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Discussione: La separazione canonica ex can. 1151-1155

  1. #1
    Partecipante a CR L'avatar di bqanto
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    La separazione canonica ex can. 1151-1155

    Buonasera e salve a tutti, ritorno in questo forum dopo alcuni anni, e vi ricordo con affetto. Torno per una curiosità, non ho in realtà una necessità esistenziale, ma avendo fatto ricerche infruttuose ho pensato di coinvolgere il forum. La mia storia ha dell’incredibile, cercherò di non essere prolissa. Dopo un matrimonio civile conclusosi con un divorzio, a 47 anni ho sposato con MATRIMONIO CANONICO un vedovo, un insegnante di 50 anni. Avrete già capito che questa bella pensata è scaturita dalla presunta “necessità” di non perdere la sua pensione di reversibilità. Potrei dire molte cose su come siamo arrivati a questa scelta e sul suo comportamento fumoso, e sul mio infantilismo irresponsabile, ma in fondo le motivazioni non mutano i fatti. Era in previsione un successivo eventuale matrimonio civile, che lui poi non ha mai voluto celebrare. Fatto sta che dopo sei anni me ne sono andata di casa, ponendo fine a un’esperienza allucinante, che mi ha anche aperto gli occhi sui miei propri problemi psicologici (comunque l’importante è che adesso sono sola, meglio per tutti).


    Sapevo che la Chiesa prevede una forma di separazione “religiosa” e sono andata ad informarmi sul Codice di Diritto Canonico. Pensavo che avrei avuto bisogno di un decreto del Vescovo per vivere separatamente, ma in effetti, a pensarci, ogni anno si separano migliaia di coppie e nessuno va a chiedere un decreto al Vescovo. Dopo aver letto che tale decreto richiede un vero e proprio procedimento giuridico, ho deciso senz’altro di soprassedere. Ho parlato con un sacerdote che mi ha detto che la mia situazione mi consente di accedere ai sacramenti, ed è sufficiente questo.


    Ho capito che la normativa sulla separazione con permanenza del vincolo è stata emanata in un’epoca in cui l’autorità giuridica era la Chiesa stessa, e questa normativa disciplinava di fatto l’unico tipo di separazione allora consentita. Da qui il motivo di prevedere un vero e proprio procedimento giudiziario. Oggi non è più necessario tutto questo perché la separazione viene disciplinata dallo Stato, che è subentrato alla Chiesa nell’amministrazione del diritto. Certamente lo Stato non ha interesse alla parte spirituale della faccenda, ma questa diversità procedimentale dipende semplicemente dalla natura della giurisdizione sacra rispetto alla giurisdizione civile. Quello che rileva è soltanto che la separazione, che venga pronunciata dal vescovo o dal giudice, non mette fine al vincolo matrimoniale.


    Nonostante tutte queste informazioni che ho racimolato, non ho potuto avere un confronto diretto con qualcuno su questo argomento, quindi ho pensato di venire qui a chiedere la vostra opinione su tutta questa faccenda. È vero quindi che la separazione canonica è oggi del tutto in disuso?

  2. #2
    CierRino d'oro
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    Personalmente non conosco la materia, salvo i Canoni che tu stessa hai citato e che sono tuttora vigenti, quindi non posso esprimere un giudizio sulle tue difficoltà.
    Se dal forum non esce fuori la soluzione, posso chiedere a due amici, un sacerdote e un vescovo, che a differenza del sottoscritto sono invece esperti in materia, perchè uno è giudice in un Tribunale Ecclesiastico e l'altro è stato Difensore del vincolo.
    In ogni caso è chiaro che se il matrimonio è stato celebrato in forma solo canonica e non concordataria, nessuna sentenza in merito può essere emessa dai tribunali civili.

  3. #3
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    Quando nel 1929 entrò in vigore il Concordato l'Istruzione applicativa data dalla S. Sede ai Vescovi e ai Parroci italiani sul matrimonio concordatario stabilì che in foro canonico si poteva ritenere sufficiente il provvedimento di separazione dei tribunali statali (art. 53 - AAS XXI - 1929, p. 361). Da quel momento in poi si è fatto riferimento solo alle sentenze dei tribunali dello Stato. Il provvedimento di separazione dato dal Vescovo oggi rimane del tutto marginale, legato a casi particolarissimi, in cui non si può ottenere la separazione civile ma al tempo stesso è necessario un provvedimento. Un caso che mi capitò fu appunto simile al tuo (matrimonio solo canonico, non trascritto agli effetti civili) ma chiesto da una donna che aveva necessità di una sentenza di separazione per intraprendere la vita monastica.
    Nel tuo caso il consiglio che ti è stato dato, cioè di non chiedere altro rispetto alla situazione di fatto, credo sia da condividere.

  4. #4
    Partecipante a CR L'avatar di bqanto
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    Vi ringrazio, è una spiegazione semplice, buona Pasqua!

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