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Discussione: Verso un Sinodo nazionale della Chiesa italiana

  1. #1
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    Verso un Sinodo nazionale della Chiesa italiana

    Dal discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti all'incontro promosso dall'Ufficio Catechistico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana (30 gennaio 2021):

    (...)
    Questo è il tempo per essere artigiani di comunità aperte che sanno valorizzare i talenti di ciascuno. È il tempo di comunità missionarie, libere e disinteressate, che non cerchino rilevanza e tornaconti, ma percorrano i sentieri della gente del nostro tempo, chinandosi su chi è al margine. È il tempo di comunità che guardino negli occhi i giovani delusi, che accolgano i forestieri e diano speranza agli sfiduciati. È il tempo di comunità che dialoghino senza paura con chi ha idee diverse. È il tempo di comunità che, come il Buon Samaritano, sappiano farsi prossime a chi è ferito dalla vita, per fasciarne le piaghe con compassione. Non dimenticatevi questa parola: compassione. Quante volte, nel Vangelo, di Gesù si dice: “Ed ebbe compassione”, “ne ebbe compassione”. Come ho detto al Convegno ecclesiale di Firenze, desidero una Chiesa «sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. […] Una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza». Quanto riferivo allora all’umanesimo cristiano vale anche per la catechesi: essa «afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere umano una fondamentale fraternità, insegna a comprendere il lavoro, ad abitare il creato come casa comune, fornisce ragioni per l’allegria, l’umorismo, anche nel mezzo di una vita tante volte molto dura» (Discorso al V Convegno nazionale della Chiesa italiana, Firenze, 10 novembre 2015).

    Ho menzionato il Convegno di Firenze. Dopo cinque anni, la Chiesa italiana deve tornare al Convengo di Firenze, e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi: anche questo processo sarà una catechesi. Nel Convegno di Firenze c’è proprio l’intuizione della strada da fare in questo Sinodo. Adesso, riprenderlo: è il momento. E incominciare a camminare.
    Ultima modifica di Vox Populi; 23-03-2021 alle 15:43
    Oboedientia et Pax

  2. #2

  3. #3
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    Un movimento dal basso: sarà interessante capire come lo intendono. Certo questo del Sinodo italiano si annuncia un argomento fecondo per la nostra chat. Non c’è dubbio che la Chiesa italiana abbia bisogno di quello che in termini laici si chiama oggi “restyling”: ma come ?

  4. #4
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    Dalla Prolusione del Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in apertura della sessione primaverile del Consiglio Episcopale Permanente (Roma, 22 marzo 2021):

    (...)

    Cari Confratelli, lo sguardo attento sulla realtà attuale invoca una particolare presenza di speranza della comunità ecclesiale accanto agli uomini e alle donne del nostro tempo. Stiamo vivendo un momento pastorale complicato per le nostre Chiese, le nostre parrocchie. La fatica di tanti – parroci, catechisti, educatori, operatori pastorali – è evidente. A ognuno di loro il nostro grazie: prendersi cura delle persone e vivere il Vangelo in questo tempo sono due tessere importanti per il futuro ecclesiale. C’è una bella immagine che appartiene alla nostra storia, riportata nella Nota pastorale Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia (30 maggio 2004), che rimanda agli Orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000 Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. Da quel documento emergono spunti di grande attualità: «Le parrocchie devono essere dimore che sanno accogliere e ascoltare paure e speranze della gente […]; (occorre) proporre nuovi e praticabili itinerari per l’iniziazione o la ripresa della vita cristiana […]; la domenica, giorno del Signore, della Chiesa e dell’uomo, sta alla sorgente, al cuore e al vertice della vita parrocchiale […]; una parrocchia missionaria è al servizio della fede delle persone, soprattutto degli adulti, da raggiungere nelle dimensioni degli affetti, del lavoro e del riposo […]; c’è bisogno di parrocchie che siano case aperte a tutti, si prendano cura dei poveri, collaborino con altri soggetti sociali e con le istituzioni […]; le parrocchie non possono agire da sole: ci vuole una “pastorale integrata” […]; una parrocchia missionaria ha bisogno di “nuovi” protagonisti: una comunità che si sente tutta responsabile del Vangelo […]».

    Come non vedere in questa immagine di parrocchia il preludio a quel cammino sinodale cui ci ha sollecitati Papa Francesco lo scorso 30 gennaio durante l’incontro promosso dall’Ufficio Catechistico nazionale? «La Chiesa italiana – ha detto il Santo Padre – deve tornare al Convengo di Firenze, e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi: anche questo processo sarà una catechesi. Nel Convegno di Firenze c’è proprio l’intuizione della strada da fare in questo Sinodo. Adesso, riprenderlo: è il momento. E incominciare a camminare». La nostra riflessione sul cammino sinodale si fonda sul «nuovo umanesimo in Cristo Gesù», tratteggiato al Convegno di Firenze, e sulla realtà attuale, che parla di sofferenza, smarrimento, rabbia e angoscia per il futuro. Il processo sinodale diventa, dunque, opportunità per essere insieme, fare insieme e camminare insieme con il Risorto. Quali sono le attese delle persone per il futuro? Quali sono le nostre attese, le attese delle nostre Chiese, del Santo Popolo di Dio? Sono le domande che ci devono guidare per non mancare un altro passaggio, forse decisivo, con la storia. Ecco, allora, alcuni spunti sulla sinodalità che possono sostenere il nostro confronto. Innanzitutto, essere insieme, inteso come fare comunità, essere in comunione, avere lo stesso modo di vedere o di sentire, «avere gli stessi sentimenti gli uni verso gli altri» (cfr. Rm 12,16) oppure, ancora meglio, «fare di tutto per essere una sola cosa» (cfr. Gv 17,21). Si tratta di mantenere l’unità nella diversità o di «conservare l’unità dello spirito nel vincolo della pace» (Ef 4,3). È anche “prendere decisioni insieme” in modo condiviso, assembleare. C’è poi il fare insieme, inteso come capacità di fare comunione, di produrre qualcosa di comune, di avere in comune lo stesso progetto. La sinodalità non è solo fraternità, ma anche sinergia, organicità e, soprattutto, corresponsabilità; non è solo comunione interiore, ma anche esteriore. Questo è il “carisma della sintesi”, del camminare insieme, del synodòs appunto. Solo così tutto l’insieme funziona bene per l’edificazione della comunità. Infine, c’è il camminare insieme con il Risorto. È l’aspetto più profondo della sinodalità, che risponde alla domanda: insieme con chi? Senz’altro insieme gli uni con gli altri, ma prima di tutto con il Signore Risorto. È Lui che, per primo, cammina con noi (cfr. Lc 24,15) e noi camminiamo sempre, a volte senza accorgercene, insieme con Lui (cfr. Lc 24,16). È qui il segreto della sinodalità: l’intreccio tra basso e alto, centro e periferia. Il futuro delle nostre Chiese passa da questo movimento continuo e dinamico. Nel suo dipanarsi diventa esso stesso comunità che annuncia, celebra e tesse la rete della fraternità.
    Oboedientia et Pax

  5. #5
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    Alla luce della pubblicazione della nuova modalità di celebrazione del Sinodo dei Vescovi, che prevede una "fase diocesana" da ottobre 2021 a aprile 2022, credo che il cammino di preparazione al Sinodo nazionale della Chiesa Italiana (e di conseguenza il Sinodo stesso) si possa considerare rinviato a data da destinarsi. Non penso vi sia il tempo e il modo di prepararsi contemporaneamente in maniera adeguata a due Sinodi, nazionale e universale.
    Oboedientia et Pax

  6. #6

  7. #7
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    Quindi, in sostanza, il Sinodo della Chiesa Italiana sarà parte del Sinodo Universale? Il Sinodo italiano sarà il modo attraverso il quale la Chiesa italiana intende, a livello nazionale, prendere parte al Sinodo dei Vescovi e non un percorso separato, a se stante e autonomo, ho capito bene?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Conclavista14 Visualizza Messaggio
    Quindi, in sostanza, il Sinodo della Chiesa Italiana sarà parte del Sinodo Universale? Il Sinodo italiano sarà il modo attraverso il quale la Chiesa italiana intende, a livello nazionale, prendere parte al Sinodo dei Vescovi e non un percorso separato, a se stante e autonomo, ho capito bene?
    Da quel che ho capito io leggendo le dichiarazioni di Mons. Brambilla, il cammino verso il Sinodo nazionale italiano sarebbe dovuto già iniziare da tempo ma è rimasto in sospeso a causa della pandemia. Per forza di cose, pertanto, bisognrerà trovare il modo di armonizzare i due cammini, verso il sinodo nazionale e verso quello universale.
    Vedremo come.
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  9. #9
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    https://www.linkiesta.it/2021/05/sin...apa-francesco/

    Niente modello tedescoIn Italia, tutti i Sinodi vengono al pettine (e cambia poco anche se sono Cammini sinodali)

    Francesco Lepore

    In Germania, i vescovi affrontano argomenti come quello dei sacerdoti sposati, del sacerdozio alle donne, del processo di democratizzazione ecclesiale, della morale sessuale e omosessuale. Ma qui da noi, dove la Chiesa resta sempre gerarchica, docente e clericale, invece niente. Perché sono temi «molto particolari» (il cardinal Bassetti dixit)


  10. #10
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    https://www.askanews.it/politica/202...0210617_00017/

    Sinodo italiano, padre Spadaro: serve un calcio dello Spirito

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