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Discussione: Matrimonio Islamico di una Cristiana Cattolica e validità

  1. #1
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    Matrimonio Islamico di una Cristiana Cattolica e validità

    Buongiorno, vorrei sapere se il matrimonio islamico contratto da una Cristiana Cattolica con un uomo musulmano sia ritenuto valido o meno.
    Grazie in anticipo.

  2. #2
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    La Chiesa Cattolica non riconosce la validità di alcun matrimonio se non quello celebrato con il sacramento celebrato dal ministro cattolico, quindi no, il matrimonio islamico non è assolutamente valido per la Chiesa Cattolica.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  3. #3
    Saggio del Forum L'avatar di Laus Deo
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    Vedo questa discussione quasi per caso e, pur essendo già passata più di una settimana (non so se Maria Carmela tornerà a guardare la discussione da lei aperta), mi permetto di integrare la risposta un po' lapidaria e stringata di Abbas.

    Per i battezzati cattolici, il can. 1108 del Codice di diritto canonico, con una norma di pura disciplina ecclesiastica, impone per la validità del matrimonio l'osservanza della forma canonica, ovvero in modo un po' approssimato "il matrimonio celebrato in chiesa" (in realtà i requisiti non sono liturgici o cultuali ma di altro genere, e in particolare si richiede che il matrimonio avvenga davanti al parroco del luogo oppure a un sacerdote dotato di delega per ricevere quel consenso matrimoniale).

    Quindi la precisazione fondamentale da fare alla risposta di Abbas è che essa è vera se almeno uno dei due che si sposano è cattolico, altrimenti no. Due italiani non battezzati che si sposano civilmente celebrano un matrimonio almeno presuntivamente valido (e quindi anche indissolubile, essendo questa una proprietà essenziale di ogni matrimonio valido, anche non sacramentale: cfr. GS 48ss). Due battezzati protestanti che si sposano civilmente celebrano un matrimonio almeno presuntivamente valido, indissolubile e sacramentale (in base alla dottrina cattolica, ogni matrimonio valido tra due battezzati è per ciò stesso sacramento).

    Non sottostanno all'obbligo che i cattolici hanno di osservare la forma canonica pena l'invalidità del matrimonio, oltre a coloro che hanno ricevuto nel caso specifico dispensa dall'obbligo, quanti ricadono in due eccezioni:
    a) quanti si sposano con rito religioso ortodosso (in questo caso, anche senza dispensa dalla forma canonica, il matrimonio è solo illecito ma non invalido);
    b) quanti si sono sposati tra il 27 novembre 1983 e l'8 aprile 2010 e all'epoca del matrimonio avevano abbandonato con atto formale la Chiesa cattolica; è una clausola di esenzione che era stata introdotta con l'entrata in vigore della seconda edizione del Codice di diritto canonico (1983), e che è stata abrogata da Benedetto XVI nel 2010. Si tenga presente che per i matrimoni celebrati nei paesi a maggioranza musulmana questo abbandono formale (e più precisamente l'adesione alla religione islamica) viene normalmente richiesto per scritto prima di ammettere al matrimonio, ma solo agli uomini, in quanto secondo la loro concezione la donna segue automaticamente la religione del marito, e quindi nulla osta che una non islamica sposi un musulmano, mentre non è accettabile che una musulmana sposi un non musulmano.

    Fatte tutte queste precisazioni, si può concludere che la risposta data da Abbas (il matrimonio per essere valido deve essere stato "celebrato dal ministro cattolico") è vera a tre condizioni:
    1) che almeno uno dei due sia battezzato cattolico;
    2) che non sia stata concessa previamente la dispensa dall'obbligo della forma canonica;
    3) che il matrimonio non sia stato celebrato tra il 27 novembre 1983 e l'8 aprile 2010 o, se l'epoca era quella, che la parte cattolica non fosse in stato di abbandono formale della Chiesa cattolica.

  4. #4
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Citazione Originariamente Scritto da Laus Deo Visualizza Messaggio
    2) che non sia stata concessa previamente la dispensa dall'obbligo della forma canonica;
    A questo punto facciamo una precisazione alla precisazione, perché al momento le cose sono un po' ingarbugliate e si possono fraintendere.
    La dispensa dall'obbligo della forma canonica (ovvero la celebrazione secondo il rito cattolico) può essere concessa dall'Ordinario solo qualora sussista una grave difficoltà alla celebrazione del matrimonio in forma canonica, con l'obbligo che questo venga officiato in forma pubblica, riconosciuto civilmente e che la parte cattolica prometta di mantenere la propria fede. In tal modo il sacramento esiste in virtù della fede della parte cattolica, benché non celebrato secondo la forma canonica e il rito cattolico.
    Tuttavia il fatto che tale dispensa si possa concedere solo se sussiste una grave difficoltà alla celebrazione del matrimonio, rende l'eventualità assai remota almeno nei Paesi Occidentali, forse nei Paesi con maggioranze di altre religioni - specialmente se teocratici, effettivamente o di fatto - potrebbe essere più frequente.
    Questo significa che il matrimonio è valido in virtù della dispensa previamente concessa.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

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