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Discussione: Beato Josef Mayr-Nusser (1910-1945)

  1. #1
    CierRino L'avatar di Heribert Clemens
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    Beato Josef Mayr-Nusser (1910-1945)

    Nel 1944 Josef Mayr-Nusser fu arruolato nelle SS. Un giorno prima del giuramento egli spiegò che per motivi di coscienza non avrebbe potuto giurare.


    Dare testimonianza oggi è la nostra unica arma efficace. È un fatto insolito. Né la spada, né la forza, né finanze, né capacità intellettuali, niente di tutto ciò ci è posto come condizione imprescindibile per erigere il regno di Cristo sulla terra. E una cosa ben modesta e allo stesso tempo ben più importante che il Signore ci richiede: dare testimonianza.

    Dare testimonianza oggi è la nostra unica arma efficace. È un fatto insolito. Né la spada, né la forza, né finanze, né capacità intellettuali, niente di tutto ciò ci è posto come condizione imprescindibile per erigere il regno di Cristo sulla terra. E una cosa ben modesta e allo stesso tempo ben più importante che il Signore ci richiede: dare testimonianza.

    TRATTO DALL’ARTICOLO “TESTIMONI DELLA SUA GLORIA” NELLA RIVISTA “JUGENDWACHT” DEL 15 GENNAIO 1938

    https://www.josef-mayr-nusser.it/it/biografia/
    Dare testimonianza oggi è la nostra unica arma efficace. È un fatto insolito. Né la spada, né la forza, né finanze, né capacità intellettuali, niente di tutto ciò ci è posto come condizione imprescindibile per erigere il regno di Cristo sulla terra. E una cosa ben modesta e allo stesso tempo ben più importante che il Signore ci richiede: dare testimonianza.


  2. #2
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    “È meglio perdere la vita piuttosto che abbandonare la via del dovere”.

    Nel settembre del 1943 l’Alto Adige fu occupato dalle truppe tedesche. Nel settembre del 1944 Josef fu arruolato nelle SS. Un atto contro il diritto internazionale, dal momento che egli, in quanto "Dableiber", nel 1939 aveva scelto di mantenere la cittadinanza italiana

    Con altri 80 altoatesini giunse a Konitz nella Prussia occidentale, arruolato nelle file delle SS combattenti. Josef partecipò al periodo di addestramento, ma il giorno prima del giuramento dichiarò che, per motivi di coscienza, non avrebbe potuto prestarlo. I compagni tentarono di dissuaderlo. Egli rispose loro di essere consapevole che quel rifiuto gli sarebbe potuto costare la vita, ma che la sua coscienza cristiana gli proibiva di agire in altro modo.

    Tale decisione fu il frutto di un lungo percorso interiore, come si evince dalle sue lettere e dai suoi interventi. Da Konitz, il 27 settembre 1944, Josef scrisse una lettera alla moglie e al figlio Albert:

    “L’impellenza di tale testimonianza è ormai ineluttabile; sono due mondi che si scontrano l’uno contro l’altro.

    I miei superiori hanno mostrato troppo chiaramente di rifiutare e odiare quanto per noi cattolici è sacro e irrinunciabile.” Dichiarò anche: “È meglio perdere la vita piuttosto che abbandonare la via del dovere”.

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  3. #3
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    Pensieri di Josef Mayr-Nusser:

    Cristo ha dato via libera alla nostra speranza. Accettiamo senza paura tutto ciò che viene dalle mani di Dio. Non dobbiamo perdere la speranza e non possiamo perderci d'animo, neanche nelle tribolazioni più dure.

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  4. #4
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    Pensieri di Josef Mayr-Nusser:

    Abbiamo visto che l'umanità è in primo luogo carente in amore, e dunque in giustizia, che è la sola condizione per la pace. Noi, che siamo collaboratori di Cristo, e tutte le persone di buona volontà, cooperiamo affinché l'amore verso Dio e il prossimo permei di nuovo, e in misura maggiore, la vita dei singoli e dei popoli.

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  5. #5
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    “la mia fede e la mia coscienza non me lo consentono”

    Un giovane papà di famiglia altoatesino, dalla coscienza limpida e profondamente cattolica, si rifiuta di giurare fedeltà al Führer e si oppone agli ideali nazionalsocialisti perché «negatori di ciò che per noi cattolici è santo e intoccabile». Ciò gli procura il martirio e, ora, gli onori degli altari.



    Un giovane papà di famiglia altoatesino, dalla coscienza limpida e profondamente cattolica, si rifiuta di giurare fedeltà al Führer e si oppone agli ideali nazionalsocialisti perché «negatori di ciò che per noi cattolici è santo e intoccabile». Ciò gli procura il martirio e, ora, gli onori degli altari.

    Era il 4 ottobre 1944 in un cortile della cittadina di Konitz, nella Prussia orientale, quando il maresciallo aveva finito di spiegare nei minimi particolari la cerimonia prevista per il giorno seguente. Ma ecco all’improvviso in mezzo al gruppo la mano alzata di una recluta che chiese il permesso di parlare. «Signor maresciallo, io non posso giurare a Hitler, sono cristiano, la mia fede e la mia coscienza non me lo consentono» pronunciò senza esitazione Josef Mayr, che aveva solo 34 anni.

    Uno dei suoi compagni (al quale si deve la testimonianza che narra l’accaduto) gli sussurrò:

    “Ma anche io sono un cristiano attivo, però non credo che il Signore ci costringa a rinunciare a questo giuramento. E poi che cosa puoi fare? Verrai ucciso, tua moglie non avrà più il marito, il tuo bambino perderà il padre e la guerra non la fermerai mai”.

    La risposta arrivò ferma e lucida:

    «Se nessuno avrà mai il coraggio di dire che è contrario alle idee nazionalsocialiste, non cambierà mai nulla».


    Qualche ora dopo gli fu chiesto di mettere per iscritto la sua dichiarazione: fra lo stupore di alcuni e la rabbia di altri, Josef firmò quella che doveva essere la sua condanna a morte.



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  6. #6
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    Un meraviglioso esempio di fede e di sequela di Cristo. Grande uomo e grande cattolico. Non ha rinunciato a dare tutto sé stesso e la sua stessa vita per il Signore e da Dio ha ottenuto il dono più prezioso che una persona possa ricevere: la Gloria Eterna nel Regno dei Cieli.
    «Vox clamantis in deserto: “Parate viam Domini, rectas facite semitas eius”».
    (Luc. 3, 4).



  7. #7
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    Qual è il messaggio che viene a noi oggi da questo novello Beato?

    Lo spiega il Postulatore della causa:

    «Come prima cosa, Mayr-Nusser era veramente informato, sapeva che cosa accadeva nel mondo e sapeva, conosceva benissimo la sua Fede cristiana.

    E questa è una cosa che dobbiamo imparare da lui: informarci di ciò che avviene nel mondo e conoscere la nostra Fede, così possiamo prendere delle decisioni. E la seconda cosa è avere il coraggio di andare controcorrente, non seguire cosa oggi è di moda ma che cosa ci indica la nostra coscienza cristiana e lì, alle volte, è importante andare su una strada diversa da quella della maggioranza».

    Tre sono infatti le cose che oggi colpiscono a morte la Fede cristiana nelle anime: l’ignoranza della propria Fede religiosa, l’ingenuo e sconsiderato adeguamento alle massime del mondo e a ideologie senza Dio, e il rispetto umano che paralizza qualsiasi scelta di vita controcorrente.

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    dal Numero 28 del 16 luglio 2017

  8. #8
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    E poi che cosa puoi fare?

    Il beato Josef è indicato oggi alla Chiesa come «martire della coscienza».

    Come ha osservato il Vescovo di Bolzano-Bressanone Mons. Ivo Muser, che al suo esempio ha dedicato l’ultima Lettera pastorale per la Quaresima, «agire secondo una coscienza formata significa dare a Dio lo spazio che gli spetta nella nostra vita», e se necessario offrire a Lui il sacrificio della vita stessa.

    Quale esempio e quale luce ai nostri giorni in cui si vedono tanti cristiani cedere al potere delle più sinistre ideologie sociali i diritti di Dio e della loro Fede!

    Era il 4 ottobre 1944 in un cortile della cittadina di Konitz, nella Prussia orientale, quando il maresciallo aveva finito di spiegare nei minimi particolari la cerimonia prevista per il giorno seguente.

    Ma ecco all’improvviso in mezzo al gruppo la mano alzata di una recluta che chiese il permesso di parlare.

    «Signor maresciallo, io non posso giurare a Hitler, sono cristiano, la mia fede e la mia coscienza non me lo consentono» pronunciò senza esitazione Josef Mayr, che aveva solo 34 anni.

    Uno dei suoi compagni (al quale si deve la testimonianza che narra l’accaduto) gli sussurrò: “Ma anche io sono un cristiano attivo, però non credo che il Signore ci costringa a rinunciare a questo giuramento. E poi che cosa puoi fare?

    Verrai ucciso, tua moglie non avrà più il marito, il tuo bambino perderà il padre e la guerra non la fermerai mai”.

    La risposta arrivò ferma e lucida: «Se nessuno avrà mai il coraggio di dire che è contrario alle idee
    nazionalsocialiste, non cambierà mai nulla».

  9. #9
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    Uno dei suoi compagni gli sussurrò “E poi che cosa puoi fare?”




    Il beato Josef è indicato oggi alla Chiesa come

    «martire della coscienza».

    Come ha osservato il Vescovo di Bolzano-Bressanone Mons. Ivo Muser, che al suo esempio ha dedicato l’ultima Lettera pastorale per la Quaresima, «agire secondo una coscienza formata significa dare a Dio lo spazio che gli spetta nella nostra vita», e se necessario offrire a Lui il sacrificio della vita stessa.

    Quale esempio e quale luce ai nostri giorni in cui si vedono tanti cristiani cedere al potere delle più sinistre ideologie sociali i diritti di Dio e della loro Fede!

    Era il 4 ottobre 1944 in un cortile della cittadina di Konitz, nella Prussia orientale, quando il maresciallo aveva finito di spiegare nei minimi particolari la cerimonia prevista per il giorno seguente.

    Ma ecco all’improvviso in mezzo al gruppo la mano alzata di una recluta che chiese il permesso di parlare.

    «Signor maresciallo, io non posso giurare a Hitler, sono cristiano, la mia fede e la mia coscienza non me lo consentono» pronunciò senza esitazione Josef Mayr, che aveva solo 34 anni.

    Uno dei suoi compagni (al quale si deve la testimonianza che narra l’accaduto) gli sussurrò: “Ma anche io sono un cristiano attivo, però non credo che il Signore ci costringa a rinunciare a questo giuramento. E poi che cosa puoi fare?

    Verrai ucciso, tua moglie non avrà più il marito, il tuo bambino perderà il padre e la guerra non la fermerai mai”. La risposta arrivò ferma e lucida:

    «Se nessuno avrà mai il coraggio di dire che è contrario alle idee nazionalsocialiste, non cambierà mai nulla».


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    dal N.28 16/07/2017
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  10. #10
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    Josef Mayr-Nusser (27 dicembre 1910 – 24 febbraio 1945) col figlio Albert. (Foto Archivio Albert Mayr)

    Josef Mayr-Nusser, la coscienza contro lo spirito del tempo

    Ha fatto ciò che era giusto

    “Ho sempre ritenuto che ciò che ha fatto era giusto. Certamente molti dicono che è stata una sciocchezza, o anzi un comportamente irresponsabile, specialmente nei confronti della sua famiglia. Ma se si considera quali cose avrebbe giurato di fare, allora il suo comportamento era giusto. E lui ha rifiutato il giuramento per motivi religiosi, di coscienza”.

    Maria Mayr, nipote di Josef

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