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Discussione: Due domande stupide

  1. #1
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    Due domande stupide

    Perdonate le domande stupide che sto per porvi, ma sono dubbi che mi passano per la testa.

    1)Il digiuno eucaristico di un'ora prima di ricevere la Comunione, include anche il fatto di non lavarsi i denti? (Intendo non "inserire" in bocca il dentifricio un'ora prima di ricevere la Comunione)

    2) Bisogna rispettare il digiuno eucaristico anche per la Comunione SPIRITUALE?

    Grazie e perdonate i miei scrupoli.

  2. #2
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Il digiuno eucaristico è una forma esteriore di rispetto nei confronti dell'Eucaristia che palesa quel rispetto spirituale che noi dobbiamo nutrire per questo immenso dono che il Signore ci ha fatto.
    Si tratta, quindi, di un esercizio della volontà, che ha, tuttavia, un'importanza secondaria, rispetto alla dimensione spirituale, ed è, perciò, soggetto a quei particolari adattamenti, che sono propri di tutte le pratiche esteriori, in quanto esse devono essere d'aiuto alla spiritualità, per dirla in parole semplici, devono essere un richiamo tangibile a quello che di intangibile ci viene chiesto.
    Nel caso specifico, infatti, la Chiesa è intervenuto sulla questione del digiuno eucaristico, abrogando quell'indicazione che lo prolungava in maniera tale da rendere disagevole la celebrazione vespertina (digiunare dalla mezzanotte fino alle 6 del pomeriggio per alcuni potrebbe essere deleterio) e ne ha consigliato l'uso soltanto a coloro che sono non hanno particolari problemi, che richiedono di cibarsi o assumere medicine o quant'altro necessario per particolari esigenze.
    Venendo alla tua domanda, ovviamente bere dell'acqua perché si ha la gola secca o lavarsi i denti non rientra nella fattispecie, come non rientra nella fattispecie neanche mangiare una caramella o prendere un po' di zucchero se si ha un calo di pressione 2 minuti prima della Messa.
    Il digiuno dev'essere significativo per la nostra anima, deve cioè portarci a capire che ciò che stiamo andando a ricevere è il vero cibo, ciò che veramente ci dona vita, e che tutto il resto è secondario a questo immenso dono; per questo si è scelto il digiuno dal cibo come simbolico, dato che il Santissimo Sacramento è Pane, ossia cibo. Ma ritengo personalmente una contraddizione vedere persone che magari fanno il digiuno eucaristico con precisione svizzera, ma poi arrivano alla porta della chiesa fumando, che senso ha? Il digiuno serve a farci capire ciò che veramente è importante, ciò che ci dona vita e ci libera, tu digiuni dal cibo perché stai andando a prendere la Comunione, e ti presenti dinanzi la porta della chiesa come schiavo di un vizio, di cui sei schiavo?
    Tutto questo per aiutare a meditare sul fatto che il digiuno eucaristico non servere a rendere la bocca o lo stomaco più puliti perché si sta per ricevere il Signore (perché il Signore che ha toccato i lebbrosi non si schifa certo di farsi mangiare da una bocca che sa di latte e caffè), ma serve a renderci spiritualmente preparati a quel grande dono che è l'Eucaristia; e dev'essere non un digiuno fine a se stesso, ma un imput per ricordarci che l'uomo, che vive in comunione con il Signore, è in grado di sconfiggere ogni schiavitù.

    Per la seconda domanda, vale il medesimo discorso, l'importante è l'attitudine spirituale con cui ti prepari a far comunione (anche se spirituale) con il Signore; non è necessario il digiuno, ma ci vuole un'adeguata preparazione (per fare un esempio, se la Messa alla tv inizia alle 18, non posso guardare il talk show delle gossippare fino alle 17.59 e poi cambiare canale, ma devo predispormi spiritualmente a quel momento, magari pregando il Santo Rosario; in quel caso digiuni dal gossip, digiuno che non può far altro che farti bene).
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  3. #3
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    Nomignoli e diminutivi

    Scusate gli scrupoli...
    È peccato utilizzare nomignoli affettuosi o diminutivi per chiamare una persona?
    Cioè, è peccato "deformare" i nomi propri delle persone, per chiamarli affettuosamente con nomignoli o diminutivi?
    Per es. dire "teto" invece di Stefano oppure "saretta" invece di Sara, ecc.
    Ripeto, scusate gli scrupoli..

  4. #4
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Citazione Originariamente Scritto da Viva Cristo Re Visualizza Messaggio
    È peccato utilizzare nomignoli affettuosi o diminutivi per chiamare una persona?
    Cioè, è peccato "deformare" i nomi propri delle persone, per chiamarli affettuosamente con nomignoli o diminutivi?
    Per es. dire "teto" invece di Stefano oppure "saretta" invece di Sara, ecc.
    Carissimo/-a,

    no, non è peccato e non v’è in ciò alcunché di male, se i soprannomi che si dànno non sono triviali o comunque non sono attribuiti con intenzioni cattive.
    Anzi, a volte un soprannome può esprimere l’affetto e la stima che noi nutriamo nei confronti d’una persona, può volgere a mettere in evidenza delle sue particolari virtù e qualità oppure può avere come scopo quello di riconoscerla per uno specifico compito o carisma assegnatole.
    Nella Sacra Scrittura vi sono casi nei quali Dio assegnò un nuovo nome a delle persone dopo un particolare avvenimento o dopo aver conceduto a loro un particolare dono: lo fece ad esempio con Abramo (cfr. Gen 17, 5) e con Giacobbe (cfr. Gen 32, 29).
    Anche Sant’Agostino, in riferimento a Giuda, fratello di Giacomo, soprannominato Taddeo (e, in alcuni codici, anche Lebbeo), ebbe a scrivere: «Chi ha proibito di chiamare un unico uomo con due o tre nomi?» (De cons. ev., II, 30, 70).
    Inoltre nella Storia della Chiesa non mancano esempii di soprannomi dati a delle persone, tra le quali alcuni Santi.

    Chiaramente il discorso cambia ma certamente non è questo il tuo caso – se come soprannome usiamo un insulto od una parola triviale.
    In questo caso la gravità del peccato varia in base alla pesantezza dei termini.
    Se si tratta ad esempio di semplici parolacce, dovute magari a lievi litigi o piccoli dissapori, in genere non si va al di là della venialità (il peccato veniale, comunque, è sempre un’offesa a Dio e al prossimo, ma non elimina lo stato di grazia e non priva il peccatore della presenza d’inabitazione di Dio).
    Ma se gl’insulti sono pesanti e fortemente dannosi nei confronti di chi li riceve il peccato contro la carità diviene grave.

    Un saluto!

    P.S.: Mi permetto sommessamente di farti notare che questa discussione sarebbe dedicata a dubbii ortografici e grammaticali, non religiosi e dottrinali.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 17-02-2022 alle 15:52
    «Spiritus Sanctus, quem mittet Pater in nomine meo,
    ille vos docebit omnia et suggeret vobis omnia, quae dixi vobis»
    (Io. 13, 26).




  5. #5
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    Precisissimo e chiarissimo, grazie!
    Ultima modifica di Gerensis; 17-02-2022 alle 17:13

  6. #6
    CierRino di platino L'avatar di Pellegrina
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    Citazione Originariamente Scritto da Viva Cristo Re Visualizza Messaggio
    Scusate gli scrupoli...
    È peccato utilizzare nomignoli affettuosi o diminutivi per chiamare una persona?
    Cioè, è peccato "deformare" i nomi propri delle persone, per chiamarli affettuosamente con nomignoli o diminutivi?
    Per es. dire "teto" invece di Stefano oppure "saretta" invece di Sara, ecc.
    Ripeto, scusate gli scrupoli..
    Ossignur! Ma per favore....
    Una curiosità: ma state svegli di notte per inventarvi nuovi peccati? Non vi bastano quelli del catechismo?
    Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla (Salmo 23)

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