Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dell’Arcidiocesi Metropolitana di Milano – Anno 2021.

  1. #161
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    PARROCCHIE
    Valmadrera saluta don Tommaso

    Dopo dieci anni come Vicario, don Nava parte in missione per il Perù. La sua comunità lo accompagna con una serie di iniziative


    È iniziata nella serata di domenica 17 ottobre la settimana di appuntamenti con cui la parrocchia di Valmadrera saluta e ringrazia don Tommaso Nava dopo dieci anni di ministero come sacerdote tra i ragazzi e i giovani della città.

    Classe 1983, sacerdote dal 2008, originario di Acquate, è ora in partenza per la missione di Pucallpa (Perù), 600 mila abitanti, in un territorio vasto come Lombardia e Piemonte, sulle rive del fiume Ucayali davanti al quale la strada si blocca per entrare nella Foresta amazzonica.

    A dare inizio al programma di saluti sono stati una cinquantina di giovani saliti sul palco della sala Artefsera per lo spettacolo Musical Middle, ovvero una simpatica riproposizione dei quattro recital che in questi anni i giovani della “Compagnia dello specchio” hanno proposto stimolati da don Tommaso. Così le canzoni di Bennato si sono mischiate a testi di Garinei e Giovannini per Aggiungi un posto a tavola, passando per il palazzo del sultano di Aladin in cui si trovavano per caso anche San Francesco e i suoi primi seguaci protagonisti di Forza venite gente!.

    [...].

    La settimana continua ora con una Santa Messa giovedì 21, alle 20.45, in chiesa parrocchiale in cui sono invitate le associazioni cittadine e decanali. Venerdì 22 don Tommaso sarà in oratorio dalle 16 fino a sera per salutare ragazzi/e e adolescenti.

    Sabato 23 riceverà il Crocefisso in Duomo durante la Veglia missionaria dalle mani dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini e domenica festa per tutto il giorno, a partire dalla Santa Messa delle 10.30 celebrata sul campo dell’oratorio. Il cortile di via Bovara diverrà poi un centro di raccolta straordinario di viveri a lunga conservazione (pasta, riso, farina, zucchero, scatolame, olio in latta…). Si puntano a raccogliere i primi dei 120 quintali necessari per riempire un container in partenza per Pucallpa. Sarà il regalo di Valmadrera a don Tommaso e al Perù.


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO LUNEDÌ 18 OTTOBRE 2021).
    «Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis».




  2. #162
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    19 OTTOBRE
    L’Arcivescovo incontra i confessori del Duomo

    Sono i 35 sacerdoti che ogni giorno, dalle 8 alle 18, rendono un servizio che qualifica ulteriormente la Cattedrale e che, dopo il periodo del Covid, da qualche settimana registra una frequenza crescente, soprattutto tra i giovani


    Martedì 19 ottobre, nella Cappella arcivescovile, l’Arcivescovo guiderà un momento di preghiera offrendo una meditazione per i trentacinque sacerdoti che, in Duomo, si alternano per dare ai fedeli la possibilità di ricevere il perdono nel Sacramento della riconciliazione. Dopo l’intervento dell’Arcivescovo, tre confessori indicheranno alcuni argomenti per il confronto.

    Il lungo periodo di pandemia e le necessarie precauzioni hanno interrotto il sistematico confronto tra i presbiteri e reso difficile qualche occasione di formazione. Confidando nella ripresa, l’incontro con l’Arcivescovo vorrebbe essere anche occasione per ricominciare a riflettere insieme su un servizio che certamente qualifica, con le altre celebrazioni liturgiche, la Cattedrale come luogo di preghiera.

    Ogni giorno, infatti, dalle 8 alle 18 è possibile trovare in Duomo alcuni presbiteri per la confessione. Per quanti desiderano avviare o approfondire un cammino spirituale confrontandosi sempre con lo stesso sacerdote, l’indicazione dell’orario e della presenza di ogni confessore favorisce la continuità.

    [...].


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; di monsignor Fausto GILARDI; PUBBLICATO MERCOLEDÌ 13 OTTOBRE 2021).
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  3. #163
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    MEDA
    L'Arcivescovo agli sportivi: «Faccio il tifo per voi»

    Fierezza per una tradizione educativa, quella degli oratori, che non esclude nessuno e incoraggiamento a ripartire «per essere fermento di una società nuova», nell'intervento durante l’incontro animato dalle testimonianze di campioni e protagonisti di diverse discipline


    «Sono fiero di voi, vi incoraggio, faccio il tifo per voi». Nelle tre parole che risuonano nel Palameda in festa, c’è tutta l’ammirazione e la riconoscenza dell’Arcivescovo per coloro che praticano e si adoperano per quello sport che definisce «uno straordinario strumento di crescita e di educazione».

    Nel tradizionale incontro con il mondo sportivo, promosso dal Servizio diocesano per l’Oratorio e lo Sport – che finalmente torna ad avere come cornice un palazzetto, appunto la struttura della città di Meda -, l’entusiasmo per una ripartenza attesa, come spiega don Stefano Guidi, responsabile del Servizio, e per le tante testimonianze che esemplificano al meglio il titolo della serata, “Lo sport insegna a crescere”, si tocca con mano. E non solo per i frequenti applausi dei tanti che non hanno voluto mancare all’appuntamento con l’Arcivescovo – a ribadire l’attenzione che da sempre la Chiesa ambrosiana riserva a questo mondo -, ma anche ciò che viene detto e raccontato, attraverso storie personali diverse, di sacrificio e di impegno, di successo internazionale e di fatica quotidiana.

    Come quelle dei campioni della squadra di pallacanestro in carrozzina, Briantea84, di casa al Palameda, detentori della Supercoppa nazionale, bravissimi nell’esibizione agonistica che offrono, al cui termine l’Arcivescovo tiene a stringere le mani di ciascuno. Tra loro chi, dopo un osteosarcoma invalidante a 11 anni, ha trovato la voglia di ricominciare, chi si è ritrovato in carrozzina dopo un incidente e il capitano britannico Ian Sagar, giocatore della nazionale con medaglie d’oro europee e la partecipazione alle Paralimpiadi di Londra 2012, Rio 2016 e Tokyo 2021. Campioni unici nello sport e nella vita, con l’esempio che dimostrano portando anche nelle scuole, ogni mercoledì, la loro esperienza. Chiaro che sia questo il modo di fare sport da indicare ai più giovani – nel Palazzetto sono molti i ragazzini dai 12 anni in su invitati per l’occasione nell’Anno straordinario dedicato agli adolescenti – e di cui andare fieri.

    [...].


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; di Annamaria BRACCINI; PUBBLICATO MARTEDÌ 19 OTTOBRE 2021).
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  4. #164
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    PADERNO DUGNANO
    L'Arcivescovo agli sportivi: «Faccio il tifo per voi»

    Allestita in venti pannelli fotografici presso il Santuario di Santa Maria Annunciata, è stata inaugurata dall’Arcivescovo


    Questa sera, presso il Santuario di Santa Maria Annunciata in Dugnano (Paderno Dugnano), l’Arcivescovo ha inaugurato una mostra fotografica che racconta la vita della Comunità copta ortodossa del Patriarcato di Alessandria. Realizzata da un gruppo di giovani, la mostra intende far conoscere la storia della Chiesa copta, la sua realtà in Italia, in Lombardia e in quella che, per loro, è la Diocesi di Milano e dell’Italia settentrionale, attualmente guidata da anba Antonio. La Comunità è composta da oltre 7000 persone, tutte di origine egiziana, che frequentano i 19 luoghi di culto presenti nel territorio della loro Diocesi.

    La mostra è costituita da 20 pannelli, raggruppati per quattro aree tematiche: la prima sulla Chiesa copta; la seconda sulla Chiesa dei martiri; la terza dedicata a anba Kirolos, fondatore della loro Diocesi; la quarta sulla vita quotidiana della comunità, la sua liturgia, i giovani e i luoghi, ossia dove si trovano le chiese copte in Lombardia. La rassegna sarà itinerante, toccando tutti i luoghi dove esistono parrocchie copte ortodosse, e sarà visitabile nella Sala delle Esposizioni di Regione Lombardia, al grattacielo Pirelli, dalla metà di dicembre all’11 gennaio 2022, ossia tra il Natale cattolico e quello copto.

    [...].


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO MARTEDÌ 19 OTTOBRE 2021).
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  5. #165
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    20 OTTOBRE
    L’Arcivescovo all’Accademia Ambrosiana, assemblea su Federico Borromeo

    Il progetto culturale del Cardinale al centro del pomeriggio, con prolusione di Jean-Louis Quantin


    La prossima assemblea dell’Accademia Ambrosiana sarà dedicata al «Progetto culturale di Federico Borromeo tra passato e presente» e sarà aperta, mercoledì 20 ottobre, alle 18, presso la Sala delle Accademie, dal prefetto della Biblioteca Ambrosiana, monsignor Marco Ballarini, e dalla prolusione di Jean-Louis Quantin, con l’intervento dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Giovedì 21 ottobre si susseguiranno gli interventi di diversi studiosi per l’intera giornata.


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO MARTEDÌ 19 OTTOBRE 2021).
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  6. #166
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    PADERNO DUGNANO
    «Cattolici e Copti, fratelli per una Chiesa santa»

    L'Arcivescovo ha inaugurato una mostra fotografica presso il Santuario di Santa Maria Annunciata, che presto sarà ceduto alla Comunità ortodossa per la preghiera


    «Invochiamo la benedizione di Dio su questo nostro incontro, sulla mostra che inauguriamo perché sia un messaggio per conoscere la storia, la gloria, la sofferenza, la santità della Chiesa copta e un modo per introdurre a una fraternità più consapevole tra le diverse comunità che il Signore convoca perché siano la sua santa Chiesa. Invoco la benedizione su questo luogo che sarà utilizzato da questa comunità per la preghiera».

    È l’auspicio con cui l’Arcivescovo ha inaugurato la bella rassegna a pannelli fotografici realizzata da un gruppo di giovani ortodossi copti con il titolo «La Chiesa copta. Una storia, una presenza», allestita presso il Santuario di Santa Maria Annunciata, che presto sarà ceduto alla Comunità ortodossa per la preghiera.

    Accanto all’Arcivescovo, il vescovo per la diocesi di Milano e dell’Italia Settentrionale del Patriarcato di Alessandria, sua eminenza Anba Antonio, monsignor Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi e delegato Cel per l’Ecumenismo e il Dialogo, la quasi totalità della ventina tra sacerdoti e monaci della diocesi copta, il parroco della Comunità pastorale San Paolo VI don Mauro Barlassina, i presbiteri delle altre due Cp del territorio. Presenti anche il responsabile del Servizio per l’Ecumenismo e il Dialogo, il diacono permanente Roberto Pagani, e padre Ionut Radu, parroco romeno a Milano e membro del comitato di presidenza del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano. In prima fila, il sindaco di Paderno Dugnano Ezio Casati con il vicesindaco, autorità militari e civili e, poi, tanta gente di entrambe le comunità, perché, oltre la mostra, si sta da tempo realizzando un cammino di accoglienza dei fedeli della Chiesa copta proprio in Santa Maria Annunciata, che verrà da loro utilizzata per il culto.


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; di Annamaria BRACCINI; PUBBLICATO MERCOLEDÌ 20 OTTOBRE 2021).
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  7. #167
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    #DIREZIONETARANTO
    «Alla Settimana sociale mi impegnerò per la sostenibilità»

    Marta Magnani, già partecipante a «The Economy of Francesco», è una componente della Delegazione ambrosiana: «Sento urgente il bisogno di avviare nelle nostre città processi virtuosi in sintonia con l’“ecologia integrale” invocata dal Papa»


    La 49a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani è un appuntamento atteso da tutte le diocesi per parlare del rapporto tra ecologia ed economia, ambiente e lavoro, crisi ambientale e crisi sociale.

    A distanza di sei anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato Si’, è ancora urgente l’invito del Papa ad attuare, oltre che comprendere, quella che lui chiama «ecologia integrale». Davanti alle catastrofi ambientali e agli squilibri sociali, l’ecologia integrale è la chiave di lettura giusta per affrontare congiuntamente problemi di diversa natura, in quanto ha alla base la capacità di riconoscere il delicato legame tra Creato e uomini.

    In questi anni centinaia di iniziative sono state promosse dalle diocesi per dimostrare che una visione integrale della realtà che ci circonda non solo è possibile, ma anche concretizzabile. Non a caso «#tuttoèconnesso» è il motto della Settimana sociale, nella quale si darà spazio sia a relazioni di esperti nei temi di sostenibilità e lavoro, ma anche alla condivisione di esperienze di vera ecologia integrale, a dimostrazione che la Chiesa è attenta al tempo che vive e che desidera continuare questo processo di “conversione” del proprio sguardo nella direzione indicata dal Papa.


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; di Marta MAGNANI; PUBBLICATO DOMENICA 17 OTTOBRE 2021).
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  8. #168
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    SETTIMANA SOCIALE
    Cauteruccio: «Non c’è cura del Creato senza lavoro appropriato»

    Il presidente di Greenaccord: «La Chiesa italiana non può non farsi carico del grido della Terra e del grido dei poveri. La pandemia ci ha fatto piombare in un senso di precarietà che il frastuono godereccio ci aveva fatto dimenticare»


    «L’ambiente che soffre e sembra ribellarsi alla tirannia dell’uomo, il comparto economico – da cui dipende il lavoro – che necessita di un sostanzioso cambiamento e rinnovamento e il futuro che appare nebuloso e fosco specie per i più giovani». Per Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord, le tre direttrici del tema scelto per la 49ª Settimana sociale, “Ambiente, lavoro, futuro. #tutto è connesso”, rappresentano le preoccupazioni principali odierne.

    In che modo ambiente, lavoro e futuro sono legati tra di loro e per un mondo migliore è necessario avere una visione complessiva?
    A prima vista questi tre temi possono sembrare non interdipendenti e invece sono intimamente legati: la cura della Casa comune dev’essere il faro che illumina il nuovo modello economico da implementare e il futuro dipende da entrambi e dal modo in cui ci si prenderà cura del grido della Terra e da come l’economia saprà rinnovarsi e farsi carico delle fragilità. Francesco, quando riconosce che “tutto è connesso”, sottolinea che tutte le creature vivono in connessione e che la guerra fra creature è sterile e non reca vantaggi. Non si regge nemmeno la mentalità predatoria dell’uomo nei confronti del Creato che tenta di “estrarre” quanto possibile perché, in fondo, se le materie sono lì è perché qualcuno debba giovarne. San Bonaventura scriveva che il creato è stato voluto in primis per rendere gloria a Dio, solo in seconda battuta per le necessità dell’uomo. Il rendere gloria fa del Creato una grande orchestra i cui suoni compongono una melodia varia ma non dissonante. Allora perché l’uomo stona e non è capace di empatia e di armonia con le altre creature? Perché crea modelli e sistemi economici che fagocitano risorse e producono scarti? Occorre dunque un ritorno all’armonia e all’unità e non deve fermarci lo spauracchio che un nuovo sistema economico, privo dei combustili fossili, possa bruciare tanti posti di lavoro senza crearne di nuovi. Mettere la cura dell’ambiente contro il lavoro non ha molto senso poiché secondo gli esperti nasceranno tanti nuovi comparti lavorativi e occorreranno nuove professionalità e nuovi profili. Basti pensare ai posti di lavoro generati dalle energie rinnovabili e dai piani di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici che produrranno lavoro diffuso e capillare. L’inevitabile e improcrastinabile cambiamento del modello economico legherà sempre più cura del Creato e lavoro perché quest’ultimo dovrà necessariamente essere funzionale alla cura della Casa comune.

    E il futuro?
    Non vi sarà futuro, per la specie umana, se la Casa comune non sarà salvaguardata e se le attività umane non saranno caratterizzate da questa priorità. Il futuro non è qualcosa di vago e indefinito: sono i nostri figli, i nostri nipoti con le loro aspirazioni, i loro sogni e la loro capacità di innovare con responsabilità e creatività. Senza questa visione unitaria non si va lontano e ben venga una riflessione approfondita su questo legame: non c’è cura della Casa comune senza lavoro appropriato e non c’è futuro senza un sistema economico e lavorativo capace di farsi carico di tutte le fragilità.

    In passato le Settimane sociali si sono anche occupate di questioni agrarie, ma ora è la prima volta che ci si concentra sul tema più ampio dell’ambiente…
    A cinque anni dalla pubblicazione della Laudato si’, la Chiesa italiana non poteva non farsi carico del grido della Terra e del grido dei poveri. La pandemia ci ha fatto piombare in un senso di precarietà che il frastuono godereccio ci aveva fatto dimenticare. Gli scienziati ci ricordano che il tempo per invertire la rotta è quasi terminato. Certamente è una novità il programma della Settimana sociale ma il tema dell’ambiente, dal pontificato di Giovanni Paolo II, è sempre stato un pensiero costante. Al termine del Giubileo del 2000 Giovanni Paolo II si chiedeva: può un cristiano rimanere indifferente di fronte al profilarsi di un dissesto ecologico? Il cristiano deve sentirsi responsabile di ciò che accade e anche di ciò che potrebbe accadere, adottando quando necessario il principio di precauzione. Sono oramai trent’anni che gli scienziati ci dicono che i cambiamenti climatici sconvolgeranno la vita del pianeta mettendo a rischio la biodiversità, alzando il livello dei mari, portando desertificazione ed eventi avversi di grande intensità. Cosa aspettare ancora? Papa Francesco ci chiede nella Laudato si’ di non accontentarci di una ecologia apparente e di non sonnecchiare aspettando che siano gli altri a dover agire.

    Quale può essere il contributo di novità che possono portare i cattolici per la custodia del Creato?
    Ci sono delle grandi sfide per i cattolici all’interno della Chiesa e al di fuori di essa. All’interno credo che l’apporto più significativo possa essere la formazione in tutti i luoghi deputati: parrocchie, università, seminari, centri di aggregazione. Sono ancora pochi i testi per una catechesi che parta dalle creature per raggiungere il Creatore. La stessa preghiera per il Creato è poco sentita. Sono altrettanto poche le strutture che hanno adottato criteri di sostenibilità per l’energia, l’efficientamento degli edifici, la loro ristrutturazione o la loro nuova costruzione. Nel mondo i cattolici devono diventare lievito, luce e sale diffondendo la consapevolezza della presenza dell’impronta di Dio in ogni creatura, della bellezza come valore rigenerativo, del valore della giustizia sociale e di quella ambientale e dando l’esempio con l’adozione di stili di vita rispettosi della Casa comune.

    Stiamo iniziando a uscire dal lungo periodo di crisi causata dal Covid: cosa ci ha insegnato la pandemia?
    A volte penso che il Creatore si sia divertito nel rendere il Creato interdipendente: non esiste essere, di qualsiasi specie, che possa ritenersi autosufficiente. Viviamo di relazioni e dipendiamo dagli altri anche se la nostra autoreferenzialità ci fa credere il contrario. La Casa comune, che ci ospita, ci protegge e ci nutre, può apparirci ostile, come si è avvertito durante la pandemia, ma la Terra è in sofferenza e ha bisogno di rigenerarsi e non le diamo tempo e modo di poterlo fare. Credo che la lezione della pandemia, oltre a ricordarci la nostra piccolezza e la nostra precarietà, ci abbia insegnato che occorre mettersi in ascolto del grido della Terra e del grido dei poveri.

    [...].


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; di Gigliola ALFARO (Agensir); PUBBLICATO MERCOLEDÌ 20 OTTOBRE 2021).
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