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Discussione: Competitività e Cristianesimo

  1. #1
    Veterano di CR L'avatar di Restauratore
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    Competitività e Cristianesimo

    Ciascuno di noi, nel suo lavoro e nelle sue passioni, è mosso da spirito di competitività. Da avvocato mi piace far crescere il mio studio legale, da milanista e appassionato di sport mi piace vincere. Ma questo spirito di competitività umano, non è un po' in contrasto con le moltissime parti evangeliche che invitano a farsi ultimi e a non voler primeggiare?
    Mi accusano di essere preconciliare ma mi consolo pensando che anche Gesù lo era

  2. #2
    Iscritto L'avatar di Veritasvosliberat
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    Citazione Originariamente Scritto da Restauratore Visualizza Messaggio
    Ciascuno di noi, nel suo lavoro e nelle sue passioni, è mosso da spirito di competitività. Da avvocato mi piace far crescere il mio studio legale, da milanista e appassionato di sport mi piace vincere. Ma questo spirito di competitività umano, non è un po' in contrasto con le moltissime parti evangeliche che invitano a farsi ultimi e a non voler primeggiare?
    Penso che lo spirito di competitività sano sia buono anche cristianamente parlando sennò a cosa servirebbero i giochi in oratorio, campeggi parrocchiali, etc? Il problema credo che stia in come si vede la competizione. Se arrivare primo significa schiacciare l' avversario e fare del successo a discapito degli altri l'unico obiettivo della propria vita allora no. Credo che Gesù facesse riferimento soprattutto al sentimento di arroganza che i ricchi avevano(e in molti casi hanno tutt'oggi) sui poveri e gli ultimi. Gesù ricorda solo che di fronte a lui siamo assolutamente e ugualmente figli amati. Dunque lui rovescia le regole del mondo. I primi non andranno in Paradiso in quanto "primi" ma in quanto osservatori della sua legge e dei suoi comandamenti. Almeno io la ho interpretata così...

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