Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dalla Diocesi della Spezia - Sarzana - Brugnato - 2021

  1. #21
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    Festa della Madonna dell'Olmo



  2. #22
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    Notizie di domenica 27 giugno


    Una sentenza sulla libertà della Chiesa
    Sta facendo molto discutere, in questi giorni, la “nota verbale” con la quale la Segreteria di Stato vaticana ha segnalato al governo italiano alcuni profili di possibile contrasto con le norme del Concordato in materia di libertà di espressione e di esercizio del culto qualora il disegno di legge Zan venisse approvato dal Parlamento nel testo attuale. Alcuni hanno parlato persino di “ingerenze” del Vaticano nella vita e nelle regole dello Stato italiano. In realtà la Chiesa cattolica ha sempre difeso, tanto più da quando è in vigore il regime concordatario, il pieno diritto del clero e della comunità cristiana ad esprimere il proprio pensiero anche su materie controverse e su leggi contrastate. Vale dunque la pena ricordare che proprio il tribunale della Spezia pronunciò in questa materia, il 26 gennaio 1979, un’importante sentenza che mandava assolti quattro parroci cittadini accusati (e condannati in primo grado dal pretore) per aver affisso all’interno delle proprie chiese dei manifesti contrari al divorzio, argomento allora oggetto (si era nel 1974) di un acceso confronto referendario. I quattro parroci erano Mario Giusti della cattedrale di Cristo Re, Alessandro Guastavino della Chiappa, Dino Viviani di Santa Maria Assunta e Bernardino Olivieri di Mazzetta. Il manifesto da loro affisso altro non era che il testo di un documento dei vescovi liguri sul tema del divorzio. Il pretore Maestri li aveva condannati, senza condizionale, per violazione delle leggi elettorali vigenti. A loro difesa si alzò a parlare in tribunale il professor Pietro D’Avack, uno dei massimi esperti di diritto canonico. La pagina di “Spezia 7” della domenica seguente, così riportava alcuni passi della sua arringa: “Questo processo chiama in causa i supremi principi di libertà sanciti dal nostro ordinamento giuridico ... La sentenza di primo grado quei principi li ha invece lesi nei confronti dei quattro parroci sia come uomini (tutelati quindi dai fondamentali diritti dell’uomo) sia come cittadini italiani (tutelati quindi dalla Costituzione) sia infine come ministri del culto (tutelati dal Concordato e dalla sua rilevanza costituzionale)”. Il tribunale spezzino - presidente Bracco, giudice estensore Di Martino - accolse in pieno le conclusioni di D’Avack, mandando assolti i quattro sacerdoti con formula piena. La questione finì lì, perché non ci furono ulteriori appelli in Cassazione, ma è chiaro che, sia pure su fattispecie legislative diverse, vicende analoghe potrebbero sempre ripetersi, coinvolgendo sia sacerdoti sia fedeli laici, singoli o comunitariamente associati. Si possono dunque comprendere le legittime preoccupazioni della Santa Sede, così come quelle della Conferenza episcopale italiana, affinché nessuna nuova legge possa indurre a riproporre scenari indubbiamente anacronistici di un contrasto che, come disse persino l’on. Togliatti annunciando in Costituente il voto favorevole del Pci al Concordato in Costituzione, “turberebbe la coscienza di molti cittadini”. Senza, si potrebbe aggiungere, che se ne senta oggi il bisogno.
    Egidio Banti

    Celebrazioni del Vescovo
    Come ogni anno, in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo, il Vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti celebra la Messa in alcune parrocchie che hanno come santo titolare il principe degli apostoli. In queste circostanze, oltre a celebrare la Messa, il vescovo conferisce anche le Cresime. Lo ha fatto ieri alle 18, nella vigilia della festa, a Legnaro di Levanto. Tre invece le celebrazioni previste il giorno della solennità: alle 9 a Sesta Godano, alle 11 nella chiesa concattedrale della città vescovile di Brugnato ed alle 18 a Luni Mare.
    Oltre che nelle parrocchie nelle quali si celebra la festa patronale di San Pietro, il vescovo diocesano prosegue inoltre a celebrare la Messa e ad amministrare la Cresima in diverse parrocchie. Domenica scorsa lo ha fatto a Sarzana, nella parrocchia di San Francesco, nei due turni delle 10 e 11.30, ed alle 18 nella parrocchia di San Lazzaro. Sabato prossimo, alle 11, sarà la volta della parrocchia dei Santi Giovanni ed Agostino alla Spezia e, nel pomeriggio, della parrocchia di Cafaggiola di Luni, nei due turni delle 16.30 e 18.30.


    Ricordando don Francesco a 25 anni dalla scomparsa
    Venticinque anni fa, il 19 giugno 1996, moriva all’improvviso alla Spezia don Francesco Alceste Griggio, sacerdote salesiano, per decenni direttore dell’oratorio di via Roma. Era sera, e stava chiudendo le porte della chiesa di Nostra Signora della Neve, quando fu colto da un malore fatale. Cinque lustri dopo, la comunità salesiana e il gruppo “Amici di Don Bosco” lo hanno voluto ricordare, scoprendo una targa che gli dedica uno dei piazzali di quell’oratorio che per così tanto tempo lo aveva visto come instancabile animatore, quasi ragazzo tra i ragazzi. La breve cerimonia, preceduta dalla celebrazione di una Messa all’aperto, si è svolta in modo simbolico proprio all’ora della sua morte, avvenuta come detto proprio “sul campo”. Nato nel 1926, don Francesco era stato ordinato sacerdote nel 1953. Alla Spezia è stato davvero il personaggio centrale dell’oratorio, inteso non solo come spazio fisico, ma come cuore pulsante di una comunità: quella salesiana in primo luogo, ma più in generale quella dell’intera città. Fu anche il primo presidente dell’Unione sportiva “Don Bosco” oltre che della Pallavolo, ed inoltre uno dei primi animatori del cineclub “Controluce”. Durante la Messa è stato utilizzato il calice che gli oratoriani gli donarono nel lontano 1957. Una cerimonia davvero bella e significativa.

    Un giovane prete, il mare e la sfida del surf
    Durante le benedizioni delle famiglie di due anni fa, ho conosciuto Gabriele Raso, per tutti Gabo, campione e istruttore di surf a Levanto. È stato lui a dirmi: “Bisogna fare qualcosa per i nostri giovani che ti veda coinvolto in prima persona”. Di lì a poco la proposta: “Perché non impari a surfare?”.
    Il surf è uno sport radicato a Levanto, dove sono presenti due scuole, e raccoglie molti ragazzi da varie parti del mondo, che scelgono la nostra baia per sfidare le onde. “Se accetti – mi disse Gabo – ti farò io da istruttore e ti farò usare la mia tavola”. Non si poteva dire di no, tanto più nella prospettiva di far emergere e di trasmettere la dimensione per così dire “spirituale” dello sport.
    Tutti coloro che praticano uno sport – nel mio caso era stato così per il nuoto, sino alle soglie del liceo – sanno che c’è una disciplina da seguire, che non si possono bruciare le tappe, che bisogna affidarsi a chi ne sa più di te. Riuscire a “cavalcare” un’onda importante (questo certo è un punto di arrivo e non di partenza) e a dominarla stando in equilibrio richiede conoscenza del mare, cogliere il momento giusto per alzarsi, non rubare gli spazi a chi “surfa” con te: lo ignoravo, ma esiste un “codice della strada” anche per i surfisti. Inoltre del mare e della sua forza bisogna sempre conservare un sano timore, quasi reverenziale, perché non puoi mai prevederlo fino in fondo. Gli sport all’aria aperta favoriscono in modo speciale il contatto con il creato, e chi gli si avvicina in modo consapevole non può non avvertire un richiamo verso Colui che tutto ha fatto con sapienza.
    C’è anche un risvolto pastorale importante: lo stare insieme ai giovani condividendo una passione sana è un modo per “umanizzare” la figura del sacerdote che, pur nella singolarità della sua vocazione, non deve trascurare di essere persona tra le persone. Può essere un modo per interpretare quella “uscita” di cui parla sovente Papa Francesco.
    Da ultimo, non meno importante, è il poter valorizzare in qualche modo il territorio che vede in Levanto una zona particolarmente vocata al surf, con caratteristiche che non tutti i mari possiedono. Una partita di calcio, in altre parole, si può fare grosso modo ovunque, il surf no.
    Il rischio che, visto il mio ruolo, tutto ciò potesse sembrare una stravaganza fine a se stessa c’era, ma la gente ha colto subito l’essenza vera del mio progetto e i commenti sono stati tutti positivi. Non sono certo un campione né lo diventerò, ma la frase di Gabo, che spero possa diventare quella di tanti, vale per me più di una medaglia: “Ho trovato un amico!”.
    Alessio Batti, vice parroco a Nostra Signora della Guardia e Montale di Levanto



  3. #23
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    Notizie di domenica 29 agosto


    Il cammino della Diocesi
    Venerdì scorso, nell’osservanza di tutte le normative anti-covid, si è tenuto a Cassego il tradizionale incontro del vescovo Luigi Ernesto Palletti con i sacerdoti e i diaconi della diocesi. Il vescovo si è rivolto ai presenti comunicando che il cammino di rivisitazione pastorale e territoriale della diocesi, così come delineato già nel 2016 nelle “Linee pastorali per un cammino pastorale condiviso“, è ormai giunto a compimento, dopo le numerose occasioni di incontro nei vicariati e i momenti di ascolto, di valutazione e di verifica. Nel 2020, a cura del vicario generale monsignor Enrico Nuti, è stato redatto un “Atlante diocesano”: strumento fondamentale per prendere corretta visione del territorio, delle parrocchie e dei loro confini, anche in vista di una reimpostazione della vita pastorale della Chiesa locale. Inoltre, l’inizio del Sinodo dei vescovi, che verrà aperto a Roma dal Papa il 7 ottobre e nelle diocesi domenica 17 ottobre, chiede ancora di più di percorrere un cammino sinodale correttamente impostato: dei suoi elementi fondamentali il vescovo parlerà in dettaglio al clero in una riunione già fissata per il 24 settembre.

    Monsignor Palletti ha messo in evidenza la necessità della costituzione dei consigli pastorali vicariali e di quello diocesano, quale forma istituzionale di esprimere la partecipazione dei fedeli alla missione della Chiesa. Si è poi soffermato ad illustrare il compito dei vicari e il nuovo assetto dei vicariati foranei, precisando come questi non siano entità indipendenti: la Chiesa locale è una e si riunisce attorno al vescovo, in quanto successore degli Apostoli. I vicariati, pertanto, raggruppando in sé le parrocchie di un preciso territorio, dovranno armonizzare le varie attività secondo le linee ricevute dal vescovo. Con la loro rivisitazione, da undici sono stati portati a nove, e le zone pastorali, che a loro volta comprendono un insieme di vicariati, da cinque sono state portate a quattro. Inoltre sono stati designati i seguenti vicari: vicariato della Spezia 1 don Francesco Vannini; vicariato della Spezia 2 don Sergio Lanzola; vicariato di Sarzana don Franco Pagano; vicariato dell’Alta Val di Magra don Fausto Spella; vicariato della Media Val di Magra don Roberto Poletti; vicariato della Bassa Val di Magra don Andrea Santini; vicariato di Brugnato don Giorgio Rebecchi; vicariato dell’Alta Val di Vara don Alessandro Celotto. In seguito sarà definito il responsabile del vicariato della Riviera.

    Ma quali sono i compiti del vicario foraneo? Il vescovo li ha illustrati riprendendo quanto delineato nel “Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi” e sottolineando come “l’ufficio di vicario foraneo riveste una notevole importanza pastorale, in quanto collaboratore stretto del vescovo nella cura pastorale dei fedeli e sollecito «fratello maggiore» dei sacerdoti del vicariato... A lui spetta coordinare l’attività pastorale che le parrocchie realizzano in comune...” (Direttorio, n. 218). Al termine dell’incontro di Cassego si è svolta la concelebrazione eucaristica nella quale sono stati ricordati i sacerdoti defunti. Nell’omelia il vescovo ha messo in evidenza la figura di Santa Monica, la forza delle sue lacrime e della sua preghiera per la conversione del figlio Agostino, indicando proprio questa donna come figura di riferimento e di intercessione per il nuovo cammino della diocesi che vedrà tutti personalmente coinvolti, pastori e fedeli.


    Monsignor Guido Marini al monastero delle Clarisse
    Monsignor Guido Marini, il sacerdote genovese ben noto al pubblico di tutto il mondo in quanto cerimoniere pontificio sia di Benedetto XVI sia di Francesco, ha fatto visita nei giorni scorsi al monastero delle monache Clarisse a Sarzana.
    L’occasione è stata la ricorrenza del venticinquesimo di professione religiosa di due delle religiose di clausura presenti a Sarzana, suor Tiziana e suor Giorgia. La celebrazione è avvenuta alla sola presenza della comunità monastica, dei familiari delle due religiose e di un gruppo di sacerdoti. Tra i presenti il superiore della comunità dei frati francescani di Gaggiola padre Gianluigi Ameglio e il parroco di San Francesco di Sarzana don Franco Pagano, nel cui territorio si trova il monastero. Al termine, nel chiostro conventuale, è seguita la tradizionale foto di gruppo. La visita di monsignor Marini si è svolta a pochi giorni di distanza dalla solennità della fondatrice santa Chiara di Assisi, celebrata nella chiesa del monastero alla presenza del vescovo diocesano.

    A Pignone le esequie di don Parodi
    Lutto nel clero diocesano. All’età di ottantasei anni si è spento alla Spezia, nella casa di cura “Alma Mater” dove era ricoverato da tempo, il sacerdote don Bruno Parodi, già religioso orionino e poi per molti anni parroco a Pignone e a Corvara. I funerali, presieduti dal vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti, sono stati celebrati lunedì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Pignone.
    Don Parodi era nato ad Ortonovo il 6 marzo 1935 e all’età di undici anni era entrato nel noviziato degli Orionini, la Congregazione religiosa che allora reggeva il santuario della Madonna del Mirteto, proprio ad Ortonovo. L’ordinazione sacerdotale gli fu conferita in Inghilterra, a Liverpool, il 16 giugno 1962. In Inghilterra rimase fino al 1965, svolgendo vari servizi pastorali per la sua congregazione. Rientrato in Italia, fu dapprima a San Severino Marche e poi, dal 1966 al 1968, in diocesi di Livorno, come vicario parrocchiale a Rosignano Solvay. Nel 1968 chiese di uscire dalla congregazione religiosa di San Luigi Orione e venne accolto nel clero diocesano della Spezia - Sarzana - Brugnato.
    Per circa due anni fu cappellano del monastero benedettino di clausura di Santa Maria del mare, a Marinasco, quindi dal 1970 al 1979 fu parroco della parrocchie di Veppo e di Beverone. A fine 1979 venne nominato parroco di Pignone, cui aggiunse nel 1988 quello di parroco a Corvara. Ad entrambi gli incarichi rinunciò nel 2018, quando venne accolto nella casa di cura “Alma Mater”. Sabato sera, nella chiesa di Corvara, è stato recitato il Rosario in suo suffragio e domenica sera è avvenuto lo stesso a Pignone.

    Il mondo della scuola si riunisce a Gaggiola
    In prossimità del nuovo anno scolastico, il mondo della scuola spezzino - in particolare docenti di Religione e docenti e alunni dell’Istituto superiore di Scienze religiose - si riunisce giovedì prossimo al santuario di Gaggiola, scelto anche per la capienza della struttura. Sarà l’occasione per salutare e per ringraziare, insieme ai nuovi responsabili don Tommaso Fasoli e Germana Pisi, il canonico don Giuseppe Savoca, che dopo trent’anni ha lasciato la guida dell’ufficio diocesano Scuola ed educazione. Alle 18 don Savoca celebrerà la Messa insieme a don Fasoli e ad altri sacerdoti. Seguirà un momento di fraternità. Tutti sono invitati.

    Chiesa e Mongolia “Le nubi passano ed il cielo resta”
    E’ stato ospite di recente al monastero di Santa Croce di Bocca di Magra per un breve periodo di riposo il vescovo Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaanbaatar, capitale della Repubblica della Mongolia. Su invito del superiore del monastero padre Giustino Zoppi, ha fatto conoscere la situazione dei cattolici nel lontano paese asiatico. Il tema è apparso molto interessante, perché anche negli ambienti più attenti alla presenza missionaria nel mondo difficilmente può capitare un’occasione di conoscenza simile.
    Marengo, nato a Cuneo nel 1974, è entrato nei seminari dei missionari della Consolata a Torino, studiando Filosofia alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale e poi a Roma, frequentando le Università Pontificie Gregoriana per il completamento degli studi teologici e Urbaniana per il dottorato in Missiologia. Ordinato sacerdote nel 2001, nel 2003 è stato uno dei primi due missionari della Consolata ad entrare in Mongolia e dal 2016 ha coordinato tutti quelli operativi della “Regione Asia”, che include anche Corea del Sud e Taiwan. E’ stato consacrato vescovo lo scorso anno e nominato all’incarico attuale, con responsabilità pastorale della Chiesa in Mongolia, dove è anche rappresentante diplomatico della Santa Sede.
    La Mongolia confina a nord con la Federazione Russa e per il resto con la Repubblica Popolare Cinese, ha un territorio 5 volte quello dell’Italia e poco meno di 3,5 milioni di abitanti. Ha una Costituzione che si richiama ai principi democratici parlamentari; fa parte dell’Onu ed ha relazioni anche con Unione europea, Italia e Santa Sede. I cattolici sono circa 1300, con un numero limitato di parrocchie e di altre strutture, e con sacerdoti e religiose di congregazioni e nazionalità diverse. L’ evangelizzazione moderna è recente: i primi missionari sono potuti entrare solo nel 1992. I cattolici sono una minoranza assoluta, ma si sforzano di avere relazioni il più possibile positive con le autorità civili, in collaborazione ed aiuto reciproci, con un dialogo interreligioso che ha punti di riferimento soprattutto nel Buddismo e nello Sciamanesimo e con atteggiamenti di fraternità. Sono necessari approfondimenti culturali (storia e tradizioni) e spirituali in una società che è in profondo cambiamento. Le comunità sono impegnate nell’ascolto delle situazioni e delle storie delle persone, con attenzione alle esigenze di vita, in particolare nelle situazioni più deboli. Nell’udienza in occasione della nomina - ha riferito il vescovo - Papa Francesco gli ha confermato come gli stiano molto a cuore le realtà in cui la Chiesa è in minoranza, e come sia interessato alle condizioni del paese e del popolo mongolo. Monsignor Marengo ha prospettato un percorso molto impegnativo e difficile, da affrontare con fiducia, ed ha chiesto a tutti un ricordo nella preghiera, citando un proverbio mongolo: “le nubi passano ed il cielo resta”.

  4. #24
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    Notizie di domenica 5 settembre


    La diocesi fa festa con Maria

    La festa della Natività di Maria, che si celebra l'8 settembre, è da sempre, insieme all’Assunzione, una delle feste mariane più sentite dalle comunità cristiane della Spezia e della Lunigiana. E’ tra l’altro la festa titolare di numerose parrocchie e di numerosi santuari, sparsi lungo il territorio della diocesi. L’attenuazione delle prescrizioni anti-covid consente quest’anno, dopo i forti limiti incontrati nel 2020, di riprendere le celebrazioni secondo i modelli tradizionali, pur ancora senza le processioni e tenendo conto degli accessi contingentati alle chiese. Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti presiede come in passato le celebrazioni di tre santuari mariani, uno per vallata. Martedì sera alle 20.30 si reca ad Ortonovo alto, al santuario della Madonna del Mirteto, per la recita del Rosario e la celebrazione della Messa. Mercoledì, festa della Natività di Maria, il vescovo presiede alle 11 la Messa solenne nel santuario della Madonna delle Grazie, nella località omonima del comune di Porto Venere. In questo giorno della festa le Messe saranno numerose in tutti i santuari, anche a beneficio di un migliore distanziamento sociale dei fedeli. Sempre mercoledì, alle 17, monsignor Palletti celebrerà la Messa al santuario di Nostra Signora di Roverano, al confine tra i comuni di Borghetto Vara e di Carrodano, in Val di Vara. A Roverano le celebrazioni solenni sono iniziate peraltro oggi, con la festa detta dell’”Apparizione” e il ricordo del “miracolo degli olivi”, fioritura miracolosa di questi alberi. Come detto, la festa di mercoledì è celebrata con particolare solennità anche in numerosi altri luoghi: a Zignago (“Madonna del Dragnone”, di cui parliamo a parte), a Sarzana (“Madonna della pietà”, nella chiesa delle monache Clarisse), a San Terenzo al mare (“Madonna dell’Arena”), a Corniglia (“Madonna delle Grazie”, nel santuario di San Bernardino), a Ceparana (“Madonna delle Grazie”).

    In preparazione nel Golfo la festa di San Venerio
    Si prepara nel Golfo della Spezia la festa di San Venerio, patrono delle Chiese del Golfo della Spezia e degli addetti dei fari d’Italia. Le celebrazioni, come ogni anno, saranno aperte con la Messa solenne presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti nella cattedrale di Cristo Re. La Messa, che sarà concelebrata dai canonici del capitolo e dai parroci del Golfo, si terrà venerdì prossimo, nel pomeriggio alle 18, presenti le autorità civili e militari della provincia. In chiesa saranno portate la reliquia del santo eremita del Tino e la statua lignea a suo tempo realizzata dallo scultore Teofilo Raggio per conto dell’associazione “Pro Insula Tyro”. Il giorno 13 settembre, lunedì prossimo, statua e reliquia saranno portate sull’isola, dove il vescovo celebrerà la Messa alle 10.30. Al termine, a mezzogiorno, impartirà la benedizione con la reliquia del santo a tutte le imbarcazioni radunate nel mare antistante. L’isola del Tino, che poeti e scrittori chiamarono “l’isola del faro”, fa parte del parco naturale regionale di Porto Venere. Da tempo, problemi di carattere idrogeologico non rendono più possibile l’accesso libero alla zona sacra, per cui la celebrazione della Messa si tiene sempre al piazzale della Vela. Molti chiedono però che si possano reperire i fondi necessari per la sistemazione dell’isola, nella quale Venerio organizzò la sua comunità di monaci tra il sesto e il settimo secolo dopo Cristo.

    Celebrazioni di Cresima del Vescovo
    Continuano le celebrazioni per il conferimento delle Cresime in diverse parrocchie diocesane. Il vescovo Luigi Ernesto Palletti celebrerà martedì prossimo la Messa e conferirà le Cresime nella chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Salute a Volastra, nel comune di Riomaggiore. Sabato prossimo alle 10 celebrerà Messa nella cripta di Cristo Re alla Spezia e conferirà la Cresima alle persone adulte che si sono preparate nei mesi scorsi per ricevere il sacramento. Nel pomeriggio celebrerà la Messa e conferirà la Cresima nella parrocchia di San Rocco al Ponte di Arcola: il rito si svolgerà con due turni, alle 16.30 e alle 18, per consentire il distanziamento tra i fedeli. Domenica prossima, infine, le Cresime saranno conferite in occasione della festa patronale della Madonna del Buon Consiglio nella chiesa parrocchiale di Bolano, dove monsignor Palletti celebrerà la Messa alle 10.

    Il Vescovo di Chiavari mercoledì al Dragnone
    Sarà il nuovo vescovo di Chiavari, Giampio Devasini, a presiedere mercoledì prossimo la Messa solenne della festa mariana dell’8 settembre al santuario della Madonna del Dragnone, nel territorio della Pieve di Zignago. Chiavari, come è noto, confina con l’alta Val di Vara e molte devozioni vedono uniti nel corso dell’anno i fedeli delle due diocesi. Monsignor Devasini presiederà la Messa alle 11. Altre Messe saranno celebrate alle 9 e alle 10. Il santuario sarà aperto alle 8, mentre alle 14.30 ci sarà la recita del Rosario e alle 15 il canto dei Vespri. Sabato prossimo sarà poi celebrata, sempre al Dragnone, la festa del Nome di Maria. Una Via Crucis prenderà il via alle 16 dalla Foce del Castellaro per arrivare al santuario, dove sarà celebrata la Messa vigiliare. In caso di forte maltempo le celebrazioni del giorno 8 saranno nella chiesa di Pieve e al santuario domenica prossima.

    Si è spenta suor Carla della Faces
    Sono stati celebrati nella chiesa di San Pio X ai colli, presieduti da monsignor Orazio Lertora, i funerali di suor Carla Finardi. Aveva ottantacinque anni di età ed apparteneva, sin dal suo sorgere, alla comunità religiosa spezzina della Faces, che proprio a San Pio X ha una delle sue sedi. Suor Carla è stata a lungo molto attiva nella vita diocesana, ed a supporto di varie parrocchie. In particolare, è stata catechista a Campiglia, a Suvero, a Santa Maria di Calice ed a Santa Maria Assunta alla Spezia. Aveva inoltre collaborato con monsignor Mario Giusti negli anni di avvio della nuova cattedrale di Cristo Re e nella casa sull’isola del Tino affidata all’associazione “Pro Insula Tyro”. Aveva inoltre operato pressoché in tutte le sedi della comunità Faces presenti nel territorio diocesano spezzino. Dopo il rito funebre è stata sepolta nel cimitero a fianco della chiesa parrocchiale di Campiglia e proprio di fronte al mare, cimitero dove riposano altre consorelle.

    Il settore adulti di Azione cattolica al campo estivo di Cerreta di Carro
    Si è svolto all’Oasi “Gianelliana” della Cerreta di Carro l’annuale “campo” estivo del settore “adulti” dell’Azione cattolica diocesana. Vi ha partecipato una ventina di persone tra “adultissimi”, ovvero persone con più di sessantacinque anni di età, e “giovani adulti”. Il tema era quello dei “Novissimi”, ovvero di quanto attende ciascuno di noi al termine della vita terrena - morte, giudizio, Inferno e Paradiso -, ed è stato trattato in modo esauriente ed articolato dai due relatori, don Luca Sardella, giovane assistente per il settore giovani di Azione cattolica nella diocesi di Chiavari e il professor Antonio Postorino. Don Sardella l’ha affrontato soprattutto dal punto di vista spirituale, mostrando come l’Inferno e il Paradiso possano già essere vissuti nella nostra vita presente. Postorino, a sua volta, ha svolto le sue riflessioni privilegiando l’aspetto teologico e lo ha fatto da par suo – oltre ad essere docente di Storia della filosofia e della metafisica, insegna Teologia fondamentale e Antropologia teologica all’Istituto superiore di Scienze religiose della Liguria –, tenendo l’uditorio incollato alle sedie, attento ed interessato nonostante l’indubbia difficoltà dell’argomento, la logica stringente dei ragionamenti ed i riferimenti biblici (e non solo) che hanno caratterizzato la relazione. Ad entrambi i relatori è poi piaciuto fare riferimento in più occasioni alla “Divina Commedia”: omaggio al settimo centenario della morte di Dante Alighieri e sottolineatura di quanto siano state grandi le intuizioni del Sommo Poeta nel tormentato “viaggio” verso la ricerca della Verità eterna, ovvero verso l’“Amor che move il sole e l’altre stelle”.
    Ultima modifica di gratis date; 07-09-2021 alle 22:23

  5. #25
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    Notizie di domenica 12 settembre


    Quel “deserto” che porta a Dio

    “San Venerio non ci insegna soltanto ad andare all’isola del Tino, dove ha vissuto: ci insegna a guardare ad un incontro, quello con Dio”: lo ha detto il vescovo Luigi Ernesto Palletti nell’omelia della messa solenne con la quale, venerdì pomeriggio, ha aperto nella cattedrale di Cristo Re le celebrazioni in onore del santo eremita patrono del Golfo della Spezia. Il vescovo ha fatto riferimento alle letture proposte dalla liturgia, sottolineando come esse, unite al richiamo storico alla vita del santo, indicassero tre diversi “deserti”. Il deserto di sabbia e di roccia nel quale si trova il profeta Elia, chiamato all’ascolto diretto della parola divina; il deserto di acqua quale quello che, tanto più ai tempi di Venerio, circondava l’isola del Tino; il deserto nel quale si immerge Maria, sorella di Lazzaro, ponendosi all’ascolto della parola di Gesù, entrato nella loro casa.

    E’ il tema dell’incontro quello che accomuna tali diverse forme di deserto, un “incontro “ ovviamente di carattere spirituale. “Ascoltare, del resto – ha osservato monsignor Palletti -, vuol dire sempre fare deserto, silenzio, rimuovere ciò che ci porta fuori da quell’incontro”. Un deserto, dunque, che non è un “luogo”, ma una “situazione”, e che come tale travalica il tempo e lo spazio, e che ci accomuna con gli uomini di tutte le generazioni. Per questo Venerio, con la sua esperienza, continua a parlarci oggi: “Modi diversi di vivere il deserto – ha detto ancora il vescovo – ci portano all’incontro con qualcuno. I luoghi sono diversi, ma l’incontro è lo stesso, perché non cambia Colui che viene incontrato”.

    Ed è, questa persona, l’unico Dio, che chiede di essere ascoltato, accolto, custodito dentro di noi. L’incontro, come racconta il brano biblico di Elia, avviene talora in maniera singolare: chi avrebbe potuto immaginare dio avvolto “nella brezza sottile e silenziosa” che investe il profeta? “L’uomo – ha concluso il vescovo – è polvere, ma è così importante da far sì che un dio onnipotente venga a chinarsi su quella polvere. Venerio, patrono del Golfo, lo ricorda alle nostre genti: facciamo dunque di poter godere sì della sua intercessione ma anche, e in modo particolare di imparare quello che ha voluto insegnarci”. La celebrazione, svoltasi alla presenza delle autorità civili e militari e con molti sacerdoti concelebranti, non ha potuto essere seguita dalla tradizionale processione sino alla marina. La reliquia del santo è stata quindi portata in un secondo tempo all’isola del Tino.

    Domani Messa al Tino e benedizione dei natanti
    Le feste in onore di San Venerio si svolgono anche quest’anno in forma ridotta: non solo non si è svolta (come diciamo a parte) la processione con la reliquia dalla cattedrale di Cristo Re al mare, ma anche sull’isola del Tino, luogo della vita eremitica del santo, ci sarà domani, 13 settembre, un’unica celebrazione.
    Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti presiederà la Messa alle 11 nel piazzale della vela, senza accesso alla cosiddetta “zona sacra”. Alla celebrazione saranno presenti le autorità civili e religiose ed i fedeli che potranno raggiungere l’isola (come avviene anche oggi) mediante il servizio di vaporetti dalla Spezia e da Porto Venere.
    Al termine della Messa, alle 12 di domani, il vescovo scenderà al porticciolo di accesso all’isola, e di lì impartirà con la reliquia del santo la benedizione alle imbarcazioni che nel frattempo, meteo permettendo, si saranno radunate nello specchio d’acqua antistante.

    Don Palei nominato parroco a San Giovanni
    Don Luca Palei è il nuovo parroco della parrocchia dei Santi Giovanni e Agostino, nel centro della Spezia. Il nuovo parroco, che a fine giugno ha compiuto dieci anni di sacerdozio, è una figura molto nota in città e in diocesi per il duplice incarico – che manterrà insieme a quello parrocchiale – di direttore della Caritas e di responsabile della Pastorale giovanile.
    Nei primi anni del suo ministero è stato inoltre vice parroco della cattedrale di Cristo Re e da diverso tempo svolgeva già le funzioni di reggente nella parrocchia che ora il vescovo gli ha affidato a pieno titolo. Nato a Sarzana nel 1980, don Luca, dopo gli studi, ha lavorato in una banca per poi decidere di entrare in seminario. Nel 2011, come detto, è stato ordinato sacerdote.

    Sarzana, Santa Croce riapre giovedì al culto
    Giovedì prossimo, 16 settembre, a Sarzana riaprirà al culto l’oratorio seicentesco della Santa Croce, dove da diversi secoli ha sede la confraternita omonima. La riapertura attuale fa seguito all’avvicendamento tra il precedente rettore monsignor Paolo Cabano e il nuovo don Franco Pagano, ed avviene in occasione della festa detta della Madonna dei sette dolori. Questa festa, nel calendario liturgico della Chiesa cattolica, è sempre stata fissata al 15 settembre, ovvero all’indomani della festa dell’Esaltazione della Santa Croce. E’ evidente infatti che il ricordo e la devozione per i “sette dolori” della Vergine Maria sono sempre stati legati al tema della Croce. Venerdì l’appuntamento per tutti i fedeli della città è alle 21. Ci sarà una veglia mariana nel corso della quale sarà anche recitato il Rosario. La devozione popolare per la Vergine Addolorata si manifestava poi in occasione del Venerdì di Passione, quando in passato si teneva una processione per le vie della città.

    La comunità parrocchiale di Castelnuovo “incontrerà” a Roma la “sua” Crocifissione
    La comunità parrocchiale di Castelnuovo Magra, con il suo parroco don Alessandro Chiantaretto, sarà a Roma nei giorni 21 e 22 settembre per “incontrare” a Castel Sant’Angelo il dipinto della Crocifissione, del pittore fiammingo Pieter Bruegel il giovane. Il dipinto, come è noto, è esposto alla mostra nazionale delle opere “salvate”, dopo furti o tentativi di furto, dal nucleo tutela del patrimonio artistico dei Carabinieri.
    Il viaggio, organizzato dall’agenzia Sara Vacanze, prevede la partenza da Castelnuovo la mattina di martedì 21 settembre. Nel pomeriggio ci sarà la visita alla mostra. Il giorno seguente sono previste la partecipazione all’udienza generale del Papa, in piazza San Pietro, e la visita di Musei Vaticani, con rientro in serata. La quota per persona è di 365 euro. Come è noto, il celebre dipinto del Seicento attende di poter tornare a Castelnuovo a fronte dell’installazione nella chiesa parrocchiale di un adeguato sistema di sicurezza. Nel frattempo, a Roma, in tanti lo hanno già ammirato alla mostra.





  6. #26
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    Notizie di domenica 19 settembre


    Il Vescovo illustra al clero il programma del Sinodo

    Riprendono venerdì prossimo, con il nuovo anno pastorale, gli incontri periodici del clero con il vescovo. L’incontro, che si terrà alla Spezia presso la cattedrale di Cristo Re, sarà particolarmente importante in quanto, come già annunciato dal vescovo Luigi Ernesto Palletti a Cassego, immette in modo diretto nella fase diocesana del prossimo Sinodo dei vescovi. Il Papa, come è noto, ha stabilito che il Sinodo, la cui assemblea generale giunge alla sua sedicesima convocazione da quando fu istituita da Paolo VI, sia preparato in primo luogo da una fase diocesana, in tutte le diocesi del mondo. Alla Spezia, tale fase sarà aperta domenica 17 ottobre con una solenne celebrazione nella cattedrale di Cristo Re. L’incontro di venerdì è dunque proiettato verso tale importante appuntamento, al quale si unisce il percorso, a sua volta delineato dal vescovo a Cassego, di rilancio a livello diocesano della dimensione dei vicariati, intesi come gruppi di parrocchie sempre più integrate tra loro. Venerdì la giornata inizia alle 9.30 in cattedrale con l’Adorazione eucaristica e con la preghiera in comune. Poi, alle 10, sacerdoti e diaconi si riuniscono nel salone “Fanelli” per la relazione del vescovo. Seguiranno, in vista della fase sinodale, ulteriori incontri con le aggregazioni laicali, le religiose e tutte le persone interessate.

    Celebrazioni con il Vescovo
    Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti ha presieduto questa mattina alle 11, nella chiesa parrocchiale di San Pietro a Mazzetta, la Messa per la festa della Guardia di finanza.
    Per quanto riguarda il conferimento delle Cresime, le celebrazioni in programma sono le seguenti: venerdì prossimo alle 17 nella parrocchia di San Francesco a Fossitermi, sabato alle 17.30 nella parrocchia di Pagliari per i cresimandi della parrocchia del Termo, domenica alle 11.15 ad Ortonovo, quindi al pomeriggio a Nostra Signora del Molinello ai Prati di Vezzano, nei due turni delle 16 e delle 18.

    Pastorale giovanile
    Dopo la “tre giorni” tenutasi a Cassego a fine agosto, la Pastorale giovanile della diocesi, insieme all’Azione cattolica ed al Centro vocazionale, propone a tutte le parrocchie un cammino di formazione per educatori e per animatori, ragazzi e ragazze dai quindici anni in su, per riscoprire e per approfondire il proprio rapporto con Dio e con gli altri. Gli incontri si terranno al santuario di Gaggiola ogni terzo venerdì del mese, quindi il primo sarà venerdì prossimo. Lo schema di lavoro prevede l’incontro alle 19 cui seguiranno la cena, le attività di gruppo e la recita finale di Compieta. In questi giorni il responsabile don Luca Palei sta raccogliendo le indicazioni sui partecipanti. Per ogni informazione si può telefonare al riferimento della Pastorale giovanile, telefono 342.1908326.

    Verso un "noi" grande come l'umanità intera
    Domenica prossima la Chiesa cattolica celebra in tutto il mondo la Giornata del migrante e del rifugiato: argomento, questo, di rilevante importanza nel nostro mondo globalizzato ed ora accentuato da vicende recenti, come quella delle persone profughe dall’Afghanistan. Lo sottolinea in una lettera il nuovo responsabile diocesano “Migrantes”, padre Gianluigi Ameglio dei frati minori francescani, lettera nella quale annuncia che la diocesi sta preparandosi ad accogliere appunto un primo gruppo di afghani. “L’accoglienza che manifestiamo – sottolinea padre Ameglio – esprime proprio il nostro cammino diocesano verso un ‘noi’ che diventi sempre più grande, come indica il tema della Giornata. Un impegno quindi ad essere sempre più ‘cattolici’, realizzando quanto san Paolo raccomandava alla comunità di Efeso: ‘Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione, un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo’ (Efesini, 4, 4-5)”. Padre Ameglio ricorda anche la più recente lettera enciclica “Fratelli tutti”, della quale Papa Francesco riporta, nel messaggio per questa Giornata, una frase, che è la seguente: “Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più gli ‘altri’, ma solo un ‘noi’”. “Siamo tutti nella stessa barca – aggiunge il Papa – e siamo chiamati ad impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, verso un ‘noi’ grande come l’intera umanità”: parole, ovviamente, di grande ed indiscussa attualità. A livello diocesano, domenica prossima, il vicario generale monsignor Enrico Nuti presiederà alle 15 una celebrazione nella chiesa di Nostra Signora della Salute, in piazza Brin alla Spezia. Il vescovo Luigi Ernesto Palletti porterà un saluto iniziale. La scelta della chiesa di piazza Brin non è casuale: oltre a disporre di un ampio spazio in grado di rispettare le norme di distanziamento, infatti, la parrocchia è ormai da anni al centro di un quartiere, l’”Umbertino”, nel quale sono presente diverse comunità non italiane, ed è quindi soggetto attivo ed impegnato di dialogo e di confronto a diversi livelli, così come di iniziative continue di accoglienza e di integrazione. Nella sua lettera sopra citata, il nuovo responsabile diocesano dell’ufficio “Migrantes” sottolinea come la Giornata di quest’anno, celebrata appunto domenica prossima, sarà la 107esima da quando la ricorrenza venne istituita. In un primo tempo si celebrava in gennaio, nella domenica dopo l’Epifania, ma dal 2019 Papa Francesco l’ha spostata all’ultima domenica di settembre.

    Quei biscotti, segno di amicizia e condivisione
    Si è svolto alla Spezia con grande interesse dei numerosi partecipanti, l’incontro organizzato dalla commissione per l’ecumenismo e il dialogo della diocesi e dal centro culturale islamico Arrahman. L’incontro, svoltosi all’aperto in piazza Brin, era dedicato alla cura del Creato. La scelta di un giorno significativo quale è da vent’anni l’11 settembre, quasi a voler porre un segno di tipo diverso rispetto a quello tristemente ricordato da tutti, e in un luogo significativo, come una piazza nella quale ogni giorno “mondi” diversi si incontrano, è stato solo il contorno di un momento importante di approfondimento. I relatori, l’imam di Verona Mohamed Guerfi e il vicario generale della diocesi monsignor Enrico Nuti, hanno illustrato il tema della custodia del Creato all’interno delle rispettive tradizioni. Alternandosi sotto la guida di Franca Landi, docente di ecumenismo e di dialogo interreligioso, hanno cercato di spiegare brevemente come di quel tema parlano i rispettivi testi ispirati di riferimento, il Corano con la Sunna e la Bibbia. E come poi quelle indicazioni siano rilette nei documenti e in interventi autorevoli contemporanei, e come inoltre sia vissuta nella prassi delle rispettive comunità l’attenzione all’ambiente nella verifica di un possibile impegno comune.
    Gli interventi del pubblico hanno mostrato l’interesse e la competenza dei presenti. Particolarmente interessante è stata la presentazione che monsignor Nuti ha offerto del magistero di Papa Francesco sulle tematiche relative alla tutela del Creato, riprendendo anche la scia dell’importante incontro di Abu Dhabi. A sua volta, l’imam Guerfi ha richiamato l’immagine del Profeta, a sottolineare come si navighi tutti su una stessa barca e come sia pericoloso per tutti l’egoismo di chi tiene per sé la maggior parte dei beni della terra, lasciando che gli altri si arrangino, magari anche causando una rovina generale per l’umanità. Un tratto dell’incontro che è parso davvero bello e nuovo è stata la considerevole partecipazione di persone: gli organizzatori quasi non finivano più di andare a recuperare sedie nell’adiacente chiesa per far accomodare gli intervenuti. La comunità islamica, in particolare, era rappresentata in tutte le sue componenti, uomini e donne, giovani e ragazzi. Ad impreziosire l’incontro, al termine del dibattito il centro islamico della Spezia ha offerto a tutti il the con biscotti preparati secondo le tradizioni dei paesi da cui molti
    provenivano: un segno per partecipare della meraviglia che il Creato ci offre attraverso le mani di chi sa trattarlo con cura, ma anche un segnale importante di cordialità e di amicizia che sempre più si intende realizzare anche alla Spezia e in provincia.

    di Francesco Vannini



  7. #27
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    Notizie di domenica 26 settembre


    La Diocesi inizia a vivere il Sinodo

    Intraprendere un cammino in preparazione al Sinodo della Chiesa italiana e di quella universale significa innanzitutto acquisire uno stile da incarnare. Lo ha ribadito il vescovo Luigi Ernesto Palletti nell’incontro con il clero tenuto ieri l’altro alla Spezia. Riprendendo alcune citazioni del Papa, il vescovo ha sottolineato che quando si parla di sinodalità e di cammino sinodale non si tratta di presentare piani da programmare e da realizzare o decisioni pastorali da prendere ma, innanzitutto, di acquisire uno stile da incarnare e che va oltre la discussione dei problemi. Sinodo non è neppure cercare accordi o maggioranze circa soluzioni pastorali da intraprendere: al contrario, la mentalità sinodale, oltre ad essere uno stile, significa anche camminare dietro al Signore verso la gente, sotto la guida dello Spirito Santo, e porsi in ascolto dello Spirito che ci raggiunge attraverso il grido dei poveri della terra. La sinodalità ha un duplice aspetto: quello del convenire (liturgico) e quello del camminare insieme (evangelizzante). Il primo aspetto indica il rapporto della Chiesa con la liturgia eucaristica sorgente della “communio”, mentre il camminare insieme sottolinea la modalità evangelica e fraterna con cui la “communio” si attua.

    Riprendendo ancora il magistero di Papa Francesco, monsignor Palletti ha indicato come il cammino sinodale debba iniziare in ogni comunità cristiana dal basso sino all’alto, entrando sempre più nella profondità della vita delle persone. Occorre dunque ascoltare la voce di tutti i battezzati: laici, presbiteri, vescovi. In particolare, riprendendo l’introduzione del cardinale Bassetti all’assemblea generale dei vescovi italiani, ha ricordato che il senso di fede del popolo di Dio non si esprime con semplici meccanismi democratici, perché non sempre l’opinione della maggioranza è conforme al Vangelo e alla tradizione. Piuttosto esso si alimenta con l’umile accoglienza della parola di Dio, con la celebrazione dei sacramenti, con la fraternità e con la preghiera, riprendendo lo stile della prima comunità cristiana. Venendo poi a definire con quali atteggiamenti si debba compiere il cammino sinodale, il vescovo ha sottolineato come esso debba procedere, come ricordato dal Papa al convegno ecclesiale di Firenze del 2015, con umiltà, disinteresse e beatitudine, ricalcando quanto l’apostolo Paolo scriveva alla comunità dei Filippesi. Tale cammino deve essere compiuto con atteggiamento di dialogo, in ascolto insieme dello spirito e di quella voce di Dio che, come ricordava il Papa il 30 aprile scorso all’Azione cattolica italiana, “ci raggiunge attraverso il grido dei poveri della terra. In genere anche i peccatori sono i poveri della terra”. Infine monsignor Palletti ha auspicato che la preparazione al Sinodo sia motivo per la diocesi anche di una “riconciliazione sacerdotale”, ricordando che alla radice di ogni divisione nella comunità c’è sempre l’opera del maligno.
    di Paolo Cabano


    Missioni, una Chiesa in uscita
    “Testimoni e profeti” è il tema della 95ª Giornata missionaria mondiale che sarà celebrata in tutto il mondo domenica 24 ottobre per sensibilizzare tutti sul tema missionario. E l’intero mese di ottobre, che inizia venerdì prosismo, sarà ancora una volta “mese missionario”. “Nel contesto attuale c’è bisogno urgente di missionari di speranza che, unti dal Signore, siano capaci di ricordare profeticamente che nessuno si salva da solo. Come gli Apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato!”: così scrive Papa Francesco nel suo messaggio. In diocesi, scrivono a loro volta in una lettera il direttore del Centro missionario don Manrico Mancini e il vice direttore diacono Bruno Canese, “quest’anno desideriamo proporre una novità nell’annuncio missionario, andando nei vicariati a portare la nostra testimonianza alle fasce più giovani di età, per alimentare in loro la fraternità universale della Chiesa, in comunione con tutte le comunità cristiane sparse nel mondo”. Utilizzando materiale informatico come video, schede e giochi, saranno così interessate al tema missionario le diverse fasce di età, dalle scuole medie in poi. In sintonia con i parroci verranno concordati i luoghi e le date degli incontri. La Giornata del 24 ottobre sarà a sua volta preparata dalla Veglia di preghiera diocesana, che si terrà nella cattedrale di Cristo Re, alla Spezia, venerdì 22 ottobre alle 21. Anche quest’anno il materiale utile all’animazione del mese missionario non giungerà direttamente alle singole parrocchie, alle quali arriverà, insieme alla rivista “L’animatore missionario”, solo un campione (una bustina per le offerte, un manifesto, un salvadanaio): il quantitativo necessario dovrà essere prelevato presso il Centro diocesano, il quale rimane aperto in questo periodo il martedì ed il giovedì dalle 10 alle 12, il mercoledì ed il venerdì dalle 16 alle 17. Per qualunque esigenza, gli interessati possono telefonare, anche lasciando un messaggio alla segreteria telefonica, al numero 0187.739212.

    "Ripartire" senza paura pensando al "Poverello"
    Tutto è pronto al santuario dei frati minori di Gaggiola – così come nelle altre chiese francescane – per la celebrazione in forma solenne, lunedì 4 ottobre, della festa del “Poverello di Assisi”. Le celebrazioni, come sempre, saranno unite ad iniziative di solidarietà. Così sarà inaugurato al convento un piccolo alloggio – cameretta riscaldata e servizi – per accogliere pellegrini o persone che, per brevi periodi, avessero necessità di un posto riparato dove sentirsi a casa. Le celebrazioni importanti saranno, domenica prossima alle 17, la “funzione del Transito”, a ricordo della morte di Francesco, e lunedì alle 18 la Messa solenne presieduta dal vescovo Palletti, presenti le autorità. Al termine della Messa ci sarà l’inaugurazione dell’alloggio. Le due celebrazioni saranno trasmesse in diretta da Tele Liguria Sud. “Non bisogna mai aver paura di ricominciare” è il motto con cui verrà celebrata la festa di quest’anno.

    Dal colera di fine Ottocento alla pandemia, il grazie alla Madonna della Misericordia
    Sabato prossimo, 2 ottobre, torna nella chiesa parrocchiale di Campore, frazione di Maissana, la statua lignea della Madonna della Misericordia, restaurata da Margherita Levoni dello studio Martino Oberto di Genova, restauro reso possibile in gran parte grazie al contributo dei parrocchiani. Alle 10.30 il parroco don Tiziano Tamussi benedirà la statua e, a seguire, celebrerà la messa insieme al sacerdote chiavarese don Paolo Nicora, la cui famiglia è originaria di Campore. Alla Madonna della Misericordia si rivolsero i fedeli nell’Ottocento di fronte all’imperversare del colera e anche nei mesi di questa pandemia in tanti le hanno rivolto le loro preghiere.

    Rivive la storia di Niccolò V
    Niccolò V, pontefice romano dal 1447 al 1455, tornerà idealmente venerdì prossimo a percorrere le strade del centro di Sarzana, la città che gli dette i natali nel 1397. L’iniziativa è del centro di cultura e formazione che da lui prende il nome, “Niccolò V” appunto, e si inserisce in un intenso programma di iniziative culturali per l’anno in corso. Come spiega Egidio Banti, presidente del centro culturale, “la cultura, ed in particolare la cultura di ispirazione cristiana può rappresentare un importante antidoto contro i disagi portati dalla pandemia, e noi, con uno sforzo non semplice, abbiamo voluto programmare un anno di attività più denso del solito proprio anche in questa prospettiva”. La serata di venerdì prossimo, che potrà in seguito essere ripetuta anche in altre località che ne facciano richiesta, presenta diverse particolarità. La principale sta nel fatto che a dar vita alla figura del Papa ed ai personaggi vissuti con lui saranno dei ragazzi, alunni ed alunne del liceo classico che proprio da Tommaso Parentucelli prese il nome. Come spiega ancora Egidio Banti, “ai giovani è necessario insegnare non solo nozioni, ma una vera e propria passione per la cultura, rendendola parte della loro vita. Un grazie di cuore va quindi agli insegnanti del liceo, agli amici della Biblioteca Vaticana, a cominciare da Antonio Manfredi, studioso di Niccolò V, e a quanti hanno collaborato per questa inedita iniziativa”. L’appuntamento, cui tutti sono invitati (lo svolgimento all’aperto dà ampie garanzie di distanziamento sociale), è per le 21 di venerdì in piazza Matteotti, davanti a quella che fu la casa natale di Tommaso. Seguirà un percorso per alcuni luoghi significativi: l’atrio del palazzo civico, il cortile del palazzo vescovile, la piazza antistante il Museo diocesano, quella del cinema parrocchiale e infine, messo a disposizione dal parroco monsignor Piero Barbieri, il sagrato dell’antica cattedrale dell’Assunta. La rappresentazione si avvale del patrocinio del Comune di Sarzana e del sostegno della Fondazione Carispezia.

  8. #28
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    Notizie di domenica 3 ottobre


    In cammino per un nuovo umanesimo
    Messaggio del Vescovo per l'inizio dell'anno scolastico

    È da poco iniziato il nuovo anno scolastico. Com’è consuetudine, desidero rivolgermi agli studenti e alle loro famiglie, agli insegnanti e a tutto il personale del mondo della scuola. Le difficoltà legate alla pandemia si fanno ancora sentire, anche se la situazione sembra essere molto ridimensionata. La riapertura delle scuole in presenza riveste un fattore di grande importanza. L’incontro, la relazione, il camminare insieme fanno parte del processo di crescita e di formazione della persona umana. È difficilmente pensabile un apprendere legato solo alle nozioni. Certo, esse sono fondamentali e devono essere trasmesse nella loro oggettività. La persona umana ha però bisogno di accoglierle integrandole con tutta una serie di altre esperienze, di confronto con gli altri, di coinvolgimento interiore. In tal modo la scuola manifesta appieno il suo potenziale educativo nel saper integrare tutto ciò.

    Essa si rivela pertanto come una struttura portante della società, elemento primario per guardare verso un futuro che sia realmente rispettoso di ogni uomo e di ogni donna. Il conoscere porta inoltre a prendere coscienza delle risorse che abbiamo a disposizione, ma con esse anche dei limiti che segnano la nostra esistenza. L’ambiente in cui viviamo ci interpella ogni giorno: inquinamento, violenza, tensioni… Nel contempo i segnali di bene non mancano, anche se fanno meno rumore. Penso al volontariato, alla solidarietà, alla vicinanza tra le generazioni. Viviamo nella consapevolezza delle potenzialità che la scienza e la tecnica pongono a nostra disposizione. Nel contempo però facciamo esperienza della nostra estrema fragilità, fisica, interiore e sociale. Dobbiamo lavorare insieme per consolidare ciò che di buono è presente in mezzo a noi, sapendo però che il rispetto della persona umana, il valore della vita umana, la compartecipazione alle responsabilità della vita della propria citta, del proprio paese, non si acquisiscono una volta per tutte ma devono essere curate, coltivate e alimentate ogni giorno, anzi ogni istante.

    Non è però sufficiente l’impegno, sia pur generoso, della singola persona. È necessaria un’azione culturale rinnovata, un nuovo umanesimo. Solo in una visione integrale dell’uomo, posto all’interno del creato, può ravvivarsi la speranza di un futuro dignitoso e rispettoso della persona e dell’ambiente che la circonda. In tutto ciò la dimensione del cammino educativo scolastico si manifesta come luogo privilegiato per accogliere, apprendere, condividere un sapere capace di formare e incrementare quella cultura di cui tutti abbiamo rinnovata necessità. Solo se l’uomo è posto al centro di ogni progetto, con la sua piena dignità e con il riconoscimento del valore della vita, si potrà sperare concretamente in un futuro migliore. Concludo, pertanto, ringraziando coloro che, a qualunque titolo, vivono e lavorano nel mondo della scuola, consapevole di quanto sia importante il loro impegno e la loro dedizione. A tutti e a ciascuno desidero porgere i migliori auguri affinché l’anno scolastico che è da poco iniziato porti frutti di crescita e rinnovata maturità, personale e sociale. Con viva cordialità.

    + Luigi Ernesto Palletti


    Le celebrazioni per San Francesco
    Domani è la festa solenne di San Francesco, patrono d’Italia. Celebrazioni si svolgono in tutta la diocesi ed in particolare nelle chiese francescane o intitolate al “poverello di Assisi”. In particolare, al santuario di Gaggiola, sede del convento spezzino dei frati minori francescani, già oggi [domenica 3] alle 17 ha luogo la liturgia della rievocazione del “transito”, ovvero del momento della morte del santo, avvenuta nel 1226 alla Porziuncola. A seguire, alle 18, si è svolta l’ultima celebrazione del triduo preparatorio alla festa.
    Domani le Messe al santuario saranno numerose, a beneficio dei molti fedeli che in queste circostanze salgono sulla collina di Gaggiola. Alle 18 il Vescovo Luigi Ernesto Palletti presiederà la Messa solenne, presenti sacerdoti della diocesi, religiosi e religiose e le autorità civili e militari. Il sindaco e presidente della Provincia Pierluigi Peracchini accenderà la lampada della pace e terrà il consueto discorso alla città. Al termine della celebrazione, nei locali vicini al santuario il vescovo benedirà alcuni nuovi locali attrezzati come piccola foresteria per persone bisognose di alloggi temporanei: un ulteriore segnale del legame molto stretto a Gaggiola, e ovviamente non solo a Gaggiola, tra le celebrazioni liturgiche e l’impegno di solidarietà sociale, particolarmente urgente nel periodo attuale.

    All'Istituto di Scienze religiose una tesi di laurea su Itala Mela
    La beata Itala Mela, nata e morta alla Spezia nel secolo scorso, è conosciuta soprattutto per il pensiero mistico legato al tema della Trinità, la cosiddetta “inabitazione trinitaria”. La beata, però, aveva sviluppato anche importanti tematiche di mariologia, tanto da potersi dire che il nome da lei scelto come oblata benedettina, Maria della Trinità, unisse insieme due pilastri del suo pensiero mistico. Proprio alla mariologia di Itala Mela, spesso trascurata, ha dedicato ora una tesi di baccalaureato la studentessa dell’Istituto superiore ligure di Scienze religiose Erika Cecina, proveniente dalla parrocchia di San Francesco di Sarzana. Erika ha discusso giovedì scorso a Genova il suo lavoro, “Mihi vivere Christus est: la concezione mariologica della beata Itala Mela”, ottenendo il massimo dei voti, trenta su trenta. La tesi, che conclude in modo brillante il primo triennio di studi, è stata seguita come relatore dal docente di teologia don Piero Milazzo, parroco di Follo. L’Istituto ligure, che proprio domani inizierà le lezioni del nuovo anno accademico rendendo operativo anche il “polo” di via Malaspina alla Spezia, si conferma così come una piccola “fucina” di aggiornamento del pensiero teologico e storico cristiano, con riferimento anche a tematiche liguri e diocesane.



  9. #29
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    Notizie di domenica 17 ottobre


    Giornata missionaria, venerdì la veglia
    Prosegue il mese missionario, e si avvicina, domenica prossima, la Giornata missionaria mondiale, dedicata quest’anno al tema “Testimoni e profeti”. Venerdì, in preparazione alla Giornata, si terrà alla Spezia la tradizionale Veglia diocesana, con inizio alle 21 nella cattedrale di Cristo Re. La Veglia sarà presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti ed introdotta dal nuovo direttore del centro missionario diocesano don Manrico Mancini. L’evento è infatti organizzato come sempre dal Centro missionario in collaborazione con la Caritas e con l’ufficio diocesano “Migrantes”. Nel corso della serata si alterneranno momenti di preghiera e riflessioni sui temi proposti dal Santo Padre. Due gli interventi che sono stati previsti: parleranno don Pietro Pigollo, sacerdote genovese “Fidei Donum”, rientrato di recente dopo un periodo di missione a Cuba, e il vescovo africano di Bubanza, in Burundi, Jean ‘Ntagwarara. Concluderà poi il vescovo Palletti. “Nel contesto attuale – scrive in particolare il Papa nel messaggio diffuso in questa circostanza – c’è bisogno urgente di missionari di speranza che, unti dal Signore, siano capaci di ricordare profeticamente che nessuno si salva da solo. Come gli apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato!”.

    Don Renzo, vedere Cristo negli altri
    “Grazie zio … Carlo Acutis sarà felice di incontrarti, continua a vegliare su di noi”. Così ha scritto su Facebook Marta, la nipote di don Renzo Cortese, spentosi martedì. E’ stato bello accostare il giovane beato Carlo, morto a quindici anni, a un sacerdote sì molto anziano – novant’anni tra pochi mesi – ma sempre giovane nell’animo: la giovinezza della missione e della fedeltà a Cristo, tanto forte da fargli chiedere, come ha raccontato il fratello Roberto, di poter celebrare un’ultima Messa sul letto dove pochi giorni dopo avrebbe chiuso gli occhi. Se sono tante le figure di preti che, ad onta di luoghi comuni e di polemiche ingiuste, rendono onore al sacramento dell’ordine, non c’è dubbio che don Renzo, con la sua esuberanza giovanile ed una straordinaria fantasia pastorale, sia stato negli ultimi decenni uno di coloro la cui testimonianza è stata più conosciuta e seguita. Lo hanno confermato i tanti che venerdì hanno affollato la basilica concattedrale di Santa Maria Assunta di Sarzana, dove il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha presieduto il rito funebre (don Renzo era canonico del capitolo sarzanese) ed anche quelle che giovedì sera hanno vegliato il feretro a Lerici, il luogo dove ha abitato negli ultimi anni, e poi venerdì gli hanno reso omaggio in San Francesco a Sarzana, dove era stato parroco dal 1997 al 2017. Ma l’azione pastorale di don Cortese, che il vescovo Giuseppe Stella aveva ordinato prete il 3 luglio 1955 al Limone, dove risiedeva la famiglia, è stata davvero a tutto campo. Del resto, già in seminario era l’unico riportare dieci in tutte le discipline. Divenuto sacerdote, non mancava mai di far pervenire ai confratelli un biglietto di auguri per l’anniversario di ordinazione, firmandolo “i confratelli sacerdoti”: una sorta però di segreto di Pulcinella perché tutti conoscevano la sua calligrafia. Nel 1960, dopo alcuni anni come curato a Pegazzano e poi a Cristo Re, era già parroco a Madrignano, dove ancora lo si ricorda, a bordo di un trattore, percorrere la nuova strada per Usurana, che aveva contribuito a costruire, collegamento importante con il capoluogo di Calice. Essere prete, per lui, voleva dire capire le esigenze di tutti, e spendersi per realizzarle: il Vangelo delle beatitudini, letto nel corso delle esequie, era vita vissuta, alla sequela di Cristo. Nel 1965 diventa assistente dei giovani di Azione cattolica, proprio negli anni non facili del “dopo Concilio”, e contribuisce ad avviare la feconda stagione dei “campi scuola”. Nel 1975 è parroco alle Grazie, dove realizza il “sogno” della solenne incoronazione della Vergine: accontenta così il popolo di Dio, ma lo sprona a una fede intensa, rappresentata, ad esempio, dai pellegrinaggi dell’alba dalla cappella del Pezzino sino al santuario, nel giorno della festa. Il vescovo Siro Silvestri lo chiama per alcuni anni alla guida della Caritas. Sarà anche segretario delle comunicazioni sociali, direttore dell’ufficio pastorale, cappellano dell’ospedale. Ma il suo cuore era il grande cuore di un parroco, nel solco di una spiritualità francescana e insieme mariana. Così, dal 1993 al 1997 è parroco di San Francesco a Fossitermi, e poi di San Francesco a Sarzana. Ma non si ferma in parrocchia, perché, per lui, la Chiesa è sempre stata “Chiesa in uscita”. Scoppia la guerra in Bosnia e tra il 1992 e il 1993, con alcuni volontari, si reca a più riprese sino a Mostar, per portare aiuti alle comunità cristiane. Nel 1994 va oltre, e raggiunge il Ruanda, sfidando un’altra terribile guerra civile. Numerose sono state, negli anni, le visite e i pellegrinaggi a Medjugorie. Ritiratosi a Lerici, ha continuato a celebrare, a confessare, ad additare ai fedeli la Madonna di Maralunga. E’ morto sereno, anche grazie a quell’ultima Messa celebrata a letto, e noi vogliamo ricordarlo così.
    di Egidio Banti



    Agenda del Vescovo
    Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti parteciperà giovedì prossimo, all’aeroporto militare di Cadimare, alla cerimonia di giuramento del 95° corso degli allievi Onfa. Domenica prossima celebrerà Messa e conferirà le Cresime a Romito Magra, nei due turni delle 9.30 e delle 11.30, ed alle 16 a Pieve di Zignago.

    Sarzana, festeggiamenti per san Lazzaro
    Il programma dei festeggiamenti di quest'anno prevede in primo luogo le sante messe del Triduo nei giorni di martedì 19, mercoledì 20 e giovedì 21 ottobre (ore 17:00) con la partecipazione dei parroci di Santa Caterina (don Pietro Cattaneo), Sarzanello (Padre Anil Perike) e Nostra Signora del Carmine (don Gilberto Caceres).
    Il giorno venerdì 22 ottobre, data ufficiale che ricorda l'anniversario della consacrazione della chiesa parrocchiale (22 ottobre 1880), verrà organizzata nella piazza adiacente il plesso scolastico la Fiera di San Lazzaro, dove nel pomeriggio verranno preparate anche le caldarroste grazie alla collaborazione del Gruppo Trebbiatori Val di Magra. La santa messa solenne, prevista per le ore 18:00 in chiesa, sarà presieduta da Don Franco Pagano, parroco di San Francesco e Vicario foraneo di Sarzana.
    Il giorno sabato 23 ottobre, a partire dalle ore 20:00, verrà organizzata presso i locali del centro sociale di San Lazzaro la cena comunitaria, grazie alla collaborazione tra la parrocchia e il Gruppo Trebbiatori. Per partecipare alla cena è obbligatorio il possesso del Green pass e la prenotazione al numero 3407744355.
    Come da tradizione, infine, si svolgerà anche la pesca di beneficenza presso il salone parrocchiale nei giorni dal 19 al 24 ottobre (negli orari delle messe).

    Una clinica oculistica a Bukavu
    E’ stata inaugurata nei giorni scorsi a Bukavu, in Congo, una clinica oculistica che, idealmente, parla spezzino. Il presidio sanitario porta infatti la firma di padre Emilio Carlo Ratti, religioso dei frati minori originario di Piana Battolla, ma che da molti anni opera in Africa nell’ambito delle attività missionarie francescane. La realizzazione della clinica è stata resa possibile grazie anche al notevole sostegno fornito dall’associazione “San Francesco onlus – La Spezia”, attiva da anni presso la fraternità di Gaggiola. Alla cerimonia di inaugurazione era presente l’arcivescovo di Bukavu François-Xavier Maroy, che ha benedetto i locali, incoraggiando padre Ratti e tutti i suoi collaboratori nel proseguire l’importante opera avviata. Bukavu si trova nella zona orientale della Repubblica del Congo, sulle rive del lago Kivu, in una regione molto povera e spesso travagliata da guerre e rivolte: è infatti proprio la regione dove, alcuni mesi fa, è stato ucciso in un agguato l’ambasciatore italiano Luca Attanasio con due suoi collaboratori. Padre Ratti ha due lauree: una in biologia, l’altra in medicina, ed è uno specialista iridologo. In Congo però ha operato ed opera anche come ostetrico, e sin dal 1995 ha fondato un primo ospedale per bambini. Il suo obiettivo era ampliarlo con una clinica oculistica, ora inserita nell’ospedale diocesano di Nyantende. Le apparecchiature sono arrivate nei mesi scorsi in due container inviati dai tanti amici spezzini. E con le apparecchiature anche un medico specialista, il genovese Alberto Hesse, che lavorerà come volontario.

    Tesori della fede cristiana
    Ha preso il via sabato scorso alla Spezia il secondo ciclo di “Sanctuaria”, l’iniziativa di visite guidate “lungo le antiche strade: luoghi della devozione tra natura, arte e storia”. L’iniziativa è volta alla conoscenza di alcuni dei luoghi di culto più cari alla popolazione nel territorio del capoluogo ed è curata dai servizi culturali del Comune, sulla base di un’idea del consigliere Marco Tarabugi. Ieri un bel gruppo di persone ha così visitato la chiesa storica di San Bartolomeo, nella borgata di Pitelli. L’obiettivo, certamente apprezzabile, è quello di valorizzare un vasto patrimonio da conoscere e da apprezzare. Si tratta infatti di edifici sacri che caratterizzano i dintorni del centro cittadino, spesso in corrispondenza del passaggio della antica viabilità pedonale. Le visite, che si svolgeranno tutti i sabati sino al mese di novembre, faranno tappa, nelle prossime settimane a San Vito di Marola, Sant’Andrea di Fabiano, San Martino di Biassa e infine a San Michele vecchio a Pegazzano. Nel primo ciclo, svoltosi in primavera, erano state invece visitate la pieve di San Venerio e le chiese San Giacomo di Isola, Sant’Anna di Sommovigo, Madonna dell’Olmo e Madonna dell’Acquasanta. Le visite si svolgono a cura delle guide dell’associazione Guide Turistiche Liguria, sezione della Spezia: ai partecipanti viene fornita una piccola brochure con relativa cartina utile a collocare topograficamente le chiese e a darne informazioni storiche ed artistiche, con testi di Andrea Marmori e di Giacomo Paolicchi. La partecipazione è gratuita, con prenotazione telefonica obbligatoria al numero del Museo “Lia” (telefono 0187.727220) dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18. In base alle disposizioni di sicurezza vigenti, le visite saranno rivolte ad un numero limitato di iscritti, con la scelta di un orario tra mattino e pomeriggio, sino ad esaurimento dei posti disponibili.

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    Notizie di domenica 24 ottobre


    «Riscopriamo la vera essenza del Vangelo»
    La diocesi della Spezia – Sarzana – Brugnato ha iniziato domenica scorsa il proprio cammino sinodale con la Messa presieduta nella cattedrale di Cristo Re dal vescovo Luigi Ernesto Palletti. A fianco a lui erano il vescovo africano di Bubanza, in Burundi, Jean ‘Ntagwarara, ospite in questo periodo alla Casa del clero spezzino, i canonici della cattedrale e, per espressa volontà del vescovo, i nuovi vicari foranei, designati nelle settimane scorse: la loro presenza accanto al vescovo ha voluto indicare un ulteriore elemento di “sinodalità”, ovvero di “cammino comune” della Chiesa locale. Nei banchi della chiesa concelebravano inoltre numerosi altri sacerdoti. All’omelia, monsignor Palletti ha tracciato le linee di questo cammino. “L’obiettivo del Sinodo – ha detto il vescovo, prendendo spunto dal Vangelo della liturgia domenicale – è la sinodalità, cioè lo sforzo di riuscire a camminare insieme dietro al Signore. E’ proprio quella piccola parola, insieme, a cambiare l’orizzonte del nostro sguardo. È bello, però, pensare che anche gli apostoli hanno faticato; a volte la fatica può diventare motivo di sconforto, ma questo brano, invece, è di grande conforto, perché ci fa comprendere che il Signore ha voluto attorno a Sé proprio quelle persone, con quelle difficoltà, con quelle incomprensioni, con quel modo di camminare che gradualmente hanno dovuto impostare in modo diverso alla luce dello Spirito. Con queste premesse, con questo precedente, il cammino che oggi iniziamo non è più riservato a qualcuno ben preparato e ben impostato, ma può e deve diventare un cammino accessibile a tutti”. “Il nostro – ha proseguito – dovrà essere un cammino comunitario, alla sequela del Signore: non semplicemente un cammino di discepolato da compiere insieme a Lui, ma un cammino da fare con Lui per portare Lui agli altri, un cammino di missione, di evangelizzazione. Non possiamo dunque confidare solo sulle nostre forze, ma nella potenza dello Spirito Santo che ci precede, ci illumina, ci stimola e ci chiede conversione…
    Il camminare insieme significa condividere, ascoltare, dialogare partendo dal profondo esistenziale di ogni persona, che è fatta ad immagine e somiglianza di Dio, comprendendo bene come in noi rimangano la fragilità, la debolezza, la contraddizione, il peccato … E per compiere questo cammino sono necessarie tre caratteristiche: semplicità, sobrietà, essenzialità”. “Per concludere – ha osservato infine Palletti – potremmo dire questo: ci viene chiesto di riscoprire l’essenza del Vangelo, la sua bellezza. San Francesco avrebbe detto: il Vangelo ‘sine glossa’, che non vuol dire senza insegnamento magisteriale, ma senza sovrastrutture. Tante nostre interpretazioni sono finalizzate spesso a ridurre tutto ciò che nel Vangelo è scomodo: dobbiamo dunque tornare in modo sano e sereno alla freschezza del Vangelo, dobbiamo metterci in ascolto della Parola del Vangelo, attenti alla voce dello Spirito. Arriveremo così alla mèta, che è anche lo scopo del Sinodo: la comunione con Dio e con i fratelli”.
    di Giuseppe Savoca



    La Giornata missionaria
    Si è tenuta oggi anche in diocesi la Giornata Missionaria mondiale, con riflessioni, preghiere e raccolta di offerte in tutte le chiese, a beneficio delle Pontificie Opere Missionarie. In preparazione della Giornata, ieri l’altro, in cattedrale alla Spezia, si è tenuta la tradizionale Veglia organizzata dal Centro missionario diocesano in collaborazione con la Caritas e con l’ufficio “Migrantes”. La Veglia è stata presieduta dal vescovo. Erano presenti ragazze e ragazzi cresimandi con genitori e padrini, e molti giovani, in un clima di preghiera vissuta intensamente e animata dal coro. All’altare campeggiavano cinque drappi colorati a significare i cinque continenti, con le effigi di altrettanti testimoni/profeti/missionari, tra i quali Tonino Bello per l’Europa, santa Teresa di Calcutta per l’Asia, il vescovo martire san Oscar Romero per le Americhe, santa Bakita per l’Africa. Ha portato la sua testimonianza diretta il sacerdote genovese don Pietro Pigollo, reduce da cinque anni trascorsi a Cuba come sacerdote “Fidei donum”. Al centro dell’altare è stato esposto il Santissimo Sacramento, a significare che con Cristo vivo e vivente possiamo attingere la forza e la perseveranza per annunciarlo con la vita e con la parola ad ogni uomo, in tutti icontinenti. Il vescovo, nelle conclusioni, ha sottolineato come la forza propulsiva della missione stia in primo luogo proprio nella preghiera.

    Le celebrazioni di Ognissanti
    Domenica prossima, vigilia della solennità di Ognissanti, il vescovo diocesano celebrerà alle 18 la Messa vigiliare nella chiesa parrocchiale di San Pietro a Mazzetta e conferirà la Cresima. Il giorno dopo, nella solennità (festa di precetto) presiederà la Messa pontificale alle 10.30 nella chiesa cattedrale di Cristo Re alla Spezia e alle 18 nella basilica concattedrale di Santa Maria Assunta a Sarzana.

    Don Bagnasco parroco emerito
    Con un recente decreto del vescovo, don Gian Luigi Bagnasco, parroco di Sant’Andrea in Levanto dal 2001, è stato nominato parroco emerito. Nativo egli stesso di Levanto, don Bagnasco, ordinato sacerdote nel 1973, ha ricoperto in precedenza numerosi incarichi pastorali, ed è stato anche l’ultimo vice postulatore della causa di beatificazione di Itala Mela. A Levanto continuerà a collaborare con la parrocchia e mantiene la carica di assistente spirituale della confraternita di San Giacomo apostolo. Nel frattempo, il vescovo, in sua sostituzione, ha nominato amministratore parrocchiale don Alessio Batti, vice parroco di Nostra Signora della Guardia e di Montale.

    Domani il decennale dell'alluvione
    Sono già passati dieci anni, ma in provincia della Spezia e in Lunigiana il ricordo della disastrosa alluvione del 25 ottobre 2011 è ancora purtroppo ancora molto presente. Quel giorno, nelle prime ore del pomeriggio, violente precipitazioni colpirono il territorio che dal mare delle Cinque Terre raggiunge la Val di Vara, e da lì, scavalcando anche l’Appennino, provocarono numerose vittime e ingenti danni. Le comunità dei paesi colpiti hanno deciso sin dal primo anniversario di ricordare l’evento. E lunedì 25 ottobre, alle 15.00, ci sarà una celebrazione di vallata: il vescovo Luigi Ernesto Palletti presiederà la messa nel piazzale dell’abbazia dell’Accola, nei pressi del cimitero di Borghetto Vara. L’abbazia, pur trovandosi in territorio di Borghetto, appartiene da secoli al capitolo dell’antica cattedrale di Brugnato. Il luogo prescelto unisce quindi idealmente le due comunità, violentemente colpite dall’alluvione, con Borghetto che pagò con sette vittime. Assieme al vescovo ci saranno i sacerdoti delle zone colpite, le autorità, le confraternite. Anche a Monterosso, alle 15, sarà celebrata una Messa in Largo Usai, dedicato alla memoria di Sandro, vittima monterossina di quel tragico giorno. Sempre domani, 25 ottobre, alle 17 a Brugnato si terrà una Messa di Ringraziamento al Santuario di Nostra Signora dell’Olivo.

    Religiose spezzine a Roma per l'ordinazione di Marini
    Domenica scorsa, come è stato ampiamente riportato, monsignor Guido Marini, sacerdote genovese che per molti anni ha svolto il ruolo di maestro delle cerimonie del Santo Padre, è stato ordinato vescovo di Tortona, diocesi appartenente alla regione ecclesiastica della Liguria. Al rito, presieduto da Papa Francesco, erano presenti quattro religiose della Piccola Opera Regina degli Apostoli, due delle quali di origine spezzina. Don Marini, infatti, ha seguito a lungo la congregazione che, sorta in Liguria nel secolo scorso per iniziativa di suor Ada Taschera, è presente alla Spezia da molti anni, in particolare nella conduzione della Casa del clero. Marini ha presenziato anche ad alcuni capitoli generali, avendo modo di arricchire le persone e le comunità che ha incontrato in tali occasioni. Di qui la partecipazione al rito di ordinazione in San Pietro della madre generale suor Paola Barenco e di altre consorelle. Nei giorni precedenti all’annuncio della nomina a vescovo, inoltre, monsignor Marini, di passaggio da Sarzana, si era incontrato anche con la comunità locale delle monache Clarisse, alcune delle quali genovesi. Anche con la loro comunità, infatti, è legato da vincoli di amicizia e di guida spirituale. Non potendo le monache di clausura partecipare alla celebrazione a Roma, l’hanno seguita con la preghiera e nel ricordo dell’incontro recente.


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