Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: XLIX Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Taranto, 21-24 ottobre 2021).

  1. #11
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    VIDEOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
    AI PARTECIPANTI ALLA 49ª SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI ITALIANI


    Cari fratelli e sorelle, saluto cordialmente tutti voi che partecipate alla 49ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si apre oggi a Taranto. In queste giornate rifletterete su un tema molto importante che riguarda il futuro nostro e delle generazioni future: “Il Pianeta che speriamo”. Questo Pianeta che speriamo esige soprattutto una conversione che apra alla speranza. Il Pianeta che speriamo chiede, al tempo stesso, audacia e voglia di riscatto. Il Pianeta che speriamo grida già sin d’ora stili di vita rinnovati, in cui ambiente, lavoro e futuro non siano in contrapposizione tra loro, ma in piena armonia. Non bisogna mai dimenticare che tutto è connesso. Un pensiero particolare e un incoraggiamento vorrei rivolgere ai giovani, che so essere ben rappresentati a questo evento: insegnateci a custodire il creato! Siete il presente, siete l’oggi del Pianeta, non sentitevi mai ai margini dei progetti o delle riflessioni. I vostri sogni devono essere i sogni di tutti, e sull’ambiente avete tanto da insegnare. Permettetemi una carezza a tutte le mamme e a tutti i papà di Taranto che hanno pianto o piangono per la morte e la sofferenza dei propri figli. Vi abbraccio e vi assicuro la mia preghiera. E pregate per me, io lo farò per voi. Che il Signore vi benedica!


    Copyright © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana


    (Fonte, dal sito della Santa Sede).
    «Vox clamantis in deserto: “Parate viam Domini, rectas facite semitas eius”».
    (Luc. 3, 4).



  2. #12
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    Il Messaggio del Presidente della Repubblica

    21 OTTOBRE 2021

    Pubblichiamo il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai partecipanti alla 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani.

    Sua Eminenza Reverendissima
    Cardinale Gualtiero Bassetti
    Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
    Circonvallazione Aurelia, 50
    00165 Roma

    I temi e gli obiettivi al centro della riflessione della 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani rappresentano un contributo importante alla ripartenza del Paese, alla progettazione di un nuovo modello sociale, dopo le sofferenze della pandemia.

    Il confronto che si svolgerà a Taranto sarà tanto più ricco in quanto può avvalersi di esperienze concrete a livello di base, analisi condivise sugli squilibri attuali e sulle potenzialità presenti nella nostra comunità. Il contributo offerto sarà tanto più significativo ispirato come è al valore della solidarietà, profondamente inciso nel testo della nostra Carta costituzionale.

    La pandemia è stata – ed è tuttora – una prova molto dura. Ha evidenziato i nostri limiti e le contraddizioni del modello di società che abbiamo costruito. Al tempo stesso ha messo in luce il senso profondo di una comunità di destino come la nostra, restituendo valore alle cose che hanno valore. L’egocentrismo è uscito sconfitto da una vicenda in cui la solidarietà si è affermata come chiave per affrontare e risolvere i problemi, per sostenere lo sviluppo pieno della personalità umana, a partire dalla difesa della vita.

    Questo insegnamento ha uno straordinario valore per la rinascita che auspichiamo. Ci spinge a valutare in modo appropriato la portata negativa delle diseguaglianze, a comprendere quanto gravemente incida il degrado ambientale sul nostro presente e sul nostro futuro, a contrastare ogni tendenza all’esclusione perché dove le opportunità sono appannaggio di cerchie ristrette, è tutto il Paese a soffrire.

    Il titolo scelto per la Settimana sociale mette in luce la connessione tra ambiente e lavoro, tra sostenibilità ecologica e sociale. Non è più accettabile immaginare una crescita legata alla distribuzione di beni, al consumo delle risorse naturali, allo sfruttamento di componenti della società umana. Lo sviluppo deve comprendere un contrasto effettivo a ogni forma di povertà, una riconciliazione con l’ambiente, una innovazione orientata al benessere umano e al rafforzamento del capitale sociale. Occorre investire sulle persone.

    La prospettiva di un umanesimo rinnovato che riguarda il pianeta intero – al centro del magistero di Papa Francesco – è parte essenziale di quei diritti di cittadinanza indispensabili per la vita stessa della democrazia.

    Rivolgo quindi un intenso augurio di buon lavoro a quanti prenderanno parte ai dibattiti della Settimana.


    (Fonte, dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»)
    «Vox clamantis in deserto: “Parate viam Domini, rectas facite semitas eius”».
    (Luc. 3, 4).



  3. #13
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    L’intervento del Card. Gualtiero Bassetti

    21 OTTOBRE 2021

    Pubblichiamo il testo dell’intervento del Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in apertura dei lavori della 49a Settimana Sociale dei cattolici italiani.

    Carissimi amici e amiche,

    sono onorato di poter introdurre la 49a Settimana Sociale dei cattolici italiani. Rivolgo un saluto affettuoso a tutti i Confratelli Vescovi presenti, con speciale pensiero per Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, alle autorità della Regione Puglia e della città di Taranto, ai membri del Comitato, che ringrazio per il lavoro svolto in questi anni, e a tutte le delegate e a tutti i delegati provenienti dalle diocesi d’Italia.

    Ci ritroviamo a Taranto dopo un cammino impervio. Se ci guardiamo alle spalle, e ripensiamo alla bellissima esperienza di Cagliari nell’ottobre 2017, sembra essere passato tantissimo tempo e invece sono trascorsi soltanto tre anni. Tre anni molto duri, in cui soltanto adesso iniziamo a intravedere la luce in fondo a questo lungo tunnel della pandemia. La luce di Cristo, che è speranza per tutti i popoli, ci accompagna dunque in queste giornate promosse dalla Chiesa in Italia che rappresentano una prima tappa del Cammino sinodale che abbiamo appena iniziato.

    Questo appuntamento è, senza dubbio, l’espressione di una Chiesa che si apre e dialoga con il mondo. E lo facciamo ritrovandoci qui a Taranto, una città portuale sorta in un luogo storicamente strategico di quel bacino del Mediterraneo che rappresenta, non solo il cuore pulsante della nostra civiltà, ma anche il mare della “triplice famiglia di Abramo”. Il mare, cioè, in cui si affacciano tre diversi mondi religiosi e culturali – ebrei, cristiani e islamici –che possono vivere in pace, come auspicava Giorgio La Pira.

    Taranto, però, non è solo un grande porto ma è anche una città-simbolo della siderurgia italiana e uno dei maggiori complessi industriali in Europa. Come non ricordare, infatti, la visita di Paolo VI all’acciaieria Italsider nel 1968? In quegli anni, carichi di tensioni sociali, Papa Montini celebrò la Messa di Natale tra i lavoratori degli altiforni di “quel colossale centro siderurgico” e pronunciò un’omelia le cui parole risuonano ancora oggi nei nostri cuori con sapienza profetica.

    «Noi facciamo fatica a parlarvi» disse Paolo VI agli operai. «Ci sembra che tra voi e Noi non ci sia un linguaggio comune». Eppure, continuò il Pontefice, «vi diremo una cosa semplicissima, ma piena di significato»: «Lavoratori, che ci ascoltate: Gesù, il Cristo, è per voi!». Queste semplici parole, pronunciate in un contesto storico caratterizzato da passioni veementi e scontri in fabbrica, avevano un grande obiettivo: ricordare a tutti i lavoratori che la Chiesa è “madre”, non è cieca “ai bisogni” e non è “sorda” alle grida di aiuto degli ultimi. Perché la Chiesa, concluse magistralmente Paolo VI, riconosce «il bisogno di giustizia del popolo onesto, e lo difende, come può, e lo promuove».

    Queste parole, a più di 50 anni di distanza, conservano ancora oggi, in questa Settimana Sociale il cui titolo è «il mondo che speriamo», la loro straordinaria attualità. Il mondo contemporaneo è molto diverso da quello vissuto da Montini. Eppure, oggi come ieri, la Chiesa è madre, e non matrigna, ha a cuore tutti i suoi figli, a partire da quelli più fragili e indifesi, e in virtù di questo grande amore verso l’umano – e non certo in nome di un’ideologia – promuove, come disse Paolo VI, «la giustizia civile e sociale».

    Perciò dobbiamo chiederci: quale significato assume, nel XXI secolo, la volontà di promuovere la «giustizia civile e sociale»? Innanzitutto, significa difendere e valorizzare, in ogni latitudine e in ogni circostanza, il valore incalpestabile della dignità umana. La persona umana non si può sfruttare, non si può mercificare e non si può uccidere. Nessuna ragione economica può legittimare qualsiasi forma di schiavitù fisica o morale di un uomo, di una donna o di un bambino. Sono profondamento amareggiato e deluso per i troppi incidenti che avvengono nell’ambito del lavoro… Per non dire dei feriti!!! «La difesa e la promozione della dignità della persona umana – ha scritto Giovanni Paolo II – ci sono state affidate dal Creatore; di essa sono rigorosamente e responsabilmente debitori gli uomini e le donne in ogni congiuntura della storia».

    In secondo luogo, promuovere la «giustizia civile e sociale» assume oggi un significato ulteriore: quello proposto nella Laudato si’ e che ci esorta a sviluppare e a promuovere «un’ecologia integrale». Che non è soltanto un richiamo alla difesa dell’ambiente in cui siamo immersi, ma è soprattutto un’esortazione a vivere un’esistenza “interdipendente”. Gli esseri umani, infatti, non sono delle monadi individuali che vivono per sé stesse ma sono intrinsecamente degli esseri-in-relazione: in relazione con il Creatore e in relazione con il Creato. «Se la terra ci è donata – scrive Papa Francesco – non possiamo più pensare soltanto a partire da un criterio utilitarista di efficienza e produttività per il profitto individuale».

    Si tratta, come capite, di un’intuizione di grande portata storica, che innova profondamente il magistero sociale della Chiesa cattolica. La dottrina esce dalla bottega e dalla fabbrica e abbraccia il mondo intero, l’Oikos, la nostra casa comune. Secondo la proposta di Francesco, l’individualismo e l’utilitarismo, che caratterizzano così profondamente la mentalità collettiva del mondo contemporaneo, possono trovare un argine in una comunità di uomini e di donne che riscopre, non solo il valore della relazione interpersonale, ma anche la centralità dell’interdipendenza.

    L’interdipendenza non è tanto una categoria sociologica, quanto un valore aggiunto per la società contemporanea. E lo abbiamo visto durante questa pandemia. Perché se è vero che il virus si è diffuso velocemente in un mondo ormai globalizzato, è anche vero che, altrettanto velocemente, è stata costruita una difesa sanitaria e sociale contro l’epidemia. Una difesa che, però, come sappiamo benissimo non ha la stessa forza nel Sud del mondo. Ancora oggi, dunque, i popoli della fame vivono drammaticamente la distanza sociale con i popoli dell’opulenza.

    La pandemia ha, pertanto, lasciato una grande eredità. Un’eredità, purtroppo, durissima e incalcolabile nelle nazioni più povere. E un’eredità, invece, ben visibile nei Paesi più sviluppati, come l’Italia. Penso ai tanti nostri cari morti, alle sofferenze di moltissime famiglie, alla difficile situazione economica di molte aziende e, infine, al drammatico bilancio in termini di frustrazione sociale. Le immagini delle proteste e dei disordini di piazza in alcune città italiane mi hanno colpito profondamente. C’è un malessere sociale che cova nelle viscere della nostra società e che riemerge ogni volta che c’è una crisi umanitaria: in precedenza, erano i migranti; oggi la pandemia. Molto spesso, a pagare le conseguenze di tutto ciò, sono i nostri giovani, i nostri figli.

    Occorre, pertanto, uno balzo in avanti. Serve uno sguardo lungo sulle sorti dell’Europa e soprattutto dell’Italia. Alla Settimana Sociale di Cagliari auspicai un piano di sviluppo per l’Italia che partisse dalla valorizzazione della fragile bellezza del nostro Paese: un grande investimento sul patrimonio paesaggistico, culturale e architettonico dell’Italia. Confermo tutto quello che dissi tre anni fa. Mai come oggi è necessario un nuovo patto sociale tra tutti gli uomini e le donne italiane di buona volontà per mettere a tema l’Italia e il suo futuro facendo proposte concrete e non solo belle parole sul nostro Paese.

    Ma oggi, accanto a un piano di sviluppo per l’Italia c’è bisogno anche di altro. Qualcosa di più profondo. Serve una profezia sull’Italia. È necessaria una voce alta e autorevole che sappia leggere i segni dei tempi: ovvero sappia comprendere e interpretare questo scorcio di XXI secolo. Sbaglieremmo tutti quanti se pensassimo che finita la pandemia tutto ritornerà come prima. Non sarà così. Ormai da anni – Papa Francesco ne parlò nel 2015 a Firenze – stiamo vivendo un eccezionale cambiamento d’epoca che necessita di nuove categorie, nuove parole-chiave e anche nuove personalità: un nuovo umanesimo fondato su Cristo. In Lui è il nuovo umanesimo.

    Il baricentro del mondo sembra spostarsi sempre più verso Oriente. E anche se la potenza politicamente più importante si trova collocata nella parte più occidentale del Pianeta, l’Italia e l’Europa rischiano di trovarsi in una grande terra di mezzo. Che rischia di non essere una terra di raccordo, ma una terra di periferia. Una terra di vecchi, caratterizzata da un gelido inverno demografico, da uno sviluppo economico sempre più asfittico e, infine, una terra che sta abbandonando, neppure troppo lentamente, il cristianesimo. In questo contesto, l’Italia rischia di essere l’estrema periferia di questo mondo periferico. Come capite non è una prospettiva entusiasmante. Lo Spirito di Dio, però, continua a soffiare al di là delle nostre competenze, intelligenze e capacità.

    Per questi motivi, ho detto che serve una visione profetica e nuovi protagonisti. Quando parlo di profezia mi riferisco, per esempio, alla “profezia di pace” fatta più di 50 anni fa da Giorgio La Pira e che vedeva la costruzione di un nuovo mondo di pace, solidarietà e carità nel Mediterraneo. Una profezia che per l’Italia svela anche una grande missione per il futuro: essere alla testa di quei promotori che vogliono realizzare concretamente questo mondo di pace.

    Quando parlo di nuovi protagonisti mi riferisco soprattutto ai giovani. A tutti quei giovani, però, che sono veramente persone libere: ovvero, che non si lasciano sedurre dalle vecchie ideologie del Novecento e che non rimangano abbagliati dai nuovi demagoghi. L’epoca dei pifferai magici è passata e non deve tornare più.

    Il Santo Padre li ha incoraggiati con il suo messaggio per la XXXVI Giornata mondiale della gioventù: «Giovani risollevate il mondo! Ora, come san Paolo, alzatevi e testimoniate le opere che Dio sta compiendo in voi».

    La vostra numerosa presenza qui a Taranto, oggi, mi rincuora e mi consola. L’auspicio è che possiate essere protagonisti in questa Settimana Sociale e che possiate organizzare un coinvolgimento nelle diocesi perché i temi affrontati qui a Taranto siano oggetto di approfondimento e diventino occasione per fare scelte concrete. La sinodalità passa dalle vostre gambe capaci di andare incontro ai vostri coetanei, dalle vostre mani capaci di prendersi cura e dal vostro cuore capace di appassionarsi alla proposta dell’ecologia integrale.

    Sappiamo che l’azione dello Spirito riscalda i cuori, spinge al bene e fa crescere il desiderio della comunione tra noi. Non dobbiamo avere paura delle diverse sensibilità che abitano la nostra Chiesa, ma dobbiamo guardarci dalle chiusure alle novità dello Spirito. Dopo la pandemia c’è voglia di futuro sui volti delle persone: non tradiamo le attese di tanta gente! E il futuro in Dio prende le pieghe di un avvento, di un venirci incontro del Risorto nelle nostre vicende umane.

    Come cattolici abbiamo ancora molto da offrire e da ricevere dal nostro Paese. Perciò, come suggerisce il profeta Isaia, irrobustiamo le mani fiacche e rendiamo salde le ginocchia vacillanti (Is 35,3): camminiamo insieme! C’è più gioia nella comunione vissuta, anche faticosamente, che nella comoda rassegnazione.

    Buona Settimana Sociale a tutti!


    (Fonte, dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro».
    Citazione biblica:
    La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2008).
    Ultima modifica di Laudato Si’; 22-10-2021 alle 00:12
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  4. #14
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    L’intervento di Mons. Filippo Santoro

    21 OTTOBRE 2021

    Pubblichiamo il testo dell’intervento di Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore, in apertura dei lavori della Settimana Sociale.

    Eminentissimo signor presidente Cardinale Bassetti,
    confratelli vescovi, stimate autorità, delegati delle diocesi italiane, amici del Comitato,
    operatori dei media,
    benvenuti nella Città dei Due Mari.

    Abbiamo tanto atteso questo evento, più volte costretti a rimandarlo e ripensarlo a causa della pandemia. L’inedita emergenza sanitaria, tutt’ora in corso, non solo ha modificato i nostri programmi ma ha imposto a tutti noi una visione diversa, uno sguardo articolato, più responsabile e maturo e sicuramente rimarcato, un tono di urgenza e necessità per adoperarci per il pianeta che speriamo, lì dove la speranza non è desiderio posto in un futuro incerto ma fondamento e propulsione della nostra vita.

    Vi accolgo in un ambiente vitale lì dove ogni nostra domanda, sfida e, soprattutto, risposta, devono fare i conti con il dolore di questa città, con la bellezza ferita, con il grido di riscatto e chiama in causa credibilità e l’unico interesse del bene comune.

    Vorrei che la 49a Settimana sociale dei cattolici italiani si avventurasse con generosità e coraggio in questo corridoio angusto tutto tarantino fatto di dolore e di contraddizioni, di stanchezza, di disincanto, ma non di disperazione. Perché Taranto è un sito emblematico in cui si gioca una partita che, fatte le dovute proporzioni si gioca tutto il Pianeta. Come vorrei che da qui noi dessimo un segnale di apertura che racconti un futuro possibile: qui la speranza è precaria come il lavoro, qui l’inquinamento ha intossicato le coscienze prima ancora che l’aria, la terra e il mare.

    La Chiesa italiana ha la responsabilità di tracciare una parabola che non fronteggi l’emergenza della salute, dell’ambiente, del lavoro, con rattoppi dell’ultima ora come siamo abituati a subire da decenni, ma che sia lungimirante, che ponga le basi di una crescita per le nuove generazioni, che esprima la cura dell’educare e della gratuità.

    Quando ho letto la Laudato Si’, per la prima volta, ho avuto la netta percezione che le parole del Santo Padre fossero state scritte ognuna per questa mia amata terra, che Egli conoscesse bene la sua storia.

    Così come ho nutrito l’ambizione fin da subito che all’analisi puntuale delle interconnessioni che producono tanto male nel mondo intero, a partire da quello che si può fare nell’angolo più remoto del Pianeta, anche con le proprie cattive abitudini, potesse sostituirsi un percorso virtuoso di “bonifica” lungo la strada del concetto che il Papa ci ha offerto: quello dell’Ecologia integrale.

    Sin dal mio insediamento nella città di Taranto ho avuto ben chiaro il peso che i suoi abitanti sopportano da anni, quello dello sviluppo a spese della centralità dell’uomo che tanti danni ha prodotto e produce alla madre Terra. Un peso che incontro ogni giorno negli occhi degli operai, dei lavoratori, su cui si abbatte l’incertezza di non poter far fronte alle esigenze familiari, e ancor più in quelli degli ammalati, ancora troppo spesso costretti a partire per veder garantito il loro diritto alle migliori cure possibili. Ci siamo affidati a Gesù: è Gesù il buon samaritano. Il nostro annuncio parte dall’esperienza personale, vera e viva di Gesù che ci vuole bene. Nella parabola del buon samaritano ognuno può rivedere sé stesso che nelle diverse situazioni della vita incappa nei briganti, perdendo la sicurezza della salute, dei beni, patendo lo smarrimento come anche l’indifferenza e l’inutilità degli aiuti degli altri uomini. La debolezza, il dolore, l’umiliazione, muove a compassione il cuore del buon samaritano. È così che il malato attira il medico, la miseria la misericordia, il peccato la salvezza. Come vescovo ho accolto sotto il manto della Chiesa questa comunità dolente e, nello stesso tempo, ho spronato essa e le amministrazioni che la rappresentano a impegnarsi nella costruzione di un futuro diverso, più sostenibile per il pianeta e che capovolgesse la visione: un passaggio fondamentale “dall’io al noi”.

    Papa Francesco ci ha chiaramente indicato la strada illustrandoci con l’enciclica Laudato Si’ il concetto di “ecologia integrale” che è un invito a una visione globale della vita, a partire dalla convinzione che tutto nel mondo è connesso e che l’uomo deve sanare la frattura che egli stesso ha causato per l’ambizione di superare i limiti naturali con la tecnica e ritornare a essere centro del sistema con il suo lavoro e la ricerca del bene comune.

    Sentiamo molto parlare di “transizione ecologica”, abbiamo un ministero dedicato, ma io vi parlo da un territorio emblematico dei guasti italiani che conosce bene le promesse mancate, la disillusione.

    Il clima di incertezza sfianca anche la speranza più ostinata e ora abbiamo un’ultima opportunità con i fondi del Next Generation Ue e del Recovery Plan: restiamo insieme, uniti, facciamo fronte comune perché il nostro territorio possa finalmente risollevarsi. Ancora una volta il Papa ci indica la strada con la Fratelli Tutti: quella della fratellanza universale, reale, fatta non di discorsi e di proclami ma di una cultura e di atteggiamenti diversi; e poi il dialogo come metodo per vivere in armonia sia con la Casa Comune sia con le persone. In questo documento si parla di come ritrovare un’armonia tra le persone, superando l’individualismo che è il male più grande che attanaglia il nostro tempo.

    Così il Deuteronomio: «Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza» (Dt 30, 19). Questa scelta si impone oggi dinanzi a tutti noi all’inizio di questa Settimana Sociale. La scelta della vita o della morte del nostro Pianeta e quindi di ciascuno di noi. Spesso non consideriamo tutta la gravità della situazione e sottovalutiamo il rischio legato al cambiamento climatico e alla sopravvivenza del Pianeta. Ce lo dicono tante fonti tra cui il Rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, organismo delle Nazioni Unite per l’analisi delle ricerche scientifiche in materia di cambiamento climatico[1]) pubblicato ad agosto 2021 che dice che la temperatura media del pianeta è già aumentata di 1,1 gradi ed è rimasto poco tempo per evitare catastrofi climatiche di maggiori proporzioni. Per evitare questo scenario ci siamo dati obiettivi molto ambiziosi come l’azzeramento delle emissioni nette nel 2050 e la riduzione del 55 percento già nei prossimi dieci anni, entro il 2030. La transizione ecologica rappresenta pertanto una delle sfide più temibili dell’umanità e del nostro paese ai nostri giorni.

    Non possiamo sottovalutare la sfida dinanzi cui ci troviamo. La bussola per affrontarla ci è data dalla Laudato Si’ quando parla di sguardo contemplativo ed ecologia integrale e dalla Fratelli tutti quando indica una urgenza fondamentale per l’umanità nel passaggio dall’io al noi, presentandoci l’icona del Buon Samaritano”.

    Cosa vogliamo testimoniare in questa Settimana Sociale? La determinazione nel continuare il cammino sinodale svolto sin qui nella preparazione di questa Settimana. Il Papa ci incoraggia in questa attività sinfoniale a camminare sulla stessa strada, insieme. Nello specifico di Incontrare, ascoltare, discernere. Sono appunto i tre verbi del Sinodo.

    Dobbiamo avere il coraggio, anche di vincere il nostro impacciato imbarazzo nel ripartire dai volti delle persone morte e ferite per causa dell’inquinamento ambientale, dal volto ferito di tutta la Casa comune, e dalle vittime del lavoro. Dobbiamo ricominciare dai giovani che sono stati determinanti nella preparazione di questa settimana e che lo saranno nella sua realizzazione come elemento essenziale quando parliamo di presente, di futuro e di sostenibilità.

    In questa città vi invito anche a riconoscere il disincanto e lo scetticismo, probabilmente anche verso questo nostro raduno, perché i tarantini sono stanchi e delusi, al pari di tanti poveri e sfruttati del Pianeta; non per questo dobbiamo rinunciare a tendere la mano e con umiltà essere portatori di fiducia, cominciando dal proprio impegno personale.

    Il Papa ci insegna che lo stile sinodale non si avvicina al parlatorio, al parlamento, ma è la risposta alla nostra vocazione di essere lievito e fermento all’interno della famiglia umana per servire e non per essere serviti.

    Perdonerete il mio evidente continuo riferimento a Taranto, ma le Settimane Sociali per noi sono un’opportunità che vorrei segnasse la svolta. Sulle sponde dei nostri Mari due grandi santi, profeti del nostro tempo, hanno annunciato la speranza e hanno rivolto il loro sguardo come la loro preoccupazione: san Paolo VI e San Giovanni Paolo II sono stati qui pellegrini e hanno tracciato un solco nel quale ora si innesta questa Settimana Sociale che stiamo vivendo in questa diocesi millenaria, grande per storia e per bellezza naturale.

    Raccontiamo qui le ferite certe come certe sono le meraviglie e le risorse, offuscate dai fumi e da un racconto che come noterete sicuramente non ci rende giustizia, e che invece cela potenzialità enormi segno della benedizione di Dio che oggi si manifesta nell’attenzione della chiesa italiana e nella vostra presenza.

    A tutti auguro un lavoro carico di frutti di speranza. Grazie.


    (Fonte, dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro».
    Citazioni bibliche:
    La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2008).
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  5. #15
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    Ambiente, lavoro, futuro: 274 “buone pratiche”

    22 OTTOBRE 2021

    Coniugare sviluppo, lavoro e tutela dell’ambiente? Si può e a dimostrarlo sono le 274 “buone pratiche” censite nel percorso verso la Settimana Sociale di Taranto. Si tratta di aziende, amministrazioni pubbliche, enti del terzo settore e singoli cittadini che, con le loro scelte e i loro comportamenti, traducono in pratica il principio per il quale è possibile fare impresa in modo responsabile, facendo attenzione all’ambiente e alle persone. “Le buone pratiche sono il presente e non devono essere copiate perché non sempre si prestano a essere replicate così come sono, ma devono essere di ispirazione per gli altri”, ha sottolineato l’economista Leonardo Becchetti, membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, presentando – nel secondo giorno dei lavori della 49ª Settimana Sociale – alcune “buone pratiche” nell’ambito del consumo energetico, del reinserimento lavorativo, della moda, dell’economia circolare, della parità di genere.

    Il lavoro di mappatura delle “buone pratiche”, iniziato a Cagliari con la precedente edizione della Settimana Sociale, è stato realizzato da Next – Nuova economia per tutti che ha utilizzato come indicatori i principi della Dottrina Sociale della Chiesa e di Ecologia Integrale della Laudato Sì, incrociati con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDgS) dell’Agenda 2030 e con i Domini del BES.

    Nel pomeriggio di venerdì 22 ottobre, le delegate e i delegati della Settimana Sociale di Taranto, divisi in gruppi, hanno potuto visitare alcune “buone pratiche” presenti sul territorio regionale: l’Ecomuseo del Mar Piccolo di Tranto, la Masseria Frutti Rossi/Lome di Massafra, Quartiere Montetullio/Masseria Mangiato di Martina Franca; il Centro Educazione Ambientale/Progeva di Laterza, In Masseria di Grottaglie, Torre Guaceto di Brindisi.


    (Fonte, dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
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  6. #16
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    Il 23 ottobre la piantumazione simbolica di un platano

    22 OTTOBRE 2021

    Saranno il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI, Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, e Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, a piantare simbolicamente uno dei 25 platani che andranno a costituire l’area verde del rione Salinella, a Taranto. La cerimonia si terrà domani (23 ottobre), alle ore 11, alla presenza di autorità civili e religiose, nell’ambito della 49ª Settimana Sociale dei cattolici italiani.
    Oltre a riqualificare l’intero spazio, gli imponenti alberi – che riescono ad offrire un effetto decorativo garantendo al contempo un larghissimo assorbimento di anidride carbonica – avranno un profondo significato: alcuni di essi, infatti, ricorderanno le piccole vittime innocenti della contaminazione dell’aria e dell’acqua, il cui sacrificio diventa monito perché si assumano impegni politici e nuovi stili di vita.
    Altri 25 platani saranno piantati in zona Lama-Tramontone, nella periferia orientale della città, per ribadire l’interesse della Chiesa per tutti gli uomini, specialmente quelli più dimenticati, affinché nessuno viva l’esperienza dell’esclusione.
    [...].


    (Fonte, dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
    «Vox clamantis in deserto: “Parate viam Domini, rectas facite semitas eius”».
    (Luc. 3, 4).



  7. #17
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    Il Messaggio del Presidente del Parlamento Europeo

    23 OTTOBRE 2021

    Pubblichiamo il Messaggio del Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ai partecipanti alla 49ª Settimana Sociale dei cattolici italiani.

    Buon pomeriggio,
    desidero salutare innanzi tutto il Cardinale Gualtiero Bassetti e l’Arcivescovo di Taranto, Mons. Filippo Santoro. Saluto, ovviamente, le istituzioni presenti, i relatori e tutti gli amici che partecipano alla 49esima Settimana Sociale dei Cattolici ltaliani.
    Purtroppo quest’oggi non riesco ad essere con voi, ma vorrei, con queste mio breve messaggio, ringraziarvi per avermi invitato a riflettere su un tema che considero centrale e non più rinviabile. L’ambiente rappresenta, infatti, la bussola del nostro agire e la chiave che tiene insieme tutto: dai cambiamenti climatici alle migrazioni, dalle sfide tecnologiche alle grandi questioni economiche e finanziarie.
    Oggi “tutto è connesso” e dunque anche il progresso ecologico non può dissociarsi da quello sociale. Come potremmo porre fine alla crisi ecologica se continueranno ad esistere alti livelli di povertà e disuguaglianza?
    Papa Francesco ci ricorda che “abbiamo bisogno di un approccio integrale per combattere la povertà e custodire la natura”. Per fare questo non possiamo agire in solitudine ma servono alleanze e strategie comuni; serve rilanciare la centralità della politica intesa come
    capacità di disegnare il mondo che vogliamo e come dimensione essenziale della convivenza civile.
    Se c’è una lezione che abbiamo potuto imparare – e se volete – riscoprire – dal Covid-19 è il senso della nostra interdipendenza, della nostra relazione. Perché il mondo prima della pandemia non era poi così giusto ed equo. Anzi, era molto diseguale. Questo virus ha messo
    in evidenza le contraddizioni di un mondo globale senza regole che, specialmente negli ultimi venti anni, non ha fatto altro che produrre gravi ferite e profonde fratture nel corpo sociale.
    Oggi più che mai è necessario proteggere la nostra coesione, tutelare la nostra unità. La risposta è agire insieme, “prendersi cura” l’uno dell’altro e riscoprire l’importanza delle relazioni sociali nella comunità. Non è più accettabile uno sviluppo senza giustizia o una crescita senza diritti.
    Se la sostenibilità è la sintesi e l’orizzonte comune del nostro agire, il Green Deal e il Next Generation EU rappresentano la traduzione concreta dell’impegno europeo verso l’ambiente e le generazioni future. Questi provvedimenti delineano un cambio di paradigma che non è solo economico e sociale ma anche culturale.
    Dobbiamo riscoprire il concetto di prossimità e stabilire con la natura un rapporto diverso. Da questo punto di vista è importante investire in progetti di economia circolare, utilizzare in modo più efficace le energie rinnovabili, promuovere le biodiversità e sostenere le economie locali.
    Custodire il pianeta vuol dire non solo proteggere tutti coloro che ogni giorno lo curano ma anche coinvolgere tutte le componenti della società affinché lavorino per una rinnovata stagione all’insegna dell’impegno educativo, del dialogo e della reciproca collaborazione.
    Vi ringrazio ancora per il vostro invito e spero di incontrarvi presto non appena sarà possibile.


    (Fonte, dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
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  8. #18
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    Il videomessaggio del Commissario Europeo per gli Affari Economici

    23 OTTOBRE 2021





    (Dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro».
    Video dal canale
    YouTube CEI Chiesa Cattolica Italiana).
    Ultima modifica di Laudato Si’; 24-10-2021 alle 00:07
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  9. #19
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    Card. Bassetti: ripartiamo dai giovani

    23 OTTOBRE 2021

    “La Chiesa italiana è stata coraggiosa a ripartire con la scelta dei giovani: può sembrare uno slogan, ma loro sono veramente la speranza della Chiesa, perché chi ha speranza ha la capacità di anticipare il futuro ad ora. E questa speranza si sta attuando in progetti concreti”. Lo ha affermato il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI, che a margine della terza giornata di lavori della Settimana Sociale ha ringraziato i giornalisti per il loro lavoro.
    Questa Settimana Sociale, ha sottolineato, “è un grande evento, non perché sia sostanzialmente diversa dalle altre che l’hanno preceduta, ma per le circostanze in cui è avvenuta, nel contesto di una pandemia le cui conseguenze si sono molto attenuate. È stato un grande atto di coraggio ritrovarci qui tutti insieme”.
    “In questa Settimana sociale ha prevalso l’elemento giovani: questo per me è molto importante, perché c’è stato un inverno nella Chiesa, non c’erano bambini, e ora abbiamo riaperto le chiese al culto”, ha confidato il Cardinale Bassetti per il quale è molto importante che “la Chiesa in Italia riparta con un evento di questo tipo: il lavoro, la famiglia, l’economia sono fondamentali per la vita delle persone”.
    “La speranza cammina sulle gambe dei giovani”, ha detto da parte sua Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore, che ha evidenziato la loro “capacità di interpretare i problemi, dare risposte, creare un’alleanza”.
    “Taranto, dall’essere un caso diventa un modello”, ha concluso l’Arcivescovo ricordando che “la Chiesa italiana c’è, entra in azione, si sporca le mani, ci mette il cuore”.


    (Dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
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  10. #20
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    Card. Bassetti: con i giovani costruiamo una Chiesa vicina alla gente

    24 OTTOBRE 2021

    Pubblichiamo l’omelia pronunciata dal Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Cei, che ha presieduto la Santa Messa a conclusione della 49ª Settimana Sociale dei cattolici italiani.

    Carissimo vescovo Filippo, grazie per la tua accoglienza generosa e fraterna; fratelli vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate, signor sindaco, autorità, membri del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali… grazie!

    La pagina del Vangelo ci ha mostrato cosa accade quando permettiamo che il Signore entri nelle nostre città e ci incontri lì dove siamo, nelle case e sulle strade. Gesù – come apprendiamo dall’evangelista Luca – doveva essere appena uscito dalla casa di Zaccheo, ed ecco che ora, lasciando Gerico per continuare il viaggio verso Gerusalemme, il suo cammino è interrotto dal grido di un mendicante. Mentre molti rimproveravano Timèo per farlo tacere, Gesù invece ascolta la sua preghiera: si ferma, lo chiama, e quel cieco ritorna a vedere.

    La città dove si è celebrata questa 49ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, Taranto, non è poi così diversa da Gerico: è una delle tante città di questo mondo mediterraneo, dalle quali si alzano ancora le grida di uomini e donne che chiedono aiuto. Ecco perché abbiamo voluto che questo evento così importante per la Chiesa e la società italiana si tenesse nella “città dei due mari”: perché qui si tocca con mano quanto sia difficile scegliere tra salute e lavoro.

    Questa splendida città, e la nostra società, soffrono però non solo di una crisi ambientale, ma anche di una crisi sociale: due crisi strettamente legate tra loro. Come ha scritto papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, si deve pensare in termini di un’ecologia integrale, in quanto «tutto è intimamente relazionato» (LS137). «Tutto è in relazione», dice il Papa: «tutto è connesso», si legge nel sottotitolo di questa Settimana Sociale.

    Che cosa abbiamo cercato di fare in questi giorni? Non un convegno, ma una piattaforma di partenza per dare speranza e avviare dei processi.

    In questi giorni, abbiamo compreso ancor di più la complessità dei problemi, ma anche segnalato quei modelli praticabili, quelle buone pratiche, che producono soluzioni. Soprattutto, e grazie al Magistero sociale della Chiesa e alle due encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti, abbiamo capito che non si può scindere l’essere cristiani dal rispetto per il Creato; non si può pensare di seguire il Vangelo, se non custodendo la nostra terra; non si può far finta che l’economia vada per conto proprio, mentre la vita di fede è un’altra cosa…

    Dalla loro prima edizione nel 1907, a Pistoia, le Settimane Sociali hanno segnato la riflessione e l’azione della Chiesa italiana in rapporto alle questioni sociali e politiche del nostro Paese. L’iniziatore di esse fu Giuseppe Toniolo, il primo economista beato. Quella di Taranto è stata di particolare rilievo non solo perché abbiamo cercato soluzioni per il presente, ma perché ci siamo resi conto che le decisioni, che prendiamo oggi avranno conseguenze vitali per questa generazione e soprattutto per quelle future.

    A questo riguardo, voglio dire con forza che l’apporto dei cattolici per affrontare le crisi di cui si è detto, è fondamentale. Siamo sempre più convinti che le parole e i valori del Vangelo sono in grado non solo di dare una risposta alle domande di senso degli uomini, ma possono anche ispirare l’economia e la politica.

    Il Vangelo può sostenere, più precisamente, quelle “alleanze” di cui hanno parlato i giovani qui presenti. Sono i giovani, come quelli impegnati nel progetto della “Economia di Francesco”, nel Progetto Policoro ed altri, che possono aiutare il mondo a «rimettere la fraternità al centro dell’economia».

    Cari giovani, sognate e costruite, con l’aiuto di Dio, una Chiesa gioiosa, perché umile e disinteressata; una Chiesa a contatto con gli uomini e le loro storie; una Chiesa che si rigenera nell’ottica della carità.

    Insieme, maturiamo la consapevolezza che siamo tutti fratelli e che, senza di essa, l’economia si trasforma in interesse privato e prevaricazione.

    Perché si possano trovare soluzioni praticabili alle emergenze ambientali e sociali, è necessario l’aiuto non solo dei cattolici, ma di tutti. Per quanto ci riguarda, come comunità ecclesiale e come pastori della Chiesa, ci stiamo impegnando in questo senso. Penso al prossimo incontro dei Vescovi del Mediterraneo, nel febbraio 2022, che riprenderà il tema del primo incontro “Mediterraneo frontiera di pace”, tenutosi a Bari, per approfondire vari aspetti di attualità. Ma penso anche al Sinodo Universale dei Vescovi e al Cammino sinodale delle Chiese in Italia: entrambi sono uno stimolo a trovare quel cambiamento necessario per rendere la nostra Chiesa più materna e sempre più capace di annunciare il Vangelo di Cristo. Da “testimoni e profeti”, come richiama il tema della Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra proprio in questa domenica di ottobre.

    Il Signore ci aiuti, ci accompagni in questo compito e ci doni la forza di testimoniare che «chi semina nelle lacrime, mieterà nella gioia» (Sal 126,6).


    (Dal sito delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fonte. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro».
    Citazioni bibliche:
    La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2008; altra citazione: Papa Francesco, enciclica Laudato Si’, © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana, 24 maggio 2015).
    Ultima modifica di Laudato Si’; 24-10-2021 alle 18:52
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