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Discussione: Non chiamate padre nessuno di voi.

  1. #1
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    Non chiamate padre nessuno di voi.

    Chiedo venia per la mia ignoranza, ma l'ignorante deve essere desideroso di apprendere. San Matteo, nel suo Vangelo riporta i seguenti versetti: Mt 23,8-10

    8Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

    Mi sono sempre chiesto per quale motivo ci si rivolge ai religiosi usando l'appellativo "padre" dal momento che Gesù è stato così esplicito nello sconsigliarlo.


    Ultima modifica di Tobi; 18-09-2021 alle 09:20

  2. #2
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    In quel passo evangelico, dubito fortemente che l'intenzione di Gesù fosse fare una lezione lessicale. Interpretare questo passo alla lettera è, forse, uno degli errori più comuni in questi ultimi tempi.
    L'intento reale di Gesù è quello di sottolineare il fatto che di fronte all'unico Padre e all'unico Maestro noi siamo tutti fratelli, tutti uguali, perché Dio non fa preferenza e, come non la fa Dio, così anche noi non dobbiamo preferire qualcuno a qualcun'altro, ma dobbiamo sentirci tutti uniti perché tutti figli nel Figlio, perché tutti discepoli del Maestro.
    L'usanza di chiamare un religioso (o ad esempio al Sud qualunque sacerdote) "padre" nasce dal riconoscimento della paternità spirituale nei confronti di quella persona, che guida il fedele, come un padre fa con il figlioletto, verso il Signore. Non a caso tale titolo è riservato ai religiosi, che erano, nei tempi passati, i direttori spirituali per eccellenza. E non è un caso che tale titolo non veniva dato ai frati laici (chiamati semplicemente fra'), perché questi non dirigevano spiritualmente, non avendo l'adeguata preparazione.
    Altri titoli, come il sinonimo Abate, nascono dall'ambito familiare che si vuole creare in una certa comunità, in questo caso monastica.
    Si tratta, quindi, di "titoli", anche se questo termine non è molto esatto, che non sono onorifici ma ricordano a chi ne è "insignito" l'alto impegno a cui è chiamato.
    D'altra parte, a rigor di logica, il titolo di "don" sarebbe anche peggiore di "padre", poiché deriva da Dominus e indicherebbe, se si riportasse al suo significato originario, a una sudditanza di tipo feudale, che è certamente meno "tenera" di quella familiare, a cui riporta "padre".

    E, se tutto questo ormai non ha più spazio nella concezione odierna, possiamo semplicemente dire che si tratta di titoli, usati solo per indicare un ministero, così come quei titoli che indicano una professione, senza, tuttavia, voler indicare una maggiore dignità nella persona, quanto piuttosto una missione diversa.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

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