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Discussione: Verso un Sinodo nazionale della Chiesa italiana

  1. #11
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    Se vogliamo fare sul serio, sarà dura

  2. #12
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  3. #13
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    Presidenza CEI: aggiornamento sul cammino sinodale nazionale

    La 74ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha avviato il cammino sinodale delle Chiese in Italia. Nella sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, svolta in videoconferenza il 9 luglio 2021, è stato tracciato, alla luce della Carta d’intenti presentata in Assemblea, un primo disegno del cammino, individuando un percorso quadriennale scandito da tre fasi correlate: narrativa, sapienziale e profetica. Intanto, la Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi ha diffuso il 7 settembre il Documento preparatorio e il Vademecum per orientare la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo.
    La Presidenza della CEI, recependo i due documenti, ha inviato una lettera ai Vescovi italiani per aggiornare su quanto fatto finora – percorso ancora in evoluzione – in attesa della sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente (27-29 settembre 2021) e dell’Assemblea Generale Straordinaria della CEI (22-25 novembre 2021). Pubblichiamo di seguito il testo integrale della lettera della Presidenza CEI; in allegato i due testi del Sinodo dei Vescovi.



    Cari Confratelli,

    l’epoca che attraversiamo è colma di dolore e di grazia. La crisi sanitaria ha svelato innumerevoli sofferenze ma anche enormi risorse. Le nostre comunità devono fare i conti con isolamento, disgregazione, emarginazioni e tensioni; la creatività che hanno espresso, ora messa alla prova dal perdurare della pandemia, racchiude un desiderio di relazioni profonde e rigeneranti. Proprio in questo contesto, papa Francesco ci ha invitato ad avviare un cammino sinodale nazionale. Nel metodo da lui suggerito – l’ascolto del “popolo santo e fedele di Dio” – siamo tutti coinvolti, a partire da noi vescovi, con la preziosa collaborazione dei presbiteri, dei diaconi e degli operatori pastorali.

    L’Assemblea Generale del maggio scorso ha così avviato il cammino sinodale delle Chiese in Italia. A luglio il Consiglio Permanente, alla luce della Carta d’intenti presentata in Assemblea, ha tracciato un primo disegno di tale cammino, individuando un percorso quadriennale scandito da tre fasi correlate: narrativa, sapienziale e profetica.

    La prima fase – narrativa – è costituita da un biennio in cui verrà dato spazio all’ascolto e al racconto della vita delle persone, delle comunità e dei territori. Nel primo anno (2021-22) faremo nostre le proposte della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi per la XVI Assemblea Generale Ordinaria; nel secondo anno (2022-23) la consultazione del Popolo di Dio si concentrerà su alcune priorità che saranno individuate dall’Assemblea Generale della CEI del maggio 2022.

    La seconda fase – sapienziale – è rappresentata da un anno (2023-24) in cui le comunità, insieme ai loro pastori, s’impegneranno in una lettura spirituale delle narrazioni emerse nel biennio precedente, cercando di discernere “ciò che lo Spirito dice alle Chiese” attraverso il senso di fede del Popolo di Dio. In questo esercizio saranno coinvolte le Commissioni Episcopali e gli Uffici pastorali della CEI, le Istituzioni teologiche e culturali.

    La terza fase – profetica – culminerà, nel 2025, in un evento assembleare nazionale da definire insieme strada facendo. In questo con-venire verranno assunte alcune scelte evangeliche, che le nostre Chiese saranno chiamate a riconsegnare al popolo di Dio, incarnandole nella vita delle comunità nella seconda parte del decennio (2025-30).

    Il cammino sinodale non parte da zero, ma s’innesta nelle scelte pastorali degli ultimi decenni e, in particolare, nei Convegni Ecclesiali di Verona e Firenze. Proprio qui, papa Francesco ci esortò ad «avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium». Quel discorso del Santo Padre, insieme all’Esortazione apostolica, scandiranno la traiettoria del percorso.

    Facciamo nostro il metodo di consultazione capillare proposto dal Sinodo dei Vescovi, che prevede il coinvolgimento di parrocchie, operatori pastorali, associazioni e movimenti laicali, scuole e università, congregazioni religiose, gruppi di prossimità e di volontariato, ambienti di lavoro, luoghi di assistenza e di cura… Per questo è fondamentale costituire gruppi sinodali diffusi sul territorio: non solo nelle strutture parrocchiali, ma anche nelle case e dovunque sia possibile incontrare e ascoltare persone. Questo metodo richiede la presenza di un moderatore e di un segretario per ogni gruppo. Nella prossima sessione autunnale (27-29 settembre 2021), il Consiglio Episcopale Permanente nominerà un Comitato con il compito di promuovere, sostenere e accompagnare il cammino.

    Le Chiese locali che stanno vivendo il Sinodo o il cammino sinodale, o lo hanno concluso da poco, non dovranno preoccuparsi di duplicare o sovrapporre itinerari e proposte, ma saranno aiutate ad armonizzare i loro cammini con quello nazionale e a condividere le esperienze vissute.

    All’inizio di ottobre saranno consegnate le prima linee per il cammino sinodale e alcuni suggerimenti metodologici. Nel frattempo, con l’uscita odierna dei documenti preparati dal Sinodo dei Vescovi, i convegni e gli incontri previsti in ogni Diocesi nel mese di settembre possono essere occasione per trattare della sinodalità quale forma e stile della Chiesa.

    Gesù Buon Pastore conosce i nostri cuori, i nostri desideri e le nostre speranze, come anche i nostri fallimenti e le nostre delusioni. A lui guardiamo e da lui lasciamoci guidare.


    La Presidenza Cei


    Roma, 7 settembre 2021


    fonte: Conferenza Episcopale Italiana
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  4. #14
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    Ma non mi è molto chiaro come si conciliano i momenti del Sinodo dei Vescovi con quelli della Chiesa italiana... non si rischia di duplicare iniziative?
    Qualcuno ha capito meglio?
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  5. #15
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    Da quel che ho capito, il Sinodo dei Vescovi e il Sinodo nazionale condivideranno la prima parte del cammino preparatorio, per poi viaggiare su due binari paralleli ma distinti.
    Del resto, il Sinodo dei Vescovi e i Sinodi diocesani non hanno le medesime caratteristiche. Basti pensare ad esempio che, come stabilisce l'Istruzione sui Sinodi Diocesani pubblicata nel 1997 dalla Congregazione per i Vescovi e da quella per l'Evangelizzazione dei popoli, al Sinodo diocesano partecipano come membri, e non semplicemente come "uditori" o "esperti" anche rappresentanti dei fedeli laici, mentre il Sinodo dei Vescovi è composto per lo più, come dice il nome stesso, da Vescovi.
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  6. #16
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    Se sarà la solita ridefinizione delle strutture, non caveremo nulla.
    Se i soliti "gruppi organizzati" arriveranno con già le pietanze "cotto e mangiato", non caveremo nulla.
    Se i soldi diventeranno il tema focale, non caveremo nulla.

    Se cominciassimo col pregare, sul serio, forse potremmo lasciarci convertire.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Sacro Collegio Visualizza Messaggio
    Se sarà la solita ridefinizione delle strutture, non caveremo nulla.
    Se i soliti "gruppi organizzati" arriveranno con già le pietanze "cotto e mangiato", non caveremo nulla.
    Se i soldi diventeranno il tema focale, non caveremo nulla.

    Se cominciassimo col pregare, sul serio, forse potremmo lasciarci convertire.

    Non dispererei.
    Dopo la grande ubriacatura molte Parrocchie stanno tornando all'essenziale.
    Non rare sono quelle che ripropongono l'Adorazione Eucaristica, con turni di veglia giorno e notte.
    Come pure, dalle omelie, traspare sempre più frequentemente una certa insofferenza verso talune forme di personalismi che si sono insediati nella Chiesa.
    C'è speranza, come potrebbe essere diverso?

  8. #18
    Fedelissimo di CR
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    Il Sinodo avrebbe senso se fosse improntato alla oralità, alla celerità e alla discussione libera, su specifici temi. Sarebbe l'opportunità mediatica di fare raggiungere a tutti gli angoli del mondo la discussione su dove vogliano andare i cattolici, anche attraverso le dirette e le moderne tecnologie.

    Con questi tempi biblici si riduce alla redazione di documenti che nessuno legge.

  9. #19
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    Il rischio vero è che manchi la "parresia", tanto invocata dal Papa.
    Spesso per un malinteso senso di fedeltà al magistero.

  10. #20
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    Comunicazione di servizio:
    dato che la prima fase del cammino verso il Sinodo nazionale italiano coinciderà con la prima fase della XVI Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, condividendone modalità e argomenti, onde evitare la dispersione di informazione la presente discussione viene chiusa e documenti, notizie e/o commenti sull'argomento verranno postati nella discussione sul Sinodo universale.
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