritas Italiana e diocesana accompagneremo questo Paese e i suoi abitanti, attraverso la rete solidale di Caritas Internationalis, già attiva per l’accoglienza dei profughi in Pakistan dalle primissime ore.
    Esprimiamo profonda preoccupazione per tutta la popolazione afgana ed in modo particolare per le donne e le minoranze, tra le quali non possiamo dimenticare le piccole ma attivissime comunità cristiane ancora presenti.
    Il Vescovo ci ha assicurato l’interessamento attivo della nostra Diocesi affinché, in accordo con Caritas Italiana e con le amministrazioni locali, si possa dare un concreto contributo per accogliere famiglie di profughi provenienti da quelle terre.

    Si ricorda che è già possibile contribuire economicamente con offerte che andranno a sostenere progetti in loco della rete Caritas ed eventuali accoglienze sui nostri territori.

    Info su www.caritasreggiana.it

    Caritas diocesana
    Reggio Emilia-Guastalla

    - Fonte: sito della Diocesi -


    Virtus ex Alto

  3. #43
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    L’anno pastorale si apre in Ghiara: diretta diocesana - Le celebrazioni in onore della B.V. della Ghiara




    Tratto da La Libertà n. 28

    30 agosto 2021






    Mercoledi 8 settembre alle ore 11 nella Basilica della Ghiara a Reggio Emilia (foto) si terrà la solenne Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Massimo Camisasca con l’apertura del nuovo anno pastorale. Sarà il culmine della 42a sagra cittadina della Giareda.

    La celebrazione dell’8 settembre sarà trasmessa in diretta a cura del Centro diocesano Comunicazioni sociali e si potrà seguire sia in tv su Teletricolore (canale 10) sia in streaming sul canale YouTube La Libertà Tv.


    FONTE: sito della Diocesi
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  4. #44
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    "assieme a voi durante questi anni ho voluto guardare ad essa nell’ottica delle persone, della comunione, del popolo di Dio, del Corpo di Cristo. sono stati per me interessanti soprattutto le relazioni tra battezzati, in cui ciascuno è al servizio della vocazione dell’altro."

    Omelia del Vescovo Massimo per la festa della Natività della B.V. Maria.
    Inizio del nuovo anno pastorale



    Basilica della B.V. della Ghiara
    08-09-2021


    Cari fratelli e sorelle,
    con la festa di oggi inizia il decimo anno che posso vivere con voi. Se ripercorriamo assieme questo tempo, anche attraverso le parole che vi ho rivolto proprio in questa occasione, vediamo delinearsi una visione e una esperienza pastorale particolare, su cui desidero soffermarmi.
    Mentre in generale la pastorale è stata concepita privilegiando il suo aspetto organizzativo (gli uffici, gli impiegati, i piani pastorali,…), assieme a voi durante questi anni ho voluto guardare ad essa nell’ottica delle persone, della comunione, del popolo di Dio, del Corpo di Cristo. sono stati per me interessanti soprattutto le relazioni tra battezzati, in cui ciascuno è al servizio della vocazione dell’altro. Nel rispetto delle differenze, dei doni di ciascuno, dei diversi compiti nella Chiesa. Senza nessuna paura di guardare all’esperienza della autorità e dell’obbedienza, non riducendole ad esperienze negative, di supremazia o di autocrazia.
    Questa è l’ottica con cui abbiamo guardato assieme al nascere e crescere delle unità pastorali, con cui abbiamo sperimentato il rapporto tra sacerdoti, diaconi e laici, con cui abbiamo aiutato il crescere della responsabilità missionaria nella nostra Chiesa.

    Sta davanti a noi un cammino sinodale. A questo tema dedicherò l’omelia di oggi. Perché questo cammino sinodale? Perché ora? Chi lo ha voluto? Che cosa ci chiede e quali sono i primi passi che dobbiamo compiere?
    “Sinodalità” per la Chiesa è un termine assieme antico e recente. Antico, perché connesso alla storia dei sinodi diocesani e regionali che hanno segnato tutta quanta la vicenda della Chiesa latina. Un significato differente invece tale parola ha nella Chiesa orientale: la sua vita non prevede la figura di Pietro, si regge su una struttura sinodale che raccorda i vescovi tra loro aiutandoli a un cammino comune.
    Recentemente Papa Francesco, a partire dall’Evangelii Guadium e in alcuni interventi rivolti sia alla Chiesa italiana che alla Chiesa universale, ha ridato a questo tema una rinnovata grande importanza. Che cosa ci ha voluto dire? Il termine “sinodo” sta in un rapporto stretto e significativo con tutta la vita della Chiesa. La parola italiana ricalca letteralmente una espressione greca composta di due termini: SYN che vuol dire assieme e ODÓS che vuol dire strada. Sinodo significa dunque camminare assieme.
    «Chiesa e Sinodo sono sinonimi»[1], ha scritto san Giovanni Crisostomo. Comprendiamo bene questa sua espressione così forte se riandiamo a tutto ciò che in questi anni abbiamo imparato a riguardo del tema della comunione. Essere comunione vuol dire camminare assieme, perché siamo stati rigenerati da un unico Spirito, inseriti in un unico Corpo, diretti verso un’unica meta, animati da un’unica fede e abitati da un’unica carità, spinti da un’unica speranza. Abbiamo tutti la stessa missione la quale rivela la nostra comune dignità di figlio di Dio e la nostra comune vocazione.
    Camminare assieme, con chi e verso dove? Il primo significato, quello più profondo, della parola Sinodo, significa camminare assieme a Dio. In questo senso l’espressione Sinodo è letteralmente identica all’espressione comunione: camminare assieme a Dio e camminare insieme verso Dio. Questo è il significato fondamentale della parola Sinodo che vorrei tutti meditassimo.
    Da parte nostra camminare assieme a Dio implica innanzitutto la nostra conoscenza di lui e della sua opera, entrare in rapporto con Lui e con la sua storia di Alleanza, con l’antico e il nuovo Patto, con la vita di Gesù, con la storia della Chiesa. Camminare assieme a Dio vuol dire conoscerlo, amarlo, chiamare tutti a questa Alleanza.
    Dio è il grande sconosciuto del nostro tempo. Percorrere un cammino sinodale significa conoscere Dio attraverso la preghiera, i sacramenti, la meditazione della sua Parola, di quella dei Padri della Chiesa e dei padri spirituali. Conoscere Dio attraverso i fratelli: non dobbiamo mai dimenticare che la Chiesa è la Trinità nel tempo. Il Concilio Vaticano II[2] ha sottolineato l’importanza del sensus fidei fidelium: il popolo di Dio, nel suo insieme, guidato dagli apostoli, non può errare nel credere. In ogni epoca la Chiesa è chiamata ad approfondire la propria tradizione affinché tutto il popolo santo di Dio cresca nella comprensione e nell’esperienza della vita cristiana[3]. Tutte le volte che papa Francesco ha parlato di questo, ha messo in guardia da una identificazione fra la Chiesa e i dinamismi della democrazia imperniati sul principio della maggioranza. Il sensus fidelium non coincide necessariamente con ciò pensa la maggioranza dei fedeli. Esso nasce dalla adesione convinta e rinnovata a ciò che la Tradizione degli apostoli, ricevendolo da Cristo, ha affidato a tutto il popolo di Dio come beni da accogliere e rinnovare. L’ascolto non è dunque finalizzato alla conoscenza di cose nuove, ma di una nuova intelligenza della verità perenne.
    Il secondo significato della parola Sinodo è camminare con Cristo. È lui che ci invita a seguirlo. È lui che nel vangelo ha detto tante volte: “venite con me”, venite dietro a me”, “seguitemi”. “State con me”. Io sono con voi fino alla fine dei tempi(cfr. Mt 28,20). Cristo si è definito la via: è lui dunque la strada che ci fa uscire dal male, dalla menzogna, dalla solitudine. È la strada permanente di relazioni buone e vere.
    In terzo luogo, Sinodo vuol dire camminare tra noi fratelli. Qui forse si misura l’aspetto più delicato del cammino sinodale. Camminare con Dio può sembrarci facile, camminare con Cristo può sembrarci possibile, ma camminare assieme tra noi sembra il più delle volte un’impresa veramente ardua. Se ci guardiamo gli uni gli altri, vediamo non soltanto le nostre benefiche differenze, ma anche le nostre chiusure, le nostre rivalità, tensioni, campanilismi, paure. Camminare assieme implica una vera e propria conversione. Eppure essa è necessaria: non c’è gioia senza conversione. Attraverso il cambiamento di mentalità scopriamo che Dio nel suo progetto originario ha voluto creare un popolo, ha sempre perdonato chi si è allontanato, ha radunato chi si è disperso, ha rianimato chi ha peccato. Oltre al cammino tra voi fratelli, il Sinodo è un cammino verso i fratelli, verso quelli che non conoscono Cristo. La vita di Dio è così radicata nelle profondità dell’uomo, la sua attesa è così intima dentro ciascuno di noi che non possiamo mai perderla definitivamente.
    Cammino sinodale vuol dire suscitare nelle persone la sete di Dio, affinché la riconoscano dentro di loro, svelare che Dio si è fatto uomo, chiamare ogni uomo a partecipare alla vita delle nostre comunità. Ma vuol dire anche ascoltare le attese e le domande degli uomini, le loro critiche, le loro delusioni, i loro scandali.
    Quali sono i passi immediati che ci aspettano? Il Santo Padre Francesco ha chiesto a tutte le Chiese del mondo di compiere un cammino sinodale in preparazione al Sinodo dei vescovi che avrà come tema proprio Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione.
    Il 17 ottobre prossimo, assieme a tutte le Chiese del mondo, inaugurerò anche per la nostra Diocesi il primo anno di cammino, nominerò una persona responsabile e animatrice, assieme a un gruppo di presbiteri e laici. Per non disperderci in mille strade decideremo alcuni luoghi privilegiati in cui ascoltare le attese che credenti e non credenti hanno nei confronti della Chiesa. Faccio alcuni esempi: i giovani, gli studenti universitari, i carcerati, le giovani famiglie, gli immigrati, il mondo della salute…
    Più avanti illustrerò a tutte le parrocchie questo itinerario che già fin da ora affido alla Madre di Dio e alla preghiera di tutti voi, affinché questo cammino sinodale sia una strada di rinnovamento della nostra Chiesa secondo il cuore di Dio e le necessità missionarie di questo tempo.
    [1] G. Crisostomo, Commento ai Salmi, 149.
    [2] Cfr. Concilio Ecumenico Vaticano II, Lumen Gentium, 12.
    [3] Cfr. Concilio Ecumenico Vaticano II, Dei Verbum, 8.



    Fonte: sito della Diocesi
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  5. #45
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    Nomine e trasferimenti in Diocesi




    12 settembre 2021





    In data 12 Settembre 2021 sono state comunicate alle comunità interessate e alla Diocesi tutta, le seguenti nomine di Mons. Vescovo:

    Parroci:

    DON ALBERTO DEBBI
    Parroco dell’Unità Pastorale n.19 “Beata Vergine delle Grazie”
    comprendente le parrocchie dei Santi Quirino e Michele Arc.,
    San Prospero V.”, San Donnino M. in Fazzano-San Pietro,
    Beata Vergine del Rosario (Madonna di Fatima) e San Biagio V.,
    appartenenti al territorio del Comune di Correggio.
    Fino ad ora Vicario parrocchiale della stessa Unità Pastorale.

    DON RICCARDO MIONI (FdC)
    – Parroco “in solidum” Moderatore,
    dell’Unità Pastorale n. 9 “Canali-Fogliano”
    comprendente le parrocchie di San Marco Ev. in Canali e
    San Colombano Ab. in Fogliano

    Parroco“in solidum” Moderatore di Sant’Ambrogio V. D. in Rivalta
    Attualmente Parroco dell’UP “Canali-Fogliano”
    e Amministratore parrocchiale di Rivalta.

    DON DAVIDE CASTAGNETTI (FdC)
    – Parroco “in solidum“,
    dell’Unità Pastorale n. 9 “Canali-Fogliano”

    comprendente le parrocchie di San Marco Ev. in Canali e
    San Colombano Ab. in Fogliano

    Parroco“in solidum” di Sant’Ambrogio V. D. in Rivalta
    Attualmente collaboratore pastorale dell’UP “Canali-Fogliano” e di Rivalta

    DON LUIGI ROSSI
    Parroco di Santa Maria Assunta in Dinazzano di Casalgrande,
    vacante per la morte di Don Pino Brugnoli
    Attualmente Parroco dell’UP “Maria, Regina della Pace”


    Collaboratori Pastorali:

    DON GIULIANO GUIDETTI
    Collaboratore di Santa Maria Assunta in Dinazzano di Casalgrande,
    Attualmente Collaboratore pastorale dell’UP “Maria, Regina della Pace”

    DON PAUL POKU KWAKU
    Collaboratore dell’Unità Pastorale n.40 “Terre del perdono” comprendente le parrocchie di San Polo d’Enza, Casale, Grassano, Ciano d’Enza, Canossa, Rossena, Cerredolo dè Coppi, Monchio delle Olle, Borzano d’Enza, Roncaglio, Selvapiana, Vedriano, Compiano e Pianzo.
    Fino ad ora Collaboratore pastorale dell’UP “Beata Vergine dell’Olmo”
    Risiederà presso la Canonica di Canossa (Ciano d’Enza).

    DON NICOLA RUISI (CSFC)
    Collaboratore dell’Unità Pastorale n.44 “Sassuolo”,
    comprendente le parrocchie di San Giorgio, Sant’Antonio, San Giovanni Newmann, Ancora, Braida e Madonna di Sotto in Sassuolo.
    Inoltre è Animatore Spirituale del Santuario del Beato Rolando Rivi in San Valentino in Castellarano
    Fino ad ora Aiuto festivo nella Parrocchia di San Pietro in città

    DON MAURO VANDELLI
    Collaboratore dell’Unità Pastorale n. 10 “San Paolo VI”
    comprendente le parrocchie di Gavassa, Massenzatico, Santa Croce e San Paolo in comunione con la Parrocchia di Pratofontana
    Fino ad ora Collaboratore pastorale dell’UP “Terre del Perdono”


    Ministero festivo:

    DON GIANFRANCO PANARI
    Aiuto festivo dell’unità Pastorale n. 19 “Beata Vergine delle Grazie”
    comprendente le parrocchie di San Quirino, Madonna di Fatima, San Prospero, Fazzano-San Pietro e San Biagio in Correggio.
    Fino ad ora Aiuto festivo dell’UP “Cuore Immacolato di Maria”.


    (Fonte: sito della Diocesi)






    Virtus ex Alto

  6. #46
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    Visite guidate ai luoghi più belli di Reggio


    Sono riprese le visite guidate organizzate dall’Associazione Città di Reggio.

    Accompagnati dalle guide è possibile visitare alcuni luoghi simbolo della nostra città per riscoprirne la bellezza e la loro storia, una storia che ancora oggi ha tanto da raccontarci.
    Le visite sono gratuite e si svolgono ogni sabato secondo il seguente programma:

    ore 9 Palazzo Canonici e Battistero;
    ore 10.30 Basilica di San Prospero;
    ore 10.30 Palazzo Vescovile;
    ore 14:30 Cattedrale Santa Maria Assunta;
    ore 16:30 Basilica della Ghiara (solo il 4° sabato del mese);
    ore 17 Museo Diocesano;
    ore 17.30 San Girolamo (il 2° e il 3° sabato del mese).
    Torre di San Prospero: ogni domenica mattina ore 10, 11 e 12.

    Le visite guidate dell’Associazione Città di Reggio sono a numero chiuso e per partecipare è necessario prenotarsi tramite il sistema di booking cliccando sull’icona “prenota la tua visita” sul sito internet www.cittadireggio.it.
    Sullo stesso sito è possibile scoprire tutte le attuali iniziative e restare aggiornati su quelle future.


    Tratto da
    La Libertà n. 30

    16 settembre 2021

    (Fonte: sito diocesano)


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  7. #47
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    Omelia del vescovo Massimo in occasione della festa delle Case della Carità.

    Santuario della Beata Vergine della Ghiara - 15.10.2021

    Cari fratelli e sorelle,

    il tema centrale di questa liturgia è annunciato con chiarezza da san Paolo nel brano della lettera ai Romani che abbiamo ascoltato: è il tema della speranza.

    Che cosa vuol dire sperare? Sperare è attendere il compimento di qualcosa che è già cominciato. Qualcosa, Qualcuno è tra noi. Non lo vediamo ancora con chiarezza, lo intravediamo e domandiamo perciò che la sua presenza sia sempre più chiara, aiuti la nostra debolezza, prenda possesso di tutta la nostra vita.

    Nella prima lettura, il meraviglioso capitolo XXXI del libro di Geremia, il fondamento della speranza è raccontato nella fedeltà di Dio. Il popolo è stato a lungo lontano dalla sua terra, prigioniero nel deserto della dimenticanza, sempre dominato dal timore della spada dei nemici. Il profeta annuncia un cammino di liberazione. Il ritorno non è ancora compiuto, ma sta già iniziando: torna la gioia, tornano le danze, si potrà cominciare di nuovo a piantare la vigna. Il popolo sperimenterà la salvezza.

    In una visione piena di luce, Geremia vede non solo la liberazione degli uomini, ma anche la guarigione dalle malattie. Coloro che erano partiti nel pianto tornano nella gioia. Soprattutto, essi non sono più un popolo disperso e sfiduciato. Riconoscono il loro pastore, colui che li raduna. Per questo possono cantare, godere della gioia procurata dal vino, dalla forza evidenziata dall’olio e della sazietà portata dal grano.

    Anche il Vangelo ci parla della speranza. La samaritana è liberata dall’angoscia del suo passato, dal senso di colpa che la paralizza. È illuminata sulla vera religiosità e il vero culto, ma soprattutto le è promessa un’acqua che è la persona stessa di Gesù che non si esaurirà mai e che, infinita, potrà rispondere alla sua sete di infinito.

    Cosa dice a noi oggi la parola speranza? Cosa dice a voi, fratelli e sorelle delle Case della Carità, a voi volontari, ospiti, famiglie? Racchiudo la risposta a questa domanda in due parole: la casa e il tempio.

    Don Mario Prandi, di cui 5 giorni fa abbiamo celebrato il 35° anniversario della nascita al cielo, ha avuto la geniale intuizione di non inaugurare delle case in cui alcuni accolgono degli altri, ma delle vere e proprie case in cui tutti sono accolti gli uni dagli altri. Le 14 piastrelle con le opere di misericordia corporale e spirituale che costituiscono il portale d’ingresso nella prima casa della carità, (l’ospizio S. Lucia di Fontanaluccia, fondato 80 anni fa), rappresentano ancora oggi il cuore di un’esperienza che non è mai solo offerta o solo ricevuta. La carità, che è Dio, ci fa entrare in una vita di continua donazione e continua accoglienza.

    Si riceve donando e si dona ricevendo. Esteriormente situazioni di disagio evidenziano la necessità che gli ospiti ricevano delle cure. In realtà, in una famiglia ciascuno è affidato a tutti gli altri. Le Case della Carità sono e devono essere proprio delle famiglie. Per questa ragione devono custodire lo spazio di relazioni autentiche, segnate da una proporzione numerica fra sorelle, volontari e ospiti che renda il carico e i pesi da portare leggero e dolce, come ha detto Gesù.

    In una casa c’è spazio per la preghiera, ma anche per sedersi a tavola assieme con agio di tempo. C’è spazio per le serate passate assieme, per la conversazione, per il silenzio, per il canto, per la gioia, per la condivisione reciproca delle fatiche e dei dolori. In una casa, in una famiglia, non tutti hanno lo stesso compito. C’è una suddivisione di responsabilità, ma c’è anche un’autorità. Una casa senza guida non può sussistere. Non c’è vera libertà senza obbedienza.

    Don Mario ha voluto che ogni casa fosse anche tempio. Per la presenza dell’Eucarestia, per la liturgia delle ore pregata assieme, per la presenza degli ospiti accanto alle sorelle e ai volontari. Questa relazione reciproca fra Eucarestia, poveri e Parola di Dio fa di ogni casa non solo un tempio, ma anche una scuola, un luogo di crescita continua nella conoscenza di Dio e nella lode.

    Affido a voi queste mie riflessioni sulla casa e il tempio perché possano costituire un aiuto a ritrovare sempre quella serenità, quella pace e quella letizia che sono i segni fondamentali della abitazione di Dio in noi e della adesione serena alla sua volontà.


    La nostra sorella Chiara, che oggi fa la sua prima professione, ci ricorda il cuore infuocato da cui tutta la nostra vita trae luce e linfa: Gesù sposo, il solo per cui vale la pena lasciare tutto, il solo che vogliamo amare e servire nei poveri, nell’Eucarestia e nell’ascolto della Parola di Dio. Assieme a Chiara, saluto anche tutte le carmelitane minori della carità, i fratelli e le sorelle, tutti i consacrati e le famiglie che tra poco rinnoveranno le loro promesse.

    Benedico di cuore il “Cammino di Identità e Missione Oggi” che con questa celebrazione ha inizio, un cammino che coinvolgerà tutta la famiglia delle Case della Carità nella riscoperta del carisma che ad essa è stato donato per la Chiesa e per il mondo intero. Non abbiate paura di vivere il vangelo! Non abbiate paura di lasciarvi illuminare dalla luce che proviene dalle vostre origini. Non vergognatevi mai di Gesù! Il mondo in cui viviamo ha un bisogno urgente di imparare che cosa, o meglio chi, è la carità. Santa Teresa d’Avila, vostra patrona e la Madonna vi aiutino ad essere discepoli e maestri della carità per il nostro tempo.

    Amen.

    + Massimo Camisasca

    (Dal sito diocesano)
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  8. #48
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    Cammino sinodale - Omelia del Vescovo

    Cattedrale, 17.10.2021

    Cari fratelli e sorelle,

    inizia oggi il cammino sinodale della nostra Chiesa e di tutte le Diocesi del mondo.

    Cammino sinodale significa camminare assieme a Dio e verso Dio, camminare nella sequela di Cristo e, infine, camminare con i fratelli e verso i fratelli.

    Durante questa celebrazione liturgica desidero riflettere con voi sul significato di questo cammino. L’8 settembre, nella celebrazione di apertura dell’anno pastorale, ne ho illustrato il metodo. Ora, qui, ne voglio sottolineare il senso.

    Il cammino sinodale è un evento ecclesiale. Esso riguarda tutta la nostra Chiesa, tutti i suoi membri, che vi potranno partecipare in forza del loro battesimo. Innanzitutto con la preghiera, poi con la testimonianza attiva della loro fede, con il racconto della loro vita, con l’ascolto delle voci degli altri, attraverso l’incontro con coloro che ancora non conoscono Cristo o che non lo conoscono più.

    Il cammino sinodale è un evento religioso. Nasce dalla preghiera che Cristo rivolge il giovedì santo al Padre: fa’ che tutti mi conoscano perché gli uomini siano una cosa sola e si radunino tutti in un unico ovile e sotto un solo pastore (cfr. Gv 17). Il cammino sinodale è una dilatazione della Chiesa, è una apertura delle sue tende (cfr. Is 54,2) affinché nuovi uomini e donne possano entrarvi, possano sperimentare l’abbraccio misericordioso di Cristo alla loro vita.

    Aprire i confini della nostra tenda significa concretamente uscire dalle nostre chiese e dalle nostre case per andare incontro alle persone. Troppo si parla di Chiesa in uscita e troppo poco si vive questa uscita, questo andare verso l’altro. Dobbiamo chiedere con insistenza al Signore che i nostri cuori e le nostre menti trabocchino di grazia e di verità (cfr. Gv 1,14.17) cosicché l’uscire verso gli altri non sia uno sforzo morale, ma un desiderio incontenibile.

    Il cammino sinodale sia l’inizio di una nuova missione della Chiesa. Quando nel lontano 1954 Giovanni Battista Montini entrò come vescovo a Milano pensò a una missione cittadina a cui diede come tema: “Dio, nostro Padre”. A distanza di così tanti anni rimane attuale quell’intuizione. Il cammino sinodale non porterà nessun frutto se lo vivremo come un’inchiesta sociologica sulla fede nostra e degli altri o come un incontro psicologico che ci rassicuri a vicenda.

    Il cammino sinodale è un’opera di evangelizzazione che inizia come ascolto, condivisione e continua come annuncio e invito alla comunità. Un buon esempio di tutto ciò può essere ritrovato nell’incontro di Gesù con la Samaritana (Gv 4,1-42) che potremmo tenere presente in questi mesi come icona a cui guardare e a cui ispirare i nostri passi.

    Ho parlato di dilatazione dei confini della Chiesa. Soltanto Dio conosce quali e quanti sono i suoi figli. Non si tratta perciò di una questione di numeri, ma di carità. La dilatazione della Chiesa coincide con l’annuncio di Cristo Salvatore, con la pace e la verità ritrovate nella partecipazione alla vita del suo corpo, con la scoperta di quanto sia bello e dolce gustare la compagnia di Gesù.

    Durante i brevi passi del nostro cammino sinodale impariamo a pregare assieme, senza fretta, gustando le parole dei salmi e delle altre preghiere della Chiesa, impariamo a leggere assieme la Sacra Scrittura, con un atteggiamento sapienziale, attingiamo agli scritti dei Padri della Chiesa e dei maestri dello spirito le ispirazioni giuste e sante per il nostro itinerario.

    Il cammino sinodale è un evento teologale. Esso è chiamato a ricentrare su Dio la nostra vita. Come aveva intuito Giovanni Battista Montini nell’occasione che sopra ho ricordato, la scoperta di Dio Padre ridà alla nostra esistenza il suo punto di partenza e di arrivo, la sua sicurezza di cammino. Parlare di Dio Padre, annunciarlo, svelarlo ci porta a considerare la nostra figliolanza da lui, la nostra consanguineità con il Verbo di Dio fatto uomo, il comune destino di tutti gli uomini sulla terra.

    Con questa preghiera e questi profondi desideri, invocando la benedizione di Dio sui nostri passi, iniziamo oggi un evento che, se ben vissuto, può aiutare la nostra Chiesa nella sua missione nel mondo.

    + Massimo Camisasca

    (Fonte: sito della Diocesi)
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  9. #49
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    Veglia Missionaria a Sassuolo e in diretta su La Libertà Tv

    In preparazione alla Giornata Missionaria Mondiale che ricorre sempre nella penultima domenica del mese di ottobre (quest’anno domenica 24 ottobre), sabato 23, nella parrocchia della Consolata a Sassuolo, a partire dalle ore 21 si tiene la Veglia Missionaria diocesana alla presenza del vescovo Massimo che conferirà il “mandato di ospitalità” a padre Robert Marson, un prete malgascio da un anno in Italia, operante nell’unità pastorale numero 4 (“Beato Alberto Marvelli”) e studente di Teologia dell’Evangelizzazione a Bologna. Oltre al vescovo Massimo saranno presenti anche il vescovo di Sapa (della Chiesa sorella di Albania) monsignor Simon Kulli, suor Maria Angelica Borraccino, Carmelitana minore in servizio in Albania, e proietteremo un’intervista alla missionaria laica fidei donum della nostra Diocesi Donata Frigerio, da un anno nella Repubblica Democratica del Congo.

    La Veglia Missionaria diocesana sarà trasmessa anche dal canale YouTube La Libertà Tv.
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    Dal sito diocesano
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  10. #50
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    A San Valentino, domenica 31 ottobre, “La notte dei santi”

    L’appuntamento è domenica 31 ottobre, presso la Pieve di San Valentino, alle ore 21, quando il vescovo Massimo Camisasca, celebrerà la santa Messa nella grande Festa di Tutti i Santi. A seguire le testimonianze su tre donne “afferrate” così profondamente da Cristo nella normalità del vivere, tanto che il quotidiano è diventato uno straordinario dono di luce per il mondo: santa Faustina Kowalska, beata Sandra Sabattini, Novella Scardovi. Concluderà l’evento don Nicola Ruisi, nuovo assistente spirituale del Santuario diocesano del Beato Rolando Rivi, con una testimonianza sul seminarista martire che diceva: “Io sono di Gesù”.

    A causa delle restrizioni per contrastare il Covid-19, i posti sono limitati, perciò è bene prenotare subito inviando una mail a:
    prenotazioni@pievesanvalentino.it indicando nome e cognome delle persone che intendono essere presenti.
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    Fonte: sito diocesano
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