Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dalla Diocesi della Spezia - Sarzana - Brugnato - 2021

  1. #1
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    Cronache dalla Diocesi della Spezia - Sarzana - Brugnato - 2021


    CRONACHE
    DALLA DIOCESI

    DELLA SPEZIA - SARZANA - BRUGNATO

    Anno 2021






    Sito web diocesano: www.diocesilaspezia.it



    Archivio anni precedenti:

    2010 - 2012


    2013

    2014 - 2015

    2016

    2017


    2018


    2019

    2020

  2. #2
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    Dati statistici


    Diocesi della Spezia - Sarzana - Brugnato
    Dioecesis Spediensis - Sarzanensis - Brugnatensis



    Regione ecclesiastica: Liguria
    Rito: Romano
    Estensione: 881 km²
    Erezione: data ignota, la prima attestazione di un Vescovo di Luni risale al 465 d.C.
    Popolazione: 221.663 abitanti (di cui 219.024 battezzati, pari a 98,8% del totale)
    Sacerdoti: 127, di cui 101 secolari e 26 regolari
    Diaconi Permanenti: 19
    Religiosi Consacrati: 28 uomini e 100 donne
    Parrocchie: 186 (divise in 4 zone pastorali e 11 vicariati foranei)
    Sede metropolitana: Genova

  3. #3
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    Altri dati generali

    Per gli altri dati generali rinvio ai seguenti post già pubblicati nelle cronache precedenti:


  4. #4
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    Notizie di domenica 3 gennaio


    Tre "immagini" di buon augurio
    Scrive Papa Francesco nel recente messaggio per la Giornata della pace: “La cultura della cura, quale impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti, quale disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca, costituisce una via privilegiata per la costruzione della pace”. Non ci sono dubbi su quanto questo messaggio, che il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha illustrato ai fedeli nell’omelia delle Messe di Capodanno (vedi articolo a parte), abbia rappresentato e rappresenti un forte punto di riferimento per quanti, certo non solo in area cattolica, vivono i mesi e i giorni del nostro tempo al fianco di quanti sono in difficoltà e nell’impegno per offrire alle nostre comunità motivi di speranza. Le immagini, spesso, sono più eloquenti di tante parole. Tre immagini di questi giorni ci dicono sia importante, anche alla Spezia e in provincia, la “cultura della cura”. La prima immagine, che riproduciamo qui a fianco, è proprio della vigilia di Capodanno, quindi della Giornata della pace. Essa ci mostra Florinda Ghiglione, che con i suoi 101 anni è la più anziana ospite della casa di riposo del “Sacro Cuore” di Brugnato, guidata da don Mario Perinetti, ed è stata la prima persona vaccinata contro il Covid-19 in provincia della Spezia. Florinda nacque al tempo della più pericolosa pandemia precedente all’attuale, la “spagnola”. Ha attraversato periodi di guerra, di crisi economica, di difficoltà di ogni genere ed è arrivata al Covid-19. Il suo sorriso, così come il grande impegno del personale sanitario e di assistenza del “Sacro Cuore” sono davvero una testimonianza concreta di “cultura della cura”. La seconda immagine è di venerdì mattina ed era ieri sui giornali: è quella di Morena, la prima bambina nata nel 2021 non solo a Spezia ma in tutta la Liguria. E’ venuta alla luce tredici minuti dopo la mezzanotte, ed è un’immagine di speranza, a onore dei suoi genitori felici e di tutto il personale sanitario del “Sant’Andrea”. La terza immagine, che si trova sul sito facebook della Caritas diocesana, è quella della Messa di Natale celebrata da don Luca Palei all’interno della “Locanda del Samaritano”, la struttura per le persone senza tetto allestita nei pressi dello centro sportivo “Montagna”: la locanda è attiva, funziona, è il frutto di un grande impegno di solidarietà che ha visto unite insieme la diocesi, la Caritas e le istituzioni, oltre a molte realtà economiche e sociali della città. Le persone senza tetto, purtroppo, sono numerose, e il “picco” del freddo, forse, non è ancora neppure arrivato. Ma quella Messa di Natale celebrata nella “Locanda” è il segno vero e plastico di quanto sia attuale, come dice il Papa nel suo messaggio, la figura del “buon samaritano” che “si china sull’uomo ferito, medica le sue piaghe e si prende cura di lui”.
    di Giuseppe Savoca

    L'omelia del Vescovo
    Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti ha illustrato il messaggio del Papa per la Giornata della pace nell’omelia delle Messe da lui presiedute alla Spezia e a Sarzana per la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Il vescovo ha sottolineato all’inizio il significato liturgico della solennità del primo gennaio: “Il mondo lo chiama Capodanno, per noi è la Madre di Dio, questa è la pienezza della nostra fede”. “Come è ormai consuetudine - ha poi proseguito - il Santo Padre ci consegna proprio in questa occasione il suo messaggio per la Giornata della pace. Dobbiamo prenderci l’impegno di leggerlo, di meditarlo e di viverlo personalmente. In una breve introduzione, Papa Francesco si sofferma in particolare sulla grande crisi sanitaria del Covid-19, crisi globale, e su quelle ad essa legate, come la crisi climatica, alimentare, economica e migratoria, ed anche sulle loro pesanti conseguenze. Rivolge poi un ricordo speciale a medici, infermieri, farmacisti, ricercatori, volontari, cappellani e a tutto il personale degli ospedali e dei centri sanitari che hanno operato e stanno operando per alleviare le sofferenze e salvare la vita di molte persone”. Monsignor Palletti ha proseguito esponendo in sintesi i punti centrali del documento e l’importanza che esso assegna alla “cultura della cura”. Il vescovo ha anche rivolto un appello per l’aiuto alle popolazioni della Croazia colpite da un violento sisma.

    Don Salvatore Landolfi, quasi otto anni di sofferenze
    Giovedì scorso ricorrevano diciassette anni da quando, il 5 gennaio 2004, l’allora vescovo Bassano Staffieri ordinava sacerdote alla Spezia don Salvatore Landolfi. Venne inviato a Lerici come curato e, dopo alcuni anni, divenne parroco di San Lazzaro di Sarzana e poi anche di Castelnuovo Magra. Purtroppo, ancora una volta come da quasi otto anni a questa parte, il sacerdote diocesano trascorrerà però il suo anniversario di sacerdozio nella quasi completa immobilità. Il 26 luglio 2013, infatti, venne coinvolto in un grave incidente stradale sulla statale Aurelia, a seguito del quale ha dovuto subire una lunga serie di interventi chirurgici e non ha ancora potuto riprendere un’attività almeno in parte “normale”. Al di là della solidarietà dei sacerdoti e delle persone amiche, sono oltretutto ormai pochi quelli che si ricordano di lui. Occorre dire, invece, che don Salvatore è pienamente parte attiva di quello che si chiama il “presbiterio” diocesano. Come ci ha ricordato infatti anche in questi giorni, pur essendo impedito dall’esercitare in forma piena il suo ministero, egli non cessa di offrire le sue sofferenze e la sua inabilità per i confratelli sacerdoti, per le anime consacrate e per le anime del Purgatorio. Nei giorni in cui Papa Francesco ha ricordato a tutti l’importanza di una “cultura della cura”, da manifestare nei confronti di tutte le persone sofferenti, ci sembra dunque giusto ricordare nella nostra pagina don Salvatore, facendogli sentire, come più volte hanno fatto di persona il vescovo ed altri sacerdoti, la vicinanza dell’intera diocesi. Che questo possa servire a rendere più lieto il giorno anniversario di un sacerdozio che l’incidente non ha né cancellato né impedito: “ad multos annos”.

    Completata l'edizione digitale del "Pelavicino"
    Il laboratorio di Cultura digitale dell’Università di Pisa, diretto dalla docente spezzina Enrica Salvatori, ha comunicato di aver concluso nei giorni scorsi l’edizione digitale del “Codice Pelavicino”. Tutti i 529 documenti del “Liber iurium” sono stati infatti trascritti e sono consultabili già ora, con un apparato di note e di indici molto accurato, sul sito http://pelavicino.labcd.unipi.it/evt/.
    Il “Codice”, come è noto, rappresenta una fonte fondamentale per lo studio della storia medievale della Lunigiana e dell’intera Italia. Esso risale all’epoca di Enrico da Fucecchio, vescovo di Luni dal 1273 al 1289. Il nome di “Pelavicino” deriva da una piccola parte del codice stesso, il cosiddetto “Liber Magister”, compilato in origine al tempo di Uberto Pelavicino, vicario in Lunigiana dell’imperatore Federico II. Di proprietà del capitolo concattedrale di Sarzana, il suo originale è conservato all’interno della biblioteca “Niccolò V” del Seminario vescovile.
    Giunge così a compimento dopo molti decenni un progetto, concepito in origine con tecniche molto diverse da quelle attuali (la microfilmatura), che l’allora vescovo Giovanni Costantini e il capitolo della cattedrale di Sarzana avevano avviato e sostenuto sin dai primi anni Quaranta e a cui si applicò a lungo Geo Pistarino. Il lavoro di Enrica Salvatori e del suo gruppo, di cui fanno parte Edilio Riccardini ed altri studiosi e ricercatori, era iniziato nel 2014. L’ultimo “regesto” del “Pelavicino” era stato quello realizzato nel 1912 da Michele Lupo Gentile e pubblicato negli Annali della Società ligure di storia patria. L’operazione, anche per la complessità dell’apparato critico e documentale di cui si è detto, è stata lunga e laboriosa. Per conto del capitolo e della diocesi essa sarà ora esaminata dal comitato scientifico a suo tempo nominato dal capitolo e composto da Franco Bonati, monsignor Paolo Cabano, Paolo Cherubini, Giancarlo Garfagnini, Antonio Manfredi. Sin d’ora si può dire comunque concluso, salve ulteriori modifiche e integrazioni, un percorso di grande importanza storica, che conferma, tra l’altro, il grande valore dei documenti conservati nella biblioteca diocesana di Sarzana.

    Una parrocchia e due diocesi
    Sabato 9 gennaio alle 15.30 è stato presentato nella chiesa di Trigoso, in diocesi di Chiavari e comune di Sestri Levante, il libro “Trigoso e la sua parrocchia: il cammino millenario della fede”. Il libro, scritto da Egidio Banti, ripercorre la lunga storia di una parrocchia al confine tra diocesi diverse e per un certo tempo addirittura “contesa” tra Genova e Brugnato, diocesi alla quale il Sestrese era transitato nel 1518, con la “permuta” ottenuta dal vescovo Filippo Sauli. Nel 1959, fatti coincidere i confini dell’ormai unificata diocesi spezzina con quelli della provincia, Trigoso passò poi a Chiavari, ma il suo archivio antico è rimasto parte dell’archivio storico conservato a Sarzana, al quale l’autore ha potuto attingere per il suo lavoro. Il libro è stato promosso dal circolo Acli di Trigoso e il ricavato, a offerta libera, andrà per completare il nuovo sagrato della chiesa.

    Servizio civile con "Cometa"
    Il consorzio delle cooperative sociali “Cometa” di don Franco Martini ha pubblicato due bandi per il servizio civile con scadenza 8 febbraio. I posti disponibili presso le cooperative del consorzio sono trentaquattro, articolati su due progetti: il progetto “Dipende anche da te”, con ventidue posti nelle comunità terapeutiche, e il progetto “Valorizziamo le diverse abilità”, con dodici posti nelle strutture per persone disabili. Il servizio civile, come è noto, è rivolto ai giovani e alle giovani tra i 18 e i 28 anni con varie finalità: costruire competenze professionali, collaborare a progetti di sviluppo locale, condividere esperienze, diventare cittadini attivi, conoscere il territorio.
    Nei pubblici concorsi, il periodo di servizio civile viene equiparato al servizio prestato presso enti pubblici e le attività prestate possono costituire crediti formativi riconosciuti dalle Università. I requisiti: sono quelli già detti dell’età e il possesso della cittadinanza italiana, con titolo di studio di almeno la licenza media. Il servizio di cui ai bandi in questione dura dodici mesi, non è ripetibile ed è retribuito con 439.50 euro al mese. L’impegno orario può variare a seconda dei progetti, con un minimo di dodici ore settimanali e un monte ore annuo non inferiore alle 1400 ore complessive. Durante la durata del servizio, il volontario usufruisce di giorni di permesso e giorni di malattia rimborsati. Le domande di partecipazione vanno presentate esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL), raggiungibile tramite pc, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Nella sezione “Selezione volontari SC” ci sono tutte le informazioni e la possibilità di leggere e scaricare il bando. Per ricevere informazioni, telefonare ai numeri 0187.25571 oppure 331.6396974, oppure rivolgersi dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16 alla sede di via Cadorna 24, terzo piano, alla Spezia.

    Nuovo numero di "Communio"
    A dare il benvenuto ai lettori del nuovo numero di “Communio”, la rivista parrocchiale di San Pietro apostolo a Mazzetta, è questa volta - e non poteva essere diversamente - l’immagine tradizionale del presepe. Ma i testi contenuti nel fascicolo, molto ben curato e ricco di contributi, spaziano su molti argomenti, da un articolo su Carlo Acutis, il ragazzo quindicenne proclamato beato da Papa Francesco e molto amato dai giovani, ad una riflessione sulla pandemia ancora in atto. Non manca un articolo sulle novità di recente introdotto nei testi del Messale: ed è interessante vedere come anche argomenti più specificamente liturgici siano però trattati da laici, in questo caso i coniugi Paolo e Paola Sanguinetti. Sono pubblicati inoltre l’omelia di Natale di Papa Francesco, un’ampia sintesi dell’enciclica “Fratelli tutti” (presentata come “una nuova pagina della dottrina sociale della Chiesa” e un’omelia del vescovo Palletti tenuta appunto a Mazzetta.


  5. #5
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    Notizie di domenica 10 gennaio


    La carità, grande gesto che illumina il mondo

    “Il grande gesto luminoso della carità”. Il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha salutato con queste parole, mercoledì scorso, la consegna in cattedrale del “premio diocesano della solidarietà” per l’anno 2020. Sottolineando, con ciò, il legame molto stretto che, nella visione cristiana, lega la luce dell’Epifania, giorno della manifestazione del Signore Gesù al mondo, con l’impegno della solidarietà, che ognuno non deve tenere per sé, ma per quanto possibile trasmettere agli altri, ed in particolare a quanti vivono in condizioni di difficoltà. Che è poi quanto hanno fatto, nel corso dell’anno 2020 (l’anno della pandemia) coloro ai quali il premio è stato assegnato: le case della comunità Arcobaleno, gestite in diocesi dall’associazione Volontari di crescita comunitaria, fondata e diretta da don Franco Martini, e l’istituto superiore scolastico “Cappellini - Sauro” della Spezia. Peraltro, come ha sottolineato il direttore della Caritas don Luca Palei presentando al vescovo i premiati, le segnalazioni pervenute sono state molte di più, anche come testimonianza concreta di come la crisi sanitaria che ancora stiamo attraversando abbia toccato tante persone, mobilitando in tutta la diocesi un formidabile impegno di bontà.
    Non a caso, il premio, iniziato nel 1976 dal vescovo Siro Silvestri, è conosciuto anche come “Premio della bontà”. “Il riconoscimento assegnato ai due gruppi presenti oggi - ha detto don Palei - va dunque inteso idealmente assegnato anche a tutti gli altri che in questo anno difficile si sono impegnati sul fronte difficile della solidarietà e della bontà”. Vediamo ora le motivazioni. L’associazione “Arcobaleno”, riporta il testo, “svolge da anni sul territorio diocesano un’intensa opera di prevenzione e di contrasto delle dipendenze ed è in particolare finalizzata al recupero ed alla promozione di giovani e di adulti, in stretta collaborazione con le famiglie, con le istituzioni e con le agenzie educative”. In particolare, le due case della comunità ospitano da quasi trent’anni, oggi a Nicola di Luni e ad Ameglia, ragazze madri con bambini, in un clima che consente loro percorsi reali di recupero e di crescita personale. Per quanto riguarda gli alunni dell’istituto “Cappellini - Sauro”, “da anni sostengono il servizio dell’Emporio della solidarietà con raccolte di prodotti alimentari e con iniziativa di sensibilizzazione sui temi del disagio e della povertà”. Quest’anno, in particolare, i ragazzi, insieme ai loro insegnanti di Religione, si sono fatti promotori di una raccolta straordinaria svoltasi non a scuola (la scuola infatti era chiusa) bensì sotto i portici di piazza Europa. La raccolta, aperta quindi a tutta la popolazione, ha consentito in un solo giorno di raccogliere e di donare all’Emporio oltre seicento chilogrammi di prodotti alimentari. La somma del premio, suddivisa tra i due gruppi, è stata messa a disposizione, come ogni anno, dal Lions Club “La Spezia Host”, rappresentato alla consegna dal presidente Franco Pomo e da altri responsabili. Un saluto è stato rivolto a don Martini, assente in quanto impegnato nelle parrocchie a lui affidate. La tradizionale foto ricordo con il vescovo ha concluso la cerimonia.

    Vescovo da sedici anni
    Sabato prossimo il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti compie sedici anni di ordinazione episcopale. Venne infatti ordinato vescovo il 16 gennaio 2004 a Genova, essendo primo consacrante l’arcivescovo cardinale Tarcisio Bertone. Sarà il nono anniversario episcopale che compie come vescovo della Spezia - Sarzana - Brugnato.

    Niccolò V e lo studio dell'ebraismo
    Sabato prossimo - con un giorno di anticipo sulla data consueta del 17 gennaio - si tiene la “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei”, giunta alla sua ventiduesima edizione e dedicata quest’anno al libro biblico del “Qohelet”. Sul piano invece degli studi storici, lo sviluppo, verificatosi proprio nei mesi scorsi, di iniziative e di ricerche sulla partecipazione della cultura ebraica europea ed italiana all’Umanesimo ed al Rinascimento, suggerisce, in diocesi, qualche riflessione, in vista magari di futuri approfondimenti, sul ruolo svolto in tale campo dal sarzanese Tommaso Parentucelli, che dal 1447 al 1455 fu Papa con il nome di Niccolò V. Niccolò V, infatti, oltre ad essere stato il fondatore della Biblioteca Vaticana, è conosciuto dalla storia come il pontefice iniziatore dell’“Umanesimo cristiano”. In tale prospettiva si circondò di umanisti, aprendo la cultura cristiana del tempo allo studio della lingua greca e all’accoglienza di studiosi e di letterati profughi in quegli anni da Costantinopoli, ormai vicina all’ultimo e decisivo assedio da parte dei turchi di Maometto II. Ci fu da parte del Parentucelli anche un’attenzione - certo non facile per quei tempi - verso la cultura e la lingua ebraica ? La risposta è positiva, e si poggia su una pubblicazione, che risale al 2008, relativa ad un catalogo dei manoscritti ebraici conservati nei fondi antichi della Vaticana. Come osservò in quella circostanza lo studioso Giulio Busi, infatti, “le origini della biblioteca, nel pieno del Rinascimento, coincidono con gli inizi dell’ebraistica cristiana. Proprio allora gli umanisti tornarono a dar vita al mito della cultura trilingue, in cui l’ebraico si accostava al greco e al latino dell’eredità classica, in un progetto di sapienza universale”. Proprio in un codice della Vaticana, anzi, si trova quella che è stata definita “la data di nascita” dell’interesse umanistico per la letteratura ebraica postbiblica. È una nota in cui il fiorentino Giannozzo Manetti scrive: “Domenica 21 novembre 1442 ho cominciato a studiare l’ebraico con Emanuele ebreo”. Nel 1442 Parentucelli non era ancora Papa, ma era già amico e compagno di studi di Manetti, che poi sarebbe diventato uno dei suoi stretti collaboratori a Roma, e il suo biografo. In diocesi, a Sarzana, da anni il centro studi “Niccolò V” si adopera, d’intesa con la Biblioteca Vaticana, per proporre a studiosi e a studenti nuove occasioni di studio sulla grande testimonianza storica fornita dal pontefice conterraneo. Non v’è dubbio che l’attenzione rivolta, sia pure ancora in forma embrionale, anche alla grande eredità storica di coloro che un Papa di vari secoli dopo avrebbe chiamato “i nostri fratelli maggiori” possa essere considerata come un ulteriore segno di fiducia nei libri e nella cultura quali fondamenti autentici di dialogo, e quindi premessa a quanto oggi si sta realizzando. La Giornata del dialogo ebraico-cristiano si lega, come è noto, con la settimana annuale di preghiera per l’unità della Chiesa, che si svolge dal 18 al 25 gennaio, giorno della festa della Conversione di San Paolo. Varie iniziative di riferimento a tale intenso periodo di dialogo e di preghiera si terranno anche alla Spezia.
    di Egidio Banti

    Messa di suffragio
    In occasione del trentunesimo anniversario della scomparsa di padre Dionisio Mazzucco, fondatore del Sorriso francescano, una santa Messa di suffragio è stata celebrata nella mattina del 10 gennaio presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù in via XX settembre 150, alla Spezia.

    Trigesimo di Carlo Lupi
    Martedì prossimo ricorre il trigesimo dalla morte di Carlo Lupi, direttore emerito dell’Istituto superiore di scienze religiose della diocesi. Alle 19 monsignor Pier Carlo Medinelli presiederà una Messa di suffragio nella cripta della cattedrale di Cristo Re alla Spezia.


  6. #6
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    Notizie di domenica 17 gennaio


    Rinviata la premiazione dei presepi

    Il tempo liturgico di Natale è finito e si avvicina quindi il momento di concluderlo anche con la premiazione del concorso diocesano presepi. La premiazione era stata prevista per mercoledì prossimo nel salone di Tele Liguria Sud alla Spezia. Purtroppo, però, l’inserimento della Liguria nella cosiddetta “zona arancione” di contrasto alla pandemia ha reso inevitabile il rinvio. I premi del concorso saranno quindi assegnati in data da destinarsi e che verrà comunicata per tempo. Nonostante la pandemia e l’utilizzo per la prima volta di tecnologie elettroniche (foto inviate per mail), il numero dei presepi partecipanti è stato notevole. Le famiglie, in particolare, hanno mostrato in buon numero di non voler abbandonare questa bella tradizione cristiana. Lo comunica, per conto del vescovo, il direttore dell’ufficio diocesano per l’Arte e la cultura monsignor Paolo Cabano.

    San Rocco, un patrono europeo
    Anche in diocesi della Spezia – Sarzana - Brugnato, nella parrocchia di Piana Battolla, è stato costituito un gruppo aderente all’associazione europea “Amici di San Rocco”. Ne è responsabile Alberto Guidotti, attuale priore della confraternita locale. In questo modo un’antichissima devozione locale, quella a San Rocco, che si celebra il 16 agosto, all’indomani della festa patronale dell’Assunta, assurge per così dire a un livello europeo, ponendo anche “la Piana” al centro degli itinerari della devozione “rocchiana”.
    San Rocco, come è noto, era invocato nei secoli passati come protettore contro le pestilenze e per ottenere altre grazie divine. L’associazione, che ormai è diffusa in tutta Europa, ha sede a Roma, ed è guidata dal consacrato fratel Costantino De Bellis, che nel 1999 ne era stato il fondatore. Gli aderenti sono più di trentamila, dalla Svizzera all’India.
    Lo stesso fratel Costantino si è recato nei mesi scorsi a Piana Battolla: il 16 agosto 2020 ha partecipato ad una celebrazione guidata dal parroco, don Filippo Santini, e in quella occasione ha imposto ai confratelli e alle consorelle la mantellina verde dell’associazione, che si chiama “sanrocchino”. In seguito il gruppo ha ricevuto anche un attestato di benedizione personale di Sua Santità Papa Francesco.
    All’associazione può aderire ogni persona devota a san Rocco. Ogni mese, il giorno 16 - lo stesso giorno della festa di agosto - il gruppo si riunisce in chiesa per pregare il santo con la recita del Rosario e l’Adorazione eucaristica. In questi mesi sono state elevate preghiere, come si può immaginare, anche per la protezione rispetto alla diffusione della pandemia ancora in atto.

    La pace è "prendersi cura": l'invito dell'azione cattolica
    Anche quest’anno nonostante la pandemia l’Azione cattolica diocesana non ha rinunciato a “celebrare” il mese della pace, sia pure in forme diverse dal consueto. Tre sono gli appuntamenti “in presenza”, due dei quali già svoltisi: nei tre mercoledì 13, 20 e 27 gennaio, rispettivamente nelle parrocchie di Mazzetta, di Piazza Brin e di Migliarina. Dopo la Messa feriale, intorno alle 18.30, i presenti recitano il Vespro, cui seguirà una meditazione sul tema della pace come indicato quest’anno da Papa Francesco, ossia il “prendersi cura”.
    Inoltre, nei tre giovedì 14, 21 e 28 gennaio sono stati previsti tre incontri online, alle 21, intitolati “Cammini di pace”. Nel primo, don Pietro Milazzo ha parlato del “prendersi cura” all’interno della parrocchia; nel secondo,
    giovedì scorso, Alessandra Pietrini, medico del 118, ha portato la sua esperienza di “prendersi cura” ai tempi della pandemia; nel terzo, Genziana Giacomelli, vice sindaco della Spezia, parlerà del “prendersi cura” nelle realtà sociali del comune. Per partecipare basta collegarsi al link che si trova sulla pagina facebook dell’Azione cattolica della Spezia. Domenica 31 gennaio, compatibilmente con l’evolversi della situazione in atto, il mese della pace sarà concluso con un momento di preghiera assieme al vescovo Luigi Ernesto Palletti. Non appena possibile, se ne darà notizia più certa. Nel frattempo, l’Azione cattolica, anche a nome di don Luca Palei e delle cooperative, ringrazia i gruppi parrocchiali che, nelle settimane scorse, hanno richiesto i piccoli “cesti” della solidarietà, segno concreto di solidarietà verso il terzo settore e verso la Caritas diocesana.
    di Stefano Lorenzini



  7. #7
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  8. #8
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    Notizie di domenica 24 gennaio


    Le suore di San Vincenzo e
    Santa Luisa di Marillac
    Nel corso del 2020 le comunità di San Vincenzo de’ Paoli hanno festeggiato il centenario della beatificazione di Santa Luisa di Marillac e diverse iniziative si stanno prolungando ancora nel nuovo anno. Vissuta nel Seicento e stretta collaboratrice di San Vincenzo, Luisa fu la fondatrice della suore Figlie della Carità. Le suore sono presenti in diocesi, ed in particolare alla Spezia, dal 1862. A Sarzana, ancora oggi la scuola dell’infanzia della “Palazzina”, bensì non più gestita da loro ma dal consorzio di cooperative “Cometa”, è intitolata a Santa Luisa. La beatificazione fu proclamata da Papa Benedetto XV nel 1920, e la beata divenne poi santa con decisione del successore Papa Pio XI nel 1934, quindi dopo soli quattordici anni. San Giovanni XXIII, nel 1960, la proclamò patrona delle opere sociali della Chiesa. In occasione del centenario della beatificazione, la rivista “Annali della carità”, trimestrale dei gruppi del Volontariato Vincenziano, di cui è presidente nazionale la spezzina Gabriella Raschi, ha iniziato a pubblicare, nel numero ora in distribuzione, uno studio in quattro “tappe” che ripercorre il cammino storico e spirituale della santa di Marillac. Autrice dello studio è suor Antonella Ponte, della comunità delle Figlie della Carità di Campomorone (Genova). Suor Antonella è ben conosciuta alla Spezia in quanto da diversi anni è docente ordinario all’Istituto superiore di Scienze religiose della diocesi, ora “polo” spezzino dell’Istituto ligure. Quest’anno insegna “Teologia giovannea”.

    Festa di San Giovanni Bosco
    Domenica prossima 31 gennaio è la festa di San Giovanni Bosco, celebrata come sempre con particolare impegno dalle comunità salesiane spezzine. Il programma sarà svolto in modo tradizionale pur con le accortezze legate alle restrizioni sanitarie. Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti presiederà al mattino, alle 10, la Messa solenne nella chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Neve, in viale Garibaldi.

    "Il mese della pace"
    Si concludono in settimana i tradizionali incontri di riflessione e di preghiera organizzati dall’Azione cattolica diocesana nel mese di gennaio, “mese della pace”. Tre gli appuntamenti in programma, a completamento di quelli già svolti nelle settimane precedenti. Mercoledì alle 18.30, dopo la celebrazione della Messa feriale, nella parrocchia di San Giovanni Battista di Migliarina sarà recitato il Rosario per la pace, cui seguirà una meditazione sul tema del “prendersi cura”. Il giorno seguente, giovedì alle 21, incontro online per “Cammini di pace”. Genziana Giacomelli, vice sindaco della Spezia, parlerà del “prendersi cura” nelle diverse realtà sociali del comune. Per partecipare basterà collegarsi al link che si trova sulla pagina facebook dell’Azione cattolica della Spezia. Infine, domenica prossima 31 gennaio, ci sarà alle 18 un incontro conclusivo di preghiera guidato dal vescovo Luigi Ernesto Palletti. Anche questo incontro sarà online, con le medesime modalità di collegamento.

    In uno dei Paesi più poveri
    Da sette anni esiste anche alla Spezia la fertile realtà dei “Bambini del Madagascar Tonga Soa”, piccola ma molto attiva associazione che ha la sede operativa a Le Grazie. Il suo scopo è quello di aiutare l’orfanotrofio “San Giuseppe” a Nosy Be, affidato a suor Anna Ferrante, missionaria dell’ordine delle Vocazioniste, e tre missioni cattoliche del nord del Madagascar affidate alle suore Discepole di Santa Teresa del Bambin Gesù.
    Il Madagascar è uno tra i quindici Paesi più poveri al mondo e, nonostante grandi risorse naturali, non riesce a dare alla sua popolazione la certezza di una vita dignitosa, della scuola, della sanità e neanche del cibo necessario. L’associazione aiuta in maniera diretta circa 350 bambini, attraverso le adozioni a distanza, ma non solo. Alcuni progetti strutturali hanno portato benefici straordinari alla qualità della vita delle suore e dei ragazzi: sono stati costruiti tre pozzi, una vasca per l’acqua, due impianti fotovoltaici, servizi igienici e molto altro ancora, specie in campo scolastico. Così, frutto spirituale importante, la missione di Ankaramibè è divenuta una parrocchia cattolica, impegnata nella evangelizzazione di interi villaggi. Quest’anno, a causa della pandemia, l’associazione ha pensato di realizzare un calendario con le foto piene dei sorrisi dei bambini delle missioni. La distribuzione dei calendari è stata molto proficua, soprattutto nelle parrocchie del vicariato di Luni - Castelnuovo Magra affidate a don Alessandro Chiantaretto e a don Carlo Cipollini.
    Grazie alle offerte raccolte, potranno così essere realizzati nuovi servizi igienici a Maromandia, una cucina in muratura ad Ankaramibè e sarà acquistato il riso per le famiglie povere. Coloro che desiderano aiutare l’associazione con l’adozione a distanza o acquistando una copia del calendario, possono rivolgersi ad una delle referenti spezzine, ai numeri 370 3157906 (Paola) o 333 4382996 (Loredana).

    Grave lutto del Patriarca Moraglia
    Un grave lutto ha colpito il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, già vescovo diocesano alla Spezia dal 2008 al 2012. A Genova, dove risiedeva, si è spenta all'età di quasi 94 anni la mamma Elena Cazzaniga. Laureata in lettere alla "Cattolica" di Milano, aveva tra l'altro insegnato all'istituto delle suore Canossiane di Monza dove aveva conosciuto la futura santa Bakhita. Nove anni or sono era rimasta vedova. I funerali sono stati celebrati dal Patriarca, presenti, tra gli altri, l'Arcivescovo Marco Tasca e il Cardinale Mauro Piacenza. La diocesi era rappresentata dal cancelliere e segretario vescovile mons. Gian Luca Galantini.

    "Personale" online di Barli
    Con la personale del pittore e scrittore Alberto Barli, già docente di Storia e filosofia al Liceo Scientifico “Antonio Pacinotti” della Spezia, proseguono le esposizioni on line a cura dell’Unione cattolica artisti italiani. “Geometrie, maschere, frammenti”: è questo il titolo della mostra, comprendente una sessantina di lavori. Una nota autobiografica dell’artista e rapidi contributi critici di Mara Borzone, Valerio Paolo Cremolini e Lucia Pascarella accompagnano la gradevole carrellata di lavori, sostenuti da una meticolosa disciplina compositiva, che si concretizza nel dinamico combinarsi di linee che prolificano le figure geometriche. Le qualità rigeneranti dei colori assicurano equilibrio, ritmo e una sorta di armonia dell’insieme, certamente esente dalla casualità. Scorrendo i diversi segmenti, si coglie la ricchezza delle potenzialità espressive della geometria, capace di suscitare intime riflessioni, anche di spessore filosofico, che non escludono l’area dei sentimenti. La personale di Barli è visitabile sul sito www.ucailaspezia.org.



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    Notizie di domenica 31 gennaio


    La forza di un abbraccio

    “Libertà e vita”: è questo il tema al quale i vescovi italiani hanno dedicato la “Giornata per la vita” che si celebrerà domenica prossima. La Giornata, come è noto, fu istituita quarantatre anni or sono, a seguito dell’entrata in vigore della legge sull’aborto, ed ogni anno invita a riflettere su i temi legati alla promozione ed alla difesa della vita umana, in particolare delle vite più deboli, come quelle dei concepiti, dei malati, degli anziani più gravi. Il tema “Libertà e vita” non poteva dunque non fare riferimento, quest’anno, alla pandemia. Lo dice in modo espresso, sin dalle prime sue righe, il messaggio dei vescovi: “La pandemia ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie, portandoci a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita. Nelle settimane di forzato lockdown quante privazioni abbiamo sofferto, specie in termini di rapporti sociali! Nel contempo, quanta reciprocità abbiamo respirato, a riprova che la tutela della salute richiede l’impegno e la partecipazione di ciascuno; quanta cultura della prossimità, quanta vita donata per far fronte comune all’emergenza!”. Sono parole, queste, che rimandano all’esperienza diretta vissuta da singole persone, famiglie e intere comunità anche alla Spezia e in provincia, nei mesi scorsi. Viene in mente, in particolare, l’iniziativa che la RSA brugnatese del “Sacro Cuore”, fondata e guidata da don Mario Perinetti, ha attuato a partire da fine novembre con la “stanza degli abbracci”: un luogo a suo modo isolato e protetto, ma in grado comunque di consentire l’abbraccio fisico, e il guardarsi negli occhi, tra i pazienti anziani e malati ospitati nella struttura e i loro familiari più stretti, che hanno potuto così incontrarli di nuovo dopo mesi. E’ possibile dire che quella “stanza degli abbracci”, poi replicata in molte strutture liguri ed italiane, ha rappresentato e rappresenta una sintesi efficace tra il concetto di “vita”, specialmente intesa nella visione cristiana, e quello di “libertà”.
    Ma veniamo ora alle indicazioni a livello diocesano per la celebrazione della “Giornata” di domenica prossima. Non essendo possibile quest’anno organizzare la Veglia di preghiera nella forma tradizionale, l’ufficio diocesano di Pastorale per la famiglia, sentito il vescovo, ha deciso di prepararla con una preghiera di adorazione eucaristica, che sarà seguita dalla Messa celebrata da monsignor Luigi Ernesto Palletti. L’appuntamento è per venerdì prossimo alle 16.30, alla Spezia, nella cripta di Cristo Re, sotto i portici di piazza Europa. All’ingresso sarà consegnata a tutti una candela, da accendere a Maria per ricordare una persona cara, una mamma in attesa, una famiglia in difficoltà e più in generale per ricordare il valore della vita. Il tema dell’incontro di preghiera è infatti “Una candela per la vita”. Alle 16.30 inizierà dunque l’adorazione eucaristica, alla quale tutti sono invitati. Alle 18.30 il vescovo presiederà, sempre in cripta, la celebrazione della Messa. La riflessione sul tema indicato dai vescovi si svilupperà poi domenica prossima in tutte le parrocchie. Oltre al riferimento alla pendemia che abbiamo citato all’inizio, il messaggio prosegue infatti suggerendo “quattro parole” come spunto di riflessione, quasi a riassumere l’essenza dell’essere umano: vita, libertà, verità e responsabilità. Vita: un mistero da accogliere, il dono più grande da vivere su questa terra. Libertà: avere la possibilità di fare scelte. Verità: la bellezza della vita nel grembo materno. Responsabilità: andare oltre la propria libertà per accogliere la vita di altre persone, donare la disponibilità all’altro, guardare alla speranza. Di qui l’invito finale sulle orme del Magistero della Chiesa: “Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà, pace e felicità”.

    "Candelora" e vita consacrata
    Domani, martedì 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al tempio, la Chiesa ricorda, in un'apposita giornata di preghiera, la vita religiosa delle persone consacrate. Si celebra infatti la "Giornata mondiale della vita consacrata, istituita venticinque anni or sono da san Giovanni Paolo II. Lo scopo di questa "giornata" è duplice: un invito rivolto a tutti per conoscere meglio chi ha scelto di seguire Gesù più da vicino e per dirgli grazie e, al tempo stesso, un'opportunità per le religiose e i religiosi di riflettere sul senso della propria chiamata e per rinvigorirne le motivazioni.
    Così, alla Spezia, domani alle 17 il Vescovo Luigi Ernesto Palletti incontrerà nella Cattedrale di Cristo Re i religiosi e le religiose di tutte le congregazioni presenti in diocesi. L'incontrò sarà seguito, alle 18, dalla celebrazione della Messa, sempre presieduta dal Vescovo.
    Come è noto la festa della Presentazione di Gesù al tempio, detta anche della "Purificazione di Maria", è conosciuta popolarmente con il nome di "Candelora", una festa che per molte famiglie chiudeva un tempo il periodo natalizio. Il nome deriva dalle candele che nella circostanza il sacerdote benedice all'altare nel corso del rito della Messa. Così farà domani il Vescovo Palletti. Il lume delle candele è simbolo di luce ed anche di speciale consacrazione: per questo proprio in questo giorno la Chiesa chiede a tutti i fedeli di rivolgere un particolare pensiero e una particolare preghiera alle persone consacrate.
    In molte parrocchie le candele benedette nel corso del rito della "Candelora" saranno poi utilizzate anche mercoledì 3 febbraio, memoria liturgica di san Biagio, protettore delle persone malate alla gola, per la benedizione appunto della gola.

    È Gesù Cristo il seme autentico della nostra unità
    Si è svolto domenica scorsa, nella cattedrale di Cristo Re, l’incontro ecumenico promosso dalle Chiese cristiane presenti alla Spezia nell’ambito dell’annuale settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. L’incontro è stato trasmesso in diretta da Tele Liguria Sud, consentendo così a molte persone di seguirlo nella propria abitazione. All’inizio, collegando idealmente la settimana di preghiera con la precedente giornata per l’approfondimento del dialogo ebraico-cristiano, sono stati letti alcuni brani del libro biblico del “Qoèlet”, scelto quest’anno anche per la settimana di preghiera, con commenti scritti da Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova. Sono seguite letture bibliche e riflessioni, condotte una dopo l’altra da rappresentanti delle diverse comunità cristiane, chiamati via via al microfono da don Francesco Vannini, responsabile diocesano per le attività ecumeniche. Un brano del Vangelo di Giovanni è stato letto dal prete della consistente comunità rumena spezzina. Sono seguiti, sempre inframmezzati da alcune letture, gli interventi della pastora battista di via Milano, Sandra Spada, e del vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti. Entrambi gli interventi sono stati caratterizzati dal richiamo forte alla centralità di Cristo, fonte di unità. La presenza di Cristo (“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono tra loro”) era del resto simboleggiata da una lampada accesa, collocata davanti all’altare. Sandra Spada è partita da una delle immagini evangeliche che Gesù dà di sé: “Io sono la vera vite, e voi i tralci”. “La vita cristiana – ha commentato la pastora - è come un campo piantato a vite, la cui esistenza è ritmata dal tempo, e quindi anche dagli imprevisti, come quelli del periodo presente. Tutti siamo parte di questo campo, con i nostri problemi, ansie, tramonti e albe. Non esiste un tralcio uguale all’altro, siamo tutti diversi, ma tutti sono attaccati all’unica vera vite, che è Cristo Gesù. Proprio come noi oggi pomeriggio. Ci leggiamo con gli occhi della diversità, che è pluralità. Il presupposto è Cristo Gesù”. E’ seguito l’intervento del vescovo, preceduto dalla lettura di alcuni brani di Paolo ai Corinzi. Palletti ha insistito nel sottolineare come fondamento dell’unità tra i fedeli sia uno solo: Gesù Cristo. Lo ha fatto con un esempio: non si costruisce un fiore attaccando dei petali a uno stelo. Per avere il fiore, ci vuole un seme, da proteggere e coltivare. Ed è Cristo il seme del fiore della nostra unità tra cristiani. Cristo –
    ha aggiunto Palletti - non può essere diviso, l’unità la si realizza veramente mirando a Lui, è in quella radice che noi ritroviamo il senso pieno della nostra unità.

    Si è spento a Milano padre Carlini
    Nell'anno del giubileo straordinario, istituito da Papa Francesco, aprì la Porta della misericordia a Macapà, in Brasile, dove per più di quarant'anni ha dedicato tutto se stesso. Ma questa è solo una delle grandi opere che padre Luigi Carlini ha portato a termine nei suoi anni di vocazione per gli ultimi.
    La diocesi, la città e la comunità di Macapà oggi lo piangono e si strigono in un grande abbraccio perché padre Luigi Carlini è spirato. Si è spento a Lecco, dove era ricoverato da qualche tempo, per un male che non gli ha lasciato scampo.
    La sua comunità, seppur lontana migliaia di chilometri, vorrà assisterlo anche nel giorno dell'ultimo saluto, che si terrà il 2 febbraio alle 11, nella cattedrale di Cristo Re. Non potendo raggiungerlo fisicamente, con l'appoggio dell'emittente televisiva locale Tele Liguria Sud, le esequie verranno trasmesse in streaming.
    Ed è un grande dolore per quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato. Padre Carlini era nato a Tivegna pochi mesi prima della fine della guerra. Era il 16 giugno del 1945 quando venne alla luce.
    Da bambino era un assiduo frequentatore dell'oratorio salesiano di Nostra signora della Neve, alla Spezia, e all'età di 15 anni entrò nel Seminario del Pontificio Istituto per le Missioni Estere, per la formazione in vista della missione.
    Il 1' luglio 1972 fu ordinato presbitero alla Spezia, nella Chiesa salesiana di N. S. della Neve, dall'allora Vescovo Monsignor Giuseppe Stella. Nei primi mesi di sacerdozio gli fu chiesto di prestare la propria collaborazione nella parrocchia di Pagliari, allora guidata dal sac. Mario Scarpato. Dopo alcuni mesi, il 2 febbraio 1973, lasciò La Spezia per svolgere il proprio servizio missionario in Brasile, in Amazzonia, nella Diocesi di Macapà, ove è sempre rimasto, ricoprendo l'ufficio di Parroco in diverse comunità. Il 27 giugno 1992, dietro sua richiesta e con l'accordo dei Superiori del Pime, padre Luigi venne incardinato nel Clero della diocesi della Spezia, Sarzana e Brugnato rimanendo anche membro del suo istituto.
    Periodicamente rientrava in Italia e in diocesi per trattamenti sanitari, per mantenere i rapporti con familiari e confratelli e per collaborare all'animazione missionaria in diocesi, come avvenne in occasione degli anni sabbatici nel 1998 e di nuovo nel 2012. Alcuni mesi fa rientrò definitivamente in Italia, a Milano, per affrontare le cure del male che ne ha causato la morte. Il suo desiderio era di terminare il proprio ministero nella nostra diocesi, offrendo la disponibilità alla collaborazione con le Parrocchie e l'Ufficio Missionario diocesano.

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