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Discussione: Pontificio Comitato di Scienze Storiche: notizie e attività.

  1. #1
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    Pontificio Comitato di Scienze Storiche: notizie e attività.

    Discussione dedicata alle attività e alle notizie del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
    «Vigilate ergo, quia nescitis qua die Dominus vester venturus sit».
    (Matth. 24, 42).



  2. #2
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  3. #3
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    Avviso di Conferenza Stampa, 22.10.2021


    Si avvisano i giornalisti accreditati che martedì 26 ottobre 2021, alle ore 11.30, avrà luogo in diretta streaming dalla Sala Stampa della Santa Sede la Conferenza Stampa di presentazione del Convegno Internazionale di Studi “Inchiesta sulla storia dei primi secoli della Chiesa”, organizzato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche in collaborazione con l’Université Catholique de Lyon (Città del Vaticano, 27-29 ottobre 2021).

    Interverranno:

    - Rev.mo P. Bernard Ardura, O. Praem, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche;

    - Prof. Gaetano Lettieri, Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e Direttore del Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della “Sapienza” -Università di Roma.

    La Conferenza Stampa verrà trasmessa in diretta streaming in lingua originale sul canale Youtube di Vatican News, collegandosi al sito https://www.youtube.com/c/VaticanNews.

    [...].


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del: 22.10.2021 della Sala Stampa della Santa Sede].
    «Vigilate ergo, quia nescitis qua die Dominus vester venturus sit».
    (Matth. 24, 42).



  4. #4
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    Conferenza Stampa di presentazione del Convegno Internazionale di Studi “Inchiesta sulla storia dei primi secoli della Chiesa”, organizzato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche in collaborazione con l’Université Catholique de Lyon, 26.10.2021


    Alle ore 11.30 di questa mattina, ha avuto luogo in diretta streaming dalla Sala Stampa sella Santa Sede la Conferenza Stampa di presentazione del Convegno Internazionale di Studi “Inchiesta sulla storia dei primi secoli della Chiesa”, organizzato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche in collaborazione con l’Université Catholique de Lyon, che si svolge in Vaticano, presso l’Istituto Maria Santissima Bambina, dal 27 al 29 ottobre 2021.

    Sono intervenuti il Rev.mo Padre Bernard Ardura, O. Praem, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche; e il Prof. Gaetano Lettieri, Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e Direttore del Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della “Sapienza” - Università di Roma.

    Riportiamo di seguito l’intervento del Rev.mo Padre Bernard Ardura:

    Intervento del Rev.mo Padre Bernard Ardura

    Il convegno che si aprirà mercoledì 27 ottobre, era programmato per svolgersi esattamente un anno fa e tutti i relatori contattati avevano dato la loro adesione al progetto. Le condizioni sanitarie dei nostri rispettivi paesi, l’impossibilità di organizzare convegni e altri eventi, nonché le difficoltà di viaggio ci hanno costretti a rimandare il convegno a quest’anno.

    Per statuto, il Pontificio Comitato di Scienze Storiche è incaricato di promuovere lo studio della storia della Chiesa e di tutta la storia della Chiesa, ossia dei venti secoli che ci separano dalla vita terrena di Gesù e dei suoi apostoli.

    D'altronde, in questi ultimi anni, Papa Francesco ha voluto insistere sulla necessità per il Comitato di promuovere una feconda collaborazione in campo scientifico non soltanto con le istituzioni accademiche cattoliche, ma anche con tutti gli storici e specialisti delle scienze ausiliarie della storia, pronti a lavorare insieme nella ricerca della verità, tenendo solo in conto le loro competenze scientifiche.

    Mentre il passato è andato, le persone non sono più, le loro esperienze sono terminate, tuttavia, rimangono dei pezzi del passato: opere letterarie, documenti amministrativi, oggetti, opere d’arte, reperti archeologici, che tuttavia non rappresentano il passato nella sua interezza.

    Ora, sappiamo che, nel corso dei secoli, almeno due visioni di questa storia si sono spesso contrapposte.

    La prima, illustrata dalla Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, che vuole presentare la Storia della Chiesa, dal tempo degli apostoli fino ai suoi giorni, in modo particolare per quanto riguarda le successioni episcopali nelle sedi più importanti, la storia dei teologi cristiani e delle eresie, nonché la storia dei martiri.

    La seconda si presenta come alternativa al modello eusebiano, e adotta la convinzione secondo la quale ci fu una decadenza e una costante corruzione del cristianesimo, a partire dall’Antichità e fino alla Riforma protestante del secolo XVI.

    L’atteggiamento dei riformatori nei confronti della storia cristiana anteriore è tratteggiato da Calvino: sono accettati i primi concili ecumenici, sino a quello di Calcedonia del 451, poiché contengono «solo una pura ed evidente interpretazione della Scrittura». In ambito luterano, ispirandosi all’apologetica cristiana degli inizi, gli autoridescrivono la storia della Chiesa come una decadenza, ma in ogni secolo sono rimasti nuclei di cristiani fedeli alla parola di Dio, che formano come un ponte verso la Riforma del XVI secolo. Mentre Eusebio si sforzava di provare la successione apostolica dei vescovi, la storiografia protestante produce, nel periodo della Riforma, una lunga serie di opere, per dimostrare che alla successione materiale dei vescovi si contrappone una successione di espressioni della verità, che in ogni epoca è emersa, anche se perseguitata dalla Chiesa ufficiale.

    Più vicino a noi, il teologo protestante Adolf von Harnack (1851-1930), che imperava sulla storia delle origini cristiane, un secolo fa, diede un’ampia diffusione a questa seconda visione della storia della Chiesa, nelle sue lezioni su «L’essenza del cristianesimo», che tenne dinanzi ai 600 studenti dell’Università di Berlino, nel 1899-1900.

    Un secolo è ormai trascorso, ma alcune delle convinzioni di Harnack sono ancora di moda, in particolare la sua affermazione che niente si possa dire con scientifica certezza sui due primi secoli di storia della Chiesa.

    Varie visite in India, vari incontri con studiosi specialisti di storia antica profana, l’incessante ricerca della verità, il desiderio di fare il punto sulle conoscenze finora acquisite grazie ai lavori più recenti, sono stati gli elementi decisivi, che hanno ispirato la preparazione di questo convegno.

    Nel concepire e organizzare il programma di questo convegno, abbiamo voluto rispondere al pressante invito del Santo Padre, Papa Francesco, a lavorare con studiosi di tutti gli ambienti scientifici, delle più variegate sensibilità culturali, e dei più diversi approcci storiografici.

    A questo scopo, abbiamo sollecitato le competenze di specialisti della geografia e della storia dei primi secoli, delle vie del commercio e dell’economia nel mondo romano e in Asia, con una particolare attenzione ai movimenti della diaspora ebraica e agli itinerari dei primi missionari. Lo studio dei monumenti letterari pagani e cristiani, le ricerche archeologiche in Oriente e in Occidente, offrono conoscenze nuove e aprono prospettive finora insospettabili, assieme a quelle che permettono le nuove tecnologie.

    L’approccio storiografico aperto, che abbiamo voluto per questo incontro, spiega da sé il termine chiave scelto per il titolo del convegno: «Inchiesta». Su un argomento così ampio e alla presenza di incessanti novità, frutto di instancabili ricerche nella varietà dei campi delle scienze collegate alla storia, questo convegno non ha assolutamente alcuna pretesa di giungere a risultati definitivi. Infatti, il nostro incontro è e vuole essere una «Inchiesta», ossia una indagine sui primi secoli di storia della Chiesa, svolta allo scopo di determinare quali elementi si possano considerare come certi, o probabili, o come superati dalle nuove conoscenze acquisite.

    Rispondendo alla richiesta del Santo Padre, il Pontificio Comitato di Scienze Storiche offre così agli studiosi, che hanno aderito al nostro invito, l’opportunità di condividere le loro ricerche.

    [01468-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0693-XX.02]


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del: 26.10.2021 della Sala Stampa della Santa Sede].
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  5. #5
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    Convegno Internazionale di Studi
    «Secundum Evangelium Christi et vitam apostolicam
    I Canonici Regolari dal Medioevo ai nostri giorni»


    24-26 novembre 2021

    Comunicato Stampa


    Il Pontificio Comitato di Scienze Storiche promuove un Convegno Internazionale di Studi sul tema «Secundum Evangelium Christi et vitam apostolicam. I Canonici Regolari dal Medioevo ai nostri giorni», che si svolgerà dal 24 al 26 novembre 2021 presso l’Istituto «Maria SS.ma Bambina», in Via Paolo VI n. 21.

    Il Simposio offre una lettura storiografica complessiva e innovativa del vasto e diversificato Movimento Canonicale, nella ricorrenza del IX Centenario della fondazione di uno tra i più rilevanti centri di riforma e di diffusione del carisma canonicale, l’Abbazia di Prémontré (1122-2022), culla dell’Ordine dei Canonici Regolari Premostratensi.

    L’Evento si articola in sei sessioni, volte a illustrare le plurisecolari dinamiche istituzionali e il ricco patrimonio culturale e spirituale generato dalle numerose Congregazioni di Canonici Regolari, al servizio del Popolo di Dio: dalle origini del carisma canonicale, passando per la costituzione di una specifica identità in seno alla Chiesa e illustrando l’attuazione di uno specifico progetto di vita apostolica, aprendosi su una panoramica della vita canonicale nel II Millennio, per soffermarsi su alcune eminenti figure di Canonici Regolari attraverso i secoli.

    Interverranno Studiosi provenienti da Università di tutto il mondo, ben noti alla Comunità scientifica internazionale per la qualità delle loro ricerche storiche su un tema di primario rilievo nella Storia della Chiesa quale la Storia degli Ordini religiosi, e nella fattispecie dei Canonici Regolari che hanno declinato con creatività apostolica la sequela Christi alla luce della sapienza evangelica e dell’equilibrio fecondo della Regola di Sant’Agostino.

    Aprono il Convegno Internazionale gli interventi di S. E. R. il Sig. Card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, di Bernard Ardura, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, di S.E. Mons. Jos Wouters, Abate di Prémontré e Abate Generale dell’Ordine dei Canonici Regolari Premostratensi, del Rev.mo P. Jean-Michel Girard, Abate Primate della Confederazione dei Canonici Regolari di Sant’Agostino, e la Prolusione del Prof. Dr. Gert Melville, Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e fondatore del Centro Internazionale di Studi Comparati sugli Ordini religiosi nel Medioevo presso l’Università degli Studi di Dresden (D).

    La partecipazione non comporta iscrizione, mentre per informazioni e per richieste di interviste durante il Convegno si può scrivere a: applicato@historia.va


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    Tavola Rotonda

    «Il Cardinale Eugène Tisserant.

    Orientalista, Pastore, “Giusto tra le Nazioni”»


    Pontificio Collegio Teutonico in Vaticano

    21 febbraio 2022, ore 17:00


    Comunicato Stampa

    Il Pontificio Comitato di Scienze Storiche promuove una Tavola Rotonda sul tema «Il Cardinale Eugène Tisserant. Orientalista, Pastore, “Giusto tra le Nazioni”», che si svolgerà lunedì 21 febbraio 2022 presso il Pontificio Collegio Teutonico in Vaticano.

    In occasione del 50° anniversario della scomparsa del Cardinale Tisserant (1972 – 2022), la Tavola Rotonda offre degli approfondimenti sulle tematiche più rilevanti della figura poliedrica e dell’intensa attività intellettuale, pastorale e diplomatica del porporato francese.

    Fine conoscitore delle lingue orientali e dell’archeologia, apprese presso l’Institut Catholique di Parigi e l’École Biblique di Gerusalemme, Eugène Tisserant divenne a soli 24 anni conservatore dei manoscritti orientali della Biblioteca Apostolica Vaticana. Creato Cardinale nel 1936 da Papa Pio XI, egli guidò l’allora Congregazione per la Chiesa Orientale fino al 1959. Dal febbraio 1946 Cardinale Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Porto-Santa Rufina, egli assolse anche a questa missione ecclesiale con generoso e lungimirante zelo pastorale. L’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme gli ha riconosciuto nel 2021 il titolo di “Giusto fra le Nazioni”, per il suo impegno nell’aiutare i cittadini di religione ebraica a sfuggire alle persecuzioni nazifasciste, impiegandoli nella Biblioteca Apostolica o facilitando loro l’ottenimento dei visti, e accogliendoli in casa propria.

    Aprono la Tavola Rotonda i Saluti di Mons. Dr. Hans-Peter Fischer, Rettore del Pontificio Collegio Teutonico di S. Maria in Camposanto, e di Bernard Ardura, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche. Intervengono: Mons. Giuseppe Maria Croce, Prefetto dell’Archivio della Basilica Papale di S. Maria Maggiore, Dott. Gianpaolo Rigotti, Archivista della Congregazione per le Chiese Orientali, Dott.ssa Elisabetta Deriu, Université Paris Est Créteil – Centre de Recherche en Histoire Européenne comparée, Bernard Ardura, Sig.ra Paule Hennequin, Pronipote del Cardinale Tisserant. Le riflessioni conclusive vengono pronunciate da S. E. R. il Sig. Card. José Tolentino de Mendonça, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa.

    La partecipazione è consentita unicamente a quanti in possesso di Certificazione verde Covid-19 (Super Green Pass) limitatamente ai posti disponibili. La registrazione previa va effettuata scrivendo all’indirizzo di posta elettronica: applicato@historia.va

    […].


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  7. #7
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  8. #8
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    DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
    AI MEMBRI DEL PONTIFICIO COMITATO DI SCIENZE STORICHE


    Sala del Concistoro
    Sabato, 28 maggio 2022


    Cari Membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche!

    Sono contento di darvi il benvenuto in occasione della vostra sessione Plenaria. Ringrazio il Presidente, padre Ardura, per le sue cortesi parole e saluto ciascuno di voi, grato per il vostro generoso servizio alla Santa Sede. È un contributo prezioso anche per il modo con cui lo svolgete: dialogando e collaborando con gli storici e con le istituzioni accademiche, che desiderano studiare non soltanto la storia della Chiesa, ma più largamente la storia dell’umanità nel suo rapporto con il cristianesimo lungo due millenni.

    Cento anni fa, il 6 febbraio 1922, Pio XI, Papa bibliotecario e diplomatico, diede alla Chiesa e alla società civile un orientamento decisivo attraverso un segno certamente sorprendente all’epoca. Subito dopo l’elezione, Papa Ratti volle inaugurare il suo pontificato affacciandosi alla loggia esterna della Basilica Vaticana, anziché a quella interna, come avevano fatto i suoi tre predecessori. Dicono che si sono spesi quasi 40 minuti per aprire quella finestra, che il tempo aveva arrugginito perché non si usava mai. Con quel gesto Pio XI ci invitava ad affacciarci sul mondo e a metterci in ascolto e al servizio della società del nostro tempo.

    L’adesione alla realtà saldamente documentata resta indispensabile allo storico, senza fughe idealistiche in un passato che si suppone consolatorio. Lo storico del cristianesimo dovrebbe essere attento a cogliere la ricchezza delle diverse realtà nelle quali, attraverso i secoli, il Vangelo si è incarnato e continua a incarnarsi, regalando capolavori che rivelano l’azione feconda dello Spirito Santo nella storia. La storia della Chiesa è luogo di incontro e di confronto in cui si sviluppa il dialogo tra Dio e l’umanità; e ad essa è predisposto chi sa unire il pensiero alla concretezza. Viene in mente il grande storico Cesare Baronio: sul fronte della cappa del camino lasciò questa scritta: Baronius coquus perpetuus. Studioso di mirabile dottrina nonché uomo di grande virtù, continuava a ritenersi il cuoco della comunità, l’incarico che in gioventù gli era stato dato da San Filippo Neri. Non di rado illustri personaggi, che si recavano da lui per riceverne consiglio, lo trovavano col grembiule di lavoro, impegnato a lavare le scodelle (cfr A. Capecelatro, Vita di S. Filippo Neri, Napoli 1879, vol. I, p. 416). Dunque, teoria e prassi – unite – conducono alla verità.

    Il vostro Comitato, voluto dal Venerabile Pio XII per essere al servizio del Papa, della Santa Sede e delle Chiese locali, è certamente tenuto a promuovere lo studio della storia, indispensabile al laboratorio della pace, quale via di dialogo e di ricerca di soluzioni concrete e pacifiche per risolvere i dissidi, e per conoscere più a fondo le persone e le società. Mi auguro che gli storici contribuiscano con le loro ricerche, con le loro analisi delle dinamiche che segnano le vicende umane, all’avvio coraggioso di processi di confronto nel concreto della storia dei popoli e degli Stati.

    L’attuale situazione in Europa orientale non vi consente, per il momento, di incontrare alcuni dei vostri interlocutori abituali nell’ambito dei convegni che, da decenni, vi vedono collaborare sia con l’Accademia Russa delle Scienze di Mosca, sia con gli storici del Patriarcato Ortodosso di Mosca. Ma sono sicuro che saprete cogliere le occasioni giuste per riprendere e intensificare questo lavoro comune, che sarà un contributo prezioso volto a favorire la pace.

    Se la storia è spesso pervasa da eventi bellici, da conflitti, lo studio della storia mi fa pensare all’ingegneria dei ponti, che rende possibili rapporti fruttuosi tra le persone, tra credenti e non credenti, tra cristiani di differenti confessioni. La vostra esperienza è ricca di insegnamenti. Ne abbiamo bisogno, perché è portatrice della memoria storica necessaria per cogliere la posta in gioco nel fare storia della Chiesa e dell’umanità: quella di offrire un’apertura verso la riconciliazione dei fratelli, la guarigione delle ferite, la reintegrazione dei nemici di ieri nel concerto delle nazioni, come seppero fare, dopo la seconda guerra mondiale, i Padri fondatori dell’Europa unita.

    Attualmente, il vostro Comitato consta di Membri provenienti da 14 Paesi e da tre continenti. Mi rallegro che questa diversità esprima una dinamica multiculturale, internazionale e pluridisciplinare. La vostra partecipazione, nel prossimo mese di agosto, al XXIII Congresso del Comitato Internazionale delle Scienze Storiche a Poznan, con una Tavola rotonda sulla tematica “La Santa Sede e le Rivoluzioni del XIX e XX secolo”, sarà un’ulteriore opportunità per realizzare la missione che vi è affidata, come servizio alla ricerca della verità attraverso la metodologia propria delle scienze storiche.

    Il vostro programma convegnistico ed editoriale, i vostri studi storici e storiografici, nonché, per la maggior parte di voi, l’insegnamento universitario, costituiscono il campo di attività in cui svolgete il vostro lavoro. Vi incoraggio a portarlo avanti, pur nell’ambito e con la metodologia che vi competono, sempre aperti all’orizzonte della storia della salvezza. Questo orizzonte è come l’atmosfera in cui le vicende umane, per così dire, “respirano”, prendono luce, rivelando un senso più ampio: quello che viene da Cristo, «che è Signore della sua Chiesa e Signore della storia dell’uomo in forza del mistero della Redenzione» (Giovanni Paolo II, Enc. Redemptor hominis, 4 marzo 1979, 22).

    A voi e ai vostri cari imparto di cuore la mia Benedizione. E vi chiedo, per favore, di pregare per me. Grazie.


    Copyright © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana


    (Fonte, dal sito della Santa Sede).
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