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Discussione: Cronache della diocesi di Savona - Noli anno 2022

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    Cronache della diocesi di Savona - Noli anno 2022

    Ultima modifica di Lettore 75; 01-01-2022 alle 20:58
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    Breve storia della Diocesi di Savona-Noli

    La diocesi di Savona-Noli (in latino: Dioecesis Savonensis-Naulensis) è una sede della Chiesa Cattolica in Italia , suffraganea dell’Arcidiocesi di Genova e appartenente alla Regione Ecclesiastica della Liguria.La diocesi comprende la parte orientale della provincia di Savona e un lembo della parte occidentale della città metropolitana di Genova. Confina con le diocesi di Albenga-Imperia, di Mondovì, di Acqui e l'arcidiocesi di Genova.Sede vescovile è la città di Savona, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine. A Noli si trova la concattedrale di San Pietro. Nel territorio diocesano sorgono anche tre basiliche minori: Nostra Signora della Misericordia a Savona, San Giovanni Battista e San Biagio a Finale Ligure. A Noli è sita anche l'antica cattedrale di San Paragorio.Il territorio della diocesi si estende su 394 km² ed è diviso nei 5 Vicariati : di Albisola-Stella, Finale Ligure-Noli, Savona, Vado Ligure, Varazze, nei quali sono presenti 71 parrocchie:- 68 nella provincia di Savona, nei comuni di: Albisola Superiore, Albissola Marina, Bergeggi, Calice Ligure, Celle Ligure, Finale Ligure (escluse le frazioni di Gorra e Olle) , Noli, Orco Feglino, Quiliano, Rialto, Savona, Spotorno, Stella, Vado Ligure, Varazze e Vezzi Portio.- 3 nella città metropolitana di Genova, nel solo comune di Cogoleto.L'odierna diocesi è frutto dell'unione delle diocesi di Savona e di Noli stabilita dalla Congregazione per i Vescovi nel 1986.SAVONAIncerta e dibattuta è l'origine della diocesi di Savona, soprattutto dopo le recenti acquisizioni archeologiche ed epigrafiche, che hanno messo in crisi il dato tradizionale, che si basava principalmente su due punti: che la diocesi di Savona fosse erede di una precedente diocesi di Vado, il cui primo vescovo noto sarebbe Benedetto, che prese parte al concilio romano del 680; e che verso la fine del X secolo, con il vescovo Giovanni, la sede fosse stata trasferita da Vado a Savona.Gli scavi sulla collina del Priamar e le scoperte ivi compiute hanno indotto l'archeologo Varaldo a ipotizzare che Savona sia stata la prima sede della diocesi, fondata durante il breve periodo della restaurazione bizantina tra VI e VII secolo, e che, dopo la distruzione della città ad opera di Rotari nel 643, la sede episcopale sia stata trasferita a Vado. Inoltre, «non vi sono al momento conferme archeologiche del tutto probanti per il primo insediamento cristiano e per la tradizionale eventuale anteriorità della sede vescovile [di Vado] rispetto a quella di Savona».Anche la cronotassi episcopale è incerta, per l'alternanza dei titoli Vadensis e Saonensis almeno fino all'XI secolo, quando si impone il titolo Saonensis. L'attribuzione di Benedetto a Vado è oggi messa in discussione, a partire dalle varie lezioni dei manoscritti, che porterebbero ad attribuire questo vescovo alla diocesi di Alba in Piemonte.[5] Una diocesi di Vada è attestata per la prima volta con certezza solo nell'825, quando un suo vescovo appare nel capitolare olonense di Lotario I; nell'864 Stadelberto, episcopus vadensis, prese parte ad un concilioprovinciale celebrato a Milano;[4] nell'887 è documentato il vescovo Romolo, venerabilis episcopus saonensis.Queste sono le prime attestazioni certe dell'esistenza della diocesi di Vado/Savona e dei suoi vescovi, e niente, dal punto di vista letterario, epigrafico o archeologico, «autorizza per ora a sostenere l'istituzione di una diocesi a Vada Sabatia o a Saona prima degli inizi del IX secolo» A complicare ulteriormente l'indagine storica è stata la scoperta, alla fine dell'Ottocento, nella chiesa di San Paragorio a Noli, di una lastra sepolcrale con l'iscrizione di un episcopus Theodo[rus] o Theodo[sius] databile tra la fine del VI secolo e l'inizio del VII, che ha suscitato un ampio dibattito fra storici e archeologi con diverse proposte di interpretazione circa la presenza della sepoltura di un vescovo a Noli in quell'epoca.Fin dal IX secolo è attestata la suffraganeità dei vescovi di Savona alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Milano. I diplomi imperiali del 992, del 999 e del 1014 confermarono ai vescovi Bernardo, Giovanni e Ardemano tutti i loro possedimenti con i privilegi e i benefici connessi, aiutando così a determinare il territorio di competenza dei vescovi di Savona.[8] Con l'XI secolo, Savona diviene la sede unica della diocesi, trasferimento «ricondotto alla concreta minaccia delle scorrerie dei Saraceni, con la conseguente "risalita in altura"» In questo contesto viene riqualificata la chiesa sulle alture del Priamar, riconducibile all'età longobarda, trasformata nella prima cattedrale diocesana, dedicata alla Madonna; di questo edificio restano oggi pochi resti, dopo che l'intero isolato venne demolito alla fine del XVI secolo per la costruzione della fortezza del Priamar.Per essersi schierata a fianco dell'imperatore contro il papa, la diocesi di Savona fu punita con la perdita di una piccola porzione di territorio, nel 1239, e la costituzione della diocesi di Noli; eccetto un breve periodo fra il 1502 ed il 1503 in cui le due diocesi furono unite aeque principaliter, Noli rimase diocesi indipendente fino al 1820.Nel 1327 il vescovo Federico Cibo colpì con l'interdetto la città di Savona, in cui le contese fra guelfi e ghibellini erano sfociate in aperte violenze. L'interdetto durò fino al 1336, quando papa Benedetto XII lo rimosse, benché le violenze non fossero nel frattempo *****te.Risale al 1356 un primo elenco completo delle parrocchie che costituivano la diocesi savonese. Nel 1370, all'epoca del vescovo Antonio de' Saluzzi, in seguito trasferito a Milano, fu stabilito un nuovo statuto per i canonici della cattedrale, che stabiliva norme precise sulla vita comune e sul servizio religioso. A partire da questo periodo e fino al XVI secolo, la sede savonese fu occupata da nobili provenienti dalle più importanti famiglie genovesi e della Liguria: Della Rovere, Riario, Spinola, Fieschi, Grimaldi, Centurioni. Nel Cinquecento, la cattedrale venne trasferita nell'antica chiesa francescana di San Francesco, ricostruita e consacrata all'Assunta. Nel 1536 la Vergine Maria apparve al giovane contadino Antonio Botta il 18 marzo e l'8 aprile; sul luogo delle presunte apparizioni venne eretto il santuario della Madonna della Misericordia.Due vescovi di Savona furono eletti papa tra Quattrocento e Cinquecento: Innocenzo VIII e Giulio II.Gian Ambrogio Fieschi (1564-1576), fu il primo vescovo ad attuare con decisione i decreti di riforma emanati dal concilio di Trento, seguito da altri vescovi. «Rimane una ricca documentazione nell'archivio diocesano di una cura pastorale articolata in venti visite pastorali alle parrocchie, quattordici sinodi diocesani, numerosi editti occasionali per il culto, i sacramenti, l'amministrazione, la vita del popolo cristiano, i maestri di scuola; l'erezione del seminario nel 1568; due processi per eresia e numerosi altri processi per stregoneria e superstizione». Nel Seicento, gli scontri tra il vescovo e varie istituzioni cittadine valsero a Francesco Maria Spinola l'esilio dalla città; dovette risiedere ad Albisola per ventuno anni.Il 5 aprile 1806 la diocesi di Savona entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Genova, perdendo così la sua secolare dipendenza da Milano. Nel periodo napoleonico, papa Pio VII fu, in due occasioni tra il 1808 ed il 1814, tenuto prigioniero a Savona, nel palazzo del vescovo Vincenzo Maria Maggioli.SAVONA - NOLIIl 25 novembre 1820, in forza della bolla Dominici gregis di papa Pio VII, la diocesi di Noli fu unita aeque principaliter a quella di Savona. Da questo momento, vi fu un unico vescovo per le due diocesi, che mantennero entrambe le proprie strutture e la propria indipendenza giuridica.Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, fu stabilita la plena unione delle due diocesi, con un'unica cattedrale ed una sola curia diocesana, e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.Attualmente è retta dal Vescovo Calogero Marino.Fonte Wikipedia
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