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Discussione: Viaggio Apostolico del Santo Padre in Ungheria e Slovacchia (12-15 settembre 2021).

  1. #61

  2. #62
    Gran CierRino
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    Di tipi antropologici di questo genere purtroppo per te, che forse ne hai bisogno, qui non ne ho visti. Se vuoi parlare del viaggio apostolico ok, ma perchè evocare nemici inesistenti?
    Parliamo del viaggio apostolico, certo: Un vero successo. Non tanto del Papa o della Chiesa, quanto, soprattutto, del Vangelo! Il cui annuncio di Salvezza è in grado di scardinare muri, fili spinati e porte blindate

    "Come un saggio importante, che intreccia attualità e memoria per provare a pensare il domani, il viaggio di papa Francesco a Budapest e in Slovacchia può essere letto a capitoli. Ognuno in se stesso ha un valore e una sfida: pace, fraternità, dialogo, cultura dell’incontro, contemplazione, vita attiva.A tenerli insieme, filo rosso prezioso e fragile, l’educazione alla libertà, un bene tanto difficile da conquistare e riconquistare, quant’è semplice perderlo o abbruttirlo in una sua distorsione. La storia è piena zeppa di spazi di confronto ridotti a fortino e anche i cortili più ampi, se li circondi di spine intrecciate tra loro e pezzi di vetro, diventano prigioni. Il rischio è grande soprattutto in quelle realtà dove il terrore e i totalitarismi hanno puntato in primis sull’asservimento delle coscienze, lasciandosi dietro un’eredità di paura su cui oggi cattivi maestri possono elaborare nuove-vecchie frontiere di divisione. E il pensiero va subito alle politiche di chiusure nei confronti di rifugiati e profughi, la cui ragione è da ricercare nella volontà di blindare una «cosiddetta identità», come l’ha chiamata il Papa a Budapest, considerata a rischio e per questo da picchettare in «una rigida difesa».
    Non che la fede cristiana non sia attaccata, ha più volte ribadito Francesco, ma qui si tratta di individuare con chiarezza gli avversari, senza lanciare accuse 'nel mucchio', a maggior ragione verso uomini e donne che già hanno pagato prezzi intollerabili all’odio, evitando al tempo stesso di mettersi al servizio di chi, mascherato dietro una presunta difesa di interessi nazionali o identitari, crea nuovi egoismi e piccona il senso sociale. In proposito, nel discorso ai vescovi ungheresi il Papa è stato chiaro: anche se inizialmente può fare un po’ paura, la diversità rappresenta una grande opportunità per aprirsi al cuore del messaggio evangelico, che è una chiamata all’amore. Detto in un altro modo, la croce di Cristo, mentre esorta a mantenere salde le radici, invita ad aprirsi agli assetati del nostro tempo, nella logica di un Dio il cui nome è amore, non può che mettere al centro la persona, che chiede il coraggio di scelte e rinunce forti, che punta all’unità implorata da Gesù nel Vangelo di Giovanni. Non piccole comunità indifferenti l’una all’altra, ma la fraternità tra tutti i membri della stessa famiglia umana. La nostra libertà, ci insegna il Vangelo, passa dalla libertà del fratello e della sorella, specie i più fragili, e non potrà essere mai piena senza di lui. Senza di lei."

    https://www.avvenire.it/opinioni/pag...bert-fraternit

  3. #63
    Fedelissimo di CR L'avatar di Verbum Domini
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    Il Papa in questo momento è in partenza verso Roma... l'aereo sta per partire. Che il popolo Slovacco possa meditare e mettere in pratica gli insegnamenti del Santo Padre sempre sotto la protezione della Madonna dei Sette Dolori, loro patrona!
    Le tue parole, Signore, sono spirito e vita!

  4. #64
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    MOMENTO DI PREGHIERA CON I VESCOVI

    Santuario nazionale della B.V.M. dei Sette Dolori (Šaštín)
    Mercoledì, 15 settembre 2021


    Il Santo Padre:

    Nel nome del Padre e del Figlio
    e dello Spirito Santo.
    R/. Amen.

    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
    R/. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

    Il Santo Padre e i Vescovi recitano insieme la preghiera di affidamento:

    Nostra Signora dei sette dolori,
    siamo riuniti qui davanti a te come fratelli,
    grati al Signore per il Suo amore misericordioso.
    E tu sei qui con noi,
    come con gli Apostoli nel Cenacolo.

    Madre della Chiesa e Consolatrice degli afflitti,
    con fiducia ci rivolgiamo a te,
    nelle gioie e nelle fatiche del nostro ministero.
    Guardaci con tenerezza
    e accoglici tra le tue braccia.

    Regina degli Apostoli e Rifugio dei peccatori,
    che conosci i nostri limiti umani,
    i fallimenti spirituali,
    il dolore per la solitudine e l’abbandono:
    risana con la tua dolcezza le nostre ferite.

    Madre di Dio e Madre nostra,
    ti affidiamo la nostra vita e la nostra patria,
    ti affidiamo la nostra stessa comunione episcopale.

    Ottienici la grazia
    di vivere con fedeltà quotidiana
    le parole che il tuo Figlio Gesù ci ha insegnato
    e che ora, in lui e con lui,
    rivolgiamo a Dio nostro Padre.

    Il Santo Padre e i Vescovi:

    Padre nostro che sei nei cieli,
    sia santificato il tuo nome,
    venga il tuo regno,
    sia fatta la tua volontà,
    come in cielo così in terra.
    Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
    e rimetti a noi i nostri debiti
    come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
    e non abbandonarci alla tentazione,
    ma liberaci dal male.

    Il Santo Padre:

    O Dio, che concedi alla tua Chiesa
    di imitare la beata Vergine Maria
    nella contemplazione della passione di Cristo,
    donaci, per sua intercessione,
    di conformarci sempre più al tuo Figlio unigenito
    e di giungere alla pienezza della sua grazia.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    R/. Amen.

    Il Santo Padre:

    Benediciamo il Signore.
    R/. Rendiamo grazie a Dio.


    Copyright © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana


    (Fonte, dal sito della Santa Sede).
    «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato,
    perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17, 11).




  5. #65
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    SANTA MESSA

    OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

    Spianata del Santuario Nazionale (Šaštin)
    Mercoledì, 15 settembre 2021


    Nel Tempio di Gerusalemme, le braccia di Maria si protendono verso quelle del vecchio Simeone, che può accogliere Gesù e riconoscerlo come il Messia inviato per la salvezza di Israele. In questa scena contempliamo chi è Maria: è la Madre che ci dona il Figlio Gesù. Per questo la amiamo e la veneriamo. E in questo Santuario nazionale di Šaštín, il popolo slovacco accorre, con fede e devozione, perché sa che è Lei a donarci Gesù. Nel “logo” di questo Viaggio Apostolico c’è una strada disegnata dentro un cuore sormontato dalla Croce: Maria è la strada che ci introduce nel Cuore di Cristo, che ha dato la vita per amore nostro.

    Alla luce del Vangelo che abbiamo ascoltato, possiamo guardare a Maria come modello della fede. E riconosciamo tre caratteristiche della fede: il cammino, la profezia e la compassione.

    Anzitutto, la fede di Maria è una fede che si mette in cammino. La fanciulla di Nazaret, appena ricevuto l’annuncio dell’Angelo, «si mise in viaggio verso la montagna» (Lc 1,39), per andare a visitare e aiutare Elisabetta, sua cugina. Non ritenne un privilegio l’essere stata chiamata a diventare Madre del Salvatore; non perse la gioia semplice della sua umiltà per aver ricevuto la visita dell’Angelo; non rimase ferma a contemplare sé stessa, tra le quattro mura di casa sua. Al contrario, Ella ha vissuto quel dono ricevuto come missione da compiere; ha sentito l’esigenza di aprire la porta, uscire di casa; ha dato vita e corpo all’impazienza con cui Dio vuole raggiungere tutti gli uomini per salvarli con il suo amore. Per questo Maria si mette in cammino: alla comodità delle abitudini preferisce le incognite del viaggio, alla stabilità della casa la fatica della strada, alla sicurezza di una religiosità tranquilla il rischio di una fede che si mette in gioco, facendosi dono d’amore per l’altro.

    Anche il Vangelo di oggi ci fa vedere Maria in cammino: verso Gerusalemme dove, insieme a Giuseppe suo sposo, presenta Gesù nel Tempio. E tutta la sua vita sarà un cammino dietro al suo Figlio, come prima discepola, fino al Calvario, ai piedi della Croce. Sempre Maria cammina.

    Così, la Vergine è modello della fede di questo popolo slovacco: una fede che si mette in cammino, sempre animata da una devozione semplice e sincera, sempre in pellegrinaggio alla ricerca del Signore. E, camminando, voi vincete la tentazione di una fede statica, che si accontenta di qualche rito o vecchia tradizione, e invece uscite da voi stessi, portate nello zaino le gioie e i dolori, e fate della vita un pellegrinaggio d’amore verso Dio e i fratelli. Grazie per questa testimonianza! E per favore, restate in cammino, sempre. Non fermarsi! E vorrei anche aggiungere una cosa. Ho detto: “Non fermarsi”, ma quando la Chiesa si ferma, si ammala; quando i vescovi si fermano, ammalano la Chiesa; quando i preti si fermano, ammalano il popolo di Dio.

    Quella di Maria è anche una fede profetica. Con la sua stessa vita, la giovane fanciulla di Nazaret è profezia dell’opera di Dio nella storia, del suo agire misericordioso che rovescia le logiche del mondo, innalzando gli umili e abbassando i superbi (cfr Lc 1,52). Lei, rappresentante di tutti i “poveri di Jahweh”, che gridano a Dio e attendono la venuta del Messia, Maria è la Figlia di Sion annunciata dai profeti di Israele (cfr Sof 3,14-18), la Vergine che concepirà il Dio con noi, l’Emmanuele (cfr Is 7,14). Come Vergine Immacolata, Maria è icona della nostra vocazione: come Lei, siamo chiamati a essere santi e immacolati nell’amore (cfr Ef 1,4), diventando immagine di Cristo.

    La profezia di Israele culmina in Maria, perché Ella porta in grembo la Parola di Dio fattasi carne, Gesù. Egli realizza pienamente e definitivamente il disegno di Dio. Di Lui, Simeone dice alla Madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione» (Lc 2,34).

    Non dimentichiamo questo: non si può ridurre la fede a zucchero che addolcisce la vita. Non si può. Gesù è segno di contraddizione. È venuto a portare la luce dove ci sono le tenebre, facendo uscire le tenebre allo scoperto e costringendole alla resa. Per questo le tenebre lottano sempre contro di Lui. Chi accoglie Cristo e si apre a Lui risorge; chi lo rifiuta si chiude nel buio e rovina sé stesso. Ai suoi discepoli Gesù disse di non essere venuto a portare pace, ma una spada (cfr Mt 10,34): infatti la sua Parola, come spada a doppio taglio, entra nella nostra vita e separa la luce dalle tenebre, chiedendoci di scegliere. Dice: “Scegli”. Davanti a Gesù non si può restare tiepidi, con “il piede in due scarpe”. No, non si può. Accoglierlo significa accettare che Egli sveli le mie contraddizioni, i miei idoli, le suggestioni del male; e che diventi per me risurrezione, Colui che sempre mi rialza, che mi prende per mano e mi fa ricominciare. Sempre mi rialza.

    E proprio di questi profeti ha bisogno oggi anche la Slovacchia. Voi, Vescovi: profeti che vadano su questa strada. Non si tratta di essere ostili al mondo, ma di essere “segni di contraddizione” nel mondo. Cristiani che sanno mostrare, con la vita, la bellezza del Vangelo. Che sono tessitori di dialogo laddove le posizioni si irrigidiscono; che fanno risplendere la vita fraterna, laddove spesso nella società ci si divide e si è ostili; che diffondono il buon profumo dell’accoglienza e della solidarietà, laddove prevalgono spesso gli egoismi personali, gli egoismi collettivi; che proteggono e custodiscono la vita dove regnano logiche di morte.

    Maria, Madre del cammino, si mette in cammino; Maria, Madre della profezia; infine, Maria è la Madre della compassione. La sua fede è compassionevole. Colei che si è definita “la serva del Signore” (cfr Lc 1,38) e che, con premura materna, si è preoccupata di non far mancare il vino alle nozze di Cana (cfr Gv 2,1-12), ha condiviso con il Figlio la missione della salvezza, fino ai piedi della Croce. In quel momento, nel dolore straziante vissuto sul Calvario, Ella ha compreso la profezia di Simeone: «Anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2,35). La sofferenza del Figlio morente, che prendeva su di sé i peccati e i patimenti dell’umanità, ha trafitto anche Lei. Gesù lacerato nella carne, Uomo dei dolori sfigurato dal male (cfr Is 53,3); Maria, lacerata nell’anima, Madre compassionevole che raccoglie le nostre lacrime e nello stesso tempo ci consola, indicandoci in Cristo la vittoria definitiva.

    E Maria Addolorata, sotto la croce, semplicemente rimane. Sta sotto la croce. Non scappa, non tenta di salvare sé stessa, non usa artifici umani e anestetizzanti spirituali per sfuggire al dolore. Questa è la prova della compassione: restare sotto la croce. Restare col volto segnato dalle lacrime, ma con la fede di chi sa che nel suo Figlio Dio trasforma il dolore e vince la morte.

    E anche noi, guardando la Vergine Madre Addolorata, ci apriamo a una fede che si fa compassione, che diventa condivisione di vita verso chi è ferito, chi soffre e chi è costretto a portare croci pesanti sulle spalle. Una fede che non rimane astratta, ma ci fa entrare nella carne e ci fa solidali con chi è nel bisogno. Questa fede, con lo stile di Dio, umilmente e senza clamori, solleva il dolore del mondo e irriga di salvezza i solchi della storia.

    Cari fratelli e sorelle, il Signore vi conservi sempre lo stupore, vi conservi la gratitudine per il dono della fede! E Maria Santissima vi ottenga la grazia che la vostra fede rimanga sempre in cammino, che abbia il respiro della profezia e che sia una fede ricca di compassione.

    __________________________________

    Saluto finale al termine della Santa Messa

    Cari fratelli e sorelle!

    È giunto ormai il momento di congedarmi dal vostro Paese. In questa Eucaristia ho reso grazie a Dio per avermi donato di venire in mezzo a voi; e di concludere il mio pellegrinaggio nell’abbraccio devoto del vostro popolo, celebrando insieme la grande festa religiosa e nazionale della Patrona, la Vergine Addolorata.

    Ringrazio di cuore voi, cari fratelli Vescovi, per tutta la preparazione e l’accoglienza. Rinnovo la mia riconoscenza alla Signora Presidente della Repubblica e alle Autorità civili. Sono grato a tutti coloro che in diversi modi hanno collaborato, soprattutto con la loro preghiera. E sono lieto di rinnovare il mio saluto ai Membri e agli Osservatori del Consiglio Ecumenico delle Chiese che ci onorano con la loro presenza.

    Vi porto tutti nel cuore. Ďakujem všetkým! [Grazie a tutti!]


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    (Fonte, dal sito della Santa Sede.
    Citazioni bibliche nel testo:
    La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena).
    «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato,
    perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17, 11).




  6. #66
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    Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco a Budapest in occasione della Santa Messa conclusiva del 52.mo Congresso Eucaristico Internazionale e in Slovacchia (12-15 settembre 2021) - Cerimonia di congedo, Telegramma alla Presidente della Repubblica di Slovacchia e Telegrammi ai Capi di Stato, 15.09.2021


    [...].

    Cerimonia di congedo dalla Slovacchia all’Aeroporto Internazionale di Bratislava

    Conclusa la Celebrazione Eucaristica al Santuario Nazionale di Šaštín il Santo Padre Francesco si è trasferito in auto all’Aeroporto Internazionale di Bratislava per la cerimonia di congedo dalla Slovacchia.

    Al Suo arrivo il Papa è stato accolto dalla Presidente della Repubblica, Sig.ra Zuzana Čaputová, all’ingresso della VIP Lounge dove ha avuto luogo un breve incontro privato. Quindi, dopo la Guardia d’Onore e il saluto delle Delegazioni, Papa Francesco è salito a bordo di un A320 dell’Alitalia per far ritorno in Italia.

    L’aereo con a bordo il Santo Padre di ritorno dal Viaggio Apostolico a Budapest e in Slovacchia, decollato dall’Aeroporto di Bratislava alle ore 15.48, è atterrato all’Aeroporto di Roma-Ciampino alle ore 15.17.

    [01213-IT.01]

    Telegramma alla Presidente della Repubblica della Slovacchia

    Subito dopo la partenza in aereo da Bratislava, il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire alla Presidente della Repubblica della Slovacchia, Sig.ra Zuzana Čaputová, il seguente messaggio telegrafico:

    HER EXCELLENCY ZUZANA ČAPUTOVÁ
    PRESIDENT OF THE SLOVAK REPUBLIC
    BRATISLAVA

    AS I DEPART SLOVAKIA AT THE CONCLUSION OF MY APOSTOLIC JOURNEY, I WISH TO EXPRESS MY DEEP GRATITUDE TO YOUR EXCELLENCY AND THE SLOVAK PEOPLE FOR YOUR GENEROUS WELCOME AND HOSPITALITY. IN RENEWING THE ASSURANCE OF MY PRAYERS FOR THE NATION’S PEACE AND WELL-BEING, I INVOKE UPON ALL OF YOU GOD’S ABUNDANT BLESSINGS.

    FRANCISCUS PP.

    [01214-EN.01] [Original text: English]

    Telegrammi ai Capi di Stato

    Nel corso del viaggio aereo da Bratislava a Roma, sorvolando l’Ungheria, la Croazia, la Bosnia-Erzegovina e, rientrando infine in Italia, Papa Francesco ha fatto pervenire ai rispettivi Capi di Stato i seguenti messaggi telegrafici:

    Sorvolo Ungheria

    HIS EXCELLENCY JÁNOS ÁDER
    PRESIDENT OF THE REPUBLIC OF HUNGARY
    BUDAPEST

    RETURNING TO ROME AT THE CONCLUSION OF MY APOSTOLIC JOURNEY TO BUDAPEST AND SLOVAKIA, I RENEW MY GREETINGS TO YOUR EXCELLENCY AND THE PEOPLE OF HUNGARY. COMMENDING YOU ONCE MORE TO THE PROVIDENTIAL CARE OF GOD OUR FATHER, I INVOKE UPON THE NATION HIS ABUNDANT BLESSINGS.

    FRANCISCUS PP.

    Sorvolo Croazia

    HIS EXCELLENCY ZORAN MILANOVIĆ
    PRESIDENT OF THE REPUBLIC OF CROATIA
    ZAGREB

    UPON ENTERING CROATIA’S AIRSPACE AT THE CONCLUSION OF MY APOSTOLIC JOURNEY TO BUDAPEST AND SLOVAKIA, I RENEW MY GREETINGS TO YOUR EXCELLENCY AND YOUR FELLOW CITIZENS, AND WILLINGLY INVOKE UPON THE NATION THE ABUNDANT BLESSINGS OF ALMIGHTY GOD.

    FRANCISCUS PP.

    Sorvolo Bosnia-Erzegovina

    HIS EXCELLENCY ŽELJKO KOMŠIĆ
    CHAIRMAN OF THE PRESIDENCY OF BOSNIA AND HERZEGOVINA
    SARAJEVO

    AS MY FLIGHT CARRIES ME OVER BOSNIA AND HERZEGOVINA AT THE CONCLUSION OF MY APOSTOLIC JOURNEY TO BUDAPEST AND SLOVAKIA, I OFFER MY BEST WISHES TO YOUR EXCELLENCY AND YOUR FELLOW CITIZENS, AND I INVOKE UPON THE NATION ABUNDANT DIVINE BLESSINGS.

    FRANCISCUS PP.

    Arrivo – Italia

    A SUA ECCELLENZA
    ON. SERGIO MATTARELLA
    PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
    PALAZZO DEL QUIRINALE

    AL RIENTRO DAL VIAGGIO APOSTOLICO A BUDAPEST E IN SLOVACCHIA, DOVE HO AVUTO LA GIOIA DI INCONTRARE LE LOCALI POPOLAZIONI RICCHE DI SPIRITUALE FERVORE, ESPRIMO A LEI, SIGNOR PRESIDENTE, IL MIO CORDIALE SALUTO E ASSICURO UNA SPECIALE PREGHIERA PER IL BENE E LA PROSPERITÀ DELLA NAZIONE ITALIANA, SULLA QUALE INVOCO LE CELESTI BENEDIZIONI.

    FRANCISCUS PP.

    [01215-XX.01] [Testo originale: Plurilingue]

    [B0577-XX.02]


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del 15.09.2021 della Sala Stampa della Santa Sede].
    «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato,
    perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17, 11).




  7. #67
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    (Dal canale YouTube Vatican News - Italiano. Nel video Massimiliano Menichetti).
    «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato,
    perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17, 11).




  8. #68
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    ho apprezzato molto i canti utilizzati durante la celebrazione del Papa come il Santo ed anche un ave maria finale e non solo. ho provato a ricercare nella lingua ceca le partiture dell' intera messa ma tra traduzioni e quant' altro le difficoltà erano oggettive. qualcuno potrebbe aiutarmi un questa ricerca? credo che possa interessare anche ad altri. grazie

  9. #69
    Gran CierRino
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  10. #70
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